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Rassegna stampa

Mourinho rilancia

Lamentarsi, anche quando tutto, o quasi, sta andando bene. Ma col sorrisoMourinho – scrive Il Tempo – tiene alta la tensione della Roma che stasera può tornare in vetta da sola. La vigilia della partita è ancora il giorno seguente delle sanzione comminate dalla UEFA. La società giallorossa dovrà pagare 5 milioni e mantenere un saldo del mercato attivo se vorrà utilizzare giocatori nelle coppe e scongiurare ulteriori punizioni. Un problema gestibile come dimostra l’intellingente campagna acquisti condotta da Pinto.

Mourinho dice: “E’ un meccanismo che penalizza troppo che lo vuole appliare in modo virtuoso. Non c’è fair play in una squadra che spende 300 milioni e compete con una che ne spende 30“. Cosa che succederebbe qualora la Roma tornasse in Champions. “Mi fa piacere allenare in questo tipo di condizione però è dura. Mi piacerebbe avere ancora qui Veretout o Felix, per fare degli esempi“.

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NEWS

Mourinho eletto ‘Miglior allenatore’ d’Agosto. La consegna del premio prima di Roma-Atalanta

Il premio Coach Of The Month di agosto è stato assegnato all’allenatore della Roma, José Mourinho. La consegna del trofeo avverrà nel pre-partita di Roma-Atalanta, in programma domenica 18 settembre 2022 alle ore 18 allo stadio Olimpico di Roma.

Il premio è stato assegnato da una giuria composta da direttori di testate giornalistiche sportive che hanno valutato i singoli allenatori in base a criteri tecnico sportivi e di qualità di gioco espresso dalle loro squadre, oltre che di comportamento/fair play tenuto durante le gare.

Per il calcolo finale sono state considerate le giornate dalla 1 alla 4 della Serie A TIM 2022/2023. “Jose’ Mourinho si conferma ancora una volta uno dei migliori allenatori del nostro campionato – ha detto l’amministratore delegato della Lega Serie A, Luigi De Siervo – il tecnico portoghese ha saputo convogliare le grandi ambizioni dell’ambiente giallorosso trasformandole in risultati sul campo. Le straordinarie doti motivazionali, le sue conoscenze tattiche e la capacita’ di elevare le prestazioni dei suoi giocatori hanno permesso alla Roma di iniziare al meglio questa stagione e conquistare la vetta della classifica, con tre successi in quattro partite e un solo gol subito”.

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Interviste

Mourinho: “Camara non ancora pronto dall’inizio. In difesa siamo corti, spero in un aiuto della società”

Josè Mourinho ha parlato alla vigilia di Udinese-Roma in conferenza stampa. Ecco le sue dichiarazioni

Quanti sono a disposizione per domani? Camara è pronto?
“Sportivi come Serena sono eterni. La storia è così. Di generazione e in generazione le gente non dimentica. Quello che lei ha fatto è indimenticabile, sono sportivo eterni che non smettono mai, per me non smettono mai. Camara non ha i 90 minuti nelle gambe, non ha la conoscenza tattica del metodo nostro di come giochiamo noi per iniziare la partita. Per qualcuno è una sorpresa positiva, per qualche giocatore che non seguiva il campionato greco. Abbiamo studiato prima di prenderlo. Per il momento sarà in panchina. Se sarà necessario giocare bene. A Udine sarà molto difficile, una delle più difficili. E’ una squadra furba intelligente che sa gestire i tempi della partita come vogliono loro, hanno intelligenza e esperienza di far condizionare l’arbitraggio. Una squadra che mi piace e che rispetto. El Shaarawy e Kumbulla non ci sono. Dybala è ok”.

Pensa che ci siano due pesi e due misure riguardo alla multa riguardo al FFP?
“Non penso che ci siano due pesi e due misure. E’ un meccanismo che dentro la sua onestà penalizza troppo chi lo vuole fare in un modo virtuoso. In modo indiretto protegge quelli che non lo fanno in modo virtuoso e protegge le squadre che sono già delle potenze. E’ un meccanismo onesto, dove ovviamente ci sono altri che non lo fanno in modo virtuoso. Penalizza gli altri che vogliono essere grandi. A livello competitivo non è un meccanismo di Fair Play. Non c’è Fair Play in una squadra che spende 300 milioni e tra una che ne spende 30. Io alleno con piacere e mi fa piacere lavorare con questo tipo di condizioni. Però è duro perché con qualche milione in più la Roma sarebbe in condizioni di sognare. Per pochi milioni per noi è molto più difficile poter arrivare. Quello che ha fatto il direttore è duro ma è brillante. Mi piacerebbe avere qui Veretout e un quarto/quinto difensore centrale. Mi piacerebbe avere qui Felix perché è un bambino che ho preso in Primavera e che ha potenziale. Noi abbiamo questo tipo di condizionamento che fa le cose più difficili. Ci divertiamo uguale”.

