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Ironie, critiche e veleni: da Rapuano a Di Bello, mille polemiche Special

Nell’inaffidabile mondo dei social, ieri in diversi affermavano che José Mourinho in mattinata fosse andato a messa a San Pietro, scrive La Gazzetta dello Sport. Se la cosa corrispondesse a verità, ci rifiutiamo di credere che abbia chiesto intercessioni per avere un buon arbitraggio per le prossime partite. Eppure, visto che domani ricorre esattamente un anno dall’annuncio dell’ingaggio dell’allenatore portoghese da parte della Roma, in questi dodici mesi a Trigoria spesso si sono sentiti «sfortunati» – è il termine prediletto – sul fronte delle direzioni di gara, tanto da far tuonare così lo Special One: «Siamo piccoli».

Da Rapuano a Fabbri Il “cahier de doleance” è lungo ed è cominciato con la critica a Rapuano (Roma-Udinese 1-0) per avere ammonito nel finale di partita Pellegrini, che così avrebbe saltato il derby. Ma assai più veementi sono state le critiche a Guida per la stracittadina. Le colpe? Non aver fischiato un rigore su Zaniolo o in subordine, visto che l’attaccante era in fuorigioco, non aver fischiato la posizione irregolare. Da quella ripartenza, infatti, la squadra di Sarri era arrivata al raddoppio. Basta così? No, perché sarebbe mancata anche una seconda ammonizione a Leiva. Morale: «Arbitro e Var non all’altezza». Poi nel mirino è entrato Orsato (Juventus-Roma 1-0) per non aver convalidato il gol di Abraham e aver fischiato invece un rigore poi sbagliato da Veretout. Commento: «Meglio che non parlo. Sul rigore non esiste il vantaggio». La volta successiva le critiche sono toccate a Maresca (Roma-Milan 1-2). L’errore? Non aver visto nel finale un fallo di Kjaer su El Shaarawy, che poteva portare al pari.

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Un milione di tifosi allo stadio durante la stagione

Un milione di tifosi per la Roma e non si parla di sostenitori virtuali ma reali. La gara di giovedì contro il Leicester consentirà al club di sfondare il tetto del milione di presenze all’Olimpico dall’inizio della stagione: con i 62.988 presente contro il Bologna il totale è salito a 974.267 e considerando che contro il Leicester l’Olimpico sarà di nuovo sold out, si sfonderà il milione di spettatori. 

Come scrive Il Corriere della Sera, un numero difficile da immaginare a inizio stagione ma l‘entusiasmo per l’arrivo di Mourinho e la politica dei prezzi fatta dalla proprietà hanno contribuito a raggiungere questo risultato.

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Arrivano i big: Mourinho giovedì torna ad affidarsi ai suoi leader

Contro il Leicester José Mourinho ritroverà l’asse portante della Roma che l’ha guidato fino alla semifinale di Conference League, scrive Il Messaggero. Se ne è privato con il Bologna per un bene superiore: farlo riposare per centrare un obiettivo storico che dalle parti di Trigoria manca da 31 anni. Da allora il mondo è cambiato, il calcio è un’altra cosa, i giocatori di un tempo sono diventati spettatori di quelli che oggi sono chiamati a scrivere la storia. Per arrivare a Tirana bisogna superare l’ostacolo Leicester e nulla importa se con il Bologna è stato necessario fare un sostanzioso turnover, perché il vero obiettivo stagionale è provare ad alzare quella coppa che rappresenterebbe il 26° titolo in carriera del tecnico. Smalling, Pellegrini e Abraham (più Zalewski e Karsdorp) avrebbero potuto incidere diversamente se fossero stati titolari domenica sera e, forse, la partita contro il Bologna avrebbe avuto un epilogo differente.

Oggi dalla sua parte ha dei leader pronti a gettarsi nel fuoco per lui, come Lorenzo Pellegrini che nel giro di quattro anni giocherà la sua terza semifinale europea. L’unica, rispetto a quella di Champions del 2018 contro il Liverpool e quella dello scorso anno con il Manchester United, che non ha il risultato dell’andata compromesso. Se dovesse arrivare a Tirana, coronerebbe una stagione da protagonista che lo ha visto già tagliare il record dei gol a livello personale (ora fissato a quota 13). Abraham, invece, certificherebbe il riscatto dopo l’esclusione dal Chelsea.  E a proposito di Premier, Smalling una finale (di Europa League) con Mourinho l’ha già giocata (e vinta) ai tempi del Manchester United nel 2017 contro l’Ajax. Chris ha dato la sua impronta alla difesa, contribuendo a rendere il reparto tra i migliori cinque del campionato per gol subiti (40). Il suo contratto scadrà nel 2023 e a Trigoria stanno pensando di prolungarlo di un anno.

