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La Roma va sempre in svantaggio negli scontri diretti ma sa reagire: 5 punti conquistati in rimonta

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – Magica Roma. I giallorossi, dopo gli schiaffi di Kalulu e Pobega, acciuffano il pareggio all’ultimo respiro a San Siro contro il Milan. Prima Ibanez di testa, poi la zampata di Abraham. Mourinho si porta nella Capitale un punto prezioso per la classifica (-3 dal quarto posto occupato dall’Inter). La Roma dimostra carattere e per la quinta volta risolleva una gara di campionato che aveva intrapreso un binario sbagliato (Juventus, Inter, Verona, Torino e Milan).

I giallorossi in 6 minuti hanno ribaltato una partita nella quale sino al minuto 86 si sono dimenticati di tirare in porta (0 tiri nello ‘specchio’ fino a quel momento). Mancanza di coraggio, rinuncia alla manovra offensiva, assenza di pressione in fase di non possesso, passività con e senza la palla. Negli ultimi 10 minuti di gara la Roma ha cambiato atteggiamento e ha segnato 2 reti al Milan che aveva sempre vinto in questo campionato quando era passato in vantaggio. Perché non prima?

La Roma nei big match non molla mai: 5 punti conquistati in rimonta

Foto Fraioli

La Roma in ogni scontro diretto è andata sotto. Non è un caso. Nei big match l’atteggiamento rinunciatario visto anche ieri contro il Milan porta la squadra giallorossa a passare costantemente in svantaggio. A differenza dell’anno scorso, però, la Roma ha la forza mentale di rimanere in partita e ribaltare il risultato. I giallorossi, infatti, hanno raccolto 5 punti contro Juventus, Inter e Milan malgrado lo svantaggio iniziale. La squadra di Mourinho nella passata stagione solo contro il Napoli era riuscita a non perdere uno scontro diretto in cui era andata sotto. I dati testimoniano una crescita sotto il punto di vista della consapevolezza e della capacità di rimanere in partita sino all’ultimo minuto contro le dirette concorrenti, ma nello stesso tempo evidenziano come ciò accada solo dopo aver subito una rete.

Zalewski nel post partita ha dichiarato: ‘Il gol del 2-0 ci ha dato la scossa per reagire”. La domanda sorge spontanea: perché c’è bisogno di subire almeno un gol per cominciare a giocare con coraggio, consapevolezza e determinazione? Il mistero della Roma di Mourinho.

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Vittoria ‘Mourinhana’, non fortunata: la Roma, in Serie A, ha perso solo 2 punti da situazione di vantaggio

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – La Roma inaugura il 2023 con una vittoria che vale oro. I giallorossi escono dallo stadio Olimpico con 3 punti grazie al rigore conquistato da Dybala e realizzato da Pellegrini dopo 6 minuti. La squadra di Mourinho aggancia la Lazio e distanzia l’Atalanta di 2 punti. Pragmaticamente era difficile iniziare meglio.

Poi è tempo di analisi e bisogna riflettere sulla modalità con la quale è arrivata la vittoria di ieri contro il Bologna. Sui social vige l’insoddisfazione: ”Cambiamo allenatore”, ”Siamo orrendi”, ”Vittoria miracolosa”, ”Solo fortuna, salvo il risultato e basta”. Oggettivamente i giallorossi hanno creato poco ed esteticamente sono stati brutti da vedere ma attenzione a definire la vittoria fortunata. La cronaca ci impone di definirla ‘Mourinhana’, poiché, non è la prima volta che la Roma ottiene i 3 punti in questo modo.

Solo il Milan ha perso meno punti della Roma da situazione di vantaggio

31.10.2021 Roma vs Milan (Serie A) Sport; Calcio; Nella foto: Zaniolo (Foto Gino Mancini)

La Roma vince ma non convince. L’immagine che sintetizza la gara contro il Bologna è il salvataggio di Abraham sulla linea di porta: partita sofferta nella quale la squadra ha dato tutto.