Sul calendario.
Ad Udine sarà dura, poi avremo la prima di Europa League, sempre in trasferta. Giocheremo due volte di giovedì. Sono sicuro che l’Atalanta preferirebbe giocare in Europa League.

Ha valore essere primi in classifica, anche se dopo quattro partite?
No. Preferisco dire che tutte le partite sono uguali, però se guardiamo le partite che ha avuto una squadra e un’altra, possiamo dire che è stato più facile per una. La Sampdoria ha giocato con Atalanta, Juventus e Lazio in casa. Anche la Cremonese ne ha fatte due fuori casa, con la Fiorentina e la Roma. È troppo presto. L’importante sono i punti. Non guardo la classifica. Non mi piace mai il pareggio, ma quello con la Juve per il modo come abbiamo giocato è buono. Vediamo se domani riusciremo ad uscire con i punti. Partita dopo partita cerchiamo di vincere sempre. Non dobbiamo guardare al nome dell’avversario, al fatto chi gioca in casa o fuori. Non abbiamo tanti giocatori per respirare e non essere preoccupati. Ci sono squadre che non hanno questi problemi, noi purtroppo li abbiamo. In posizioni che non sono il portiere e le fasce non hanno due scelte. Ieri la conferenza del direttore è stata assolutamente brillante, ma ha detto che in caso di un problema in difesa giocherebbe Cristante: gli direi “chi gioca a centrocampo?”. Non mi piace piangere come fa qualcuno. Ancora complimenti al direttore e alla società. Ho una piccola speranza che possano aiutarmi di più.”

Subito?
“Sì subito”

La gestione delle risorse, si inventerà qualcosa dietro vista l’assenza di Kumbulla?
“La gestione era stata fatta con il Monza, ma poi abbiamo avuto il problema di Kumbulla che ha scombinato i nostri piani. Doveva riposare Smalling col Monza, poi Kumbulla a Udine, Ibanez in Bulgaria etc. Ora non abbiamo alternative, domani in panchina ci saranno Tripi e Keramitsis”

Buon impatto di Celik, le sue impressioni? A destra potrebbero cambiare le gerarchie?
“Non c’è gerarchia, quando hai due giocatori bravi per un ruolo non c’è, c’è tranquillità per me e per la squadra. L’anno scorso non abbiamo mai fatto quello che abbiamo fatto a Torino, cambiando Karsdorp a 15 minuti dalla fine con uno fresco come Celik. Come non si poteva fare Zalewski per Spinazzola, ora sì. Per me è fantastico avere questa possibilità, sono giocatori dello stesso ruolo ma con particolarità diverse e questo mi consente di fare scelte diverse. Sono tutti giocatori di qualità e sono bravi tutti e 4”

Domani affrontate una squadra molto aggressiva, che vi verrà a prendere alti. Quanto sarà importante domani pensare velocemente e rischiare sotto pressione? Durante la partita può ripassare a quattro?
“Possiamo giocare a quattro sempre, al di là di avere 3-4-5 o 6 centrali in rosa, lo abbiamo fatto contro la Juve avendo Kumbulla in panchina è stata una decisione per i problemi avuti in partita. Passare a quattro non è mai un problema per noi, è anche una soluzione, bisogna lavorare di più per il poco tempo che abbiamo sui due sistemi per far sentire tutti i giocatori a loro agio, potremmo anche farlo a sorpresa ad inizio partita. L’Udinese l’hai spiegata bene, sono fisicamente molto forti, aggressivi, contropiede, gioco diretto, profondità degli attaccanti, palle inattive, è una squadra molto difficile”

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NEWS

Pinto-Mourinho, simpatico siparietto in conferenza stampa sul ‘piccolo sforzo’ per il difensore (VIDEO)

A conferma del grande rapporto di stima tra i due, si è consumato nel corso della conferenza stampa di oggi un simpatico siparietto tra Mourinho e Tiago Pinto. Il tecnico giallorosso infatti è intervenuto interrompendo la conferenza stampa mentre il manager giallorosso stava rispondendo ad una domanda sulla pressione e sull’arrivo di un altro centrale difensivo.

Qui tutti mi chiedono di fare sempre piccoli sforzi per ogni trattativa, ma non possiamo fare sempre piccoli sforzi“, ha detto Pinto. Al termine della domanda si è affacciato da una delle porte della sala stampa proprio José Mourinho, che ha urlato: “Fai un piccolo sforzo direttore“. Il riferimento ovviamente è all’eventuale acquisto di un altro difensore centrale che farebbe respirare il reparto della retroguardia.

