Categorie
Interviste

Pedro: ”Non so perché sono stato mandato via dalla Roma. Mourinho? Lo rispetto”

Pedro ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Sportitalia in cui ha parlato del suo passato alla Roma e del suo approdo alla Lazio. Di seguito le dichiarazioni dell’esterno spagnolo.

Al Chelsea incontri Mourinho. Come ti sei trovato con lui? ”Bene, bene. Un allenatore che ho sempre rispettato. È un tecnico forte che ha vinto tantissimi trofei in carriera. Poi l’ho trovato al Chelsea, mi ha dato l’opportunità di giocare in una bellissima squadra, pure di vincere tanti trofei al Chelsea e per questo lo ringrazio”.

Dopo il derby, finito 0-0, Mourinho dice: “Un grande giocatore, però potrebbe anche fare il nuotatore”. È la tua prossima carriera? “Sì, sì. Quello mi fa ridere. Perché sappiamo tutti com’è Mou, l’ha fatto anche in passato. Dice una cosa, ne dice un’altra. Mi ricordo quando abbiamo vinto contro il suo Real Madrid disse altre cose, quando abbiamo battuto il suo United 4-0 (ero al Chelsea), ne ha dette altre ancora. L’anno scorso, nei derby di Roma, ne ha dette altre ancora. È sempre così, quando non parla dell’arbitro parla del calendario, di un giocatore che si butta a terra. Lo conosco molto bene, è un uomo molto divertente. L’ho presa con molto fair play perché so che utilizza le parole per stemperare la grande tensione del derby. Lo conosco molto bene, avendolo avuto da allenatore”.

Nel 2020 lasci il Chelsea per trasferirti alla Roma a parametro zero. Cosa non funziona in quell’anno? Pedro fa gol in un derby tra virgolette inutile, hai avuto qualche contrattempo fisico, non ti sei ambientato benissimo. Perché non funziona la storia d’amore tra Pedro e la Roma? “Eh non lo so, è una sensazione strana che non avevo mai avuto in carriera. E’ chiaro che quando vai a giocare in un nuovo Paese e in un nuovo campionato, può succedere che inizialmente l’adattamento a spogliatoio, compagni, città e squadra sia difficile. L’allenatore voleva giocare con il 4-3-3, invece giocavamo con il 5-3-2 o con il 5-2-3 con Fonseca. Mi chiedeva tante cose non nelle mie caratteristiche, come arretrare il raggio d’azione per prendere il pallone. Non era nelle mie corde, ma non è una scusa perché, lo dico sempre, i giocatori importanti devono fare tutto. Sicuramente non è andata bene, ma non so per quale motivo poi sono stato mandato via. Sono cose che succedono”.

Sei diplomatico come quando giochi. Una serpentina e un dribbling e mi hai spiegato perché non è andata bene. Nell’estate 2021 tirammo fuori la notizia incredibile: “Pedro dalla Roma alla Lazio”. Quanto tempo prima l’hai saputo? “La storia è nata in conferenza stampa, perché ha detto che io ero fuori rosa. Così tante squadre hanno iniziato a chiamare, una di queste era la Lazio. Sarri in persona mi chiese: “Che succede? Ho visto che stai fuori rosa e che hai un problema con il club”. Io gli risposi che non sapevo il motivo di questa decisione del club e che mi stavo allenando con la Primavera. Mai ne avevamo parlato. Voleva capire cosa fosse successo perché, conoscendomi molto bene, sa che mi alleno sempre al massimo. Sono un professionista in questo. Per me è stato difficile affrontarlo. Quando ho visto la realtà ho iniziato a pensare a come comportarmi, parlando diverse volte con il club. Con Mourinho non ho parlato. Volevo parlare con la società, ma mi hanno detto che non era possibile”.

Quando ti chiama la Lazio decidi in 10 minuti. “Dopo tre settimane, il mercato stava chiudendo, parlai con Sarri che mi disse: “Vieni qua che c’è posto per te”. Io avevo già lavorato con lui e ho colto l’opportunità di giocare in una squadra storica”.