I giallorossi, al netto dell’episodio finale in cui l’attaccante inglese si è fatto trovato al posto giusto al momento giusto, hanno concesso poco ai rossoblù. La vittoria, quindi, non è fortunata, poiché, quando una situazione si replica molte volte non si può definire tale. I giallorossi, infatti, in Serie A, quando sono passati in vantaggio, fatta eccezione per il pareggio contro il Sassuolo, hanno sempre vinto. La squadra di Mou quando segna prima dell’avversario raramente non esce con i 3 punti. Questa non è fortuna, non è casualità. Nel campionato italiano, solo il Milan ha sempre vinto una volta passato in vantaggio. L’Atalanta, infatti, ha perso 12 punti, la Lazio 11, l’Inter 9, la Juventus 4 e il Napoli 2 (come la Roma). Non è un caso. I numeri sono oggettivi, per cui, la vittoria di ieri della Roma contro il Bologna non si può definire fortunata bensì ‘Mourinhana’.

Proiettandoci subito alla sfida di domenica contro i rossoneri, il fatto che la Roma sia passata in svantaggio in tutti gli scontri diretti non è sfortuna. Non è frutto del caso. Certamente la squadra di Mourinho, visti i numeri del Milan una volta portatosi avanti all’avversario, se vuole uscire con dei punti da San Siro, dovrà cambiare marcia. Se l’obiettivo è quello di crescere, sarà un obbligo categorico invertire la rotta, migliorare la mentalità e correggere l’approccio alle grandi sfide.

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Mou si affida alla crescita di Ibanez: sempre titolare e primo in Serie A per palloni intercettati e rubati

IL PERSONAGGIO (di Nicolas Terriaca) – Si avvicina la ripresa del campionato. Tra 6 giorni, infatti, la Roma tornerà in campo contro il Bologna per la 16° giornata di Serie A. Mourinho in Portogallo nell’amichevole contro il Waalwijk ha provato a cambiare veste tattica alla squadra schierando i giallorossi con il 4-2-3-1 e potrebbe replicare questa variazione anche nella seconda parte di stagione. Al netto dei cambiamenti tattici, lo Special One sicuramente ripartirà da una certezza: Roger Ibanez. Il tecnico portoghese, infatti, non rinuncia mai al difensore brasiliano: dal 13 marzo (Roma-Udinese), in Serie A, Mourinho lo ha sempre schierato titolare (25 gare consecutive di campionato).

La crescita di Ibanez rispetto alla scorsa stagione: i numeri del difensore brasiliano

Foto Fraioli

Ibanez, al netto dell’errore contro la Lazio, continua il suo percorso di crescita. Mourinho non lo toglie mai dal campo e probabilmente se dovesse ripartire dalla difesa a 4 le chiavi del reparto verrebbero affidate a lui e a Smalling.

Numeri alla mano, il difensore brasiliano sta migliorando sensibilmente: 1° in Serie A per palloni intercettati (31) e rubati (50). Rispetto alla scorsa stagione la crescita è oggettiva: l’ex Atalanta, infatti, effettua meno falli (si passa da 1 ogni 71 minuti ad 1 ogni 61) e vince più duelli (95, miglior romanista e 3° calciatore in Serie A). Ibanez, in quest’ultimo fondamentale ha la meglio ogni 14,2 minuti mentre durante il campionato passato vinceva un duello ogni 16,69 minuti. Il miglioramento è anche nella precisione dei passaggi: 89,3 % rispetto al 87,5% della scorsa stagione. Ibanez è cresciuto anche nei duelli aerei, infatti, durante le prime 15 giornate di Serie A ne vinti il 76,74% (33 su 43). Lo scorso campionato, invece, il difensore brasiliano aveva una percentuale minore di duelli aerei vinti: solo il 61,61%.

Numeri alla mano, quindi, Ibanez è migliorato in quasi tutti i fondamentali ma lo strafalcione contro la Lazio è impresso nella mente dei tifosi romanisti. Il classe 98, infatti, per alzare ulteriormente il livello delle sue prestazioni, deve eliminare gli errori di concentrazione che a volte hanno complicato le gare ai giallorossi. Mou gli dà fiducia, ora sta a Ibanez ripagarla.

