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Corriere dello Sport, Lempainen: “Spinazzola gioca in questa stagione. Torna come prima? Anche meglio”

Il semaforo verde clinico è un green pass tecnico. La Roma ritrova Leonardo Spinazzola. Non subito, come ha chiarito Mourinho, ma presto. Per conoscere meglio le condizioni del giocatore, Lasse Lempainen ha parlato al Corriere dello Sport. Di seguito le parole del chirurgo che lo ha operato.

Professore, come è andato il controllo?

Molto bene. Tutti i test hanno dato indicazioni positive: stabilità, resistenza, velocità. Ci tengo a questo proposito a ringraziare il lavoro svolto dallo staff della Roma. La collaborazione è stata eccellente. E non era scontato.

Scontato è chiederle: quando tornerà in campo?

Non spetta a me stabilirlo. Ma credo proprio che lo rivedrete entro la fine di questa stagione. Adesso può cominciare ad allenarsi con la squadra per trovare la migliore condizione atletica. Magari non giocherà da subito novanta minuti: normalmente si comincia per gradi, 10-15 minuti per partita.

Il quesito più importante è, però, un altro: Spinazzola tornerà come prima?

Ci siamo impegnati tanto per questo. Anzi, sono convinto che possa tornare anche meglio di prima.

In che senso?

Nel nostro percorso, che come sapete è stato lungo e accurato, abbiamo stabilito ogni elemento del corpo per prevenire altri tipi di infortunio. Ad esempio, quelli di natura muscolare. Naturalmente, resteremo in contatto con la Roma per uno scambio di informazioni costante e per seguire l’evoluzione della carriera di Leonardo.

È vero che ha un certo punto ha rischiato di doverlo operare una seconda volta?

Non mi risulta. Ma ne ho sentite tante.

Spinazzola sembra aver ritrovato ottimismo, dopo tanto buio.

Questo è determinante. Dopo un incidente così grave per un atleta, solo il giusto approccio mentale consente di recuperare al massimo. Però, non bisogna avere fretta perché la rottura del tendine d’Achille nel suo caso è stata totale, non parziale.

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Esame di maturità

Maturità. Quella che deve dimostrare di avere oggi la Roma a Genova contro la Sampdoria, come riporta Il Tempo. Per continuare a inseguire un posto in Europa, rispondendo al successo di ieri della Lazio. Per trasformare il derby dominato prima della sosta in un trampolino di lancio. Per arrivare in Norvegia – dove giovedì giocherà l’andata dei quarti di Conference League – avendo fatto il proprio dovere in campionato. Proprio i doriani nella gara d’andata hanno scoperchiato i limiti di mentalità dei giallorossi, fermandoli all’Olimpico dopo il successo di Bergamo, che ha rappresentato solo una parentesi in un periodo di prestazioni deludenti. “Qualche volta può succedere– spiega Mourinho – a una squadra che non ha la mentalità giusta e non sa cosa vuol dire giocare per vincere qualcosa. Se ce l’hai invece capisci che i punti sono sempre importanti e che gli obiettivi sfumano per questi piccoli cali di concentrazione“. La prova di oggi servirà a capire quanto il derby abbia “rilassato” le menti della Roma, con una sosta di mezzo che non ha certo aiutato a far restare il gruppo sul pezzo. La partita contro la Samp, avverte Mourinho, sarà tutt’altro che semplice: “Giochiamo in uno stadio bellissimo, con dei tifosi innamorati e contro un allenatore bravo: non è una gara da sottovalutare. Dovremo fare molto bene“.