Categorie
Rassegna stampa

Bove vola, ma la firma sul contratto non arriva: l’accordo non c’è

Bove e la Roma, nonostante l’intenzione comune, non hanno ancora raggiunto l’accordo per il rinnovo di contratto fino al 2028. Come riporta il Corriere dello Sport, nell’ultimo incontro tra Pinto e Diego Tavano, procuratore del centrocampista, l’intesa sembrava vicinissima. Successivamente, però, il gm ha chiesto tempo prima di accettare l’ultima richiesta dell’interlocutore.

La trattativa è partita da zero perché il classe 2002, che guadagna 250mila euro e va in scadenza nel 2025, è il calciatore meno pagato della Roma. Bove, infatti, ha ereditato il meccanismo stabilito dalla società dopo gli obbrobri gestionali precedenti (soldi sperperati tra Luca Pellegrini, Riccardi e Bouah). Essendo uscito dal settore giovanile, il numero 52 giallorosso ha ottenuto in automatico lo stipendio che spetta a tutti coloro che arrivano a giocare nella prima squadra.

Certe cifre, però, non sono più sufficienti, soprattutto dopo aver rifiutato 8 milioni dal Sassuolo a gennaio. Comprensibile che il ragazzo ambisca a un corposo aumento di stipendio. Pinto è stato chiaro: “Non ci saranno problemi”. Ma una firma vale più di mille parole.

Categorie
Calciomercato

Calciomercato Roma: Mourinho aspetterà i Friedkin sino a inizio 2024

La Roma resta la priorità di José Mourinho. Come riporta Sky Sport, il tecnico portoghese aspetterà i giallorossi fino a gennaio/febbraio del nuovo anno. Successivamente lo Special One si sentirà libero di prendere in considerazione altre offerte come quelle arrivate dall’Arabia. Mourinho attende un segnale dai Friedkin.

Categorie
Interviste

Lotito: ”Derby? L’arbitro poteva interpretare alcuni episodi in maniera diversa”

Claudio Lotito ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera in cui ha parlato del derby della Capitale. Di seguito le dichiarazioni del presidente della Lazio.

“La squadra contro la Roma è entrata in campo in maniera molto determinata, abbiamo anche preso quel palo con Luis Alberto, è davvero un peccato… Alcuni episodi, poi, l’arbitro poteva interpretarli in maniera diversa. A volte un episodio può cambiare tutto”.

Categorie
Calciomercato

Calciomercato Roma: pronta un’offerta per il classe 2005 Krivak

La Roma avrebbe messo nel mirino Fabijan Krivak. Come riporta Tuttomercatoweb, i giallorossi sono interessati al trequartista classe 2005. Pinto sarebbe pronto a mettere sul piatto un’offerta vicina ai 3 milioni alla Lokomotiv Zagabria. Krivak in questa stagione ha già collezionato 8 presenze e un assist nella massima divisione del calcio croato.

Categorie
Interviste

Tahirovic: ”Ho imparato tanto da Mourinho e Matic. Ho lasciato la Roma per crescere”

Benjamin Tahirovic ha rilasciato un’intervista a GianlucaDiMarzio.com in cui ha parlato del suo passato alla Roma e delle differenze fra il calcio italiano e quello olandese. Di seguito le dichiarazioni dell’ex centrocampista giallorosso che, in estate, si è trasferito all’Ajax per 7,5 milioni.

Ho lasciato la Roma perché l’Ajax è un club leggendario con una grande storia. Avevo bisogno di cambiare aria per crescere sia come giocatore che come persona. Nella sua storia l’Ajax ha sempre sviluppato tanti giovani talenti, perciò sono venuto qui”.

