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Esclusiva Retesport, Tempestilli: “La Roma andrà a Milano per vincere. Cristante? Ragazzo speciale”

Tonino Tempestilli, ex calciatore di Inter e Roma, ha parlato ai microfoni di Retesport, nel corso di 1927:Ho giocato con i nerazzurri, in una formazione fortissima con gente come Oriali, Beccalossi, Altobelli, con diversi campioni del Mondo, fu un’esperienza incredibile anche perchè ero giovanissimo. Incrociai anche Prohaska perchè nell’80-81′ ci fu l’apertura agli stranieri e l’austriaco prima di giungere a Roma fece un passaggio a Milano”

L’ex dirigente giallorosso ha aggiunto: “Mi aspetto una gara difficile a San Siro, la Roma arriva da una grande prestazione ma zero punti, l’Inter ha già perso diverse gare, sarebbe fondamentale vincere per non perdere terreno con le prime. Non ho condiviso le eccessive polemiche dopo la sconfitta contro i bergamaschi, perchè la prestazione è stata realmente importante. Mourinho è un allenatore che se la va a giocare sempre la partita, quindi di partenza mi aspetto una Roma che vada per vincere, poi se dovesse arrivare un pareggio andrà bene lo stesso. Dybala? Penso sia un ragazzo intelligente, è argentino e si sposa perfettamente con il calore di Roma e del pubblico romanista. Ha grande voglia di riscatto e Mou lo sta mettendo nelle condizioni di esprimersi”.

Eri ancora a Trigoria quando arrivò Zaniolo, cosa pensi della sua evoluzione?
Era un ragazzo giovanissimo quando arrivò a Roma, mostrò subito qualità superiori alla media. In una piazza come Roma i ragazzi possono essere destabilizzati, penso che Nicolò possa anche aver commesso qualche piccola stupidaggine ma capita a tutti i giovani, la maturità arriva col tempo e ora mi sembra un pezzo importante per la squadra giallorossa”.

Cristante? Perchè è criticato spesso ma gli allenatori alla fine lo schierano sempre titolare?
“La sua serietà, la sua professionalità, la sua abnegazione alla causa, la sua umiltà, queste sono le qualità di Bryan e per questi motivi tutti gli allenatori che lo hanno avuto a disposizione lo schierano dall’inizio. E’ anche un ottimo giocatore, oltre che un ragazzo straordinario”

Gli obiettivi realistici della Roma in questa stagione?
“E’ un’annata particolare, bisognerà vedere le squadre come ripartiranno a gennaio. Vedo per i vertici cinque squadre: Roma, Milan, Inter, Juve e Napoli”

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Allenamenti

Mourinho: “Speciale vincere a Roma, indimenticabile la Conference. Stiamo crescendo come società e qui sono felice”

Josè Mourinho ha parlato ai microfoni di Esquire.com. Ecco le dichiarazioni dell’allenatore giallorosso:

Dopo un anno in Italia come è cambiata la sua vita rispetto all’Inghilterra?

Io dico sempre che i centri di allenamento sono uguali in tutto il mondo e la vita che fai è sempre quella. Entri alle 7:30 e esci alle 18:30. Quindi da quel punto di vista cambia poco che tu viva in una città incredibile come Roma o in un posto freddo, buio e nascosto. Quello che è cambiato nella mia vita però è che in questo club sto bene e ho un bel rapporto con tutti. In Italia sono felice.

Come ha ritrovato il calcio italiano dopo più di dieci anni di assenza?

Dieci anni fa, dopo che me ne sono andato (ma non perché me ne sono andato), la Serie A ha passato un periodo difficile. La qualità si è abbassata e il campionato aveva poco appeal all’estero. Ora invece ho ritrovato una lega appassionante, competitiva, dove i calciatori arrivano anche dalla Premier. Rispetto al 2009-10 c’è ancora differenza con le squadre top, però oggi il resto dei club è migliore. Ci sono allenatori con tante idee, che giocano un calcio offensivo ed ambizioso. Poi ci sono squadre, come la Roma, che stanno crescendo anche in senso più ampio, come società, portando sempre più tifosi allo stadio, con grandi possibilità di evolvere in meglio.

