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Candela a RS: ”Servono uno o due attaccanti. Obiettivo Champions ma ora bisogna godersi il momento. Gasp? Ha migliorato la squadra”

Vincent Candela è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport. Di seguito le parole dell’ex terzino sinistro della Roma campione d’Italia nel 2001.

Bella cena con il mister nei giorni scorsi.

Serata da primi in classifica, molto bene bisogna godersi il momento.

Dove può arrivare questa Roma?

L’obiettivo da 10 anni è la Champions League, sarebbe una grande bella cosa anche se non è semplice perché ci sono squadre più attrezzate come Inter e Napoli. La Roma comunque è lì, se la può giocare con un grande mister.

Gasperini è soddisfatto è convinto dei propri mezzi?

È primo in classifica sta facendo molto bene. Per non parlare di quello che ha fatto negli ultimi anni con l’Atalanta vincendo anche l’Europa League. C’è comunque tanto lavoro da fare, ma nell’ultima gara, ho visto tante cose diverse che sono da ricondurre a ciò che ha portato il mister e non è un caso che si stia andando bene.

Celik? Anche con De Rossi ricordo che fece bene su Leao, non è l’ultimo arrivato ma la maggior parte dei calciatori, grazie a Gasperini, sono migliorati: alcuni da 6 sono passati a 8 e altri da 5 a 7.

Prosegue Candela.

Manca ancora il gol, c’è da lavorare. Ora vediamo cosa arriverà dal mercato. Cristante l’ho sempre adorato, ora di più, Pellegrini sta tornando e sta facendo bene. La Roma è la stessa squadra dell’anno scorso per cui questo significa che già c’era una base forte. Si vede che c’è un gruppo unito, i calciatori si aiutano in campo: mi piace come giocano.

Gasperini chiede tanto sacrificio e mentalmente non è facile.

Certo, ci vuole rispetto reciproco. Ora si vedono i risultati e i calciatori credono in ciò che fanno e questo è fondamentale. Quando c’è il gruppo si può arrivare in alto, è molto importante.

Zirkzee? In Italia ha fatto bene. Serve un calciatore che potrebbe fare tanti gol. Anche due perché no…

El Aynaoui? Giocatore che sta rispondendo bene a quello che chiede il mister, come tutta la squadra.

Roma più pronta per vincere l’Europa League o per il cammino in Italia

Si deve giocare per vincere, è sbagliato lottare per una cosa piuttosto che un’altra. La Roma in Europa ultimamente ha fatto bene arrivando in fondo e vincendo la Conference, ora arrivare in Champions è fondamentale.

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Sorrentino a RS: ”Gasperini ti entra in testa, come istruttore di calcio è il migliore allenatore italiano”

Stefano Sorrentino, ex portiere e attuale opinionista Mediaset, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport, in ha parlato di Gian Piero Gasperini, suo ex allenatore. Di seguito le sue dichiarazioni.

Ti aspettavi questo avvio di stagione della Roma di Gasperini? Conoscendo il mister sì. Ci sono tanti fattori che fanno si che una stagione possa cambiare. La Roma, comunque, pur senza attaccanti, sta dimostrando di potersela giocare e poter stare in alto in classifica. Questo avvio di stagione ha fatto capire che c’è la mano dell’allenatore in questa squadra.

Dove incide di più Gasperini? Ti entra nella testa, in un ambiente come Roma è fondamentale. Firmo con il sangue che come istruttore di calcio è il migliore allenatore italiano. So che non si arrabbierà ma è antipatico (ride ndr), soprattutto per chi non lo conosce. Poi quando ci si entra in confidenza è una brava persona, nel calcio ce ne sono poche vere come lui che ti parlano in faccia. Ti puoi chiamare come vuoi, ma se non corri e non fai come dici lui non giochi. Una volta che ti entra nella testa ti diverti.

Prosegue Sorrentino.

Quando si inventa Baldanzi punta, Mancini che fa quasi l’esterno e il secondo gol contro l’Udinese arriva da questo cambio si capisce che Gasp riesce a far dare qualcosa in più. Basta vedere ora alcuni calciatore dell’Atalanta…

Il calciatore che è cresciuto di più con Gasperini? Il reparto difensivo da Hermoso a Mancini. Passano gli allenatori, gli anni, è il più criticato ma Cristante è sempre presente. Trovatemi un altro giocatore con questa serietà, dopo tutto ciò che ha subito, e duttilità. Ora Gasperini lo ha schierato nuovamente sulla trequarti.

