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Roma, basta con i prestiti: DDR e i Friedkin cambiano strategia sul mercato

La Roma cambierà strategia sul mercato dalla prossima estate. Basta con troppi prestiti, che in assoluto non hanno reso l’effetto sperato visto che il rendimento dei calciatori in questione (da Sanches a Lukaku, da Llorente ad Angelino e Kristensen tanto per fare alcuni nomi) non spinge il club a svenarsi per i riscatti.

Dalla prossima stagione, dunque, si cambia. Il club ha deciso di limitare i prestiti al massimo a 2-3 e di patrimonializzare. Insomma, si punterà ad avere giocatori di proprietà per creare valore e senso di appartenenza.

Ed allora se si dovesse andare in Champions la Roma cercherà – anche grazie agli introiti della principale coppa europea – di portare a casa 3-4 giocatori che siano in grado di fare la differenza fin da subito. Che siano pronti, insomma, anche per garantire una certa competitività a livello europeo. Se invece la Roma dovesse giocare ancora l’Europa League allora la scelta cadrà su dei profili diversi: giocatori giovani, con voglia e fame agonistica, in grado di essere valorizzati sotto la gestione di De Rossi. Che proprio ieri ha ricordato come a lui piacciano – sia in attacco sia in difesa – giocatori abituati all’uno contro uno. Ecco, l’identikit di base c’è, in attesa che arrivi anche il d.s.

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Lukaku-Roma, futuro incerto e spunta il Napoli: l’intreccio con Osimhen

Il futuro di Big Rom potrebbe non essere a Roma ma qualche decina di km più giù.Secondo quanto riporta Gianluca Di Marzio, il giocatore potrebbe essere inserito (insieme a un giovane e circa 80/90 milioni cash) come possibile contropartita in un affare che vedrebbe coinvolti il Napoli e Victor Osimhen.

I primi contatti sarebbero già stati avviati, resta però da capire la volontà dei due giocatori e soprattutto quella del prossimo allenatore partenopeo che ancora non è stato ufficializzato. Lo riferisce il sito di Gianluca Di Marzio.

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Roma-Juventus, le probabili formazioni dei quotidiani

La Roma affronta questa sera in un Olimpico gremito e sold out la Juventus nella 35° giornata di Serie A. Un vero e proprio crocevia Champions in vista di questo rush finale di stagione.

Ecco le probabili formazioni dei quotidiani:

GAZZETTA DELLO SPORT

ROMA (4-3-3): Svilar; Celik, Llorente, Ndicka, Angeliño; Cristante, Paredes, Pellegrini; Dybala, Lukaku, Zalewski. All. De Rossi

TUTTOSPORT

ROMA (4-3-3): Svilar; Celik, Mancini, Ndicka, Angeliño; Cristante, Paredes, Pellegrini; Dybala, Lukaku, El Shaarawy. All. De Rossi

IL MESSAGGERO

ROMA (4-3-3): Svilar; Celik, Llorente, Ndicka, Angeliño; Cristante, Paredes, Pellegrini; Dybala, Lukaku, Zalewski. All. De Rossi

IL TEMPO

ROMA (4-3-3): Svilar; Celik, Llorente, Ndicka, Angeliño; Cristante, Paredes, Pellegrini; Dybala, Lukaku, Zalewski. All. De Rossi

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Allegri: ”Out Alex Sandro e Yildiz. De Rossi ha dato entusiasmo anche se Mourinho aveva fatto un ottimo lavoro”

Massimiliano Allegri, alla vigilia di Roma-Juventus, ha parlato in conferenza stampa. Di seguito le dichiarazioni del tecnico bianconero.

Come si avvicina la squadra a questa partita? “Ci siamo avvicinati bene, poi vediamo domani se riusciremo a tornare alla vittoria. La Roma ha grandi qualità tecniche. Sarà una partita affascinante, ma difficile e complicata”.

Può giocare Weah? “Ha fatto una buona partita. In questo periodo sta meglio e può giocare. Domani non ci saranno Alex Sandro e Kenan Yildiz che ha una gastroenterite”.

Come sta McKennie? “Ha fatto un’ottima stagione. In questo momento ho bisogno di tutti. Davanti Kean sta decisamente meglio e anche Milik dopo il gol contro la Lazio è in fiducia. Sabato ha fatto molto bene. Cambiaso può giocare da esterno, ma anche da interno. Sa giocare a calcio e può ancora migliorare tanto”.

