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Ode a te Capitano

(di Francesco Oddo Casano) – Pensate quanto orgoglio, quanta gioia, quanta soddisfazione, proverà in queste ore Lorenzo Pellegrini. Quanto sarà leggera e piena di emozionanti fotogrammi la sua mente, dopo il trionfo di Tirana. Ma soprattutto quanto romanismo scorra nelle vene di un capitano, che ha sugellato contro il Feyenoord una stagione da record, entrando definitivamente nel cuore di tutti. Un romano e romanista che, a Tirana – dinanzi a migliaia di romani e romanisti – per primo ha avuto l’enorme privilegio di alzare al cielo una coppa che mancava da una vita.

Correndo sulle ali della fantasia è bello immaginare che quel trofeo di 12 kg sia stato sorretto dalle braccia forti anche degli altri capitani, che hanno rincorso o sfiorato il sogno di regalare alla propria gente, una gioia europea. Ecco, non costa nulla credere che in fondo Ago da lassù, Francesco, Daniele e Giuseppe tra Roma e Tirana, abbiano sollevato con Lorenzo al cielo la Conference League. Perché la tradizione infinita dei capitani romani e romanisti è un vanto senza tempo per questo club, che indubbiamente non ha avuto la fortuna di scrivere innumerevoli pagine di storia calcistica, ma allo stesso tempo sarà per sua natura sempre sorretto da quel sentore di romanismo che per ultimo Pellegrini ha perfettamente incarnato in questi mesi. Una fiamma inesauribile che si alimenta con i comportanti, le qualità, le giocate ma anche il rispetto infinito per una maglia, per un simbolo, per quei due colori.

3.10.2021 Roma vs Empoli (Serie A) Sport; Calcio; Nella foto: Pellegrini esulta sotto la sud (Foto Gino Mancini)

Non è stato di certo un percorso facile per il numero 7 giallorosso: una lunga montagna da scalare, tra sentieri impervi, polemiche, insulti social e totale diffidenza. Il peso dell’eredità lasciata da Totti e De Rossi, i paragoni tecnici con Giannini. Imporre al pubblico la sua presenza con quella fascia probabilmente è stato il più grande cruccio di un ragazzo che ha meritato di vincere questo trofeo per gli enormi sacrifici profusi, partendo da lontanissimo. Mou lo ha caricato di responsabilità ma anche protetto ad inizio stagione: “Ne vorrei tre come lui in campo”. Francesco Totti lo ha incoronato suo successero in tempi non sospetti: “Sarà degno di indossare quella fascia”. Lorenzo non ha mai smesso di credere che ci fosse spazio anche per lui nell’Olimpo dei capitani. La vittoria in terra albanese ne consacra storia, riferimenti, carriera, marchiando a fuoco il suo nome nella leggenda dei capitani. Perchè nonostante qualcuno da oltreoceano abbia cercato di strappare a questa squadra la sua anima più profonda, la fiamma del romanismo ha dimostrato ancora una volta di essere inattaccabile, “perchè noi cresciamo con questo stemma addosso, che ci viene tramandato di generazione in generazione, questo spettacolo di romanità e romanismo che nessuno mai fermerà…” Lorenzo Pellegrini dixit. Ode a te Capitano.

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