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Rassegna stampa

Dybala è l’asso di De Rossi

Tutto su Dybala. L’argentino è il vero asso nelle mani di Daniele De Rossi per provare a vin-cere il suo primo derby della Capitale da allenatore. Dopo le assenze forzate contro Sassuolo e Lecce (seppur entrato per gli ultimissimi minuti) l’attaccante (ancora a secco nella stracittadina romana) sabato riprenderà il suo posto nell’undici titolare giallorosso per dare nuovo ossigeno a una squadra sembrata spenta nelle ultime uscite. (…)

Come scrive il Tempo, il ritorno di Dybala, peraltro, può dare nuova linfa anche a Lukaku, che negli ultimi mesi si è acceso solo quando è riuscito a dialogare col collega di reparto, e che nel nuovo anno è riuscito a incidere molto poco negli equilibri della Roma. L’altro ritorno importante è quello di Leonardo Spinazzola. Il laterale azzurro si era fermato nel primo tempo del match contro il Sassuolo, e ora ha ripreso il lavoro con i compagni.

Starà a De Rossi scegliere se impiegarlo o meno dall’inizio, certo è che, se in condizione, può regalare maggiore spinta sulla corsia mancina dove Angelino è sembrato abbastanza in difficoltà nelle ultime apparizioni.

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Le Voci di Retesport

Di Livio a RS: ”Lukaku inguardabile. Rigore? Nettissimo. Nel primo tempo Baldanzi è stato un problema”

Angelo Di Livio è intervenuto ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.

Nel calcio ci sono le categorie, ovvero i titolari e le alternative. Con queste ultime ci si può lavorare nei venti minuti finali per migliorarli. Quando mancano 3-4 tenori diventa difficile: l’unica critica che rivolgo a De Rossi riguarda la mancata titolarità di El Shaarawy.

Il vero problema del primo tempo della gara di Lecce è stato Baldanzi: non rincorreva Gallo che sembrava un fenomeno. La Roma nella ripresa mi è piaciuta: ha creato più occasioni della squadra di Gotti.

Rigore su Zalewski? Nettissimo. In aggiunta, Pongracic doveva essere espulso per un fallo su Lukaku.

Di Livio su Lukaku.

Facendolo allenare normalmente non fa la differenza: deve fare un supplemento particolare come fece Conte. Il centravanti belga è stato inguardabile contro il Lecce: neanche di testa è riuscito a colpire un pallone.

Cristante? Tanto cuore ma ha giocato al di sotto delle sue possibilità.

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Le Voci di Retesport

Petruzzi a RS: ”La Roma contro il Lecce è stata inesistente. De Rossi sarà avvelenato”

Fabio Petruzzi è intervenuto ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.

Il pareggio contro il Lecce ha lasciato tanta delusione perché la Roma avrebbe dovuto vincere in ogni modo soprattutto dopo i successi di Atalanta e Bologna. La prestazione dei giallorossi è stata inesistente: De Rossi sarà avvelenato per la modalità con la quale è arrivato questo punto.

Prosegue Petruzzi.

L’Atalanta non è qualitativamente superiore alla Roma ma in campo vince tutti i duelli individuali. I giallorossi, invece, non hanno ancora la mentalità che porta la squadra a vincere le partite con cattiveria e non solo con la tecnica. Non credo che la Roma sia entrata in campo con presunzione. Il primo tempo però è stato vergognoso: ho visto una squadra senza equilibri e disordinata che è stata infilata troppe volte in ripartenza.

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Interviste

Delvecchio: ”De Rossi sta facendo un ottimo lavoro. Il derby di Roma è sentito 10 volte di più rispetto a quello di Milano”

Marco Delvecchio ha rilasciato un’intervista ad AS Roma Podcast. L’ex attaccante giallorosso ieri ha presentato la maglia celebrativa della storia del club che la squadra indosserà appositamente durante il derby in programma il 6 aprile alle 18. Di seguito le sue dichiarazioni.

