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NEWS

Mourinho domani in conferenza alle 14.00 poi la rifinitura a Trigoria

L’UEFA ha reso noto il media program alla vigilia di Roma-Betis. Domani alle 14.00 mister Mourinho parlerà in conferenza stampa a Trigoria insieme ad un calciatore ancora da individuare. Poi alle 16.00 la rifinitura in campo.

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Calciomercato

La Roma vuole rinnovare il contratto di Mourinho: le ultime

La Roma vuole blindare il contratto di Josè Mourinho. Come riferisce repubblica.it, la società giallorossa è a lavoro per offrire allo Special One un rinnovo fino al giugno 2026. I risultati in campo e sugli spalti prodotti dallo Special One, oltre al rapporto eccellente con lo staff dirigenziale e la proprietà, avrebbero convinto infatti i Friedkin ad iniziare la trattativa per il prolungamento del tecnico, anche al fine di evitare le lusinghe di club stranieri. I dialoghi sono già iniziati ma la trattativa non è agevole: non solo per l’ingaggio del tecnico intorno agli 8 milioni ma anche perchè ora Mourinho non ha fretta di chiudere un nuovo accordo.

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APPROFONDIMENTI

Mourinho vs Pellegrini, un’aspra storia di confronti e accuse a distanza (VIDEO)

FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) Manuel Pellegrini appartiene alla cerchia, non proprio ristretta, di allenatori con cui Josè Mourinho ha avuto confronti piuttosto aspri in campo ma soprattutto in conferenza stampa. I due tecnici si sono affrontati in Premier League e in Liga, ora torneranno a sfidarsi per una gara europea ma i precedenti sorridono allo Special One: 8 vittorie su 15 incontri, con 3 pareggi e sole 4 sconfitte, di cui due maturate nelle ultime tre sfide.

L’ultima volta, in ordine di tempo, risale ad un match amichevole (non del tutto visto il finale incandescente), andato in scena due estati fa quando il Betis vinse 5-2 contro i giallorossi. Una serata in cui al contrario di quanto avvenuto in passato, i due allenatori, non hanno avuto modo di entrare in conflitto verbale, ma Mourinho fu comunque espulso insieme ad altri due calciatori e ad un componente del suo staff.

Il veleno tra il lusitano e il cileno ha iniziato a scorrere circa dodici anni fa, quando Florentino decise di esonerare Pellegrini per ingaggiare Mou e i toni del confronto dialettico, da lì in poi, si sono decisamente alzati. Pochi mesi dopo il suo approdo a Madrid, Mou dichiarò lanciò una frecciatina a Pellegrini, reo di aver accettato la panchina del Malaga principalmente per il faraonico ingaggio offerto dalla proprietà araba: “Non sarò mai come Pellegrini, non finirò mai in una squadra come il Malaga, andrò in un grande club dopo aver allenato il Real Madrid”. Dichiarazioni che provocarono dure reazioni anche dai politici locali a Malaga.

Successivamente i due sono tornati a scontrarsi, questa volta su temi finanziari applicati al calcio: quando Mou tornò sulla panchina del Chelsea e Pellegrini era a Manchester, sponda City, oltre ad un aspro confronto sul campo (i due non si strinsero la mano al termine di un match vinto dal lusitano), lo Special One pizzicò il cileno in conferenza stampa storpiando addirittura il suo nome: “Il signor Pellegrino è un ingegnere giusto? Non dovrebbe utilizzare la calcolatrice per capire che il nostro mercato è stato in attivo di più 23 milioni. Noi stiamo cercando di restare nei parametri del fair play finanziario. Il Chelsea ha voltato pagina dopo i primi anni di grandi investimenti da parte della nostra proprietà. Noi stiamo progettando il prossimo decennio, mentre altri si stanno comportando diversamente

Sempre nello stesso anno, Pellegrini non si fece sfuggire l’occasione per criticare l’atteggiamento tattico del suo avversario: “Sembrava di giocare contro lo Stoke – tuonò il cileno in sala stampa – noi abbiamo cercato di attaccare anche in inferiorità numerica, loro hanno segnato un gol in contropiede e si sono difesi tutta la partita”. La gara terminò 1-1.

Infine l’ultima sfida in ordine di tempo che risale alla stagione 2019, quando il Tottenham di Josè vinse 3-2 contro il West Ham di Pellegrini. Quel giorno Lo Special One tornò in Premier con un successo, di fatto spingendo verso l’esonero l’acerrimo rivale, come era accaduto al contrario tre anni prima quando Pellegrini, battendo Mou allora sulla panchina dello United, aprì in casa Red Devils una crisi di risultati che portarono all’addio del portoghese.

