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Roma, a sorpresa vicino anche il ritorno di Manolas

Non solo Hummels, la Roma sta lavorando anche al ritorno di Kostas Manolas. Il greco attualmente svincolato si è proposto ai giallorossi già da diversi giorni è il club gli ha offerto un contratto di un anno a 500 mila euro. Possibile la fumata bianca per entrambi già nelle prossime ore.

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Calciomercato

Roma, Hummels in arrivo: accordo ad un passo

La Roma è ad un passo da Mats Hummels. Come riporta Sky Sport la società giallorossa sta definendo gli ultimi dettagli del contratto annuale del tedesco, pronto quindi a sbarcare domani nella capitale.

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Interviste

Konè sicuro: “Roma svolta della mia carriera”

Manu Konè, dopo l’esordio in giallorosso contro la Juventus, ha raggiunto il ritiro della nazionale francese alla sua prima convocazione assoluta. Ecco un estratto delle sue dichiarazioni in conferenza stampa:

La trattativa per il trasferimento alla Roma?
“Tutto è avvenuto velocemente tra l’annuncio dei convocati della Francia e il mio trasferimento alla Roma. È un punto di svolta nella mia carriera, lo aspettavo da molto tempo”.

Sulla chiamata della nazionale francese e sulla Roma?
“Arrivare in nazionale era un sogno che avevo fin da quando ero piccolo, ma è diventato un obiettivo a breve termine. Essere alla Roma mi permette di avere tante ambizioni. Il progetto mi ha convinto e non vedo l’ora di giocare per questa squadra”.

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Interviste

Abraham: “Roma importante per me, ma il Milan è un salto di qualità”

Tammy Abraham ha parlato a Casa Milan dopo l’esordio in maglia rossonera con assist contro la Lazio. Ecco un estratto delle sue parole:

Desideravi lasciare la Roma?
“No. Non è che ho perso fiducia assolutamente, ma i tifosi sanno quanto sia importante la Roma per me. Però a volte nella vita ci sono i casi in cui si deve salire di livello, mettere l’asticella più in alto, e ho pensato che questa fosse l’occasione giusta. Alla Roma auguro il meglio, ma ora sono concentrato sul Milan”.

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Manolas, messaggio criptico sui social: “Certi amori non finiscono…” – FOTO

Kostas Manolas oggi è stato accostato alla Roma. Il calciatore su Instagram ha postato una story criptica che richiama ad un vecchio brano di Venditti e con la didascalia: “Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano…”.

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Interviste

De Rossi: “Roma più tecnica, sarà una lotta dura per la Champions. Pellegrini capitano vero, Soulè diventerà un fenomeno”

Daniele De Rossi ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di DAZN. Ecco le parole del mister giallorosso:

“L’estate da calciatore è diversa. Prima venivo un paio di giorni prima del raduno, mi rimettevo in sesto con grande calma. Ora arrivi almeno 10 giorni prima; sono rimasto qui tutta l’estate e devi pensare a tutto. Il lavoro inizia molto prima, devi essere pronto per tutto e sapere che la pressione sarà tanta. Mi è piaciuto moltissimo e mi sento nato per fare questo lavoro. Farlo all’inizio è la cosa più bella, ti fa sentire in controllo della tua squadra. Magari col tempo staccherò un po’ prima, mi prenderò un po’ di vacanza. Stavolta ho fatto tutta una tirata dallo scorso anno, ma c’era da ricostruire e io stesso dovevo testarmi come allenatore.”

Sui giochi di calcio…
“Una volta esisteva Football Manager, noi lo chiamavamo Scudetto. Era pieno di questi giochi, e noi eravamo sempre dentro al gioco; lo facevamo diventare una parte importante dei nostri pomeriggi, non c’era la PlayStation. Il gioco di calcio manageriale era il mio preferito; con i miei amici, d’estate, rinunciavamo al mare e ognuno si creava la propria squadra. Ogni tanto usavo come nome quello del mio allenatore dell’Ostiamare, ma il più delle volte sceglievo la Roma e facevo l’allenatore della Roma. A me poi è capitato davvero, spero di essere un po’ più bravo rispetto a Football Manager; lì ogni tanto spegnevo e riaccendevo senza salvare, così le partite perse non si contavano (ride, ndr). Qui devo chiedere se è possibile farlo, ma temo di no.”

