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Dybala, nel pomeriggio allenamento in gruppo. Presenti i Friedkin (VIDEO)

Paulo Dybala nel pomeriggio è sceso in campo insieme ai compagni per il primo allenamento in maglia giallorossa. Ieri ed oggi – come riportato anche sui social del club – l’argentino ha svolto solo delle sedute personalizzate per valutare anche il suo stato fisico.

Continuerà un percorso di lavoro in parte individuale, seguito dai preparatori giallorossi, per raggiungere un stato di forma almeno pari a quello dei compagni che hanno iniziato la preparazione già da una quindicina di giorni. Presenti allo stadio di Albufeira nel pomeriggio anche Dan e Ryan Friedkin, accompagnati come sempre dal GM Tiago Pinto.

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I Friedkin e quel diritto di sognare restituito

Sognare di conquistare campionati e coppe è consentito a tutti, riuscire effettivamente a vincerli è riservato solamente a chie schiera campioni. Come scrive il Messaggero, un anno fa Mourinho, ora Dybala, domani chissà. La ha ben presente Dan Friedkin, abituato a trattare i campionato del grande schermo. Con una strategia chiara sta rilanciando il Club.

Sta restituendo una logica finanziaria, manager all’altezza, alla squadra competitività, al brand appeal, alla piazza speranze ed orgoglio. Adesso che sul carro dei vincitori ci sono un po’ tutti, vale la pena cogliere il romanticismo di questi giorni, anzi, di questi ultimi 14 mesi. I Friedkin hanno fato molto di più ai tifosi romanisti: gli hanno restituito il diritto di sognare.

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Uscita dalla Borsa: ora i Friedkin rilanciano

Stavolta è davvero l’ultima chiamata. L’Opa – scrive La Gazzetta dello Sport – che si sarebbe dovuta concludere oggi durerà, invece, fino al 22 ma con una grande novità: il valore delle azioni passa da 0,43 euro a 0,45. Un investimento importante per i Friedkin. Tutto questo perchè ieri il rastrellamento di azioni è arrivato circa al 94,1%.

Così la proprietà ha avuto davanti tre strade: 1) rischiare il tutto per tutto puntando sulla giornata di oggi; 2) preparasi al piano B centrando il delisting con una nuova ricapitalizzazione; 3) rilanciare l’offerta per gli azionisti. Si è scelta questa opzione, proprio per non penalizzare tutti quelli che hanno dato fiducia alla scelta dei Friedkin.

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Il volo dei Friedkin. Investimenti, nuove regole e Mourinho: “Così la Roma crescerà ancora”

La rivoluzione della Roma è già partita, scrive la Gazzetta dello Sport,  e l’artefice è la famiglia Friedkin , che in poco meno di due anni è riuscita a dare un nuovo impulso ed a riportare un trofeo a Trigoria dopo 14 anni. L’avventura di Dan Friedkin è iniziata ufficialmente il 6 agosto 2020, dopo aver pagato 199 milioni per l’acquisizione del club. Ad oggi, i proprietari hanno investito quasi 370 milioni ed il numero è destinato ad aumentare. Inoltre, ora si sta cercando di uscire dalla Borsa e per questa operazione verranno immessi altri 35 milioni.

L’8 luglio, in questo senso, ci sarà il “redde rationem”, ma in ogni caso, qualora i piccoli azionisti non aderissero all’offerta della proprietà, l‘addio a Piazza Affari avverrà comunque. I Friedkin hanno completamente rivoluzionato la Roma ed anche la campagna acquisti, infatti si va dalla cancellazione delle commissioni e delle intermediazioni per i calciatori in uscita al tetto del 10% per quello in entrata.

Inoltre, c’è da considerare l’arrivo di Mourinho, al quale è stata concessa carta bianca. Sono cambiati quasi tutti i vertici della società ed è stato abbandonato il progetto Tor di Valle per concentrarsi su Pietralata per quanto riguarda la costruzione dello stadio.

Le imposizioni della UEFA rimangono, così come il bilancio in passivo, motivo per cui bisognerà ridurre ulteriormente il monte ingaggio. Nonostante questo, i Friedkin non si sono mai tirati indietro e nella scorsa stagione la Roma è stato il club italiano ad aver speso di più (quasi 84 milioni). “Siamo convinti che la Roma possa crescere ancora e arrivare presto ai massimi livelli” , le parole di Dan. Il futuro, forse, è già qui.