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La Roma con il 4-2-3-1 è più prolifica ma subisce qualche gol in più: i numeri dei giallorossi

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – La Roma ha terminato il ritiro in Portogallo con una bella vittoria per 3-0 contro gli olandesi del Waalwijk. Mourinho nel primo tempo ha cambiato veste tattica: 4-2-3-1 dall’inizio come non si vedeva da Roma-Cagliari del 16 gennaio. I giallorossi nella prima frazione di gara hanno giocato con maggior fluidità e dopo 20 minuti Abraham ed El Shaarawy hanno messo la firma sul match. I tifosi romanisti hanno visto tutto quello che nell’ultima parte di stagione è stato impossibile osservare: coraggio, coinvolgimento di molti uomini nella manovra offensiva, determinazione, aggressività in fase di non possesso e pressing alto.

Nella ripresa, Mou è tornato alla consueta difesa a 3 e Zaniolo al 47′ ha chiuso la partita firmando il 3-0 su assist di Abraham. Finalmente un po’ di luce. La Roma con il 4-2-3-1 nella gara di ieri ha mostrato maggior prolificità offensiva e, numeri alla mano, non è un caso.

I numeri della Roma con il 4-2-3-1: media di oltre 2 gol fatti a partita

Foto Fraioli

Mourinho è arrivato nella Capitale pensando di schierare la Roma con il 4-2-3-1. Nel corso della passata stagione, però, il tecnico portoghese data la poca compattezza difensiva, ha deciso di cambiare volto alla squadra ed è passato al 3-4-1-2.

La Roma con la difesa a 3, soprattutto nell’ultimo periodo, non riesce a creare occasioni da gol e la sterilità della squadra è diventata preoccupante. Nell’amichevole di ieri contro il Waalwijk, infatti, Mourinho, nel primo tempo, ha cambiato veste tattica passando nuovamente al 4-2-3-1 e la squadra è stata costantemente pericolosa segnando anche 2 reti in 20 minuti. Numeri alla mano, non è un caso, infatti, la Roma con questo modulo segna molto di più rispetto a quando Mou schiera i giallorossi con la difesa a 3: 39 gol fatti in 19 partite (media di 2,05). In Serie A con questa veste tattica, i giallorossi hanno disputato 13 match e hanno realizzato 23 reti (1,77).

Il numero dei gol fatti cala drasticamente quando la Roma gioca con la difesa a 3: 83 reti realizzate in 56 gare (1,48). In Serie A i dati sono peggiori: 55 gol fatti in 40 partite (1,375). Nel campionato in corso i numeri calano ancora: 18 reti in 15 match (1,2). Se la squadra giallorossa dovesse continuare con questa media gol finirebbe la stagione con 45 o 46 reti fatte in Serie A (a 20 squadre solo nel 1946-47 la Roma ha fatto peggio con 41 gol realizzati).

I gol subiti dalla Roma con il 4-2-3-1 e la difesa a 3: ecco i numeri

23.4.2022 Inter vs Roma (Serie A) Sport; Calcio; Nella foto: Mourinho indicazioni a Smalling (Foto Gino Mancini)

La solidità difensiva è una prerogativa per Josè Mourinho. Questo motivo, infatti, ha portato il tecnico portoghese a cambiare modulo la scorsa stagione. I numeri, però, evidenziano come non ci sia una differenza abissale tra la media dei gol subiti dalla Roma con il 4-2-3-1 e la difesa a 3. Dati alla mano, i giallorossi con la prima veste tattica, in tutte le competizioni hanno incassato 26 gol in 19 partite (1,37). I numeri, però, sono alterati dalla sconfitta per 6-1 contro il Bodo. In Serie A, i giallorossi con il 4-2-3-1 hanno subito 16 reti in 13 gare (1,23).

La media dei gol subiti cala leggermente quando Mourinho ha schierato la Roma con la difesa a 3: in 56 gare ha incassato 56 reti (1). In Serie A i numeri dei giallorossi sono molto simili: 41 gol subiti in 40 partite (1,025). In sintesi la differenza tra le reti subite quando la Roma di Mou ha giocato con il 4-2-3-1 non è abissale rispetto a quando il tecnico portoghese ha schierato i giallorossi con 3 difensori centrali. Invece, la divergenza con i gol fatti è significativa: in Serie A, si passa da una media di 1,77 (67 reti in 38 partite) a 1,375 (52 gol in 38 gare).

La strada intrapresa nell’amichevole di ieri contro gli olandesi del Waalwijk è quella giusta per ovviare alla sterilità offensiva. Mou, però, dovrà studiare delle strategie per non far sbilanciare la squadra e far sì che la maggior prolificità non comporti un maggior numero di gol subiti. Considerando che per il tecnico portoghese la solidità difensiva è un prerogativa del suo calcio non bisogna preoccuparsi.

