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Da Roma-Napoli alla gara del Maradona, metamorfosi giallorossa: pressing e coraggio le chiavi del cambiamento

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – La Roma perde 2-1 al Maradona ma esce a testa alta. I giallorossi, infatti, hanno disputato un’ottima gara corredata da pressing, intensità e coraggio. Le conferme arrivano dalle parole di Josè Mourinho: ”Abbiamo giocato bene, pressando altissimo, difendendo molto bene. Questa è una di quelle partite perse ma da cui esci con maggiore fiducia”.

La Roma, infatti, ha dimostrato di continuare il percorso di crescita intrapreso nel 2023 e, nonostante la sconfitta, ha superato il test di maturità. I giallorossi hanno risposto colpo su colpo alla squadra di Luciano Spalletti e la distanza di 16 punti non si è vista. Rispetto alla gara di andata, disputata solo 9 giornate fa, i giallorossi hanno aggredito gli azzurri e grazie al contributo degli esterni hanno messo in difficoltà la difesa partenopea. La rete del pareggio, infatti, è stata confezionata dai quinti: cross di Zalewski e gol di El Shaarawy (1° volta in stagione).

Da Roma-Napoli alla gara del Maradona: il cambiamento giallorosso testimoniato dai numeri

Roma-Napoli, posizioni medie possesso palla proprio (1° tempo)
Roma-Napoli, posizioni medie possesso palla proprio (2° tempo)

La Roma solo 9 giornate fa usciva ridimensionata dalla gara persa alla stadio Olimpico contro il Napoli. I giallorossi, infatti, non riuscirono a effettuare neanche un tiro in porta e raramente superarono la metà campo. Dopo 9 gare la squadra di Mourinho, invece, grazie ad un atteggiamento propositivo ha messo in difficoltà i partenopei e avrebbe meritato di uscire con dei punti dal Maradona.

La metamorfosi rispetto alla gara di andata è legata soprattutto alla posizione degli esterni: infatti, durante la partita dell’Olimpico Karsdorp e Spinazzola non accompagnavano la manovra offensiva e raramente andavano in pressing sui terzini del Napoli. Ieri sera, invece, i quinti della Roma sono andati al tiro in 3 occasioni (Spinazzola, Zalewski e El Shaarawy) e per la prima volta in stagione hanno confezionato un gol.

Napoli-Roma, posizioni medie possesso palla proprio (1° tempo)
Napoli-Roma, posizioni medie possesso palla proprio (2° tempo)

La metamorfosi della Roma rispetto alla gara di andata è testimoniata anche da altri numeri: il 49% del possesso palla dei giallorossi è stato sviluppato nella metà campo avversaria mentre all’andata solo il 23%. Ieri sera la squadra di Mourinho ha effettuato 163 passaggi in avanti (all’Olimpico 63) e 67 sulla trequarti avversaria (all’andata solo 26). La Roma ha dimostrato di avere più consapevolezza, coraggio, determinazione e grazie ad un atteggiamento propositivo ha dimostrato di potersela giocare con chiunque. Un’ottima base da cui ripartire con maggior fiducia e consapevolezza. Parola di Mou.

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Il duplice valore dei ‘bambini’ della Roma: Felix e Zalewski, i due volti della stessa medaglia

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – Mourinho e la Roma sorridono. A procurare tutto ciò è stato uno dei ‘bambini’ dello Special One: Felix Afena-Gyan. Il classe 2003, infatti, grazie al gol del 2-2 e alla rete decisiva durante la lotteria dei rigori, ha eliminato il Napoli dalla Coppa Italia. Sospiro di sollievo da Trigoria. I giallorossi, infatti, eviteranno ai quarti di finale la squadra di Spalletti e affronteranno la Cremonese di Ballardini.

La società giallorossa con la cessione di Felix ha incassato 6 milioni e ha la possibilità di ricavare molto di più: 3 milioni di bonus e 10% sulla futura rivendita. Una boccata di ossigeno per le casse della Roma. I giallorossi, soprattutto dall’arrivo di Mourinho, stanno valorizzando il proprio settore giovanile: Zalewski, Bove, Tahirovic, Volpato e Felix. Un patrimonio che la Roma dovrà saper gestire nel migliore dei modi.

