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Abraham ha già cancellato Dzeko nel cuore dei tifosi romanisti

Sarà (anche) una sfida tra numeri 9, quella di oggi a San Siro tra l’Inter e la Roma. Edin Dzeko contro Tammy Abraham, che pochi mesi fa si sono dati il cambio. Hanno un peso, ovviamente, le 24 reti segnate finora dall’ex Chelsea, mentre Edin nel suo primo anno a Trigoria si è fermato a 10.Abraham è sulla strada buona per diventare un calciatore importante e già dal primo anno sta entrando nel cuore dei tifosi: la sua maglia è la più venduta dopo quelle di capitan Pellegrini e Zaniolo, mentre Edin ci ha messo un po’ di più ma alla fine è diventato leader della squadra e capitano, primo (e finora unico) capitano non romano dal 1998 ad oggi. Sul campo – sottolinea ‘Il Corriere della Sera’ – sarà il secondo incrocio tra i due, il primo in Serie Al’inglese non c’era per squalifica nella gara di andata in campionato, ma era presente in quella di Coppa Italia. In entrambi i casi Edin ha fatto gol, senza esultare per rispetto. Se oggi invece dovesse segnare Tammy, sicuramente non avrebbe problemi a festeggiare, anche perché diventerebbe il romanista che ha fatto più golal primo anno in giallorosso. Tra le big della Serie A, poi, l’Inter è l’unica a cui l’inglese non ha ancora segnato.

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Dal Bernardini ai Parioli la nuova vita dello Special

Roma ha adottato José Mourinho. Lo ha coinvolto e assorbito, lui si è lasciato stregare dalla bellezza della città, dal calore della sua gente. E l’ha fatta diventare casa scrive Il Messaggero. Se l’amore per l’Inter sarà eterno, quello per Roma (e la Roma) è appena sbocciato. Lo Special ci ha messo poco a integrarsi, ha scelto di andare a vivere ai Parioli e non nella zona dell’Eur (dove ha il dentista) certamente più comoda per raggiungere il centro sportivo di Trigoria. Abitare in un quartiere centrale significa vivere la città e suoi abitanti, uscire di casa e trovarsi a fare una passeggiata a Villa Borghese. Approfitta della mascherina per muoversi senza essere riconosciuto, lo fa principalmente la sera sia per mimetizzarsi meglio nel buio, sia perché a Trigoria ci resta anche 12 ore. Non è un allenatore che non vede l’ora di scappare dal centro sportivo per raggiungere la famiglia. Anche perché moglie e figlia trascorrono molto tempo a Londra. Trigoria, infatti, è diventata la sua seconda casa, ci resta a dormire anche tre o quattro volte a settimana, chi ci lavora lo vede spesso girare in ciabatte a testimonianza che è diventata un luogo amico in cui poter essere sé stessi. All’interno dispone di due uffici, uno al primo piano e uno a livello dei campi. Ama prendere il sole, ha fatto installare un maxischermo sul campo per rivedere le azioni e usa spesso il drone durante l’allenamento. Mourinho è così, rigoroso e ostinato quando c’è da difendere il suo lavoro, indulgente e tollerante quando nella vita privata. “L’amore per l’Inter sarà eterno, ma adesso Roma è casa mia”, ha detto l’ultima volta che ha affrontato i nerazzurri. Magari, fra qualche tempo, anche la Roma riuscirà a rubargli un posto nel cuore.

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Nessun timore per l’arbitraggio

Inter-Roma si gioca all’ombra di Josè Mourinho: oggi è lui il protagonista, senza dubbi, scrive Il Messaggero nella sua rubrica ‘Curva Sud’. Il suo passato contro il suo presente, in uno stadio pieno di emozioni. Il prologo ha visto le polemiche sull’arbitro di Seregno, ma a differenza di altri non temo gli sbandamenti di un giovane promettente brianzolo. E poi Josè parla chiaro con tutti e sa farsi rispettare. Il tema vero è la forza e la concentrazione delle due squadre, una in lotta per il titolo l’altra in battaglia per lo scudetto del quinto posto (come lo chiama lo Special One) e, ancora di più, per conservare una lunga imbattibilità. Quello sarebbe davvero bello per noi: arrivare senza sconfitte alla gara con il Leicester, che può valere una stagione. Quel che resta di un lunedì a Napoli sono ancora le parole dell’allenatore: noi facciamo la nostra parte, ma non possono derubarci del diritto di vincere, quando le meritiamo.

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Mou perde Cristante, è un’occasione per Veretout

Un problema lombare ha messo fuori gioco Bryan Cristante per la gara contro l’Inter. Niente di grave, ma José Mourinho e il calciatore hanno preferito non rischiare di peggiorare la situazione, a pochi giorni dalla semifinale di Conference (il 28) contro il Leicester. Il centrocampista è stato depennato dalla lista dei convocati, insieme a Zaniolo e Fuzato,squalificati. La sua assenza – riporta ‘Il Corriere della Sera’ – e quella di Nicolò riducono le possibilità di scelta di Mou e aprono una possibilità imprevista per Jordan Veretout. Il centrocampista francese, che ha dato segnali di ripresa nei due spezzoni di partita giocati contro la Salernitana e il Napoli, non parte titolare in campionato da quasi due mesi: l’ultima volta a La Spezia, il 27 febbraio. Per il resto non dovrebbero esserci altre sorprese di formazione, a meno che Mourinho non voglia concedere un turno di riposo a uno dei tre centrali. Altro possibile ballottaggio sulla fascia sinistra tra Zalewski(favorito) ed El Shaarawy.

