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Friedkin atteso a Roma: vicina la scelta dell’allenatore

L’annuncio del nuovo tecnico? Decideranno i Friedkin quando farlo. Sapete come sono…“. Claudio Ranieri nei giorni scorsi si era espresso così in merito alla scelta del prossimo allenatore giallorosso che, al di là del ventaglio di ipotesi segnalate e sondate dai dirigenti, sarà a totale appannaggio del proprietario.

Secondo quanto specificato da Il Messaggero, Dan Friedkin dopo sei mesi di assenza, sarebbe in procinto di sbarcare nella capitale. E’ attesa infatti la sua presenza forse già per la gara decisiva contro la Juventus all’Olimpico e contestualmente una mossa che ha il sapore di annunci ufficiali o comunque di decisioni strategiche definitive, come quella del tecnico.

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Di Livio a RS: ”Pioli? Il terzo nel mio podio dopo Gasp e Mancini” Coppola a RS: ”Pioli sarebbe un’ottima scelta”

Angelo Di Livio e Maurizio Coppola sono intervenuti ai microfoni di Retesport. Di seguito le loro parole.

Angelo Di Livio: ”Pioli? Stefano è un buon allenatore nel mio podio è il 3° in classifica dopo Gasperini e Mancini. Ha fatto bene nella Lazio e al Milan.

Chiesa? Uno degli esterni offensivi più adatti per la Roma: ha fatto una scelta sbagliatissima andando al Liverpool. Lo prenderei in estate.

Roma-Juventus? Il 3-5-2 con Shomurodov e Dovbyk potrebbe essere una soluzione. A centrocampo mi aspetto tanta fisicità.

Maurizio Coppola: ”Pioli? Ottima scelta è un uomo di campo e calcisticamente è nato con Ranieri: sarebbe la coppia migliore per alchimia.

Chiesa? Se sta bene fisicamente è un ottimo calciatore. Sarebbe un buon acquisto per la Roma.

Roma-Juventus? Schiererei un centrocampo fisico con Paredes, Cristante e Koné e due centravanti ovvero Shomurodov e Dovbyk. Ci vuole una squadra fisica anche per essere pericolosa sulle palle inattive.

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Alberto De Rossi: ”La base del calcio è il dominio della palla ed è su questo che dobbiamo lavorare”

Alberto De Rossi ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Radio Serie A. Di seguito le parole del responsabile del settore giovanile della Roma.

Lei è responsabile del settore giovanile della Roma dal 1993. Chi meglio di lei può raccontarci questa struttura?
“È meraviglioso quello che proponiamo e quello che abbiamo organizzato nel tempo per mettere i nostri ragazzi più a proprio agio. Abbiamo la scuola, sette campi di calcio, il ristorante… La perfezione non esiste, però mettiamo a disposizione dei ragazzi tutto il meglio per la loro formazione”.

Lei ha visto tutta l’evoluzione di questo percorso, essendo qui da tantissimo tempo.
“Guardi, il campo dietro di lei non c’era, la scuola nemmeno e anche le strutture erano diverse. Adesso abbiamo migliorato molto sia in termini di infrastrutture che di organizzazione. Insomma si è evoluto tutto”.

È proprio questa evoluzione che ha contribuito a creare un vero e proprio DNA Roma?
“Sì, assolutamente. Si vede anche nei ragazzi che poi fanno l’esordio con la prima squadra. Non è solo una questione di risultati, ma di mentalità”.

Il vostro obiettivo è più orientato alla crescita dei ragazzi piuttosto che ai risultati del campo?
“Esattamente. A noi il risultato del campo interessa fino a un certo punto. Il nostro obiettivo è far crescere i ragazzi e renderli pronti per affrontare un allenamento in prima squadra. Questo è il nostro vero trofeo. Una volta arrivati lì, poi, sarà l’allenatore della prima squadra a decidere il resto”.

Quali sono le sfide più importanti da affrontare nell’allenamento di un ragazzo, considerando anche il momento di crescita che sta vivendo?
“Oggi il calcio è cambiato, è inutile negarlo. Richiede giocatori veloci, forti e potenti rispetto a dieci anni fa. Sembra che tutto debba passare per la palestra per creare calciatori strutturati, ma questo aumenta ancora di più la nostra responsabilità nel far crescere il ragazzo a livello tecnico. La base del gioco del calcio è il dominio della palla ed è su questo che dobbiamo lavorare”.

Come si concilia l’aumento della velocità di gioco con la formazione tecnica?
“Con il ritmo di gioco che è aumentato vertiginosamente, si richiede ancora più tecnica. Per questo ne facciamo tanta. Quotidianamente con gli staff cerchiamo soluzioni sempre più complesse per mettere in difficoltà i nostri calciatori e aiutarli a crescere più velocemente possibile”

Quanto può aiutare e incentivare, anche dal punto di vista psicologico, permettere ai ragazzi di allenarsi con la prima squadra?
“Se chiediamo ai ragazzi cosa vogliono per il loro futuro, tutti risponderebbero che desiderano allenarsi e giocare con la prima squadra. Il nostro obiettivo è far sì che si concentrino su questo traguardo, ma per arrivarci serve molta professionalità. Devono lavorare duramente ogni giorno, consapevoli che il percorso è lungo e richiede impegno costante”.

