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Roma, Bove: “Emozione grandissima il gol, ma tanto rammarico per il pari”

Edoardo Bove è stato insieme a Volpato il grande protagonista del pareggio della Roma contro il Verona. Il centrocampista ha segnato il gol del pari, nel posto partita è intervenuto ai microfoni di Dazn.

Qual è il tuo umore?
“Per me è una grande emozione per il primo gol in Serie A, però c’è rammarico per il risultato perché avremmo voluto fare di più davanti ai nostri tifosi, C’è un misto di emozioni”.

Cosa vi ha detto Mourinho all’intervallo?
“Nulla in particolare, quello che ci dice rimane nello spogliatoio. Il nostro atteggiamento è cambiato e siamo riusciti a recuperare una partita che si è messa male”.

Il tuo gol?
“Da lì un portiere si aspetta un cross, non ho visto com’era posizionato però ho provato a tirare sul primo ed è andata bene”.

Un pensiero dopo questa rete?
“Quando cresci in una squadra da quando sei nato, pensi alla tua famiglia e ai sacrifici che hanno fatto”.

Può essere la serata in cui si vede l’inizio di una nuova Roma?
“Siamo giovani, ma tutti ci aiutano a crescere. C’è un buonissimo clima, poi se ci viene data l’opportunità proviamo a sfruttarla, è anche merito dei nostri compagni che ci aiutano”.

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Roma, Tiago Pinto: “Settimana non semplice. Zaniolo torna con lo Spezia”

Il general manager della Roma Tiago Pinto è intervenuto ai microfoni di Dazn a pochi minuti dal fischio d’inizio del match contro il Verona.

Roma, Tiago Pinto: “Zaniolo torna contro lo Spezia”

Zaniolo?
“Ha preso una botta, ha una contusione al quadricipite ma penso che tornerà alla prossima”.

Come scenderà in campo la Roma?
“Questa settimana non è stata normale, la squadra è conseguenza di questo. Più che parlare del modulo, posso dire che siamo motivati per trasformare questi problemi in un’opportunità per noi”.

Rientrare in corsa Champions?
“Credo che dobbiamo concentrarsi su noi stessi e portare i punti a casa, dobbiamo capire che la classifica è il riflesso di ciò che facciamo, pensiamo a fare risultato e portare a casa i tre punti”.

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Infermeria

Roma-Verona, Zaniolo in tribuna

Nicolò Zaniolo è costretto ad arrendersi. Nonostante i tentativi delle ultime ore, il 22 giallorosso non ha recuperato dal guaio muscolare al quadricipite. Seguirà Roma-Verona dalla tribuna.

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PARTITE

Roma-Verona 2-2 (5′ Barak, 20′ Tameze, 65′ Volpato, 84′ Bove) – Terzo pari di fila per i giallorossi

La Roma affronta all’Olimpico l’Hellas Verona nella 26° giornata di Serie A. Tantissime defezioni in casa giallorossa per Mourinho, ma dopo i due pareggi consecutivi contro Sassuolo e Genoa, la Roma ha bisogno dei tre punti.

LE FORMAZIONI:

ROMA 4-3-1-2 Rui Patricio, Karsdorp, Smalling, Kumbulla, Vina; Oliveira, Cristante, Maitland-Niles; Pellegrini, Abraham, Felix
A disp.: Fuzato, Mastrantonio, Veretout, Missori, Keramitsis, Bove, Diawara, Darboe, Volpato, Zalewski, Zaniolo
All.: Mourinho

VERONA 3-4-2-1 Montipò; Casale, Gunter, Ceccherini; Depaoli, Tameze, Ilic, Lazovic; Barak, Caprari; Simeone.
A disp.: Chiesa, Berardi, Depaoli, Cancellieri, Coppola, Sutalo, Hongla, Bessa, Retsos, Praszelik, Lasagna.
All: Igor Tudor

Arbitro: Pairtto. Guardalinee: Paganessi – Rossi L.. Quarto Uomo: Volpi. Var: Manganiello. Avar: Zufferli.