Elegantissimo con questa maglia.
“Così si può andare ovunque, porte aperte”.

Il backstage?
“Sono tutti buoni. Mi sono trovato bene. Se c’è la compagnia giusta ci si diverte”.

Che effetto fa indossare questa maglia?
“Da una parte una bella sensazione, dall’altra brutta perché so che non potrò giocare più con questa maglia. Ormai l’età è avanzata. Ma la maglia della Roma mi ricorda grandi momenti e grandi emozioni”.

Che effetto ti fa tornare a Trigoria?
“Sono tornato tre settimane fa per la prima volta dopo 10-15 anni. È cambiato tutto, anche le strade e non sapevo più a che rotonda girare per venire qui. Sono arrivato qui e non mi ricordavo più niente, è cambiato tutto in meglio”.

Che legame hai con la Roma?
“Non seguo tantissimo il calcio adesso, ma seguo sempre la Roma. Se devo uscire il sabato e la domenica esco, ma se c’è la Roma non esco. Vale per tutti i giorni, speriamo che l’anno prossimo giochi il martedì o il mercoledì. Seguo tanto la Roma, se riesco a vedere le altre le guardo ma non mi interessa più di tanto”.

Hai giocato anche il derby di Milano.
“Non c’è paragone. Percepisci il derby di Milano quando arrivi allo stadio la domenica, quando vedi qualche coreografia. Quello di Roma lo inizi a vivere un mese prima che arrivi. È un’altra storia, altre tifoserie, colori e sfottò. È un derby sentito 10 volte di più di quello di Milano”.

Si trasformava contro la Lazio. “Bisogna avere un po’ di fortuna nelle cose. Con bravura e fortuna facevo spesso gol nel derby ed era una partita che io sentivo perché sapevo fosse una partita importante alla quale tutti tenevano. I tifosi ma anche noi come squadra. Quindi davo il meglio di me stesso”.

C’è stato un derby in cui è scattato qualcosa? “Al primo gol ho pensato ‘vabbè ho fatto un gol al derby’. Poi c’è stata una doppietta e poi un’altra e ho capito che il derby fosse una cosa mia”.

Il derby che ricorda con più emozione? “È il primo che abbiamo vinto dopo tanti derby che non riuscivamo a vincere. Quello prima lo avevamo pareggiato 3-3, poi quello dopo nel 98-99 abbiamo vinto 3-1. Dopo ne abbiamo vinti tanti altri”.

Come viveva i giorni prima del derby? “In queste partite non hai bisogno di stimoli, ti caricano a prescindere e io non vedevo l’ora che arrivasse il derby perché pensavo a prendermi la scena”.

Ha segnato in tutti i modi: te li rivedi i tuoi gol? “Quando c’è il derby fanno vedere quelli passati e li vedo però non sono uno che si va a rivedere i gol e le immagini. Mi fa piacere ma non lo faccio spesso. Ogni tanto esce qualche filmato nella settimana del derby”.

Il gol del 98-99. “Sembra facile però io ero sicuro che Marchegiani prendesse il pallone e quindi la palla stava sfilando via e non avevo il tempo di prenderla col destro quindi l’ho presa con l’esterno sinistro. È stato un rischio perché da quella parte è meglio arrivare con l’interno destro. Per fortuna è andata bene. Lo metto al quinto posto”.

Il gol nel derby di ritorno del 98-99. “Forte sotto la traversa. Quando lo rivedo penso che sarebbe stato più bello superare Nesta. Questo lo metto al terzo posto”

Il gol nel derby di andata del 99-00. “Questo era facile col piattone sul primo palo. Il passaggio di Zanetti è l’ABC del calcio. Questo lo metto al quarto posto. Eravamo 4-0 nel primo tempo. Finito il primo tempo qualcuno si abbracciava dopo il 4-0 e da dietro Capello diceva ‘Ma no, non è finita”. Per dirti quanto Capello era sempre sul pezzo”.

