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Nuovi sponsor, la rivoluzione dei Friedkin: Adidas e Toyota in pole

Winterling, Barror, Colette, Danovaro, Calvo, Brambilla, Norris, Van den Doel, Salvione, Wandell. Non è un’improbabile formazione senza portiere. Sono i nomi dei professionisti che negli ultimi dieci anni si sono alternati (qualcuno c’è ancora) alla divisione commerciale della Roma. In pratica uno all’anno. Uno sproposito. Che certifica come la Roma abbia un problema di reperimento di sponsor, almeno alle cifre che a viale Tolstoj considerano congrue per un brand come quello con la Lupa.

E come scrive la Repubblica la voce sponsor è quella che con l’eventuale qualificazione in Champions e, quando ci sarà, lo stadio, può garantire un salto in alto per il fatturato. In attesa dello stadio che la società spera di inaugurare nell’anno del centenario e auspicando che a fine stagione si possa brindare alla Champions, i Friedkin lavorano alla voce sponsor, consapevoli che sia il settore che a breve termine, oltre alla biglietteria, possa portare a un’impennata del fatturato.

Di fatto c’è in corso una mezza rivoluzione. Da qualche settimana è ricomparso il back sponsor che poi è roba di famiglia visto che è Auberge Resort cioè la società dei texani che si occupa di turismo a cinque stelle. Digitabils ha un altro anno di contratto ma già si parla del possibile arrivo di Toyota.

A fine stagione New Balance (la Roma ha appena vinto una causa con il marchio di Boston) lascerà spazio ad Adidas che veste la Juve a cui garantisce 50 milioni a stagione. Sarà un accordo pluriennale, ma a una cifra che i sussurri indicano in 5 milioni a stagione. È qui, in questa differenza, che sta il punto. E su questo stanno lavorando i Friedkin, incapaci di comprendere come un brand come Roma non attiri sponsor e fatturato. Pare che abbiano trovato una parziale risposta. Ovvero vincere. Il resto sarebbe solo una naturale conseguenza.

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La Toyota comincia dalle maglie. Poi darà il nome al nuovo stadio

La Toyota sulle maglie era nell’aria fin da primo giorno in cui Dan Friedkin prese la Roma essendo lui il più grande distributore di veicoli Toyota negli USA. Il debutto è previsto il 22 agosto per la prima squadra e per le altre categorie . In attesa di Adidas, Toyota sostituisce Hyundai. Come scrive il Corriere dello Sport, nel dettaglio Toyota Italia metterà a disposizione della società una flotta di auto elettrificate che va dal il noleggio al car sharing, dal car pooling alla piattaforma “Kinto Go”, l’app per pianificare gli spostamenti (trasporto pubblico, treno, micro-mobilità, parcheggi).

Anche se l’intesa ramificata in un contratto triennale ha l’impressione di essere solo il primo passo di un rapporto destinato a diventare molto più intenso e solido. Intanto, per il rapporto che lega Dan Friedkin ad Akio Toyota e poi perché il progetto stadio potrebbe essere la destinazione finale di un percorso logico che non è escluso porti Toyota a dare il nome del nuovo impianto della Roma, che dovrebbe sorgere a Pietralata. 

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Friedkin porta anche la Toyota: sarà lo sponsor delle maglie d’allenamento

Arriva lo sponsor che nella Roma dei Friedkin non poteva mancare. Il club giallorosso è pronto ad annunciare l’accordo con Toyota, la casa automobilistica giapponese di cui l’imprenditore texano è distributore in esclusiva in cinque stati americani.

Come riferisce ilTempo.it, il contratto avrà durata di due anni, con opzione di rinnovo per una terza stagione. Toyota sponsorizzerà il training kit di tutte le squadre della Roma, comprese la femminile e le giovanili e il suo marchio verrà quindi stampato sulle divise di allenamento. L’ultima azienda che aveva “riempito” quello spazio era stata la società di scommesse BetWay.

Toyota diventa anche il nuovo fornitore di auto per la Roma dopo la scadenza dell’accordo con Hyundai, che sponsorizzava il retro delle magliette di gioco fino alla scorsa stagione, oltre a fornire i veicoli alla società.

Particolarmente soddisfatti del nuovo accordo sono proprio i Friedkin, che hanno dialogato negli ultimi mesi con Toyota per favorire questo “matrimonio” con la Roma. Il risultato non era affatto scontato, in un momento particolarmente delicato per il mercato dell’automotive e per le aziende in generale.