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Esclusiva RS – Lucchesi: ”Gasperini e Capello accomunati da autorevolezza e personalità. Totti? Può dare tanto da dirigente”

Fabrizio Lucchesi, ex direttore generale della Roma che vinse lo scudetto nel 2001, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue dichiarazioni.

Non mi aspettavo una Caporetto italiana in Europa. Bisogna riflettere sulle difficoltà del nostro calcio, sia della Nazionale che dei club che stanno perdendo competitività. C’è bisogno di una revisione… L’Europeo vinto è stato un illusione.

Roma-Juventus? Non sarà definitiva per la corsa Champions ma è una partita che può dare tanto a una o all’altra: un indirizzo importante anche in termini di fiducia e morale. La partita sarà bella, non tanto per quello che rappresenta per la storia dei due club, ma soprattutto per questo campionato, tant’è che sarà vista con attenzione anche dai non tifosi neutri che si divertiranno.

Gasperini? Lui è diverso da Capello nell’interpretazioni del gioco. Sono bravi entrambi in modo diverso nella gestione del gruppo: hanno personalità e autorevolezza che i calciatori gli riconoscono e quando parlano di calcio c’è solo da ascoltare e applicare le loro idee.

Lucchesi su un eventuale ritorno di Totti nella veste da dirigente? L’avrei fatto tornare molto prima… Lui alla Roma ci deve stare, senza, il club è più debole, poi il ruolo si vedrà. Il calcio deve generare emozioni, il sentimento è il motore di questo sport, si cambia tutto ma non la squadra di calcio. La fortuna di avere in casa uno come Totti, che è uno dei campioni del calcio italiano, romanista fino al midollo, è un valore aggiunto. Francesco ti dà tanto in ruolo che deve sentire suo, viene considerato in modo riduttivo come testimonial a livello di immagine quando in realtà può fare tanto di più perché è portatore di esperienza e conoscenza di varia natura a supporto di un progetto tecnico.

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Trigoria: individuale con più intensità per Dybala. Domani il test in gruppo

La Roma prosegue a lavorare a Trigoria in vista della partita contro la Juventus in programma domenica alle 20:45. Come riportato da Sky Sport, Paulo Dybala oggi ha svolto un allenamento individuale alzando il livello del ritmo e dell’intensità. L’obiettivo dello staff medico giallorosso e del calciatore è quello di fare un test con il gruppo nella giornata di domani a circa 48 ore dallo scontro diretto. La sorpresa in vista di domenica, quindi, potrebbe essere la presenza dell’argentino, una notizia che farebbe sorridere Gasperini.

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Trigoria: El Shaarawy parzialmente in gruppo. Individuale per 5 calciatori

La Roma prosegue a lavorare a Trigoria per preparare la partita contro la Juventus in programma domenica sera (ore 20:45) allo stadio Olimpico. El Shaarawy, per il 2° giorno di fila, ha svolto un allenamento parziale con il gruppo e potrebbe essere un’opzione per Gasperini. Individuale, invece, per Hermoso, Dybala, Soulé, Dovbyk e Ferguson per gestire i rispettivi problemi fisici.

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Gasperini: ”Per la Champions si deciderà alla fine. Gruppo solido, dai primi allenamenti straconvinto che avremmo fatto bene”

Gian Piero Gasperini, al termine di Roma-Cremonese (3-0), ha parlato ai microfoni di DAZN. Di seguito le sue dichiarazioni.

I 23 tiri come li legge?

“No, soprattutto i cinque tiri in porta (ride, ndr.). Però abbiamo faticato il primo tempo, indubbiamente, non era facile, anche la Cremonese giocava molto bene, noi però arrivavamo bene fino all’area avversaria, ma non riuscivamo a essere pericolosi se non in poche occasioni. Poi abbiamo cambiato un pochino, abbiamo messo Cristante più vicino a Malen ed è aumentata la pressione. Abbiamo fatto gol su angolo, però abbiamo creato molto”.

Si aspettava in solamente metà campionato, mister, di portare il suo calcio, le sue idee?

