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Faccini a RS: ”Ancelotti pensa solo al Real Madrid. Se questo mercato l’avesse fatto l’Atalanta il giudizio sarebbe stato diverso”

Paolo Alberto Faccini, attualmente procuratore, ed ex attaccante della Roma, è intervenuto ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.

Ranieri è un uomo della società: il club, con l’avvento di Claudio, ha espresso programmi convinti. Gli acquisti sono funzionali alle uscite: in questo contesto probabilmente l’allenatore non è stato individuato. I nuovi calciatori potrebbero essere potenziali ragazzi utili per la rosa del tecnico che verrà.

Prosegue Faccini.

Questi ragazzi potrebbero essere all’altezza, se gli avesse presi l’Atalanta, il giudizio sarebbe stato positivo e quindi diverso. Ora bisogna fare in modo che questi mesi siano importanti per far vedere che le scelte fatte sono state giuste.

Faccini molto vicino ad Ancelotti ha parlato del suo futuro.

In questo momento pensa solo al Real Madrid, poi un domani le cose possono cambiare, come accade sempre nel calcio.

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Boniek a RS: ”La Roma può vincere l’Europa League. Non apporterei modifiche alla squadra”

Zibi Boniek, ex calciatore della Roma e vicepresidente esecutivo della UEFA ha parlato ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole nel corso di ‘1927’.

L’Europa League deve essere l’obiettivo principale della Roma: può dare una svolta anche alla prossima stagione. Gli avversari non sono imbattibili: dovrebbe essere una priorità per la squadra di Claudio Ranieri. I giallorossi, infatti, in campionato non riusciranno a raggiungere la Champions e non retrocederanno. L’Europa League non è solo un sogno ma è realtà: la Roma, in partenza, non parte sconfitta contro nessun avversario.

Ranieri ha detto che Shomurodov rimarrà.

Sono basito da tutto quello che succede. La Roma sta giocando bene e sento che tanti calciatori sono in uscita: non apporterei tante modifiche e non cambierei gli attuali equilibri. Credo sia giusto lasciare a Ranieri questa squadra che sta mettendo bene in campo con ruoli definiti. Ogni volta che Hummels tocca la palla penso a Juric…

Boniek si pone una domanda.

Siamo così convinti che Shomurodov sia tanto inferiore a Dovbyk?

Turnover a Napoli? Ranieri ha cambiato le sue scelte dopo il gol del 2-0. Credo che El Shaarawy possa giocare dall’inizio e potrebbe trovare spazio anche Baldanzi. Starà a Ranieri prendere le decisioni più adeguate: sta facendo benissimo.

Pellegrini? Recupero straordinario di Ranieri: l’ho visto diverso e volenteroso con interventi in scivolata per aiutare la squadra in difesa. Pellegrini ha qualità tecniche eccellenti ma è un ragazzo che deve stare bene sul piano psicofisico.

Zalewski? Non so se l’avventura all’Inter sarebbe ideale per lui, andrà a fare la panchina: Inzaghi in ogni posizione ha un calciatore che copre le spalle al titolare di turno. Gli auguro ogni bene è un ragazzo straordinario.

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De Santis (agente FIFA) a RS: ”In estate qualcosa non ha funzionato. Allenatore? Alla Roma serve un profilo esperto”

Il procuratore e agente FIFA Lorenzo De Santis è intervenuto ai microfoni di Retesport. Di seguito un estratto delle sue parole.

Tre degli acquisti fatti in estate sono già andati via: segno che qualcosa non ha funzionato. Ranieri è stato bravo, soprattutto in campionato, a rimettere la squadra in carreggiata. Alla Roma serve assolutamente un attaccante che possa fare il vice di Dovbyk e giocarsi insieme.

Ghisolfi? Come per i giocatori non è facile arrivare subito in Italia, in un mercato che ha tutta una sua logica, e fare bene. Per i soldi spesi, comunque, i conti non tornano.

Farioli? Francesco è un amico ci sentiamo spesso è chiaro che oggi ha 3 anni di contratto con l’Ajax e non è facile lasciare anzitempo: è un tecnico giovane, bravo ed empatico. A mercato finito spero di andare a fargli visita.