Che sensazione le fa non vedere gli Azzurri ai mondiali per due edizioni consecutive?

Se ami il calcio è difficile accettarlo. Io sono cresciuto negli anni ‘70-’80 e puoi immaginare cos’era l’Italia a quei tempi. Gli azzurri sono sempre stati un riferimento. Lavorando qui faccio fatica a capire cosa sia successo, perché è pieno di calciatori bravi, anche se ce ne sono ancora pochi che vanno all’estero. Mi rifiuto di accettare l’argomento del poco talento, non è vero. In Italia il talento esiste, quindi l’Italia deve arrivare al Mondiale.

A proposito di questo, secondo lei come si prepara un campionato con una pausa così lunga in inverno?

È una situazione nuova per tutti e bisognerà sbagliare il meno possibile. Noi siamo già a lavoro, discutiamo, studiamo e cerchiamo soluzioni che possano esporci al minimo dei rischi.

Volevo introdurre l’argomento Hublot parlando del suo orologio. Cosa ha pensato quando ha visto scadere l’ultimo secondo della finale di Conference League?

Quando finisce una partita che porta a un titolo tolgo l’orologio e non lo indosso mai più. A casa ne ho una cassa con altri 25. Ho chiamato Hublot e gli ho detto che me ne serviva un altro.

Le immagini dei festeggiamenti della Conference League a Roma hanno fatto il giro del mondo. Ci racconta le emozioni di quella giornata?

È stato veramente indimenticabile. Quando abbiamo vinto la Champions con l’Inter io non sono andato a Milano perché volevo andare al Real Madrid e avevo la sensazione che se fossi tornato non sarei più partito. Questa volta era diverso, volevo rimanere a Roma e continuare con questo club. In momenti come quello capisci che non vinci per te stesso, che non è una gioia personale. La gente è tutto, ti dà la dimensione di quello che hai fatto, e ti senti parte di una famiglia veramente speciale.

Dopo la vittoria della coppa si è fatto un tatuaggio, ne ha in cantiere altri per festeggiare un prossimo obiettivo?

Calcisticamente penso che non ne farò altri. Questo lo avevo promesso a tutti, l’idea era di farmi un tatuaggio unico, che potessi avere solo io: le tre coppe europee vinte. Il prossimo potrei farmelo se mio figlio o mia figlia avessero una bambina o un bambino, sarebbe un regalo speciale e un tatuaggio potrebbe essere un bel modo per celebrarlo.

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Interviste

Mourinho: “Abbiamo passione ed entusiasmo: vogliamo migliorare i risultati dello scorso anno”

José Mourinho ieri ha festeggiato i 22 anni di carriera e a margine del gala portoghese “Quinas de Ouro”, organizzato dalla federcalcio lusitana, ha rilasciato alcune dichiarazioni riportate dal quotidiano Record: “Sono passati velocemente, ma vado avanti. Mi sento bene, mi sento forte, motivato, mi piace vincere, odio perdere, non è cambiato nulla. Il colore dei capelli sì, anche le rughe, ma voglio continuare. Non per altri 22 anni, che non c’è tempo, ma per qualche anno in più”.

Sull’espulsione di domenica scorsa afferma: “Oggi (ieri, ndr), che festeggio 22 anni da allenatore, l’espulsione non è una novità per me, ne ho prese molte, forse rispecchia il mio modo di essere e di allenare. Non voglio che cambi”.

Sugli obiettivi di questa stagione con la Roma: “La scorsa stagione abbiamo fatto quello che nessuno si aspettava, quest’anno cercheremo di fare meglio. Non abbiamo lo stesso potenziale economico dei nostri rivali, abbiamo fatto un mercato da sette milioni di euro, ma abbiamo qualità, passione, tante persone a cui piace lavorare insieme, che è una cosa importante, e poi a fine stagione vedremo”.

