Intervento infuocato di Fabio Petruzzi ai microfoni di Retesport nel posto Monza-Roma. L’ex difensore giallorosso ha parlato della sfida di ieri pareggiata contro i brianzoli, soffermandosi in maniera netta sull’episodio del rigore negato per fallo su Baldanzi: “Il VAR usato così non ha senso, levate sta pagliacciata! Ma che roba è? Ai miei tempi negli anni 90 non c’era niente, non c’era supporto tecnologico per la terna arbitrale. Eri tu in campo con l’arbitro e due guardalinee, potevano sbagliare, fare scelte giuste, ma ora con il monitor davanti come si fa a non sanzionare un rigore solare come quello su Baldanzi? Il difensore del Monza percepisce che l’avversario è lì, gli pesta il piede, gli dà anche un colpo con l’altra gamba e lo tocca sul ginocchio, sono tre rigori in uno, il difensore del Monza ha smontato come una radiolina Baldanzi. Cosa guardano al VAR? Le telenovele o le partite? Poi vedi che in altre partite a distanza di poche ore vengono dati 3 rigori e ieri a Monza zero. Oggi con il monitor davanti non puoi sbagliare. Se sbagli o non sei capace oppure come fai non pensare male?”
Stefano Colantuono ha parlato ai microfoni di Retesport, analizzando il pari di Monza e soprattutto il riflesso pesantissimo in termini di punti e di classifica del mancato rigore concesso su Baldanzi: “Non si può prescindere da una mancata concessione di un rigore. Questi sono punti che ti fanno sfuggire l’obiettivo”.
“Vale per tutti. Gli episodi sono fondamentali per le analisi. Se si dà il rigore probabilmente la Roma vince e la disamina sarebbe stata diversa con i tre punti. Un po’ come il Milan ieri. Qui però è diverso perché ora si è innescato il problema della non serenità e su questo ha contribuito la società con l’esonero di De Rossi dopo Genoa-Roma. Quella scelta ha avuto poco senso ma bisogna andare avanti. Sembra che si voglia dare la colpa a Juric che però non c’entra nulla con questa storia. Si risente sempre di polemiche, già sento parlare di possibile esonero e mi sembra esagerato. Sulla Roma ora c’è poca serenità, non c’è equilibrio”.
“Per dare un giudizio su Juric bisogna aspettare un pochino anche per quel che riguarda la dialettica. La Roma è una polveriera e lui prova a difendere i calciatori come fa con Soulè. Giusto non buttare la croce addosso ad un singolo elemento. Non essendoci tranquillità, se anche da parte sua si innesca la polemica diventa una baraonda. La Roma oggi ha bisogno di serenità. I giocatori risentono di un esonero come quello di De Rossi. Ora è cambiato anche il metodo di lavoro e la squadra aveva comunque portato a casa due vittorie. Il Monza è ultimo ma aveva messo in difficoltà anche una squadra come l’Inter. Oggi è l’ambiente che è poco sereno. Chi ha detto poi che Juric deve essere esonerato? Da chi viene messa in giro questa voce? Perché non fa bene questo. Questo allenatore va fatto lavorare con serenità. Non è che si può parlare di allenatore ogni due settimane. I giocatori la sentono questa pressione, in più l’episodio non aiuta perché se vinci 2-1 l’analisi è diversa. Si può dire tutto ma la Roma avrebbe vinto creando anche abbastanza per poterla vincere. Il peggior nemico della Roma è la serenità”.
Un arbitro sbaglia e si presenta magari chiedendo scusa. Invece qui ci si arrocca dietro a motivazioni poco credibili con un’analisi che toglie credibilità al movimento. A forza di fare così non si rischia di allontanare la gente dal calcio? “Allontanarsi non credo ma si crea tantissima confusione. Ci sono stati tanti episodi con un metodo di giudizio molto diverso. Serve certezza nelle regole mentre non ci si capisce nulla sulle scelte dei direttori di gara. L’episodio della Roma è netto, non è discutibile. Quello di ieri è rigore ed è stato detto anche dagli addetti ai lavori e da chi analizza la moviola.Con le regole di oggi non è interpretabile, c’è anche il video.Quello è rigore sempre. Il problema è che c’è l’errore che decide la partita ed un campionato. Una scelta sbagliata può decidere le sorti di un allenatore. Serve chiarezza anche tra gli arbitri, sono d’accordo dell’introduzione del VAR, senza era molto più complicato”.
Lucio Domizio Aureliano è stato un imperatore romano. Governò dal 270 alla morte. Militare di carriera, fu elevato alla porpora dai soldati, ma fu ucciso dopo cinque anni di regno.