Paredes? Ha trovato nuovamente centralità, lo terrei e rimanderei i discorsi a fine stagione. Al momento le voci che circolano sono suggestioni piuttosto che vere e proprie trattative. La partita di questa sera, sul mercato, può spostare qualcosa nella valutazioni globali: si potrebbero fare delle valutazioni in ottica numerica. Giocare due o tre competizioni, infatti, è diverso.

Allenatore? La scelta dovrebbe essere condivisa con il direttore sportivo, Ghisolfi o meno. La Roma necessita di andare sul sicuro, soprattutto dopo una stagione del genere, e quindi di un tecnico esperto e di personalità. Stimo molto Allegri che pratica un calcio pragmatico, su Ancelotti non c’è bisogno di dire nulla. Se il club giallorosso dovesse puntare su un profilo giovane, ovviamente sponsorizzerei Farioli.

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Poggi a RS: ”Il campo è il riflesso della società. La mia Roma in trasferta giocava con il freno”

Paolo Poggi, ex calciatore della Roma (2000-2001) e dell’Udinese (1994-2000), che fino al 2022 è stato direttore tecnico del Venezia è intervenuto ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.

La Roma in cui hai giocato, dal 19 dicembre 1999 al 14 maggio 2000, non vinse per 12 trasferte consecutive (7S, 5P): a cosa era dovuto questo rendimento e che idea ti sei fatto del tabù dell’attuale squadra giallorossa?

Quella Roma era una squadra molto forte ma l’andamento tra casa e trasferta era altalenante. Sembrava che si giocasse con il freno come se il risultato fosse già scontato perché c’erano delle difficoltà oggettive. Quella Roma stava ponendo le basi, a livello di mentalità, con Capello per vincere lo scudetto l’anno successivo, facilitato dall’arrivo di campioni come Batistuta.

Prosegue Paolo Poggi.

La differenza è che ora la squadra ha cambiato tanto e non ha avuto una struttura solida su cui lavorare. I cambiamenti a volte fanno bene ma non cementano una mentalità, un gruppo soprattutto in squadre importanti come la Roma possono comportare dei rischi. Bisogna affidarsi alle individualità e alla qualità dei calciatori: è difficile perché il campo è il riflesso di quello che succede in società.

DovbykLucca? Lucca deve trovare continuità a Udine: sta facendo bene. Dovbyk è un ottimo giocatore ha discreti numeri malgrado la situazione della squadra sia deficitaria rispetto alle ambizioni che dovrebbe avere.

Udinese? Si salverà tranquillamente, è una squadra che ha qualità. Ha scelto un allenatore che ha portato consapevolezza ed equilibrio. Ci sono giocatori forti come Thauvin, Lucca e Bijol. L’Udinese è tornata a lavorare come ha fatto in passato cercando di dare stabilità, un ingrediente fondamentale per costruire qualcosa.

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Esclusiva RS – Rosi: ”La Roma per me è vita. Ranieri ha risollevato la squadra. Pellegrini? Non è facile gestire la pressione”

Aleandro Rosi, 98 presenze con la maglia della Roma, è intervenuto ai microfoni di Retesport. Di seguito le parole dell’ex terzino giallorosso.

Vorresti continuare a giocare?

A oggi la passione ancora è tanta però la fiamma si sta spegnendo piano piano. Non ho il fuoco per tornare subito a giocare: se viene qualcosa di buono la prendo in considerazione, altrimenti, si chiuderà un capitolo.

Cosa è stata per te la Roma? Vita: sono romano, romanista e cresciuto a Garbatella. Mi manca il calcio di una volta e vedere anche i ragazzi giocare per strada.

Montella, Ranieri, Luis Enrique e Spalletti, quale ti questi allenatori ti ha plasmato più di altri?

Spalletti mi ha lanciato, è stato un secondo papà c’è stato un rapporto che andava oltre: a lui devo molto. Sono affezionato anche a Luis Enrique, mi ha dato continuità e mi ha fatto giocare tanto: mi piaceva il suo pensiero calcistico. Montella l’ho avuto sia come compagno che allenatore, infine su Ranieri c’è poco da dire è veramente un grande.