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Interviste

Pinto: “Roma più forte, ma non da Scudetto. Zaniolo? Mai vicino alla cessione. Solbakken? Ci proviamo. Difensore? Abbiamo soluzioni interne”

CONFERENZA STAMPA – Tiago Pinto ha parlato in conferenza al termine del calciomercato estivo:

Un grande mercato per la Roma, consegnate all’allenatore un instant team con giocatori di grande esperienza. E’ il momento di prendersi la responsabilità di dire che questa è una squadra che ha il dovere di lottare per lo Scudetto?
“Volevo ringraziare in primis tutte le persone del club che hanno lavorato con me, da fuori sembra divertente il mercato, ma da dentro è molto faticoso, anche i ragazzi dell’ufficio stampa e voglio ringraziare tutti. La squadra è sicuramente migliore, era il mio obiettivo dall’inizio, oggi la squadra ha più soluzioni e qualità. Non sono d’accordo sul concetto dell’instant team anche se riconosco la tua coerenza di pensiero. La Roma è la quarta squadra più giovane della Serie A, cosa che non era due anni fa e la nostra strategia è stata sempre quella di lanciare dei giovani come Bove, Darboe, Zalewski e quest’anno Faticanti, Volpato, Keramitsis etc. Ma abbiamo sempre parlato di equilibrio, quindi giovani importanti ma anche giocatori esperti come Paulo, Belotti e Wijnaldum. Siamo più forti, siamo riusciti a centrare questo obiettivo ma sempre con il nostro valore più grande: l’allenatore, la sua leadership dopo la stagione scorsa dove ha migliorato diversi calciatori, anche sui giovani e in questa stagione abbiamo portato giocatori più bravi e ci aspettiamo dei miglioramenti rispetto alla scorsa stagione. Ma non vogliamo parlare di Scudetto: non vogliamo nasconderci, ma ho sempre detto che faccio fatica a Settembre a pensare a Maggio. Per voi il mercato condiziona tanto il progetto sportivo, per me è il lavoro quotidiano e ieri come ha detto bene Belotti dobbiamo credere di vincere tutte le partite, a cominciare da Udine”.

Per il terzo anno la nuova proprietà non ha venduto i migliori giocatori. Si è parlato tanto di Zaniolo, le chiedo quanto è stato vicino ad andar via? Soprattutto con il Tottenham? Come gestirete il prossimo passaggio sul rinnovo?
“Mai stato vicino alla partenza e oggi è finito il mercato. Nicolò la stagione scorsa aveva bisogno di ripartire dopo due anni di infortuni, in questa stagione ha già dimostrato di stare molto meglio, non è mai stato un problema, è giovane, è felice, ha aiutato tanto la squadra, ora deve recuperare dall’infortunio. Ho chiamato Vigorelli mezz’ora fa per calendarizzare gli incontri per il rinnovo perchè la gente giustamente si aspetta questo e non va trascinato a lungo”

Siete preoccupati per le sanzioni dell’UEFA e preoccupati che possano fare due pesi e due misure sui club?
“Sul Fair Play il club avrà il tempo giusto per parlarne, è un tema molto serio. Ogni tanto nel calcio parliamo di questi temi senza il giusto approfondimento. Il Fair play è stato creato per aiutare i club non per danneggiarli. Io ho in testa il progetto Friedkin, non il Fair Play. La sostenibilità finanziaria per noi è molto importante, abbiamo seguito questa strada. Su Dybala non abbiamo speso soldi sul cartellino ma abbiamo preso la sua qualità. Vogliamo migliorarci ogni finestra di mercato, ma sappiamo che i Friedkin hanno raccolto un’eredità pesante e sapevamo di avere un percorso da fare per raggiungere la sostenibilità. Per me il Fair Play non è un problema, quello che voglio fare è creare una squadra senza più forte, dove prevalga la politica del merito e creare spazio per i giovani. Spero che queste limitazioni possano sparire, significa che nei prossimi anni avrò fatto bene il mio lavoro. Il mio obiettivo è che il nuovo ds della Roma un domani abbia una vita più semplice della mia”.

Grande lavoro su cessioni, stipendi di giocatori che sono fuori ma questo lavoro basta per arrivare al primo paletto? L’UEFA vuole che la squadra costi il 90% dei ricavi. E’ un obiettivo raggiungibile?
“Non voglio trasformare questa conferenza sul Fair Play, è un tema sensibile, ne parleremo più avanti. Per me il Fair Play non è una scusa, ovviamente con questo mercato ci siamo avvicinati a questi obiettivi, ma non è finita perchè quando i club firmano i settlement agreement si parla di programmazione pluriennale, ma questo come abbiamo dimostrato quest’estate non impedisce di fare mercato, dobbiamo essere bravi anche con qualche paletto dell’UEFA a fare bene lo stesso il nostro lavoro. Negli ultimi 10 anni della Roma non è normale che abbia più venduto che comprato. La Roma non è andata oltre nel monte ingaggi, dal mio arrivo abbiamo ridotto oltre 20 milioni il monte ingaggi. Mai mi sentirete qui dire che a causa del Fair Play non abbiamo fatto mercato. Fare il direttore sportivo oggi è diverso che 10 anni fa. Oggi siamo costretti a tenere conto di tematiche finanziarie, legate, dell’UEFA. Abbiamo fatto un lavoro interessante per avvicinarci a questa sostenibilità della società. Sono sicuro che quando un giorno andrò via, la Roma avrà una situazione più solida di quella che io ho trovato”