Svilar? Il migliore del campionato italiano a mani basse e uno dei top in Europa.

Sorrentino sull’attacco.

La squadra è prima in classifica ma l’attacco funzionerà, Gasperini, in un anno, ha fatto segnare 100 gol all’Atalanta per cui figuriamoci se non riuscirà a farlo a Roma.

Dybala? È un campione ma gli infortuni hanno limitato la sua carriera. La società farà un discorso di costi: so che lo avrò a disposizione per metà campionato e quindi è giusto che ti paghi la metà. Uno come Dybala, comunque, lo farei giocare sempre come giustamente hanno fatto tutti gli allenatori che sono passati per Roma. Auguro al mister di vincere un trofeo.

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Esclusiva RS – Marino: ”Roma poco gasperiniana, il meglio deve venire. Mercato? Logico e sostenibile”

Pierpaolo Marino, ex consulente del presidente della Roma nella stagione 1988/89 e direttore tecnico dell’Udinese, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue dichiarazioni.

Direttore, questa è un po’ anche la sua partita: lei è stato sia a Roma che a Udine. Domani si gioca questa sfida — come stanno le due squadre secondo lei?
Direi che sono due squadre in grande salute. Sarà una partita molto bella anche da un punto di vista spettacolare. Ho visto l’Udinese contro l’Atalanta: ha fatto una partita di grande spessore tattico e fisico, dominando l’avversario. Il risultato finale non ha rispecchiato il dominio territoriale dell’Udinese, che in certi momenti è stato davvero travolgente.


E per quanto riguarda la Roma, se l’aspettava così in alto in classifica?
“Non proprio, ma mi aspettavo che fosse tra le prime quattro. Il lavoro di Gasperini dà sempre i suoi frutti, anche se di solito serve tempo per assimilare le sue idee. Invece quest’anno la squadra è partita in modo molto pragmatico, quasi “non gasperiniano”. Quindi credo che il meglio debba ancora venire”.


Nell’Udinese c’è qualche elemento che potrebbe interessare a Gasperini in futuro?
“Sicuramente. Penso subito ad Atta, che è il giocatore più interessante di questo Udinese: completo tecnicamente e fisicamente.
Il più in forma però è Zaniolo, mentre Zanoli, arrivato dal Napoli, sta facendo molto bene.
Attenzione anche a Solé, un difensore fisico ma con ottima tecnica: sa giocare a calcio e ha piedi delicati. L’Udinese lo usa spesso come centrocampista aggiunto, creando superiorità numerica nella costruzione del gioco. È in grado di fornire assist e segnare, grazie anche a un tiro molto potente”.


Passando alla Roma: il mercato estivo è stato criticato. Lei che di mercato se ne intende, cosa ne pensa? E un giudizio su Frederic Massara?
“Il mercato della Roma è stato logico e sostenibile, senza follie. Ho una grande stima per Massara: lo considero quasi una mia scoperta. Lo portai a Pescara da giovanissimo, quando giocava nel Pavia. Ricordo che spesso lo ospitavo a casa mia per farlo sentire in famiglia. C’è un legame speciale tra noi, un rapporto di grande empatia che nasce da lontano”.


Nella Roma c’è qualche calciatore che la incuriosisce particolarmente?
“Sono curioso di Ferguson. Vorrei vederlo impiegato con continuità, perché in passato mi aveva dato l’impressione di poter fare molto di più. È un giocatore interessante, ma finora è stato un po’ frenato dagli infortuni”.


Da esperto di calcio italiano, che momento stiamo vivendo secondo lei?
“Stiamo attraversando un momento di involuzione tecnica, soprattutto a livello di Nazionale. C’è una carenza di talenti: capitano periodi in cui nascono molti campioni insieme, e altri in cui non nasce nessuno.
Il calcio italiano però non è solo la Nazionale: è anche la Serie A, che resta un campionato competitivo. Due anni fa eravamo primi nel ranking UEFA, tanto da conquistare cinque posti in Champions League.
C’è da distinguere: i club sono società che devono fare spettacolo e business; la Nazionale invece rappresenta l’italianità e deve valorizzare i giocatori nati in Italia.”


