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APPROFONDIMENTI

Roma, febbraio di fuoco: rosa più lunga, ora Mou può scegliere

FOCUS RETESPORT di Francesco Oddo Casano – Roma-Genoa l’antipasto, poi il primo e il secondo con le sfide di Coppa Italia contro l’Inter a San Siro martedì prossimo e la trasferta a Reggio Emilia contro il Sassuolo. Il menù e le portate dei prossimi dieci giorni sono sul tavolo di Trigoria, Mourinho intanto prepara la sua brigata, con la speranza di servire ottimi piatti. Al di là della metafora culinaria, per i giallorossi sarà un mese verità per quanto riguarda il piazzamento in campionato e la super sfida di Coppa Italia. Un periodo di tempo fino al big match del 6 marzo contro l’Atalanta, che la Roma dovrà affrontare con i motori a mille per cercare di rientrare nella corsa al quarto posto, squilibrata almeno sulla carta, dai movimenti di mercato della finestra invernale.

Pinto ieri, dopo le dichiarazioni di Mourinho espresse nelle ultime conferenze stampa, ha sottolineato a più riprese che ora non è più tempo per disperdere energie sulle strategie di mercato o sui rinnovi, ma concentrarsi esclusivamente sul lavoro da svolgere in campo, con l’obiettivo di migliorare i risultati sin qui acquisiti. Il rientro di Pellegrini è alle porte, quasi certamente il capitano sarà convocato per la sfida col Genoa ma probabilmente partirà in panchina. Gli arrivi di Oliveira e Maitland-Niles, consentono a Mourinho di gestire con maggiore serenità la rosa e anche le rotazioni. Se per tutto il girone d’andata lo Special One non ha quasi mai attinto completamente alla panchina, optando per 2-3 sostituzioni al massimo, adesso con tutta la rosa al completo (eccetto Spinazzola) e gli ultimi acquisti, si potrà mettere in pratica un piano di rotazioni che coinvolga di media 16 giocatori a partita.

Le opzioni tattiche per sabato sono varie: il Genoa gioca 4-3-3, è una squadra che ha disperato bisogno di fare punti e il nuovo tecnico Blessin di certo non appartiene alla scuola italiana dei tecnici ‘speculativi’, ma la Roma rispetto alla sfida di Empoli, scenderà in campo con l’obiettivo di azzannare l’incontro. Ecco che se da una parte il 3-4-2-1 visto al Castellani potrebbe essere riproposto per la qualità di gioco espressa soprattutto nel primo tempo, non è da scartare l’ipotesi di un ritorno al 4-2-3-1 con Oliveira e Veretout davanti alla difesa, Mkhitaryan trequartista alle spalle di Abraham e Zaniolo-El Shaarawy sugli esterni. In entrambe le situazioni Mou avrebbe in panchina uno tra Cristante e Veretout, Pellegrini di rientro dall’infortunio, Shomurodov, ma anche Felix, Kumbulla (più Ibanez in caso di difesa a quattro) Vina che rientrerà nelle prossime ore dall’Uruguay e osserverà forse un turno di riposo. Insomma sei-sette possibilità per cambiare modulo in corsa o consentire delle rotazioni in vista del big match contro l’Inter. Un dato è certo: ora Mou può scegliere.

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Allenamenti

Trigoria, sorrisi tra Zaniolo e Mou. Lavoro atletico per il gruppo

Sorrisi e concentrazione in vista di Roma-Genoa. A Trigoria questa mattina la squadra si è allenata per continuare a preparare la sfida di sabato pomeriggio. Test atletici e poi fase tattica, oscurata come sempre alle telecamere, per il gruppo ancora privo dei tre nazionali Vina, Shomurodov e Darboe.

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NEWS

Roma-Genoa, arbitra Abisso. Al VAR Nasca

Si rendono noti i nominativi degli Arbitri, degli Assistenti, dei IV Ufficiali, dei V.A.R. e degli A.V.A.R. che dirigeranno le gare valide per la 5ª giornata di ritorno del Campionato di Serie A 2021/22 in programma domenica 6 febbraio. La partita tra Roma e Genoa è stata affidata ad Abisso che sarà coadiuvato da Valeriani e Capaldo, quarto uomo Miele. Al VAR Abisso, AVAR Alassio.

Il fischietto di Palermo arbitrerà la Roma per la settima volta in carriera: percorso immacolato per i giallorossi nelle precedenti 6. Il Genoa, invece, è stato diretto in 4 occasioni con un bilancio di 2 vittorie e 2 sconfitte.