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Stadio, i Friedkin al lavoro: Pietralata in pole

Nel silenzio, che è il marchio di fabbrica dei Friedkin, la Roma sta lavorando senza sosta con i propri consulenti, italiani e americani, e con il Comune di Roma per presentare quanto prima – c’è chi dice addirittura prima della pausa estiva– il progetto del nuovo stadio, scrive La Gazzetta dello Sport.

Di certo nelle ultime settimane, nonostante il problema espropri, il progetto ha avuto un’accelerata. La zona in prima fila è quella di Pietralata, area est della Capitale, di circa 36 ettari, più altri 10 da aggiungere, vicina alla stazione Tiburtina e ben collegata al resto della Capitale da due fermate della metro B e presto anche da un tram. Si tratta di una zona interna alla città, per quanto non centralissima, e l’impianto (che sarà modernissimo sul fronte della eco-sostenibilità) dovrebbe essere architettonicamente non troppo dissimile da quello dell’Arsenal.

Sulla capienza, i giochi sono ancora aperti. Ha detto l’assessore allo Sport del Comune, Alessandro Onorato:«Dopo i disastri del passato vogliamo evitare passi falsi. L’annuncio ci sarà al momento giusto. Lo stadio potrà avere tra i 40 e i 45 mila spettatori, ma questo si vedrà quando hai il progetto e un sano lavoro di collaborazione con tutti gli enti coinvolti. La cosa più bella di questa proprietà è che ha veramente un grande rispetto per il tifo e hanno voglia di lavorare seriamente». Tutto vero, ma se l’effetto Mourinho sta facendo lievitare gli abbonamenti verso quota 40 mila, basterà un impianto così a far fronte a un popolo giallorosso di nuovo innamorato?

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Alto gradimento: i Friedkin fanno “all in” con mercato, stadio e commissioni

Grazie all’effetto-Mourinho e alla conquista della Conference League, primo trofeo dopo 14 anni di astinenza, l’indice di gradimento della dei Friedkin è ai massimi livelli, scrive il Corriere della Sera.

È un particolare che non ha cambiato il loro stile di comportamento. Parole con il contagocce, programmazione spinta per farsi trovare pronti nella prossima stagione, quella dell’assalto a un posto in Champions League.

Si spiega anche così la sterzata che i Friedkin vogliono dare sul mercato giallorosso. La Fifa si prepara a un giro di vite contro i procuratori. Il nuovo regolamento dovrebbe entrare in vigore durante l’estate 2023 e rivoluzionerà l’intermediazione dei contratti dei calciatori.

Si prevede la reintroduzione dell’albo dei procuratori e controlli più serrati sui conflitti d’interesse. A proposito di compensi, sarà previsto un limite. Se il cliente dell’agente è un calciatore la commissione non sarà superiore al 5% dello stipendio dell’assistito se la sua remunerazione è sotto i 200 mila dollari e non oltre il 3% dello stipendio se supera tale soglia. Se il cliente è la squadra acquirente, si applicano i medesimi limiti. Se il procuratore rappresenta sia l’individuo sia la squadra acquirente, il tetto alle commissioni è del 10% se lo stipendio è al di sotto di 200 mila dollari e del 6% se è al di sopra di questa soglia. Se il cliente è il club venditore, la commissione massima è pari al 10% del valore dell’operazione.

I Friedkin hanno già dato a Tiago Pinto queste linee guida, in modo da portarsi avanti con il lavoro. Finora la Roma si è mossa soprattutto con i parametri zero (Matic e Svilar già presi, Mertens trattato) e si prepara ad accontentare Mourinho in prospettiva dei due calciatori per ciascun ruolo (il turco Celik come terzino destro, insieme a Karsdorp).

Si aspettano a breve novità sullo stadio di proprietà. La zona più gettonata resta Pietralata, alle spalle della stazione Tiburtina. L’impianto sarà raggiungibile in macchina (previsti parcheggi a pagamento, con costi diversi a seconda della vicinanza all’impianto) ma soprattutto con il trasporto pubblico, grazie alla vicinanza con la stazione ferroviaria e la linea B della metropolitana. Attorno sorgerà un centro commerciale, un centro sportivo e un parco.

Riempire lo stadio, visto l’entusiasmo della tifoseria giallorossa, non sarà un problema. Per la prossima stagione sono stati venduti 32.000 abbonamenti, già 11mila in più rispetto al totale del campionato passato. Tra le novità anche l’abbonamento Plus, con la possibilità di selezionare le gare a cui non si assisterà, aggiungendo alla vendita libera il proprio posto. In caso di acquisto, verrà concesso del credito che potrà essere usato per la biglietteria o tenuto da parte per l’abbonamento dell’anno seguente.