Sulla nuova Roma che sta nascendo…
“Una squadra più tecnica, con più qualità e che tiene la palla più spesso. La perde con meno facilità e non in fase di costruzione. Una squadra con grande gamba può recuperare palla più spesso, più velocemente. Questo ti permette di essere più dominante dal punto di vista del ritmo e del possesso palla. 2+2 non sempre fa 4 nel calcio; le idee le hanno tutti, sarà una bella sfida. Il calcio sta andando in quella direzione, si cerca la fisicità mischiata alla qualità.”

Su Pellegrini…
“Ogni stagione può essere quella del salto di qualità, non vale solo per Lorenzo ma per tutti. La mia carriera mi ha insegnato che anche a 30 anni puoi migliorare e imparare qualcosa. Onestamente, da tifoso l’ho accompagnato in questo suo percorso con un paio di messaggi all’anno, qualche chiamata, ma senza stargli troppo addosso. A gennaio ho rincontrato un uomo vero, un capitano vero, un atleta incredibile. Nei 6 mesi finali della passata stagione ha fatto prestazioni importanti, sia dal punto di vista realizzativo che tecnico. Ripartiamo da lì: il finale di stagione è andato in calando per tutti, anche per lui, ma è anche vero che l’ho spremuto fino all’ultimo. Quest’anno sta lavorando alla grande, sta dando una mano ai giovani. Sia lui, che Mancini, che Cristante stanno facendo quello che gli ho chiesto anche lo scorso anno, ossia aiutare i giovani negli errori, quando vanno in down. Sono soddisfatto di loro, sono una parte fondamentale dello spogliatoio. Ci metto anche El Shaarawy, che ha un carattere più taciturno, ma è un uomo di riferimento.”

La lotta per l’Europa?
“Ci sono squadre forti, lo stesso Bologna, che poteva sembrare un exploit, ha preso un altro grande allenatore dopo Thiago Motta. Italiano sa come lavorare, è un allenatore molto preparato. Poi ci sono tutte le altre: il Milan ha fatto uno squadrone, la Juventus idem, e l’Inter è impossibile non nominarla tra le favorite. Credo che anche la Lazio abbia una squadra molto logica, con grande gamba e fisicità; ha inserito giocatori che la migliorano. Anche noi stiamo lavorando per migliorarci e sono sicuro che ci riusciremo. L’Atalanta ormai è una realtà internazionale. Il Napoli lavorerà sia sulla qualità dei giocatori sia con l’allenatore, ma soprattutto sulla voglia di rivalsa. La Fiorentina, come sempre, c’è. Ci sono 8-9 squadre, sarà dura tenerne 4 al di sotto di noi.”

Su Soulè…
“Al suo primo campionato ha fatto qualcosa di incredibile, i dati dimostrano che ha ottenuto numeri superiori rispetto ai suoi pari età, tra i più forti del mondo, giocatori che militano nelle squadre più prestigiose. Dal punto di vista dei dribbling riusciti e dei passaggi chiave, li ha persino superati. È stato facilitato dal fatto che giocava in una squadra dove era il giocatore più importante e allenato da un grande allenatore. Secondo me, il piccolo calo è dovuto all’età, ma anche al calo della squadra, che nella seconda parte ha fatto fatica. Quando ho preparato Frosinone-Roma lo scorso anno, ho detto ai ragazzi di stare addosso a Soulè perché è un giocatore che può diventare un fenomeno. Ho parlato con Leo, con lui stesso, e anche con il suo procuratore, che conosco da molti anni: portò Samuel qui a Roma. L’inserimento è stato agevolato dal fatto che siamo veramente un bel gruppo. Sia Paredes che Dybala lo hanno aiutato molto, gli argentini fanno molta “famiglia” e si sostengono a vicenda. Lo vedo completamente integrato nel gruppo, con tutti. È un ragazzo con la faccia pulita, con gli occhi da argentino verace; ne ho conosciuti tanti lì e ho visto la fame che hanno di giocare a calcio e diventare campioni. Lui, oltre alla qualità, ci mostrerà anche tanta voglia, che ha dimostrato anche in fase di scelta.”

