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Interviste

Pinto: “Carichi e motivati, vogliamo vincere la Coppa”

Tiago Pinto ha parlato ai microfoni di Sky Sport prima di Roma-Feyenoord:

Partiamo dalle emozioni, si dice che i manager debbano essere freddi, è vero?
“Sì, è facile capire quello che significa arrivare in una finale. Si vince con la testa, non con le emozioni. Vogliamo vincere per tutti i tifosi che ci hanno sostenuto. È chiaro che siamo tesi in attesa del fischio d’inizio”.

Ieri Friedkin al gala dell’Uefa ha detto che questo ‘è un punto di partenza’, cosa significa?
“Dico la verità: arrivare alla fine della stagione con dei dubbi sul progetto della Roma è strano. Abbiamo portato Mourinho, fatto 55 partite e siamo migliorati, la nostra strada è chiara e sappiamo quello che vogliamo fare. Nei prossimi due anni vogliamo giocare altre finali”.

Cosa significa per voi?
“Al di là dei risultati ho sentito che la squadra è cresciuta tanto, anche la struttura e l’organizzazione. Siamo fiduciosi di portare più gioia ai tifosi nei prossimi due anni”.


TIAGO PINTO A DAZN

Che aria si respira in questi giorni a Roma?
“Significa che abbiamo fatto una lunga strada, abbiamo passato anche serate brutte come a Bodo, ma siamo riusciti ad arrivare qui. È importante per noi come squadra e come progetto, ma so perfettamente che è importante per la città e i tifosi. È la ragione principale per vincere oggi, i tifosi ci hanno dato un sostegno incredibile durante tutta la stagione. Sarebbe bello vincere per loro”.

Coma ha visto la squadra in questi giorni? C’è tensione?
“Siamo abituati, abbiamo giocato tutta la stagione ogni 3-4 giorni. La squadra è carica e motivata, c’è un po’ di tensione perché è una finale. Non è uguale giocare una finale o un’altra partita. Ma siamo al 100%, siamo carichi e non ci sono infortunati. Vogliamo essere una vera squadra in campo per vincere la coppa”.

Quanto incide portare a casa il trofeo per il bilancio della stagione?
“Nello sport le idee sono tante volte più importanti dei risultati. Quando si vince non va tutto bene e quando si perde non va tutto male. Con Mourinho in questa stagione abbiamo fatto tanti miglioramenti, il bilancio è positivo in una strada lunga e in un progetto lungo di altri due anni. È chiaro che se dovessimo vincere saremmo più felici, ma siamo sulla strada giusta e lo abbiamo dimostrato in questa stagione”.

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PARTITE

LIVE Roma-Feyenoord 1-0 (32′ Zaniolo) – VINCIAMO NOI!!!!!!! LA CONFERENCE E’ GIALLOROSSA!

E’ il giorno della finale di Tirana. La Roma affronta nell’ultima gara di Conference League il Feyenoord:

LE FORMAZIONI:

ROMA: Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibañez; Karsdorp, Cristante, Mkhitaryan, Zalewski; Zaniolo, Pellegrini; Abraham.
A disp.: Fuzato, Kumbulla, Viña, Maitland-Niles, Sergio Oliveira, Veretout, Diawara, Bove, Carles Perez, El Shaarawy, Shomurodov, Felix.
All.: Mourinho.

FEYENOORD: Bijlow; Geertruida, Trauner, Senesi, Malacia; Kökcü, Aursnes; Nelson, Til, Sinisterra; Dessers.
A disp.: Ofir Marciano, Jansen, Pedersen, Hendrix, Jahanbakhsh, Linssen, Sandler, Wålemark, Hendriks, Toornstra, Hall.
All.: Slot.

Arbitro: István Kovács. Assistenti: Vasile Florin Marinescu – Ovidiu Artene. IV uomo: Sandro Schärer. VAR: Marco Fritz. AVAR: Christian Dingert – Bastian Dankert.