Infine, la chiacchierata di Mourinho si è conclusa dribblando i giornalisti che gli chiedevano se era ipotizzabile vederlo alla guida del Portogallo dopo i Mondiali in Qatar: “Non si sa mai se Fernando Santos continuerà per molti anni ancora. Guarda il futsal, loro vincono tutto e non smettono di vincere. Congratulazioni a loro”.

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Mourinho, una sola giornata di squalifica: salterà solo Inter-Roma

Scampato il pericolo della stangata per Josè Mourinho. E’ stata infatti una sola giornata di squalifica al tecnico giallorosso, dopo l’espulsione rimediata durante il secondo tempo di Roma-Atalanta. Questa la decisione del Giudice Sportivo dopo il 7° turno di Serie A, motivata per essere “entrato indebitamente sul terreno di gioco inveendo contro un calciatore della squadra avversaria; infrazione rivelata dal Quarto ufficiale”.

Tra le altre decisioni emanate dal Giudice Sportivo c’è il turno di squalifica per Brozovic che dunque salterà la gara con la Roma alla ripresa. 2 giornate invece per Di Maria. Stop, tra gli allenatori, anche per Maurizio Sarri che era in diffida.

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Rassegna stampa

Roma, caos arbitrale: Mourinho rischia un lungo stop

Roma contro gli arbitri, ci risiamo. La partita contro l’Atalanta ha riaperto un fronte che nella passata stagione aveva scatenato tante polemiche. Questa volta è stato Chiffi a innescare la protesta di Mourinho, che è entrato in campo, prima per prendersela con un giocatore dell’Atalanta che aveva fatto entrare sul rettangolo di gioco un secondo pallone per perdere tempo. Poi l’allenatore, che già nel primo tempo aveva protestato per alcune decisioni arbitrali, in particolare in occasione del primo episodio da rigore su Zaniolo, se l’è presa con l’arbitro di Padova, contro il quale si espresso con un’espressione offensiva ripetuta più volte e evidenziata dal labiale ripreso dalle tv. Il Giudice sportivo si pronuncerà già oggi e se Chiffi (o il quarto uomo Giovanni Ayroldi, più vicino alla panchina) ha riportato tutto sul referto lo Special One rischia tre giornate. Se viceversa agli ufficiali di gara fosse sfuggita quella frase, il turno di squalifica potrebbe essere uno solo. La Roma ritiene che l’episodio sia circoscritto all’ingresso in campo del tecnico e che la squalifica sia di una sola giornata.

Come riporta il Corriere dello Sport, la protesta di Mourinho è apparsa esagerata, ma c’erano stati altri episodi che avevano fatto discutere nelle precedenti partite. Eppure la Roma dall’inizio della stagione aveva avuto un cambio di rotta nei confronti degli arbitri. Mariani di Aprilia era stato invitato a Trigoria e aveva tenuto una lezione ai giocatori, non solo quelli della prima squadra, sulle nuove regole introdotte dall’Aia. In estate era stato rinnovato il contratto al consulente arbitrale Calvarese, che si occupa della parte tecnica, non parla con gli arbitri (è accaduto una volta sola nella passata stagione al termine di una partita discussa e si è scatenato un putiferio) e non suggerisce la strategia politica, che spetta a Mourinho. L’allenatore anche su questo tema ha completa carta bianca dai Friedkin, che non vogliono essere coinvolti in polemiche. I rapporti tra la Roma e la classe arbitrale rischiano di tornare tesi, anche se la linea della società resta di collaborazione.

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Rassegna stampa

Amaro Mou: “Ormai è rigore solo se ti tuffi”

È andata male perché abbiamo perso una partita che si poteva vincere facilmente per come abbiamo giocato“. L’analisi – scrive La Repubblica – piena di rammarico a caldo di José Mourinho descrive bene il copione del film visto all’Olimpico, che a fine gara ha ricoperto di applausi scroscianti una Roma stremata dalla fatica e dalla sfortuna.