Siena-Inter? Ho provato a segnare, ci sono stati 30 secondi in cui il pallone sembrava stesse per entrare e lo stadio si era ammutolito.

Juric? Sono stato allenato da lui al Genoa. Lui deve partire sin dal ritiro perché lavora tanto con i giocatori in campo: è bravo ma forse a Roma si è trovato di fronte a un ambiente più grande di lui ma questo non toglie che sia un buon tecnico. Ha sbagliato periodo… Sottolineo, però, che prima c’è stato un grande dispiacere per De Rossi che speravamo potesse essere il Ferguson della Roma.

Gasperini? Con lui ho condiviso l’esperienza a Genova, vuole tutti animali in campo e in preparazione ti sfonda è uno Zeman innovativo (ride ndr).

Vorresti fare l’allenatore? Mi piacerebbe ma è un mondo particolare: ora mi godo famiglia e bambini.

Come vedi la Roma di Ranieri? Si è risollevata, Claudio ha messo i punti dove serviva metterli: ha schierato Hummels, Dybala e tutti i calciatori nei propri ruoli facendo le cose semplici che servivano.

Come vedi Pellegrini? Non è facile. Da romano e romanista ha un’ eredita pesante: non è né Totti né De Rossi. Pellegrini è un calciatore, al di sopra della media, ma gestire la pressione non è facile: se non dovesse farcela si troverà un’altra strada, anche se dispiace.

Nel 2005 hai vinto il campionato Primavera chi è emerso? Okaka, Cerci, Corvia, Simonetta e Curci.

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Pugliese a RS: ”Farioli è il piano A dei piani B. Ghisolfi lo ha proposto a Ranieri”

Andre Pugliese de La Gazzetta dello Sport è intervenuto ai microfoni di Retesport e ha parlato del contatto tra la Roma e Farioli. Di seguito le sue dichiarazioni.

Per contatti si intende che c’è stato un confronto telefonico o di persona, lo so ma non lo posso dire. Farioli è il piano A dei piani B: se la Roma dovesse riuscire a convincere un big alla Allegri o alla Mancini, la strada sarebbe questa. Ghisolfi ha presentato il tecnico dell’Ajax a Ranieri che lo ha valutato. Se la Roma dovesse optare per una scommessa, anche di valore, Farioli sarebbe la prima scelta.

Farioli cozza con quello che ha detto Ranieri.

Sì anche con il fatto che è già stato mandato via De Rossi. So che Farioli in questo confronto ha fatto un’ottima impressione a Ranieri ma questo non significa che verrà scelto. Su Allegri non mi risulta nulla, l’altro top allenatore è Roberto Mancini che è una soluzione che potrebbe mettere d’accordo molti tifosi. Poi c’è Sarri…

Prosegue Pugliese.

Allegri sarebbe l’opzione più semplice dato che è svincolato ma se la Roma fino a oggi non ha mosso un passo mi viene da pensare che il piano b potrebbe anche diventare concreto.

Che percentuali ci sono che arrivi Farioli? Non lo so, però, non è così impossibile che possa succedere. Se Ghisolfi va da Ranieri e gli propone questa idea, lui la valuta.

Prosegue Pugliese.

So che Gasperini è a conoscenza dell’apprezzamento che c’è nei suoi confronti da parte della Roma. Al momento credo che sia impossibile che possa prendere in considerazione l’ipotesi giallorossa. La certezza è che la Roma è in ritardo sulla scelta dell’allenatore.

Sarri? Credo possa essere preso in considerazione.

Frattesi? Non è impossibile. Se la Roma dovesse presentare un’offerta da 35 milioni credo che i due club ne potrebbero parlare. Pellegrini? Potrebbe rientrare nell’affare.

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Avv. Contucci a RS: “Fatta giustizia, nessun profilo di rischio a Udine. Importante il sostegno della Roma” – AUDIO

La Roma e i suoi tifosi hanno vinto la battaglia legale contro il provvedimento della Prefettura di Udine che nei giorni scorsi aveva chiuso la trasferta in terra friulana per i romanisti residenti nel Lazio.