Il colpo più importante della sua carriera e un giovane su cui punterebbe oggi a occhi chiusi?
“Per fortuna non me ne viene in mente solo uno, quindi vuol dire che qualcosa ho combinato (ride ndr).
Tra i più importanti direi Marek Hamsik, portato al Napoli a 19 anni e mezzo. Oppure Vincenzo Iaquinta, che presi dal Castel di Sangro quando aveva segnato appena sei gol in C2: poi è diventato campione del mondo!
Potrei citare anche Lavezzi, Tacconi, Giovanni Giuari, Ruggiero Rizzitelli…
Quanto ai giovani, punterei a occhi chiusi su Pio Esposito.”

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Tovalieri a RS: ”Dybala non è un centravanti. Dovbyk? Deve reagire ai fischi”

Sandro Tovalieri, ex attaccante della Roma, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport. Di seguito le dichiarazioni del ‘Cobra’.

I pochi gol cominciano a essere un problema perché senza non si vincono le partite. Spero che le occasioni sbagliate siano solo un momento di difficoltà altrimenti diventa difficile affidarsi sempre alle parate di Svilar.

Prosegue Tovalieri.

È un percorso nuovo e bello ma sicuramente ci sono delle difficoltà: il gioco che Gasperini riusciva a far esprimere all’Atalanta a Roma non si è visto. Credo che ci voglia ancora un po’ di tempo. A Bergamo il mister ha fatto 9 anni in cui gli hanno comprato giocatori a sua immagine e somiglianza che si sono integrati bene. Ora invece non credo che sia soddisfatto di quanto fatto nel mercato estivo con calciatori che hanno altre caratteristiche: sta cercando di adattarsi a loro e non viceversa.

Dovbyk? Quando era al Girona non sembrava così statico, è anche vero che gli attaccanti si giudicano dai gol fatti e lui la scorsa stagione ne ha realizzati 17. A livello di partecipazione alla manovra non ci siamo, si fa sempre anticipare innescando ripartenze pericolose e in area di rigore è poco cattivo. I rigori? Si possono sbagliare ma non tirare come ha fatto lui. Giovedì dopo 2 minuti ha fatto una bella azione, però, sta vivendo un momento no anche sotto il punto di vista mentale.

Ferguson? È un ragazzo giovane reduce da un infortunio, bisogna dargli tempo. Lo stesso discorso vale per Ziolkowski, i ragazzi vanno inseriti gradualmente.

Dybala centravanti? Quando prende la palla ha sempre la giocata ma non è il suo ruolo, la sua fantasia viene limitata: spalle alla porta non esprime al meglio le sue qualità.

Prosegue Tovalieri.

I risultati positivi hanno mascherato un po’ di problemi. Se Svilar non avesse fatto qualche miracolo, la Roma non avrebbe avuto i punti che ora vediamo in classifica. Perdere così tante partite in Europa potrebbe creare malessere e malcontento, ora a Sassuolo invece di andarci con entusiasmo potrebbe esserci un po’ di paura. Ripartiamo dal secondo tempo contro l’Inter, partita in cui forse il mister ha commesso qualche errore nella prima frazione di gioco con alcune modifiche, spero lo abbia capito.

Conclude Tovalieri.

Non mi è piaciuto il cambio di Ziolkowski dopo pochi minuti: una volta schierato dall’inizio è più adeguato tenerlo in campo. Mi sembra ancora un po’acerbo. I fischi a Dovbyk? Derivano da un po’ di malessere della tifoseria, lui potrebbe soffrirli perché non ha molto autostima. Starà all’ucraino reagire.

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Baldieri a RS: ”Dovbyk e Ferguson potrebbero giocare insieme. Dybala? Fa ancora la differenza”

Paolo Baldieri, ex attaccante della Roma dal 1982 al 1990 con alcune stagioni in prestito, è intervenuto ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.

La Roma mi ha invitato alla festa del secondo scudetto, ma ero a pesca (ride ndr). Era più una festa loro, io mi allenavo e ho sono andato in panchina in qualche gara ma non ho disputato alcun minuto.

Capello? Il Milan non ha venduto Simone, pupillo di Berlusconi, quindi, il club rossonero non mi ha più preso. Andai in ritiro con il Lecce e alla fine firmai un contratto con il club pugliese.

Roma di Gasperini? Mi ha fatto incaz**** quando la gente non lo voleva. Gasperini è uno dei pochi allenatori che fa correre le sue squadre, con un’organizzazione eccezionale. Sognavo di vedere giocare la Roma come la sua Atalanta in maniera spregiudicata e aggressiva. Al netto della qualità, il tifoso vuole vedere la maglia madida di sudore.