“Me l’auguravo, cioè non sai mai, parti con tutti i migliori propositi. Ho cominciato ad aspettarmelo quando ho visto la reazione in questi ragazzi da subito, dai primi mesi, anzi dai primi allenamenti, le prime settimane di allenamenti. Ero straconvinto che avremmo fatto bene, non così tanto magari, però c’è sempre stato uno spirito fin dai primi giorni importante di una squadra che ha voglia di raggiungere obiettivi, con un gruppo molto solido e con tanti giovani che stanno crescendo, questi sì, veramente. Perché nel primo giorno dell’andata abbiamo avuto un gruppo che ha fatto delle prestazioni con grande continuità. E ha dato modo a questi ragazzi, Pisilli, anche oggi Venturino che è entrato molto bene, Ghilardi, Ziolkowski, insomma, non sto a elencarli tutti, però mi sto accorgendo che sta venendo fuori bene questo. E questo insomma, è sicuramente una grande soddisfazione”.

A proposito dei corner, avete puntato tanto sul primo palo, era un’idea per battere la Cremonese, ha visto un punto debole o semplicemente per sfruttare il tempismo di Cristante?

“Cristante aveva fatto gol così anche a Firenze, è sicuramente nel suo repertorio ci sono alcuni gol su calcio piazzato, punizione o angolo che sia, durante la stagione. Non è sempre che lui va su, oggi era così, altre volte ci si alterna. È chiaro che ci mancavano i gol su calcio d’angolo, perché ne tiriamo sempre molti durante le partite. Da diverso tempo non riusciamo a realizzare. Credo che oggi, a parte che li abbiamo calciati bene, ma ci siamo anche mossi molto bene e, insomma, ne abbiamo fatti addirittura due. Va bene, perché vedo che le squadre un po’ per tutte diventano una risorsa sicuramente le palle inattive, noi eravamo un po’ sotto e oggi abbiamo rimediato”.

Il rapporto con i leader?

“Ho la fortuna di aver già allenato alcuni calciatori come Dybala, Cristante, Mancini ed El Shaarawy. Ho tanti leader nella squadra e hanno trascinato tutti. Ho avuto grande risposte di professionalità da parte di tutti, anche dai nuovi. L’ambiente era positivo già prima del mio arrivo grazie al lavoro di Ranieri, ma nei miei confronti c’è stata sempre grandissima disponibilità”.

È ancora convinto che la corsa alla Champions si deciderà alla fine?

“Sì. Domenica è una partita molto importante e un’eventuale vittoria sarebbe un grande passo in avanti. Con l’Atalanta sono andato in Champions cinque volte e l’ho sempre conquistata alla fine, al massimo con due giornate d’anticipo. Mancano tantissime partite e ora ci sono anche squadre che arrivano da dietro come Atalanta e Como, che sono pericolosissime. Sarà una battaglia. Questo è un momento molto importante, la vittoria di stasera è importantissima per farci arrivare alle prossime con un piccolo vantaggio che può essere utile”.

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Ranieri: ”Non tornerò ad allenare, le sconfitte mi divorano. Italia rifiutata per onestà”

Claudio Ranieri ha rilasciato un’intervista a Il Messaggero in cui ha parlato della sua storia e della Roma. Di seguito le sue dichiarazioni.

Il calcio come è entrato nella sua vita?
«Il classico sogno da bambino. Non ho mai frequentato scuole calcio, allora non esistevano. Però c’erano gli oratori, io cominciai in quello di San Saba. A 16 anni non ancora compiuti feci un provino con la Roma ma non mi presero. E finii in una squadretta succursale. Fu Herrera a ripescarmi».

Come si entra nella testa di un giocatore?
«I tifosi pensano che siano dei robot, metti il gettone e loro giocano. Non funziona così: hanno degli alti e dei bassi, e tu devi stargli vicino soprattutto nei momenti difficili. Io mi sono sempre proposto come un equilibratore».

Lo scudetto con il Leicester l’ha cambiata?
«No, io sono sempre quello della poesia di Kipling. Più che altro ha fatto cambiare l’opinione su di me. Sfioravo gli scudetti con squadre che non erano attrezzate per vincere i campionati, ed ero l’eterno secondo o il magnifico perdente. Però accettavo tutto, perché non puoi andare contro il mainstream. È sempre una fatica inutile».

