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Mou, l’Europa e il fattore Olimpico: in 2 anni, escluse le qualificazioni, la Roma non ha mai perso

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – Mourinho, l’Europa e lo stadio Olimpico: un connubio magico. Un cocktail con forti effetti collaterali per gli avversarsi. L’8 dicembre 1982, in occasione del ritorno degli ottavi di Coppa Uefa contro il Colonia, la Curva Sud espose uno striscione che mai come oggi è di attualità: ”Non passa lo straniero”. Ebbene sì, da quando è arrivato Josè Mourinho, escluse le qualificazioni, in Europa la Roma tra le mura amiche non ha mai perso.

Con Mou in Europa ‘non passa lo straniero’: all’Olimpico 0 sconfitte in 7 partite e solo 2 gol subiti

La Roma di Mourinho, in Europa, nelle gare da dentro o fuori all’Olimpico non sbaglia una partita. Lo score è chiaro: escluse le qualificazioni in 7 gare i giallorossi non hanno mai perso (6v, 1p) e hanno realizzato 15 gol. In aggiunta, la formazione dello Special One ha incassato solo 2 reti: 5 clean sheet (71,4%) e difesa granitica.

Si può stare allo stadio come spettatori e si può stare allo stadio a giocare la partita‘. Parole di Mourinho, prima di Roma-Leicester della scorsa stagione. I tifosi giallorossi hanno fatto la loro scelta: giocare la partita. Così i romanisti hanno concluso l’annata europea con un’altra vittoria: 1-0 nei confronti del Bayer Leverkusen. Esausti ma soddisfatti. Vitesse, Bodo, Leicester, Salisburgo, Real Sociedad, Feyenoord e Bayer Leverkusen sono le vittime cadute allo stadio Olimpico durante l’era Mourinho. I tifosi giallorossi si augurano di poter allungare la lista durante la prossima stagione con lo stesso condottiero.

Roma-Vitesse 1-1 (pareggio che consente il passaggio del turno)

Roma-Bodo 4-0

Roma-Leicester 1-0

Roma-Salisburgo 2-0

Roma-Real Sociedad 2-0

Roma-Feyenoord 4-1

Roma-Bayer Leverkusen 1-0

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Calciomercato Interviste

Rony Lopes: ”Sono un fan di Mourinho. Sarebbe bello lavorare con un dei migliori al mondo”

Marcos Rony Lopes, attaccante esterno destro, mancino di piede, è stato a lungo considerato uno dei talenti più promettenti del calcio Europeo. Il classe 95′ milita in prestito nel Troyes (5 gol e 5 assist) e ha un contratto in scadenza con il Siviglia nel 2024. Ai microfoni di Calciomecato.com ha espresso il desiderio di voler essere allenato da José Mourinho. Di seguito le sue parole.

Ha mai conosciuto José Mourinho? La Roma sta cercando un giocatore con le sue caratteristiche…
“Non ho mai incontrato José Mourinho. Sono un fan del suo lavoro e di ciò che ha fatto e fa nel calcio. È portoghese e mi piace anche per questo. Sarebbe bello lavorare per uno dei migliori allenatori al mondo”

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Roma-Bayer Leverkusen, domani alle 14:45 conferenza stampa di Mourinho e Spinazzola

Giovedì allo stadio Olimpico (ore 21:00), la Roma ospiterà il Bayer Leverkusen. Cresce la tensione per la semifinale di andata dell’Europa League. I giallorossi domani alle 11 svolgeranno il consueto allenamento di rifinitura (primi 15 minuti aperti alla stampa). Successivamente alle 14:45, José Mourinho parlerà in conferenza stampa. Insieme allo Special One ci sarà Leonardo Spinazzola.

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Alonso vs Mourinho, l’allievo sfida il maestro: due vincenti ma in ruoli diversi

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – L’allievo sfida il maestro: Xabi Alonso vs Josè Mourinho. Giovedì 11 maggio (ore 21:00), allo stadio Olimpico i due tecnici si troveranno uno di fronte all’altro: la Roma dello Special One contro il Bayer Leverkusen del ex campione del mondo spagnolo. Entrambi gli allenatori hanno un solo obiettivo: la finale di Europa League che si disputerà il 31 maggio alla Puskás Aréna di Budapest.

Alonso ha disputato 151 gare con Mourinho in panchina. Insieme hanno perso 3 semifinali di Champions consecutive ma hanno ottenuto anche 3 trofei: una Liga, una Coppa del Re e una Supercoppa spagnola.