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L’eroe dei due mondi. Ranieri vota Roma: “Scusa Leicester ma qui è casa mia”

È stato il fantasma gentile della partita d’andata. Le immagini di Claudio Ranieri, l’allenatore romano e romanista, scorrevano sui maxischermi del King Power di Leicester come quelle del figlio prediletto – Coppa al cielo – capace di raccontare la favola più bella che il calcio recente ha consegnato ai posteri. Mister, niente scherzi: giovedì tiferà Roma, vero? “Ma che me lo chiede? Il rapporto col Leicester è stato un fatto professionale, il tifo invece mi ricollega al bambino che sono stato. Non posso tradirlo” dice Ranieri intervistato da La Gazzetta dello Sport.

Andrà allo stadio? “Certo. E mi ricorderà i tempi che andavo in Curva. Sa a che età ho fatto la prima trasferta? A 12-13 anni. Andai a Firenze insieme a un cugino con un pullman di tifosi che partiva dal Flaminio“.

Quante chance ha la Roma di passare il turno?Dire il 55%, perché stavolta c’è l’effetto Olimpico. È belli rivederlo pieno e faccio i complimenti alla società per la politica dei prezzi”.

La troppa euforia potrebbe essere un rischio? No, se in panchina hai Mourinho, che ho ringraziato per le belle parole che mi ha dedicato all’andata. José lo ha già detto: “I tifosi devono usare il cuore, noi la testa”. Ha ragione. Comunque il Leicester in trasferta è meno efficace. Credo che sia agli ultimi posto come rendimento. Se la loro stagione non è stata all’altezza delle aspettative, è proprio per ciò che hanno fatto fuori casa“.

Il 4 maggio sarà un anno dall’annuncio che Mourinho sarebbe diventato il nuovo allenatore della Roma: che cosa pensò quel giorno? “Fu una bellissima sorpresa e, come tutti i tifosi, pensai che la proprietà avesse dato garanzie di investimenti. Dan Friedkin è il presidente perfetto: sta in silenzio e preferisce parlare con i fatti. E lo si capisce da quanto ha immesso finora nel club“.

Quali sono i punti di forza della Roma e del Leicester? “La mentalità di Mourinho e, spero, la ritrovata forma di Abraham e Zaniolo. Peccato per l’infortunio di Mkhitaryan, vorrà dire che toccherà a Pellegrini fare un lavoro doppio. Infine il ritorno di Smalling: farà da diga ai contropiedi che ci potrebbero essere. Per gli inglesi, invece, direi l’organizzazione che ha portato Rodgers alternata alla ricerca della verticalità. Questa volontà di andare in profondità è cominciata con me, anche per sfruttare le caratteristiche di uno come Vardy. Ma occhio anche a Maddison, che sa dare tanta qualità“.

Finora la Roma ha tenuto la porta inviolata in 19 partite stagionali: farlo ancora può essere la chiave per la finale? “Può essere un elemento decisivo, ma arrivati a questo punto ogni particolare lo può essere“.

Quando li incontra, le fanno più feste i tifosi del Leicester o quelli della Roma? “Gli inglesi sono affettuosi, ma questa è casa mia“.

Se la Roma va in finale, vola a Tirana anche lei? “Perché no? Il bambino che è rimasto in me non vede l’ora” .

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Mourinho picchia forte: “Dopo 22 anni si segna ancora in fuorigioco”

Era soltanto una questione di tempo. La tregua Mourinho-arbitri, con i complimenti a Sozza per la direzione di Inter-Roma, è già dimenticata. Tra Pairetto Fabbri, l’ultimo weekend calcistico dello Special One è stato lungo e indigesto.

Come scrive Il Messaggero, più che l’arbitro di Ravenna, del quale nel match pareggiato 0-0 contro il Bologna non ha condiviso il metro di giudizio, ritenuto troppo ondivago, l’obiettivo numero uno di José è diventato il fischietto di Torino, protagonista suo malgrado di Spezia-Lazio.

E così, alla prima occasione, è arrivata l’immancabile frecciata: “In 22 anni che alleno, due cose non sono cambiate. Mi riferisco alle domande su chi ha giocato e chi no e la possibilità di vincere con un gol in fuorigiocoSi poteva 22 anni fa e si può anche adesso. Perché sabato è accaduto proprio questo. Se voi volete nascondere che una squadra ha vinto con un gol in fuorigioco nel 2022, allora dovete farmi nuovamente la domanda sulla prostituzione intellettuale”.