Soulé? Un ragazzo che deve maturare ma ha la classe per dare qualcosa in più. A Roma dovrebbe esserci più pazienza senza bollare subito alcuni calciatori, i giovani vanno messi dentro e gli va dato tempo.

Dovbyk-Ferguson? Li farei giocare insieme, sono compatibili. Con una punta sola ci ho giocato a Lecce nel 1992-93 e nel calcio moderno se trovi un difensore bravo nell’anticipo non si combina niente. Le fasce della Roma sono buone, ma c’è bisogno di un supporto al centravanti. Certo non possono giocare anche Soulé e Dybala perché qualcuno deve correre e difendere (ride ndr).

Dybala? Se sta bene fisicamente è un calciatore che dovrebbe giocare sempre ma ha i muscoli di velluto come me, per cui, va salvaguardato e gestito. L’argentino, comunque, ancora fa la differenza.

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Esclusiva RS- Rosi: ”Gasperini potrebbe essere un Capello 2.0 e far vincere la Roma. Dovbyk? Non adatto al suo gioco”

Aleandro Rosi, ex terzino della Roma che ha maturato 98 presenze con la maglia giallorossa, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole, memore dell’esperienza avuta con Gasperini a Genoa nel 2014-15.

Ti ha sorpreso questo avvio di stagione della Roma? Fino a un certo punto perché è un animale da campo. La mentalità di Gasperini me l’aspettavo.

Riconosci in questa Roma dei principi gasperiniani? Ancora no, la sua forza ora è proprio questa: si sta calando in una squadra che non voleva. Il fatto che si stia adattando lo sta facendo diventare uno dei migliori in Italia e in campo internazionale. Ora in attacco sta avendo dei problemi, la Roma non è bella ma è efficace perché c’è una mentalità da top.

Credi che la Roma possa rimanere nelle zone alte della classifica ed essere la cosiddetta outsider? Lo spero. Mi auguro che la società possa accontentarlo sul mercato e possa ascoltare le sua indicazioni. La Roma così potrà lottare per le zone alte senza precludersi nulla. La squadra non molla niente e non lascia niente al caso, mi sta piacendo.

Wesley o Rensch sulla fascia? L’olandese è più lineare mentre il brasiliano ha più spunto ed è più veloce con maggiore tecnica. Si possono alternare benissimo non vedo un titolare. A Wesley va dato tempo perché viene da un calcio diverso.

Hai vinto una Coppa Italia e una Supercoppa con la Roma: Gasperini è l’allenatore giusto per tornare ad alzare dei trofei? Non si poteva prendere allenatore migliore, per cui, credo di sì. Non so quando potrebbe essere un Capello 2.0, la mentalità è quella è un sergente di ferro. Gasperini con il sui lavoro, ora, può colmare il gap rispetto alle altre squadre che hanno l’obiettivo di occupare le prime posizioni in classifica.

Pellegrini? Gasperini è l’allenatore giusto per rilanciarlo. Lui o ti affossa o ti rilancia, questo è il suo modo di lavorare.

Dovbyk? A me non piace perché è un po’ macchinoso ed è fuori dagli schemi. Non è l’attaccante adatto a Gasperini che che vuole un giocatore più dinamico che dialoga meglio con i compagni. Ad oggi però questo è il materiale umano che ha a disposizione.

Emozione più grande che hai vissuto con la maglia della Roma? Ogni minuto con la maglia giallorossa è stata un’emozione enorme perché sono cresciuto nei quartieri della città. Nello specifico: il derby e la partita vinta 2-1 con il Manchester United.

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Zazzaroni a RS: ”Gasperini stregato dalla piazza giallorossa. Fa un miracolo se porta la Roma in Champions”

Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.

Gasperini è stregato dalla piazza di Roma, dalla passione e dal fatto che il club negli ultimi anni abbia vinto solo con Mourinho. Con due sold-out dello stadio Olimpico si fa Bergamo… L’impatto è forte.

Ultima risposta? Ti rivelo che questo tipo di argomento lo ha lanciato Allegri. Gasperini ha fatto riferimento al mercato estivo e soprattutto agli allenatori giovani che spesso si trovano con calciatori che non desiderano. È chiaro che molti hanno pensato alla sua situazione, c’è stata un po’ di amarezza dopo la sessione estiva ma il mister voleva creare una discussione di categoria aprendola a 4-5 allenatori: è un gesto di grande libertà, se mi prometti alcuni fuoriclasse e poi mi ritrovo con calciatori che non voglio, è l’allenatore che ne paga le conseguenze. È un tema che vogliono sviluppare a Coverciano.