Il gol nella stagione 01-02. “Questo non so se è il più bello però è rimasto nella storia per l’immagine di Nesta. La finta che faccio si chiama ‘gancio’. Poi ci vuole anche un po’ di fortuna. Questo lo metterei al secondo posto. I laziali pensavano che l’avessi portata avanti con il braccio ma era spalla piena”.

Il gol nella stagione dello scudetto. “Zanetti mi dà una grande palla. L’ho lasciato al primo posto perché è l’anno dello scudetto e per il grado di difficoltà. La palla che arriva da Zanetti non posso né stopparla né fare un gancio. Mi stendo per toccare la palla col collo, è stato un gran gol. Poi la stagione è finita bene”.

Un calciatore della Lazio che lei soffriva? “Soffrivo tantissimo Gottardi. Era velocissimo e quando me lo mettevano vicino avevo difficoltà ad andargli via. In progressione vado più forte di lui ma nei primi passi era più forte lui”.

Come si approccia un derby? “Se rimani freddo riesci a giocarlo meglio. Bisogna avere un approccio positivo ma non troppo intenso. Io davo tutto in campo ma non ne facevo una ragione di vita. Non ci pensavo troppo perché ti leva energie e vivevo la settimana sapendo che c’era il derby però cercavo di avvicinarmi come una gara qualsiasi ma in campo davo il massimo. Il segreto è viverlo spensierato”.

I tifosi amavano anche la tua esultanza. “È nata come una polemica. Poi c’è stato un chiarimento con i tifosi a Trigoria e alla fine abbiamo capito che non aveva senso farsi la guerra e l’obiettivo era fare il bene della Roma. Ho spiegato che le orecchie che facevo erano per sentire la gioia dei miei tifosi dopo i gol. È un gesto che poi hanno apprezzato”.

De Rossi ha sempre vissuto il derby con intensità. Che consiglio daresti? “Daniele è un ragazzo nato a Roma, di Roma e lo viveva come anche Totti con tanta attenzione e ci pensavano anche troppo. Daniele ora è maturato ed è cresciuto. Saprà lui affrontare il derby nel migliore dei modi e se la saprà cavare benissimo”.

Come sta andando l’avventura di De Rossi come allenatore? “Benissimo, i risultati parlano per lui. Ha avuto un approccio che non mi aspettavo. Quando torni in un ambiente dove sei stato tanti anni e ritrovi gente che ha giocato con te non è facile. Ha trovato equilibrio con giocatori, società e tifosi. Complimenti perché sta facendo un grandissimo lavoro”.

Percepisci il cambiamento del calcio?
“Non lo percepisco tanto. Percepivo di più la differenza tra il calcio degli anni Ottanta e il nostro, ma non tra questo moderno e il nostro. Magari si saranno evoluti nel modo di allenarsi. Ma se metti i giocatori della mia epoca, si troverebbero bene”.

C’è la spaccatura tra risultatisti e giochisti, come ti schieri?
“Il talento individuale fa sempre la differenza in un’organizzazione. Quindi ci vogliono tutte e due le cose. Sono vecchia maniera, sento tante terminologie. Sei mesi fa o un anno fa ho sentito ‘braccetto’. Ma quale braccetto… Non mi piacciono queste terminologie”.

Il tuo contributo nell’anno dello scudetto è stato fondamentale. Oggi dove ti vedresti?
“All’epoca mi sono defilato sulla sinistra per una richiesta di Capello, sapevo di giocare sempre e mi sono spostato volentieri. Ma se potessi rifare la carriera me la giocherei da centravanti, quando ho giocato da centravanti ho fatto bene”.