È stato difficile dire no alla Nazionale?
«È stato difficile nel senso che quale allenatore non vorrebbe allenare la Nazionale del proprio Paese? Ma, al tempo stesso, non è stato difficile perché sono sotto contratto con la Roma. Ci sarebbe stato un conflitto di interessi pazzesco. Mi è sembrata la scelta più onesta».

Ha scelto i Friedkin.
«Ho scelto la Roma e un contratto scritto».

E cosa le hanno detto i Friedkin?
«Claudio decidi, e qualunque cosa deciderai, noi saremo con te. Sono stati molto corretti».

È difficile gestire una squadra dagli Stati Uniti?
«Non credo. Sono stato otto anni In Inghilterra. Ken Bates, il presidente del Chelsea, l’ho visto soprattutto dopo che ha lasciato il club. Abramovic veniva qualche volta in trasferta e mi riportava indietro con il suo aereo personale. Al Leicester il thailandese si presentava di tanto in tanto. Il presidente è importante perché a fine mese paga. Solo in Italia siamo ossessionati dalla sua presenza».

Chiuderà la sua carriera a Roma, alla Roma?
«Penso che finirà così, poi mai dire mai. Avevo assicurato che non avrei più allenato dopo Cagliari, e invece è uscita fuori la Roma. E alla Roma non potevo dire di no».

Quindi potrebbe ripensarci e tornare ad allenare?
«Parlo di un ruolo dirigenziale. Con la panchina ho chiuso, troppo faticoso. Negli ultimi anni mi sono accorto che la sconfitta mi divorava. Il piacere della vittoria dura poco, cominci a pensare subito alla partita successiva».

E sempre stato così?
«No, per questo ho smesso. Prima, quando perdevo, me ne facevo una ragione. Nel calcio hai sempre, o quasi, un’altra occasione. A un certo punto è cambiato qualcosa. sarà l’età. Pensavo che sarei morto in campo, ma non succederà»

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Juan: ”Malen può portare la Roma in Champions. Si vede l’impronta di Gasperini”

Juan ha rilasciato un’intervista a Il Tempo in cui ha parlato della Roma di Gasperini e di Wesley. Di seguito le dichiarazioni del difensore brasiliano.

Che idea si è fatto di Gasperini?
«Gasperini è sempre stato un grande allenatore. Ricordo di aver giocato contro il suo Genoa. Ha fatto un lavoro impressionante all’Atalanta e sta costruendo una Roma con il suo stile, una squadra molto competitiva e intensa.»

Cosa significa per un difensore avere Svilar alle proprie spalle?
«Svilar sta mantenendo un livello di rendimento altissimo. È molto importante che tutto il reparto difensivo e la squadra in generale abbiano fiducia nel portiere.»

Si aspettava un inserimento così veloce di Wesley in Serie A?
«Conosco bene Wesley perché è cresciuto nel Flamengo, il club in cui ho giocato, e all’epoca lavoravo lì. Quando ha lasciato il Brasile era già un giocatore di alto livello. Le sue caratteristiche sono adatte allo stile di gioco di Gasperini. È un ragazzo dalle capacità fisiche molto elevate, che sicuramente crescerà sotto tutti gli aspetti giocando nel campionato italiano e a livello europeo.»

Le ricorda qualcuno?
«Ha doti fisiche simili a quelle di Cafu, ma non bisogna dimenticare che Cafu è una leggenda mondiale e quindi difficile da paragonare a chiunque.»

Malen ha avuto un impatto devastante. Con lui la Roma può arrivare in Champions?
«Malen è un grande giocatore, che segna con facilità. Aver iniziato bene, conoscendo l’ambiente di Roma, gli avrà dato grande fiducia. Può continuare a fare la differenza.»

Qual è stato l’allenatore con cui si è trovato meglio?
«Spalletti a livello di gioco e Ranieri per quanto riguarda la gestione e la fiducia.»

Cosa ne pensa del ritorno di Totti alla Roma?
«Sarebbe fantastico, perché sappiamo tutti quanto ama la squadra e quanto rappresenta per la città.»