Dovbyk?
“Arriva da tante stagioni in cui fa tanti gol, soprattutto l’ultima in Spagna dove ha segnato tantissimo con il Girona insieme a Savio è stato protagonista di una cavalcata incredibile. E’ un giocatore tanto importante in fase realizzativa quanto per l’aiuto che ci dà nello sbocco offensivo, nell’aggressione alla profondità, nell’aiutarci a salire quando capiterà di andare in difficoltà contro avversari che ci metteranno sotto”

Sangarè?
“Ammetto che non lo conoscevo, mi viene da sorridere quanto penso a Buba, è stata più una scelta societaria, ho visto un video al volo e ho condiviso la scelta di prenderlo. Ha qualità fisiche e tecniche importanti, ha un dinamismo incredibile, è talento puro, deve lavorare tantissimo a livello tattico perchè vorrebbe sempre andare, ma dal pensiero iniziale che avesse un futuro prossimo importante penso che questo futuro possa accorciarsi. Giocherà ad occhi chiusi in Serie A, è un ragazzo positivo, con questo sorriso speciale che ha rubato il cuore di tutti noi”.

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Interviste

Hermoso: “La Roma è quello che volevo. De Rossi vuole costruire una grande squadra”

Mario Hermoso ha parlato così nella sua prima intervista ai microfoni ufficiali del club:

La verità è che è successo tutto rapidamente. Da quando si è presenta questa opportunità  e la Roma si è interessata a me e quindi da quando c’è stata la possibilità di far parte di questo grande club e di questa grande storia, ovviamente ho subito voluto ascoltare la proposta del club e valutare le mie sensazioni e il feedback da parte dell’allenatore e da parte della squadra. Volevo capire in che modo posso aiutare e rappresentare al meglio la Roma“.

Cosa ti ha convinto di più?
Per molti motivi. Si tratta di un grandissimo club con una grandissima storia. Ho percepito un sentimento di passione e di grande entusiasmo da parte di tutti i tifosi verso la squadra e il club. È simile a quello che ho vissuto all’Atletico, è come una grande famiglia all’interno della città, una città importantissima, magnifica e stupenda, come testimoniato dalla storia e dagli eventi. Ovviamente per me è stato un cambiamento di vita semplice, anche pensando alla vita che avevo a Madrid con la mia famiglia. Era quello che volevo a livello sportivo e a livello competitivo. Ho valutato che venire alla Roma sarebbe stato molto più semplice, visto che avrei continuato a giocare ad alto livello in un campionato molto importante e in una città come Roma“.

Che differenze ci sono tra la Liga spagnola e quella italiana?
Credo che non ci siano molte differenze come tipologia di campionato e di squadre. Penso che in Italia ci siano grandissime squadre, come in Spagna, che partecipano alle più importanti competizioni europee e affrontano sempre le migliori squadre d’Europa. Questa è un po’ la filosofia che percepiamo in Spagna pensando al campionato italiano. Inoltre, siamo due popoli latini. La passione, il modo di vivere le partite, i duelli e il modo di vivere dei tifosi a mio parere sono molto simili alla Spagna e penso che sarà molto semplice adattarmi“.

Hai visto la Roma contro la Juventus, cosa ti è piaciuto di più?
Il fatto che la squadra abbia lottato. L’aspetto più importante da considerare è che la squadra ci è andata vicina e che poteva vincere. Se non ricordo male, l’ultima occasione
di ieri è stata quella di Angeliño, che ha tirato da fuori area. Questo rispecchia un po’ la differenza che c’è tra vincere e perdere, perché costruendo delle buone azioni
si può andare più vicini a vincere. Ma mi è piaciuta anche la solidità difensiva vista ieri. La squadra ha lavorato molto bene, grazie anche ai vari cambi. Penso a giocatori importanti per la squadra, come Paulo, che sono entrati nel secondo tempo. Questo dice molto di quanto sia competitiva la squadra. Il livello è alto e daremo il massimo
per competere ai massimi livelli“.

Hai parlato di passione, De Rossi lo hai sentito, ci hai parlato, è una leggenda di questo club, un’idea precisa e temperamento latino. Sei contento di lavorare con lui?
Ovviamente. Penso che ci troveremo bene. Come hai detto tu, lui da calciatore
è stato questo, ha rappresentato il cuore, la voglia di lottare, la capacità di mantenere
sempre accesa la fiamma. Come allenatore basta vederlo, con le sue esultanze passionali, il suo modo di vivere le partite e, soprattutto, le sue conoscenze. In definitiva, quello che vuole è costruire una squadra importante, una squadra solida. Io e gli altri nuovi arrivati,  quelli che sono arrivati di recente, cercheremo di dare il massimo per continuare a far crescere la storia della Roma“.