ROMA – GENOA    Sabato 05/02 h. 15.00
ABISSO
VALERIANI – CAPALDO
IV: MIELE G.
VAR: NASCA
AVAR: ALASSIO

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NEWS

Serra, arbitro di Milan-Spezia: “Ero frastornato, non vedo l’ora di tornare”

Su SkySport24 parla in esclusiva Marco Serra, il direttore di gara torinese protagonista dello sfortunato episodio nel finale di Milan-Spezia, con il gol del 2-1 reso vano dalla mancata applicazione del vantaggio. L’arbitro racconta la dinamica dell’errore, l’incredulità al momento del successivo gol dello Spezia e le parole di conforto dei giocatori del Milan negli spogliatoi: “Dai calciatori del Milan gesto bellissimo, ma ero frastornato e l’ho capito solo il giorno dopo. Adesso non vedo l’ora di tornare ad arbitrare”. Parla anche il presidente dell’Aia Trentalange: “Ho trovato un uomo ferito ma maturo e motivato. Noi arbitri sappiamo che spesso dobbiamo trasformare i problemi in risorse, ci ha fatto molto piacere la reazione del Milan”.

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NEWS

Sabatini: “Grazie a Zamparini ho saputo affrontare Roma. E pianse per Pastore”

Il mondo del calcio piange Maurizio Zamparini,storico presidente di Venezia e Palermo scomparso ieri a 80 anni. A ricordarlo è uno dei suoi collaboratori più stretti, proprio ai tempi rosanero: Walter Sabatini.L’attuale ds della Salernitana lo ha ricordato in un’intervista a ‘La Repubblica’: “Grazie a lui, ai suoi comportamenti, ho imparato l’arte della prepotenza. È stato un grande presidente, solo grazie a lui sono diventato fruibile per la Roma.Non avrei saputo affrontare la città se non fossi stato forgiato dagli anni con lui”, le parole di Sabatini. Che poi continua: “È stato un elemento guida della mia vita. Posso dirvi che la prima volta in cui ha visto Pastore si è commosso. C’era un’amichevole estiva contro i boscaioli, Pastore era appena arrivato, era ancora in borghese: a Zenga, il nostro allenatore, chiesi di farlo giocare qualche minuto. Appena entrato, fece due giocate incredibili e diede una palla illogica a Miccoli.Javier passava attraverso i muri e agli avversari. Mi girai e vidi che Zamparini piangeva“.

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Rassegna stampa

Il Tempo: Pinto choc su Zaniolo “Non garantisco resterà”

Studiare e pianificare per rendere la Roma migliore. Il messaggio mandato da Tiago Pinto nella conferenza stampa difinemercato è chiaro, scrive Il Tempo: continuare a progettare una squadra più forte e, se necessario, vendere per portare a Trigoria giocatori in grado di alzare il livello della rosa. Un discorso che riguarda tutti, Zaniolo incluso. «Né io né nessun altro possiamo garantire la sua permanenza», spiega il portoghese. Una frase che non implica necessariamente la cessione delnumero 22durantelaprossima estate, ma che lascia intendere come non esistano incedibili davanti alla giusta offerta. Quasi inevitabiledopodueanni di pandemia e senza gli introiti garantiti dalla qualificazione alla prossima ChampionsLeague.Pintononesclude l’addio di un big durante la prossima sessione, ma sottolinea come ogni mossa di mercato sarà volta a migliorare il gruppoa disposizione di Mourinho: «L’importante è farescelte che possano migliorare la squadra. A volte si possono fare entrambe le cose e diventare più forti. La cosa più importante per me è avere obiettivi sportivi. Vogliamo far diventare la Roma una squadra vincente, daChampions,in grado di lottare per dei titoli. La prossima finestra di mercato sarà programmata così. Al di là di chivendiamoodichicompriamo.Nelle ultime tre sessioni di mercato abbiamo tenuto i giocatori più importanti». Nella stessa ottica va inquadrato il discorso dei contratti. Prima di parlare di altri rinnovi infatti il general manager si aspetta risposte dal campo: «Nei prossimi quattro mesi dobbiamo concentrarci sul nostro lavoro, sull’aiutare il mister. Portare a casa risultati che possano farci sentire soddisfatti. Questo non èilmomentodiparlaredei rinnovi». Parlando della sessione appena conclusa invece, Pinto si dice soddisfatto anche se, questa volta, preferisce non darsi un voto: «Ho imparato che non devo fare le pagelle, l’ultima volta sono stato male interpretato. Abbiamo dato più musicisti al direttore d’orchestra. Siamo riusciti a portare a casa due ragazzi (Sergio Oliveira e Maitland-Niles, ndc) che ci hanno migliorato. La sessione di gennaio èmolto particolare.Alla fine di novembre abbiamo fatto un lavoro interessante con il mister e il repartoscouting,percapirecome migliorare la squadra e i profili da prendere. Poi abbiamo fatto un mercato veloce». Pinto però non si sbilancia sull’eventuale riscatto del portoghese o su un’offerta per un acquisto a titolo definitivo da presentare all’Arsenal per Maitland-Niles: «Ci sarà modo per parlarne». Nessuna preoccupazione invece per il diritto recompra in favore del Chelsea presente sul contratto di Abraham: «La clausola c’è, ma vale dal 2023. Non sono preoccupato, sono felice perché sta facendo bene e può fare ancora di più». Chiusura con smentita su diversi nomi di mercato circolati nell’ultimo mese: «Grillitsch, Xhaka, Nandez, Danilo, Joao Moutinho, Kamara. Sono tutte bugie». Con l’agente di Kamara un contatto c’era stato e il Marsiglia aveva provato ad intavolare una trattativa per non perdere il giocatore a zero,ma il centrocampista ha già un accordo con un club di Premier League per la prossima stagione.

