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Roma su Berardi se Zaniolo va via

La caccia al sostituto di Zaniolo è aperta: i discorsi col Sassuolo potrebbero arricchirsi di un nome nuovo al centro delle trattative con l’ad Carnevali. Non solo Frattesi, nel vertice in programma tra giovedì e venerdì la Roma potrebbe riaprire il tema Berardi.

L’esterno calabrese – scrive TuttoSport – è sempre stata la prima scelta di Mourinho già da inizio giugno, quando la cessione di Zaniolo era solo una possibilità ancora da sviluppare.  Permane anche una certa freddezza nei confronti di Guedes, per il quale il Valencia continua a chiedere 40 milioni senza contropartite.

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Tuttosport: L’affare Zaniolo si scalda. Mourinho ripensa a Arthur

Alla fine, dopo aver studiato diverse formule, potrebbe essere la prima idea quella vincente per sbloccare l’affare Zaniolo. La Juventus insiste per il jolly azzurro e la Roma ripensa a Arthur. Il puzzle non è ancora completato, ma dopo giorni di contatti incrociati sono segnalate in rialzo le quotazioni dello scambio tra l’ex Inter e l’ex Barcellona con un conguaglio (ancora da stabilire) a favore dei giallorossi.

Come riporta TuttoSport, il baratto tra il 23enne azzurro e il 25enne brasiliano torna di moda. Merito del pressing di Zaniolo, che non vuole perdere l’opportunità di salire sul treno della Juventus, ma anche di José Mourinho, da settimane intrigato dalla possibilità di aggiungere la qualità in palleggio di Arthur al pragmatismo del pretoriano Matic.

Valutazioni tecniche si incrociano a quelle economiche. Se lo Special One ha ribadito il proprio gradimento per il centrocampista juventino, adesso toccherà all’intraprendente general manager Tiago Pinto trovare la quadra con il ds bianconero Federico Cherubini e con l’entourage di Zaniolo. Una cosa è certa: Arthur da solo non basta, però sicuramente può dare una grossa mano per arrivare alla fumata bianca. 

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Mourinho mostra le lavagne tattiche: si ricomincia dalla difesa a tre

La Roma ricomincia dalla difesa a tre. Almeno è questo quello che ha voluto comunicare Mourinho con una foto pubblicata su Instagram in cui si ritrae con gli ormai immancabili piedi incrociati. Come riporta Il Messaggero, sullo sfondo due lavagne in cui sono disegnati degli schemi: una sembra ritrarre i movimenti dei tre difensori durante la fase offensiva; nell’altra vengono mostrate tre aree del campo evidenziando il movimento del giocatore sulla fascia sinistra.

Sono piccole indicazioni che diventeranno certamente più chiare in occasione del primo test contro il Trastevere che si disputerà sabato a Trigoria. Partita considerata d’allenamento e chi si terrà a porte chiuse, non è prevista nemmeno una diretta televisiva.

Alla squadra sono aggregati molti giovani della Primavera per via dell’assenza degli otto nazionali (PellegriniManciniSpinazzolaCristanteAbrahamVinaRui Patricio e Celik).

La difesa titolare, dunque, potrebbe essere composta da Ibanez, Smalling e Kumbulla (lo vuole il Torino) anche se è più probabile che lo Special One mescoli le carte per formare squadre più equilibrate. Tutti i big sono a disposizione, nessuno è tornato con acciacchi e infortuni da valutare.

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Il più veloce del primo giorno è Zalewski

Giovani che non vedono l’ora: ieri a Trigoria, tra i primi a presentarsi c’è stato Nicola Zalewski, arrivato nel centro sportivo con quasi mezzora d’anticipo rispetto all’appuntamento fissato da José Mourinho e dal suo staff per le 8, scrive La Gazzetta dello Sport.

Nei giorni scorsi l’ex Primavera si era allenato con l’amico Calafiori lavorando sulla forza e sulla resistenza: sa che dopo essere stato la sorpresa della scorsa stagione da lui ora ci si aspetta tanto e che l‘anno della conferma è sempre il più complicato. Ma Zalewski non è tipo da temere le sfide

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Veretout: “Resto”, ma c’è Frattesi. Attacco, ancora viva la pista Ramos

Se la vicenda Zaniolo anche ieri ha rubato la scena per via dell’incontro fra il g.m. Pinto e l’agente del giocatore, Claudio Vigorelli, in realtà il club lavora a tutto tondo, scrive Massimo Cecchini su La Gazzetta dello Sport.

Soprattutto in uscita, visto che Diawara ha sempre offerte sia dall’Herta Berlino che del Lecce, anche se la società pugliese non potrebbe certo permettersi il suo ingaggio, superiore ai 2 milioni. Villar, oltre che dalla Spagna, ha richieste dalla Turchia, anche se sarà difficile cederlo per una cifra superiore ai 6-7 milioni. Più vivo, invece, è il mercato di Carles Perez, che piace parecchio in Spagna e non dispiace neppure al Sassuolo, qualora dove nascere una trattativa per Berardi come possibile erede di Zaniolo.

