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Abraham è il favorito per il dopo Osimhen

Il Napoli sta preparando un lista di attaccanti per un possibile dopo Osimhen. Se dovesse arrivare un’offerta da 120 milioni, la società, infatti, potrebbe pensare ad una cessione e quindi ci sarebbe bisogno di un sostituto all’altezza.

Come riporta il Corriere dello Sport, tra i centravanti, Tammy Abraham (25) ha un posto privilegiato, perché nei taccuini di Giuntoli l’inglese della Roma ci è sempre stato; ma dai radar non potrà certo sparire Rasmus Hojlund (20 appena) che appena arrivato in Italia ha dimostrato di avere qualità; e ora sui monitor di è finito anche Boniface (23) dell’Union Saint-Gilloise, una valanga di reti (20) con il club belga e un nome evocativo, Victor. Ci sono nature diverse di centravanti, tendenze per niente simili ad attaccare l’area e lo spazio, pure le fisicità rientrano in nature (chiaramente) differenti e subito dopo Abraham, Boniface ed Hojlund, rimane comunque Beto (25) dell’Udinese, un uomo che vede la porta, che la sente, che ha già conosciuto il campionato italiano, che non deve dunque ambientarsi e che sarebbe pronto immediatamente per l’uso.

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Sale la febbre da semifinale: oltre 20mila biglietti venduti per il Leverkusen

Sale la febbre da semifinale europea. Come riporta Il Tempo, infatti sono già oltre 20mila biglietti acquistati per la sfida col Leverkusen. Immediatamente dopo la qualificazione alla semifinale di Europa League, la Roma ha aperto la vendita dei biglietti per la gara d’andata contro il club tedesco il prossimo 11 maggio – la sfida di ritorno è invece programmata sette giorni dopo, alla BayArena.

Il portale della società è andato subito in tilt, creando code virtuali a cui, tuttavia, i romanisti sono ormai ampiamente abituati. In poco meno di ventiquattro ore sono stati infatti più di 20mila le persone che si sono assicurate un biglietto per la gara d’andata, in uno Stadio Olimpico che, verosimilmente, verrà riempito per l’ennesima volta in questa stagione e che potrà spingere così Pellegrini e compagni in una notte che vedrà la Roma tra le migliori quattro di una competizione europea per il terzo anno consecutivo consecutiva.

Si tratta, tuttavia, solo della prima fase di vendita. Da giovedì scorso, fino alle 15.59 di lunedì 24 aprile, infatti, solamente i possessori di un abbonamento in Serie A potranno acquistare un tagliando per la gara di Europa League, a un prezzo ribassato rispetto a quello che verrà proposto in vendita libera. Al termine di questa prima prelazione, inizierà la prevendita riservata agli abbonati nelle coppe, che durerà fino alle 15.59 di mercoledì 26 aprile, anche in questo caso a un prezzo dedicato.

La vendita libera inizierà invece alle ore 16 di mercoledì 26, quando ogni tifoso potrà acquistare fino a un massimo di quattro biglietti per singola transazione.

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Preoccupano le condizioni di Smalling e Wijnaldum: si temono lesioni

Un incontro notturno è diventato un motivo di preoccupazione. Come riporta il Corriere dello Sport, Uscendo dallo stadio, zoppicando, Chris Smalling ha confessato di sentirsi “so and so” e ha incrociato le dita a chi gli augurava buona fortuna per il problema muscolare riportato contro il Feyenoord.

La notizia positiva per lui e per la Roma è che si tratta del primo stop stagionale. Quella negativa è che al momento lo staff medico del club non è nelle condizioni di valutare i tempi di recupero. Anche ieri Smalling a Trigoria non camminava bene. La sensazione è che la lesione muscolare ai flessori ci sia, anche se servirà una risonanza magnetica per analizzarne l’entità. Vale lo stesso per Gini Wijnaldum, l’altro giocatore che ha dovuto chiedere il cambio contro il Feyenoord per problemi muscolari. Oggi probabilmente conosceremo i dettagli e la prognosi più o meno definita.

Entrambi non partiranno per Bergamo e quindi non saranno utilizzati contro l’Atalanta, in uno scontro diretto per la Champions che Mourinho vorrebbe affrontare al massimo delle possibilità. Ma c’è il rischio che Smalling (soprattutto) e Wijnaldum debbano fermarsi più a lungo, in un periodo talmente denso di partite da non concedere tempo di rifiatare. Dopo le quattro partite contro le lombarde (Atalanta, Milan, Monza e Inter) in due settimane, la Roma giocherà la semifinale d’andata all’Olimpico contro il Bayer Leverkusen. Ed è quella la data che i due infortunati hanno segnato nel calendario della mente. La loro speranza è essere in buone condizioni proprio l’11 maggio.