Arbitro: Pairtto. Guardalinee: Paganessi – Rossi L.. Quarto Uomo: Volpi. Var: Manganiello. Avar: Zufferli.

RETI: 5′ Barak, 20′ Tameze, 62′ Volpato, 84′ Bove

CARTELLINI: Espulsi: Mourinho. Ammoniti: Casale, Pellegrini, Oliveira, Karsdorp 


Termina dopo 4 minuti di recupero e l’espulsione di Mourinho per proteste in parità

84′ – GOOOOOOOOOOOOOOLLLLLLL del 2-2 della Roma realizzato da Edoardo Bove che dopo un calcio d’angolo, recupera sfera all’interno dell’area e scarica sul destro insaccando alle spalle di Montipò

81′ – Tentativo di Cristante al volo con il destro pallone alto

65′ – GOOOOOOLLLLLL dell’1-2 siglato da Volpato, alla prima rete in Serie A. Angolo di Veretout pallone respinto corto dalla difesa avversaria, Volpato la insacca col mancino

63′ – Nel Verona Lasagna e Bessa per Simeone e Caprari

61′ Volpato per Felix

58′ – Occasione Roma con Abraham che dal fondo scodella in area, il pallone sfila sul secondo palo dove sbuca Veretout, fiondata di sinistro sull’esterno della rete

55′ – Nel Verona dentro Depaoli per Casale

53′ – Tentativo di Caprari dal limite dell’area, tiro debole, parato da Rui Patricio

Inizia la ripresa: dentro Veretout e Zalewski al posto di Vina e Oliveira

CRONACA SECONDO TEMPO

Finisce il primo tempo

32′ – Terza rete di Simeone annullata per fuorigioco. Fischi dell’Olimpico

20′ – Raddoppio dell’Hellas con Tameze che la spedisce in rete sotto la traversa su assist di Caprari

7′ – Risponde la Roma con Pellegrini che gira al volo col destro su appoggio di Niles, grande intervento in tuffo di Montipò

5′ – Vantaggio del Verona con Barak che insacca sotto misura dopo una corta respinta di Rui Patricio su un tiro cross di Faraoni

Squadre in campo, inizia il match dell’Olimpico

CRONACA PRIMO TEMPO:

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Roma, dal match con l’Atalanta si tornerà al 75% della capienza (COMUNICATO)

“In armonia con la decisione del Governo di riportare al 75% la capienza degli stadi italiani, divenuta ufficiale solo nella tarda serata di venerdì 18 febbraio, l’AS Roma informa di volersi uniformare a partire dal prossimo impegno casalingo.

Con l’obiettivo di garantire l’afflusso regolare dei propri tifosi all’Olimpico, il Club ha deciso quindi di gestire l’imminente gara interna con il Verona ancora con la capienza al 50%.

A partire da Roma-Atalanta, in calendario il 5 marzo, con il ritorno al 75% tutti gli abbonati torneranno quindi regolarmente al loro posto”

Fonte: asroma.com

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Rassegna stampa

Tammy re d’Inghilterra

Il re inglese di Roma, e del campionato italiano, rischia di diventare già in questa stagione Tammy Abraham, scrive La Gazzetta dello Sport. Il numero nove giallorosso è già a quota 11 reti in campionato e ha già eguagliato David Platt come terzo miglior marcatore inglese nella storia della Serie A. Gli manca una rete per diventare il secondo e cinque per diventare il primo, eguagliando o superando poi la stessa persona. A quota 12 gol (1962-1963) e a quota 16 (1961-1962) c’è Gerald Hitchens, attaccante inglese che giocava all’epoca nell’Inter ma ha indossato anche le maglie di Torino, Atalanta e Cagliari. Per Abraham uno stimolo in più, che si va ad aggiungere alle parole di Mourinho in conferenza stampa: “Sta facendo bene, ma può fare meglio. La squadra ha bisogno che lui faccia maglio. Parliamo di un calciatore straniero che è nato, cresciuto e si è fatto in un calcio diverso. Uscire dall’Inghilterra è difficile, ma sta facendo bene. Ha le potenzialità per migliorare“. Oggi, se ci sarà un calcio di rigore, con ogni probabilità non lo tirerà, perché davanti a lui nelle gerarchie ci sono Pellegrini e Oliveira, ma la rete dal dischetto contro il Sassuolo gli ha dato comunque fiducia, dimostrando che la personalità certo non gli manca.