Dopo tre anni torneranno dunque ad affrontarsi e non è escluso, visti i precedenti, che qualche piccola miccia dialettica possa riaccendersi.

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Rassegna stampa

Inter-Roma 1-2, le pagelle dei giornali: Dybala, Spinazzola e Smalling i migliori

La Roma sbanca San Siro grazie alle reti di Dybala e Smalling. Vittoria fondamentale per i giallorossi in trasferta al Meazza, che mancava da 5 anni contro i nerazzurri. Ecco le pagelle dei quotidiani:

LA GAZZETTA DELLO SPORT (L. GARLANDO)

Rui Patricio 5,5; Mancini 6, Smalling 7,5, Ibanez 6; Celik 5, Cristante 6,5, Matic 6,5, Spinazzola 6,5; Pellegrini 6,5, Zaniolo 5,5; Dybala 7. Subentrati: Abraham 6,5, Belotti sb, Camara sb. Allenatore: Mourinho (Foti in panchina) 7.

CORRIERE DELLO SPORT (R. MAIDA)

Rui Patricio 5; Mancini 6,5, Smalling 8, Ibanez 7; Celik 6, Cristante 6,5, Matic 7, Spinazzola 7; Pellegrini 7, Zaniolo 6,5; Dybala 7,5. Subentrati: Abraham 6, Belotti sv, Camara sv. Allenatore: Mourinho 7,5 (Foti in panchina).

LA REPUBBLICA (F. VANNI)

Rui Patricio 5; Mancini 6, Smalling 7,5, Ibanez 5,5; Celik 6, Cristant 6e, Matic 6,5, Spinazzola 6,5; Pellegrini 6,5, Zaniolo 6; Dybala 6. Subentrati: Abraham 6,5, Belotti sv, Camara sv. Allenatore: Mourinho (Foti in panchina).

CORRIERE DELLA SERA (L. VALDISERRI)

Rui Patricio 5; Mancini 6, Smalling 7,5, Ibanez 6; Celik 5,5, Cristante 6, Matic 6, Spinazzola 6,5; Pellegrini 7, Zaniolo 6; Dybala 7. Subentrati: Abraham 6, Belotti sv, Camara sv. Allenatore: Mourinho 7 (Foti in panchina).

IL MESSAGGERO (A. ANGELONI)

Rui Patricio 5,5; Mancini 6, Smalling 8, Ibanez 6,5; Celik 6,5, Cristante 6,5, Matic 6,5, Spinazzola 6,5; Pellegrini 6, Zaniolo 7; Dybala 7. Subentrati: Abraham 6, Belotti 6, Camara 6. Allenatore: Mourinho (Foti in panchina) 7.

IL TEMPO (F. BIAFORA)

Rui Patricio 5; Mancini 6,5, Smalling 8, Ibanez 7; Celik 5,5, Cristante 6,5, Matic 6,5, Spinazzola 7; Pellegrini 6,5, Zaniolo 6; Dybala 7,5. Subentrati: Abraham 6, Belotti 6, Camara 6. Allenatore: Mourinho 7 (Foti in panchina).

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Rassegna stampa

Le luci della Roma abbagliano l’Inter: Mourinho e Dybala, rimpianti a San Siro

La vittoria della Roma a San Siro è una spaccatura nel campionato tra chi sta di qua e chi sta di là. L’Inter sta di là, non gioca nemmeno male, fa cose buone e sul piano della giustizia teorica non avrebbe meritato di perdere, ma nel calcio spesso il quadro generale è ingannevole: le partite sono una somma di piccole cose che l’Inter non sa addizionare mentre la Roma le ha agganciate per farne una catena.

Come scrive la Repubblica, è stata una sfida di difetti e magie, ma la Roma ha saputo regolare meglio gli errori ed è stata padrona di sé nella lucidità di non perdere i riferimenti e nel credersi meglio di quanto in realtà fosse. E Mancini, dopo l’1-1, ha detto ai compagni “Dai, siamo più forti noi”. La Roma ha cominciato a vincere in quel momento. Il torto dell’Inter è apparire inferiore ad una squadra che stava costringendo alla difensiva e mettendo in difficoltà con le posizioni di Dumfries e Dimarco e gli scambi stretti tra Barella, Calhanoglu, Lautaro e Dzeko, ma i nerazzurri si lasciano sopraffare dai momenti di pericolo e così hanno subito il 2-1 di Smalling. Intanto la Roma aveva smesso di buttare palloni lunghi al finto centravanti Zaniolo, cominciando a guadagnare metri fino a vincere senza praticamente aver messo piede in area.