Lunedì comunque Mourinho allestirà una Roma competitiva. Rispetto alla coppa intanto ritrova Solbakken, che è ormai guarito e può giocare solo in campionato. Può essere un’opzione per l’attacco, anche dal primo minuto. Scontato è invece il rientro di Abraham, che ha dato un contributo decisivo contro il Feyenoord anche se ha sbagliato un paio di tiri. In difesa al posto di Smalling rientrerà Ibañez, un ex poco considerato da Gasperini: potrebbe essere il centrale del terzetto, affiancato da Mancini e Llorente

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Dybala stregato, l’Adidas prepara la maglia numero 21 con il suo nome

Una notte da sogno, una partita al cardiopalma, un Olimpico ai piedi di Paulo Dybala. La Joya ha dato tutto: qualità, determinazione, sacrificio e tanto cuore. Quello che adesso appartiene anche ai tifosi romanisti che 269 giorni dopo la sua firma in giallorosso lo vedono sempre più leader e punto di riferimento insieme a Pellegrini di una Roma completamente legata al suo popolo. Le parole a fine partita della Joya, emozionata per il sostegno: Il percorso da Trigoria allo stadio è stato incredibile. Ho avuto paura per come i tifosi vivono il calcio. L’Olimpico pieno ti aiuta nei momenti difficili. Sono un giocatore in più”.

Parole d’amore per una città che lo ha accolto come come un principe, benedetto anche dal re che giovedì lo ha ammirato all’Olimpico e che a luglio si era esposto in prima persona per vederlo vestire la maglia giallorossa, anche dando il suo consenso ad affidargli la 10: “Mi farebbe piacere andare a cena con Totti e parlarci. Ho grande rispetto per lui”.

Come riporta il Corriere dello Sport, la nuova divisa ha i colori tradizionali del club, mentre sulla maglia ritornerà il celebre “Lupetto” di Gratton, che sostituirà lo stemma classico. Sia i bordi delle maniche che il colletto avranno strisce gialle, stesso colore utilizzato per il logo Adidas e per lo stemma. Sul retro, sotto il colletto della maglia, ci sarà invece l’attuale logo della Roma. La maglia bianca sarà invece di color avorio, mentre la terza (sempre con il lupetto) sarà nera con rifiniture in rosso.

Nella foto pubblicata è presente proprio il numero 21: non un’indicazione sul futuro di Dybala, ma sicuramente la speranza anche dell’Adidas di vederla indossare dall’argentino per incrementare la vendita delle tre divise. E ieri Tiago Pinto fuori da Trigoria ha risposto ai tifosi: “Dybala resta. Dove volete che vada?”

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Lina, allungagli ‘sto contratto

Lina, allungagli ‘sto contratto scrive il Corriere dello Sport. La Roma non può perdere José Mourinho, te lo chiedono, lo pretendono i sessantasettemila (fissi ormai) dell’Olimpico che hanno vissuto una serata da fantascienza. Hanno visto la loro squadra dare il fritto, spremersi fino all’ultima riserva dì energia, qualificarsi, uscire dalla coppa, passare di nuovo, battere anche la sfortuna e legittimare un successo che profuma di trionfo. Stanno ancora cantando, li senti?

Mourinho non ha sbagliato nulla: la formazione iniziale, la migliore per l’occasione; i cambi, quelli giusti e al momento giusto. La strategia, superba. La squadra l’ha seguito con un’attenzione quasi commovente. A questo punto credo sia opportuno – di più, necessario – rimettere le cose al posto giusto, soffermandosi su due assunti: Mourinho non migliora i giocatori e la Roma ha una grande rosa. Demolendo facilmente il secondo, si sotterra anche il primo.