Chi è sceso in campo ha giocato in maniera sufficiente a vincere facile. Purtroppo non abbiamo segnato e per questo abbiamo perso. Non mi piacciono gli zero punti, ma mi piacciono il gioco e lo spirito” prosegue lo Special One.

Anche senza Dybala (fermatosi nel riscaldamento), i giallorossi sono comunque riusciti a totalizzare 21 tiri verso la porta dell’Atalanta. Quello che poi ha fatto la differenza è stato l’unico che l’Atalanta è riuscita a piazzare nella porta di Rui Patricio. Mourinho svela poi come il piano gara, preparato in settimana, fosse completamente diverso: “L’abbiamo studiata come tutte le altre, loro hanno alle spalle sette anni passati a lavorare insieme a Gasperini. Si sono abbassati, hanno avuto rispetto per noi invece di pressare alti. Ieri abbiamo lavorato tantissimo con Dybala in campo, oggi abbiamo giocato con Matic. Lui ha giocato 90 minuti giovedì, il piano era di farlo entrare magari sull’1-0 per noi. Però abbiamo extra-dominato ed extra-creato, per questo esco senza feeling negativo per i miei giocatori”.

Non sono mancati i momenti di tensione con l’arbitro Chiffi, che ha espulso Mourinho dopo non aver concesso un rigore, parso alla panchina giallorossa abbastanza solare: “Sono andato da Chiffi per chiedergli perché non avesse dato rigore su Zaniolo nel primo tempo. Io voglio essere il migliore allenatore possibile, dico ai giocatori di non buttarsi se pensano di poter continuare ad attaccare o segnare. A Chiffi ho chiesto ‘è impossibile dare rigore se il giocatore non si butta per terra?. Se sì, cambio indicazioni ai giocatori e gli dico che si devono buttare per terra’. Non mi ha risposto“.

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Mourinho: “Chiffi non mi ha risposto sul rigore di Zaniolo. Abbiamo dominato, manca solo il gol”

Al termine di Roma-Atalanta, ha parlato José Mourinho

José Mourinho in conferenza stampa

Partita nata male con l’infortunio di Dybala, cosa è successo?
“È andata male perché abbiamo perso una partita che potevamo vincere facile per come abbiamo giocato. L’infortunio di Dybala è muscolare, è dura per lui e per la squadra, è successo mezz’ora prima della partita. Se possiamo immaginare questo dominio nell’ultimo terzo, con tante palle gol create, si può fare un po’ di speculazione, se Paulo avesse giocato sarebbe stato diverso. Si può dire, ma questa non è stata la partita perché Paulo non ha giocato. Chi ha giocato ha fatto abbastanza per vincere facile. Purtroppo non abbiamo segnato e per questo abbiamo perso. Non ci piace aver preso 0 punti, ma ci piace il gioco, lo spirito. Abbiamo un problema con Lorenzo che ha sentito tirare al flessore, sull’1-0 non è voluto uscire, ha voluto andare fino alla fine come capitano, come uno che voleva aiutare e questo è un problema per noi. Vediamo se 15 giorni sono sufficienti per recuperare Lorenzo e Paulo”.

L’espulsione?
“Con Hateboer non è successo niente”.

Al di là della partita in sé, vede Abraham con la stessa testa dello scorso anno?
“Tammy è un ragazzo straordinario, che vuole fare bene, che soffre quando non fa bene, che vive un momento fra il piccolo infortunio, partite che non sono uscite bene, sicuramente vive un momento poco felice. Gli attaccanti sono un po’ così. Ma zero critiche, continua a essere lo stesso bravo ragazzo e professionista, non è qui in vacanza ma per imparare e migliorare. Arriverà, ci sono tanti giocatori che stanno attraversando un momento individuale buonissimo, lui non è a questo livello”.