Gasperini-Massara? Penso vadano d’accordo, considera che Gasperini ama riferirsi alla proprietà senza avere tanti intermediari: non vuole filtri, è un dei suoi modo di fare. Massara si sta facendo le ossa, ho visto tante persone sorridenti. Ho salutato anche Dan.

Gasperini uomo giusto per vincere? Non il primo anno, con questa squadra è difficile. I calciatori hanno fatto benissimo ma non riesco ancora a vedere la formazione di Gasperini.

Dovbyk? Non ha minimamente parlato di Ferguson, che non segna da tanto tempo e deve essere recuperato. Dovbyk comunque la scorsa stagione ha segnato 17 gol.

Conclude Zazzaroni.

Gasperini fa un miracolo se porta la Roma in Champions League. La prossima stagione dovrà stravolgere la squadra tra contratti in scadenza e calciatori in esubero. Con più libertà economica, in estate vedremo veramente che forza hanno i Friekdin.

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Esclusiva RS, Pato: ”Dovbyk è una delle più grandi ‘pippe’ mai viste. Wesley-Soulé? Alzano il livello della Roma”

Roberto Moure, detto Pato, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport. Di seguito le parole del giornalista brasiliano.

Qualche lacrimuccia mi è scesa per la scenografia al derby, il fatto che qualcuno si ricordi ancora di me mi emoziona. Non riesco a perdere una partita della Roma, sono legatissimo a questa piazza.

Prosegue Pato.

La Roma è nelle mani di un grande allenatore come Gasperini ma non capisco perché ancora insiste con questo ‘pippone’ ucraino in avanti: è una delle più grandi pippe del calcio mondiale, quando entra in campo diventa il primo difensore degli avversari. Se la Roma avesse un centravanti, sarebbe già capolista da sola in Serie A. Dovbyk è un pericolo pubblico, è una cosa orrenda.

Ferguson? Un’altra mezza pippa non mi fa impazzire. In Inghilterra è andato abbastanza bene, ora con la Roma sta trovando difficoltà. Forse Gasperini potrebbe fargli segnare 5-6 gol.

Soulé? Una grande sorpresa, non mi aspettavo potesse giocare questo calcio meraviglioso: mi fa impazzire. Quando ha la palla tra i piedi so che uscirà qualcosa di buono, peccato che ancora non si può contare su Dybala al 100%: potrebbe essere schierato come centravanti per demolire gli avversari.

Wesley? È molto giovane, ha 20 anni, oggi parlavo di lui qui in Brasile: ha la possibilità di offrire alla Roma un calcio migliore e non è ancora al 100% perché si deve adattare alla città e agli schemi di Gasperini. È un terzino straordinario, va avanti, fa gol e serve assist: ci vuole un po’ di pazienza ma è un calciatore vero. La sua qualità migliore è proporsi in avanti mentre nelle marcature deve migliorare. Gasperini ha insistito per averlo perché ha intravisto qualità straordinarie e ancora da esplorare.

Ndicka? Fenomeno vero.

Pellegrini? Sta recuperando.

Cristante? Sta sempre sul pezzo, un recuperatore di palloni.

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Esclusiva RS – Candela: ”La Roma può arrivare tranquillamente in Champions. Gasperini deve avere carta bianca”

Vincent Candela è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport. Di seguito le parole dell’ex terzino sinistro della Roma campione d’Italia nel 2001.

Nel 1997 è vero che sei entrato nell’ufficio del presidente del Guingamp ribaltando tutto per essere ceduto alla Roma?

Ho fatto di peggio (ride ndr) quando ero giovane ero agitato. Dal Guingamp, con cui ho raggiunto l’Europa League, sarei già dovuto andare via poi mi ha chiamato la Roma, per cui ho spinto per essere ceduto.

Roma prima in classifica: un’illusione o la squadra può lottare per rimanere al vertice?

Anche in estate ho parlato bene della squadra, manca qualche pezzo ma per quanto riguarda la Champions credo che la formazione di Gasperini possa arrivarci tranquillamente. Intanto godiamoci questo momento poi vediamo cosa succederà. Gasperini sta facendo bene: i calciatori da 6 li porta a 8, ha esperienza, ha vinto l’Europa League e ora sta dando il massimo. Non bisogna avere dubbi sulle sue scelte, il mister deve avere carta bianca.