Come sta andando l’avventura con il Brasile?
«Mi sto godendo questa grande esperienza. È stato un onore tornare a lavorare per la nazionale. Ancelotti è sicuramente la persona giusta per provare a vincere il Mondiale. Lo dimostrano il lavoro che ha svolto in passato, i titoli vinti e la sua vasta esperienza nel calcio di alto livello.»

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Roma-Cremonese, le probabili formazioni dei quotidiani: i diffidati dall’inizio. Zaragoza e Pellegrini alle spalle di Malen

La Roma questa sera alle 20:45 ospiterà la Cremonese allo stadio Olimpico, match valido per la 26° giornata di Serie A.

PROBABILI FORMAZIONE DEI QUOTIDIANI

LA GAZZETTA DELLO SPORT: Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso; Celik, Cristante, Koné, Wesley; Zaragoza, Pellegrini; Malen.

CORRIERE DELLO SPORT: Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso; Celik, Cristante, Koné, Wesley; Zaragoza, Pellegrini; Malen.

TUTTOSPORT: Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso; Celik, Cristante, Koné, Tsimikas; Zaragoza, Pellegrini; Malen.

IL MESSAGGERO: Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso; Celik, Cristante, Koné, Wesley; Zaragoza, Pellegrini; Malen.

LA REPUBBLICA: Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso; Celik, Cristante, Koné, Wesley; Zaragoza, Pellegrini; Malen.

IL TEMPO: Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso; Celik, Cristante, Koné, Wesley; Zaragoza, Pellegrini; Malen.

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Gasperini: ”Dybala e Soulé out. Totti? Sarebbe una grandissima risorsa. Non sappiamo se e quando recuperiamo 4 calciatori”

Gasperini, alla vigilia di Roma-Cremonese, ha parlato in conferenza stampa. Di seguito le dichiarazioni del tecnico giallorosso.

Ci sono margini di miglioramento per la coppia di trequartisti Zaragoza-Pellegrini? Lo spagnolo deve migliorare nelle scelte, mentre Lorenzo deve tornare ad essere più pericoloso?

“Credo di sì, assolutamente sì. Anche se Pellegrini ha giocato tanto con continuità, ci può stare un momento non dico di calo, ma magari meno brillante. Però già dalla partita con la Cremonese, nelle prossime gare, mi aspetto che torni a essere determinante. Ha sempre dato un contributo importante e continuo a questa squadra. Su Zaragoza dobbiamo anche dargli un po’ di tempo. È arrivato da poco e l’abbiamo inserito subito dall’inizio, dandogli responsabilità e minuti. Ha caratteristiche molto valide, che ha già fatto intravedere, ma per trovare continuità e inserirsi completamente nei meccanismi della squadra servono alcune partite”.

Wesley, Ndicka e Mancini sono diffidati: farà valutazioni anche in quest’ottica? E può darci un aggiornamento sulle condizioni di Dybala?

“Quella con la Cremonese è una partita in cui i tre punti sono fondamentali. Dobbiamo giocare al meglio, al massimo, con grande determinazione, perché i punti pesano in tutte le partite e sono sempre difficili da conquistare. Non possiamo guardare oltre questa partita. Dybala con la Cremonese non farà parte della partita. Sta continuando le cure e sono davvero dispiaciuto, come lo sono per tutti gli altri che stanno lavorando per rientrare. Anche lui si sta applicando al massimo per cercare di essere presente, ma ha ancora un fastidio che glielo impedisce. È però determinatissimo nel voler recuperare il prima possibile”.

Una riflessione sugli infortuni: i giocatori sembrano allenati molto bene e rientrano anche velocemente, ma gli stop sono molti. Come se lo spiega?