Preferiva De Rossi che arrivava da una vittoria? “Lo ringrazio per le belle parole. Io ho giocato con suo papà, mi sembra nel lontano ’86, io ero bambino e lui era alla fine, una persona meravigliosa. Daniele ha dato entusiasmo e spensieratezza, anche se Mourinho aveva fatto un ottimo lavoro. Anche se nel calcio ci si dimentica in fretta delle cose perché Mourinho aveva fatto due finali in due anni. De Rossi è agli inizi e può fare una bella carriera. Troveremo una Roma arrabbiata e questa può essere l’ultima spiaggia, vuole tornare prepotentemente a lottare per i primi quattro posti. Bisognerà fare una bella partita”.

Quanto si sente Juventino? “Ormai sono 10 anni che vivo a Torino e ho avuto la fortuna di far parte di questa grande famiglia e grande club. Il Dna di ogni società va sempre rispettato”.

Sarebbe servita più spensieratezza per fare meglio? ”Il calcio è difficile da spiegare. Il calcio va giocato, ci sono momenti in cui va bene e in cui va meno bene. Noi abbiamo avuto in paio di mesi dove non abbiamo avuto attaccanti. Non dobbiamo pensare a quello che è stato. Domani abbiamo una bella partita da giocare contro una squadra forte. Bisogna prepararsi a giocare una bella partita”.

Un pensiero sul Grande Torino e sui due ex. “Giusto ricordare con grande affetto il grande Torino che è stata una squadra memorabile. Dybala è un giocatore straordinario a livello tecnico, di livello assoluto. Paredes lo scorso anno non ha fatto bene, ma il valore del giocatore nessuno l’ha messo in dubbio”.

È giusto recuperare Atalanta-Fiorentina a fine stagione? “Fortunatamente il destino è nelle nostre mani. Dobbiamo fare i punti per non interessarci di questa partita. Il calendario è pieno e il prossimo anno sarà ancora peggio”.

Il risultato del Bologna vi influenza? “Per quanto riguarda il risultato noi siamo davanti e dobbiamo fare punti. I nostri 65 punti non bastano per la Champions. Il Bologna ha fatto una grande stagione e nessuno si aspettava questo”.

Ha parlato con Vlahovic? “Ho parlato con lui come con tutti. Gli attaccanti stanno bene, quando segnano nelle partitine vuol dire che stanno bene. Sono contento, perché possono diventare determinanti”.

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APPROFONDIMENTI

Serie A, nessuno come Dybala nelle ultime 2 stagioni: 40 partecipazioni al gol in 50 presenze

IL PERSONAGGIO (di Nicolas Terriaca) – Daniele De Rossi, come Josè Mourinho, considera Paulo Dybala indispensabile per la sua Roma. Il tecnico giallorosso si è espresso in maniera eloquente in merito: Considero alcuni dei nostri giocatori indispensabili per lo stato di forma e per come è stata costruita la rosa, con pochi giocatori che saltano l’uomo e vanno in velocità nell’1 vs 1, cosa che possiamo vedere in diversi elementi del Bayer Leverkusen. Dybala finché sta in piedi lo faccio giocare, non è veloce come Frimpong ma con la sua tecnica crea superiorità, può creare gol in un cm quadrato”.

L’attaccante argentino, quindi, si candida per una maglia da titolare contro la Juventus. Dybala non ha mai segnato quando ha affrontato i bianconeri: 7 partite e solo un assist, contro nessun avversario ha giocato così tanto senza segnare. Il classe 93′, domani alle 20:45 allo stadio Olimpico, spera di sbloccarsi contro la sua ex squadra. Nessun calciatore, in Serie A, ha segnato più gol in casa della Joya (9 al pari di Lautaro Martinez e Vlahovic).

Dybala si nutre della passione dei romanisti e ostenta in campo la sua qualità sopraffina disegnando calcio. In aggiunta, la stella argentina è l’unico calciatore della Serie A che nelle ultime 2 stagioni ha realizzato almeno 25 gol e fornito 15 assist, per un totale di 40 partecipazioni alle reti della Roma in appena 50 presenze in campionato.

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De Rossi: ”Dybala? Finché sta in piedi lo faccio giocare. Rimonta? Si può fare. Qualcuno non vedeva l’ora di scrivere che sono stato surclassato”

Daniele De Rossi, alla vigilia di RomaJuventus, è intervenuto in conferenza stampa. Di seguito le parole del tecnico giallorosso.