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Dal Portogallo: fissato un incontro tra Mourinho e la Federcalcio portoghese

Ore calde per la panchina del Portogallo. Il quotidiano lusitano A Bola riporta un aggiornamento importante: il 26 dicembre ci sarà un incontro tra Mourinho e il presidente della Federcalcio portoghese. Fernando Gomes, infatti, dato che lo Special One trascorrerà le vacanze di Natale in Portogallo, vuole incontrare l’attuale tecnico della Roma per capire se ha intenzione di guidare la Nazionale portoghese. Mourinho ha un contratto fino al 2024 con la società giallorossa ed i Friedkin hanno intenzione di rispettare tale accordo. Lunedì il tecnico romanista darà una risposta definitiva alla Federcalcio lusitana. Le alternative sono Paulo Sousa, van Gaal e Rui Jorge.

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Roma, Joya Mondiale e 16 giorni per accendere la luce di una squadra spenta

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca)Dybala è campione del mondo. Dopo una partita straordinaria, che è già entrata nella storia del calcio, la Francia si deve arrendere di fronte all’Argentina di Messi. L’Albiceleste dopo 36 anni torna a vincere un Mondiale e Paulo Dybala, nonostante abbia giocato poco più di 17 minuti, ha messo la firma sulla Coppa del Mondo. Scaloni, infatti, ha deciso di far entrare la Joya al minuto 121 con la responsabilità di segnare durante la lotteria dei calci di rigore. Gli ultimi 6 calciatori entrati con questo peso sulle spalle, tra Europei e Mondiali, avevano sbagliato. Dybala, però, è diverso e non ha paura di calciare il rigore più importante della sua carriera: poggia il pallone sul dischetto e con un tiro centrale porta avanti l’Albiceleste dopo l’errore di Coman.

Il classe 93 è il primo tesserato della Roma argentino a vincere un Mondiale. Prima della Joya altri 15 calciatori erano riusciti ad alzare la Coppa del Mondo mentre militavano nella Capitale: Ferraris, Guaita, Masetti, Monzeglio, Donati, Serantoni, Conti, Berthold, Voeller, Aldair, Candela, Cafu, De Rossi, Perrotta e Totti. Qatar 2022 è la 9° edizione di un Mondiale in cui c’è almeno un giallorosso nella rosa campione del mondo (più di ogni altro club). Dybala ora è pronto per riprendersi la Roma sulle spalle.

Mou ha 16 giorni per cambiare la Roma: stasera c’è il Casa Pia

23.4.2022 Inter vs Roma (Serie A) Sport; Calcio; Nella foto: Mourinho (Foto Gino Mancini)

La Roma torna in campo. Alle ore 20, infatti, i giallorossi giocheranno contro i portoghesi del Casa Pia. L’ultima amichevole è stata disastrosa: un espulso (Vina) e una sconfitta amara per 3-0 contro la penultima della Liga (Cadice). Mourinho ha 16 giorni per cambiare il volto della Roma. Da novembre vedere le partite della squadra giallorossa è una sofferenza: errori grossolani, mancanza di intensità, assenza di coraggio, pochi tiri e occasioni da gol.

Lo Special One in questi giorni, oltre alla consueta difesa a 3, ha provato il 4-2-3-1 che potrebbe rappresentare una soluzione per cambiare il volto di una squadra amorfa. Il ritorno da campione del mondo di Paulo Dybala, invece, potrebbe riportare l’entusiasmo che ha caratterizzato la scorsa stagione. L’attaccante argentino è la luce che illumina i giallorossi, infatti, con la Joya in campo la Roma ha una media punti che gli permetterebbe di tornare tranquillamente in Champions League: 20 punti in 9 partite (media di 2.22 a gara). Mou ha 16 giorni per trovare altri interruttori e fonti di energia che possano accendere una squadra che ultimamente sta giocando al buio.