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SOCIAL ROMA

Dybala, l’esultanza sui social e Mou scatenato negli spogliatoi (FOTO)

Paulo Dybala ha siglato la quinta rete stagionale, la quarta in campionato, contro la squadra che lo aveva sedotto e poi abbandonato. L’argentino ha postato su Telegram la foto con il segno del tre – riferito al successo – e poi una bella immagine su Instagram con i compagni e Mourinho dentro lo spogliatoio.

 
 
 
 
 
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NEWS

Mourinho, tutto il match sul pullman poi l’esultanza: ecco le immagini su Instagram (VIDEO)

Josè Mourinho, squalificato, non ha potuto guidare dal campo la sua squadra nel successo contro l’Inter. Il tecnico lusitano ha seguito il match dal pullman giallorosso, come testimoniato sui social

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APPROFONDIMENTI

L’undici di Milano ruota intorno a Dybala: le due ipotesi di formazione

Paulo Dybala c’è. L’argentino ha svolto la rifinitura in gruppo questa mattina, dopo due settimane di assenza causa impegni con la nazionale. L’argentino dunque a Milano ci sarà. La decisione sul suo impiego spetterà a Mourinho, che valuterà insieme allo staff medico le condizioni dell’argentino nella giornata di domani. Dietro la scelta di schierare o meno la Joya potrebbe celarsi anche una strategia di gara: inserire Dybala a trenta minuti dalla fine, potrebbe essere un cambio top in una fase di gioco fondamentale del match.

Per questo motivo le alternative a disposizione di Mourinho sono principalmente due: schierare i fantastici quattro dall’inizio, con Pellegrini basso al fianco di Cristante (favorito su Matic) oppure lasciare in panchina Dybala, alzare il capitano giallorosso sulla trequarti e riproporre la mediana con Matic e Cristante. Decisivo il confronto con lo staff che avverrà tra questa sera e domani mattina. Per il resto Spinazzola sull’out mancino, a destra possibile inserimento di Zalewski al posto di Celik, che potrebbe partire dalla panchina.

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Interviste

De Rossi: “Mourinho ti gasa, ha riportato la gente all’Olimpico”

Daniele De Rossi, ex centrocampista e leggenda della Roma, è stato invitato come ospite al programma “Stasera c’è Cattelan”, condotto dallo stesso Alessandro Cattelan. Ecco le sue parole

Ti manca giocare?
“In questi momenti, con lo stadio infuocato, un po’ mi manca giocare. A me piaceva tantissimo giocare in trasferta, in questi stadi come Napoli, Firenze, Milano, dove eravamo abbastanza odiati. E in Ungheria c’era quella atmosfera, un pochino ho rosicato”.

In partitella in allenamento ti butti?
“Ci potrei stare, magari nel campetto. Il mister ogni tanto mi butta dentro, io parto senza riscaldamento, mi faccio il segno della croce, finché il campo è piccolo mi difendo”.

Ti contieni nei festeggiamenti?
“Dopo l’Europeo abbiamo fatto casino, ma mi devo contenere, sei sempre un allenatore e collaboratore”.

Ma c’è un video che dimostra il contrario…
“Però c’è un motivo. Dopo i rigori, scherzando con i giocatori che ci mettevano tanto a farsi la doccia, ho fatto questo tuffo per prenderli in giro e insultarsi. Allora subito tutti col telefonino, mi chiedevano di rifarlo e io gli ho detto che l’avrei rifatto in caso di vittoria dell’Europeo. Speravo non si ricordassero, invece…”.

Non sono pericolosi i telefoni negli spogliatoi?
“È uscito qualcosa, era successo con un giovane del Milan con un Chiellini completamente nudo. Ormai però sono tutti esperti, noi della mia generazione siamo un po’ meno attenti”.

Forse hai festeggiato più l’Europeo che il Mondiale. Ti hanno sempre sorteggiato per l’antidoping…
“Sì, dopo la finale con la Francia, dopo Roma-Barcellona, dopo i derby. Dopo 15 volte cominci a pensare qualcosa. Gli dicevo che se correvo tanto non voleva dire che c’era qualcosa. Mi hanno anche fatto vedere come funzionava il sorteggio”.

Si fa sempre con la pipì? E se non ti scappa…?
“Stai lì, io ero uno che aveva grossi problemi a farla dopo la partita. Andavo in campo, passeggiavo in campo scalzo, bevevo, anche la birra analcolica che ti danno perché sono un po’ pudici. Con la Francia eravamo io, Cannavaro, Thuram e Ribery, con umori diametralmente opposti”.