A che punto è la situazione infortunati?
“Oggi dovremo fare altre analisi, ci sono problemini portati dietro dall’ultimo match, è tosta preparare partite dal giovedì alla domenica dal punto di vista tecnico e fisico. La squadra è ormai abituata, sono anni che arriva in fondo in Europa, dovremo fare altre grandi partite, abbiamo sempre poco tempo per preparare le partite ed è il bello è il brutto di arrivare in fondo. Oggi valuteremo tutte queste situazioni, non penso ci siano infortuni veri e propri”

Allegri fa parte dei risultatisti, è criticato per il gioco, ma i risultati li porta a casa spesso. Come si affronta la Juventus?
“Ho grande rispetto per Allegri, ha fatto la storia del calcio italiano. Provo simpatia per lui, giocava con mio padre, mi racconta di quando era un giovane calciatore. Non esistono risultatisti e giochisti, non commento più, alleno da pochi mesi e so quanto sia difficile. Non potrei mai avere meno del rispetto che ho per Allegri, Mourinho, Ancelotti, che hanno fatto la storia del calcio. Il match con la Juventus si prepara con attenzione, hanno avuto un periodo non fortunatissimo di risultati ma hanno avuto partite molto buone e altre meno buone, dobbiamo essere consapevoli che vorranno mettere il punto sulla qualificazione in Champions. Abbiamo bisogno di punti, siamo convinti di potercela fare, abbiamo bisogno di una prova eccezionale dei nostri giocatori e dei nostri tifosi, dobbiamo arrivare fino in fondo sempre insieme a loro”.

Come sta Dybala?
“A volte mi nascondo, ma questa volta non so davvero come stanno i giocatori. Poi parlerò con loro, l’allenamento non sarà pesante, sarà più di preparazione al match. Domani mattina ci prenderemo un’altra mezz’ora per fare una rifinitura che in genere non facciamo, scenderemo in campo qui a Trigoria e faremo le ultime 2-3 cose. Mi tengo il riserbo anche con loro. Dybala sta bene, a parte che è un ex, è triste per la sconfitta come tutti, ha corso tantissimo, fisicamente sta facendo partite importanti, mi sta stupendo fisicamente, dal punto di vista tecnico lo conosciamo tutti quanti”.

L’Europa League toglie energie e punti: in questo momento si sceglie? Ci sarà una priorità? ”Sarà un’impresa ancora più difficile, dovremo fare un risultato già difficile contro una squadra che non perde da 47 partite. Sarà un’impresa tosta, ma si può fare, lo possiamo fare, nel calcio tutto può essere. E vedendo la partita dell’andata, se gli episodi iniziali fossero girati al contrario lo scenario sarebbe stato diverso. E anche lì, se facciamo gol nella prima mezz’ora chissà cosa può succedere. Siamo in semifinale, non facciamo questi calcoli. Per noi e i tifosi è un sogno, sappiamo quanto ci tengono senza fare ragionamenti strani. Dobbiamo gestire le forze, faremo delle scelte, non potranno giocare gli stessi 11 di giovedì e così giovedì prossimo. Ma non molliamo nessuno dei due obiettivi”.

Un ricordo delle sfide alla Juve da giocatore. ”Ne ho giocate tante, non me l’aspettavo questa domanda. Giocavamo al Delle Alpi, abbiamo pareggiato all’ultimo con Zebina. Ero molto giovane, tutti questi risultati importanti in stadi così erano una cosa nuova per me, un sogno. Poi ne ricordo una sotto la neve in Coppa Italia, tanti episodi e tante partite perse. Ma ho bei ricordi. Forse quella in negativo una partita persa in cui si è dimesso Spalletti. Abbiamo perso contro Felipe Melo, Diego, segnai io, fu una settimana tanto tosta. Non ho una grandissima memoria, ma è bello sfidare la Juve all’Olimpico con i nostri tifosi, sappiamo che la posta in palio è altissima”.