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Rassegna stampa

Mourinho parte da -9

Tanti dubbi per i giallorossi prima della sfida con il Verona, come scrive Il Messaggero. La Roma perde pezzi e umore e il ruolo di demolitore a Mourinho si addice sempre di più. Da una parte la tifoseria che non vede l’ora si faccia piazza pulita dei giocatori ritenuti idonei, dall’altra oggi il tecnico sarà costretto a saccheggiare la squadra di Alberto De Rossi: “Mi dispiace per il mio amico Alberto, ma sarò costretto a distruggergli la squadra. Metà dei suoi ragazzi sarà con noi“. Non scherza: Mkhitaryan, Carles Perez, Boer, Shomurodov, Mancini, Spinazzola, El Shaarawy, Ibanez sono tutti out, poi c’è il dubbio Zaniolo, che questa mattina farà un test. Ieri il numero 22 non si è allenato e non vorrebbe rischiare, mentre lo Special One conta di averlo almeno in panchina, insieme a Mastrantonio, Keramitsis, Volpato, Satriano e Voelkerling Persson.

Questa mattina non ci sarà un nuovo giro di tamponi, ma l’attenzione è massima, perché il conteggio viene operato sulla rosa di 25 calciatori e il limite dei contagiati non può superare il 35%. Al momento a Trigoria sono quasi a metà, ma è meglio vigilare. Per quanto riguarda il campo, il tecnico non ha fatto in tempo a promuovere Mkhitaryan come regista della squadra che lo ha perso. Dubbi sul modulo: possibile il 3-5-2 con Cristante arretrato tra i centrali. A centrocampo Pellegrini, Oliveira e Veretout, sul quale c’è il Milan per il dopo Kessié. Davanti Felix e Abraham.

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Rassegna stampa

Roma, Pellegrini: “La fascia una responsabilità. Andremo in Champions, ci credo”

Dopo un pomeriggio passato insieme, la sensazione è che Lorenzo Pellegrini e la moglie Veronica galleggino sulla Capitale e sull’elegante abitazione di Casal Palocco, utilizzando la leggerezza dell’abitudine. “Casa” per loro in realtà è soprattutto il posto in cui entrambi si vivono in tutti i momenti, con i figli Camilla e Thomas, oltra ai cani Leo e Laya. Solo da qui si può partire per conoscere meglio il capitano della Roma. Questa l’intervista a Sport Week.

Credete nella sfortuna? L’Europeo saltato per infortunio, la Roma di Mourinho che pare al di sotto delle aspettative. 
Lorenzo: Non ci credo. Credo però nelle energie. Sono fissato. Ogni tanto leggo qualche libro su questo, l’ultimo è “La tua mente può tutto”. Nella vita i momenti difficili ci sono, ma penso che non esista una realtà scritta. Si può cambiarla con lucidità e positività. Perciò iniziamo così: io credo che le cose andranno sempre meglio.
Veronica: Un po’ mi fa ridere quando parla di queste cose, ma in fondo anch’io ci credo.

Da ragazzo hai compiuto il Cammino di Santiago per arrivare a Compostela. Com’è stato?
Lorenzo: Bellissimo. L’ho fatto con una comitiva guidata da un parroco, Don Luca, cui voglio bene. Avevo 14 anni e mi pare che percorremmo a piedi gli ultimi 180 km. Un’esperienza totalizzante.

Se la Roma vincesse lo scudetto, sarebbe disposto a ripeterlo?
Lorenzo: Certo. E anche a fare molti chilometri in più.
Veronica: Io non l’ho fatto perché non stavamo ancora insieme, ma mi piacerebbe. Potrebbe essere l’occasione giusta.