Da quando hai smesso di giocare hai osservato qualche calciatore in cui ti sei rivisto?
“No, penso che i giocatori siano tutti diversi e ognuno abbia la propria caratteristica. Non riesco mai a vedere un giocatore uguale all’altro, si può avere qualche movenza”

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Calciomercato

Futuro De Rossi: priorità rinnovo con la Roma. La Fiorentina rimane un’opzione

Il futuro di Daniele De Rossi ancora non è stato deciso. Come riporta Tuttomercatoweb, infatti, la Roma è alla ricerca del direttore sportivo, per cui, difficilmente si esprimerà sul rinnovo del tecnico giallorosso prima annunciare il successore di Pinto. La priorità di DDR è chiara: proseguire la sua esperienza con la Roma. De Rossi, quindi, aspetterà la decisione della società, nel mentre, altri club hanno messo gli occhi su di lui. L’allenatore giallorosso piace molto alla Fiorentina che a giugno dovrebbe salutare Italiano. Pradè punterebbe immediatamente su DDR ma, data la priorità del tecnico romanista, il ds della Viola sta valutando anche ad Aquilani, Gilardino e Palladino.

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NEWS

Roma-Lazio, esami per Zaccagni: nessuna frattura alla caviglia

Mattia Zaccagni, durante Juventus-Lazio di Coppa Italia disputata ieri sera alle 21, è uscito dal campo al 14esimo minuto per una distorsione alla caviglia. L’esterno biancoceleste oggi ha svolto degli esami per valutare l’entità del problema che hanno escluso la frattura. Di seguito la nota della Lazio.

”Lo staff medico della S.S. Lazio comunica che il calciatore Mattia Zaccagni è stato sottoposto ad esami clinici e strumentali presso Paideia International Hospital.

Gli accertamenti non hanno evidenziato fratture scheletriche a carico della caviglia sinistra a seguito dell’importante trauma distorsivo riportato nel corso della partita di ieri contro la Juventus.

Il calciatore ha già iniziato le cure specifiche del caso e verrà sottoposto a monitoraggio clinico e strumentale quotidiano presso Lazio Lab per quantificare i tempi di recupero”.

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APPROFONDIMENTI

Roma, tornano Dybala, Pellegrini ed El Shaarawy: con DDR hanno prodotto il 69% delle reti

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – Daniele De Rossi, dopo il pareggio amaro con il Lecce (0-0), in cui, per motivi diversi, non sono partiti dall’inizio Dybala, Pellegrini ed El Shaarawy, potrà tornare ad affidarsi alla cooperativa del gol. Nel derby contro la Lazio in programma sabato alle 18, infatti, saranno tutti a disposizione e recupereranno le rispettive maglie da titolari.

Per la formazione giallorossa Dybala, Pellegrini ed El Shaarawy sono sinonimi di fantasia, qualità, imprevedibilità ma soprattutto di gol. Dall’arrivo di De Rossi, in tutte le competizioni (14 partite), hanno prodotto il 69% delle reti della Roma, ovvero, 20 su 29. Numeri che certificano come i giallorossi avranno una potenza di fuoco da sfruttare contro la Lazio, che nelle ultime gare è venuta meno.

Dybala, Pellegrini ed El Shaarawy: ecco i gol che serviranno alla Roma contro la Lazio

La Roma non segna da 4 derby consecutivi che sono coincisi con 3 sconfitte e un pareggio. L’ultima stracittadina in cui i giallorossi sono andati in gol, risale alla vittoria più recente datata 20 marzo 2022: 3-0 con le firme di Abraham (doppietta) e Pellegrini. In aggiunta, la formazione capitolina ha calciato in porta appena 8 volte nei 4 match contro la Lazio.

La Roma, quindi, dovrà cambiare il proprio atteggiamento ed essere più coraggiosa per cercare di vincere il derby. I giallorossi dall’arrivo di De Rossi, in tutte le competizioni, hanno una media di 2 gol fatti a partita che fa ben sperare. Dybala e Pellegrini, i due soli della squadra, sono risultati i calciatori più determinanti. La Joya ha partecipato a un gol ogni 88 minuti (8 reti un assist in 796′) ostentando la propria qualità sopraffina. Anche il capitano romanista è tornato a trascinare i giallorossi: 6 reti e 3 passaggi vincenti in 13 partite.