Felix e Zalewski, i due volti della stessa medaglia: fare cassa o rinforzare la squadra

21.11.2021 Genoa vs Roma (Serie A) Sport; Calcio; Nella foto: Felix esulta (Foto Gino Mancini)

Chi rappresenta la Roma, da Pinto a Mourinho, a più riprese ha sottolineato un aggettivo che caratterizza il progetto dei Friedkin: sostenibile. Il tecnico portoghese dopo Roma-Fiorentina ha ribadito tale concetto: ”Si parla di calcio sostenibile, che è una grande bugia per il 90% dei club. Se fai giocare i giovani della Primavera con stipendi bassi parli di calcio sostenibile. Magari gli altri club non fanno giocare i giovani perché non hanno necessità, ma a me fa molto piacere

Felix e Zalewski rappresentano i due volti della valorizzazione del settore giovanile. L’ex attaccante delle Roma, infatti, è l’incarnazione del percorso di crescita di calciatori che nonostante i miglioramenti dimostrano di avere dei limiti che non gli consentono di continuare la propria carriera nella Capitale ma che permettono comunque alla società di incassare soldi importanti con cui fare mercato e rinforzarsi.

5.3.2022 Roma vs Atalanta (Serie A) Sport; Calcio; Nella foto: Zalewski (Foto Gino Mancini)

Zalewski, invece, rappresenta il prototipo di calciatore giovane che dimostra progressivamente di migliorare sino ad imporsi con continuità a suon di prestazioni e diventare un valore aggiunto per la squadra.

La Roma in questo momento ha altri ‘bambini’ in rampa di lancio: Bove, Tahirovic e Volpato. La società giallorossa dovrà essere brava a valutare le potenzialità dei rispettivi calciatori e fare una selezione tra coloro che possono rappresentare un valore importante, anche a breve termine, e chi invece, nonostante i miglioramenti, dimostra di avere svariati limiti che gli impediscono di migliorare la squadra.

Mourinho e tutti coloro che seguono i bambini giallorossi dovranno esaminare con cura tutti gli aspetti che ne fanno dei calciatori e capire se possono costituire un valore aggiunto per le casse della società o per la squadra giallorossa. Una cosa è certa: il settore giovanile della Roma è un patrimonio da custodire con cura.

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Roma, il settore giovanile è un patrimonio da custodire: evitare spese folli e valorizzare le risorse interne

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – La Roma farà mercato attingendo al patrimonio del proprio settore giovanile. I giallorossi, infatti, potranno effettuare degli acquisti solo se riusciranno a ricavare qualcosa dai calciatori in uscita. Tiago Pinto è stato chiaro:Ogni movimento in entrata sarà sempre dipendente dal movimento in uscita. Col prestito risparmi l’ingaggio ma non basta per prevedere entrate. Sarà così anche a gennaio. Chi parte lo farà in via definitiva”.

Il General Manager giallorosso proverà a racimolare dei soldi per fare mercato attraverso le cessioni di Karsdorp e Shomurodov ma non sarà semplice. Ed ecco che arriva in soccorso il settore giovanile: Mou ha promosso Tahirovic (2003) e sta valutando l’attaccante polacco Jordan Majchrzak (2004).

Valorizzare i propri giovani ed evitare gli errori del passato: da Volpato e Bove a Bianda e Coric

La Roma, dati anche i vincoli frutto del FPF, sta promuovendo costantemente in prima squadra i calciatori del proprio vivaio. Aspetto che inorgoglisce Tiago Pinto: ”Quando sono arrivato, dal settore giovanile avevamo solo Calafiori in prima squadra e giocava poco. Oggi sono sei: Zalewski, Bove, Volpato, Tahirovic, Boer, e Darboe”. La strategia di valorizzare il proprio vivaio sta portando i suoi frutti: Felix, in estate, è stato ceduto alla Cremonese a 6 milioni + 3 di bonus e il 10% sulla futura rivendita. Una boccata di ossigeno per fare mercato.