Cominciamo dal portiere, Rui Patricio, 35 anni: preso a 33 dal Wolverhampton, da tempo non è più il numero uno del Portogallo. I centrali Mancini e lbanez sono dismissioni dell’Atalanta: il primo, un leone, ha 9 presenze in Nazionale, il secondo è entrato a far parte della Selecao grazie alla crescita reistrata sotto Mou. Smalling, 33, è uno scarto del Manchester United, ma oggi è tra i difensori di maggior rendimento della Serie A: a ottobre si parlò di un suo possibile ritorno in nazionale. Zalewski è un’invenzione dello Special; Spinazzola, dopo una favolosa partenza nell’Europeo poi vinto da Mancini, ha conosciuto solo infortuni e rientri e sta inseguendo un’accettabile continuità. Llorente giocava poco nel Leeds, Matic va per i 35 e nelle ultime stagioni allo United ha frequentato più panchine che terreni di gioco. Oggi è addirittura miracoloso.

Cristante alla Roma di José ha trovato le certezze che inseguiva. Wijnaldum è stato prestato dal Psg dopo una sola stagione e si è subito rotto: nelle ultime tre uscite ha mostrato progressi confortanti, ora l’ennesimo stop. Pellegrini ha vissuto una stagione tormentata da problemi fisici, ma è finalmente tornato irrinunciabile. Dybala l’estate scorsa è stato mollato dalla Juventus, preso per i fondelli dall’Inter e si è ritrovato improvvisamente senza squadra. Soltanto Mourinho ha creduto nel suo talento. Abraham era una riserva del Chelsea e dopo i 27 gol della prima stagione ha conosciuto un sorprendente calo, tanto nella condizione generale quanto nella produttività.

Volpato, Bove, Tahirovic e Felix, ora alla Cremonese, sono regali fatti da Mou alla società, nuovi valori. Tutti i giocatori che ho elencato hanno capito per primi il grande allenatore, l’uomo, la guida, mostrando una disponibilità che deve far riflettere a chi rischia di perderlo.

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Una Roma infinita: è semifinale contro il Leverkusen

C’era tutto, il pubblico, i colori, la voglia, i sentimenti, un bel calcio, assai migliore di quello espresso a Tirana, dove la Roma, il Feyenoord, lo aveva già battuto senza regalare spettacolo, ma cosa importava all’epoca? Nulla, era una finale. Come riporta Il Messaggero, stavolta sono novanta minuti di fuoco più i supplementari, tutta un’altra (meravigliosa) storia. Infinita. La Roma piange di gioia (Spinazzola), annega (rete di Paixao), poi apre un occhio (Dybala) e infine apre l’altro (prima con El-Sha e poi con Pellegrini), ammirando la luce.

Arriva la meritata qualificazione in semifinale di Europa League (che giocherà contro il Leverkusen), e quella contava più di tutto il resto. La vendetta di Tirana, alla fine, non è stata consumata dal Feyenoord, che esce quasi umiliato, con quattro gol sul groppone. La Roma esce affaticata, con le gambe spezzate ma con un cuore gonfio di gioia.

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Roma-Feyenoord 4-1, le pagelle dei quotidiani: Matic un gigante, Pellegrini e Dybala sontuosi

La Roma schiaccia il Feyenoord ai supplementari: 4-1 e giallorossi in semifinale. Gli uomini di Mourinho, al minuto 88, erano fuori dall’Europa League ma una gol straordinario di Paulo Dybala ha cambiato le sorti giallorosse. Da Rui Patricio ad Abraham, prestazione sontuosa da parte di ogni singolo della Roma.

LE PAGELLE DEI QUOTIDIANI


LA GAZZETTA DELLO SPORT

Rui Patricio 7; Mancini 7, Smalling 7, Llorente 6,5; Zalewski 6, Cristante 7, Matic 8, Spinazzola 7; Pellegrini 8, Wijnaldum 6; Belotti 6. Subentrati: El Shaarawy 7, Ibanez 6, Abraham 6,5, Dybala 8, Celik 6, Kumbulla 6. Allenatore: Mourinho 7,5.

CORRIERE DELLO SPORT

Rui Patricio 7; Mancini 7, Smalling 7,5, Llorente 6,5; Zalewski 6,5, Cristante 7, Matic 8, Spinazzola 6,5; Pellegrini 8, Wijnaldum 6; Belotti 6,5. Subentrati: El Shaarawy 7, Ibanez 7, Abraham 7, Dybala, Celik 6, Kumbulla sv. Allenatore: Mourinho 8.

CORRIERE DELLA SERA

Rui Patricio 7; Mancini 7, Smalling 7, Llorente 6; Zalewski 6,5, Cristante 7, Matic 8, Spinazzola 7; Pellegrini 7,5, Wijnaldum sv; Belotti 6. Subentrati: El Shaarawy 7,5, Ibanez 6, Abraham 7, Dybala 8, Celik 6, Kumbulla 6. Allenatore: Mourinho 8.