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Abraham, è storia: Volk e Hitchens sono a un passo

La storia che Tammy Abraham potrebbe scrivere oggi a Genova contro la Sampdoria sembrerebbe una di quelle che nel calcio possono portare lontano, scrive  La Gazzetta dello Sport. C’è un centravanti inglese di 24 anni che, giunto alla Roma con addosso il peso di un cartellino importante quando manca ancora un mese e mezzo alla fine della stagione, dimostra che l’intuizione di chi ha voluto puntare su di lui è stata corretta. Anzi, di più: brillante. Motivo. Abraham ha convinto tutti facendo il suo mestiere nel miglior modo possibile, cioè segnando gol. Ed è un dato non soggettivo visto che al primo anno in giallorosso (per ora) c’è solo un calciatore che ha fatto meglio di lui. Una leggenda: Rodolfo Volk da Fiume, detto “Sciabbolone”, che aveva come motto: “Io non penso, tiro”. E lo faceva così bene da realizzare 24 reti nella sua annata di esordio nella Roma (1928-29), appena una in più rispetto a Tammy. La rincorsa del centravanti giallorosso oggi ha un altro obiettivo nel mirino, quello di essere il calciatore inglese che ha saputo segnare più gol in Serie A. Finora il primato è appannaggio di Gerry Hitchens, che nella stagione 1961-62 nell’Inter allenata da Helenio Herrera realizzò 16 reti in campionato. Anche in questo caso, appena uno in più del centravanti allenato da Mourinho.

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Rassegna stampa

Come se fosse il derby

Secondo José Mourinho, parlare sempre di Zaniolo è esagerato, “un’ossessione“. Quando scatta la domanda su Nicolò, José si alza in piedi e mostra un bigliettino, con scritto “Zaniolo, seconda domanda“. Nicolò per lui è un problema nostro, non suo o della Roma, scrive Il Messaggero. Il fatto è che succede tutto a questo ragazzo, che torna dalla Nazionale riferendo a tecnico e medici di un problema al flessore e quindi non rendendosi disponibile per la trasferta di Genova contro la Sampdoria (oggi, calcio d’inizio alle 18). Tradotto: non si allena per tre giorni, quindi non gioca. Tutto semplice, “non c’è storia“, dice Mou, ma la situazione è al limite. Nick – che deve rinnovare il contratto e sente addosso sempre più forti le sirene juventine – non è dell’umore giusto, mentre la Roma ha trovato il suo equilibrio senza di lui. Altra traduzione: non avrebbe giocato comunque a Genova (almeno dall’inizio) e infatti Mou sceglie di lasciarlo a Roma, assecondando i suoi malanni e gli sbalzi di umore. Zaniolo è un patrimonio, se non gioca si svaluta. La situazione è abbastanza chiara: Zaniolo in questo momento non è indispensabile e lui ne soffre, contro la Sampdoria a Marassi rivedremo la formazione che ha demolito la Lazio. Ma rivedremo la stessa Roma, la stessa intensità, uguale concentrazione? Tutto questo al di là di Zaniolo, che nel derby non c’era. La speranza dello Special, come detto, è di rivedere oggi la stessa Roma che ha battuto la Lazio. Perché da qui alla fine serve il meglio per arrivare più avanti possibile. “Quinti o ottavi è drammaticamente differente”, specifica il tecnico giallorosso. La prova di Marassi è interessante anche per capire a che punto sia il grado di maturità della Roma, che in passato, dopo grandi prestazioni (vedi Bergamo), è caduta senza mai trovare continuità. E forse con questo si spiega la classifica non all’altezza della fama di Mourinho.

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Rassegna stampa

La Repubblica: Mou e il caso Zaniolo: “È lui il primo a dirsi non disponibile”

“Siete ossessionati da Zaniolo, che è andato una volta in panchina con la Lazio, poi in Nazionale: quello che è successo lì per me non è da commentare. Non c’è storia, se volete sapere di più, chiamate Nicolò o il suo entourage, che spero dicano la verità“. José Mourinhonon le manda a dire e prova a smontare, a modo suo, l’esistenza di un “caso” Zaniolo, per quanto riguarda il suo utilizzo, scrive Andrea Di Carlo su La REpubblica. “Non si è mai allenato da giovedì a oggi, è lui il primo a dire che non è disponibile. Non voglio dire altro, non c’è storia“, il pensiero dello Special One in conferenza stampa. Mourinho ha un suo personale tabù legato al Marassi blucerchiato: infatti il tecnico portoghese, nei sette precedenti contro la Samp, ha vinto solo 2 volte (entrambe a San Siro) mentre sul manto erboso del Luigi Ferraris sono arrivate poche gioie. Due le sconfitte e un pari, per uno score davvero poco “Special”.