Pinto ha fatto capire come i giovani giallorossi, data la loro qualità, abbiano un valore elevato: ”Bove e Volpato non sono più “giovani della Primavera”, ma realtà importanti con un valore di mercato alto. Ci sono club, non solo italiani, interessati a loro, ma contiamo di farli crescere qui”. Considerando i vincoli stringenti che limiteranno il mercato anche nei prossimi anni, valorizzare i propri giovani sarà di vitale importanza. Questa strategia potrebbe essere propedeutica anche ad evitare gli errori del passato. La società giallorossa, infatti, troppo spesso ha cercato profili giovani altrove quando in ‘casa’ aveva risorse migliori a costo zero. Basti pensare agli oltre 81 milioni spesi tra: Bianda (6), Coric (6), Diawara (21), Carles Perez (12), Kumbulla (29,5) e Reynolds (6,85). Investimenti che non hanno portato nulla alla Roma se non aumentare le spese.

Lavorare intelligentemente sullo scouting e valorizzare il proprio settore giovanile, se fatto bene, non è sinonimo di ridimensionamento ma di progetto sostenibile. Zalewski è l’esempio lampante di come a volte sia inutile cercare calciatori all’estero quando basta dare spazio ai propri giovani. Risorse interne che hanno un duplice beneficio: migliorare la squadra e aiutare la società a fare mercato.

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Zalewski deve ritrovare il coraggio perduto: il polacco tenta quasi la metà dei dribbling rispetto alla scorsa stagione

IL PERSONAGGIO (di Nicolas Terriaca) – Zalewski ha voglia di tornare protagonista con la maglia della Roma. L’esterno polacco, infatti, ha rinunciato alle ferie a cui avrebbe avuto diritto dopo il Mondiale e domani partirà in Algarve con la squadra giallorossa. Il classe 2002 ha disputato una Coppa del Mondo anonima: 64 minuti senza incidere e solo una gara giocata dal primo minuto. Zalewski, quindi, ha voglia di tornare a sorprendere e ha risposto presente alla chiamata di Mou.

Zalewski e il coraggio da ritrovare per tornare protagonista

Conference League : Roma vs Bodo

Zalewski, la scorsa stagione, ha sorpreso Mourinho e i tifosi della Roma per il coraggio messo in campo. L’esterno polacco, dopo Roma-Verona del 19 febbraio, si è impadronito della fascia sinistra grazie alla sfacciataggine con la quale rendeva semplici giocate complicate. Il classe 2002 non si limitava al passaggio orizzontale ma puntava costantemente l’avversario saltandolo una volta su due e creando così la superiorità numerica di cui beneficiava la manovra offensiva della Roma. Gli assist disegnati in Conference League sono lo specchio di quello che sa fare il polacco con il pallone. Contro il Bodo Glimt ne beneficiò Zaniolo mentre nella semifinale di andata contro il Leicester fu Pellegrini a sfruttare la pennellata straordinaria di Zalewski.

Il classe 2002, però, in questa stagione si è spento e ha perso il coraggio che lo ha contraddistinto lo scorso anno. Dati alla mano, il numero 59 giallorosso, infatti, in Serie A, tenta quasi la metà dei dribbling rispetto al campionato precedente: si è passati da 1 ogni 25 minuti ad 1 ogni 46′. L’efficacia nel saltare l’avversario è sempre la stessa: 54% di dribbling riusciti mentre lo scorso anno la percentuale era ferma al 50%. Quello che sta mancando a Zalewski, quindi, è il coraggio che gli ha permesso di diventare il padrone della fascia sinistra.

Zalewski sara il sostituto di Karsdorp?

27.2.2022 Spezia vs Roma (Serie A) Sport; Calcio; Nella foto: Zalewski (Foto Gino Mancini)

Mourinho, se dovesse continuare a giocare con i quinti, potrebbe affidare al classe 2002 un altro compito: diventare il protagonista sulla catena di destra. Karsdorp, infatti, non verrà preso in considerazione dal tecnico portoghese, per cui, come ha già fatto durante questo campionato, c’è la forte possibilità che Mou possa affidare la fascia destra al polacco. Il numero 64 ha dimostrato di saper ricoprire questo ruolo ma per aiutare la manovra offensiva della Roma sarà importante un’interpretazione coraggiosa che possa soccorrere i giallorossi a eliminare la sterilità delle azioni d’attacco.