RETI: 32′ Zaniolo
CARTELLINI: Ammoniti: Trauner, Pellegrini, Rui Patricio


88′ Shomurodov e Vina per Karsdorp e Abraham

85′ Veretout in verticale in area per Pellegrini che stoppa col mancino e calcia teso, salva Bijlow

82′ – Conclusione di Sinisterra, Rui Patricio c’è

68′ – Pellegrini scodella in area per Abraham che lascia rimbalzare e poi calcia ma la palla finisce sul fondo

66′ – Spinazzola e Veretout per Zalewski e Zaniolo

66′ – Angolo Roma deviato da Cristante sul secondo palo, sbuca Zaniolo che calcia al volo, mura Nelson in out

51′ – Clamoroso fallo da ultimo uomo su Abraham di Senesi, una trattenuta vistosa che l’arbitro non ravvisa

49′ – Bolide di Malacia dalla distanza, Rui Patricio salva con l’aiuto della traversa

47′ – Clamorosa doppia occasione per il Feyenoord prima un palo su una deviazione involontaria di Mancini e poi una conclusione di Til deviata in corner da da Rui Patricio

Inizia la ripresa

CRONACA SECONDO TEMPO:

4 minuti di recupero. Fine primo tempo

41′ – Tentativo di Kokcu dalla distanza, tiro insidioso che Rui Patricio para in due tempi

35′ – Angolo Roma, Pellegrini pesca Smalling sul secondo palo, colpo di testa debole, facile per Bijlow

32′ – GOOOOOOOOOLLLLLLL del vantaggio giallorosso siglato da Nicolò Zaniolo che scappato alla spalle dell’avversario su cross lungo di Mancini, stoppa di petto e insacca alle spalle del portiere del Feyenoord

24′ – Pallone filtrante di Pellegrini per Zaniolo che non arriva a concludere a rete

15′ – Si ferma Mkhitaryan, probabilmente per il riacutizzarsi del problema muscolare. Al suo posto Oliveira

Inizia il match

CRONACA PRIMO TEMPO

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Friedkin: “La finale un punto di partenza, la Roma sarà grande”

«E’ una grande gioia partecipare a una finale. Siamo convinti che la Roma possa crescere ancora e arrivare presto ai massimi livelli». E’ una dichiarazione d’intenti molto significativa, perché arriva direttamente dalla voce di Dan Friedkin. Abituato a parlare poco in pubblico, il presidentedella Roma ha presenziato alla cena di gala organizzata dall’Uefa nel centro di Tirana, dentro a una grande sala del Teatro dell’Opera. A un certo punto, come l’omologo del Feyenoord, è stato invitato sul palco per comunicare le proprie emozioni sulla partita.

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Roma-Feyenoord, scontri a Tirana: rimpatriati 51 tifosi giallorossi

Sono già stati rimpatriati 51 tifosi della Roma coinvolti in incidenti con la polizia di Tirana la notte scorsa. Lo fanno sapere fonti delle forze dell’ordine, precisando che queste persone sono state portate a Durazzo e messe su un traghetto in partenza per l’Italia

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Pjanic: “Dybala è perfetto per i giallorossi. Non vincere a Roma è stato un dolore”

Miralem Pjanic, ex centrocampista della Roma, ha rilasciato una lunga intervista a La Repubblica. Ecco le sue parole:

Quante volte alla Roma ha pensato “quest’anno vinciamo noi”? “È un grande dolore che porto dentro non essere riuscito a vincere a Roma. Avevamo una squadra fortissima ma purtroppo anno dopo anno partivano sempre giocatori importanti, non riuscivi a costruire in continuità. Ma era una grandissima squadra, il ds Sabatini ha fatto un grandissimo lavoro. Mancava qualcosina, non molto. E la Juventus faceva stagioni inimmaginabili, il record di punti, e non siamo riusciti a vincere lo scudetto anche se era un obiettivo di tutti noi”.