Sei un difensore completo, hai grande esperienza, mancino, puoi giocare a 3, sei molto duttile. Come ti collochi? Che ambizioni hai?
Ovviamente ho giocato molte partite in una difesa a tre, ma ciò non toglie che possa adattarmi a qualsiasi altro tipo di modulo o a qualsiasi posizione che il mister considera ideale per me o nella quale posso aiutare maggiormente la squadra. Ovviamente, alla fine quello che voglio, se penso a come vedo il gioco e a come posso aiutare la squadra, è cercare di fare il massimo, in modo che il resto della squadra, gli altri compagni, possano sfruttare al meglio il mio lavoro“.

In questi anni hai giocato quasi sempre, hai vinto tanto, cosa ti ha insegnato Simeone?
Sì, ovviamente lui è una persona che è stata fondamentale per me e per la mia carriera sportiva. È una persona per cui ho una grandissima stima, e penso che anche lui mi stimi molto. Ovviamente ho sempre parlato molto con lui. Ho avuto qualche difficoltà ad adattarmi all’Atlético, allo stile di gioco di Simeone e al suo modo di vedere il calcio, ma poi ci sono riuscito partendo dal mio modo di vedere il calcio e cercando di mettere insieme questi due modi di pensare, cercando di trarre il massimo vantaggio
da entrambi i modi di pensare per contribuire alla crescita della squadra. Ovviamente, forse più da parte mia, c’è un sentimento di forte affetto che ci lega, visto tutto il tempo che abbiamo trascorso insieme. Mi ha fatto crescere come giocatore e come persona, per cui avrò sempre un buon rapporto con Diego. Spero di giocare contro di lui prima o poi e di affrontarci come rivali“.

In rosa trovi Angelino, un altro spagnolo, ci sono latini. Ti potrà aiutare?
Sì, ci sono molti giocatori latini, per cui l’adattamento, chiaramente, sarà molto più semplice. È vero che al momento ho ancora qualche difficoltà a capire la lingua, ma a poco a poco cercherò di impararla al meglio, e credo che con il loro aiuto sarà tutto molto più facile“.

La tua esultanza ha fatto il giro del mondo, con la bandiera della Roma che sventolava nel settore dell’Atletico. Era destino?
Sì, credo che c’entri anche un po’ il destino. Quell’immagine è di un po’ di tempo fa, e chissà che non abbia un po’ anticipato il futuro. Per questo, credo che quell’immagine
rappresenti un po’ tutto: la passione, la dedizione con cui vivo e sento il calcio. Quella bandiera alle mie spalle significa che, forse, i nostri cammini erano destinati a incrociarsi. Simboleggia la voglia di sentirsi ancora vivi, di continuare a divertirsi
e sentire quella passione condivisa, quella dei tifosi per la Roma e quella che provo io per il calcio, e di viverla insieme”.In famiglia vi piace molto lo stemma della Roma, hai già presto tante maglie. 
Sì. Entrambe le mie figlie sono, attualmente, appassionate della Roma. Ancora non capiscono bene, perché sono piccole, ma in questo momento sono entusiaste, perché sanno che hanno una casa a Madrid e avranno anche una casa a Roma, per cui vogliono venire a vivere in Italia. Sapevamo che prima o poi ci saremmo trasferiti in Italia, anche per quello che sentiamo io e mia moglie per questo Paese. Lei in passato è venuta
a studiare in Italia, è molto affezionata a questo Paese. Dall’altra parte, c’era la mia voglia di mettermi alla prova in un campionato come la Serie A, per cui non c’era un posto migliore di Roma in cui poter venire. Ora mia moglie e le bambine sono entusiaste dello stemma, della lupa e vogliono la maglia con il simbolo della lupa, per cui credo che uscirò di qui con un regalo, una maglia per loro. Saranno molto contente“.

Come ti immagini vivere Roma città? 
Credo che lo stile di vita sia abbastanza simile a Madrid. Credo che il clima sia molto simile. La città è molto grande, con molte persone. Poi è una città in cui si vive
una rivalità calcistica, ed è bello assistere alla rivalità tra due club della stessa città. Poi, come ti dicevo, soprattutto a livello artistico, storico e monumentale, Roma ha una storia immensa, non solo in Italia ma anche in Europa e nel mondo. Penso che, come ti ho detto, sono qui da poco tempo, ma mi sembra una città impressionante e spero di conoscerla bene e di poterci vivere a lungo“.