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APPROFONDIMENTI

Roma, Spinazzola tornerà ad allenarsi in gruppo. Mou però non ha fretta: “Leo sta bene, ma ci vuole cautela” (VIDEO)

La buona notizia che emerge dalla conferenza stampa, dopo il viaggio di Spinazzola in Finlandia, è l’ulteriore conferma che il terzino giallorosso dopo nove mesi di stop è pronto a scaldare i motori. Ad annunciarlo è direttamente Mourinho: “Spinazzola sta bene, è super felice e questo è l’aspetto più importante. Tornerà a lavorare con noi gradualmente”. 

Dopo la tre giorni in Finlandia, il sorriso e le rassicurazioni espresse da Spinazzola a Fiumicino ieri sera erano già un’indicazione chiara. Il nuovo capitolo per Spina è il graduale ritorno al lavoro con il gruppo, in quattro parole: sentirsi nuovamente un calciatore.

“Non c’è una data certa per il ritorno in campo”

Lo Special One però ha giustamente sottolineato che ad oggi è impossibile fare previsioni sulla data certa del ritorno in campo di un calciatore fermo da inizio luglio scorso: “La cosa più importante è che Leo stia bene e sia felice. Non possiamo stabilire oggi se rientrerà la prossima partita o l’ultima di questa stagione, ci vuole serenità”.

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Interviste

Mourinho: “Zaniolo e Veretout indisponibili per la Samp. Nessun problema con Nicolò”

Le parole di Josè Mourinho in sala stampa alla vigilia di Sampdoria-Roma:

Sono tutti a disposizione per la Samp? Zaniolo e Spinazzola?
“Spinazzola le notizie sono positive, però che voi stiate cercando di avere per forza un esordio o un momento sicuro del suo ritorno e questo è impossibile. Sono troppi mesi che non si allena con la squadra, inizierà progressivamente a lavorare con la squadra, siamo tutti contenti, il giocatore, il dipartimento medico, ma ci vuole serenità. Non possiamo dire quando sicuramente tornerà, se la prossima settimana o l’ultima partita. Il giocatore è super felice, è tutto positivo e questo è il più importante. Zaniolo è infortunato, è arrivato infortunato dalla Nazionale, con un problema ai flessori, non si è allenato giovedì, ieri e oggi e non è disponibile per domani. Gli altri nessun problema, Mancini è stato gestito, lunedì non era al top ma giovedì si è allenato con la squadra. Vina e Felix che sono tornati ieri stanno bene”

Veretout?
“Non si è allenato con la squadra neanche oggi e non bisogna dire quello che non posso dire, ma non è disponibile per domani”

Zaniolo come sta vivendo questa fase?
“Mi ero preparato che fosse la seconda domanda questa, me l’ero scritto (Ride ndr). Parlo solo di quello che succede qui, per principio non parlo della Nazionale. Ovviamente mi dispiace tanto che l’Italia non sia qualificata al Mondiale, ovviamente se ci fosse stata una finale col Portogallo non avrei nascosto la mia preferenza ovvia per il Portogallo, ma per una persona che lavora qui, che rispetta il nostro campionato, mi dispiace tanto. Su Zaniolo unica cosa che posso dire è che ci sono tanti giocatori che vanno in panchina ogni tanto, una partita, ed è una cosa normale, naturale. Non vedo questo tipo di domanda con altri club o altri allenatori. Zaniolo è andato in panchina nel derby, abbiamo adottato una strategia diversa con un obiettivo di vincere la partita, lo abbiamo fatto. Non c’è storia. Dopo va in Nazionale, quello che è successo lì non lo commento. E’ arrivato qui il giovedì mattina con un problema ai flessori, non posso commentare quello che succede lì ne controllarlo. Non si è allenato in questi tre giorni, mi ha detto che non è disponibile e non c’è altra storia. Non voglio rispondere più a niente su Zaniolo. Non vi vedo chiedere ad Allegri perchè non gioca Bernardeschi o Peppino, o a Inzaghi perchè non gioca Edin. Qui c’è un’ossessione per la situazione di Zaniolo. Se vuoi sapere qualcosa di più chiama Nicolò o il suo entourage”