Tahirovic prosegue ricordando la passata stagione con la maglia della Roma: “Ho imparato tanto da José Mourinho e se mi metto a raccontare tutto rimaniamo qui tutta la notte (ride n.d.r). Invece nella mia posizione ho appreso molto da Nemanja Matic che è un grande giocatore e una persona fantastica. In maniera generale però in Italia e Olanda vedono il calcio diversamente. Il vostro calcio è più difensivo, tattico e devi pensare molto quando non hai la palla. Mentre qui il calcio è veloce e devi riflettere molto in fase di possesso. Devi essere sempre un passo avanti rispetto all’avversario. E l’Ajax è una squadra che la palla ce l’ha sempre”.

Il classe 2003 conclude con una battuta su Lukaku: “Se mi sarebbe piaciuto giocare con Lukaku? Romelu è un ottimo giocatore e vedo che sta facendo bene. Sono contento che i giallorossi abbiano preso un calciatore come lui”.

Categorie
NEWS

Totti e Spalletti si incontrano al Bambin Gesù: abbraccio e pace fatta tra i due

Dopo anni di incomprensioni, è arrivato il momento degli abbracci e della pace definitiva fra Totti e Spalletti. Come promesso, infatti, l’ex numero 10 giallorosso e il ct dell’Italia hanno fatto visita insieme all’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma. “Fatti dare un abbraccio dalla parte del cuore”, queste le parole di Spalletti nel momento esatto dell’incontro. Oltre agli ex due romanisti, è presente anche la Delegazione della Nazionale con Buffon, Gravina, Peruzzi, Donnarumma e Di Lorenzo.

Categorie
Interviste

Massa: ”Il derby di Roma è il più complicato da arbitrare”

Davide Massa dopo aver arbitrato il derby di Roma ha parlato dello stesso nel corso di un evento ‘Orientamenti 2023’. Di seguito le parole del fischietto di Imperia.

“Le partite di calcio non sono tutte uguali. I derby sono ancora più diversi dalle altre. Non cambia il tempo di preparazione per un derby ma sai che vai ad arbitrare una gara diversa. Il mio sogno era arbitrare tutti i derby, l’ho raggiunto e quest’anno l’ho doppiato. Il derby di Roma poi é ancora più complicato. A Genova c’è tanta rivalità ma sana: sono colleghi di lavoro, compagni di scuola che poi vanno allo stadio insieme chi con la sciarpa del Genoa e chi con quella della Sampdoria. A Roma si percepisce una rivalità diversa. Devi sapere di situazioni che di solito nella partita di serie A non hai. Devi prevenire confitti tra calciatori, fare qualcosa di più per non perdere il controllo”.

Categorie
APPROFONDIMENTI

Déjà vu Roma

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – Sono passati 925 giorni dal comunicato della Roma che ha annunciato José Mourinho come nuovo allenatore. Alti (vittoria Conference e finale di Europa League) e bassi (due sesti posti) hanno caratterizzato il percorso dello Special One nella Capitale. I giallorossi, al momento, sono a 3 lunghezze dal quarto posto che rappresenta l’obiettivo principale dei Friedkin: tornare in Champions League con i ricavi che ne conseguono.

Durante la terza sosta stagionale, arriva il momento di porsi domande e fare bilanci parziali. La squadra può fare meglio? L’allenatore ha una rosa per arrivare in Champions? La campagna acquisti estiva è stata sbagliata? Il tecnico è un problema perché non dà un’identità alla squadra? La Roma ha delle carenze strutturali che le impediscono di fare il salto di qualità soprattutto negli scontri diretti?

Fra carenze strutturali e un campionato in cui si punta alla sopravvivenza: ecco il Déjà vu della Roma di Mourinho

Dopo 16 gare stagionali si possono fare i primi bilanci (parziali). La Roma avrebbe potuto fare più di 18 punti in 12 gare? Sì perché, nonostante gli infortuni, il calendario ha messo di fronte alla formazione giallorossa solo 3 scontri diretti nei quali la squadra ha raccolto due sconfitte e un pareggio. Al momento si sopravvive a pochi punti dal quarto posto.