Questa mattina il TAR ha accolto il ricorso presentato dai tifosi e supportato dal club giallorosso.

Ecco le parole in merito di uno degli avvocati che ha portato avanti l’iniziativa, Lorenzo Contucci, ai microfoni di Retesport:

Si è lavorato nel silenzio, è sempre bene farlo in queste situazioni, è stato presentato un ricorso da parte dei tifosi, con l’aiuto di un team collaudato di legali per queste situazioni. Ringrazio in tal senso gli avvocati Labbate, Adami e Reineri. Non c’era alcun profilo di rischio a Udine, le due tifoserie sono in rapporti amicali, in 96 gare precedenti non era mai accaduto nulla. E’ stata ristabilito un profilo di equità e giustizia”

Il ruolo della Roma?
“Il club giallorosso è stato molto sensibile in questa situazione perchè è intervenuto ‘ad adiuvandum’ come si dice nel gergo tecnico-legale, vi spiego: noi avevamo notificato il ricorso anche alle società calcistiche e la Roma ha sostenuto la nostra posizione, condividendo in pieno le ragioni del ricorso. In questo caso è valso tanto l’intervento della società giallorossa, che ha sostenuto le nostre tesi e quelle dei tifosi. La Roma è una società sensibile al tema della violenza negli stadi, nessuno la può accusare di complicità di alcun genere”.

Questo precedente può aprire una nuova fase nel rapporto tra le diverse istituzioni che si relazionano sul tema dei tifosi e sull’organizzazione degli eventi sportivi?
“E’ un precedente importante che si somma ad altre 4-5 decisioni recenti che hanno avuto lo stesso esito, sempre emesse dal TAR. Il CASMS così come le Prefetture, devono occuparsi di prevenzione, non essere giudici dei comportamenti altrui. Se si sostiene ad esempio che ci sono 10 persone che fanno disordini, non dovresti aprire proprio gli stadi. La prevenzione deve essere rivolta alla gestione dell’ordine pubblico, alla preparazione dell’evento in sè. A Bologna i tempi erano ristrettissimi non si è potuto fare in tempo per proporre ricorso. In Germania e in Inghilterra ci sono strutture che rappresentano i tifosi, ben più organizzate che in Italia, quasi fossero dei sindacati dei supporters e certe situazioni sono più schematizzate. A mio avviso è necessario che il CASMS e le forze dell’ordine in generale tornino a valutare il singolo profilo di rischio dell’incontro che si andrà a giocare la domenica, senza assumere posizioni preconcette”.

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Boniek a RS: ”Ranieri determinante per la rinascita della Roma. Dybala? Non so se è giusto ripartire da lui”

Zibi Boniek, ex calciatore della Roma e vicepresidente esecutivo della UEFA ha parlato ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole nel corso di ‘1927’.

Dopo il derby vinto contro una squadra che sa giocare a calcio come la Lazio bisogna essere carichi ma lucidi perché la Roma non può essere così lontana dai biancocelesti: 12 punti sono troppi. Ranieri ha fatto una mossa intelligente nel secondo tempo: ha abbassato il baricentro e non ha permesso a Zaccagni e Tavares di esprimere al meglio le loro qualità. Nel calcio conta solo il risultato. Claudio ha impedito alla Lazio di fare quello che le piace di più: si è trovata di fronte a sé un muro con pochi spazi. I biancocelesti, infatti, hanno crossato molto come voleva la Roma.

Quanto sta incidendo Ranieri sulla rinascita della Roma?

Determinante nel recupero dei giocatori come Hummels che sta dando sicurezza ai compagni. Sir Claudio ha anche preparato bene le partite: nessun si aspettava Pellegrini titolare contro la Lazio, invece, lo ha schierato e ha segnato un gol capolavoro.

Boniek elogia Svilar.

Uno dei primi 8-10 portieri che ci sono al mondo: dinamico e forte.