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La vera Roma è ancora in vacanza: 0-3 contro il Cadice

Che Mourinho abbia sempre tutti gli occhi addosso non è una novità. In queste settimane di stop ci sono quelli dei tifosi della Roma che cercano di capire umori e amore attuali e futuri dell’allenatore. Ma nella tournée portoghese si sono aggiunti quella della stampa locale, pressante come non mai con il suo Special One nell’estorcere anche il minimo appiglio per cullare il sogno di una nazione interna. Come riporta Il Tempo, il futuro di Mourinho da ct del Portogallo è e rimarrà un sogno nonostante il pressing della Federazione. Almeno per ora. Una possibilità spenta ufficiosamente sul nascere da chi lo stipendia in questo momento che non ha nessuna intenzione di rinunciare o anche solo condividere la sua guida.

Ieri sera, intanto, i ragazzi di Mourinho hanno giocato e perso contro il Cadice per 3-0. Una brutta sconfitta viziata però dall’espulsione di Vina al 40′ che ha incattivito gli animi. Tutto rimandato a lunedì contro il Casa Pia, soprattutto gli esperimenti che José Mourinho aveva voluto introdurre in questo primo test.

Prove di nuova Roma con la completa riabilitazione di Karsdorp, partito titolare in una difesa a 4.Una novità tattica con l’olandese a destra, Kumbulla e Mancini centrali e Vina terzino sinistro che però nel primo tempo non ha dato la solidità sprecata.

Troppe le occasioni concesse al Cadice che hanno costretto Mourinho a tornare alla solita difesa a 3 nel secondo tempo. Risultato pesante per una Roma imballata che non deve far preoccupare. Almeno a sentire Mourinho che alla vigilia della tournée aveva sottolineato come il risultato delle partite fosse l’ultimo dei suoi pensieri.

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La scossa di Mourinho: chiede più carattere alla squadra

Il futuro è un punto interrogativo, ma ora Mourinho dopo aver archiviato il capitolo nazionale vuole concentrarsi esclusivamente sul presente. Sulla Roma, sui giocatori, sui piani dei prossimi mesi per riportare il club in Champions League. Come riporta il Corriere dello Sport, il tecnico ha chiesto con insistenza di poter lavorare una settimana in Portogallo per preparare la squadra nel migliore dei modi all’inizio della seconda parte di stagione. Lo Special One è sceso a compromessi con la Roma: in cambio del ritiro in Algarve lui ha accettato la tournèe in Giappone.

Il ritiro non serve solo per lavorare sulle gambe dei giocatori, ma anche sulla testa. Anche per questo il tecnico ha deciso di non parlare durante il ritiro: non vuole domande sui singoli, preferisce non esprimersi anche perché ha visto nel rientro a Trigoria tanti calciatori motivati e che si sono allenati bene.

Il tecnico portoghese ha respirato il giusto atteggiamento nei suoi uomini e per questo ha voluto rilasciare l’intervista ai canali del club per farlo sapere anche ai media e ai tifosi. Ora gli atteggiamenti dovranno essere trasferiti in campo per cercare di dare una svolta alla stagione già dalla prima partita del 2023 contro il Bologna. Lo Special One, infatti, ha parlato con i calciatori facendogli sentire la sua fiducia, ma al tempo stesso ha preteso anche di più da chi la scorsa stagione è riuscito a fare la differenza.

Mou, quindi, tra situazioni tattiche, il lavoro atletico e quello psicologico sta cercando di invertire la rotta per portare la Roma in acque più calme per poter navigare verso l’obiettivo Champions.

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Mourinho, solo Roma: frena il Portogallo. Il futuro in estate, ma con un indennizzo

A vederlo ieri in campo, ad Albufeira, si è capito anche facilmente perché ha detto “no, grazie”. José Mourinho è troppo concentrato sulla Roma, sulla ripresa e sulla volata verso la Champions dei giallorossi. Ed è troppo meticoloso e preciso come persona e come allenatore per pensare di poter fare al meglio un doppio incarico.

Ed allora la Fpf (la Federacão Portuguesa del Futebol) dovrà aspettare ancora un po’ per sperare di poterlo vedere sulla panchina della nazionale lusitana. Ci aveva già provato nel 2013, quando era al Chelsea, ricevendo un gentile diniego. Stavolta è arrivato anche il secondo, seppur poi le speranze di un sì anche in Portogallo non è che fossero molte.