Alonso, allenatore principiante ma calciatore lungimirante

Xabi Alonso è alla prima esperienza internazionale da allenatore. Il tecnico del Bayer Leverkusen, infatti, ha vissuto solo 9 gare europee dalla panchina e tutte in questa stagione: 4 vittorie 3 pareggi e 2 sconfitte. La squadra tedesca è retrocessa in Europa League dopo il 3° posto ottenuto nel girone di Champions e ha superato rispettivamente: Monaco, Ferencváros e Union Saint Gilloise. Un cammino sicuramente meno tortuoso della Roma di Mourinho (Salisburgo, Real Sociedad e Feyenoord).

Se è vero che Alonso è alla prima esperienza internazionale da tecnico, è altrettanto veritiero che da ex calciatore conosce bene cosa significa giocare una semifinale europea. L’allievo di Mou, infatti, ha disputato 119 gare di Champions League alzando tale competizione 2 volte. Da calciatore ha vinto 19 trofei tra cui un Mondiale e 2 Europei. Per l’ex Real Madrid è comunque un esordio totale in Europa League: competizione mai disputata né da giocatore né da allenatore.

Alonso, nonostante la sua esperienza nel rettangolo verde di gioco, si trova in una situazione nuova. Disputare una semifinale europea da tecnico, infatti, è completamente diverso rispetto a quando si può essere protagonisti in campo. Maestro Mou lo sa bene.

Mourinho veterano di coppe europee: 223 gare, 11 semifinali e 5 trofei vinti

25.5.2022 Conference League Finale : Roma vs Feyenoord Nella foto: Mourinho (Foto Gino Mancini)

Mourinho a differenza di Alonso non ha mai avuto esperienze internazionali nella sua breve carriera da calciatore ma sa come si fa quando deve guidare la squadra dalla panchina. Lo Special One registra 223 gare internazionali da allenatore: 124 vittorie, 48 pareggi e 51 sconfitte. Il tecnico portoghese ha disputato 11 semifinali europee in carriera: 5 turni superati e altrettante coppe vinte.

La Roma si affida all’esperienza del suo condottiero e allo stesso tempo lui ripone fiducia nel pubblico dell’Olimpico. Escluse le qualificazioni, in Europa, i giallorossi hanno vinto 14 delle ultime 16 gare casalinghe. I tifosi con il mister e il mister con i tifosi. Una cosa sola. Una famiglia che ha l’obiettivo di scrivere la storia della Roma. Tutti insieme. ”È un momento di grande gioia, di grande aspettativa. Andiamo tutti insieme. E se la nostra gente vuole giocare, può fare la differenza”. Parole di Mou prima di Roma-Leicester della scorsa stagione. Non c’è bisogno di raccontare il finale perché i tifosi giallorossi non dimenticano le emozioni vissute mentre si scriveva la storia.

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Mourinho come Fonseca: stesso bilancio dopo 102 partite in giallorosso

L’ultima volta che la Roma ha battuto l’Inter all’Olimpico: 2 ottobre 2016. Sono passati sei campionati, sembra una vita. Tocco ravvicinato di Dzeko che adesso è un avversario, sinistro di Banega, deviazione decisiva di Icardi sul colpo di testa di Manolas per il 2-1 finale. Tra i 28 giocatori che scesero in campo ne sono rimasti solo 2 con la stessa maglia: di qua l’infortunato El Shaarawy, di là la riserva Handanovic.

L’allenatore giallorosso era Spalletti che sta festeggiando lo scudetto col Napoli, quello nerazzurro era l’attuale disoccupato Frank de Boer. Risultati successivi: 1-3 e 2-2 per Di Francesco proprio contro Spalletti, un doppio 2-2 di Fonseca contro Conte, lo 0-3 dello scorso campionato di Mourinho contro Inzaghi.

Come riporta il Corriere della Sera, lo Special One è arrivato a 102 partite con la Roma incredibilmente con lo stesso identico score con cui il suo predecessore lasciò la Capitale (53 vittorie, 21 pareggi, 28 sconfitte), a lui ne restano 7 od 8 per chiudere la stagione in bilico tra trionfo e delusione.

Il bilancio all’Olimpico in A nell’anno solare 2023 è ottimo: 23 punti in 9 partite, nessuno ne ha fatti di più. Quello nei confronti diretti stagionali è pessimo: 9 punti in 11 incontri con le 6 big, nessuno ne ha fatti di meno. Le due vittorie di Mourinho in questo mini torneo: 1-0 con la Juventus, 2-1 sul campo proprio dell’Inter. L’ultima doppietta contro i nerazzurri? In quello stesso 2016-2017 del più recente successo all’Olimpico, perché al ritorno Nainggolan mise a ferro e fuoco San Siro.