Procede anche il delisting per uscire dalla Borsa. I Friedkin hanno prima rastrellato azioni in vendita libera e ora hanno avuto dalla Consob il via libero per l’Opa. Il periodo di adesione partirà domani alle 8:30 e terminerà l’8 luglio. Il prezzo concordato è di 0,43 euro per azione. L’obiettivo è arrivare al 95% del capitale sociale. L’eliminazione del flottante consentirà una gestione più agevole del club, anche sul calciomercato.

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Friedkin, stop alle percentuali per le vendite e il 10% per i nuovi acquisti

La rivoluzione americana è partita. Parliamo delle commissioni ad agenti e intermediari con cui la famiglia Friedkin si è dovuta confrontare all’acquisto della Roma. Ovvio, scrive La Gazzetta dello Sport, che abbiano dovuto onorare i contratti sottoscritti in precedenza per un totale di 26 milioni. Di questi, solo 4 sono stati pagati per accordi presi dal nuovo corso: 10 sono infatti di debito scaduto negli anni precedenti al 2021, ma presenti in accordi che non avevano stipulato i Friedkin.

Ecco perché il nuovo corso della Roma si vedrà davvero solo nel 2022. Gli americani, infatti, non pagano commissioni per le vendite, che sono condotte dai dirigenti, e né pagano una non superiore al 10% dello stipendio per i calciatori in entrata.

Un esempio è quello di Abraham, uno dei più pagati della storia della Roma. La società ha stipulato un accordo con l’agente perché la commissione non è stata pagata in un’unica soluzione, ma in più annualità. Cioè i 400 mila euro (il 10% sul lordo dello stipendio) viene versato il giorno dopo la chiusura di ogni finestra di mercato. Risultato: più Tammy resta a a Trigoria e più l’agente guadagna.

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Boniek a Retesport: “Friedkin emozionato a Tirana, la Conference sia l’inizio di un ciclo vincente. Servono 3 rinforzi importanti alla Roma”

Zibi Boniek, ex calciatore giallorosso e vicepresidente esecutivo dell’UEFA ha parlato ai microfoni di Retesport: “Ho avuto l’opportunità di godermi la finale di Tirana dal vivo, uno spettacolo meraviglioso, è un trofeo che vale tanto per la Roma, una vittoria che potrebbe aprire un nuovo capitolo per questo club. Il calcio si fa per vincere, non per partecipare, mi auguro che con Mourinho sia il primo di una lunga serie di trofei. Le vittorie aumentano la consapevolezza, il gruppo si sentirà più forte ma bisognerà mettere il passato alle spalle e andare a giocare per vincere nella prossima stagione”.

“Abbiamo riprovato il gusto della vittoria, un piacere, un riconoscimento, l’importanza che ti da a livello internazionale un trofeo, diventa più facile così convincere i campioni – prosegue Boniek – il lavoro di Mourinho è stato straordinario, ha fatto un grande lavoro. Mi piace il suo modo di lavorare, di comunicare, vedo che dentro la Roma tutti gli vogliono bene, in primis i calciatori e il resto viene di conseguenza. Adesso bisogna rinforzare questa squadra, renderla più quadrata, aumentare la qualità della rosa, l’ambizione del tifo giallorosso è straordinaria, come è giusta che sia, lo hanno dimostrato anche a Tirana”.

Sui Friedkin aggiunge:Ero vicino a Dan Friedkin durante la partita l’ho visto molto teso, molto concentrato, alla fine del match erano felicissimi per la vittoria del trofeo, sono immagini bellissime, hanno provato per la prima volta questa gioia da proprietari. Spero che questo trionfo spinga la proprietà ad alzare il livello degli investimenti”.

Infine sul mercato Boniek afferma: La panchina c’è, Mourinho è il top, la società c’è, è una proprietà importante, bisogna migliorare solo il parco giocatori, per vincere e affermarsi stabilmente a certi livelli servono due-tre giocatori importanti, servono rinforzi sugli esterni e un altro centrocampista di livello“.

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Il modello è il City: “Tifosi fidelizzati e poi nuovo stadio”

La vittoria della Conference League, la foto iconica con il Colosseo sullo sfondo, non certo una casualità, l’accordo con una maison storica come Fendi: lo aveva detto giorni fa il CRO della Roma, cioè il responsabile dei ricavi, Ryan Norys, che l’obiettivo era “cambiare il modo in cui il club ha operato storicamente e portarlo in questa nuova era”, inizia Chiara Zucchelli sulla Gazzetta dello sport.