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Hakan-Henrik, serve un guizzo per la gloria

Modi diversi di inventare, di illuminare la fase offensiva e accendere il pubblico, come riporta La Gazzetta dello Sport. Eh sì che le premesse a inizio stagione erano agli opposti: Hakan Calhanoglu è stato l’uomo indicato da Inzaghi all’Inter per sostituire Eriksen e per far decollare il suo progetto, mentre per Henrikh Mkhitaryan l’arrivo a Roma di Mourinho sembrava potesse essere un boomerang, dopo che l’avventura vissuta insieme a Manchester era finita con un po’ di freddezza tra i due. E invece Micki ha dimostrato di essere una pedina fondamentale per le ambizioni della Roma: ha aspettato il suo momento e conquistato la fiducia di Mou, che adesso sa di avere un’arma in più per scardinare le difese avversarie. Hakan ed Henrikh stasera avranno tanti riflettori puntati addosso: dopo una stagione sull’altalena, tra alti di grande qualità e bassi a volte davvero anonimi, i due arrivano all’appuntamento del Meazza in ottima condizione, mentale e fisica. Toccherà a loro accendere le luci a San Siro. Calha ha messo la firma sulla nuova scintilla scudetto: con quel rigore realizzato – al secondo tentativo – in casa della Juve, ha rianimato una squadra che sembrava aver perso la strada per la gloria. Sette reti in A, ma soprattutto otto assist: Calha è l’arma in più quando si tratta di sbloccare la partita, ogni angolo diventa una potenziale palla gol, una minaccia per gli avversari non semplice da leggere in anticipo. Dall’altra parte, invece, Mkhitaryan è il vero ago della bilancia della Roma di Mou. A inizio stagione faticava un po’ nel ruolo di esterno sinistro del 4-2-3-1, pagando dazio all’obbligo di dover fare rientri difensivi con continuità. Poi, quando si è passati alla difesa a tre ha ritrovato smalto e brillantezza. Una seconda gioventù, di fatto, con l’armeno che balla tra il ruolo di mezzala e quello di trequartista offensivo. A lui spetta il compito di legare i reparti, di tenere insieme centrocampo e attacco. Quando si abbassa come mezzala deve creare densità in mezzo al campo e aumentare la qualità nel palleggio e nella costruzione dal basso. Quando invece si alza in posizione di trequartista, Micki deve lasciar libera la sua grande fantasia, trovando magari anche il modo di inventare qualche assist. Ad oggi, forse, è il giocatore più decisivo della rosa giallorossa. Con il contratto da rinnovare il prima possibile, visto che va in scadenza a giugno.

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Stavolta arbitra Mourinho

Una vigilia silenziosa. Non è chiaro se stavolta la designazione del milanese Sozza c’entri qualcosa. Sta di fatto che, come già accaduto in campionato e in coppa Italia, Mourinho si avvicina al match di oggi contro l’Inter senza proferire parola, scrive  Il Messaggero. In una settimana si è ritrovato a vestire i panni dell’arbitro-scudetto. Ha praticamente cancellato il sogno dell’amico Spalletti,nel pomeriggio vuole complicare quello di Simone Inzaghi, a costo di frenare la corsa della ‘sua’ Inter. E la terza volta che l’affronta in stagione: nelle precedenti due occasioni ha sempre perso (senza mai segnare). La Roma che si presenta a Milano dovrà fare a meno di Zaniolo (squalificato) e in extremis di Cristante(risentimento lombare per il centrocampista che non è partito) ma è una squadra diversa da quella che, spaurita e senza Abraham, venne spazzata via all’Olimpico lo scorso dicembre. Ma è anche differente da quella che a febbraio in coppa Italia ebbe un approccio disastroso, tanto da subire I’1-0 dell’ex Dzeko dopo appena 2 minuti. I numeri dicono molto. Ad esempio, dal match contro il Cagliari (16 gennaio) in poi i giallorossi hanno collezionato più punti di tutti (26): uno in più della Juventus, 2 del trio Lazio-Napoli-Fiorentina, 4 del Milan, addirittura 6 dell’Inter.

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NEWS

Inter-Roma, Cristante out

Bryan Cristante non è partito con la squadra alla volta di Milano. Il centrocampista giallorosso non parteciperà alla trasferta contro l’Inter per via di una lombalgia che lo ha messo fuori gioco. Sarà preservato e presumibilmente recuperato in vista del match d’andata contro il Leicester.

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Roma in partenza per Milano (VIDEO)

La Roma è in partenza per Milano dall’aeroporto di Fiumicino, dove domani disputerà il big match contro i nerazzurri allo stadio San Siro (h.18.00).