Ha citato Mourinho, avete preso grandi giocatori a parametro zero, dopo anni passati nel buio a livello sportivo a parte la Conference. E’ merito suo? Di Mourinho o anche dei Friedkin? Dove si vuole arrivare?
“Merito essenzialmente della proprietà e di Mourinho. Della proprietà perchè ha fatto capire che sta costruendo un progetto diverso, non parlano molto ma fa vedere che ha idee giuste per il club a 360 gradi. Oggi l’immagine della Roma è più allettante nel mondo. Poi non c’è dubbio che il ruolo di Mourinho nella capacità attrattiva dei giocatori è totalmente diverso rispetto ad altri allenatori. Sarebbe stupido non sfruttare questo. Non ha neanche problemi generazionale, ci sono allenatori della sua età che ai giovani non dicono molto, invece noi abbiamo ventenni che sognavano di esser allenati da Mourinho. Non ho dubbi che per chi è arrivato quest’estate abbia pesato la presenza di Mourinho. Lui è sempre al corrente di tutto durante le trattative”

Si è sdoppiato tra arrivi e cessioni. Quale dei due aspetti le ha dato più difficoltà? Che voto si dà quest’anno?
“Hai detto una cosa giusta, chiaramente ai tifosi crea entusiasmo guardare chi arriva, ma noi siamo molto concentrati su chi parte. Abbiamo fatto 57 operazioni, significa che si lavora tanto sulle uscite. Non mi nascondo mai, non sono totalmente soddisfatto sulle uscite, per un paio di giocatori che abbiamo prestato c’erano le condizioni per cederli. Sono giovane e imparo: la stagione scorsa ho fatto l’errore di darmi il voto, dopo durante la stagione quando i risultati non venivano qualcuno mi ha preso in giro con quel voto, magari dopo Tirana il voto ci stava invece, questa stagione non lo farò, ormai mi conoscete, non lavoro molto sul mio protagonismo individuale, lavoro sulle idee e sul rapporto con le persone, ma non ho bisogno di marchette per avere un grande voto. Il calcio cambia tutti i giorni, oggi siamo fenomenali domani siamo scarsi. Io faccio anche la mia valutazione, ci sono stati dei momenti durante quest’estate che voi tutti avete pensato avessi fatto un capolavoro e invece ero insoddisfatto e viceversa”

Un tassello in difesa manca, lo porterete? Come ha vissuto le pressioni non solo mediatiche e di Mourinho sul mercato?
“Sulla pressione sai sono giovane ma ho vissuto tante cose, ho tre sole persone che mi mettono pressione: mia madre, mio padre e mia sorella. L’altro telefono che ho è della famiglia e qui non lo porto perchè sennò ho paura. Scherzi a parte. Anche se qualcuno dice o scrive il contrario io ho un grande rapporto con Mourinho, quello che noi viviamo qua a Trigoria è un ambiente di famiglia, quello di cui discutiamo lo facciamo in famiglia. A me non compete commentare le sue parole, perchè il suo lavoro è difficile, è esposto 150 volte alla stampa, ogni tanto è difficile fare quel lavoro lì. Cerchiamo di essere allineati con la società, lavoriamo insieme, a volte ho chiesto il suo aiuto per portare avanti le cose. Non funziono molto con la pressione, chi mi conosce sa che l’unico modo per portare avanti le cose con me è coinvolgermi, con ottimismo e positività. Non è arroganza ma credetemi non leggo la stampa. Vado al Ristorante e tutti mi chiedono se prendo Dybala e Belotti, è normale. Sulla difesa non voglio nascondere nulla: penso che giocando a tre è normale che avremmo avuto bisogno di un altro centrale, non siamo riusciti a farlo per tanti motivi, penso che dentro la squadra avremo delle soluzioni, magari non ideali, ma abbiamo giocatori con qualità che sanno giocare in più ruoli. Voi parlate molto di Mourinho carismatico e leader, io parlo di Mourinho sul campo: la stagione scorsa e nella sua carriera, ha fatto vedere ad esempio con Felix, o Zalewski, che nel momento della difficoltà ha trovato soluzioni. Abbiamo giocatori come Karsdorp, Vina o Cristante che possono giocare lì. Noi non possiamo andare solo sulla strada un piccolo sforzo e prendiamo Dybala, Wijnaldum, etc. Le cose sono più complesse di quello che sembrano ed è così”