Mourinho ha la rosa per arrivare in Champions? Sulla carta sì, poi bisogna analizzare i calciatori realmente disponibili sui quali l’allenatore può fare affidamento nel corso di una stagione. Schierare un centrocampo con Cristante, Paredes, Bove è diverso dal reparto potenzialmente ricco di qualità composto dallo stesso numero 4 giallorosso, Pellegrini e Renato Sanches. Il discorso vale per tutte le zone del campo: dalla difesa all’attacco.

La campagna acquisti estiva è stata sbagliata? A fine mercato i giudizi sul lavoro svolto da Pinto erano quasi tutti positivi (come sempre accaduto dal suo arrivo). Il colpo Lukaku, arrivato in extremis, ha incisivo molto su una visione favorevole. Dopo 16 gare stagionali il pensiero è cambiato: i nuovi arrivati, al momento, non stanno convincendo e la squadra, dall’arrivo di Mourinho, sembra avere sempre gli stessi problemi strutturali.

Il tecnico portoghese rappresenta un problema perché non dà un’identità alla squadra? Il rinomato non gioco è lo stesso che ha portato la Roma a 11 metri dal poter vincere due coppe internazionali. I risultati, quindi, malgrado la presunta assenza di un’identità, sono arrivati, allo stesso tempo, all’allenatore si chiede un cambio di marcia in campionato perché i giallorossi sembrano costantemente in affanno: due sesti posti e attualmente una mediocre settima posizione.

La Roma ha delle carenze strutturali che le impediscono di fare il salto di qualità soprattutto negli scontri diretti? Indubbiamente i giallorossi all’interno della propria rosa hanno delle carenze. Dall’arrivo di Mourinho si discute dell’assenza di esterni incisivi, eppure, i titolari più affidabili sono sempre gli stessi (Karsdorp e Spinazzola). In aggiunta, anche nelle scorse annate, al centrocampo della Roma mancava un calciatore che avesse la forza di ribaltare le azioni in fase di transizione. Nella stagione 2021-2022, Mourinho riuscì a trovare la soluzione in Mkhitaryan, ma dopo l’addio dell’armeno, il nulla cosmico. Pinto, infatti, tra sfortuna (Wijnaldum) e ossessione (Renato Sanches) non è riuscito a consegnare un calciatore affidabile con le caratteristiche richieste dall’allenatore. Un’altra situazione che si ripete è la carenza di difensori centrali. Da quando il tecnico portoghese ha cambiato modulo (3-5-2), spesso, è stato costretto ad adattare Cristante in difesa.

Il Déjà vu è anche nel rendimento mediocre della Roma negli scontri diretti. I punti raccolti dai giallorossi sono inversamente proporzionali al valore degli avversari e, malgrado i problemi sopra citati, le performance della squadra sono modeste. La formazione di Mourinho fatica ad alzare il proprio livello contro le grandi della Serie A e al momento non c’è stata nessuna inversione di marcia. In troppe occasioni la Roma si è limitata a ridurre i danni rispetto a un’ipotetica o fattuale differenza tecnica frenando per lunghi tratti il coraggio che spesso l’ha portata a raggiungere i risultati sperati.

Problemi strutturali (esterni sterili, numero insufficiente di centrali difensivi e assenza di un centrocampista capace di ribaltare l’azione), presunto non gioco, mancanza di audacia e punti negli scontri diretti, rincorsa continua al quarto posto, cannibalizzano radio e social nei momenti in cui si ferma il campionato. Dopo 925 giorni è un Déjà vu preoccupante.

In attesa di recuperi preziosi che potrebbero cancellare la frustrazione di vedere una squadra dal potenziale inespresso. Altro DéJà Vu.

Categorie
Allenamenti

Trigoria, allenamento mattutino: ok Pellegrini e Sanches. Tornano Karsdorp e Spinazzola (VIDEO)

La Roma continua a lavorare sui campi di Trigoria. Alla seduta odierna di allenamento hanno partecipato Pellegrini, Renato Sanches, Belotti, Karsdorp e Spinazzola. In aggiunta, Mourinho ha chiamato tanti ragazzi della Primavera.

????????????#ASRoma pic.twitter.com/sfPHUrgkqH— AS Roma (@OfficialASRoma) November 15, 2023