In questi giorni si è fatto un processo all’Italia per la mancata qualificazione ai Mondiali. Abbiamo squadre fuori dalla Champions e quasi tutte dall’Europa League. Ha una sua spiegazione del nostro calo?
“Ho la mia opinione, basata sulla mia esperienza in Italia in due periodi diversi, basata sul fatto che ho lavorato in Spagna e Inghilterra, ma non voglio condividerla, perchè non sarebbe etica. Se qualcuno che ha la responsabilità o potere istituzionale mi chiede un’opinione privata, lo farò con piacere. Ho lavorato qui 3 anni e mi sento molto bene, se c’è un’opinione che in privato posso condividere sono a disposizione, ma alimentare un giudizio pubblico non lo farò”

La preoccupa il fatto che la Roma ha pareggiato sempre dopo grandi vittorie?
“Qualche volta il pareggio non è un disastro, a volte è un risultato che arriva contro avversari che giocano per ‘rubare’ punti. Qualche volta invece può succedere ad una squadra che non ha ancora una mentalità e sapere come si gioca per vincere sempre, di perdere punti. Quando capisci invece che giocare sempre per vincere, senza avere cali di concentrazione sposta nel centrare o meno un obiettivo. Ieri ne abbiamo parlato di questa situazione, nel senso che l’unico derby che mi interessa è quello della prossima stagione, quello vinto ora non mi interessa più, sono tre punti che stanno lì. Ora dobbiamo pensare alla Samp, ad un allenatore bravo come Giampaolo, ad una tifoseria innamorata e uno stadio bellissimo dove andremo a giocare, ad una squadra che ha bisogno di vincere per stare tranquilla, alle insidie che troveremo e non possiamo andare sotto il nostro livello, dobbiamo giocare veramente bene per vincere”

Questo assetto diverso con due giocatori dietro Abraham può diventare una cosa definitiva? La difesa a tre è una strada anche per il futuro?
“Dopo averti sentito in radio mi aspettavo una domanda più super violenta, in radio sei molto aggressivo, ora mi fai una domanda soft. Giocare a tre ha dato affidabilità alla squadra, con El Shaarawy o Zalewski abbiamo un quinto e non un terzino, giocare a tre ci ha dato stabilità che mancava da tempo. Domani proseguiremo così, nella prossima stagione non lo so perchè dipende da tante cose. Abbiamo già giocato con due dietro Tammy, c’è una dinamica che dipende dalla situazione e dalle caratteristiche dell’avversario. Nel Derby era ideale farlo, abbiamo analizzato bene la Lazio e abbiamo deciso di giocare con Sergio e Bryan in posizione più di controllo di Milinkovic e Luis Alberto, con Miki in quella posizione. Ma lì abbiamo diverse soluzioni anche Felix, Shomu e lo stesso Zaniolo”

Quanto è importante giocare e lottare per il quinto posto viste le tante indagini che riguardano le squadre sopra di voi?
“Non è la mia mentalità, non cambia il modo di allenare, i giocatori sanno che possiamo finire dal quinto all’ottavo posto, e la differenza è drammatica, quinti significa Europa League, ottavi niente. Per questo dobbiamo cercare di fare più punti possibili e cercare la miglior classifica possibile”

 In una classifica virtuale sareste terzi, quella degli expected goal, sono numeri che aumentano rimpianti?
“E’ una classifica virtuale, purtroppo. Però questi dati che oggi esistono nel calcio si possono interpretare e possono aiutarti a pensare. Sappiamo che la Roma è una squadra offensiva, che crea, che avrebbe potuto fare risultati diversi ma è tutto virtuale. Il calcio è uno sport pratico, che segna di più o vince le partite fa risultati. Noi cerchiamo di giocare bene, a volte capita di farlo altre volte no, abbiamo bisogno di continuità, ora arriviamo da nove partite senza sconfitte, ma potevamo avere punti in più. Però tranquilli, c’è tanto da fare e da lavorare”

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Infermeria

Samp-Roma, Zaniolo out

Nicolò Zaniolo salterà la sfida di Marassi contro la Sampdoria in programma domani pomeriggio. Il numero 22 giallorosso non ha smaltito il fastidio muscolare accusato ieri in allenamento. Si punta il recupero per la trasferta in Norvegia di giovedì prossimo.