Friedkin e i loro manager hanno intrapreso un’altra direzione rispetto all’approccio della vecchia proprietà e Norys, nelle sue dichiarazioni a offthepitch.com ha fatto un paragone di quelli eccellenti: “Quando sono arrivato il club aveva una visione ancora molto locale. Era molto Manchester City, quelli sembravano la loro cultura e i loro valori. Non per fare un paragone, ma la Roma è molto simile. Da una certa prospettiva dobbiamo essere sensibili ai prezzi per raggiungere direttamente i tifosi”.

Un esempio gli abbonamenti e i costi dei singoli biglietti. La Roma ha scelto di venire incontro alle persone, provate anche economicamente da due anni di pandemia, e in effetti le persone hanno ricambiato. “Con la Roma – ha detto ancora Norys – siamo molto più strategici non solo nel modo in cui manteniamo la cultura e l’ethos del club a livello locale, ma anche nel portare avanti il messaggio, nel coinvolgere i tifosi senza alienarli o farli sentire come se non fossero la cosa più importante”. Rispetto a chi parlava di tifosi-clienti una rivoluzione.

Poi la questione stadio: “Non conosco la situazione a fondo, ma una cosa è certa, i Friedkin sono davvero ambiziosi e qualsiasi club al mondo trarrebbe vantaggio dalla costruzione di un nuovo impianto”.

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Friedkin, Mourinho e i piani per la Roma 2023: mercato di alto profilo per la Champions, uscita dalla Borsa e il nuovo stadio

In prima pagina i rinnovi del parco giocatori, perché in campo ci vanno loro. I primi nomi sulla lista sono ZanioloSmalling e Cristante, con adeguamento per Zalewski. E poi, scrive Il Corriere della Sera, tante altre mosse per ripartire alla grande. Dan e Ryan Friedkin erano, da diretti interessati, a Tirana per la finale di Conference League.

Ed erano, come osservatori, alla finale di Champions League a Parigi. Aggiornamento professionale. Sanno per primi che la Roma, passo dopo passo, deve ancora crescere. Il primo step è la costruzione dello stadio di proprietà, dopo il doppio fallimento del progetto di James Pallotta a Tor di Valle, sia nella versione extralarge che in quella small.

La zona più gettonata resta quella di Pietralata, nella stessa area del progetto Expo 2030. Alle spalle della stazione Tiburtina, in una zona “vuota” ma urbanizzata, in modo da avere già infrastrutture per mobilità e trasporti. Uno stadio raggiungibile in macchina (previsti parcheggi a pagamento, con costi diversi a seconda della vicinanza all’impianto) ma soprattutto con il trasporto pubblico grazie alla vicinanza con la stazione ferroviaria e la linea B della metropolitana. Attorno sorgerà un centro commerciale, un centro sportivo e un parco. Il Campidoglio è d’accordo e questo dovrebbe accorciare i tempi a 5 anni.

L’entusiasmo dell’ultima stagione – oltre un milione di spettatori all’Olimpico, biglietti a ruba per la finale di Conference e molti tifosi partiti per Tirana anche senza tagliando, la festa per la vittoria che ha paralizzato la città – rende necessario uno stadio almeno da 55.000 posti.

Lo stadio va costruito, poi bisogna riempirlo. In attesa del nuovo, il discorso vale per l’Olimpico. La campagna abbonamenti è già partita e, grazie all’entusiasmo per la conquista della Conference, i risultati sono eccezionali: già superate le 23.000 tessere (21.000 un anno fa come dato finale). Dalle ore 10 di domani scatterà la vendita libera degli abbonamenti anche in curva Sud. L’obiettivo delle30.000 tessere è più che raggiungibile.

Un’altra mossa è l’uscita dalla Borsa. L’operazione delisting è iniziata e, giorno dopo giorno, i Friedkinhanno rastrellato le azioni dei soci di minoranza, incentivati da un premio sul prezzo (0,43 euro ad azione). L’obiettivo è arrivare al 95% del capitale sociale.

Il Portogallo (non nel resort dello scorso anno, ma sempre in Algarve), è favorito per il ritiro precampionato, con Austria e Germania in alternativa. Il raduno a Trigoria dovrebbe iniziare il 4 o 5 luglio.