A giugno il mercato della Roma sembrava fermo, la strategia prevedeva l’arrivo di Frattesi poi la soluzione è svanita, come è andata la trattativa? Ad un certo punto la vostra strategia è cambiata, spendendo solo per Celik e prendendo parametri zero? Perchè è andata così?
“E’ veramente quello che è successo, la strategia era questa: noi abbiamo una strategia sportiva e finanziaria. La squadra ha bisogno di certe cose e dopo c’è una strategia finanziaria che permetta di arrivare lì. Con tutti i condizionamenti del Fair Play. Il mercato dura tre mesi, sapevo che serviva pazienza ma ho capito che sarebbe stato complicato ottenere tanti soldi in uscita per portare avanti le entrate. Allora lì ho capito che avremmo potuto rinforzare la squadra con i parametri, piuttosto che aspettare di vendere per portare a casa i giocatori che volevamo. Tutto va misurato. Tutte le situazioni sono state legate alle uscite, Wijnaldum arriva con la cessione di Veretout, Belotti arriva dopo l’addio di Felix. Hai fatto un’analisi concreta: non ho voluto compromettere la società, ho cambiato strategia finanziaria ma non sportiva. Su Frattesi dico chiaramente: è il mio giocatore preferito della Serie A tranne i giocatori della Roma. E’ un grande giocatore, sarà uno dei centrocampisti più forti della Serie A e della Nazionale, poi arriva il mercato e ci sono delle dinamiche diverse. Io non uso la stampa per parlare di Frattesi è la prima volta che ne parlo, queste cose vanno trattate con il club. Ognungo fa la sua valutazione, per il Sassuolo David aveva una valutazione e noi non l’abbiamo raggiunta. Mi dispiace che in alcuni momenti ci sono trattative che sono fatte da uno solo, perché magari parla solo una parte e sembra che la trattativa la fanno da soli. Il Sassuolo è un grande progetto sportivo, le persone che lo guidano sono molto competenti, ma non siamo riusciti a fare l’accordo, sono tedesco un po’ su questo: non mi piace portare a lungo le trattative perdendo tempo su due-tre milioni”

Solbakken può arrivare a gennaio?
“Non è vero che la Roma ha aumentato il monte ingaggi, non è difficile capire che se noi risolviamo Olsen e Fuzato e portiamo Svilar, la Roma non aumenta il monte ingaggi, così se vende Florenzi, Reynolds etc e prende Celik non aumenta, così a centrocampo e davanti. Non voglio essere il mago delle finanze, ma non è vero che il monte ingaggi è aumentato. Solbakken? Qualcuno diceva che aveva firmato per un’altra squadra, che aveva fatto le visite mediche. Se tu mi dici che non è così, ci proviamo”

Ha intenzione di andar via? A sentire le sue parole sembrava così… 
“(Pinto ride) sono felice qui, c’è una cosa: per venire qui ho lasciato il grande amore della mia vita, il Benfica, perchè ho una totale empatia con Friedkin e Mourinho, è questo che mi muove, le idee, non i soldi, ma le persone con cui lavoro. Il prossimo direttore sportivo avrà un lavoro semplice, è così. Sul mio contratto non hi bisogno di rinnovarlo fino al 2024, sono diverso dai giocatori. Io faccio le mie valutazioni, io sono felice qui”.

Il mio rimpianto è nel piano della sessione. Cerco di essere una persona metodica. Prepariamo secondo me le cose per bene, ma alla fine il calcio, lo sport è l’unica attività commerciale dove comandano gli operai cioè i calciatori. Io ho un po’ un rimpianto: avevamo due-tre operazioni. Ce l’ho nelle uscite più che nelle entrate. Gli acquisti mi piacciono tutti, è sempre una storia. C’è una storie dietro, che va oltre l’emozionale. Io sono un essere umano: quando devo chiudermi 4-5 giorni in un hotel a Torino per prendere Paulo non è una cosa semplice. Difficile dire quale mi piace di più, ma ho sentito che tutti i giocatori hanno perso soldi per venire alla Roma. Le persone fuori hanno capito che qua sta nascendo qualcosa. I Friedkin e Mourinho sono stati fondamentali. Ogni trattativa ha una storia particolare.”