Ho letto tanti pezzi di analisi su lezioni del Bayer Leverkusen. Ritieni ci siano alternative valide per fare turn over?
“Sulla prima parte di domanda, ho letto prima di lezione di calcio mia a Pioli ed era stata una partita equilibratissima, ho letto De Rossi ammazza De Zerbi e io vi ho detto che non c’era quella differenza nonostante la grande partita, ho letto De Rossi ingabbia Tudor ma la partita è stata equilibrata. A me questo lavoro non cambierà, non vengo a tessere le mie lodi, non vengo a gonfiare il petto, so che intorno c’è una gestione delle analisi delle partite molto poco tecniche, non con te perché ogni tanto ci confrontiamo, ma il risultato orienta offusca, dà l’assist al giornalista per dire quello che vorrebbe dire, so che a Milano volevano dare addosso a Pioli, hanno fatto passare uno 0-1 come una lezione di calcio perché ho spostato El Shaarawy a destra, lo scienziato del giorno… Alcuni lo fanno perché hanno voglia di farlo, altri perché non hanno gli strumenti per analizzare il calcio. Senza offesa, ma se io analizzo un film dico che mi piace o meno, mia moglie mi cita dettagli sulla fotografia che non ho visto. Poi il calcio è così, si va a risultato, il vento spinge e orienta, dà la forza a chi per tre mesi non vedeva l’ora di dire che ero stato surclassato da un altro allenatore. Loro sono bravi, a tratti hanno giocato molto bene, nella prima mezz’ora ho visto meglio i miei, poi il gol ci ha dato una mazzata e su questo dobbiamo lavorare. Si può prendere un gol e non perdere le distanze. Sono orgoglioso dei miei, di tutti, anche di chi ha sbagliato. Le alternative in attacco ci sono, io faccio delle scelte, considero alcuni dei nostri giocatori indispensabili per lo stato di forma e per come è stata costruita la rosa, con pochi giocatori che saltano l’uomo e vanno in velocità nell’1 vs 1, cosa che possiamo vedere in diversi elementi del Bayer Leverkusen. Dybala finché sta in piedi lo faccio giocare, non è veloce come Frimpong ma con la sue tecnica crea superiorità, può creare gol in un cm quadrato. Ci sono giocatori talmente forti che magari insisto un po’ troppo, a fine anno vedremo se faccio bene o male”.

Il Bayer ricorda il percorso della Roma, Xabi Alonso è arrivato durante la stagione. Ci sono le basi per costruire quel modello?
“Ho parlato con i presidenti ieri, quando parli di modello usi la parola che ho usato io. Il Bayer non ha mai vinto niente in Germania, ha sempre fatto ottime squadre e venduto per alimentarsi, però hanno lavorato in una direzione giusta. Quando parlo di modello parlo delle caratteristiche fisiche e tecniche di individualità, potrebbero essere cose che chiederò a giugno. La squadra che ho io può permetterci di arrivare fino in fondo. Fra prestazione e media punti e disponibilità negli allenamenti e nel minutaggio io devo rispettare questa cosa, poi a fine anno se si cambierà sarà perché ogni allenatore ha bisogno di determinate caratteristiche. Essere abituato a fare sempre l’1 vs 1 sia in attacco sia in difesa è una caratteristica che mi piace molto nei giocatori, non a caso della Primavera mi tengo sempre Joao Costa, perché lui punta tutti, ha una gamba importante. Parlo di caratteristiche, non è che non mi piacciono i miei. I miei mi hanno portato fin qui, non dimentico le cose clamorose che hanno fatto, chiederò uno sforzo incredibile per le ultime partite e poi analizzeremo e cercheremo qualità nella campagna mercato”.

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Rimontare dallo 0-2? La storia lascia sperare la Roma

La storia e la statistica possono fare rima con speranza. Come riporta il Corriere dello Sport, infatti, nelle coppe europee è già successo 12 volte che una squadra, battuta 2-0 in casa come la Roma contro il Bayer Leverkusen, sia riuscita a qualificarsi nella partita di ritorno.

Il caso più famoso è nella memoria di tanti tifosi italiani. Soprattutto gli interisti. Nell’anno dello scudetto di Trapattoni, quello dei record, l’Inter realizzò l’impresa di vincere 2-0 all’Olympiastadion contro il Bayern Monaco, ma poi a San Siro perse 3-1 e venne eliminata. Anche alla Fiorentina capitò di prosciugare un 2-0 ottenuto in trasferta e salutare la Coppa Uefa a beneficio del Grasshopper. In questa occasione, però, il turno fu deciso a tavolino.


