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Ranieri: “Roma non da Scudetto ma con Mou tutto può accadere…”

“Non credo che la Roma sia da scudetto, ma con Mourinho tutto può succedere”. Così Claudio Ranieri ai microfoni di Radio Rai sul conto die giallorossi: «Non si può dire dove arriverà la Roma: certo, quando lo stadio ti ‘soffia’ dietro, è tanta roba a Roma. Mourinho ha trovato la chiave giusta per galvanizzare il pubblico, mi sembra che l’Olimpico presenti sempre il tutto esaurito quando gioca la Roma: io non credo che abbia una squadra da scudetto ma, con il portoghese in panchina, tutto può succedere»

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Ranieri: “Roma? Mercato azzeccato. Mou deve crederci, squadra da scudetto”

Claudio Ranieri ha parlato ai microfoni de la Gazzetta dello Sport. Questo uno stralcio delle sue dichiarazioni:

Ranieri, ha visto che classifica emozionante?

«È una Serie A bellissima, ma se si ricorda io lo avevo già pronosticato. Vedere sei squadre appaiate al vertice, e poi Inter, Juventus e Fiorentina subito dietro, dà adrenalina a una stagione che già di per sé si preannuncia avvincente. Sarà come l’ultima gara di Formula Uno della scorsa stagione tra Hamilton e Verstappen: sosta e si ricomincia. E vediamo chi vince allo sprint».

Messa così sarà tutto bellissimo.

«Esatto. Adesso ci saranno tante partite ravvicinate e poi la sosta per il Mondiale. Sono componenti diverse che renderanno unico questo campionato, un po’ come quello che successe nella stagione del Covid, che alla fine forse penalizzò la Lazio, che era lanciata prima dello stop. In pratica, dopo il Qatar, bisognerà fare due preparazioni: una per quelli che sono andati al Mondiale e l’altra per quelli che sono rimasti in sede. L’allenatori e il suo staff avranno un ruolo fondamentale in tutto questo. Sarà tutto nuovo, perché manifestazioni del genere si sono giocate sempre d’estate e chi vi partecipava sapeva che poi sarebbe andato in vacanza. Invece stavolta si ricomincia. Anzi, si entra proprio nella fase più calda della stagione, e anche chi avesse vinto o fatto bene non può permettersi di staccare la spina, come accadeva in passato».

In questo senso la Roma può essere avvantaggiata, visto che – purtroppo per la Nazionale – nel gruppo di José Mourinho ci sono tanti azzurri che non andranno in Qatar, così come Celik, Matic e probabilmente anche Smalling, Ibanez e Karsdorp.

«Certo. José potrà tenere i suoi vicino, senza neppure il rischio che corrano infortuni. Per un allenatore è senz’altro una cosa positiva, anche se mi lasci dire, da italiano, che la Nazionale che non partecipi al Mondiale è senz’altro una cosa triste».

D’altronde la crisi del nostro calcio lo si capisce anche dalla caccia ai parametri zero, con cui Roma e Juventus hanno costruito il loro mercato.

«E hanno fatto bene. Ci sono dei conti da far quadrare e non si possono correre dei rischi. E poi c’è da dire che giallorossi e bianconeri hanno fatto un gran mercato. Pensi a Pinto che, spendendo solo 7 milioni per Celik, ha portato a casa tanti campioni. Peccato per l’infortunio di Wijnaldum, ma è arrivato Camara, senza contare Belotti, tipico giocatore che può piacere ai tifosi».

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Roma-Leicester, promessa mantenuta: anche Ranieri all’Olimpico (VIDEO)

Lo aveva promesso ed è stato di parola. Claudio Ranieri ha raggiunto lo Stadio Olimpico per seguire dalla tribuna Monte Mario il match di ritorno tra Roma e Leicester. Accompagnato dalla moglie, l’ex tecnico giallorosso ha salutato diversi tifosi all’ingresso della tribuna senza rilasciare dichiarazioni. 