Come riporta la Gazzetta dello Sport, Mourinho ha deciso quindi di continuare a pensare solo ed esclusivamente alla Roma. A cui lo lega un contratto fino al 2024, con il club giallorosso che difficilmente gli avrebbe comunque concesso di svolgere il doppio incarico, considerando anche che la Roma da qui a giugno potrebbe anche dover giocare ogni tre giorni, nel caso in cui vada avanti nelle due coppe (l’Europa League e la Coppa Italia).

Ma poi, al di là della mancata volontà di Mourinho, come si sarebbe potuta incastrare la cosa? Difficile immaginarlo, proprio anche per la mancata volontà della Roma di prenderla in considerazione. Anche perché Mou dalla Roma arriva a prendere quasi 8 milioni di euro netti all’anno e per liberarlo, comunque, i Friedkin avrebbero voluto un indennizzo.

Insomma, anche immaginando delle cifre inferiori a quelle attualmente guadagnate da Mou a Roma, per la federazione portoghese sarebbe stato un investimento mostruoso, almeno allo stato attuale delle cose. Ad oggi è così, in futuro poi si vedrà. Magari già da giugno prossimo, sempre che il Portogallo abbia voglia di aspettare. E anche che Mourinho voglia davvero cambiare in corsa la sua vita.

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Mou in Portogallo ha un solo obiettivo: tornare a far giocare la Roma come una famiglia

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – La scorsa stagione la parola più utilizzata da Josè Mourinho è stata famiglia. Lo Special One ha portato la Roma ad alzare la Conference League facendo leva su questo concetto. Il tecnico portoghese dopo la vittoria in semifinale contro il Leicester dichiarò: ”È stata una vittoria di famiglia. Non solo quella che era in campo e in panchina, ma la famiglia che era allo stadio in un clima di totale empatia”. Dopo qualche mese la situazione è cambiata: si passa dal traditore Karsdorp ai fischi durante Roma-Torino.

I giallorossi ieri pomeriggio sono partiti per la tournée in Portogallo e Mou, al netto delle indiscrezioni che lo accostano alla nazionale lusitana, ha un solo obiettivo: far giocare nuovamente la Roma come una famiglia. Entusiasmo, determinazione, coraggio, personalità, tutto ciò, soprattutto nell’ultimo mese di campionato, è stato smarrito e lo Special One ha voglia di recuperarlo.

Tutti in Portogallo per tornare a giocare: stasera c’è il Cadice

Nessun escluso per il ritiro in terra portoghese. ”Andremo in Algarve tutti noi, con giocatori infortunati che non sono ancora in condizione di allenarsi per giocare contro il Bologna”. Mou torna a fare gruppo. Sono tutti presenti: dal ‘traditore’ Karsdorp, agli infortunati Wijnaldum, Belotti, Tahirovic e Darboe. Zalewski e Vina hanno rinunciato alle ferie post Mondiale e Rui Patricio si aggregherà alla squadra nei prossimi giorni. Mancherà solo Paulo Dybala. L’attaccante argentino, infatti, è ancora in Qatar e spera di tornare nella Capitale da campione del mondo

Stasera alle ore 20, la Roma giocherà contro il Cadice e Mou, oltre a voler recuperare l’entusiasmo smarrito, potrebbe apportare qualche cambiamento a livello tattico. La squadra spagnola è penultima e ha il peggior attacco del campionato: solo 9 reti realizzate. Il Cadice predilige il 4-4-2 ed è la 19° squadra in Liga per possesso palla: 40%, solo il Getafe tiene meno il pallino del gioco (38,4%). Gli spagnoli hanno una condizione fisica migliore rispetto ai giallorossi, infatti, quella di questa sera sarà la quarta amichevole post Mondiale (0-0 Xerez, vittoria per 4-2 contro il Manchester United e sconfitta per 4-3 contro il Wolverhampton). In aggiunta, il Cadice ricomincerà il campionato qualche giorno prima rispetto alla Roma (30 dicembre).

Dopo l’amichevole di questa sera i giallorossi affronteranno altre 2 gare: Casa Pia (19 dicembre alle 20:00) e RKC Waalwijk (22 dicembre alle 16:00). La Roma, quindi, si prepara a tornare in campo e Mou ha l’obiettivo di cambiare volto alla squadra amorfa vista nell’ultimo mese per far tornare i giallorossi in Champions League.