MatteoPolitano, noto tifoso giallorosso, ha le qualità che Daniele De Rossi ha chiesto a Ghisolfi. L’ala del Napoli, infatti, ha dribbling, velocità e intraprendenza nell’uno contro uno. Il classe 93′, accostato alla Roma, al momento, però, non sarebbe una pista concreta per i giallorossi. Fonti vicino al calciatore, infatti, smentiscono seccamente tale possibilità. Politano ha un contratto in scadenza nel 2027 con il Napoli e una valutazione intorno i 15 milioni.
Romelu Lukaku, ha parlato ai microfoni di RTL Sports di un suo possibile ritorno all’Anderlecht. Di seguito le dichiarazioni dell’attaccante belga che il 30 giugno tornerà al Chelsea dopo il prestito alla Roma.
“Naturalmente un giorno ritornerò all’Anderlecht, prima di quanto si possa pensare. Ho lasciato il Belgio quando avevo 18 anni. Mi mancano mia madre ed i miei figli”.
Guillermo Giacomazzi, vice allenatore di Daniele De Rossi, ha rilasciato un’intervista a Radio Serie A. Di seguito le sue parole.
Vi state riposando da qualche giorno dopo il finale della stagione. “Sì, siamo tornati dall’Australia tre giorni fa, è stato un viaggio abbastanza lungo. Stiamo in questa fase di riposo, ma sempre pensando a quello che verrà per la prossima stagione”. De Rossi ti ha scelto come vice. Come è nata questa conoscenza con il mister? “Ci siamo conosciuti 4-5 anni fa con un amico in comune, Alessandro Lucci. Lui era stato al Boca, a fare la sua esperienza da calciatore. Ci siamo incastrati caratterialmente, per il modo di vedere di calcio. Siamo rimasti in contatto nel tempo, lui poi ha fatto il collaboratore della nazionale italiana, mentre io ero nella nazionale maltese. Una volta terminate le rispettive esperienze siamo tornati in contatto, lui ha creato questo gruppo di lavoro. Prima alla Spal e ora alla Roma”. Com’è lavorare con uno che ha la Roma dentro come Daniele? “Diciamo che in ogni singolo discorso, ma anche prima, quando si tocca l’argomento Roma, c’è un qualcosa di speciale. Pensando h24 a cosa si deve fare in quel posto per lui è speciale e te lo fa capire sempre. Noi che lo conosciamo da tempo, che siamo amici, è veramente un piacere lavorare con lui in questo posto”. Lavorate tante ora a Trigoria durante il giorno, creando un bel gruppo di lavoro anche con i calciatori. “Sì, ci stiamo tanto tempo. Ed è normale quando subentri perché devi capire bene ogni dinamica, di campo, societaria, logistica. Arriviamo alle 7.45 di mattina, andiamo via alle 20. Ma lo facciamo con grande piacere, è bello lavorare così”. C’è più soddisfazione o anche un piccolo rammarico per questo percorso fatto finora?Magari si può pensare alla semifinale di Europa League.
“I risultati sono sempre merito dei calciatori. Noi siamo esigenti come tecnici nella richiesta di allenamento, ma poi in campo ci vanno i calciatori. Dybala attacca così, Lukaku che dà profondità, Mancini che difende in quel modo. Noi dobbiamo dare loro la possibilità di riconoscere alcuni momenti della partita, di dare loro più chiavi di interpretazione”. Avete fatto rinascere alcuni giocatori, Svilar su tutti… “Non rinascere, magari alcuni attraversavano un momento poco positivo, ma poi si sono ripresi. Svilar non aveva avuto continuità nei mesi precedenti. Ma va ringraziato anche Rui Patricio. È stato un top player, un grandissimo professionista, ha sempre aiutato il compagno e lo staff, restando a disposizione del gruppo”.
De Rossi si è fatto notare anche per la sua capacità comunicativa. “Lui ha questo dono, questa capacità di comunicare, di rapportarsi con la stampa verso i media, di esporsi. Lui è così, è trasparente, si rende credibile. A me piace tantissimo. Per me è un top allenatore sotto questo punto di vista. Ed un vantaggio anche nel gruppo con i calciatori, sapendoci parlare nel modo giusto”.