Gianluca Aureliano, avvocato di professione, nato a Bologna non ha niente a che fare con la storia di Roma capitale, ma purtroppo con l’omonima squadra di calcio, sfortunatamente sì.
Perchè da circa 3 anni a questa parte, tra direzioni arbitrali in campo e mancate chiamante dietro ad un monitor nella sala VAR di Lissone, il fischietto emiliano è stato protagonista di diversi episodi contrari alla squadra giallorossa, che hanno provocato proteste aspre ed espulsioni anche di alcuni tesserati, su tutti Josè Mourinho.
Ma andiamo con ordine: come arbitro di campo Aureliano ha diretto tre volte la Roma e i giallorossi non hanno mai vinto.
Il primo incrocio all’età di 41 anni, quindi vicino al termine della carriera sul campo dopo tanti anni passati tra Serie B e Serie C, fu a Venezia.Una gara persa dalla Roma 3-2 con una serie di errori clamorosi del fischietto bolognese, tra rigori negati (soprattutto uno su Ibanez) e il rigorino concesso a Caldara per un leggero sfioramento di Cristante in area di rigore, oltre ad un generale atteggiamento negativo nei confronti di Mourinho e co.
6.11.2021 Venezia vs Roma (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Delusione Roma
(Foto Gino Mancini)
Per oltre un anno Aureliano non arbitra la Roma e Rocchi designa nuovamente il fischietto bolognese per la trasferta di Lecce. Nelle moviole di tutti i quotidiani del giorno a spiccare è il voto 5 per una conduzione di gara abbastanza rivedibile, soprattutto per il mancato doppio giallo a Strefezza (fallaccio sul polpaccio di Matic) e un rosso diretto rischiato da Blin per un bruttissimo intervento ai danni di Dybala (che ad esempio in quest’ultima domenica di Serie A sarebbe stato sanzionato sicuramente con il rosso).
Aureliano torna a distanza di un altro anno, per Roma-Atalanta 1-1. Anche qui ad incidere è la conduzione ondivaga del match e la distribuzione dei cartellini, con Kolasinac che a fine primo tempo, viene graziato e non espulso per un evidente fallo da ultimo uomo su Dybala (dopo che si era perso il netto fallo da rigore poi segnalato dal VAR su Karsdorp). Non grazia però Mourinho, che Aureliano spedisce sotto la doccia anzitempo per proteste.
Ma – purtroppo per la Roma – gli incroci con Aureliano non si fermano qui. Perchè al VAR sono diversi altri episodi in altrettante partite sotto accusa.
L’ultima in ordine di tempo è la mancata OFR e chiamata al monitor di La Penna sul rigore solare non concesso ieri su Baldanzi. Sempre in questa stagione stessa dinamica in Roma-Empoli: la trattenuta di Gyasi su Shomurodov sul risultato di 1-2 per i toscani è netta, talmente netta, che nè l’esordiente Zufferli nè Aureliano dinanzi al monitor si accorgono di nulla.
Tornando al primo anno di Mourinho, nel ruolo di varista, gravissimi gli errori in compartecipazione con Chiffi in campo. Segnala all’arbitro in campo un inesistente rigore per un tocco di Abraham col braccio attaccato al corpo, non segnala due rigori per la Roma, uno per fallo di Tonali su Zaniolo, uno per fallo di Ibrahimovic su Ibanez.
6.1.2022 Milan vs Roma (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Chiffi rosso a Karsdorp
(Foto Gino Mancini)
Lo scorso anno in Roma-Fiorentina, non interviene richiamando Rapuano che lascia la Roma in 10 per una espulsione dubbia, se non del tutta inesistente di Zalewski. La Roma finirà in nove per l’espulsione finale di Lukaku.
Infine un altro grave episodio, non seganalato all’arbitro in campo in occasione di Atalanta-Roma della stagione 2022-23, culminata con la finale di Budapest. Palomino, subentrato da pochi minuti, commette un fallo da espulsione gravissimo su Dybala che ne comprometterà la presenza in campo praticamente fino alla finalissima di Europa League, con l’argentino che non finì sotto la doccia sul risultato di 2-1 per la Dea.
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Dove è finito il vero Stephan El Shaarawy? Se lo chiedono in tanti, così come se lo chiedeva forse (cercando in parte di preservarlo) Daniele De Rossi.
Le prime tre giornate di campionato trascorse in panchina, poi la prima da titolare a Marassi senza grandissimi risvolti, se non una bella palla gol sprecata a tu per tu con Gollini.
Esonerato De Rossi, Juric gli dà fiducia come quinto di sinistra e in quella sfida il Faraone sembra tornare ai suoi livelli: prestazione di grande corsa e volontà, un assist per Dovbyk e applausi (tra i pochissimi) dell’Olimpico inferocito con tutti per l’esonero di De Rossi.