“Gli infortuni fanno parte del gioco del calcio, è sempre stato così. Oggi ancora di più, perché le partite sono tante e la maggior parte degli infortuni avviene in gara. Si gioca a ritmi molto alti e non sempre si riesce a recuperare al meglio tra un impegno e l’altro. Per quanto riguarda noi, ho 14-15 giocatori che praticamente non si sono quasi mai infortunati e qui tocco ferro, però ci sono stati alcuni casi che hanno inciso molto. Penso a Dovbyk, Ferguson, Bailey, lo stesso Dybala, El Shaarawy e altri: hanno avuto stop lunghi. Quando vai a conteggiare le giornate perse, cioè i mesi in cui alcuni giocatori sono stati fuori, è chiaro che il numero pesi. Poi nell’arco di 40, 50 o magari 60 partite può capitare che qualcuno, come Koné, salti una o due gare, e questo ormai rientra nella normalità. Il problema vero è quando gli infortuni durano tante settimane o addirittura mesi: in quel caso l’impatto sulla squadra è inevitabile”.

Soulé sarà a disposizione per la partita con la Cremonese? E che giudizio può dare su Venturino e Vaz: chi vede più pronto e chi ha più bisogno di crescere?

“Soulé è stato fermo tutta la settimana, quindi non sarà della partita. Speriamo possa rientrare nelle prossime. Venturino e Vaz sono due giocatori giovanissimi che, appena arrivati, sono stati subito buttati in campo, un po’ per necessità e un po’ anche per capire il loro livello di maturazione. Sono due ragazzi diversi. Venturino è in prestito, ha già fatto qualche partita a Genova e lo scorso anno ha segnato un paio di gol, mentre quest’anno ha giocato poco. È arrivato in un ruolo dove eravamo carenti anche numericamente e secondo me, con il tempo, potrà darci soddisfazioni. Vaz è stato un investimento molto importante da parte della società. È anche lui molto giovane, ha fatto solo spezzoni di partita, ma ha già segnato qualche gol. Su di lui pesa un po’ l’investimento fatto, perché inevitabilmente cambia la percezione. Io sto cercando di capire in fretta quanto possa essere utile nell’immediato alla Roma, perché nel futuro lo sarà sicuramente. Tra spezzoni di gara e allenamenti dobbiamo valutare bene, considerando che non è semplice inserirsi subito in un campionato difficile come quello italiano a stagione in corso”.

In queste ore si discute di una possibile riforma del sistema arbitrale: si è sentito ascoltato dopo le riflessioni che aveva fatto sul tema? Che idea si è fatto?

“Io ho toccato degli argomenti che non erano riferiti a singoli episodi e neanche alla Roma o a situazioni favorevoli o sfavorevoli. Mi riferivo alle simulazioni, ai falli di mano e ai contatti, che sono gli aspetti che oggi creano più problemi. La discussione, per me, è solo quella. C’è un problema di interpretazione che mette in difficoltà gli arbitri, il pubblico, i giocatori e gli allenatori. Il regolamento, su questi punti, non è più condiviso da molti o comunque viene interpretato in modi troppo diversi, giustificando tutto e il contrario di tutto. Il mio intervento era riferito esclusivamente a questo, non a episodi specifici o a vantaggi per una squadra rispetto a un’altra. Kalulu-Bastoni? Ci sono almeno altri due episodi altrettanto clamorosi”.

Malen in Inghilterra nell’Aston Villa aveva un ruolo più marginale, mentre alla Roma ha avuto un impatto incredibile. È una questione di scarsa lungimiranza di chi lo aveva o il campionato italiano è meno competitivo? E una curiosità: cosa avete mangiato a cena con Totti?

“Non credo che il campionato italiano sia inferiore, anzi per certi versi è anche più difficile, soprattutto per gli attaccanti. Malen è un giocatore dell’Aston Villa e della nazionale olandese, quindi parliamo di un profilo importante. Quando lo abbiamo presentato ho detto che ero convinto del suo valore e che il motivo principale per cui l’ho voluto a Roma è legato al ruolo. Io gli ho detto chiaramente: tu per me giochi lì. Spesso veniva utilizzato come esterno in un 4-2-3-1, finendo largo sia in Inghilterra sia in nazionale. Io invece lo vedo in quella posizione centrale, dove per me può essere determinante. Non è vero che un centravanti debba per forza essere alto un metro e novanta. Le sue caratteristiche sono quelle e nel mio modo di interpretare il calcio lì rende al massimo. Poi può giocare anche altrove, ma per me il suo ruolo è quello. Totti? Se fossimo andati a cena non ci sarebbe nulla di male. Non ne ho mai parlato né con la società né con Ranieri. Se però mi chiedete un’opinione, Totti è una grandissima risorsa. Ho anche delle idee su come potrebbe essere valorizzato, ma non è un tema che ho sollevato io, ne ha parlato Ranieri. In ogni caso la vedo come un’opportunità importante”.