Varrebbe anche per il Mondiale, se ci andiamo?
Lorenzo: Si deve andare. Purtroppo, per i nostri demeriti, abbiamo imboccato una strada difficile. Ne parliamo tra noi della Nazionale nel gruppo su WhatsApp. Pensavamo di avere in mano la situazione e invece…
Veronica: A me piacerebbe anche seguire Lorenzo in Qatar e portare i bambini con me, non ci sono mai stata.

Senza Mondiale, ne uscirebbe ridimensionata anche la vittoria dell’Europeo?
Lorenzo: Non credo. L’Italia non ha vissuto solo per un mese, ma per un anno e mezzo le esperienze di un gruppo nuovo. Per quanto mi riguarda, i playoff sono uno stimolo: marzo può essere un’occasione per riprendermi quello che ho perso, anche se io mi sento parte del gruppo campione d’Europa. Tutte le difficoltà superate durante la qualificazione fanno parte del percorso. Poi è normale che i compagni abbiano vissuto un mese eccezionale e io abbia solo tifato per loro.

Com’è l’umore di un calciatore a casa dopo una sconfitta?
Veronica: Sicuramente Lorenzo è migliorato. Prima perdeva una partita, rientrava a casa e non mi rivolgeva la parola. Ora ha maturato questo spirito positivo che gli consente di affrontare le cose. E poi ci sono i bambini…
Lorenzo: A caldo è sicuramente dura. Poi quando ti vengono incontro i figli sei costretto a interagire. Come puoi non farlo?

Uno studio americano dice che, in caso di sconfitta, si ha meno voglia di fare l’amore: vero?
Lorenzo: Può essere. Non è una questione di voglia, forse, ma di emozione. Se provi un sentimento negativo, non hai voglia di gioire, diciamo così.
Veronica ride.

Come tante famiglie in vetrina, anche voi avete avuto un rapporto complesso con l’aggressività dei social.
Lorenzo: A me non dà fastidio quello che dicono su di me, sulla mia famiglia e i miei figli sì. Tanto.
Veronica: Sui social non c’è più limite.
Lorenzo: Ne ho parlato coi compagni anche in Nazionale. Forse è giusto che ci sia l’obbligo di presentarsi con nome e cognome. Confrontarsi è anche bello, ma bisogna farlo assumendosi la responsabilità di ciò che si dice.

Quando lei non è partito per Genova, in occasione della nascita di suo figlio, molti tifosi hanno postato commenti sgradevoli.
Lorenzo: Forse per alcuni non siamo uomini. Ho tenuto un aereo bloccato finché ho potuto, ma per privacy non desideravo dire cosa stesse accadendo. Nella vita si devono fare delle scelte. Volevo essere in tutti e due i posti, però mia moglie aveva bisogno di me, perciò rifarei tutto. E’ stata una situazione particolare.
Veronica: E intensa.
Lorenzo: La cosa che mi darebbe più fastidio non è comportarmi come dice la mia testa per assecondare altri. Non è bello sentir dire che si è persa una partita perché io non sono andato. Non lo è neanche per i miei compagni.

E’ difficile essere la moglie di un calciatore?
Veronica: No. So che posso essere criticata anche per falsità. Leggo e non do peso, anche se certe parole possono dar fastidio.

Purtroppo il Covid ha rialzato la testa: come state vivendo questo periodo?
Veronica: In famiglia l’abbiamo preso tutti. Ero incinta, ma ero preparata: nella Roma si erano contagiati in tanti e anche Lorenzo. Per fortuna a noi è andata bene, ma in questo momento non ci può essere priorità se non la salute pubblica, anche se i tifosi ci mancano.

