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Zaniolo, l’abbraccio e gli elogi di Mou prima del ritorno in campo: Helsinki e Atalanta per riprendersi la Roma

«Quello che Nicolò ha fatto per stare qui è una cosa “da noi”. Ha lavorato come un animale per starci vicino ed è un esempio di quello di cui abbiamo bisogno». Rientrato ieri dopo 3 settimane di stop per la lussazione alla spalla, Nicolò Zaniolo ha incassato prima un affettuoso abbraccio poi l’encomio pubblico a tutte le tv nazionali da parte di Mourinho. Un elogio dovuto allo spirito di sacrificio dimostrato dal ragazzo nel lavorare senza sosta al fine di rientrare il prima possibile dallo sfortunato stop accusato contro la Cremonese, lo scorso 22 agosto.



Oggi sui social l’attaccante giallorosso ha postato l’immagine dell’abbraccio con il tecnico, un ulteriore segnale della grande stima cresciuta in questi mesi tra i due all’interno dello spogliatoio. Zaniolo ieri probabilmente in caso di necessità sarebbe entrato nel finale per sbloccare una partita che si stava complicando, poi Abraham e la capacità della Roma di reggere il ritorno dell’Empoli negli ultimi concitati minuti ha spinto Mou ad evitare ulteriori rischi. Contro l’Helsinki in Europa League il 22 è pronto a riprendersi una maglia da titolare. Potrebbe partire dall’inizio al fianco di Belotti, per far rifiatare Dybala e Abraham. Possibile anche che lo Special One lo possa schierare solo nella ripresa per poi riproporlo dall’inizio contro l’Atalanta domenica prossima, quando la Roma giocherà il secondo big match della stagione per il vertice della classifica. Nic insomma è pronto a scaldare i motori e ripartire con sprint da dove aveva lasciato.

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Mourinho: “Gli infortuni ci hanno messo in difficoltà. C’è un solo Zaniolo, l’ho ringraziato”

Nel postpartita di Empoli-Roma, ha parlato José Mourinho

Mourinho a SkySport

Il gol di Abraham?
“Lo deve fare. Si deve abbassare sia in fase difensiva, in fase di costruzione e poi deve arrivare in porta. Il problema è che questo tipo di calciatore fa fatica mentalmente a farlo. Non volevamo perdere altri punti. Questo lo ha fatto arrivare, anche se far gol a Vicario oggi era un miracolo”.

Anche questo è il calcio.
“Sì, ma potevamo vincere meglio. Siamo una squadra che deve giocare giovedì ancora. Con il 3-1 avremmo gestito meglio le energie. Venivamo da due sconfitte e va bene così. Sette minuti di recupero in vantaggio sono tanti. Faccio i complimenti a Zanetti e all’Empoli, ma abbiamo meritato di vincere”.

Come si gestisce il doppio impegno?
“Le squadre secondarie sono molto brave, lavorano come noi. Prima in Europa prendevi squadre scandinave o slave ed era fatta. Ora, con internet, tutti sanno come si allenano i migliori. Questo rende il tutto più difficile”.

Come si gestisce il doppio impegno?
“Le squadre secondarie sono molto brave, lavorano come noi. Prima in Europa prendevi squadre scandinave o slave ed era fatta. Ora, con internet, tutti sanno come si allenano i migliori. Questo rende il tutto più difficile”. 

Pensa che il percorso per migliorare è lungo o è soddisfatto?
“A livello di punti non è un problema. Contro l’Udinese è sempre difficile in casa loro. in campionato è come in una maratona. Con un po’ di sfortuna oggi potevamo perdere. La squadra ha iniziato bene, basta vedere la gara contro il Tottenham o le prime due. Siamo una squadra che quando perde giocatori va in difficoltà. Abbiamo un solo Zaniolo. Dico cosa gli ho detto: grazie per essere qui, per avere fatto di tutto per recuperare. Abbiamo perso Wijnaldum, restando solo con Matic e Cristante, che sono simili. Adesso abbiamo perso anche Karsdorp e Zalewski. Non siamo una rosa come le altre big. A inizio stagione pensavo facessimo di più, ma capisco la difficoltà. Noi giochiamo giovedì, poi l’Atalanta che ha una settimana di preparazione. Io preferisco giocare sempre anche nella settimana. Finalmente delle partite in casa”.

Mourinho a DAZN

Che peso dà a questo successo?
“Se avessimo perso la terza di seguito sarebbe stato complicato. L’Empoli è forte, è stata una partita difficile. Dopo il 2-1 abbiamo avuto tante occasioni, poi la partita non finiva più. Era importante vincere, ora pensiamo a giovedì”.