Zalewski vuole cancellare lo 0 dalla casella dei gol effettuati con la maglia giallorossa e nel 2023 il classe 2002 avrà la possibilità di tornare sotto la luce dei riflettori grazie alle giocate qualitative che lo hanno contraddistinto e gli hanno permesso di giocare i Mondiali in Qatar. Mou gli dà fiducia, ora sta al polacco ripagarla.

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Interviste

Zalewski: ”Mourinho mi ha fatto scoprire un ruolo che non pensavo avrei mai potuto fare. Giocare nella Roma è un sogno da custodire”

Nicola Zalewski con Josè Mourinho si è guadagnato la titolarità. Grazie alle prestazioni convincenti con la maglia della Roma, il classe 2002 disputerà i Mondiali con la Polonia. Di seguito le parole del numero 59 giallorosso a DAZN: ”

Torniamo indietro di un anno e mezzo, quanto è cambiato il tuo mondo?
“È cambiato tanto, è cambiata la mia vita in un anno e mezzo. È una cosa su cui ho lavorato fin da piccolo, sono contento di essere arrivato a questo punto ma so che è solo l’inizio”

Cosa hai provato dopo la prima convocazione in Nazionale?
“Ero molto emozionato. Era a settembre dell’anno scorso, ero appena entrato in Prima Squadra in pianta stabile. È stata una convocazione inaspettata, non me lo aspettavo perché avevo solo 19 anni. Mi ha aiutato molto Piotr Zielinski, adesso siamo grandi amici. Mi sono sentito molto protetto dai giocatori polacchi che giocano in Serie A, mi hanno aiutato. Non mi aspettavo a 20 anni di poter giocare un Mondiale, è stato un obiettivo e un sogno. Come lo è per me, lo è per ogni calciatore”

Cosa hai provato durante la conferenza dell’allenatore?
“C’era un po’ di ansia, l’ho vista con tutta la famiglia. Siamo stati contenti della decisione del Mister”

Cosa provi rivedendo questa foto (foto di Galles-Polonia 0-1, ndr)?
“Abbiamo vinto 1-0 da loro. Avere una foto con Lewandowski, che è uno dei mio idoli e uno dei più forti del calcio polacco è molto bello. Spero di fargli qualche assist”

Cosa ha di speciale Lewandowski?
“Si comporta con tutti allo stesso modo, non c’è niente di speciale verso altre persone. Anche con me nell’ultimo raduno, mi ha dato dei consigli dopo l’ultima partita”

Quanto è stato importante Mourinho per il tuo arrivo in Nazionale? Ti ha cambiato ruolo.
“Mi ha cambiato molto, lo devo ringraziare perché ha fatto scoprire anche a me un ruolo che non pensavo avrei mai potuto fare. Sono molto contento, ma c’è molta strada da fare”

Cosa ti ha detto prima di farti giocare la prima volta?
“Mi ha detto di fare quello che so fare. Di prendere palla, puntare l’avversario e metterlo in difficoltà. È un privilegio e un orgoglio essere allenato da un tecnico e una persona così. Il suo rapporto con i calciatori a livello umano è molto buono”

Con te che rapporto ha?
“Buonissimo. Un rapporto normale tra giocatore a allenatore. Mi ha aiutato tanto anche in momenti difficili della mia vita, lo devo ringraziare”

Quanto è importante per un giovane avere un allenatore come Mourinho?
“Molto importante. Noi ci sentiamo molto protetti da lui, ma non solo noi giovani. Tutta la squadra e tutto lo staff sanno che possono contare su un allenatore così”

Sembri essere un predestinato, in ogni tuo esordio hai lasciato il segno.
“Questa parola predestinato non è che mi piace più di tanto, perché sembra come se dovesse succedere per forza. Io sono convinto che tutto quello che ho fatto è grazie al mio lavoro, grazie a chi mi è stato accanto, ai miei allenatori e ai miei compagni. Questa parola predestinato non mi va giù”