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Rassegna stampa

La Roma cade a pezzi e l’Olimpico invoca lo Special One: ”Mou resta con noi”

Non c’è il tutto esaurito all’Olimpico, anche se la quota 60.000 presenze è stata già superata e oggi magari arriverà ancora più su. Ma se non è comparso il cartello sold out, idealmente appeso sulle bacheche social dei tifosi della Roma, forse un piccolo segnale di smarrimento si avverte: davanti a mille episodi sfortunati contemporanei, la sensazione che la partita contro l’Inter possa diventare (quasi) impossibile con il corollario di un addio anticipato alla Champions, almeno attraverso il campionato, sarebbe pure comprensibile.

Come riporta il Corriere dello Sport, tutti quelli che stasera andranno allo stadio però si schiereranno dalla stessa parte: quella di José Mourinho, tornato incendiario a Monza contro gli arbitraggi sgraditi e i tentennamenti societari, parte che per un mese ancora coinciderà brutalmente con gli interessi della squadra.

“Resterò al fianco dei miei ragazzi fino all’ultimo minuto di questa stagione” ha promesso lo Special One, che in questo secondo sabato di incroci metropolitani affronta il suo glorioso passato immaginandosi già un futuro diverso. Due anni aveva passato all’Inter, confezionando il triplete, due anni ha trascorso alla Roma dove ha già vinto la prima coppa targata Uefa della storia del club e dove può ancora conquistare la prima Europa League di sempre di una squadra italiana.

Nessuno ormai si sorprenderebbe se il 4 giugno, alla fine del campionato, Mourinho decidesse di andarsene, ben sapendo che i Friedkin non hanno potuto (o voluto) far nulla per evitare che accadesse. Ma questo mese è talmente intenso da apparire lunghissimo. Può modificare scenari prestabiliti in un senso o nell’altro, spostando la piattaforma di un progetto dall’Empireo (vincere l’Europa League oltre alla gloria porta la partecipazione alla Champions e alla Supercoppa europea, cioè vagonate di milioni) all’Acheronte dei dannati, traghettati tra il ritorno in Conference e una stagione senza le magnifiche distrazioni internazionali.

Ma questo appunto è un panorama vago e ambiguo al quale i romanisti preferiscono non affacciarsi. Non ancora. Prima c’è da tifare e sperare che dopo la serie di due punti in tre giornate Mourinho riesca a seminare nel ritiro di Trigoria – confermato anche ieri sera – il raccolto di una grande impresa sportiva.

Occhio a dare per fritta una squadra che sembra abituata a nuotare nell’olio: non scivola praticamente mai quando le si chiede di tirar fuori il carattere e la determinazione. Su questi elementi si fondano le speranze di un gruppo plasmato a dovere dal proprio capo. Mourinho è ancora qui: non è un dettaglio

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Giudice Sportivo: Celik squalificato, Dybala e Mou diffidati. Multa di 5000 euro alla Roma

Il Giudice Sportivo ha diramato le sanzioni in seguito all’ultima giornata di Serie A. La Roma perde Celik per un turno a causa dell’espulsione ricevuta per doppia ammonizione nel corso dei minuti finali di Monza-Roma. Ottava sanzione per Cristante, quarta per Dybala che entra in diffida, terza per Pellegrini. Anche Mourinho entra in diffida: ieri, infatti, lo Special One ha ricevuto la quarta ammonizione. Inoltre è arrivata una multa di 5000 euro alla Roma“per avere suoi sostenitori, nel corso della gara, lanciato nel recinto di giuoco un petardo ed un fumogeno sul terreno di giuoco che costringeva l’Arbitro ad interrompere la gara per circa un minuto”.

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Mourinho-Chiffi, indagini chiuse: giudizi lesivi all’arbitro. Il tecnico ci sarà contro l’Inter

La procura federale ha chiuso l’indagine sul caso Mourinho-Chiffi. Di seguito, come riporta l’ANSA, l’accusa notificata allo Special One e alla Roma per responsabilità oggettiva: “Giudizi lesivi all’arbitro Chiffi” e del movimento arbitrale. L’avviso di conclusione delle indagini, che parla di violazione degli articoli 4.1 e 23.1 del codice di giustizia sportiva, è stato notificato a tecnico e società dalla procura federale, guidata da Giuseppe Chine’, che aveva aperto stamattina il fascicolo a seguito delle dichiarazioni ai media.