Negli ultimi anni l’Atalanta è stata sempre protagonista, oggi si è difesa tutto il tempo. Cosa ha studiato dei nerazzurri?
“Li abbiamo studiati come tutti gli avversari, hanno 5-6-7 anni insieme a Gasperini, ha cambiato un po’, si è abbassata, ha avuto rispetto per noi, hanno giocato basso anziché pressare alto. Abbiamo lavorato tantissimo con Paulo ieri, oggi abbiamo dovuto giocare con Nemanja dall’inizio, aveva giocato 90 minuti contro l’Helsinki, era programmato che potesse entrare in una situazione di vantaggio per noi. Questo ha cambiato il compito di determinati giocatori. Abbiamo stradominato, stracreato e per questa ragione esco senza un feeling negativo coi miei giocatori. Non abbiamo messo la palla dentro la porta e abbiamo avuto tante possibilità per farlo. Abbiamo giocato qui con Monza e Cremonese, questa è stata la partita più facile, in cui abbiamo dominato. È stato tutto facile per i difensori, abbiamo creato tante palle gol ma il calcio può essere così”.

Qual è il suo giudizio sui tre episodi di Zaniolo?
“Sono andato dall’arbitro per chiedergli perché non ha dato rigore nel primo tempo. Gli ho detto che voglio essere il migliore allenatore possibile, dicendo ai miei di non buttarsi se possono continuare l’azione, gli ho chiesto se sia impossibile dare un rigore se il giocatore non si butta per terra. Se mi risponde di sì, io cambio il mio allenamento coi miei giocatori e dico loro di buttarsi. Non mi ha risposto. Volevo una risposta obiettiva e il suo osservatore mi ha risposto educatamente che dipende dai criteri, ehm, non mi ha risposto”.

Ora c’è la sosta che può essere importante per capire bene che macchina ha in mano o ha già le idee chiare?
“È una sosta in cui tanti giocatori vanno in nazionale, Paulo e Pellegrini sono infortunati. Possiamo recuperare El Shaarawy e Kumbulla che sono già fuori, lo vedremo. Sono due settimane in cui gente come Belotti, Camara hanno bisogno di lavorare per migliorare il livello fisico. Al di là di questo, niente, un po’ di giorni liberi, non c’è molto da fare. Preferirei Lorenzo e Paulo in nazionale, avrebbe significato che non avrebbero lavorato con noi ma sarebbero stati pronti per la prossima. L’infortunio è meno positivo”.

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Mourinho: “Bene un tempo, tanto da migliorare”

È sempre Dybala a togliere le castagne dal fuoco alla Roma. Come riporta Il Corriere della Sera, ci ha messo pochi secondi, l’argentino, a fare gol all’inizio del secondo tempo, appena entrato in campo, dopo una prima frazione in cui i giallorossi non avevano concretizzato.

Da quel momento la gara contro l’HJK Helsinki è stata tutta in discesa, anche perché dopo un paio di minuti è arrivato il raddoppio di Pellegrini, che ha sfruttato un’azione personale di Zaniolo, tra le note più positive della serata insieme a Belotti, a segno per la prima volta con la maglia della Roma.

Con la vittoria di ieri stabiliti un paio di record: 1) la squadra non perde in casa in Europa dallo 0-2 col Real Madrid in Champions League (27 novembre 2018): sono 20 partite, 14 vittorie e 6 pareggi, ed è la striscia positiva più lunga della storia romanista. 2) La Roma va a segno in Europa da 29 partite consecutive, record italiano.

Soddisfatto, al termine, Mourinho“Dybala – le sue parole – ha avuto il merito di segnare il primo gol, ma nella ripresa la squadra è entrata con un altro atteggiamento. Nel primo tempo non abbiamo sfruttato l’uomo in più, siamo stati troppo passivi, così siamo passati alla difesa a 4. Cerco di nascondere le difficoltà, dobbiamo migliorare in tante coseI calciatori di qualità che abbiamo devono essere più cattivi sotto porta. Zaniolo? Si prende le responsabilità, attacca i difensori, va uno contro uno, è generoso e crea difficoltà agli avversari, ma non possiamo prendere questa partita ad esempio perché abbiamo giocato 75 minuti con l’uomo in più”.