L’idea è sempre quella di riportare la Roma in Champions League? “Il nostro obiettivo è quello di migliorarci: migliorarci come squadra, avere continuità nelle prestazioni. Sicuramente la Champions League sarà un obiettivo della società e nostro, così continuare fare dei risultati anche in Europa come negli ultimi anni. Non sarà semplice, però è una bella sfida”.
Com’è il vostro rapporto con la famiglia Friedkin? Sono sempre vicini alla squadra, come vivono la Roma? Parlano poco, però sono sempre dietro di voi. “Che parlino poco è una scelta loro. Noi li vediamo spesso, li sentiamo vicini. Io sono un collaboratore, faccio parte dello staff, è Daniele ad avere questo filo diretto con la proprietà, con la società e i dirigenti. Daniele si sente sostenuto, protetto, al centro del progetto, per chi fa questo come lavoro ti fa lavorare con serenità. Lavoriamo a Trigoria, in una struttura sportiva all’avanguardia. Non si può chiedere di più. Credo che loro siano il top come società”. Ci racconti il tifoso della Roma? “Io vengo dall’Uruguay, c’è questa passione indescrivibile. Ho giocato nel Penarol, una squadra grande. Questo fanatismo che c’era a Montevideo per un derby è la stessa cosa che si vive a Roma come atmosfera. Fanatismo, senso di appartenenza. Sentire quest’inno di Venditti è una roba da brivido ogni partita. È una cosa clamorosa, spettacolare, sono il dodicesimo uomo in campo. Mi sono ritrovato tutte le partite lo stadio pieno, la coreografia al derby, è stata una roba incredibile”. Tu sei sudamericano e in squadra hai trovato altri sudamericani. “Sì, c’è gente che beve mate come Dybala e Paredes. Sono uruguaiani travestiti da argentini. Ho visto anche Angelino con il mate, è stato Muslera in Turchia a farglielo conoscere. È una cosa di cultura nostra, dell’Uruguay, non è una cosa normale per uno spagnolo come lui. Per esempio agli italiani il mate non piace. Per noi è un’usanza, una tradizione, a volte me lo prendo con loro. Lo faccio volentieri quando si può”. Che rapporto hai con i calciatori? Come vivi il gruppo? “Devi creare un rapporto con tutti. Sono stato compagno di Spinazzola in Serie B a Siena. Con diversi ho giocato contro, con altri abbiamo amici in comune, ti permette di scavalcare delle barriere per comunicare. Poi c’è sempre un limite, da allenatore a giocatore. L’importante è essere sempre diretti per aiutarli in qualche dettaglio, in piccole situazioni, a prescindere dalla strategia di gara. Ed è importante fare lo stesso con chi ha giocato un po’ meno, chi ha avuto meno spazio, meno minutaggio. Quando arriverà il loro momento, potranno fare la differenza”. Come vivi la partita in panchina? “Da calciatore abbastanza tranquillo, anche alla Spal. Qui a Roma la sto vivendo con un po’ più di ansia, non so perché. Poi quando c’è da comunicare, da cambiare qualcosa, siamo più freddi. In alcuni momenti la viviamo come tifosi, ci teniamo tanto, forse è quello che c’è intorno a questa squadra, che ti trascina e ti fa essere un po’ più ansioso”. All’Europeo ci saranno diversi giocatori della Roma, a partire dal vostro capitano, Lorenzo Pellegrini. “Lorenzo è un grandissimo calciatore, fortissimo. Con delle qualità enormi per fare bene con la nazionale italiana. Lo è sempre stato forte, forse aveva avuto un momento di appannamento. Sono tutti e quattro all’altezza di fare bene con l’Italia di Spalletti”.
Il Napoli di Conte ma non solo: anche il Milan vuole Romelu Lukaku.