Cos’era quel “qualcosina” che vi mancava? “Quello che c’è oggi. Ci mancava una società che potesse gestire quello che succedeva intorno alla squadra, per levarci un po’ di pressione. Alla Juve c’è una società molto forte, che mette i giocatori nella miglior condizione per vincere, per concentrarsi solo sul campo. A Roma a quell’epoca mancava”.

E adesso? “Ora vedo una società presente, un grandissimo allenatore come Mourinho che sta tirando fuori il meglio dai giocatori, sta portando la Roma in una finale al suo primo anno”.

Quindi tutto merito di Mourinho? “Ha portato una follia che mancava negli ultimi anni. Alla Roma ci sono stati sempre allenatori molto bravi: Luis Enrique, Rudi Garcia, Spalletti… molto preparati, molto forti. Ma Mou ha vinto ovunque, ha un’esperienza europea formata in tutti i campionati. Sa gestire le situazioni particolari. E ovviamente con la sua comunicazione, che è molto importante, sta togliendo tante pressioni alla squadra. Sta facendo un grande lavoro quest’anno”.

È vero che a Roma sia più difficile vincere? “Sì e no. La passione che c’è a Roma non la trovi altrove, ma a volte diventa pressione. Quest’anno però vedo una grande sintonia tra Mourinho e i tifosi. E se arrivano altri giocatori potrà ambire a un posto più in alto”.

Pensa a qualcuno in particolare? “Dybala sarebbe perfetto e la Roma perfetta per lui. Da quello che vedo, la Roma deve fare un passo avanti, con qualche campione in più. E giocatori come Paulo migliorano le squadre e lui migliorerebbe sicuramente la Roma. Può essere una soluzione e mi farebbe piacere vederlo lì”.

Le fa effetto rivedere Salah in finale di Champions? “Salah era già forte alla Roma. Era un piacere giocarci insieme, sfruttavo la sua velocità con i miei passaggi, conoscevo perfettamente i suoi movimenti. Era molto completo, ma si è completato di più con il tempo. In finale ci saranno due squadre forti, mi aspetto una partita molto dura. Il Madrid sa giocare questo tipo di partite, il Liverpool è strepitoso, ma…”

Ora rientra al Barcellona? O magari tornerà in Italia? “Il Barcellona per me ha un significato importante, era un sogno che avevo da piccolo. Della mia carriera sono molto fiero: Metz, Lione, la Roma e la Juve: in Italia ho passato nove anni, i più importanti della mia carriera. Seguo molto il calcio italiano, lo amo. Per adesso immagino di stare a Barcellona per altri due anni e finire il contratto. Poi, vedremo. Mai dire mai”.

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Manolas: “Il mio gol contro il Barça ha cambiato l’immagine della Roma nel mondo”

C’è stato un momento che ha cambiato tutto. La storia europea della Roma, la sua percezione nel mondo del calcio continentale. Roma-Barcellona 3-0, il colpo di testa di Kostas Manolas, i romanisti in estasi e la semifinale di Champions.

Manolas, cosa ha significato quel suo gol al Barça?

“Ha cambiato l’immagine della Roma nel mondo” dice il difensore greco intervistato da La Repubblica.

C’è chi pensa che senza quella notte adesso la Roma non avrebbe la dimensione per giocare una finale europea.

“Sì, è stato importante. Non solo perché è stato il 3-0, quello della qualificazione a una semifinale di Champions. Ma perché tutto il mondo ha capito che la Roma è una grande squadra. Prima la Roma aveva un’altra immagine in Europa, un’altra storia”.

Stavolta però è andata oltre, arrivando fino in fondo.