Zagadou arriverà? Coric e Bianda?
“Calma che io non mollo mai. Abbiamo ancora Belgio, Grecia, Turchia, quei ragazzi lì devono spingere un po’ di più per trovare soluzioni. Sono due ragazzi Bianda e Coric vittime del contesto del passato. Su Zagadou, ma anche Denayer, ci sono tanti in scadenza, questo mercato farà storia su questa strategia di molti di portare i contratti a scadenza”

Il contratto di Belotti è un anno più due in opzione. Come mai?
“La verità è che siamo stati veramente creativi in due tre operazioni, ma tutto dipende dalla necessità, l’importante è che i giocatori abbiano accettato, per me non è importante se è 1 + 2 o 2+ 1 perchè in quei contratti ci sono cose che lette da fuori sembrano negative invece per i giocatori sono positive. Ci sono dettagli dei contratti che non posso divulgare, sono convinto che Andrea sia felice qui e giocherà tanti anni con la Roma, ha fatto uno sforzo per esser qui e ora mi impegnerò io per aiutarlo ad esser felice”

I rinnovi di Spinazzola e Cristante?
“L’anno scorso una delle domande era che con l’arrivo di Tammy avevamo il problema di fare sei rinnovi, dopo un anno continuiamo a parlare di questo (ride ndr). E’ normale che sia un tema di discussione quando si arriva vicini alla scadenza. Bryan sa cosa pensiamo tutti di lui, penso che rimarrà qui tanti anni, è un grande giocatore, un grande professionista e ha la giusta mentalità per restare qui. Adesso fatemi riposare un po’ perchè è stato pesante, tu lanci l’idea poi arriva il procuratore e mi chiede”

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La Roma da sola si gode la vetta, Mourinho al miele: “Dybala pazzesco, Ibanez e Abraham davvero super”

Doveva essere la serata di Dybala e così è stato. L’argentino si è sbloccato con la maglia della Roma e contro il Monza ha realizzato una doppietta, grazie alla quale è arrivato a quota 100 gol in Serie A. “Avevo molta voglia di fare gol – le sue parole al termine del match – per fortuna è arrivato davanti ai nostri tifosi. Sono contento per la vittoria perché continuiamo a crescere. Che cosa ci siamo detti con Mourinho non lo rivelo, rimane tra di noi. Sono contento per i cento gol: il più bello? Il prossimo”.

Come scrive il Corriere della Sera, nel postpartita ha parlato anche lo Special One: “Lo scorso anno dopo la partita con la Juventus ho detto a Dybala che era un gran giocatore, ora abbiamo sorriso perché i gol li fa per la Roma e mette il suo talento a disposizione della squadra. Anche il c.t. dell’Argentina Scaloni dovrebbe mandarci qualche bottiglia di vino, perché per il Mondiale gli daremo un calciatore top. Stanno crescendo tutti, sono contento per Ibanez che è un altro calciatore rispetto allo scorso anno: è più sereno, anche con la palla tra i piedi”.

Non sono mancati i complimenti ad Abraham: “Ha giocato come voglio io, è il mio Tammy. Ha vinto tutti i duelli, ha creato profondità, è stato fantastico”.

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Mou vara la Roma 2

Questa volta si cambia. Nel primo turno infrasettimanale della stagione in programma alle 20.45 contro il Monza di Stroppa – 0 punti raccolti e 8 gol incassati – José Mourinho sembra intenzionato a cambiare quattro pedine del suo scacchiere rispetto alla gara disputata sabato scorso a Torino. Una scelta volta sia a far rifiatare chi non si è quasi mai fermato che a concedere una chance agli elementi della rosa che sono partiti tra le seconde linee. I più sicuri di una maglia dal 1′ sono Celik e Zalewski, che contro i brianzoli giocherannola loro prima gara da titolari della stagione. Per entrambi sarà un banco di prova importante dal momento che i giallorossi si giocano la possibilità di rimanere in vetta alla classifica. L’ex Lille è arrivato a Trigoria candidandosi per un posto da titolare e, nella mezz’ora giocata contro la Juventus, ha dimostrato di avere le carte in regola per provare ad insidiare Karsdorp. Zalewski invece ha iniziato la stagione con il freno a mano tirato a causa di alcuni problemini fisici che lo hanno costretto a saltare qualche allenamento di troppo, in più il rendimento di Spinazzola ha convinto lo Special One a schierare il numero 37 sempre dal 1. Le gerarchie sulla corsia sinistra però non sono stabilite e il polacco è pronto a ritagliarsi il suo spazio. La sensazione è che Spinazzola e il classe 2002 si contenderanno il posto sulla fascia per tutto l’anno. A riposare dovrebbe essere anche Smalling, che non ha saltato neanche un minuto con Salernitana, Cremonese e Juventus.

Come scrive il Tempo, l’inglese sarà sostituito da Kumbulla, che allo Stadium è entrato con il giusto atteggiamento. Ma i cambiamenti riguarderanno soprattutto l’assetto iniziale di centrocampo e attacco. Dopo essersi riaffacciato in avanti nell’ultimo turno, Pellegrini dovrebbe essere spostato nuovamente in mediana, vicino a uno tra Cristante e Matic: questa volta a riposare potrebbe essere il centrocampista azzurro. A riempire il buco lasciato dal capitano vicino a Dybala e Abraham invece sarà El Shaarawy, che nelle prime apparizioni stagionali ha dimostrato di essere al già al top della condizione.