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Pellegrini e Zaniolo: riscatto per uno

Lorenzo Pellegrini è pronto per il riscatto, Zaniolodovrà aspettare. E ora ha riferito pure di un problema muscolare che lo tiene lontano dalla Sampdoria (oggi si decide se farà parte della spedizione per Genova, in ogni caso si prospetta un altro turno in panchina).Lorenzo e Nicolò, destini uguali in azzurro, opposti in giallorosso. Uno con Mou ha il posto fisso, l’altro lo ha perso e dovrà riconquistarlo. Capita, scrive Il Messaggero. Diciamo che il rapporto Pellegrini-Nazionale non è proprio fortunato: contro la Macedonia, Lorenzo è entrato in campo nei minuti finali e ha avuto pure la palla della vittoria, mentre contro la Turchia è rimasto in panchina, a quanto pare, decisione concordata con il ct, che voleva vedere all’opera altri elementi. Con la Turchia, Zaniolo invece è stato in campo 45 minuti, senza lasciare traccia, incassando pure il rimprovero del ct con quel “deve imparare a giocare con i compagni“. Nel 2026, se l’Italia finalmente tornerà a prender parte a una competizione mondiale, Lorenzo avrà trent’anni, sarà forse la sua ultima occasione, mentre Zaniolo avrà anche il tempo per bissare. Pellegrini sa che la maglia della Roma potrà rigenerarlo, mentre Zaniolo in questo momento ha bisogno di ritrovare il passo e la fiducia piena di Mourinho, che ora ha trovato un equilibrio tattico senza di lui. Mou ha messo in mano le chiavi della squadra a Lorenzo, da subito, da quando a inizio stagione disse se ho tre Pellegrini, li faccio giocare tutti e tre titolari. L’annata del 7 è stata ricca di soddisfazioni, specie all’ inizio, quando nelle prime dieci partite di campionato ha messo a segno cinque gol e due assist, più le due reti contro il Cska in Conference e quella al Trabzonspor. E Zaniolo? È fermo ai due gol in campionato e ai due tra Conference e Coppa Italia. Brucia il derby saltato e la Samp non sembra la sua occasione per la rivincita, ci sarà modo di rivederlo tra le due col Bodo e Salernitana (110 mila spettatori nelle partite dell’Olimpico). L’obiettivo è lo stesso: chiudere la stagione in bellezza. 

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Il Tempo: Zaniolo, un altro intoppo

Prosegue il periodo no di Nicolò Zaniolo, che rischia di saltare anche la gara contro la Sampdoria in programma domani alle 18 a Marassi. Ieri il numero 22 ha riferito di aver avvertito un lieve problema muscolare accusato durante l’allenamento: il giocatore non è stato sottoposto ad esami ma Mourinho deciderà se convocarlo soltanto dopo la rifinitura fissata alle 12.

Un imprevisto che potrebbe far perdere al classe ’99 la seconda gara consecutiva in campionato, dopo aver assistito alla vittoria del derby dalla panchina. Probabilmente Zaniolo non sarebbe partito comunque titolare – il tecnico è intenzionato a riproporre la squadra che ha battuto la Lazio – ma il rischio di non poter aiutare i compagni di squadra in un altro match delicato non è certamente la prospettiva ideale, soprattutto dopo l’ultima prestazione disputata in azzurro.

Al termine della partita con la Turchia infatti sono arrivate le critiche di Roberto Mancini, che dopo averlo mandato in tribuna contro la Macedonia del Nord ha bacchettato il ventiduenne: “Deve imparare a giocare con i compagni“.

Oggi lo Special One prenderà una decisione in base alle sensazioni del calciatore e parare dello staff medico: se Zaniolo dovesse continuare ad accusare fastidio verrà tenuto a riposo i vista del quarto di finale d’andata di Conference League di giovedì prossimo in casa del Bodo Glimt.