Mats Hummels sarebbe la soluzione perfetta, la classica ciliegina sulla torta, per chiudere al meglio un mercato che a causa di vari fattori, alcuni imponderabili, si è trascinata oltre la scadenza naturale del 30 agosto.
Sarebbe, perchè nelle scorse ore, l’ipotesi del tedesco – che era strettamente legata all’addio di Smalling ufficiale solo da ieri sera – qualche ombra in più è apparsa.
La trattativa con il tedesco è datata giugno, con un primo summit che portò ad una stretta di mano condizionata anche lì all’addio di Smalling, che però non si è materializzato in tempo utile. Nel frattempo l’ex Dortmund è rimasto alla finestra ma non ha trovato un accordo con nessuno. Ha rifiutato l’offerta del Bologna e di altre società arabe. Ora è tornato in auge e la Roma gli ha messo sul tavolo due anni di contratto, di cui uno sicuro l’altro al raggiungimento del 50% di presenze per 2 milioni netti a stagione.
Hummels, dopo essersi consultato con il padre Hermann che gli fa anche da manager, ha preso 24 ore di tempo per valutare altre proposte: una di queste arriva dal Galatasaray, che ieri ha preso intanto Osimhen dal Napoli. In realtà vorrebbe 3 milioni e questo ha acuito la distanza con la Roma che ora non sembrerebbe più intenzionata a rilanciare.
Gli scenari sono di varia natura: alzare l’offerta a Hummels o comunque spingere per un accordo entro poche ore, qualora la Roma intenda inserirlo nella lista UEFA che andrà consegnata, completa, entro la mezzanotte di domani; restare almeno fino a gennaio con tre centrali più Nardin che potrebbe essere definitivamente promosso a quarto centrale, ma a quel punto De Rossi dovrebbe giocare solo con la difesa a 4; pensare ad un altro svincolato ma i nomi rimasti liberi per età, richieste e stato fisico sarebbero delle toppe e non dei giocatori utili (Sergio Ramos, Manolas, Djidji, Kjaer).