Dybala? Non so se è giusto ripartire da lui l’anno prossimo. È un calciatore straordinario ma fatica a garantire un determinato numero di partite: se fisicamente stesse al top giocherebbe al Barcellona. La squadra va fatto intorno alla sua continuità: potenzialmente rientra nella top 11 mondiale.

Nuovo allenatore?

Allegri vuole vincere bisogna vedere se la Roma gli dà questa possibilità. Sono felice di quello che sta facendo Ranieri: mi ha sorpreso per il suo modo di fare e comunicare.

I Friedkin? Hanno speso tanto ora hanno preso anche l’Everton per cui dovranno capire che strategia intraprendere: non credo vogliano investire in ugual maniera su entrambi i club. Fossi nei Friedkin esprimerei in maniera chiara quelle che sono le mie intenzioni e sarei più presente fisicamente in modo tale anche da essere amato dai tifosi, cosa che non è accaduta nell’ultimo periodo in cui c’è stata una contestazione, malgrado, abbiamo investito molti soldi.

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Esclusiva RS -Nainggolan: ”Fa male vedere la Roma in questa posizione. Dybala va tenuto”

Nainggolan è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport durante ‘1927’. Di seguito le parole dell’ex centrocampista della Roma che ha segnato 2 gol nei derby della Capitale.

Sei in attesa di un’offerta?

Sì ma ormai sto accettando il fatto che il calcio non è basato solo sulla qualità del calciatore ma sull’età. Io fisicamente sto bene mi sto tenendo in forma ma alla lunga è difficile allenandosi da solo senza una squadra.

Radja sull’esperienza in Indonesia.

Sono andato al Bhayangkara per vedere com’era la vita: un’esperienza che mi ha soddisfatto sul piano umano. Non c’era stress nel giocare a calcio. In Indonesia stanno crescendo: Thohir, che è il presidente della federazione calcistica, sta facendo un buon lavoro.

Che effetto ti fa vedere la Roma 10° a 15 punti dalla Lazio?

Fa male. A Roma ho vissuto i miei anni migliori in cui siamo stati sempre in alto in classifica. Da quando sono andato via la squadra giallorossa non ha più giocato la Champions. Credo che la Roma stia migliorando ma ancora è lunga: sono tanti i punti da recuperare e non è facile. Fa strano vedere 3 allenatori che la pensano in maniera diversa: Paredes, a esempio, prima non giocava mentre ora sì, Bove viene lanciato da Mourinho e poi viene ceduto. Edoardo, visto quello che ha fatto a Firenze, non lo avrei mai mandato via. Sono tutte cose strane che non sto capendo.

Esonero De Rossi? Mi ha sorpreso: è la testimonianza dell’incapacità della società. Il club ha fatto 3 anni di contratto a un allenatore che, in quella stagione, aveva fatto meglio di Mourinho raccogliendo tanti punti e poi l’annata successiva è stato cacciato via dopo 4 partite. Insomma è inspiegabile.

Quale è stato il derby che ti ha fatto godere di più?

Il bilancio è sempre stato positivo. Erano partite che ti caricavano sempre di più. Noi siamo riusciti a guadagnarci la capienza dello stadio mentre ora l’ambiente è differente, soprattutto dopo l’arrivo di Mourinho, l’Olimpico è sempre pieno anche contro squadre di basso livello: ciò testimonia l’amore dei romanisti.

Hai esordito in Serie A con Allegri credi sia l’allenatore giusto per la Roma del futuro?

Non lo so perché Roma non è una piazza facile. È un ambiente che, comunque, ti dà qualcosa in più e anche Dybala, che ha giocato nella Juventus, se ne è accorto.

Prosegue Radja.

Ho giocato tanto partite lesionato per dare un messaggio ai compagni di squadra. La cosa più importante è dare tutto in campo, poi ognuno gestisce la propria vita come ritiene più opportuno.

Cessione all’Inter? Monchi all’epoca fece il doppio gioco. Io mi sentivo uno dei capitani e lui mi faceva sentire importante ma alle spalle mi stava vendendo. Io non me ne sarei mai andato via ma per me l’essere uomo è più importante di ogni altra cosa. Avessi saputo che avrebbe lasciato il club dopo 6 mesi sarei rimasto anche perchè avevo 3 anni di contratto. Monchi voleva vincere alla Roma mandando via tutti i calciatori presi da Sabatini.