Un altro calciatore che sarà nuovamente protagonista dall’inizio, e che sta determinando dall’arrivo di De Rossi, è Stephan El Shaarawy. Il Faraone, infatti, ha partecipato a 6 gol della Roma (una rete e 5 assist) aggiungendo anche tanta corsa in fase di non possesso per aiutare i compagni a difendere. In almeno un derby contro la Lazio, Pellegrini (2) ed El Shaarawy (2) hanno già provato la gioia di segnare un gol mentre Paulo Dybala è ancora in attesa di vivere tale emozione. Nella vita c’è sempre una prima volta e la stracittadina del 6 aprile potrebbe essere quella giusta.

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NEWS

Udinese-Roma, dalle 16 in vendita i biglietti per il settore ospiti: tutte le informazioni

Oggi alle ore 16, i tifosi giallorossi potranno acquistare i biglietti per il settore ospiti di Udinese-Roma. La formazione di De Rossi disputerà la 32°giornata di Serie A contro i bianconeri di Cioffi il 14 aprile alle 18. La vendita dei tagliandi terminerà il giorno prima della partita alle 19. I biglietti si potranno acquistare su Ticketone e saranno oltre 1300 i posti a disposizione dei tifosi romanisti.

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RETESPORT

Retesport, vota il gol del mese di Marzo: Mancini e Llorente sfidano Pellegrini – VIDEO

Torna la rubrica dedicata al sondaggio del Gol più bello del mese di Marzo. In lizza le reti realizzate da Gianluca Mancini, in spaccata e al volo contro il Brighton; il sigillo di Diego Llorente su assist di Ndicka a Firenze contro la viola e infine lo splendido tiro a giro di Lorenzo Pellegrini che è valso i tre punti contro il Sassuolo.

Le splendide illustrazioni video del nostro amico Gabriel Boccuni

 
 
 
 
 
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Interviste

Giacomazzi: “De Rossi speciale, è un comunicatore unico. Dalle 7 alle 20:00 vive dentro Trigoria”

Guillermo Giacomazzi, componente dello staff di De Rossi, racconta il Daniele allenatore ai microfoni del quotidiano l’Ovacion: “Daniele è innanzitutto un amico. Ci siamo conosciuti cinque anni fa attraverso amici comuni, dopo la sua esperienza al Boca. Andiamo molto d’accordo sul piano personale ed è una persona eccezionale. Ci siamo ritrovati per caso due anni e mezzo fa a una cena a Roma. Da lì è nato tutto. Mi ha proposto di unirmi al suo gruppo di lavoro e di partire anche dalla Serie C o dalla Serie B”.

Parliamo molto di lavoro e di calcio – ha detto l’ex giocatore del Lecce -. Oltre a un’intesa sul piano personale, condividiamo una visione calcistica. Daniele è un grande comunicatore e possiede la passione e la capacità di convincere gli altri delle proprie idee e poi di mostrarle sul campo. Lavoriamo duro: arriviamo alle 7 del mattino e ce ne andiamo alle 8 della sera, come facevamo già alla Spal. Credo che la chiave sia avere passione e crescere gradualmente. Finora non abbiamo avuto la possibilità di prendere una squadra dall’inizio della stagione, il che permette una pianificazione più serena. Siamo sempre arrivati in corsa con rose già formate, dovendo adattarci rapidamente alle necessità. E’ una sfida, ma siamo contenti dei progressi che stiamo osservando”, ha sottolineato Giacomazzi.

Il rapporto con la tifoseria ci dà grandi stimoli. Non è facile, dipende molto dalla nostra prestazione sul campo. La passionalità dei tifosi della Roma è incredibile, simile a quella delle squadre sudamericane. Giocare davanti a 65.000 spettatori è un’esperienza unica. Nonostante vada mantenuta sempre la lucidità durante la partita, siamo sempre connessi con la tifoseria. All’interno dello staff ricerchiamo una comunicazione rapida per poi trasmettere i messaggi ai giocatori. La tifoseria della Roma è spettacolare: giocare allo Stadio Olimpico e ascoltare l’inno è un’esperienza indimenticabile”