LA REPUBBLICA

Rui Patricio 6,5; Mancini 6, Smalling 6,5, Llorente 6; Zalewski 5,5, Cristante 6,5, Matic 8, Spinazzola 6; Pellegrini 7,5, Wijnaldum sv; Belotti 6,5. Subentrati: El Shaarawy 7, Ibanez 6, Abraham 6, Dybala 8, Celik 6, Kumbulla sv. Allenatore: Mourinho 7,5.

IL MESSAGGERO

Rui Patricio 7; Mancini 6,5, Smalling 7, Llorente 6; Zalewski 6, Cristante 7, Matic 7, Spinazzola 7; Pellegrini 8, Wijnaldum sv; Belotti 6,5. Subentrati: El Shaarawy 7, Ibanez 6, Abraham 6,5, Dybala 7,5, Celik 6, Kumbulla 6. Allenatore: Mourinho 7,5.

IL TEMPO

Rui Patricio 6,5; Mancini 6,5, Smalling 7, Llorente 6; Zalewski 5,5, Cristante 7,5, Matic 8, Spinazzola 7; Pellegrini 8,5, Wijnaldum sv; Belotti 6. Subentrati: El Shaarawy 7, Ibanez 5,5, Abraham 5,5, Dybala 7,5, Celik 6, Kumbulla sv. Allenatore: Mourinho 8.

TUTTOSPORT

Rui Patricio 6,5; Mancini 7, Smalling 7, Llorente 6; Zalewski 6, Cristante 7, Matic 7, Spinazzola 7; Pellegrini 7,5, Wijnaldum sv; Belotti 6,5. Subentrati: El Shaarawy 7,5, Ibanez 5, Abraham 7, Dybala 7, Celik, Kumbulla sv. Allenatore: Mourinho 8.

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È semifinale, Dybala trascina la goleada giallorossa

Inutile girarci attorno la Roma è Dybala. E Dybala e la Roma. Con il Feyenoord l’ennesima riprova. Come riporta Repubblica, nonostante una vistosa fasciatura alla gamba destra e un ritmo non certo da calciatore al massimo della forma. Ma tanto basta ai giallorossi per cambiare marcia e sentirsi più forti. E Mourinho sembrava già sapere tutto, soprattutto per la sua gestione. Niente maglia da titolare, ci servi a partita in corso.

E sono bastati 20’ all’argentino per indirizzare, ancora una volta, la partita. Con un guizzo ad un minuto dalla fine che ha pareggiato i conti contro un Feyenoord capace di annullare il gol di Spinazzola all’80’. Ma non aveva fatto i conti con la Joya claudicante. Che ha riaperto una partita che El Sharaawy e Pellegrini hanno chiuso trasformandola in goleada.

Non era partita bene: per un’ora Roma-Feyenoord era stata tutta spintoni, parapiglia e perdite di tempo. Provando, quando il pallone era in gioco, a non coprirsi e giocare a viso aperto. Riuscendoci molto bene, certamente meglio dell’andata. Il Feyenoord l’aveva preparata così, sul doppio binario del gioco e della tensione psicologica. Quasi come i suoi tifosi, spavaldi e provocatori divisi tra i pub della città e qualche indesiderato all’interno dello stadio. Una tattica che ha reso il quarto di finale di Europa League più simile a un incontro di lotta che ad una partita di calcio.

Di gioco poco, se non il miracolo Rui Patricio su tiro di Szymanski ad inizio partita. Botta e risposta arrivato nei primi minuti, con una Roma sfavillante, sospinta dai 67mila di uno stadio Olimpico completamente giallorosso tra sciarpe e bandiere. Sessantasettemila che hanno gioito, si sono disperati, hanno sperato. E poi è entrato lui, Joya di nome e di fatto.

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Candela: ”La Roma è più forte del Feyenoord, può ribaltare il risultato. Pellegrini? Ha risposto da capitano

Manca sempre meno a Roma-Feyenoord e anche Vincent Candela si è espresso sulla gara. L’ex terzino, attualmente ambassador del club giallorosso, ha rilasciato un’intervista al quotidiano Leggo. Di seguito le sue parole.

Come ha visto la squadra all’andata? “Ha un significato davvero importante per la società, la squadra, i tifosi. All’andata ho visto una bella Roma, ha giocato bene, avrebbe meritato almeno un pareggio”.