E la scelta di andare al Boca?
“Mi sono preso del tempo prima di decidere. Ho sempre detto che era un mio desiderio, sono sempre stato affascinato. Mi piaceva giocare fuori casa, non perché non mi piacesse giocare in casa, ma era come se avessi dovuto proteggere la mia squadra e la mia città. E rispettavo il Boca, poi quando vai lì scopri che sono ancora più matti. Un paio d’anni prima sarebbe stato perfetto. Col River ci siamo dati più botte che calci al pallone, i tifosi argentini avversari mi prendevano sempre di mira”.

Rispetto ai nostri?
“Gli argentini sono molto simili agli italiani del Sud e ai romani, anche per origine. Sono calorosi, anche più di noi, gli stadi sono spesso attaccati ai giocatori e senti quello che dicono. Però di solito noi giocatori non sentiamo cosa dicono di preciso, capiamo se sono arrabbiati o felici, se ti vogliono bene o ti squarterebbero. E se stai facendo il riscaldamento al Franchi ad esempio sentivi tutto, anche le virgole”.

Quando inizierai ad allenare?
“Non lo so, a volte sembra che manchi pochissimo, poi a volte qualcosa sfuma. Io sto bene in Nazionale, ma se dovesse capitare qualcosa di interessante ho già lo staff pronto. Ho molta voglia di allenare”.

La tua strada è quella.
“Sì, sono andato in Nazionale per imparare da uno dei migliori. Manca solo il dettaglio della squadra, arriverà”.
L’allenatore che ti ha trasmesso le cose che tu immagini di portare e insegnare?
“Io ne ho avuti tanti bravi, moderni, anche se mi hanno allenato 10 anni fa. Penso a Spalletti, le cose che ci diceva sono ancora all’avanguardia. Capello era un altro calcio ma mi ha insegnato tanto, anche sulla gestione. Conte forse il più bravo dal punto di vista motivazionale, ti tirava fuori cose che neanche pensavi di avere. Se smettesse di fare così non sarebbe più lui”.

Ti sta gasando Mourinho?
“Sì, non so se vi rendete conto di quello che ha fatto aldilà della coppa. Lo stadio è sempre pieno con 60mila tifosi, sia se va bene che se va male, se gioca con la prima o con l’ultima in classifica. Mi sembra strano che sia un caso, poi quello che volete tra coppa e biglietti economici. Ma lui ha riunito tutti i tifosi della Roma, va valorizzato più dei moduli. Poi ci aspettiamo faccia grandi cose, quest’anno la squadra sembra forte. Se sarò allo stadio con l’Inter? No, assolutamente no”.

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Interviste

Mourinho: “Proverò con tutto me stesso a vincere ancora a Roma. Totti? E’ un simbolo”

José Mourinho ha rilasciato un’intervista al quotidiano ‘la Gazzetta dello Sport’. Lo Special One ha toccato diversi argomenti: da Totti, ai tifosi della Roma fino all’Inter, che sabato affronterà dalla tribuna vista la squalifica rimediata dopo l’espulsione contro l’Atalanta.

Sui vari successi conseguiti, ultimo quello di Tirana dove con la Roma ha vinto la Conference League.
Per me è impossibile scegliere. Ogni vittoria è speciale e ogni trofeo unico a suo modo.

Su un ipotetico ritorno di Totti.
Non esiste questo problema. Francesco è sempre stato e sempre sarà un simbolo della Roma qualsiasi cosa succeda e indipendentemente da quello che deciderà di fare nella sua vita.

Sui giocatori allenati.
Non ho giocatori che vorrei sempre con me. Io sono affezionati a tutti quelli che ho avuto ai miei ordini, non soltanto ad alcuni.

Sulle differenze tra Roma e Milano.
Queste città sono i due centri nevralgici dell’Italia. Milano è il motore dell’economia del Paese, mentre Roma è il centro del potere politico e, si può dire, il museo all’aria aperta della storia italiana. Mi ritengo fortunato ad avere avuto la possibilità di vivere in entrambe le città.

Di stadi, soprattutto caldi, ne ha vissuti tanti: dal Do Dragao allo Stamford Bridge, da San Siro ed il Santiago Bernabeu, all’Old Trafford fino all’Olimpico e al Tottenham Stadium.
Tutti questi stadi mi evocano ricordi molto intensi e molto belli. D’altronde, ognuno custodisce pagine importanti della mia carriera.

Sulla rivalità cittadina.
Ho vissuto in altre città in cui esisteva una forte rivalità fra due o anche più club. Sono abituato, non ci faccio caso.

Su altre vittorie con la Roma.
Ci proverò con tutto me stesso.

L’amor patrio per Setubal, considerata “la città più bella del mondo”.
Certo, assolutamente. A chi non c’è stato, consiglierei di andare a trascorrervi un fine settimana per godersi tutto.

Il desiderio di vincere non è scalfito dall’età.
La mia voglia di vincere non andrà mai via.