Dovbyk? Non so cosa gli stia succedendo, sicuramente non è un momento facile. Con Gasperini saranno cambiate alcune cose, deve ascoltare i consigli del mister. Bisogna recuperare tutti in attacco, a me Ferguson, anche se non ha fatto gol, di squadra appoggia ha fatto assist non mi dispiace.

Le fasce? Wesley ha iniziato bene poi si è fermato per un problema fisico, ancora non si riesce a sapere chi sono i titolari. Ancora non so dire ‘meglio Angelino o Tsimikas’, dato che lo spagnolo non sta mostrando la sua versione migliore. Ora non ci sono delle gerarchie prestabilite, al momento è Gasperini che fa la differenza.

Koné? Giocando davanti la difesa accanto al grande Cristante ora non deve fare gol, sta verticalizzando e sta giocando alla grande: con Gasperini crescerà ancora di più. Sarebbe bello vederlo segnare 4-5 reti e altrettanti assist.

El Aynaoui? Il campionato italiano è molto più difficile rispetto a quello francese, tatticamente sono due mondi diversi. È ancora un po’ presto per dire se sarò un top o meno: non mi voglio sbilanciare.

Pellegrini? All’inizio nessuno contava su di lui, Gasperini ora lo sta recuperando e il gol nel derby lo testimonia. Uno con le sue qualità non c’è l’hanno tutti in squadra, l’ho sempre difeso perché è un centrocampista che segna tanto e ha una buona tecnica. I momenti di difficoltà li attraversano tutti, rimane un giocatore importante.

Gasperini-Capello? Ci sono allenatori che sanno gestire bene il gruppo e Capello è stato perfetto in questo con tanti campioni da Totti a Cafu. Ci ha dato fiducia e l’abbiamo ripagata vincendo lo scudetto. Gasperini è più un tecnico che fa crescere i calciatori da 5 a 8, anche se al momento sta gestendo efficacemente il gruppo.

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Ostia, mister D’Antoni a RS: ”De Rossi una presenza costante, motivo di orgoglio parlare con lui. Felici per questo avvio”

David D’Antoni, allenatore dell’Ostia Mare ora prima in classifica a punteggio pieno (15 punti) nel Girone F di Serie D, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.

Siamo contenti, sapevamo di avere una buona squadra per competere. Cinque vittorie sono tante, siamo sorpresi ma comunque consapevoli di poter fare bene.

Sora? Ennesimo esame da superare, tutte le partite sono complicate. C’è anche una rivalità tra le due piazze, ci aspettiamo di proseguire il buon percorso che stiamo facendo: cercheremo di continuare la striscia positiva.

De Rossi? Il presidente è felice, parlo spesso con lui che è molto discreto. Conosciamo lo spessore della persona: cerco di coinvolgerlo per avere consigli, ci confrontiamo, insomma è un motivo di orgoglio e di crescita confrontarmi con lui.

Girone F? Ha delle squadre che hanno dietro qualche anno in più di noi. Da quando è arrivato De Rossi, si sta cercando di ricostruire un po’ tutto, di riportare la gente allo stadio. Siamo partiti benissimo, il campionato è ancora lungo con formazioni che sono più avanti di noi come Ancona, Aquila e Teramo. Noi, però, ora abbiamo tanto entusiasmo per cui non abbiamo paura di nessuno.

Modulo? Ho sempre giocato con la difesa a 3, quest’anno, date le caratteristiche dei calciatori, abbiamo cambiato con il 4-2-3-1. Siamo felici, anche io volevo qualche stimolo in più.

Sei cresciuto nella Roma? Sì, l’annata del 1979: quello che ha fatto più carriera è stato Daniele Conti.

Ti ispiri a qualcuno? No, mi piace vedere tutte le partite e gli allenatori poi in Serie D il calcio è diverso. Questo sport evolve velocemente bisogna rimanere aggiornati ma non ho dei riferimenti.

Presidente sempre a seguito della squadra.

Sì è una presenza costante, c’è passione. Per noi che siamo un po’ nell’ombra del calcio avere una persona del genere che si ferma a parlare, che ci tratta bene è motivo di orgoglio.

Una squadra che la sta sorprendendo in Serie A? Il Milan di Allegri anche se ha una buona squadra. Tutti sapevano del Napoli. La Roma di Gasperini non è una sorpresa, forse sta facendo più del previsto in questo avvio.