Qual è il sogno di un ragazzo che entra per la prima volta a Trigoria?
“Diventare un giocatore della Prima squadra. Questo sogno si è avverato, ma ora lo devo custodire con tutto me stesso”

Hai mai pensato di non farcela?
“Sì, ci sono stati dei momenti. Anni in cui non giocavo o giocavo meno, i pensieri non erano positivi. Le persone che avevo vicino mi hanno aiutato a non mollare”

Quanto è stata importante la tua famiglia?
“La famiglia è sempre importante. Mi sono stati vicini quando giocavo meno. Se sono qui adesso lo devo a loro”

Tua sorella quanto è orgogliosa e gelosa di te?
“Abbastanza. Ne potrei raccontare duemila. Sono convinto che sia orgogliosa di me, non solo sui social”

Sei l’idolo di Poli (il Comune vicino Tivoli dove è nato, ndr)
“Sono molto fiero delle mie origini, è un piccolo paesino di tremila abitanti. Ho tutti gli amici lì, sono molto contento di essere cresciuto lì. Ora vivo a Roma ma quando posso torno”

I tuoi amici sono più romanisti o laziali?
“Purtroppo sono prevalentemente laziali a Poli. Però tutti tifano per me”

Viene mostrato un videomessaggio di Bruno Conti: “Ciao Nico, ti volevo salutare e fare i complimenti per il giocatore che sei ma soprattutto perché sei un ragazzo d’oro. Complimenti anche alla tua splendida famiglia. Un grande abbraccio, daje”. Quanto è stato importante per te?
“Grande Bruno…per me è stato importantissimo, mi ha preso sotto la sua ala e mi ha protetto”

Bruno Conti ti ha voluto portare a Trigoria e aveva capito potessi diventare un giocatore importante?
“Eh penso di sì. Ci sono tanti giocatori forti che entrano alla Roma ma che poi per vari motivi non vanno avanti. L’umiltà sicuramente è la prima cosa, io penso di essere andato avanti anche per questo motivo”

Ti ricordi questa foto (foto di Zalewski da bambino con Francesco Totti, ndr)?
“Sì sì me la ricordo. Ero molto piccolo, appena passava un giocatore della prima squadra restavamo tutti a bocca aperta e gli chiedevamo qualche foto. Io ho avuto la fortuna di incontrare il Capitano, mi tremava la mano mentre facevo la foto”

Cosa è Totti per un tifoso della Roma?
“È difficile da spiegare. È una cosa che senti dentro. Se non sei di Roma non puoi capirlo del tutto, come Maradona per il Napoli. È una cosa inspiegabile”

Zalewski è stato il primo 10 con il nome scritto in Primavera, cosa hai provato:
“Il 10 a Trigoria ha un sapore speciale, indossarlo è stato un sogno, una cosa fantastica”

La vittoria della Conference?
“È stata una gioia per tutti. Per noi cresciuti nel settore giovanile è stata forse una gioia doppia, vincere un trofeo internazionale al primo anno tra i professionisti è incredibile”

Come hai vissuto il giorno della finale e la vigilia?
“Ti dico la verità, è stata una giornata non dico tranquilla ma quasi. Io vivo la partita da quando arrivo nello spogliatoio, durante la giornata è difficile che mi faccio prendere dalle emozioni”

Ti sei tatuato anche tu la Conference?
“Sì sì, ce l’ho sul fianco”

Hai vinto il Golden Boy Web, quanto ti ha inorgoglito?
“Certo, sicuramente grazie a questo ho capito che qualcosa di buono è stato fatto. Sono molto contento. Devo ringraziare tutti i tifosi che mi hanno votato”

Ti senti un Golden Boy?
“So che ho fatto abbastanza bene, ma devo confermare quanto fatto di bene l’anno scorso”

Cosa ha di speciale questo settore giovanile?
“Le persone, tutte le persone che sono dietro le quinte. C’è un lavoro molto dettagliato, che ti porta a una crescita esponenziale e questo ti aiuta quando arrivi in Prima squadra”

