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Marek Sledz (resp. settore giovanile Legia Varsavia): ”Ci sono tutti i presupposti per un trasferimento definitivo di Majchrzak”

Marek Sledz, responsabile del settore giovanile del Legia Varsavia, ha parlato del futuro di Jordan Majchrzak in un’intervista al sito ‘Legionisci.com’.

Il classe 2004, che ha esordito in Serie A contro il Sassuolo, è arrivato dal club polacco con la formula del prestito oneroso (100mila euro) con diritto di riscatto fissato intorno ai 700mila euro. La Roma vorrebbe abbassare la richiesta economica del Legia Varsavia e proprio di questo ha parlato Marek Sledz. Di seguito le sue parole.

Mourinho ha portato in prima squadra Majchrzak.
“Noi ne vediamo il potenziale e anche gli altri lo vedono. Questa mossa è anche il risultato del processo di scouting italiano. C’è un’offerta sportivamente buona per il giocatore ed economicamente buona per il club. Questa è una grande lezione per lui, non solo sportiva ma anche mentale, una lezione di umiltà e pazienza. Jordan ha detto che in Primavera lottano al massimo in ogni allenamento. Aspettano 3-4 mesi per giocare 15 minuti”.

Jordan Majchrzak tornerà al Legia?
“Non lo so al momento. Ci sono tutti i presupposti per un trasferimento definitivo, che potrebbe avvenire a giugno. La Roma stava valutando questo trasferimento in inverno, ma immagino si aspettassero che scendessimo dalle condizioni… ma al massimo potevamo alzarle. La mia ipotesi è semplice: se la Roma non prende Jordan, non tornerà da noi peggio. I suoi genitori dicono che se la Roma la tirerà per le lunghe, ad esempio se vorrà darlo di nuovo in prestito, prolungheranno il suo contratto con il Legia perché sono in debito con noi”.

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Roma, il settore giovanile è un patrimonio da custodire: evitare spese folli e valorizzare le risorse interne

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – La Roma farà mercato attingendo al patrimonio del proprio settore giovanile. I giallorossi, infatti, potranno effettuare degli acquisti solo se riusciranno a ricavare qualcosa dai calciatori in uscita. Tiago Pinto è stato chiaro:Ogni movimento in entrata sarà sempre dipendente dal movimento in uscita. Col prestito risparmi l’ingaggio ma non basta per prevedere entrate. Sarà così anche a gennaio. Chi parte lo farà in via definitiva”.

Il General Manager giallorosso proverà a racimolare dei soldi per fare mercato attraverso le cessioni di Karsdorp e Shomurodov ma non sarà semplice. Ed ecco che arriva in soccorso il settore giovanile: Mou ha promosso Tahirovic (2003) e sta valutando l’attaccante polacco Jordan Majchrzak (2004).

Valorizzare i propri giovani ed evitare gli errori del passato: da Volpato e Bove a Bianda e Coric

La Roma, dati anche i vincoli frutto del FPF, sta promuovendo costantemente in prima squadra i calciatori del proprio vivaio. Aspetto che inorgoglisce Tiago Pinto: ”Quando sono arrivato, dal settore giovanile avevamo solo Calafiori in prima squadra e giocava poco. Oggi sono sei: Zalewski, Bove, Volpato, Tahirovic, Boer, e Darboe”. La strategia di valorizzare il proprio vivaio sta portando i suoi frutti: Felix, in estate, è stato ceduto alla Cremonese a 6 milioni + 3 di bonus e il 10% sulla futura rivendita. Una boccata di ossigeno per fare mercato.

Pinto ha fatto capire come i giovani giallorossi, data la loro qualità, abbiano un valore elevato: ”Bove e Volpato non sono più “giovani della Primavera”, ma realtà importanti con un valore di mercato alto. Ci sono club, non solo italiani, interessati a loro, ma contiamo di farli crescere qui”. Considerando i vincoli stringenti che limiteranno il mercato anche nei prossimi anni, valorizzare i propri giovani sarà di vitale importanza. Questa strategia potrebbe essere propedeutica anche ad evitare gli errori del passato. La società giallorossa, infatti, troppo spesso ha cercato profili giovani altrove quando in ‘casa’ aveva risorse migliori a costo zero. Basti pensare agli oltre 81 milioni spesi tra: Bianda (6), Coric (6), Diawara (21), Carles Perez (12), Kumbulla (29,5) e Reynolds (6,85). Investimenti che non hanno portato nulla alla Roma se non aumentare le spese.

Lavorare intelligentemente sullo scouting e valorizzare il proprio settore giovanile, se fatto bene, non è sinonimo di ridimensionamento ma di progetto sostenibile. Zalewski è l’esempio lampante di come a volte sia inutile cercare calciatori all’estero quando basta dare spazio ai propri giovani. Risorse interne che hanno un duplice beneficio: migliorare la squadra e aiutare la società a fare mercato.