Da lì però Stephan è tornato quasi nell’anonimato. Juric lo ha schierato di fatto una gara sì e una no dall’inizio gestendo le sue condizioni fisiche, evidentemente non eccezionali, fino al nuovo stop di ieri al polpaccio, la cui natura sarà chiarita nelle prossime ore.
Un problema che fa il paio con un (presunto) infortunio muscolare importante accusato dal calciatore nella sfida agli Europei contro la Svizzera che pare lo abbia tenuto completamente fermo per tre settimane, impedendogli poi di rientro a Trigoria per l’inizio di ritiro, di svolgere appieno e con forza la preparazione.
El Shaarawy, ha il contratto in scadenza a fine anno e questa volta, la sensazione è che come avvenuto per Spinazzola ed altri calciatori, la proposta di rinnovo non arriverà anche se l’attaccante dovesse risalire la corrente con buone prestazioni.
Paulo Dybala rimane nella capitale. Come preannunciato dalla selezione argentina che lo aveva convocato prima del weekend, l’attaccante non partirà per il Sud America e lavorerà a Trigoria per rimettersi a posto al 100%.
Ivan Juric ieri prima del match non ha però riferito di un infortunio muscolare vero e proprio: “Non sente bene la gamba”, ha dichiarato il croato.
Dybala si è fermato al 45′ della prima sfida di Europa League contro l’Athletic Bilbao per un fastidio all’adduttore. Un indurimento, fu definito nelle ore successive al match, ma gli esami strumentali svolti sia a Trigoria sia fuori hanno escluso subito l’esistenza di una lesione.
Da lì la gestione graduale della sua situazione, più per precauzione che per un reale problema in questi termini: in panchina 90 minuti col Venezia a sostegno dei suoi compagni. In panchina dall’inizio contro l’Elfsborg, per poi subentrare (per necessità visto il risultato) a 20 minuti dalla fine. Ma non sono stati segnalati al termine della sfida europea particolari problemi.
Sabato poi nel corso della rifinitura ha accusato nuovamente dolore. Ad oggi però non risultano esami che hanno portato al riscontro di lesioni.
Nonostante tutto il mondo dica che è rigore, nel corso di Open VAR anche di fronte all’evidenza, Gervasoni responsabile CAN ha commentato così l’episodio: “Entrambi i calciatori guardano in aria, perciò riteniamo che lo scontro sia uno scontro fortuito di gioco. Lo voglia paragonare a quello di Di Lorenzo in Napoli-Monza. Perché siano interventi VAR, questi tocchi devono essere step on foot chiari. Deve esserci imprudenza per avere l’intervento del VAR, affondo e piede schiacciato pienamente”.
In studio Ambrosini e Toni, di certo non due tifosi della Roma, intervengono smentendo Gervasoni e sottolineando l’imprudenza del difensore del Monza e la gestualità palesemente irregolare. Soprattutto in riferimento ad altri episodi similari e meno chiari che sono stati spesso sanzionati come un calcio di rigore.
Non più tardi di due settimane fa, Rocchi, designatore arbitrale, in occasione del rigore concesso alla Fiorentina contro la Lazio per un gesto similare sula linea di fondo, affermò con forza e in maniera lapidaria: “Step on foot, codificato come rigore sempre”.
Ad aggravare l’improbabile ricostruzione di Gervasoni e co, è l’audio di Aureliano che viene fatto risentire. Il varista si contraddice nel dialogo con La Penna dicendo che il contatto c’è, ma non è un contrasto falloso.
Arbitro: “Non è successo niente, niente!” Sala Var: “Gli dà un piccolo pestone sul piede, ma sta correndo e non sta guardando il pallone. Stanno correndo insieme, lui è fermo e lui sta guardando il pallone” La Sala Var all’arbitro: “Puoi riprendere il gioco. Loro stanno correndo, lo pesta nel piede ma non fa alcuna azione fallosa, ok?”.
La Roma non convince i tifosi, che al netto dei risultati sul campo, stanno continuando a contestare società e giocatori, pur assistendo in massa alle gare in trasferta della squadra giallorossa.
Ieri a Monza c’erano quasi 3 mila romanisti che però sono stati chiari a parole e nei fatti, esponendo uno striscione laconico: “Società fantasma… na squadra di zombie”, firmato Curva Sud.
Nuovo episodio arbitrale negativo ai danni della Roma che questa volta ha portato la società a schierarsi davanti ai microfoni con il ds Ghisolfi.
Rigore clamoroso negato su Baldanzi nel finale di Monza-Roma. Intervento netto con tanto di pestone di Kyriakopoulos che in area di rigore atterra Baldanzi.