Apriti cielo. José non menziona mai la Lazio ma ci vuole molto poco a capire che il portoghese si riferisce al gol del 4-3 di Acerbi. La replica del club biancoceleste di ieri è la scontata conferma.

Pairetto torna così nel mirino. È l’arbitro che quest’anno gli ha fatto perdere maggiormente la pazienza tanto da rimediare un’espulsione in Roma-Verona dello scorso 20 febbraio. Le famose manette interiste vengono sostituite all’Olimpico dal gesto del telefono che sa tanto di passato.

Un rapporto difficile, quello con il neo-internazionale (promosso a gennaio), che già aveva avuto un precedente non felice, il 1 dicembre nel match tra Bologna Roma. In campo José protesta a lungo per l’accanimento tenuto nei confronti di Zaniolo e per l’ammonizione rifilata ad Abraham, che diffidato, sarà poi costretto a saltare la sfida contro l’Inter.

Perché se il gol di Acerbi e i due punti in più che ne conseguono dovessero poi rivelarsi decisivi nella corsa all’Europa League, chi lo andrebbe a raccontare ai Friedkin? O a Pinto che vedrebbe, inevitabilmente, il budget di mercato limitato da una nuova partecipazione alla Conference (a meno di un successo in questa edizione).

Dall’inizio della stagione, in pochi lo hanno soddisfatto. Un’ammonizione sbagliata, un rigore non concesso, un altro dato ma non fatto ripetere: da agosto ce n’è per tutti i gusti. Ma soprattutto per tutti gli arbitri. Tuttavia da Rapuano a Fabbri, passando per Guida, Orsato, Maresca, Aureliano, Chiffi, Massa, Abisso e De Feo, Pairetto fa caso a sé. Perché è riuscito ad infastidirlo anche non arbitrando direttamente la Roma.

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Mourinho infiamma la volata Uefa. E la Lazio risponde

Il duello per un posto in Europa è un derby al veleno. Tre giornate alla fine del campionato, nove punti a disposizione per arrivare quinti e ottenere l’accesso diretto ai gironi di Europa League: la sfida tra Roma e Lazio è più accesa che mai e Mourinho scarica benzina sul fuoco.

Nel post gara di Roma-Bologna, l’errore arbitrale della coppia Pairetto-Nasca – convalidata la rete in fuorigioco di Acerbi allo Spezia al 90’, determinante per il 4-3 finale – era al centro dei suoi pensieri: “Ci sono tanti cambiamenti nel calcio, però non è cambiato il fatto che nel 2022 puoi ancora vincere con un gol in fuorigioco“.

Riferimento, scrive Repubblica, chiaro alla “nemica” Lazio: lo Special One è furioso perché – non avendo battuto il Bologna – la sua Roma è stata raggiunta in quinta posizione dai biancocelesti proprio grazie a quel gol. Sono entrambe a quota 59: il portoghese può contare sulla differenza reti negli scontri diretti, ma l’errore di arbitro e Var – sospesi fino al termine del campionato – ha fatto arrabbiare lui e tutti i tifosi giallorossi.

Che sui social hanno sostenuto la causa del loro condottiero: “Senza il gol di Acerbi, potevamo permetterci di pareggiare a Firenze. Bravo Mou che lo fa notare”. Oppure: “Nasca e Pairetto sospesi e qualcuno si meraviglia pure di quanto dice Mourinho?”; “Così il Var diventa una farsa. Ma chi vogliono prendere in giro? Il campionato è falsato: fate ripetere la gara o levate due punti alla Lazio“.

Dall’altra parte, sorpresa per i fan biancocelesti: la Lazio stavolta ha replicato, “respingendo ai mittenti – si legge nel comunicato – le critiche e le insinuazioni, non ci presteremo mai a essere l’alibi o il capro espiatorio di nessuno». Qui il riferimento è a Mourinho: “La Lazio è ossessivamente nei suoi pensieri. Guarda in casa degli altri per distogliere l’attenzione da clamorosi episodi avvenuti nella propria“.

L’addetto agli arbitri del club biancoceleste, Marco Gabriele, cita il fallo da rigore di Ibanez su Milinkovic nel derby (il risultato era 1-0): “Ci sono stati tanti errori anche con l’utilizzo del Var“. E da Formello si elencano altri torti subiti, alcuni di recente: “La spinta di Tonali su Acerbi nell’azione dell’1-2 con il Milan; il fallo su Lazzari nel gol del Torino; quello inesistente fischiato a Zaccagni nella punizione del 4-4 con l’Udinese. Tutti episodi decisivi, sui quali abbiamo scelto il silenzio per rispetto degli arbitri e del Var, rispetto che altri continuano a non dimostrare“.