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Rassegna stampa

Versati altri 25 milioni nelle casse della società

Altri 25 milioni. È l’ennesima iniezione di liquidità da parte dei Friedkinper la Roma. La proprietà statunitense ha dato seguito nel mese di gennaio ad un ulteriore versamento nelle casse giallorosse in conto finanziamento soci, per garantire al club una maggiore stabilità economica.

Il totale, dal momento dell’acquisto della società (risalente all’agosto del 2020) cale così a 334,4 milioni. Dall’ultimo report, il club spiega inoltre che “l’indebitamento finanziario netto consolidato adjusted al 31 dicembre 2021 è pari a 298,2 milioni di euro e si confronta con un valore pari a 302 milioni di euro al 30 giugno 2021. Il decremento rispetto al 30 dicembre 2021 pari a 3,8 milioni di euro, è sostanzialmente determinato da minori debiti a breve termine verso banche“.

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Rassegna stampa

La Gazzetta dello Sport: Pinto fa tremare i romanisti “Zaniolo resta? Non garantisco”

Chissà, magari gli è uscita male, come ha detto a qualcuno in tarda serata. O magari, come scrive La Gazzetta dello Sport, ha voluto semplicemente essere onesto, visto che nel calcio di oggi non esistono più intoccabili. Sta di fatto, però, che quel “no, non posso garantire che Zaniolo il prossimo anno sarà sicuramente un giocatore della Roma” detto ieri da Tiago Pinto ha agitato non poco il pomeriggio della Capitale.

Anche perché da un po’ nei corridoi del calciomercato – tra l’altro appena concluso – si vocifera di un interesse sempre più forte della Juventus per l’attaccante giallorosso. Per ora un interesse, appunto, come è anche normale che sia, considerando l’immenso valore di Nicolò. Ma chissà che quell’interesse non possa diventare anche un’offerta concreta, se la situazione contrattuale di Zaniolo non si sbroglierà presto. Del resto, Pinto ha tenuto anche a sottolineare come “né io né nessun altro può garantirlo“. Neanche i Friedkin, dunque? Difficile dirlo.

La Juventus invece per ora si gode il grande gennaio ma ci pensa, ci pensa per davvero.  Giovane, testato, con caratteristiche da calcio europeo. Soprattutto, banalmente, un calciatore forte, uno dei pochi di A che possono attirare serio interesse dalla Premier. La Juve ha aggiunto fisicità con Vlahovic Zakaria e potrebbe continuare sulla scia, perché il 22 piace (tanto) ad Allegri e a chi prende le decisioni a Torino.

I contatti con Claudio Vigorelli, l’agente di Zaniolo, che risalgono a dicembre, sono un segnale: la Juve si informa e, di più, ha un piano. Certo, deve valutare la spesa, considerato che il budget non è infinito e con Vlahovic è stato fatto un grande sforzo. In poche parole: va bene il rilancio ma non tutti i giocatori forti possono passare alla Juve.

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Il Messaggero: Roma, che fai? Pure Zaniolo sul mercato

La domanda è diretta, senza vie d’uscita: “Pinto, può garantire che Zaniolo il prossimo anno giocherà nella Roma?“. La risposta è altrettanto chiara e per certi versi sorprendente: “Non posso io, non può nessuno“. È il titolo, scrive Il Messggero, che mancava ad una conferenza stampa piatta, volta a difendere chi è rimasto (“Diawara? Il suo mancato addio non ha precluso un altro arrivo“), il proprio operato “L’obiettivo era inserire giocatori utili bilanciando i costi“) e a lanciare un messaggio all’esterno (ai procuratori, ndr) sui rinnovi: “Adesso è il momento del collettivo, di concentrarci sui risultati. Non è il momento di parlarne“.