Almeno inizialmente Belotti assisterà all’incontro con il Monza dalla panchina ma, se l’andamento del match dovesse consentirlo, potrebbe scendere in campo davanti ai suoi nuovi tifosi per qualche minuto. Ieri sera intanto squadra e staff tecnico hanno pernottato al Fulvio Bernardini. Questa mattina il gruppo giallorosso svolgerà un risveglio muscolare, dopo pranzo invece i giocatori si concederanno alcuni momenti di relax nelle rispettive camere prima di raggiungere l’Olimpico introno alle 18.30. Nel frattempo il club ha annunciato una nuova partnership con il portale Idealista, diventato Real Estate Partner per la stagione 2022-23.

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“Mi sto vergognando di voi”. Così Mourinho ha cambiato la partita

“Mi sono vergognato di loro. Nel primo tempo abbiamo avuto solo c…o. E non parliamo di tattica, ma di atteggiamento: non possiamo arrivare a giocare qui in quel modo“. Basta questa istantanea di José Mourinho per raccontare le difficoltà che la sua Roma ha incontrato nella prima frazione di gioco contro la Juventus.

È bastato poi un lampo nel secondo tempo per scacciare i fantasmi del passato, di una tradizione negativa all’Allianz Stadium che sembrava non voler lasciare scampo alla Roma ancora una volta.

E invece, dopo ben 60 minuti di sofferenza, apnea e poca lucidità di gestione del pallone, arriva la giocata che risolve la sfida e regala un punto prezioso alla squadra dello Special One. L’angolo avvolgente di capitan Pellegrini, la girata acrobatica di Dybala che torna “a casa” e regala l’assist (50esimo in Serie A) per il primo gol stagionale di Tammy Abraham: con il colpo di testa che supera Szczesny, l’inglese riscuote il credito che aveva con la fortuna, dopo il gol annullato nella sfida dello scorso anno nell’impianto torinese.

Ma è un punto frutto anche di un’intuizione tattica del portoghese che, dopo le enormi difficoltà iniziali, ha stravolto la squadra. Nel primo tempo non funziona nulla o quasi. Se a questo aggiungete che dopo 76 secondi Vlahovic ha già segnato, l’inizio è da film horror. Il portoghese vede la squadra in bambola, all’intervallo lascia negli spogliatoi Mancini e Spinazzola, cambiando copione tattico alla gara e ridisegnando la squadra. Con la retroguardia a quattro, la Roma guadagna campo, Matic sale in cattedra e gli strappi di El Shaarawy riescono finalmente a dare profondità alla manovra giallorossa.

Come scrive la Repubblica (A. Di Carlo) l’analisi della gara dello Special One è durissima: “Nell’intervallo ho detto loro che mi sono vergognato di essere il loro allenatore. A Foti (il suo vice) ho detto di pregare per finire con il risultato di 1-0 il primo tempo, sarebbe stato un risultato fantastico. Ma non abbiamo avuto meriti, siamo stati solo fortunati a finire così. La prima costruzione dal basso piena di errori, è stata dura togliere Mancini, perché secondo me i tre difensori sono stati vittime di un gioco orribile dei quinti e dei mediani”.

Nel secondo tempo si vede in campo un’altra Roma, ma lo Special One lamenta il peso della assenze di Zaniolo, Wijnaldum e di…Belotti. “Avevo una panchina con poche soluzioni offensive, senza Zaniolo, Wijnaldum e uno che può arrivare nelle prossime ore, che può stimolare Abraham a fare meglio“.

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Mourinho: “Ho detto ai giocatori che mi vergognavo di essere loro allenatore. Domani arriverà qualcuno che ci aiuterà”

Josè Mourinho ha parlato così ai microfoni di DAZN dopo l’1-1 contro la Juventus:

Cosa vi siete detti con Allegri?
“Abbiamo avuto un culo della madonna nel primo tempo e nel secondo tempo abbiamo fatto qualcosa in più”

Cosa ha detto alla squadra alla fine del primo tempo?
“Ho detto che avevo vergogna di loro, che mi vergognavo di essere il loro allenatore. Mi chiedo perchè abbiamo visto questo primo tempo. Non è un problema di tattica, tecnica, cambi, non possiamo giocare così qui, è un problema di atteggiamento. Ho detto a Foti prega che finiamo 1-0, l’ho detto anche ai giocatori, che eravamo fortunati ad aver chiuso solo 1-0 sotto. A volte capita di esser dominati, ma gestisci bene le difficoltà fino all’intervallo, non abbiamo fatto neanche questo. Nel secondo tempo abbiamo fatto meglio, una squadra diversa, purtroppo oggi avevo poche soluzioni offensive, non avevo Zaniolo, Wijnaldum e un giocatore che credo arriverà. Max con tutti i problemi che aveva ha fatto cambi con Kean, Mckennie e Milik, per noi era difficile. Abbiamo giocato in maniera rischiosa, nel secondo tempo abbiamo meritato di vincere 1-0, ma non voglio dire risultato meritato perchè questo vorrebbe dire dare alla mia squadra un valore che non ha avuto, perchè il primo tempo è stato veramente brutto”