Quanto Abraham è coinvolto rispetto allo scorso anno? (Interviene anche Luca Toni)
“Toni non può parlare con me perché mi segnò contro allo stadio Olimpico quando allenavo l’Inter (ride, ndr). Abraham forse è coinvolto di meno perché ci sta Dybala, un giocatore incredibile. Ci mancava Zaniolo anche, per noi è importante. Lorenzo può giocare in zone diverse, quando ci manca un giocatore possiamo andare in difficoltà. Tammy ha più potenziale di quanto crediamo, può dare molto di più”.

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Rassegna stampa

Ricarica Mou. Le mosse di José spingono la Roma

Dopo gli ultimi passi falsi Mourinho ha deciso di usare più la carota con i suoi ragazzi. Come scrive La Gazzetta dello Sport, si è reso conto che la squadra è un po’ scarica emotivamente, che ha faticato nelle reazioni. A Udine a fine partita è andato a consolare i suoi uno per uno, in Bulgaria non ha mai affondato il colpo. In questa opera di ricostruzione mentale si è affidato a Pellegrini su tutti, ma anche a Mancini e Cristante. Si può sorridere anche per i rientri di Zaniolo e Abraham. L’azzurro partirà dalla panchina e forse ci resterà per tutta la partita. Rischiarlo è prematuro ed è possibile che Nicolò torni giovedì.

La Roma fino ad ora ha faticato a centrocampo. I due mediani devono coprire molte zone e alla lunga vanno in affanno. In più Matic e Cristante sono troppo simili. Serve uno che strappi e l’ideale era WijnaldumOra sembra sia scattato il momento di CamaraMourinho è stato chiaro, da qui alla sosta vuole tre vittorie in altrettante partite. C’è bisogno di chiedere gli straordinari a qualcuno e tra questi c’è Smalling. Con lui non riposeranno mai neanche Mancini ed Ibanez.

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Rassegna stampa

Impantanati: la Roma incassa la seconda sconfitta di fila

Di male in peggio. La Roma invece di rialzarsi affonda. Come scrive Il Tempo, dopo le quattro sberle di Udine arriva la seconda sconfitta di fila in casa del modesto Ludogorets che complica subito la corsa europea. Contando le occasioni il ko è immeritato, ma il modo in cui arriva preoccupa. Perché sembrano essere scomparsi all’improvviso il carattere e la solidità trasmessi alla squadra da Mourinho.

Quattro i cambi rispetto all’Udinese: Svilar in porta, Celik e Zalewski sugli esterni, Belotti al centro dell’attacco, mentre in mediana il portoghese conferma la coppia Matic-Cristante. Che va piano e non lega con l’attacco. Su un campo inguardabile, la Roma batte il primo corner ma parte come se fosse ancora tramortita e rischia di prendere gol dopo 3 minuti.

I giallorossi si riassestano pian piano e prendono in mano la partita, invocando invano un rigore che poteva starci per fallo su Pellegrini. La manovra, però, è lenta, gli unici strappi in velocità sono di uno Zalewski poco ispirato, Dybalaprova a sfruttare la sua tecnica nonostante il terreno non lo favorisca, Belotti è poco più di una comparsa, così il solo tiro in mezzora è un sinistro centrale di Pellegrini.

Nella ripresa Dybala manda subito in porta Pellegrini che, solissimo davanti al portiere, alza troppo il pallonetto. Uno dei tanti errori di sufficienza dei giallorossi. Quando la Roma dovrebbe produrre il massimo sforzo per vincerla, finisce per prendere un gol inaccettabile: Cauly entra con facilità in area e infila Svilar, sfruttando la dormita di Smalling e Cristante. Per un soffio non arriva subito il raddoppio del Ludogorets. Mourinho deve correre ai ripari e si affida di nuovo ai giovani, come ha fatto spesso nei momenti di difficoltà lo scorso anno.

Stavolta butta nella mischia Bove e Volpato insieme a Camara, si passa al 4-2-3-1. Pellegrini due volte e Camara sfiora il pareggio, a segnarlo è Shomurodov di testa su cross del capitano.

A quel punto ti aspetti la voglia di vincere e invece la Roma prende un’altra bambola e torna subito sotto: come in occasione del primo gol,  è davvero troppo facile per Nonato calciare in porta.

L’arbitro nega un altro rigore per un intervento stavolta abbastanza netto netto su Dybala, non c’è più tempo per riprenderla e la Roma torna a mani vuote dalla Bulgaria.