Sempre sui social, Lorenzo ha avuto problemi anche per via dell’amicizia con Immobile.
Lorenzo: Non me la prendo e, in fondo, la capisco anche questa cosa. O meglio: non la capisco, ma fa parte del gioco. So che rivalità ci sia e, se uno me lo fa notare, va bene. Ciro è un ragazzo eccezionale e siamo legati anche con le famiglie, però quando scendo in campo è un’altra cosa. Se giocassi contro mia madre, diventerebbe un avversario, farei fallo pure a lei. Non ho fatto niente di sbagliato, ma non me la prendo se i tifosi si arrabbiano per una foto con Ciro. E’ diverso dall’episodio della nascita di mio figlio.

Essere capitano della Roma è un onore, ma anche un onere? 
Veronica: Per me lui è sempre Lorenzo, così come io sono Veronica. Non noto differenze nell’approccio dei nostri amici.
Lorenzo: A noi piace la semplicità in cui viviamo, ma per me le cose sono cambiate. La fascia è una responsabilità, in campo e fuori. La mia sta anche nel far capire ai nuovi che questa non è una maglia qualunque e la Roma non è un posto di passaggio.

Be’, per molti campioni, da Alisson a Salah, in questi anni lo è stato. 
Lorenzo: Questo è un discorso più ampio. Le cose stanno cambiando. Comunque anche in passato ci sono stati tanti che volevano restare a tutti i costi e non lo hanno potuto fare, ma queste cose non devono competerci. Io faccio riferimento allo spirito che deve animare chi arriva a giocare nella Roma.

Essere capitano dopo Totti e De Rossi è difficile?
Lorenzo: Ho vissuto lo spogliatoio con Daniele e ho avuto un rapporto incredibile con Francesco nonostante avesse smesso. Loro sono stati grandi esempi. Soprattutto nell’approccio con chi arrivava dalla Primavera.

Non è strano che siano fuori dalla Roma?
Lorenzo: Penso che sia strano per tutti. Sono state due leggende e per il rapporto che ho avuto con loro dico che mi piacerebbe vederli ogni giorno a Trigoria. Ma penso anche che sia da rispettare le scelte che hanno fatto. Hanno intrapreso un percorso e non gli stanno regalando nulla, anche se si chiamano Totti e De Rossi.

Primo luogo comune: è stufo di sentire dire che uno scudetto a Roma ne vale dieci altrove?
Lorenzo: Sì. Questa frase fa parte della mentalità da cambiare. Se lo vinci e sostieni che ne vale dieci, significa che pensi sia stato un caso vincerne uno. La Juve ha vinto tanto per la loro mentalità, noi ci siamo avvicinati ma ci è sempre mancato qualcosa. Dobbiamo fare uno scatto in avanti.

Altro luogo comune: il calciatore è un superficiale che pensa solo a donne e automobili.
Lorenzo: E’ un luogo comune, ma ad esempio di politica o di temi sociali è vero che parliamo troppo poco, anche in casa, e sbagliamo, perché spesso c’è in ballo il futuro dei figli. Ma tutto nasce dalla base. Da piccolo io vivevo le cose in modo diverso. Ora sento troppo spesso ragazzi che vogliono diventare calciatori per i soldi e per le donne. Per me non era così, c’era più la dimensione del sogno. Magari ero ingenuo io. Ora vedo genitori che mettono pressione ai figli e questo mi dispiace.

Dicono che lei sia un rosicone sulle pagelle?
Lorenzo: Sono rosicone in tutto.
Veronica: Confermo. Lui non può perdere, dev’essere il migliore, ma è una cosa positiva.
Lorenzo: Nessuno mi ha regalato niente. Anche a carte con mia moglie o mia figlia, voglio vincere. Se mi battono è perché lo hanno meritato.
Veronica: Confermo.

Pare avere uno spirito alla Mourinho. Dopo la sconfitta con l’Inter ha detto che dovete seguirlo di più.
Lorenzo: Mi identifico molto in quello che dice. La sua storia parla per lui. E’ venuto a Roma per trasmetterci la sua mentalità, ma ora contano i fatti. Dobbiamo lavorare ogni giorno meglio. Lui però si arrabbia per un pallone non dato, per una rincorsa non fatta. Mai sentito arrabbiarsi per un errore tecnico.