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L’eroe dei due mondi. Ranieri vota Roma: “Scusa Leicester ma qui è casa mia”

È stato il fantasma gentile della partita d’andata. Le immagini di Claudio Ranieri, l’allenatore romano e romanista, scorrevano sui maxischermi del King Power di Leicester come quelle del figlio prediletto – Coppa al cielo – capace di raccontare la favola più bella che il calcio recente ha consegnato ai posteri. Mister, niente scherzi: giovedì tiferà Roma, vero? “Ma che me lo chiede? Il rapporto col Leicester è stato un fatto professionale, il tifo invece mi ricollega al bambino che sono stato. Non posso tradirlo” dice Ranieri intervistato da La Gazzetta dello Sport.

Andrà allo stadio? “Certo. E mi ricorderà i tempi che andavo in Curva. Sa a che età ho fatto la prima trasferta? A 12-13 anni. Andai a Firenze insieme a un cugino con un pullman di tifosi che partiva dal Flaminio“.

Quante chance ha la Roma di passare il turno?Dire il 55%, perché stavolta c’è l’effetto Olimpico. È belli rivederlo pieno e faccio i complimenti alla società per la politica dei prezzi”.

La troppa euforia potrebbe essere un rischio? No, se in panchina hai Mourinho, che ho ringraziato per le belle parole che mi ha dedicato all’andata. José lo ha già detto: “I tifosi devono usare il cuore, noi la testa”. Ha ragione. Comunque il Leicester in trasferta è meno efficace. Credo che sia agli ultimi posto come rendimento. Se la loro stagione non è stata all’altezza delle aspettative, è proprio per ciò che hanno fatto fuori casa“.

Il 4 maggio sarà un anno dall’annuncio che Mourinho sarebbe diventato il nuovo allenatore della Roma: che cosa pensò quel giorno? “Fu una bellissima sorpresa e, come tutti i tifosi, pensai che la proprietà avesse dato garanzie di investimenti. Dan Friedkin è il presidente perfetto: sta in silenzio e preferisce parlare con i fatti. E lo si capisce da quanto ha immesso finora nel club“.

Quali sono i punti di forza della Roma e del Leicester? “La mentalità di Mourinho e, spero, la ritrovata forma di Abraham e Zaniolo. Peccato per l’infortunio di Mkhitaryan, vorrà dire che toccherà a Pellegrini fare un lavoro doppio. Infine il ritorno di Smalling: farà da diga ai contropiedi che ci potrebbero essere. Per gli inglesi, invece, direi l’organizzazione che ha portato Rodgers alternata alla ricerca della verticalità. Questa volontà di andare in profondità è cominciata con me, anche per sfruttare le caratteristiche di uno come Vardy. Ma occhio anche a Maddison, che sa dare tanta qualità“.

Finora la Roma ha tenuto la porta inviolata in 19 partite stagionali: farlo ancora può essere la chiave per la finale? “Può essere un elemento decisivo, ma arrivati a questo punto ogni particolare lo può essere“.

Quando li incontra, le fanno più feste i tifosi del Leicester o quelli della Roma? “Gli inglesi sono affettuosi, ma questa è casa mia“.

Se la Roma va in finale, vola a Tirana anche lei? “Perché no? Il bambino che è rimasto in me non vede l’ora” .

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Ranieri: “Chi tifo in Conference tra Roma e Leicester? Sono giallorosso”

Chi ama, non dimentica. Non se si chiama Claudio Ranieri, un allenatore e prima un difensore nato e cresciuto a Roma, e con la Roma nel cuore. Non dimentica neanche una favola calcistica, quella con il Leicester nel 2016 che contro ogni pronostico ha vinto la Premier League per la prima volta, che difficilmente potrà ricapitare. Intervistato dalla Gazzetta dello sport, il tecnico testaccino ha detto la sua su un possibile incontro tra le sue due ex squadre in Conference League, sbilanciandosi su chi tiferà. “Io resto sempre romano e romanista”, ha detto. Dubbi, insomma, non ce ne sono mai stati.