Perché non si parla mai dei giovani che giocano in Italia?
“Magari perché ce ne sono pochi. Si ha paura a dare spazio a un giovane perché c’è una partita importante. Ci sono mille motivi. Mourinho ha fatto vedere che questa paura non c’è a Roma, ha fatto esordire tanti giovani e continuerà a farlo”

C’è qualche giovane a livello europeo che ti piace?
“Ce ne sono tanti. Gavi, Pedri, Bellingham, Vinicius, Rodrygo hanno più o meno la mia età. Questi sono i ruoli che noto di più”

Che rapporto hai con Zaniolo?
“Siamo grandi amici e ottimi compagni di squadra. È un bravo ragazzo e gli voglio bene”

Quanto ti stimola allenarsi con uno come lui, con Pellegrini e Dybala?
“Molto. Sicuramente adesso ancora di più con uno come Dybala perché è uno dei giocatori più forti del mondo. Ha una tecnica impressionante. Ma anche Abraham, Pellegrini, Zaniolo sono tutti ottimi giocatori, che ti stimolano a dare qualcosa in più”

Hai lanciato una sfida a Dybala visto che vi incontrerete al Mondiale?
“Sì sì, anche più di una volta (ride, ndr). Gli ho detto ci vediamo il 30, per fare una battuta. Entrambi faremo del nostro meglio, vedremo chi vincerà”

Oltre a Dybala incontrerai anche Messi, cosa vuol dire per te?
“Sono molto emozionato, è uno dei più forti della storia del calcio. Cercherò di fare del mio meglio, speriamo che le gambe non tremino”

È vero che da bambino il tuo idolo era Cristiano Ronaldo? Tua nonna ti ha regalato il suo profumo?
“Sì sì, è vero. La cosa bella è che me li regala ancora (ride, ndr). Nonna è sempre stata nonna. Mi ha sempre trattato come il suo nipotino piccolo e continua a farlo. Ho sempre avuto un debole per Cristiano Ronaldo, come gioca e come si allena: non molla un centimetro”

Costruiamo il tuo giocatore ideale tra quelli che vanno al Mondiale:
“Il mio giocatore ideale deve avere il fisico di Lukaku, la velocità di Leao, il dribbling di Vinicius, il fiuto del gol di Lewandowski e l’intelligenza di Modric”

Qual è la tua migliore qualità?
“Quella che prevale di più è il dribbling”

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Roma quasi ‘caput mundi’: i giallorossi sono la quarta società per calciatori campioni del mondo (AUDIO)

SPECIALE MONDIALI RS (di Nicolas Terriaca) – Mancano solo 3 giorni all’inizio del Mondiale (Qatar-Ecuador, 20 novembre ore 17:00). La Roma avrà 4 calciatori che parteciperanno alla Coppa del Mondo: Dybala, Zalewski, Vina e Rui Patricio. Ma la manifestazione iridata ha un certo feeling con i colori giallorossi e viceversa. La Roma infatti è la quarta società per tesserati campioni del mondo (15). Hanno fatto meglio nel Mondo rispetto ai capitolini solo: Juventus (25), Bayern Monaco (23) e Inter (19). Gli ultimi tesserati giallorossi che hanno alzato la coppa sono 3 italiani: Totti, De Rossi e Perrotta (2006). La lista dei campioni del mondo continua con: Cafu (2002), Candela (1998), Aldair (1994), Berthold, Voller (1990), Conti (1982) Serantoni, Monzeglio, Donati (1938), Masetti, Ferraris e Guaita (1934). La statistica merita una specifica: si fa riferimento solo ai calciatori che hanno partecipato al Mondiale nello stesso periodo della carriera in cui militavano nella Roma.

Ascolta la clip audio di Checco Oddo Casano

I calciatori giallorossi che prenderanno parte al Mondiale in Qatar non hanno mai segnato in questa competizione. Tra i 4 romanisti, infatti, due sono all’esordio (Zalewski e Vina) uno fa il portiere (Rui Patricio) e infine Paulo Dybala ha avuto a disposizione solo 22 minuti nella Coppa del Mondo del 2018. L’attaccante argentino probabilmente è l’unico che si può avvicinare alla lista dei 3 calciatori che sono passati per Roma e hanno realizzato più gol nelle varie edizioni dei Mondiali. In questa particolare classifica ci sono: Batistuta (10 reti in 12 presenze), Voller (8 gol in 15 gare) e Boniek (6 reti in 16 partite).