Di sicuro più economico sarebbe arrivare a Ramos del Benfica, attaccante di cui si dice un gran bene e che la Roma sta seguendo. Sempre sul fronte cessioni, ieri ha stupito che Veretout abbia detto ai tifosi: “Io resto”. In realtà la Roma vuole cederlo e le offerte non mancano (Marsiglia e non solo), ma bisogna vedere a che cifra, visto che la Roma vorrebbe ricavare una quindicina di milioni per andare all’assalto di Frattesi. In uscita anche Kluivert, mentre per l’attaccosi monitora anche lo svincolato Belotti, corteggiato da Monaco e Nizza.

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La Repubblica: L’Inter chiede tempo, Dybala non aspetta più. Torna l’ipotesi Roma

Dopo essersi immaginato nerazzurro per mesi, scrive La Repubblica,  Dybala si è stancato di aspettare l’Inter. Il desiderio dell’argentino, dopo l’addio alla Juventus, è sempre stato l’estero. La Spagna in particolare, per mostrare la propria classe contro difese meno abbottonate di quelle italiane.

Anche in ottica Mondiale in Qatar. E l’Atletico, che gioca la Champions, sarebbe una destinazione molto gradita. Champions che, se restasse in Serie A, l’argentino difficilmente giocherebbe. Il Milan ha scelto De Ketelaere, il Napoli è pronto a sforare il tetto ingaggi solo per il rinnovo di Koulibaly. Per questo molte strade portano a Roma.

I giallorossi hanno perso Mkhitaryan e presto potrebbero salutare Zaniolo, diretto a Torino. Mourinho pretende ora un fantasista di prima fascia. Alla Dybala. Che si presenterebbe inoltre ai tifosi con l’assenso di Totti, che a giugno ha provato a convincerlo a scegliere proprio la Roma.

Che non avrà Isco, poco convinto di rinunciare alla Champions. Stesso motivo – non l’unico – che ha fatto evaporare la suggestione Ronaldo (e aperto alle strade Berardi e Guedes). Ma un progetto di lungo respiro, con lo Special come garante, potrebbe alla fine convincere Dybala. Che ha sempre meno tempo per pensare.

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Mercato Juve, per Zaniolo la Roma insiste: 60 milioni

Ieri c’è stato un nuovo contatto tra il diesse giallorosso Tiago Pinto e il procuratore di Zaniolo, Claudio Vigorelli. Si è parlato, scrive La Gazzetta dello Sport, di diversi calciatori ma anche e soprattutto del numero 22.

L’agente ha ribadito l’interesse della Juventus per il giocatore, ma anche che il club ha bisogno di qualche giorno ancora per mettere nero su bianco una proposta convincente. Nei prossimi giorni è previsto un contatto tra giallorossi e bianconeri: la Roma è ferma sulla sua valutazione di 60 milioni e spinge per una soluzione cash e senza contropartite. La Juventus valuta una formula alla Locatelli, con prestito annuale (a 10 milioni) più riscatto obbligato a 30 (con la possibilità di salire fino a 40 aggiungendo bonus) oppure l’inserimento di qualche giocatore per abbassare la quota fissa. Se De Ligt dovesse partire, tutto potrebbe diventare più facile.

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Ripartenza Mou. Test, pallone e difesa a tre: così la Roma studia lo sprint

La riapertura di quella “Moulandia” che è divenuta la Roma dopo l’arrivo dell’allenatore portoghese, non ha fatto registrare stanchezze, scrive La Gazzetta dello Sport. La squadra giallorossa, infatti, sembra essere ripartita col piglio di chi è appena tornata a gustare il sapore del successo, dopo un’astinenza durata 14 anni e non vede l’ora di aggiungere nuove gioie a quelle regalate alla vittoria della Conference League.

Certo, il futuro è una terra straniera, ma se il calcio mercato è l’arte del possibile (e a volte anche quella dei mezzi miracoli), la garanzia che José Mourinho trascina con la sua ombra è di quelle che fanno ben sperare. Ad esempio, nella foto social che ha pubblicato sul suo profilo – piedi sul tavolo e lavagnette davanti agli occhi – si nota chiaramente come stia lavorando sulla difesa a tre. Continuità quindi con la scorsa stagione in cui, nella sfortunata (e polemica) trasferta di Venezia, lo Special One decise di abbandonare la linea di retroguardia a 4 per puntare su un sistema di gioco che più volte ha ammesso di non amare particolarmente, ma che ha ritenuto più funzionale a questa Roma. E i fatti gli hanno dato ragione. Poi, naturalmente, in diverse occasioni si è rivisto quel 4-2-3-1 che è il suo marchio di fabbrica, ma la sensazione è che – se il mercato non porterà rivoluzioni – almeno all’inizio si continuerà così.