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Allenamenti

Trigoria, rifinitura alla vigilia dell’Inter: due dubbi di formazione per Mou (FOTO)

La Roma ha lavorato questa mattina a Trigoria per preparare la super sfida di domani pomeriggio contro l’Inter. Giallorossi in campo a metà mattinata: lavoro atletico e tecnico-tattico, svolto anche da Spinazzola in gruppo come ormai avviene da una ventina di giorni.

Due possibili dubbi di formazione per domani: ballottaggio a centrocampo tra Cristante e Veretout e un altro duello tra Zalewski ed El Shaarawy sull’out mancino. Torna Mkhitaryan dall’inizio alle spalle di Abraham,

La probabile formazione: 3-4-2-1
Rui Patricio, Mancini, Smalling, Ibanez; Karsdorp, Oliveira, Cristante, Zalewski; Mkhitaryan, Pellegrini, Abraham

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Interviste

Inzaghi: “Roma tra le più forti del campionato. Grande consapevolezza dopo il debry vinto”

Simone Inzaghi ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Inter-Roma:

Che partita si aspetta?
“Domani sappiamo che affrontiamo una delle squadre più forti del campionato, che è in un ottimo momento allenata da un ottimo allenatore di cui tutti conosciamo il suo percorso sia all’estero sia qui all’Inter. Sta facendo molto bene alla Roma, dovremo affrontarla con altissima attenzione sapendo che per noi è molto importante”

Come si può pensare di lasciare fuori Correa visto il momento?
“Per quanto riguarda i giocatori chiaramente ha fatto un’ottima partita, come l’hanno fatta i suoi compagni. Abbiamo ancora l’allenamento di oggi pomeriggio, domani mattina avremo una piccola sgambata e dovrò cercare di valutare ogni giocatore. A oggi penso siano tutti disponibili eccezion fatta per Vidal, che ha avuto una brutta distorsione nei minuti finali del derby. Domani mattina deciderò la formazione per la partita con la Roma”

Come si affronta la Roma dopo il derby?
“Io penso che la partita di martedì, il derby, ci abbia dato grandissima convinzione. Abbiamo fatto un’ottima gara, ci ha dato la possibilità di fare un’altra finale però è stata molto importante per le nostre convinzioni di squadra, che non si erano mai perse. Abbiamo raccolto meno di quello che potevamo raccogliere, però adesso siamo tutte lì e dobbiamo cercare di fare un finale di campionato nel migliore dei modi”

Tra le cose positive del derby anche un approccio molto positivo e aggressivo. In una fase come questa bisogna sbagliare meno?
“Chiaramente sappiamo che manca un mese alla fine. Abbiamo tantissime partite ravvicinate, quindi sia io, sia la squadra dovremo essere bravi a rimanere tranquilli e sereni, cercando di preparare la partita che viene dopo pochi giorni. Adesso abbiamo vinto un derby importante, che ci dà la possibilità di giocarci una finale. Questo deve essere già lasciato alle spalle, perché domani abbiamo una partita contro una squadra che sta molto bene sia fisicamente sia mentalmente. Bisognerà essere bravi a fare una gara di corsa, aggressività e determinazione, perché affrontiamo una squadra in un ottimo momento. Da qui alla fine troveremo tutte squadre diverse tra loro ma che ci creeranno delle difficoltà”

L’Inter gioca due gare in più rispetto alle rivali in questo finale di stagione. È una cosa negativa oppure no?
“Negativa no, perché la squadra dovrà andare a giocare una finale a cui abbiamo dato tutto noi stessi. È stato un bel percorso, è normale che chiaramente la partita di Bologna avremmo voluta giocarla quando si doveva, però la pandemia non ce l’ha permesso. Adesso si è accavallata in questo finale di stagione, dovremo essere sempre sul pezzo ma ho la fortuna di avere dei giocatori di esperienza che sanno come affrontare determinate partite e come recuperare mentalmente dopo ogni sforzo”

Per Inzaghi è giusto definire che tra Inter-Roma e mercoledì a Bologna ci si giochi quasi tutto della corsa scudetto?
“Questa settimana, chiaramente, avendo i tre impegni con Roma, Bologna e Udinese è importantissima per noi. Lo sappiamo, dobbiamo essere molto lucidi nel preparare così tante partite in una settimana sola. Però la squadra c’è già passata quest’anno con tantissime partite, anche con la finale di Coppa Italia, Supercoppa Italiana e gli ottavi di Champions League arriveremo a cinquantatré partite, tantissime. Dobbiamo affrontarle una alla volta sapendo che ci aspetteranno sei finali”

Quanto le ha dato fastidio che si sia parlato solo di arbitri e della designazione di Sozza?
“So che abbiamo una classe arbitrale, una delle migliore in Europa e secondo me siamo fortunati ad avere una classe così. Chiaramente possono sbagliare loro, come noi, penso che gli episodi si pareggino alla fine”

Come sta preparando la gara contro la Roma
“Per noi è una finale. Sappiamo che affrontiamo una squadra di grande valore che non perde in campionato dal 9 gennaio contro la Juventus. Ci dovremo preparare nel migliore dei modi per fare una grande gara”