Un Feyenoord che è cambiato tanto dalla finale di Conference e che ora parte anche con un vantaggio, seppur minimo. “E’ una bella squadra, con tanta rabbia visto che hanno perso la finale con noi lo scorso anno. Sono primi nel loro campionato, vuol dire che sono forti. Non sarà così facile ma obiettivamente la Roma è più forte. Anche se partiamo sotto di un gol, all’Olimpico in gara secca così possiamo ribaltare tutto”.

Rispetto all’andata c’è il dubbio Dybala. Pensa che sia fondamentale anche un suo impiego part-time? “L’argentino è un campione, uno che ti può risolvere le partite con gol e assist. Sarebbe fondamentale averlo anche per uno scampolo di partita”.

Pellegrini ritrovato dopo il gol all’Udinese. Bello il gesto della Curva per il capitano. “Come ha detto il mister, magari ad averne 11 in campo. E’ un grandissimo giocatore, lo avrei voluto avere nella mia Roma. Sta vivendo un momento particolare, ma i tifosi lo hanno supportato e lui ha risposto in campo. Ci sta di avere momenti difficili, ma Pellegrini ha risposto da capitano”.

C’è da recuperare uno svantaggio minimo. Che Roma si aspetta? “Dovrà andare subito a pressare e far capire che vogliono portare a casa la partita. Non devono aspettare troppo, perché poi diventa più difficile. Servirà trovare subito il primo gol e poi capire il momento giusto per colpire ancora”.

Roma che può contare su una difesa quasi impenetrabile. “Mourinho ha trovato la quadra, sta prendendo pochissimi gol. Anche se non ha fatto bene qualche partita, Ibanez per me diventerà uno dei più forti centrali in circolazione. Poi c’è l’esperienza di Smalling che è fondamentale, c’è Mancini che è diventato molto forte. Prima era un po’ eccessivo, ma è nel suo carattere, ora è cresciuto e sta più attento”.

E sulle fasce, lei che se ne intende, sta tornando ad alti livelli Spinazzola. “Leonardo quando sta bene mette paura. Qualche problema lo ha penalizzato ma l’ho visto ultimamente in alcuni sprazzi di gara come ai vecchi tempi e spero possa essere così ancora, perché servirà averlo al meglio per questo finale di stagione”.

E Zalewski come terzino come lo valuta? “Mi piace moltissimo, non è mai banale. Cerca l’uno contro uno per fare la differenza. A livello difensivo a volte perde l’uomo, ma non nasce come terzino. Con Mourinho e con il tempo può solo migliorare”.

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Roma, dopo 19.517 giorni c’è un tabù sfatare per continuare a sognare

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – Sono passati 19.517 giorni dall’ultima vittoria casalinga della Roma contro una squadra olandese. Stasera dopo oltre 53 anni i giallorossi devono sfatare questo tabù per continuare a sognare in Europa. Mourinho prima della gara contro il Feyenoord ha chiamato a raccolta il popolo romanista: “Voglio 67 mila giocatori dentro l’Olimpico”.

Il tecnico portoghese è consapevole del fatto che lo stadio può spostare ‘l’ago della qualificazione’ verso la sua squadra. Tra le mura amiche i giallorossi in Europa, infatti, hanno un ruolino di marcia importante: nelle ultime 34 partite sono arrivate 25 vittorie, 7 pareggi e solo 2 sconfitte.

Un tabù da sfatare: la Roma, in casa, contro le squadre olandesi non vince dal 1969

Stasera la Roma deve sfatare un tabù. I giallorossi, infatti, sono reduci da 4 pareggi consecutivi per 1-1 contro le squadre olandesi tra le mura amiche. L’ultima vittoria risale al 12 novembre 1969: Roma-Psv 1-0. Gli ottavi di finale di andata di Coppa delle Coppe furono decisi da un gol di Fabio Capello. Un’eternità.

Lo Special One ha incontrato 13 volte club olandesi e i precedenti sorridono: 10 vittorie, un pareggio e 2 sconfitte (entrambe contro il Feyenoord). Nei 10 trionfi ne emergono 2 che hanno permesso al tecnico portoghese di alzare altrettanti trofei europei: Ajax-Manchester United 0-2 (Europa League) e Roma-Feyenoord 1-0 (Conference League). Mourinho, quindi, dati i suoi precedenti, spera di cancellare la maledizione che colpisce i giallorossi da oltre 53 anni. C’è un tabù da sfatare per continuare a sognare.