Sullo sfondo di una bella serata dal punto di vista sportivo, sono arrivate le dichiarazioni del sindaco Roberto Gualtieri, sul nuovo stadio che dovrà sorgere a Pietralata. “Ho incontrato Dan e Ryan Friedkin – ha detto – che non vedevo dalla splendida serata di Tirana: mi hanno comunicato che a breve, entro ottobre, la Roma presenterà il progetto per lo stadio a Pietralata. Siamo molto soddisfatti, è un segnale di serietà da parte della società e noi con la stessa serietà lo esamineremo. I ricorsi sugli espropri dei terreni? Vedremo, noi abbiamo esaminato tutti gli aspetti giuridici del tema. È stata fatta una valutazione, c’è una legge sugli stadi, seguiremo gli sviluppi ma siamo fiduciosi. Per la realizzazione speriamo che i tempi siano rapidi. Attendiamo il progetto“.

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Esclusiva Retesport – Costinha: “Mourinho a Roma vuole costruire qualcosa di importante, anche al Porto stimolava la competizione interna” (AUDIO)

Ex capitano del Porto di Mou ed ex atalantino, è intervenuto ai microfoni di Retesport nel corso di 1927, il brasiliano Costinha, calciatore che ha trionfato con lo Special One in Portogallo e in Europa, vincendo due titoli come l’Europa League e la Champions League: “Mourinho a Roma vuole costruire qualcosa di importante: sono arrivati calciatori che hanno alzato il livello della squadra e che l’hanno resa più forte rispetto agli scorsi anni. So che a molti non piace il suo modo di giocare, ma lui è a Roma per vincere e se a dicembre sarà vicino alle prime proverà a vincere il campionato perché lui non gioca per il piazzamento.

“Mourinho diventa amico dei calciatori, io non ci parlo da 2-3 settimane ma quando lo chiamo o gli scrivo ha sempre un atteggiamento positivo nei miei confronti non è arrogante come in molti pensano. Josè – aggiunge Costinha – anche nel mio Porto stimolava la competizione interna per alzare il livello delle prestazioni e rendere la squadra più forte. Ogni minuto era prezioso e i calciatori capivano l’importanza di questo

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Mourinho: “Zaniolo e Rui titolari. Camara migliora, giocherà. Pellegrini rigorista e calciatore top”

CONFERENZA STAMPA – Queste le parole di Josè Mourinho alla vigilia di Roma-Helsinki

Dopo Empoli ha parlato di una partita di riferimento contro il Tottenham, l’importanza di quella partita è nella formazione che aveva utilizzato con Zaniolo davanti e Pellegrini in centrocampo?
“La considero di riferimento perché il Tottenham è la squadra più forte affrontata in questa stagione, era un’amichevole ovviamente, abbiamo giocato contro una squadra poderosa e non abbiamo avuto problemi difensivi, abbiamo difeso come squadra, per voi a volte i gol sono di responsabilità dei singoli per noi è diverso. Siamo sempre stati in controllo sempre della situazione, per 90 minuti, con un atteggiamento forte”

Non ha visto questo atteggiamento poi?
“Per 90 minuti no”

Cosa pensa dell’Helsinki?
“Mi ha attirato attenzione l’allenatore, perché quando una squadra gioca con organizzazione e idee di gioco è perché l’allenatore è bravo. Mi piace la squadra, ovviamente ho fatto l’analisi, non faccio un’altra cosa dal momento che abbiamo finito la partita contro l’Empoli, è una buona squadra molto ben organizzata, anche con bellezza nella costruzione di gioco, il risultato contro il Betis è falso, poteva essere diverso. E’ la conferma della grande evoluzione in termini di qualità del calcio del Nord d’Europa. Le squadre sono organizzate, il livello tecnico è migliorato tanto, la fisicità l’hanno sempre avuta, la gente legge il nome e pensa sia facile, non lo sarà per niente”