Tantissimi errori vostri in fase di costruzione. La difesa però rispetto ad inizio dello scorso anno è molto più sicura?
“E’ vero, tutto giusto, è stata dura togliere Mancini, perchè secondo me i miei tre difensori sono stati vittime di un gioco orribile, sui quinti e sui due giocatori di centrocampo. Se è una situazione isolata di Spinazzola all’inizio, dopo Matic fa fallo e loro segnano, ok 1-0 per loro però andiamo, invece non siamo andati, abbiamo sbagliato una, due, tre, quattro dieci volti. Poi nel secondo tempo sono molto contento, giocare qui non è facile, loro si chiudono bene e il punto è importante per noi, perchè dopo un primo tempo così uscire nella ripresa con la possibilità di riprenderla era importante. Non mi piace parlare degli assenti, c’è mancato tanto Nicolò, per queste partite la sua gamba e la sua forza fisica sono armi determinanti. Vediamo se domani arriva un ragazzo che ci darà una mano e che magari spingerà Tammy a fare di più, perché finora ha parlato tanto, ma giocato poco”

Era uno scontro diretto, era una partita con grandi pressioni, è mancata troppa attenzione per fare uno step in avanti?
“Sono d’accordo per questo ho cercato di essere il più onesto possibile con le persone che sono a casa, potevo venire qui a fare il fenomeno, parlando dei cambi tattici nella ripresa, rifiuto questo modo di essere. Oggi abbiamo iniziato male come l’anno scorso con Milan e Inter, dobbiamo crescere in questa direzione. Aspettando che arrivi gente importante per noi, perchè la panchina serve non solo per la gestione della partita, come è successo con i terzini. Karsdorp anno scorso bene, oggi non sta bene e allora dentro Celik e arrivederci. Uguale a sinistra con Leonardo. Oggi avevo paura per il centrocampo con i cartellini, per come è andata va bene per noi. Grande arbitro, ha fatto partita straordinaria”

Abraham alla fine ha festeggiato il pareggio?
“Mi piace che siano giocatori con emozioni, penso che tutti noi sappiamo che il primo tempo sia stato non da noi, Tammy sapeva che il risultato era importante per noi e sapeva che sarei arrivato più simpatico dentro lo spogliatoio”

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Mourinho: “Ma quale pari, io voglio vincere”

L’ascia di guerra, almeno apparentemente, l’ha sotterrata. Inutile quindi andarlo a stuzzicare su quello che rappresenta la rivalità con la Juventus. Mourinho, per una volta, veste i panni del diplomatico: “Non è una sfida che sento più di altre. I fischi dello Stadium? Sono cose che fanno parte dello sport. Per me ogni partita ha la stessa vigilia, la stessa routine. Non cambia niente andare a giocare a Torino, l’ho già fatto tante volte, questa sarà solo una in più”.

Come scrive il Messaggero, di colpo, il rumore dei nemici si fa più lontano. Quella di questa sera è Juventus-Roma, non Juve-Mou. Così il gesto delle orecchie o del triplete, le frasi ad effetto (“In Italia esiste solo un’area di rigore da 25 metri…”;”Forse contro di loro è meglio far giocare la Primavera”; “Cristante deve stare attento con i cartellini, non è Bonucci”) sulle quali si è costruita una rivalità, che spesso e volentieri ha sconfinato nell’antipatia, si trasformano in un lontano ricordo.

Chissà se il motivo è dovuto al fatto che José annusa il profumo dell’impresa. Perché tale sarebbe considerando che negli ultimi 13 confronti a Torino, la Roma ha perso 12 volte: “Ma ogni partita è a sé – rimarca – è unica. Quello che è accaduto nel passato non ha importanza. Siamo cresciuti e sappiamo quello che vogliamo fare. Affronteremo una grande squadra, che vuole vincere lo scudetto, ma è una delle 38 partite, nulla più. Andiamo lì cercando di vincere“.

Non ha segreti, apparentemente. Spazio a Matic in coppia con Cristante e Pellegrini leggermente più alto ma poi pronto in fase di ripiegamento a regalare densità in mediana. Cambia poco, quindi, se non negli uomini. Probabilmente una Roma più equilibrata ma comunque convinta delle sue possibilità.