Che cosa stanno portando i nuovi acquisti?
Lorenzo: Maitland-Niles è arrivato il sabato e il giorno dopo ha giocato con la Juve, dimostrando già di essere pronto. Oliveira non ha bisogno di presentazioni: ha tutto per affermarsi in Serie A.

Ma si sarebbe immaginato tutte queste difficoltà? Siete indietro rispetto alle aspettative.
Lorenzo: I cavalli si vedono all’arrivo e io sono fiducioso.

A Roma si è parlato molto di arbitri.
Lorenzo: E invece bisogna fare un passo indietro, perché nessuno ce l’ha con noi. Anche io mi sono lasciato troppo andare negli atteggiamenti. Certo, spero che episodi come quello con il Milan non si ripetano, perché ci aspettiamo che tutto col Var sia perfetto, ma occorre cominciare ad avere un atteggiamento migliore con loro.

Sono molto diversi Mancini e Mourinho?
Lorenzo: Sì. Mourinho ti trasmette qualcosa che, se non hai, comunque viene fuori. Mancini ti dà serenità, così rischi una giocata che altrimenti non rischieresti. Mourinho chiede molta verticalità, Mancini cerca più il possesso palla per avere la partita in controllo. Una volta, ad esempio, stavamo facendo un esercizio a Coverciano e lui ci chiamò tutti in mezzo al campo. Ho pensato “Adesso ci rimprovera”. E invece ci disse: “Ragazzi, ma siete bravissimi! Dovete credere di più in voi stessi”. Ecco, Mancini comunica tranquillità.

Da grande, meglio commentatore tv o allenatore?
Lorenzo: Fare il commentatore mi piacerebbe.
Veronica: Io lo vedrei proprio bene.
Lorenzo: In panchina per ora dico noi, ma ho visto molti compagni che prima dicevano di non volerlo fare e poi hanno cambiato idea. La difficoltà è rinunciare all’adrenalina della partita. Noi da piccoli conviviamo con questa necessità. Per questo poi, quando smetti, si rischia la depressione. Ad esempio, chi smette e prende subito venti chili denuncia già un sintomo.

Quando è stato ceduto al Sassuolo, era convinto che sarebbe tornato alla Roma?
Lorenzo: Era il mio obiettivo, una sfida. Il club aveva quella recompra che i miei agenti si erano inventati. Era un controsenso: mi hai venduto a un milione e mi ricompri a dieci? Lì è stato bravo Massara, che mi ha rivoluto.

Massara a Roma è stato sottovalutato?
Lorenzo: Secondo me, sì. Con Ricky avevamo un ottimo rapporto, io credo che per un d.s. sia importante instaurare una relazione con lo spogliatoio. Che è anche quello che ha fatto Pinto in questi mesi.

Voi due come vi siete conosciuto?
Veronica: Tramite amici comuni, poi qualche like su Facebook. Avevamo 16 anni, io ero di Casal Palocco e lui di Cinecittà. Faceva molti chilometri per accompagnarmi perché non voleva che mi spostassi senza di lui.
Lorenzo: Non mi piaceva che tornasse da sola sull’autobus.

Dopo quanto tempo vi siete fidanzati?
Lorenzo: Dopo poco.
Veronica: E dire che nei primi messaggi mi diceva che non si sarebbe mai voluto fidanzare, tant’è che io pensavo: “Ma che usciamo a fare?”. Poi è arrivato il primo bacio al Laghetto dell’Eur. Si è innamorato prima lui, un colpo di fulmine.
Lorenzo: Se voglio una cosa mi ci butto a capofitto. Poi magari sbaglio. In questo caso non ho sbagliato.

Siete gelosi?
Veronica: Io di più. Da piccola mi arrabbiavo di più per sciocchezze, ma in fondo c’è fiducia.

Un tradimento sarebbe la fine del mondo?
Veronica: Ora dico sì. Poi le cose vanno vissute.
Lorenzo: Io invece dico sì, ora e sempre.