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Rassegna stampa

Mourinho: “Sembra che tutto sia contro di noi”

Il bilancio tra Udinese e Ludogorets è di due sconfitte. Dopo il ko subito all’esordio in Europa League, Mourinho – scrive Il Tempo – assolve la sua squadra che – a differenza del match della Dacia Arena – avrebbe meritato un risultato diverso. Lo Special One ammette come i giallorossi non abbiano giocato una gara indimenticabile, ma giudica troppo pesante l’esito della sfida: “Si tratta di un risultato bugiardo – spiega Mou nel post partita di Razgrad – non abbiamo fatto una bella partita, ma quello che abbiamo prodotto era più che sufficiente per vincere o almeno non perdere. Dopo essere passati in svantaggio ci siamo ritrovati in difficoltà per cinque minuti ma siamo comunque riusciti ad avere una grande reazione e a trovare il pareggio. Subito dopo però abbiamo incassato il secondo gol. Sembra che nelle ultime partite tutto vada contro di noi”.

Fortunatamente c’è ancora tutto il tempo per addrizzare la rotta, ma il girone non è iniziato sicuramente nel migliore dei modi: “Meno male che non si tratta ancora della fase ad eliminazione diretta e che ci sono altre 5 partite. È vero che perdere la prima ti mette addosso qualche pressione in più, ma adesso dobbiamo guardare avanti e la prossima settimana sarà fondamentale fare tre punti contro l’Helsinki”.

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Mourinho: “Risultato bugiardo, una settimana in cui ci va tutto storto”

Nel postpartita di Ludogorets-Roma ha parlato José Mourinho.

Mourinho a Sky

Ci sono stati momenti in cui siete stati in pieno controllo, cosa è successo?
“Sì, è vero. Non abbiamo fatto una partita fantastica, però non abbiamo meritato di perdere. Abbiamo avuto una buona reazione al loro gol e abbiamo pareggiato e subito dopo ci hanno risegnato. In queste ultime due partite sembra che tutto vada contro di noi. Per fortuna ci sono altre cinque partite. Peccato aver perso la prima, perché vincere la prima dà fiducia. Ora dovremo vincere in casa la prossima”.

Quali problematiche ci sono state in difesa?
“Non è un problema della difesa. Non si difende in 4, si difende di squadra. Il secondo gol è causato dall’emotività. Arriva fuori dal contesto della partita”.

Oggi è morta la Regina Elisabetta, un suo pensiero?
“Mi dispiace tanto. L’Inghilterra è la mia casa, lì ho la mia casa. Lei è importante al 100%. Mi dispiace, ovviamente”.

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Interviste

Mourinho: “Rispetto per il Ludogorets ma vogliamo vincere. Infortunati? Non ne parlo”

CONFERENZA STAMPA – Queste le parole di mister Mourinho alla vigilia di Ludogorets-Roma:

Cosa ne pensa di questo girone? Quali sono le squadre favorite?
“E’ difficile dirlo, qualcuno potrebbe pensare a Roma e Betis, ma c’è massimo rispetto per il Ludogorets e l’Helsinki. I risultati erano più facili da pronosticare alcuni anni fa, ora è più complicato ed è per questo non voglio risparmiare i giocatori in vista del campionato. Sappiamo quanto sia importante questa partita, rispettiamo l’avversario ma vogliamo vincere”.

Ha parlato di massimo rispetto per il Ludogorets, che partita si aspetta?
“E’ difficile da predire dobbiamo essere pronti a tutto, è una squadra esperta in Europa, hanno diversi giocatori stranieri e diversi buoni calciatori bulgari, ci aspettiamo delle difficoltà, ma non siamo qui per turismo, non vogliamo risparmiare nessuno, per esperienza se si inizia bene poi è più facile gestire il girone. Vogliamo restare in Europa League, non tornare in Conference, dobbiamo arrivare nei primi due posti, cercheremo di imporre il nostro gioco, vogliamo vincere”

Avete perso l’ultima partita in Serie A, cosa cambierà in questa sfida?
“La gara di domani spero inizi 0-0, invece a Udine la partita è iniziata 1-0 per loro e questo fa differenza.  Dobbiamo difendere meglio, non commettere errori e in genere noi siamo così, quello che è successo a Udine è un unicum da questo punto di vista. Penso sia un’eccezione Udine, ovviamente non ne siamo contenti, ma la mia reazione con i ragazzi è stata tranquilla perchè è stata una partita anomala, la nostra prestazione non giustifica il 4-0 subito, abbiamo preso 4 gol su 4 tiri reali. Domani il Ludogorets vedrà quanto siamo arrabbiati”

Come sta la squadra? Ci sono situazioni particolari?
“Non ne voglio parlare. Siamo qui per giocare a calcio, chi non giocherà è perchè non è in grado di farlo in questo momento.”

