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Metamorfosi Roma: le due punte e la nuova traccia tattica di Mou

FOCUS RS – Una sola vittoria nelle ultime sette sfide ufficiali, tanti, troppi gol incassati, tante, troppe occasioni da rete sprecate, tra pali, rigori sbagliati e imprecisione. Josè Mourinho ha salutato l’inizio della terza sosta stagionale, con il fastidio del top manager che sa quanta strada ci sia da percorrere per plasmare la Roma a sua immagine e somiglianza. Le polemiche e le critiche, a fronte degli scarsi risultati dell’ultimo periodo, sono bagaglio sicuramente scomodo, ma che Mou sapeva di portarsi dietro potenzialmente in questa prima stagione di ‘costruzione’. Le spalle sono solide, dopo oltre 1000 panchine e battaglie di ogni genere, per affrontare anche i primi malumori romani, ma la direzione tracciata è chiara: tre anni di contratto, sostegno totale dei Friedkin e rivoluzione in atto, inasprita da dichiarazioni più o meno scientifiche, che hanno creato a livello di rosa, già da ottobre, uno spartiacque tra utili e inutili, tra fedelissimi e rivedibili, tra soluzioni e necessità.

A Venezia lo Special One ha cambiato sistema di gioco, lasciando in freezer la difesa a 4 e spadellando al Penzo un 3-4-1-2, teso ad incentivare la produzione offensiva. La risposta è stata positiva da cintola in su, viste le tante occasioni da gol create, le tante soluzioni prodotte e la resa, soprattutto, delle due punte. La coppia Shomurodov-Abraham si trova, grazie all’enorme movimento su tutto il fronte offensivo e la capacità di pressing in fase di non possesso. Il tecnico giallorosso ha lasciato intendere che la scelta della difesa a tre fosse dovuta (anche) all’assenza simultanea di ben tre terzini sinistri, ma non è escluso che – a fronte di un risultato negativo – Mou riprenda da dove ha lasciato tatticamente a Venezia.

6.11.2021 Venezia vs Roma (Serie A) Sport; Calcio; Nella foto: Abraham esulta (Foto Gino Mancini)

La Roma è apparsa fino al rigore inventato da Aureliano, più squadra, più compatta e maggiormente capace di creare occasioni da rete coinvolgendo al massimo il centravanti inglese, che non a caso dopo essersi procurato un rigore annullato dal VAR, ha centrato un palo, confezionato un assist da gol, segnato il momentaneo 2-1 e sfiorato altre due-tre reti. Come in quasi tutte le situazioni c’è un però: se gli effetti positivi di questo sistema, si sono notati soprattutto sul piano dell’imprevedibilità della manovra e della capacità di alzare la linea del pressing, rendendo più efficace il recupero palla nella metà campo avversaria, rispetto a quanto non era riuscito alla squadra giallorossa nell’ultimo periodo, c’è stato un evidente problema di equilibrio difensivo, soprattutto quando la Roma ha dovuto alzare oltremodo il baricentro dopo il 2-2. Il recupero del miglior Smalling, consentirebbe forse a Mourinho di provare ad impostare la Roma a tre dietro fino a gennaio, in attesa di un mercato che quasi certamente un difensore centrale lo regalerà. Ma qualora il tecnico volesse tornare alla difesa a 4, non è da escludere che l’allenatore giallorosso provi a dare continuità alle due punte. Disposizione tattica nella quale potrebbe ritrovare stimoli e gol anche Zaniolo, magari proprio al fianco di Abraham e chissà, forse, lo stesso Mkhitaryan, eccessivamente distante dallo score clamoroso della prima parte della scorsa stagione. Ovviamente chi potrebbe abbassare il livello realizzativo è Lorenzo Pellegrini, che da quasi seconda-punta, giostrerebbe da 10 classico a ridosso delle due punte, con il compito anche di cucire il gioco e accorciare gli spazi con la linea mediana. Non resta che attendere il rientro dei Nazionali, il recupero dei calciatori infortunati in maniera lieve (Vina, Pellegrini, Zaniolo) e qualche giorno di lavoro a Trigoria, in vista del ritorno in campo contro il Genoa del neo tecnico Shevchenko.

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