Sei un appassionato di cucina. 
Sì, la cucina è uno dei miei hobby al di fuori del terreno di gioco. Ovviamente sono un amante della carbonara, me la posso permettere solo qualche volta durante la settimana. Mi piace moltissimo, a casa cerchiamo di prepararla nel miglior modo possibile. Cerchiamo di farla come si deve, col parmigiano, col guanciale e con le uova. Proviamo sempre a preparare la pasta al dente, ovviamente. Cerchiamo di fare del nostro meglio, piace molto anche alle bambine. Per cui credo che ci adatteremo facilmente, anche dal punto di vista gastronomico, e ci innamoreremo di una città come Roma“.

A chi senti di dover ringraziare per essere qui?
Devo ringraziare i Friedkin, la proprietà, la mia famiglia. So che rappresento una scommessa importante per la famiglia Friedkin. Ovviamente ringrazio anche tutta
la direzione sportiva della Roma, Daniele che è stato fondamentale per me, perché mi ha spiegato quello che pensava e in che modo crede che possa aiutare la squadra a crescere. Spero di ricambiare la sua fiducia. Voglio salutare da qui tutti i tifosi della Roma. Daje Roma daje!“.

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Le Voci di Retesport

Petruzzi a RS: “Ecco la formazione migliore per schierare Dybala dall’inizio…”

Fabio Petruzzi ha parlato ai microfoni di Retesport nel consueto intervento mattutino a La Sveglia Giallorossa. Un estratto del suo intervento:

“Per ricoinvolgere Dybala dal primo minuto, proverei una formula con la c.d. difesa a tre e mezzo. Dunque dinanzi a Svilar, schiererei Mancini largo a destra, con Ndicka e Hermoso centrali, Angelino a sinistra.

Konè e Paredes o Cristante in mezzo, Saelemaekers e Soulè larghi e Dybala più vicino a Dovbyk. E’ indiscutibile che, al di là di quello che è accaduto quest’estate, De Rossi ora sia chiamato a costruire una Roma alternativa a quella che abbiamo visto con il 4-3-3, che contempli Dybala dall’inizio e mi aspetto l’argentino a Marassi titolare”.

Poi sul tema Hummels: “Mi aspetto che il tedesco arrivi, non si può restare solo con tre centrali difensivi. Altrimenti De Rossi non avrebbe opzioni numeriche per provare ad impostare la squadra con continuità anche sulla difesa a tre”.

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Manolas si offre alla Roma: le ultime

Se Hummels dovesse rifiutare la proposta, un’idea clamorosa porterebbe al ritorno di Kostas Manolas, greco di estrazione Olympiacos come Lina Souloukou, che ha un ottimo rapporto con De Rossi sin dai tempi in cui i due giocavano insieme.

Come riferisce il Corriere dello Sport, era tornato in Serie A nello scorso mese di gennaio. Anche in quel caso si era proposto alla Roma senza successo. E così si accasò alla Salernitana su chiamata del ds preferito, Walter Sabatini: l’esperienza, composta di sole 8 presenze, è stata disastrosa.

A distanza di qualche mese, per tornare a Trigoria, Manolas accetterebbe un contratto annuale a meno di un milione netto. Difficile che si incastrino le volontà ma niente si può escludere ormai.

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Danso fuori dai convocati dell’Austria: ecco il motivo

Kevin Danso non giocherà in Nazionale nelle prossime sfide di Nations League con la maglia dell’Austria. La motivazione è direttamente legata all’epilogo sfortunato e negativo della sua brevissima visita romana, laddove il centrale non ha superato le visite mediche per la parte relativa all’idoneità sportiva.

Una vicenda che ha ingenerato in città, a due giorni dalla fine del mercato, il caos considerato che nell’immediato dopo il dietrofront su Danso, l’obiettivo sembrava essere Djalo fermo da 18 mesi.

Alla fine è arrivato Hermoso, ma nel frattempo Danso è tornato al Lens e domenica non ha giocato. Ora la nazionale austriaca ha comunicato che finché non avrà certezza sulle sue condizioni e non sarà sottoposto ad un protocollo di controlli specifici dal Lens, non lo convocherà. Una storia dunque che proseguirà nelle prossime settimane.