Ad Empoli ha definito Zaniolo un esempio per come ha lavorato per recuperare. Questo Zaniolo qui è quello che sta cercando dall’inizio della stagione? E’ pronto per giocare?
“Gioca, gioca. Ti ripeto: è stato un infortunato senza tranquillità, che voleva tornare al più presto possibile, che ha lavorato forte con il dipartimento medico, con i preparatori, voleva stare a disposizione, voleva anche rischiare perchè la partita prima praticamente era a disposizione, anche se tutti noi sapevamo che non potesse essere lì, questa partita qui era preparatissimo per giocare, ho deciso di cambiare idea sul 2-1, domani gioca. Non so se avrà 90 minuti, ma sono sicuro che sarà a livello alto, perchè la testa è piena di motivazioni e fiducia, stava giocando molto bene prima di infortunarsi”

Il ritorno di Zaniolo comporterà lo spostamento di Pellegrini a centrocampo. Cosa perde Lorenzo in quel ruolo oppure no?
“L’anno scorso ho parlato di 3 Pellegrini che sarebbero stati titolari nella nostra squadra, perchè può fare tre ruoli diversi, è un grande giocatore e può migliorare ancora. E’ un giocatore top in tutte le posizioni, ovviamente se giocasse da terzino destro darebbe cose diverse alla partita. E’ un peccato che sia solo uno, mi piacerebbe averne tre, cercheremo di dargli un ruolo in cui si sente a suo agio, è normale che non possa fare tutto insieme. Non voglio però alimentare questa cosa, la squadra è la cosa più importante, Lorenzo è il capitano e sente per primo questo, che un giocatore deve stare a disposizione della squadra, lui ha un’importanza totale in questa squadra, è un giocatore super importante per noi”

I tre centrali di difesa giocheranno domani e domenica oppure c’è un piano B per domani?
“Piano B domani? Dei tre giocheranno due e adesso lascio aperto il piano B”

A che punto è la condizione di Camara? E’ in grado di giocare 90 minuti?
“No ancora no, quando è arrivato qui era un mese che non giocava, l’ultima l’aveva fatta contro lo Slavia Praga, stava pensando di andar via, quando è arrivato qua aveva qualche difficoltà fisica, sta migliorando sul piano fisico, sta imparando il ruolo del nostro centrocampo e i movimenti. Sicuramente domani giocherà”

Come procede la crescita di Bove? Gioca Svilar?
“Gioca Rui, perchè a me non piace una competizione per un giocatore e una per un altro. Svilar ha giocato la ultima e giocherà di nuovo, perchè noi pensiamo di un giovane portiere di qualità non può stare tantissimo tempo senza giocare, ciò significa che giocherà di nuovo, ma non tutte le sei partite d’Europa League. Ha giocato settimana scorsa e bene, domani gioca Rui. Bove sta crescendo, ricordo che quando siamo arrivati qui era in Primavera, questa ultima stagione e l’inizio di questa ha dimostrato la sua intelligenza, serietà e professionalità. Ogni opportunità che arriva la prende, migliora, sia titolare o giocando 10 minuti. Cresce. Non so dire se finirà la stagione come Zalewski l’anno scorso, però sta crescendo”

Continuerà a lasciare la scelta dei rigoristi ai giocatori? Perchè accade questo?
“Noi decidiamo prima della partita chi è la prima opzione e chi è la seconda poi la terza. Poi ovviamente il primo si deve sentire di tirarlo, si deve sentire se in quel momento ha la fiducia per calciare e decidere se dare l’opportunità al compagno di farlo. Nell’ultima partita il primo tiratore era Lorenzo, domani sarà ancora Lorenzo”