“Ma anche noi saremmo arrivati in fondo in quella Champions, se ci fosse stato il Var. Non ci diedero un rigore su Dzeko per un fuorigioco che non c’era. Non videro un fallo di mano di Alexander-Arnold che sarebbe stato rigore ed espulsione. Ci sarebbe bastato un gol per superare il Liverpool”.

Quella Roma spesso arrivava seconda ma viveva in un clima a volte ostile. Adesso all’Olimpico c’è il pienone. Le fa effetto?

“Sì, mi fa effetto, in questo campionato la Roma non ha fatto una grande stagione. Ma una finale è una finale: e arrivarci fa tutta la differenza, non è mai facile”.

Perché ai suoi tempi non sono arrivati trofei?

“La Roma in cui giocavo io quest’anno avrebbe vinto il campionato con dieci punti di vantaggio. L’anno in cui ne facemmo 87 con Spalletti ci credevamo. Poi ci è mancato Salah per due o tre mesi, abbiamo sbagliato un paio di partite. Facemmo il record di punti, ma la Juve di quegli anni sfiorava quota 100”.

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Roma-Feyenoord, le probabili formazioni dei quotidiani: c’è Mkhitaryan, dubbio Zaniolo-Oliveira

Roma-Feyenoord: le formazioni dei quotidiani

LA GAZZETTA DELLO SPORT(3-4-2-1): Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibanez; Karsdorp, Mkhitaryan, Cristante, Zalewski; Zaniolo, Pellegrini; Abraham.

IL CORRIERE DELLO SPORT (3-4-2-1): Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibanez; Karsdorp, Oliveira, Cristante, Zalewski; Pellegrini, Mkhitaryan; Abraham.

TUTTOSPORT (3-4-2-1): Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibanez; Karsdorp, Cristante, Oliveira, Zalewski; Mkhitaryan, Pellegrini; Abraham.

IL MESSAGGERO (3-4-2-1): Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibanez; Karsdorp, Cristante, Oliveira, Zalewski; Pellegrini, Mkhitaryan; Abraham.

CORRIERE DELLA SERA (3-4-2-1): Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibanez; Karsdorp, Mkhitaryan, Cristante, Zalewski; Zaniolo, Pellegrini; Abraham.

LA REPUBBLICA (3-4-2-1): Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibanez; Karsdorp, Cristante, Mkhitaryan, Zalewski; Zaniolo, Pellegrini; Abraham.

LEGGO (3-4-2-1): Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibañez; Karsdorp, Cristante, Sergio Oliveira, Zalewski; Zaniolo, Pellegrini; Abraham.

IL TEMPO (3-4-2-1): Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibañez; Karsdorp, Cristante, Mkhitaryan, Zalewski; Zaniolo, Pellegrini; Abraham.

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Rassegna stampa

Cerezo: “Dai, ragazzi: vincete anche per noi delusi del 1984…”

 Un tifoso speciale della Roma sarà incollato davanti alla tv stasera dall’altra parte dell’oceano, supportando i ragazzi di Mourinho. I tifosi non più giovani si ricordano di lui: Toninho Cerezo. L’ex centrocampista brasiliano, che dal 1983 al 1986 giocò in giallorosso, fu indicato come rinforzo per la Roma al presidente Viola e all’allenatore Liedholm proprio da Falcao, suo compagno in nazionale. In tre stagioni in giallorosso, Cerezo, riporta La gAzzetta, conquistò due Coppe Italia e arrivò pure alla finale di Coppa Campioni vinta dal Liverpool ai rigori.