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Le Voci di Retesport

Graziani a Retesport: “Giusto preservare i titolari ieri. Zaniolo? Giovedì giocherà titolare”

La Roma ha avuto diverse occasioni per vincere, anche il Bologna ne ha costruita qualcuna, sul piano dell’intensità ho visto una buona Roma ma non siamo stati concreti e fortunati sotto porta”. Così Ciccio Graziani ai microfoni di retesport, a commento del pari di ieri contro il Bologna.

E’ un peccato perchè i tre punti di ieri avrebbero consentito ai giallorossi di consolidare il quinto posto, ma giovedì c’è la madre di tutte le partite ed è comprensibile che Mourinho abbia fatto delle scelte per preservare alcuni titolari”.

“Zaniolo giovedì giocherà, anche perchè manca Mkhitaryan, ma penso che Nicolò partirà dall’inizio, perchè questa potrebbe essere la sua partita per fare bene, come accaduto col Bodo”, ha concluso Graziani.

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Calciomercato

Smalling, la Roma pronta al rinnovo fino al 2024

Nelle ultime settimane i contatti sono diventati sempre più frequenti, la Roma vuole proseguire il suo rapporto con Chris Smalling.

Come riferisce calciomercato.com, la società giallorossa è pronta ad allungare il contratto del centrale inglese fino al 2024. 

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APPROFONDIMENTI

Roma, contro il Leicester sarà sfondato il tetto di 1 milione di spettatori all’Olimpico. Tutti i numeri e le curiosità

FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – Un’onda anomala di amore e passione si è riversata sulla Roma in questa stagione. Uno tsunami di cori, bandiere, sciarpe e sostegno costante agli uomini di Mourinho, al di là dei risultati, delle classifiche e dei momenti più o meno complicati attraversati dalla squadra capitolina. Giovedì contro il Leicester, dopo l’ennesimo sold-out col Bologna di ieri sera, l’Olimpico si tingerà nuovamente di giallo e di rosso per spingere la Roma verso la qualificazione alla finale di Conference League in programma a Tirana a fine maggio.

Sono complessivamente 974.608 mila gli spettatori che – tra abbonati e biglietti singoli – hanno seguito la Roma all’Olimpico finora nelle 25 gare casalinghe, preliminare col Trabzonspor compreso. Dunque contro Vardy e compagni, sarà ampiamente sfondato il tetto di 1 milione di sostenitori, visto che sono previsti nuovamente circa 65 mila spettatori.

20.3.2022 Roma vs Lazio (Serie A) Sport; Calcio; Nella foto: Abraham lancia la maglia ai tifosi (Foto Gino Mancini)

Escludendo le due gare contro Cagliari e Lecce in Coppa Italia disputate praticamente a porte chiuse causa restrizioni covid, la media degli spettatori nelle altre 23 gare casalinghe è di circa 42 mila unità, condizionata però dalle differenti capienze modificate nel corso della stagione a seconda dell’andamento epidemiologico. Saranno 3400 i tifosi del Leicester previsti nella capitale giovedì, per quello che sarà il 13° sold-out stagionale, il 4° consecutivo con la capienza al 100%.

A livello d’incasso la famiglia Friedkin può certamente sorridere, perchè si sfioreranno i 30 milioni di euro complessivi di incasso dal botteghino in questa stagione, comunque ancora in parte inficiata dalle oscillazioni legati alla diffusione del coronavirus. A breve la società aprirà la campagna abbonamenti in vista della prossima stagione e la mirabile politica di prezzi, agevolazioni e scontistiche studiata in questa stagione, spingerà sicuramente molti tifosi ad abbonarsi. Testa al Leicester, con la carica dei 65 mila!

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Calciomercato

Roma, obiettivo Traorè ma il Napoli è in pole

Hamed Junior Traorè è uno dei gioielli del Sassuolo che nel prossimo mercato saranno messi in vetrina e probabilmente ceduto al miglior offerente. Come riferisce calciomercato.it, la Roma è interessata all’ivoriano ma in pole position per il classe 2000 c’è il Napoli di De Laurentiis che sembra essersi interessato personalmente della trattativa. La richiesta del Sassuolo si aggira intorno ai 35 milioni, tra parte fissa e parte variabile. Il contratto di Traorè scadrà il prossimo 30 giugno 2024 e non sembra intenzionato a rinnovarlo.