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I 4 romanisti al Mondiale: Dybala vuole la coppa, Zalewski vive un sogno, Rui e Vina rischiano la panchina (AUDIO)

SPECIALE MONDIALI RS (di Nicolas Terriaca) – La Roma sarà presente al Mondiale in Qatar. La società giallorossa, infatti, ha 4 calciatori che disputeranno la Coppa del Mondo: Dybala, Zalewski, Vina e Rui Patricio. In Serie A, 6 società contano più convocati: Juventus (11), Inter (7), Milan (7), Napoli (5), Fiorentina (5) e Torino (5). Il destino ha voluto che i calciatori giallorossi si sfideranno durante la fase a gironi: 30 novembre (ore 20:00), Polonia-Argentina (Zalewski vs Dybala) e 28 novembre (ore 20:00) Portogallo-Uruguay (Rui Patricio vs Vina).

Ascolta l’audio sui 4 giallorossi al Mondiale di Checco Oddo Casano

Dybala sogna la vittoria al suo primo Mondiale da protagonista

Per Dybala non sarà un esordio. La Joya, infatti, ha disputato 22 minuti durante Argentina-Croazia, che terminò 0-3, nella Coppa del Mondo del 2018. In quel Mondiale, però, giocò solo quello stralcio di partita senza avere la possibilità di essere protagonista. Il Ct Scaloni pochi giorni fa ha dichiarato: ”Per noi è una gioia avere Dybala perché è un ragazzo che apprezziamo e che merita l’opportunità di giocare, soprattutto sapendo quanto sia difficile dopo un infortunio”.

L’attaccante argentino si augura di avere il minutaggio sufficiente per incidere. Dybala, ad oggi, con l’Albiceleste ha disputato 34 partite (1443 minuti) e ha realizzato 3 gol e 6 assist. Scaloni predilige il 4-3-3 e in questo modulo la Joya rischia di avere poco spazio, poiché, l’ala destra titolare sarà Messi. Il Ct argentino spesso ha utilizzato anche il 4-4-2 e, nel caso dovesse farlo anche durante questi Mondiali, concorrenza permettendo, Dybala ricoprirebbe il ruolo della seconda punta. Il 22 giallorosso con l’Argentina lo ha fatto 13 volte ed è la posizione nella quale è stato utilizzato di più. Dybala anche nel 4-4-2, però, rischia di partire dalla panchina per cui la Joya dovrà essere brava a sfruttare le opportunità che avrà per incidere ed essere protagonista. L’occasione potrebbe arrivare nella prima giornata del girone contro l’Arabia Saudita. Paulo sogna di alzare la Coppa del Mondo e scrivere la storia.

Girone C: Argentina, Messico, Polonia, Arabia Saudita.

Le partite dell’Argentina: martedì 22 novembre (ore 11:00) Argentina-Arabia Saudita, sabato 26 novembre (ore 20:00) Argentina-Messico e mercoledì 30 novembre (ore 20:00) Polonia-Argentina.

Esordio Mondiale per Zalewski: il sogno di papà Christopher

Zalewski per la prima volta disputerà un Mondiale. L’esterno polacco lo farà da protagonista, poiché, il titolare sulla fascia sinistra sarà proprio lui. Il Ct Czeslaw Michniewicz, infatti, predilige il 3-4-2-1 o il 4-2-3-1 e il ruolo di esterno o ala sinistra sarà ricoperto proprio dal numero 21. Nelle ultime 4 partite disputate in Nations League, Zalewski ha iniziato la gara dal primo minuto e, nella sfida contro l’Olanda, ha realizzato anche un assist. L’esterno giallorosso ha giocato 7 gare (367 minuti) in Nazionale e ha messo a segno 2 passaggi vincenti.