Nonostante sia andato in scena solo il primo giorno, la richiesta di concentrazione sembra già molto alta. Basti pensare che Mourinho ha chiesto agli operatori media del club giallorosso di non fare né foto né video della prima sgambata in campo. Se il buongiorno si vede dal mattino, sarà una stagione da battaglia, anche perché l’obiettivo dichiarato della società non può non essere il ritorno in Champions, meglio ancora se vincendo l’Europa League. Facile? Niente affatto, ma grazie alle doppie sedute che saranno il filo conduttore di questa prima settimana di lavoro i preparatori Carlos Lalin e Stefano Rapettifaranno faticare il gruppo, che attende ancora i nazionali, aventi diritto a vacanze supplementari. Vacanze supplementari ne avranno anche Villar, Diawara e Riccardi, ma non per cortesia, bensì per far capire loro che, se rifiuteranno trasferimenti, si alleneranno a parte.

All’interno delle mura del centro sportivo regna anche lo sport come scienza. Un esempio: ai giallorossi è stato chiesto di restare a riposo i tre giorni prima del raduno perché altrimenti i test ematici a cui sono stati sottoposti non avrebbero fatto registrare dei valori corretti.

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SONDAGGIO – Mourinho, il rientro silenzioso lascia interpretazioni: “Parlo il 13 agosto”. È soddisfatto fin qui del mercato? VOTA!

“Parlo il 13 agosto”. Mourinho rientra a Roma lasciando interpretazioni sul suo silenzio. Secondo voi è soddisfatto fin qui del mercato?

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Conti: “Roma, futuro radioso con Mourinho. Sarà l’anno di Pellegrini”

Bruno Conti ha parlato al quotidiano. Nell’intervista rilasciata al Corriere dello Sport, Marazico si è soffermato soprattutto sulla Roma, in particolar modo su José Mourinho e Lorenzo Pellegrini.

Quella breve esperienza da allenatore, nel 2005, se la ricorda bene. 

Bisognava metterci la faccia, per cercare di dare una sterzata alla squadra che dopo tre allenatori dimessi rischiava di retrocedere. Ricordo dopo una sconfitta a Parma, lo stress negli spogliatoio. Io non ho mai perso i capelli in vita mia, in quel periodo li persi. Sono pieno di tic da quando sono ragazzini, si moltiplicarono. Le sigarette non le contavo più. La vittoria di Bergamo fu una liberazione. Ci misi tutto me stesso, in un momento particolare. Il presidente Franco Sensi cominciava a star male, Rosella mi chiese di dare una mano. Puntai sul rapporto con i calciatori. Facevo parte del gruppo Lo feci per il della Roma. Poi abbiamo preso Spalletti, che ci diede una bambola ma in Coppa Italia passammo noi. Lo scegliemmo io e Pradè. Luciano è una grande persona, nel suo primo ciclo ci siamo divertiti. Sfiorammo lo scudetto, abbiamo vinto qualche coppa.

Ha mantenuto buoni rapporti con Spalletti? 

Sì, nel mondo del calcio è importante dirsi le cose in faccia, sempre con professionalità e rispetto.

Il 25 maggio a Tirana da tifoso: una grande emozione. 

Vincere la Coppa è stato importante, il giusto premio a questa proprietà che sta facendo un grandissimo lavoro. È stato fantastico vedere tanta gente che ha gioito per questa vittoria. La società ha invitato ex calciatori, magazzinieri, gli addetti ai cancelli. Un gesto esemplare, vedere da vicino la felicità di tante persone che da anni lavorano nell’ombra per la Roma è stata commovente. Non potrò mai dimenticare quella serata. La commozione di Aldair, Rizziettli, Antonello Venditti. E poi la felicità di un ragazzino, che ci segue dai tempi di Spalletti. Lo chiamiamo il “principino”, è costretto sulla sedia a rotelle. I giocatori gli hanno portato la coppa sotto la sua tribuna. Un gesto da brividi.

La coppa l’ha alzata al cielo Lorenzo Pellegrini, uno dei tanti ragazzi che ha scoperto lei.

Lorenzo è cresciuto tanto. Questa società crede tanto nel settore giovanile, vuole portare avanti la nostra realtà. Lo ricordo piccolino, ha avuto una maturazione incredibile. A volte diamo giudizi affrettati, ma sui di lui non mi sbaglio: sta diventato un grandissimo capitano, è un ragazzo d’oro, tecnicamente e tatticamente è migliorato, ha trovato continuità. Ha una grandissima famiglia alle spalle. Lui, De Rossi, Florenzi, Aquilani. Per sfondare ci vuole bravura ma anche testa e lui ce l’ha. I padre è stato il suo primo allenatore, gli ha insegnato tante cose.

Mourinho segue molto il settore giovanile. Va a vedere personalmente le partite. 

Lo vedi a Trigoria dalla mattina alla segue, segue gli allenamenti anche degli Under 16. È una persona importante per questi ragazzi, per loro è toccare il cielo con un dito quando segue le loro partite. È un allenatore che ha portato la cultura del lavoro. Mourinho è un grande, ho un bel rapporto con lui, di stima e rispetto. Anche quando va via da Trigoria si ferma sempre con i bambini al cancello.

Cosa prevede per la Roma?

Un futuro radioso. C’è una grande società, presente, che ci consente di lavorare in un certo modo. Anche con l’avvento di Vincenzo Vergine c’è la volontà di fare grandi cose. Possiamo fare un ottimo lavoro, ognuno nel suo ruolo.