Pellegrini? All’epoca era giovane e si doveva inserire nella squadra ma lottava per entrarci dentro. Non lo conosco come un calciatore che soffre troppo la pressione, forse la fascia gli sta pesando.

Mancano dei leader in questa Roma? I leader sono quelli che ti tirano fuori dalle difficoltà. Leader non significa alzare le braccia quando c’è una rissa in campo e farsi vedere nei momenti dove ci sono dei confronti caldi durante la partita come fa spesso Mancini: quello è solo un aspetto dell’essere leader. Noi senza parlare ci guardavamo negli occhi e già sapevamo cosa fare: credo che questa cosa manchi all’attuale Roma.

Liverpool? Salah ci fece male. Anfield è stato l’unico stadio, al netto dell’Olimpico, in cui ho avuto i brividi e mi sono cag*to sotto.

Dybala? Se sta bene fa la differenza: è un giocatore che devi sempre tenere.

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Candela: ”Non penso alla salvezza. Cessione Dybala? Mi dispiacerebbe. Mi aspetto un tecnico importante come Allegri”

Vincent Candela è intervenuto ai microfoni di Retesport. Di seguito le parole dell’ex terzino della Roma campione d’Italia.

Non penso alla salvezza chi ragiona in questo ha uno spirito negativo. Certo il momento è brutto, adesso con Ranieri c’è più serenità ed è stato apportato qualche cambiamento. Al netto della tranquillità maggiore che ha tramesso, ora i calciatori devono capire cosa vuole Ranieri: non posso pensare che la Roma sia al livello di Como, Venezia, Cagliari e squadre di questo livello.

Cessione Dybala? Mi dispiacerebbe perché è uno patrimonio del calcio quando sta bene: mi fa vibrare, sorridere e ricordare i calciatori più forti. C’è da capire come stanno le cose tra Paulo e la società.

L’errore più grande della Roma in questa stagione? Cambiare 3 allenatori. Quando si prende il ds a gennaio, si perde Lina Souloukou senza sostituirla, è complicato: insomma c’è troppa confusione. La società dopo Mourinho ha trovato difficoltà. La Roma non vince ogni anno lo scudetto però deve lottare per competere: ora bisogna andare allo stadio e tifare. Voglio sperare ancora nella Coppa Italia e non alla salvezza.

Prosegue Candela.

Ho sempre pensato che, quando le cose non vanno bene, le responsabilità sono in primis della società poi della dirigenza e infine dei calciatori. Ne ho visti tanti che a Roma non hanno fatto bene, poi sono andati altrove e hanno espresso il loro potenziale: il club è fondamentale. Anche l’allenatore è importante perché riesce a far uscire il 200% dai calciatori.

Angelino? Ha un piede sinistro educato che deve sfruttare di più: può dare un buon contributo certamente non dà difensore centrale, ruolo che ricopriva con Juric.

Celik? Va aiutato, ha fatto anche buone prestazioni come contro il Milan.

Pellegrini? Lui e Cristante dentro la mia squadra li vorrei sempre. Lorenzo, in alcune occasioni, ha disputato partite straordinarie, quando c’è una contestazione è difficile rendere al meglio: ha giocato anche quando stava male, bisogna far uscire tutto il suo potenziale. La Roma non ha la rosa per vincere lo scudetto ma sicuramente può fare molto meglio. Ci sono alcuni ruoli in cui potrebbe essere rinforzata come in attacco con un centravanti che possa sostituire Dovbyk.

Nuovo allenatore? Mi aspetto un tecnico importante come Allegri. Ancelotti sono 40 anni che dice che vorrebbe tornare alla Roma chissà (ride ndr). Ora bisogna pensare al presente.

Koné? Sta facendo cose straordinarie, fisicamente è impressionante: si sta prendendo responsabilità, a me piace tantissimo. Con la Francia è titolare, è uno dei migliori.