Altri precedenti: l’incredibile rimonta dei belgi del Lierse contro il Leeds, un 4-0 a Elland Road nella Coppa Uefa 1971/72, o più recentemente il 3-1 del Manchester United a Parigi nella Champions League 2018/19.
Interessante e incoraggiante è pure il colpo dello Sporting Lisbona, battuto 2-0 in casa dai danesi del Brøndby nell’Europa League 2010/11 e poi capace di vincere 3-0 a Copenaghen. L’ultima volta, negli almanacchi d’Europa, è una questione da Conference League, proprio nell’edizione vinta dalla Roma: gli albanesi del Teuta, beffati sul proprio territorio dagli andorrani dell’Inter, volarono dall’altra parte del Mediterraneo e rifilarono un 3-0 ai rivali. Il livello della partita era un po’ più basso ma per i numeri, e per caricarsi di autostima, vale tutto.

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Rassegna stampa

Troppi insulti, Karsdorp chiude i social. Dubbio Mancini

La Roma torna ad allenarsi in vista del big match contro la Juventus. Poco tempo per elaborare la sconfitta in Europa League per i giallorossi, che già ieri si sono ritrovati a Trigoria per la prima – e penultima – esercitazione. Come riporta Il Tempo, da valutare le condizioni di alcuni giocatori reduci da problemi dopo l’andata con il Leverkusen, in particolare Mancini e Spinazzola. Il centrale nel recupero della prima frazione di gioco aveva già segnalato alla panchina un fastidio all’adduttore, ma ha comunque proseguito per tutta la partita, così come l’ex Juve.

Oggi la Roma svolgerà l’allenamento di rifinitura che darà delle indicazioni a De Rossi che tornerà a parlare in conferenza stampa alle 10:30. Probabile l’impiego dal primo minuto di N’Dicka, sulla fascia destra invece dovrebbe tornare nuovamente titolare Celik. Sul lato opposto ci sarà alternanza tra Spinazzola e Angelino, subentrato a gara in corso giovedì. Nel mentre Karsdorp è stato costretto a rendere privato il profilo Instagram dopo le critiche arrivate per l’errore di giovedì

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Rassegna stampa

Resettare e ripartire: ora il focus si sposta sulla Juve da battere. La prossima settimana si annuncia il DS

Resettare e ripartire. Già domenica dalla Juventus. La Roma esce dalla prima sfida contro il Bayer Leverkusen affossata nell’animo e sconfitta nel risultato. Come riporta Repubblica tra cinque giorni in Germania servirà un’impresa.

Per questo il focus da adesso deve essere sul campionato. Una scelta quasi obbligata per i giallorossi, nonostante De Rossi abbia sempre negato qualsiasi tipo di priorità tra Serie A ed Europa League. Domenica sera all’Olimpico arriva la Juventus. Terza in classifica e reduce da una sola vittoria nelle ultime otto partite di campionato. Poi si vola in Germania, con orgoglio ma con poche speranze. Prima della sfida all’Atalanta della prossima settimana. Che, senza troppi giri di parole, vale l’intera stagione.

La squadra è tornata ad allenarsi a Trigoria in vista della sfida ai bianconeri. Allenamento di scarico per chi ha giocato contro il Bayer Leverkusen. Da valutare le condizioni di Spinazzola e Mancini, usciti malconci giovedì sera. Daniele De Rossi oggi parlerà in conferenza stampa alle 10.30 per presentare la sfida con Allegri.

Intanto entro la prossima settimana dovrebbe essere annunciato il nome del nuovo direttore sportivo.

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Le Voci di Retesport

Di Livio a RS: ”De Rossi ha preparato perfettamente la partita. Karsdorp? Errore che pesa come quello di Abraham. Rimonta? Possibile”

Angelo Di Livio è intervenuto ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.

Per 28 minuti la Roma ha giocato da squadra ma è mancata un po’ di qualità nei singoli. Karsdorp ha commesso un errore grave con un retropassaggio di esterno destro privo di logica che ha dato forza al Bayer Leverkusen. Ai giallorossi è andato tutto male mentre ai tedeschi gli episodi sono girati tutti a proprio favore.

Prosegue Di Livio

Il gol sbagliato da Abraham pesa come l’errore di Karsdorp: perdere 1-2 avrebbe consentito alla Roma di sperare maggiormente nella rimonta e di giocare una partita diversa alla BayArena con la possibilità di segnare una rete in extremis.

Conclude Di Livio.

Molti calciatori si sono demoralizzati dopo il gol di Wirtz: prima la Roma stava facendo un’ottima partita. Faccio i complimenti a De Rossi che ha preparato perfettamente la gara che poi è cambiata sull’errore di Karsdorp. La Roma ha trovato il suo allenatore. Rimonta? Possibile, in difesa il Bayer Leverkusen ha concesso diverse occasioni ai giallorossi”.