Con l’approdo dell’ex ct azzurro a Napoli, viene naturale pensare che il tecnico abbia chiesto come primo nome l’attaccante belga per sostituire Osimhen. E proprio da lui si è partiti nei lunghi discorsi di mercato a tre con Manna e De Laurentiis.
La nuova squadra interessata è il Milan: dopo l’addio di Giroud, i rossoneri cercano un centravanti titolare e si sono informati con il Chelsea per l’ipotesi prestito alla quale al momento i Blues però non aprono. Sullo sfondo resta ancora una piccolissima percentuale in casa giallorossa, ma a parità di condizioni e potenzialità, la Roma non è disposta a sborsare i 40 milioni richiesti dal Chelsea.
Giovane, italiano, di prospettiva e già con discreta esperienza. Mettiamoci anche che De Rossi lo conosce e lo ha lanciato alla Spal dandogli fiducia: “Sin dal primo allenamento che l’ho visto”.
L’identikit è quello di Matteo Prati, appena vent’enne, centrocampista del Cagliari e della nazionale Under 20. Forte fisicamente, ha giocato da mediano e da mezzala un ottimo campionato nella squadra rossoblu che due anni fa lo ha prelevato per 7 milioni dalla SPAL proprio dopo che De Rossi lo lanciò in prima squadra.
Il Cagliari lo valuta 15 milioni ma si può pensare di imbastire un’operazione che comprenda l’inserimento di qualche giovane della primavera giallorossa. Lo riporta il Corriere dello Sport.
Si affina sempre di più la strategia estiva relativa al ritiro. Ieri, dopo l’incontro in sede a Trigoria tra De Rossi, Ghisolfi e Lina Souloukou è stata sancita la data della ripartenza giallorossa che sarà al Fulvio Bernardini l’8 luglio.
Due giorni prima ci sarà il raduno reale per le visite mediche di rito a Villa Stuart.
Dopo un paio di settimane di allenamento a Trigoria e amichevoli di medio livello, la Roma concederà qualche giorno di riposo (intorno al 20) ai giocatori che poi si ritroveranno nella capitale per partire alla volta di una meta estera con temperature più fredde rispetto al clima mediterraneo per svolgere la seconda parte del ritiro estivo alla quale prenderà parte anche il gruppo dei Nazionali.
Da lì in poi salirà anche il tenore delle amichevoli che porteranno i giallorossi a svolgere l’ultimo step di preparazione in vista della ripresa della stagione ufficiale in programma nel weekend del 17-18 agosto.
Il primo giorno a Trigoria tra sorrisi e strette di mano, ma con la consapevolezza di lavorare tanto e in fretta. Il ds Ghisolfi ieri ha incontrato De Rossi e Souloukou e hanno dato il via alle manovre di un mercato complesso. Il primo passo è il riscatto di Llorente, da formalizzare col Leeds. L’obiettivo numero uno resta Chiesa.
Come scrive Leggo, l’esterno ha dato il suo gradimento alla Roma (con tanto di chiacchierata a tavola in Nazionale con Totti e Pellegrini). Un buon inizio per una trattativa dura, ma non impossibile. Il prezzo del cartellino è 25 milioni, lo stipendio da 7 sarebbe attutito dalle uscite dal monte ingaggi di Lukaku, Sanches e Spinazzola. Chiesa completerebbe l’attacco con Dybala (vicino alla permanenza) e un numero 9 come Kalimuendo.
Alle 21 l’Italia disputerà una delle due amichevoli che anticiperanno Euro2024. Gli Azzurri affronteranno la Turchia di Vincenzo Montella. Luciano Spalletti ha scelto 3 romanisti: Mancini, Cristante e Pellegrini, infatti, inizieranno il match dal primo minuto. Di seguito le formazioni ufficiali.
ITALIA (4-2-3-1): Vicario; Di Lorenzo, Mancini, Bastoni, Dimarco; Jorginho, Cristante; Orsolini, Pellegrini, Chiesa; Retegui. Commissario tecnico: Luciano Spalletti.