Come si approccia a questo nuovo capitolo in Europa?
“Siamo in questa competizione per due motivi diversi, per aver vinto la Conference e perchè siamo arrivati sesti in Serie A, meritiamo tanto di essere qui. Vogliamo andare avanti, senza mettere obiettivi, senza dire che vogliamo vincere o arrivare in semifinale o finale, non ci poniamo limiti, il primo obiettivo è qualificarci a questo girone. Ma prima bisogna parlare della partita di domani, che è fuori contesto rispetto a tutto il resto, siamo qui per vincere con rispetto per il Ludogorets”

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Ludogorets-Roma, domani alle 10.40 la rifinitura poi la conferenza di Mou nel pomeriggio

Comunicato dall’UEFA il protocollo mediatico relativo a Ludogorets-Roma in programma giovedì a Razgrad. Domani la Roma sosterrà la seduta di rifinitura alle 10.40 a Trigoria poi partirà per la Bulgaria nel primo pomeriggio. Prevista alle 18.10 la conferenza stampa di Mourinho e di un calciatore presso lo stadio del Ludogorets.

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Mourinho: “Maresca arbitro perfetto per l’Udinese”. Poi cita Boskov

Nel post partita di Udinese-Roma ha parlato José Mourinho.

Mourinho a DAZN

La sconfitta?
“La mia spiegazione… È stata una partita difficile, l’Udinese sa giocare questo tipo di partite. Non puoi giocare dietro, escono in contropiede, sanno gestire i tempi di gioco, i falli, sono gente molto fisica ed esperta. Se perdi i duelli sei già in difficoltà, eravamo entrati bene in campo con Dybala, miglior giocatore in campo. Ogni volta che attaccavano in contropiede, non abbiamo fatto bene poi abbiamo preso un palo e un possibile rigore per noi. Quando si perde 4-0 non si parla d’arbitro, preferisco perdere una partita per 4-0 che quattro partite per 1-0. È dura per noi e per i tifosi, però domani c’è un altro allenamento e giovedì un’altra partita. Andiamo avanti”.

Non avete qualità per ribaltare queste partite?
“Dipende contro chi squadra giochi, avremmo potuto fare 1-1 o 2-1 ma non ci siamo riusciti. Abbiamo preso gol per errori individuali, però per me sono errori collettivi. Abbiamo sbagliato in momenti importanti della partita, l’Udinese cerca di fare tutto ed è stata dura. Andiamo avanti, abbiamo 10 punti e siamo tutti lì, facciamo la nostra strada”.

Perché temeva questa partita?
“Devo andare via, i giocatori hanno bisogno di me. Ho detto ai giocatori quello che ho detto a voi, cioè meglio perdere una volta 4-0 che quattro volte 1-0. Dobbiamo pensare a giovedì, quando si perde 4-0 non si parla dell’arbitro, però abbiamo saputo che era Maresca non c’è stato feeling, ha un profilo perfetto per l’Udinese. Il primo giallo è andato all’artista della partita, però la responsabilità della sconfitta è mia”.

Sensazioni negative in settimana?
“Avevo delle sensazioni, anche l’anno scorso abbiamo sofferto qui, abbiamo giocato poco tempo con tante interruzioni. I ragazzini qui sono perfetti, mi piacerebbe avere questi raccattapalle nel mio stadio. Hanno fatto la loro partita, sono stati uguali a quello che sono loro, faccio i complimenti. Li aspettiamo al ritorno a Roma”.

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Mou ha un’altra richiesta: “Ora ci serve un difensore. Il fair play? Aiuta le grandi”

Mourinho è un tecnico lucido, perfettamente consapevole di cosa vuole dire e, soprattutto, di come farlo. Come scrive La Gazzetta dello Sport, per questo sorride quando ripete 2-3 volte di aver bisogno di un difensore. Sorride anche quando parla di fair play finanziario, del tour de force che aspetta la Roma. “Pinto ha fatto una conferenza brillante e onesta, ma quando ha detto che potevamo giocare con Cristante in difesa io rispondo che non è così: chi gioca a centrocampo?“.

La faccia è tutto un programma e diventa virale, poi a microfoni spenti: “Spero in qualcosina“. I nomi sono quelli di ZagadouDenayer e Maksimovic. La situazione economica non permette altri sforzi e Mou lo sa bene. Poi torna sul fair play: “E’ un meccanismo che penalizza troppo chi lo vuole fare in modo virtuoso e, in modo indiretto, protegge chi non fa così“.