La Penna non visualizza il fallo, ma Aureliano non interviene richiamando al monitor l’arbitro.
Il quarto penalty solare negato ai giallorossi da inizio campionato in sette partite ufficiali.
Juric, dopo il pareggio contro il Monza(1-1), la Roma ha parlato ai microfoni di Sky e Dazn. Di seguito le sue parole.
Non so se vuole partire dal match o dall’episodio del rigore commentato da Ghisolfi. “La prestazione perché la mia Roma abbia fatto una grande partita, creando tantissime palle gol ed era da tanto che non lo vedevamo. Sicuramente bisogna diventare più bravi e metterla dentro, ma abbiamo concesso molto poco. Tutto il resto penso sia nello sviluppo del gioco, ho visto una bellissima Roma, normalmente questa partita la vinci anche con facilità. In questo momento gira un po’ così, poi il rigore completa l’opera. Per me comunque la prestazione è stata di alto livello”.
Cosa si poteva evitare sul gol subito? “Quando subisci gol fai errori, magari serviva fare una diagonale in più, dispiace perché oggi abbiamo fatto pochissimi errori. Il Monza, però, ha tirato 3 volte, è stato un dominio totale. Può succedere di prendere gol, però, creando così tanto devi fare molti più gol. Dispiace perché abbiamo fatto pochissimi errori”.
Tanta fatica per sbloccarla, dopo il vantaggio subite gol dopo pochi minuti. Forse questo ti ha fatto più rabbia? “Capita. Non abbiamo cambiato atteggiamento: non avevamo sensazione dalla panchina di poter prendere gol. Poi abbiamo ricominciato a creare occasioni fatte bene, dispiace non vincere questo tipo di partite, nessuno ha messo in difficoltà il Monza come noi. Poi bisogna essere lucidi nell’ultimo passaggio, ci è mancata l’occasione finale perché abbiamo creato tantissimo”.
Un mini bilancio di queste prime settimane? Cosa dobbiamo aspettarci ora? “Abbiamo fatto sette punti in campionato ma erano giusti nove, secondo me abbiamo alzato il livello. La squadra gioca bene, si esprime bene, vedo tantissime belle cose. La squadra ha potenziale, con giovani su cui si può lavorare e la vecchia guardia. Tutti possono alzare il livello ma io vedo cose giuste, oggi abbiamo sofferto solo i lanci avanti per Djuric ma tutti li soffrono. È rientrato anche Zalewski, abbiamo un bel mix e secondo me si può fare un grandissimo lavoro”.
Juric a DAZN.
“Abbiamo fatto una bellissima prestazione dal punto di vista difensivo e del gioco, abbiamo creato tantissime occasioni. L’unico neo è che siamo arrivati 7/8 volte davanti la porta e non abbiamo concretizzato. Abbiamo concesso solo 3 tiri, è un peccato… La squadra ha interpretato la partita in modo eccellente, vedo margini di miglioramento fantastici. Ho visto belle cose, sono molto soddisfatto per la prestazione ma allo stesso tempo molto deluso per il risultato e per il rigore non fischiato. I ragazzi e i tifosi meritavano la vittoria”.
Come ha scelto Soulé titolare? “Buona gara. A volte può fare meglio, come tutti i giovani. Oggi sono stati tutti positivi. Mi dispiace per El Shaarawy, è importante per noi. Soulé ha fatto cose belle e cose da migliorare. Zalewski, Baldanzi e Pisilli sono entrati con grandissima energia e ci hanno dato tanto”.
Che difficoltà ha incontrato fino a oggi? Su cosa lavorerà in questa sosta? “La squadra ha alzato il livello sia in difesa sia a livello di gioco. Abbiamo grandissimi margini di miglioramento, la squadra percepisce velocemente ciò che chiedo. Abbiamo fatto 7 punti in 3 partite, dal punto di vista ambientale non è facile ma abbiamo grande voglia di cambiare questa situazione e oggi l’abbiamo dimostrato. Vogliamo ricambiare i fischi con gli applausi, i ragazzi se lo meritano. Già ora vedo cose molto interessanti”.
Potete migliorare sul mantenere l’intensità per tutta la partita. “Oggi la nostra unica difficoltà era il lancio lungo su Djuric e le sue spizzate per Maldini. Abbiamo finito la partita in crescendo, eravamo superiori al Monza. Ci vuole tempo ma la squadra è stata molto intensa. Angelino e Celik hanno giocato tutte le partite con un’intensità pazzesca, devo fare i complimenti a questi ragazzi. A Trigoria abbiamo tutto per recuperare bene dagli sforzi. Da 3 punti ora siamo a 10, siamo fiduciosi per il futuro”.