SPECIALE EURO 24 (di Nicolas Terriaca) – Venerdì 14 giugno inizierà EURO 2024. La Germania (Paese ospitante) inaugurerà la competizione affrontando la Scozia (ore 21) e sogna di alzare la coppa dopo 28 anni. L’Italia, con l’obiettivo di difendere il titolo vinto nel 2021, inizierà il torneo sabato 15 giugno contro l’Albania (21). A guidare la Nazionale, però, non ci sarà più Roberto Mancini ma Luciano Spalletti, che ha definito l’incarico da ct degli Azzurri il punto più alto della sua carriera.
Le idee dell’ex tecnico della Roma sono chiare: ‘‘Mancini ha fatto un ottimo lavoro, noi dobbiamo ereditarlo e ci servirà come stimolo per fare meglio. Quello che ci piacerebbe sentirci dire al rientro dal torneo è che l’Italia è orgogliosa di noi, per il nostro impegno, la nostra dedizione e la nostra ricerca”.
Italia, le scelte di Spalletti e il dubbio sul modulo
Foto Fraioli
Luciano Spalletti ha comunicato la lista dei 30 pre-convocati ed entro il 6 giugno dovrà consegnare quella definitiva composta da 26 calciatori. Allarme in difesa per l’ex tecnico della Roma: Acerbi (pubalgia) e Scalvini (rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro) salteranno l’Europeo. Il ct degli Azzurri ha chiamato Gatti che si aggregherà ai compagni. A questo punto la lista è composta da 29 calciatori e altri 3 dovranno vedere l’Europeo da casa. Rischiano l’esclusione uno tra Meret e Provedel, incerte le posizioni di Ricci, Folorunsho, Bellanova e Orsolini. Spalletti è assalito anche da un dubbio amletico: difesa a 4 o linea a 3?
L’Italia potrebbe scendere in campo con entrambi gli assetti variando modulo nel corso della partita. Nelle 8 gare alla guida della Nazionale, Spalletti ha optato in 6 occasioni per il 4-3-3 ma, nelle ultime 2 amichevoli, ha sperimentato il 3-4-2-1 che potrebbe tramutare in 3-5-2. In conferenza stampa, il ct degli Azzurri ha fatto capire che vorrà vedere una squadra fluida: ”Vorremmo fare qualcosa di non rigido: dare la libertà di espressione un po’ a tutti. Più imprevedibilità c’è e più sarebbe sorprendente per i nostri avversari. Vorremmo saper fare un po’ tutte le cose. Qui a Coverciano ci insegnano che i sistemi di gioco non sono più così rigidi.Giocheremo contro squadre che giocano 4-2-3-1 o 4-3-3, non si può regalare un uomo a centrocampo: tenteremo di difendere a quattro e di costruire a tre”.
PROBABILE FORMAZIONE ITALIA (4-3-3): Donnarumma, Di Lorenzo, Buongiorno, Bastoni, Di Marco; Jorginho, Barella, Pellegrini; Chiesa, Scammacca, Zaccagni
PROBABILE FORMAZIONE ITALIA (3-4-2-1): Donnarumma; Darmian, Buongiorno, Bastoni; Di Lorenzo, Jorginho, Barella, Di Marco; Chiesa, Pellegrini; Scamacca
Italia: Frattesi bomber, Barella certezza
Il bomber dell’Italia di Spalletti non è un centravanti. Il calciatore, agli ordini dell’attuale ct, che ha segnato più reti, infatti, è Davide Frattesi: 3 gol in 412 minuti. Seguono Chiesa (2), Berardi (2, out per infortunio), Retegui (2), Barella (1), Raspadori (1), Darmian (1), Scamacca (1), Bonaventura (1, non convocato), El Shaarawy (1), Pellegrini (1) e Immobile (1, non convocato).
Gli Azzurri, nelle 8 partite agli ordini di Spalletti, hanno fatto registrare: 5 vittorie, 2 pareggi e una sconfitta corredate da 17 gol fatti e 8 reti subite. Il calciatore più utilizzato è stato Barella: 643 minuti giocati sui 720 disponibili (89,3%). Il centrocampista dell’Inter è anche colui che ha partecipato a più reti (4, 1 gol e 3 assist).