Lorenzo, lei da ragazzo ha avuto un problema al cuore: eravate già fidanzati?
Lorenzo: No, l’ho conosciuta proprio nel periodo in cui ero fermo e avevo paura di smettere. Le ho sempre detto che è stata lei a guarirmi il cuore.
Veronica: Certo, mi avevi conosciuto.

Fareste mai un reality?
Lorenzo: No, li odio.
Veronica: Non siamo i tipi. Io ogni tanto li vedo e lui mi rimprovera.
Lorenzo: Le dico che si sta facendo una cultura…

Come siete messi a tatuaggi?
Veronica: Ci piacciono. A lui di più, ma ne abbiamo diversi in comune.
Lorenzo: Uno solo, la corona.
Veronica: No, la scritta “Ti amo”, la data del matrimonio… Tu hai anche il mio volto tatuato!
Lorenzo: I miei raccontano tutti qualcosa. Vorrei fare una specie di mappamondo sulla mia schiena. Disegnare le tappe della mia vita, con i posti che mi hanno lasciato qualcosa. Guardi, sul collo ho un motto in persiano. E’ una storia incredibile. Volevo tatuarmi una frase che mi aveva colpito nel docu The Last Dance su Michael Jordan. Ebbene, negli stessi giorni ho visto su Pinterest questa scritta in persiano e l’ho fatta tradurre. Pazzesco, la frase coincideva con quella di Jordan: “Credi in te stesso perché nessuno lo farà per te”.

Lorenzo, in vista dei prossimi obiettivi, ha ancora spazio per qualche tatuaggio vero?
Lorenzo: Certo. Se vinco il Mondiale o una Champions con la Roma, entrano di sicuro nella mappa. Sono ottimista. Vedrà che intanto andremo sia in Qatar che in Champions. Io ci credo.

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APPROFONDIMENTI

Roma-Verona, le probabili formazioni dei quotidiani

La Roma è pronta a scendere in campo questo pomeriggio alle 18 per sfidare il Verona di Tudor. Ben nove assenti nella rosa di Mourinho, costretto a schierare una formazione rimaneggiata e con tanti giovani in panchina.

Roma-Verona, le probabili formazioni

CORRIERE DELLO SPORT
Roma (4-3-1-2): Rui Patricio; Maitland-Niles, Smalling, Kumbulla, Vina; Veretout, Cristante, Oliveira; Pellegrini: Felix, Abraham. All. Mourinho

LA GAZZETTA DELLO SPORT
Roma (3-4-1-2): Rui Patricio; Smalling, Cristante, Kumbulla; Maitland-Niles, Oliveira, Veretout, Vina; Pellegrini; Abraham, Felix. All. Mourinho.

IL MESSAGGERO
Roma (3-5-2): Rui Patricio; Smalling, Cristante, Kumbulla; Maitland-Niles, Veretout, Oliveira Pellegrini, Vina;  Abraham, Felix. All. Mourinho.

IL TEMPO
Roma (3-5-2): Rui Patricio; Smalling, Cristante, Kumbulla; Karsdorp, Veretout, Oliveira Pellegrini, Vina;  Abraham, Felix. All. Mourinho.

REPUBBLICA (4-3-1-2): Rui Patricio; Karsdorp, Smalling, Kumbulla, Vina; Veretout, Cristante, Oliveira; Pellegrini; Abraham, Felix. All. Mourinho

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Graziani a RS: “Niente scuse, la Roma può battere il Verona anche in emergenza”

Ciccio Graziani, ex centravanti della Roma, è intervenuto ai microfoni di Retesport alla vigilia del match contro l’Hellas: “Il ritorno alla difesa a 4 per la Roma può essere un bene. Se recupera Zaniolo, la formazione che scenderà in campo domani contro il Verona può assolutamente battere l’Hellas. Non accampiamo scuse!”

Poi una battuta anche su Felix: “E’ naturale che un ragazzo così giovane, che segna quei due gol in quella maniera e che sale subito alla ribalta, possa vivere un momento di flessione. Lavorando con serietà sono convinto che ritroverà lo smalto delle prime partite”.

Riascolta qui l’intervista integrale