Secondo quanto aggiunge Sky, i legali della Roma avranno una settimana di tempo per preparare la difesa. Mourinho comunque sarà in panchina sabato nella sfida di campionato contro l’Inter all’Olimpico.

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Mourinho, cambiare il DNA della Roma in 2 anni: l’impresa ancora possibile dello Special One

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – Il 4 maggio 2021 (2 anni fa) un comunicato ha mandato in tilt un’intera tifoseria. Ufficiale: l’AS Roma è lieta di annunciare che José Mourinho sarà il nuovo Responsabile Tecnico della Prima Squadra a partire dalla stagione 2021-22! Per un momento la Capitale si è fermata: la calma prima della tempesta. I sostenitori giallorossi sono entrati in un vortice di emozioni: increduli ma allo stesso tempo entusiasti con la voglia di sognare.

Dopo 2 anni le sensazioni dei tifosi romanisti non sono cambiate: basiti dalla sfortuna che sta colpendo la squadra nel momento decisivo della stagione ma comunque galvanizzati dalla possibilità di poter continuare a sognare ad occhi aperti. Una lista di indisponibili che limiterebbe chiunque: Dybala, Belotti, Wijnaldum, Karsdorp, Smalling, Llorente, Kumbulla. Dopo il pareggio di ieri contro il Monza (1-1) si sono aggiunti anche El Shaarawy e Celik (squalificato per un turno di campionato). Parallelamente, però, nella testa dei tifosi giallorossi prosegue il sogno europeo con l’ostacolo Leverkusen da superare per accedere alla finale di Budapest.

Il vortice di Mourinho continua a tempestare nella Città Eterna: dichiarazioni, atteggiamenti sopra le righe e la voglia di cambiare il DNA della Roma. Quella fisionomia che, dal 1927, non ha mai consentito alla società giallorossa di avere la possibilità di vincere 2 trofei internazionali consecutivi.

25.5.2022 Conference League Finale : Roma vs Feyenoord Nella foto: Mourinho (Foto Gino Mancini)

Mourinho dopo 14 anni ha tolto la polvere dalla bacheca romanista riportando una coppa, per di più, dal valore internazionale: la Conference League. Dopo 344 giorni, i giallorossi sono dentro i propri obiettivi stagionali (-2 dal quarto posto e semifinale di Europa League) ma la sfortuna si è accanita su di loro: infortuni, squadra ridotta all’osso e impossibilitata di poter decidere il proprio destino con tutte le risorse a disposizione.

L’accesso alla semifinale di Europa League e la conseguente opportunità di alzare un altro trofeo internazionale rappresentano le chiavi con cui Mourinho vuole aprire la porta del cambiamento nella Capitale. L’impresa di modificare il DNA della società giallorossa è ancora possibile e tale consapevolezza sta portando lo Special One a far leva sul valore che sta contraddistinguendo la sua Roma: il gruppo. ”Sono con loro fino all’ultimo minuto di questa stagione. Questi ragazzi lo meritano. È un orgoglio tremendo lavorare con loro” ha dichiarato lo Special One dopo il pareggio contro il Monza. La stessa volontà che dovrà avere la tifoseria giallorossa perché nei momenti complicati c’è bisogno di tutti e poiché la Roma di Mourinho quando sembra sgretolarsi si ricompatta più forte di prima.

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La Procura federale deferisce Serra per la lite con Mourinho: ”Comportamento inopportuno”

Adesso è ufficiale: Marco Serra è stato deferito dalla Procura federale. Il quarto uomo di Cremonese-Roma aveva avuto un diverbio acceso con Mourinho costato 2 giornate al tecnico portoghese che saltò le partite contro Sassuolo e Lazio. Lo Special One accusò Serra di essersi comportato in maniera irrispettosa nei suoi confronti.

La procura guidata da Giuseppe Chinè ha rilevato un ”comportamento di oggettivo carattere inopportuno, ingiurioso e finanche offensivo delle parole utilizzate, tale da violare i principi di lealtà, probità e correttezza posti a fondamento dell’ordinamento sportivo, ma anche le norme specifiche del regolamento Aia che impongono agli associati di improntare il proprio comportamento al rigoroso rispetto dei principi di lealtà, trasparenza e rettitudine a difesa della credibilità ed immagine dell’Aia”. Ora starà al Tribunale Federale stabilire le sanzioni per Serra.