Qualche giorno fa a Udine dopo la partita aveva fatto una battuta sul fatto che, se non si arriva quarti, si manda via l’allenatore. Guardando in prospettiva, vivendo Roma da mesi, vede ancora le potenzialità per raggiungere un livello alto o ha pensato: “Chi me l’ha fatto fare di venire qui”?

“Ci tengo a dire una cosa: la società e anche Ranieri, fin dalla presentazione e poi nei mesi successivi, hanno sempre parlato di un anno di transizione, di crescita e di costruzione. È chiaro però che, quando si parla di Champions, per me esiste solo quello. Io ho lasciato la Champions e mi manca anche molto non poterla giocare. Se qualcuno pensa di mettermi pressione dicendo “devi arrivare in Champions”, per me l’obiettivo è quello, ma sappiamo che significa dover superare squadre come Juventus, Napoli, Como, Atalanta. È un gruppo molto competitivo, il nostro. Io non sono venuto qui per dire: quest’anno vediamo, poi il prossimo anno, e così via. Sono venuto per costruire qualcosa di forte. I due mercati, quello di agosto e quello di gennaio, sono stati fatti con questa idea. Non è vero che non si possa lavorare in questa città. È difficile lavorare bene, ma non per la città: bisogna lavorare bene qui dentro. La città risponde sempre, lo stadio è pieno, ci sono 130.000 persone in due partite come Cremonese e Juventus. La differenza la fa il lavoro che si riesce a fare all’interno”.

A che punto è oggi la squadra, anche dopo il mercato di gennaio?

“Stiamo lavorando e continuiamo a lavorare. Io ho sempre grande soddisfazione di questi ragazzi, per me sono straordinari in tutto quello che fanno. Abbiamo passato e stiamo passando un periodo di grande emergenza, ma stiamo andando avanti senza cercare alibi. È chiaro che tutto è migliorabile, ma il percorso di crescita c’è stato. La squadra ha acquisito maggiore consapevolezza e presenza in campo. Poi il calcio è fatto di momenti e di difficoltà, però l’atteggiamento e l’impegno non sono mai mancati. E questo, per me, è la base su cui continuare a costruire”.

A questo proposito le volevo chiedere, considerando gli innesti del mercato di gennaio, cosa le sta piacendo di più nelle ultime partite della Roma e dove vede ancora margini di miglioramento?

“Secondo me siamo già a un buon livello, ma chiaramente tutto è migliorabile. Il problema in questo momento è legato alle assenze: se perdi Dybala, Soulé, Ferguson ed El Shaarawy, cioè quattro attaccanti nello stesso reparto, diventa difficile per qualsiasi squadra. Se uno manca una settimana è un conto, ma quando le assenze diventano di un mese o addirittura di più, la situazione cambia. Ci sono esempi anche di altre squadre che hanno perso giocatori importanti, però avere quattro elementi fuori nello stesso ruolo pesa. E non sappiamo ancora quando e se riusciremo a recuperarli tutti. Questo è l’unico vero punto critico. Stiamo cercando di valorizzare al massimo Venturino e Vaz, che sono giovani, e Malen, che è appena arrivato, ci ha dato un apporto importante. Se non fosse arrivato lui a gennaio sarebbe stato ancora più complicato. Ora speriamo di non perdere altri giocatori e di riuscire a recuperare qualcuno il prima possibile. Tra quindici giorni rientreremo anche nelle coppe e torneremo a giocare tre partite a settimana. Questo significa che dobbiamo cercare di velocizzare il più possibile la maturazione e la crescita di Venturino e Vaz, perché in questo momento le alternative nel reparto offensivo sono soprattutto loro. È inevitabile che debbano crescere in fretta, anche attraverso le partite, ma allo stesso tempo dobbiamo stare attenti a non pretendere troppo da due ragazzi così giovani. Hanno qualità, però serve equilibrio nelle valutazioni e nelle aspettative”.