Italia, ecco quanti protagonisti di Euro 2020 sono stati convocati
Spalletti, in vista di Euro 2024, spera di ripercorrere le orme del suo predecessore. Roberto Mancini, infatti, è riuscito a riportare il trofeo in Italia dopo 52 anni: un cammino emozionante concluso a Wembley. Di quei 26 calciatori, protagonisti di un trionfo storico, ne sono rimasti appena 9. Spalletti ha preferito inserire nuovi interpreti con la speranza che gli stessi possano aggiungere freschezza e qualità a una Nazionale che, dopo la vittoria in finale contro l’Inghilterra, si è spenta mancando nuovamente la qualificazione ai Mondiali disputati nel 2022.
I superstiti di Wembley sono: Donnarumma, Meret, Bastoni, Di Lorenzo, Barella, Cristante, Jorginho, Chiesa e Raspadori. Spalletti si è affidato esclusivamente ai calciatori facenti parte del campionato italiano: solo Vicario, infatti, non gioca in Serie A (Premier League).
Scamacca, la speranza di aver ritrovato un bomber
L’Italia per superare il girone composto da Albania, Spagna e Croazia avrà bisogno di gol. Spalletti spera che Scamacca possa rappresentare il bomber tanto bramato negli ultimi anni. Il ct degli Azzurri lanciò un messaggio forte al classe 99′: ‘‘Per un periodo non ha giocato. Quando l’ho portato non mi è sembrato che abbia espresso il meglio di se stesso. Bisogna avere la capacità di dare subito l’impressione di essere al livello della Nazionale”.
Scamacca poi ha trascinato l’Atalanta concludendo la stagione con 19 gol e 8 assist. Spalletti recentemente ha ringraziato Gasperini per avergli consegnato potenzialmente il centravanti che tanto è mancato negli ultimi anni. Il tecnico della Dea è sicuro: ”Lo consegno bomber, fa un sacco di gol. Il clic? Quando non è andato in Nazionale”.
Tutti gli attaccanti convocati dal ct azzurro hanno realizzato 64 reti: il 29,68% hanno la firma di Scamacca.Alle spalle del classe 99′: Chiesa (10), Orsolini (10), Retegui (9) Zaccagni (7), Raspadori (6) ed El Shaarawy (3).
Numeri che Spalletti si augura possano bastare per consolidare l’Italia come la Nazionale con la media punti (1,8) più elevata durante le varie edizioni degli Europei. Il sogno è difendere il titolo e quindi disputare la finale che si giocherà domenica 14 luglio (ore 21) all‘Olympiastadion Berlin, l’impianto più grande tra quelli di EURO 2024 (capienza di 70.000 posti).
Il direttore del Corriere dello Sport – Ivan Zazzaroni – è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.
De Rossi ha ereditato una situazione molto complicata: peccato non sia riuscito a centrare la Champions League. Lina Souloukou ha fatto una pulizia favolosa ed è riuscita a sistemare i conti della Roma: si respira un’aria migliore. La società giallorossa, infatti, non sarà costretta a fare plusvalenze importanti entro il 30 giugno”.
Prosegue Zazzaroni.
De Rossi è ambizioso vuole fare bene, quindi, sono convinto che verrà messo nelle condizioni di lavorare e ciò significa costruire una squadra che riesce a giocare ogni 3 giorni, cosa che era impossibile fare in questa stagione nella quale sono emersi i limiti strutturali menzionati anche da Mourinho. Ghisolfi a Lens ha fatto bene ricoprendo il ruolo di ds e anche a Nizza ha svolto un buon lavoro portando la squadra in Europa League: sono degli elementi in più rispetto a Pinto. Le condizioni per fare bene ci sono ma dovrà essere fatto un mercato all’altezza: bisogna capire quali saranno le risorse economiche che i Friedkin metteranno a disposizione.
Chiesa? Non rinnova con la Juventus quindi diventa un’occasione interessante per una squadra come la Roma in cui non ci sono calciatori con le sue caratteristiche. De Rossi vuole migliorare nettamente il livello degli esterni.