Mi ricordo molto bene. I tifosi riconobbero i nostri sforzi nonostante la sconfitta. Dopo la partita intonavano “Grazie Roma”Il tifoso romanista è molto caloroso. E’ uno che carica la squadra e fa sentire più forti i giocatori. Mi ricordo che i romanisti mi applaudirono pure quando andai a giocare da avversario, con la Sampdoria. Sono sempre nel mio cuore. Non vincemmo la Coppa Campioni nel 1984, ma ora possiamo farcela con la Conference. Mi fa piacere sapere che la Roma potrebbe essere la prima squadra a conquistare questo trofeo. Se la Roma è arrivata in finale di una competizione internazionale avrà sicuramente conquistato sul campo i suoi meriti. Mi auguro che Abraham possa lasciare il segno. E’ un attaccante che ha molta presenza in area e sa come farsi valere. Mourinho è uno dei migliori allenatori in circolazione, non è un caso che abbia vinto tantissimo ad alti livelli. E’ molto bravo, a Roma sta facendo benissimo”.

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Ad assistere alla finale Totti, Verdone, Venditti e Conidi. C’è anche Rosella Sensi

Tantissimi tifosi vip e un invito di classe. Sarà piena anche la tribuna d’onore della Kombetare Arena per un appuntamento storico della Roma, scriveLeggo.

Oltre ai due capitani per eccellenza Totti e De Rossi ci saranno anche Antonello Venditti, Carlo Verdone, Blanco, Marco Conidi e molti altri oltre ovviamente alle autorità albanesi. La presenza più inattesa è quella di Rosella Sensi, invitata dai Friedkin.

L’ex presidente tornerà a seguire una partita della Roma dal vivo dopo 14 anni di assenza e lo farà proprio al fianco di Francesco Totti. È stata lei insieme all’ex numero 10 ad alzare al cielo l’ultimo trofeo romanista 14 anni fa (la coppa Italia). A fare gli onori di casa c’è un altro ex amatissimo come Zibi Boniek, vice presidente dell’Uefa e primo tifoso “straniero” (tra i tanti di oggi) per la vittoria dei giallorossi: “Siamo pronti, lo stadio è un gioiello. Non c’è nemmeno da chiedere per chi farò il tifo. Un mio ritorno in giallorosso? Di tempo a disposizione ne ho…”, ha detto ieri

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Mou, pensaci tu

 Il 21 maggio, in una Siviglia calda come Tirana, acconciata a festa, si cominciava a scrivere una epopea calcistica che ci avrebbe fatto compagnia per più lustri. Il Porto di José Mourinho vinceva la Coppa Uefa battendo il Celtic Glasgow e l’allenatore portoghese saliva alla ribalta dell’universo del pallone conquistando il primo titolo europeo della sua carriera.

Quanto basta per costruire la mitologia dello Special One, che stasera in Albania prova a vivere un quinto atto in una Coppa tutta nuova, la Conference League, che gli potrebbe essere ascritta già alla prima edizione. Una medaglia in più da mettere sul petto, stavolta per merito della Roma, che manca da una finale europea dal 1991. Le Champions vinte con Porto e Inter, l’Europa League conquistata col Manchester United, non contano più nulla. Oggi è l’atto conclusivo di un’avventura cominciata il 19 agosto per la Roma.

I giallorossi, scrive La Gazzetta, stanno per scendere in campo per la partita numero 55 della stagione, l’ultima. “E’ un momento ricco di significati. Abbiamo giocato due finali in quattro giorni, vincendo la prima e qualificandoci alla prossima Europa League. Ma a Torino non si poteva scrivere la storia. Questa finale, invece, è una cosa diversa. E’ già storia, perché arriva dopo tanti anni di assenza.Dobbiamo fare il possibile per vincere. Non credo alle pozioni magiche ma al lavoro quotidiano e al lavoro dello staff e della squadra. Comunque andrà per me è una stagione positiva. In ogni caso una finale è una cosa che serve a crescere” ha detto il portoghese. “Il mio carisma non può fare la differenza. All’ultima partita della stagione il lavoro è già fatto. La leade8rship non si può mettere sul tavolo, l’ultimo atto fa parte di un processo. Noi allenatori siamo fuori, cerchiamo di aiutare. L’esperienza non aiuta, pensavo lo facesse, ma ciò che provo è uguale a quando preparavo la prima finale“.