In vista della partita con la Cremonese, Koné può giocare insieme a Pisilli? È una soluzione alternativa rispetto a Cristante o El Aynaoui, magari più abili nel palleggio?

“Sono quattro giocatori che stanno facendo molto bene. In quel reparto abbiamo abbondanza e qualità. Dobbiamo anche capire, vista l’emergenza che abbiamo davanti, se qualcuno di loro possa essere impiegato in una posizione un po’ più offensiva. È un po’ come per Pellegrini: si possono adattare, ma le caratteristiche vere degli attaccanti sono diverse. A centrocampo però siamo coperti e forti, con tutti che stanno rendendo bene. Quando torneremo a giocare anche le coppe, avere questo tipo di soluzioni sarà un grande vantaggio. Le squadre che affrontano più competizioni hanno bisogno di una rosa ampia e nel reparto della mediana siamo sicuramente ben attrezzati”.

Sono trascorsi 90 giorni dalla gara d’andata con la Cremonese. Dal punto di vista caratteriale è cambiato qualcosa? E cosa si aspetta, anche tatticamente, dalla Cremonese nel match dell’Olimpico?

“Dal punto di vista caratteriale no, non è cambiato nulla. Ho avuto un gruppo forte dal primo giorno di ritiro, sotto questo aspetto è sempre stato fantastico e si è confermato fino a oggi. Sono convinto che sarà così fino alla fine. Non abbiamo mai sbagliato sotto il profilo della determinazione e del senso di appartenenza. Credo che il merito principale di questa stagione, fino a questo momento, sia proprio la voglia e l’attaccamento di questi giocatori. Poi tutto è migliorabile, ma sotto l’aspetto caratteriale ho un gruppo straordinario”.

Che partita si aspetta dalla squadra di Nicola?

Mi aspetto una partita difficile. In questo momento della stagione i punti iniziano a pesare per tutti, sia per chi ha obiettivi alti sia per chi lotta per altre posizioni. Nel girone di ritorno le gare diventano ancora più equilibrate e complicate. Noi abbiamo motivazioni fortissime: se il campionato finisse oggi saremmo premiati e non vogliamo scendere da quella posizione. Dipende molto da noi: se non sbagliamo, per gli altri diventa difficile”.

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Roma, ansia per Ferguson: rischia l’operazione alla caviglia

Brutte notizie per Ferguson. Come scritto da La Gazzetta dello Sport, non ci sono sviluppi positivi sulla caviglia dell’irlandese che continua a tribolare con lo stesso problema dalla scorsa estate. Il classe 2004 durante il ritiro prese una brutta distorsione che poi si è portato appresso per tutta la stagione. Solo che la caviglia è la solita, la destra, quella che nel 2023 venne operata. E il rischio di tornare sotto i ferri è lì, dietro l’angolo. Negli ultimi giorni ci sono stati dei colloqui tra lo staff medico della Roma e quello del Brighton sono stati intensi. E presto ci sarà anche la decisione.

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Celik, l’agente chiarisce: ”Nessun accordo con altri club, naturale l’interesse di società importanti”

L’agente di Zeki Celik ci ha tenuto ad allontanare le voci di un accordo già fatto con la Juventus in vista della prossima stagione, dato il contratto in scadenza con la Roma. Di seguito le dichiarazioni di Fazıl Özdemir.

“Le voci secondo cui Zeki avrebbe raggiunto un accordo con un club non sono accurate. Attualmente gioca per un club importante, ed è naturale che squadre importanti in Italia e Inghilterra mostrino interesse per un giocatore che compete a questo livello e che il suo nome sia associato a tali club.

Il suo contratto con la Roma scade a fine stagione; tuttavia, nutre grande rispetto per il club. In questa fase non si concentra su questioni contrattuali o di mercato. La sua piena attenzione e il suo impegno sono rivolti a supportare la Roma nel raggiungimento dei suoi obiettivi. Riteniamo che tutte le altre questioni saranno affrontate e risolte a tempo debito, in modo professionale e rispettoso”.