Proprio quest’ultimo punto si riallaccia al discorso di Nicolò. Pinto e quindi la Roma certificano che il talento più fulgido della rosa non è incedibile. Che poi questo termine nel calcio moderno abbia perso di significato è un altro conto. È però un dato di fatto che lo scorso anno, solleticato sul rinnovo o meno di Pellegrini, la risposta del dirigente era stata differente: “La nostra voglia e la sua di andare avanti insieme è la stessa, non è però il momento di parlarne“.

Per capire la vicenda vanno chiarite le posizioni del club e del calciatore. Zaniolo aspettava il rinnovo prima del secondo infortunioJuventus Tottenham si erano già fatte vive un anno e mezzo fa e Nicolò aveva avuto la rassicurazione che sarebbe stato accontentato. Poi c’è stato il nuovo ko, la lunga riabilitazione e quando è tornato in campo, la società ha preso tempo per capire le reali condizioni del ragazzo. Rassicurata non tanto dalle prestazioni (inevitabilmente altalenanti) ma dal recupero atletico, a ottobre sono iniziate le prime manovre. Un paio di incontri volti a constatare differenze sia sulla durata del contratto (Zaniolo vorrebbe un triennale) che sull’importo dello stesso. 

A Trigoria intendono inserire infatti Nicolò (che attualmente guadagna 2,3 milioni più premi) nel gruppo dei calciatori che viaggiano sui 3-3,5 milioni d’ingaggio (Mkhitaryan, Smalling, a breve Mancini, El Shaarawy, Sergio Oliveira con i benefit) mentre lui mira ad avvicinarsi ai top della squadra (Abraham e Pellegrini). Per intenderci: una base di 4 milioni ai quali aggiungere facili bonus.

Fino a qui, una normale trattativa con domanda e offerta che cercano di trovare un punto d’incontro. Il banco salta dopo la nottataccia di Bodo (21 ottobre). Pinto (su input dei Friedkin) congela le trattative per il rinnovo non solo con Nico ma con i calciatori in scadenza nel 2024. Inizia così la grande attesa. Trascorrono i mesi ma la chiamata non arriva. Nel frattempo salta la trattativa per la risoluzione del contratto di Santon (seguito dalla stessa agenzia) e all’improvviso torna in auge il pressing della Juventus.

Alla prima occasione pubblica, arriva (puntuale) la risposta di Pinto. Un caso? Probabilmente no. Perché se chi è vicino al ragazzo ritiene che quella frase sia propedeutica a preparare la piazza ad una possibile cessione estiva, non sono in pochi che ritengono che le parole di Pinto fossero indirettamente rivolte a chi lo sta pressando (sfruttando i media) per il rinnovo. Della serie: è la Roma a decidere quando mettersi seduti a discuterne. E da quello che trapela, dopo una riunione interna della scorsa settimana, l’intenzione è farlo solo a fine stagione.

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Tuttosport: Zaniolo per l’estate, c’è la carta McKennie

L’interesse è ancora più vecchio del biglietto di Fabio Paratici rinvenuto nell’Hotel Bulgari di Milano due anni fa, sul quale il nome di Nicolò Zaniolo era uno dei più prestigiosi. Un interesse, scrive Tuttosport, mai sopito, riaccesosi spesso e pronto a riesplodere. Soprattutto se non dovesse arrivare l’accordo con Paulo Dybala per il rinnovo.

Rinnovo che ieri si è allontanato bruscamente per Zaniolo e la Roma, legati fino al 2024. Ad allontanarlo è stato il direttore sportivo giallorosso, Tiago Pinto: “Questo è il momento del collettivo, di aiutare giocatori e allenatore a ottenere risultati, non di interessi individuali e rinnovi. Se posso garantire che Zaniolo giocherà nella Roma nella prossima stagione? Non posso garantirlo io, né nessun altro“.

L’ad Maurizio Arrivabene e il ds Federico Cherubini stanno così studiando la strategia giusta. I papabili potrebbero essere Moise Keane, ma soprattutto Weston McKennie. Centrocampista dal gran feeling con il gol, l’ex Schalke sostituirebbe Zaniolo tatticamente, texano come i Friedkin, sarebbe un importante uomo immagine sul mercato statunitense.