Il debutto in Nazione di Zalewski: un sogno che si avvera

Ai microfoni di Retesport, Boniek (ex Presidente della Federazione polacca) ha raccontato un retroscena riguardo all’esordio di Zalewski con la Polonia: ‘‘Posso rivelarvi che qualche mese fa poiché sapevamo che il papà di Zalewski stava poco bene, chiesi a Paulo Sousa di convocare il ragazzo contro San Marino. Ha esordito e ha realizzato anche un assist, ma fu importante per lui perché anche il papà venne a vedere la partita. Ricorderò sempre la sua commozione per l’esordio del figlio. Zalewski, state sicuri, a calcio sa giocare e si sente romanista dentro, lo posso garantire”.

Il sogno del papà di Zalewski era quello di vedere suo figlio giocare con la maglia della nazionale polacca e fortunatamente è riuscito a guardare Nicola vestire la casacca bianco rossa. L’esterno romanista, il 23 settembre con un post Instagram, ha ricordato il padre Christopher: ”Guarda questa foto, è sempre stato il tuo sogno, il NOSTRO sogno. Me lo hai sempre detto: “Io aspetto solo il tuo esordio in Nazionale, poi posso pure andare”, sembrava fatto apposta. Oggi mi ritrovo a vivere il nostro sogno a 360 gradi ma senza di te, pur sapendo che sei sempre con me anche se non fisicamente. Zalewski durante questi Mondiali potrà contare su una certezza: papà Christopher lo aiuterà a mettere le ali sulla fascia sinistra e scrivere la storia del calcio polacco.

Girone C: Argentina, Messico, Polonia, Arabia Saudita

Le partite della Polonia: martedì 22 novembre (ore 17:00) Messico-Polonia, sabato 26 novembre (ore 14:00) Polonia-Arabia Saudita, mercoledì 30 novembre 2022 (ore 20:00) Polonia-Argentina.

Primo Mondiale per Vina: la concorrenza di Olivera rischia di farlo sedere in panchina

Come Zalewski, anche Vina per la prima volta disputerà un Mondiale con la propria Nazionale. Il numero 17 giallorosso è in ballottaggio per una maglia da titolare con il terzino del Napoli Olivera. Il Ct Diego Alonso predilige una difesa a 4 e ciò potrebbe sfavorire Vina che, oltre a non essere protagonista con la maglia giallorossa, non gioca da molto tempo con questo modulo. Olivera, a differenza del terzino romanista, con il Napoli sta disputando una buona stagione e lo sta facendo proprio in una difesa a 4. Vina con l’Uruguay ha giocato 26 partite (1817 minuti) e ha realizzato 2 assist. Prima di approdare nella Roma la fascia sinistra della Celeste aveva il suo nome ma in questo Mondiale rischia di essere cancellato a favore di Mathias Olivera.

Girone H: Ghana, Corea del Sud, Portogallo, Uruguay

Le partite dell’Uruguay: giovedì 24 novembre (ore 14:00) Uruguay-Corea del Sud, lunedì 28 novembre (ore 20:00) Portogallo-Uruguay, venerdì 2 dicembre (ore 16:00) Ghana-Uruguay.

Il veterano Rui Patricio: terzo Mondiale con il Portogallo ma non più da protagonista

Rui Patricio disputerà il terzo Mondiale con la maglia del Portogallo. Il portiere giallorosso, infatti, ha disputato la Coppa del Mondo nel 2014 e nel 2018. Nelle ultime 8 gare, però, il Ct Fernando Santos in 6 occasioni gli ha preferito il portiere del Porto Diogo Costa. Rui Patricio ha perso la titolarità e probabilmente vedrà il Mondiale dalla panchina. Il portiere giallorosso ha disputato 104 partite con la maglia del Portogallo: 87 gol subiti e 50 gare con la porta inviolata.

Girone H: Ghana, Corea del Sud, Portogallo, Uruguay

Partite del Portogallo: giovedì 24 novembre (ore 17:00) Portogallo-Ghana, lunedì 28 novembre (ore 20:00) Portogallo-Uruguay, venerdì 2 dicembre (ore 16:00) Corea del Sud-Portogallo.