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Candela: ”Ranieri perfetto finora. Angelino? Mi piace tantissimo corre anche più di me”

Vincent Candela ha rilasciato un’intervista al podcast ufficiale della Roma su Youtube. Di seguito le parole dell’ex terzino giallorosso.

Smesso di giocare ti vediamo sempre lì allo stadio, molto attivo sui social. La Roma ti è rimasta dentro.
“Non te lo so dire, è tutto naturale. Sono quasi trent’anni che vivo a Roma, le mie tre figlie sono nate a Trastevere, mia moglie è romana…è tutto naturale. Io sto bene qui, ho sempre avuto un bel rapporto con la gente fin dal primo giorno, mi sento a casa e grazie a loro ho fatto il mio percorso. Ancora oggi mi viene normale tifare Roma”.

E’ come se non te ne fossi mai andato.
“Perché io sono istintivo, mi arrabbio su un cross sbagliato, mi alzo e mi dicono di abbassarmi perché sto sempre in piedi, sono fatto così. Ho fatto tutte le cose con passione, a volte ho sbagliato ma le ho fatte col cuore, mi viene naturale”.

Mai pensato di fare l’allenatore?
“Quello è un lavoro vero, un conto è un calciatore, quello non è un lavoro ma un piacere. L’allenatore ha tante responsabilità, a volte ci ho pensato, ma anche come quarto, quinto o ottavo (ride, ndr), col gruppo e con i giocatori ho grande empatia e mi sono trovato bene con tutti quelli con cui ho giocato e non ho giocato. Mai dire mai”.

Questa Roma così cambiata da Claudio Ranieri, è uno che vede oltre certe cose. Non è un gran normalizzatore, è un grande allenatore.
“Far uscire il 200% da ogni giocatore è la cosa più difficile, mister Ranieri come esperienza ha pochi che lo battono, non solo per l’età ma per tutte le squadre che ha allenato. Sta riportando la normalità, la Roma ha giocatori per per stare nella parte alta della classifica, sta facendo un lavoro perfetto finora”.

Forse era sbagliata la percezione della Roma prima, la rosa della Roma ha qualità.
“E’ una rosa competitiva, ha giocatori, ha campioni, ha esperienza, ha campioni del mondo, non è poco”.

Quanto vi volete bene con Francesco (Totti, ndr)? Cosa vi univa così tanto?
“Tutte le battaglie fatte in campo e in allenamento, per dieci anni abbiamo giocato insieme poi io ho smesso e lui ha continuato e per dieci anni non ci siamo più visti. La stima e il rapporto che ho e ho avuto con lui è perché si fida di me, è un bel rapporto di amicizia che va oltre trent’anni e mi fa piacere”.

L’inserimento nella Hall of Fame è stato emozionante per te.
“E’ sempre importante, io vivo di emozioni e quando ti chiama la Roma per far parte dell’Hall of Fame…fai parte di una squadra che non è solo undici giocatori, ma ventidue con la società e i tifosi, l’ho sempre pensata così. Quando fai parte della Roma ed entri nella Hall of Fame è gratificante, una bella soddisfazione”.

Parliamo di Angelino, inizialmente ha faticato ma ha un bel piede.
“Appena l’ho visto ho notato che è uno che si prende rischi e mi piace, non è banale e corre anche più di me, non si ferma mai, corre veloce e verticalizza tanto, inizia a fare anche i gol. E’ un giocatore importante, poi sulla fascia quando si gioca a 5 fa avanti e indietro, non è facile oggi che fisicamente sono tutti fortissimi, è un giocatore che mi piace moltissimo”.

Ora lo accostano molto a Dimarco, è cresciuto tanto nella considerazione.
“Dimarco è bravo, Theo è un fenomeno ma il livello di Angelino si sta avvicinando al loro”.

Ti mostro due foto insieme a due esterni discreti (Cafu e Maicon ndr).
“Pendolino, una persona che ride sempre, è stato un campione del mondo ma ha avuto anche dei dolori nella sua vita. E’ sempre positivo, un grande campione e un grande uomo. Con Maicon non ho giocato insieme, solo qualche amichevole, parliamo di due dei terzini destri più forti della storia”.

Mi viene in mente Zeman, è un momento particolare per lui, un tuo pensiero.
“Non ho mai litigato con un allenatore quanto con lui, ero giovane e correre tutti i giorni, fare i gradoni tutti i giorni, non ero abituato a questo. Col tempo però ho capito che se non lavori senza pallone poi non rendi, questo mi è servito dopo con Capello, mi ha fatto capire anche questo. Sono cresciuto dai 5 anni ad oggi solo col pallone, non capivo perché correre senza. Zeman ha la sua metodologia, forse è sbagliata sulla fase difensiva, ma sono stati due anni belli e oggi ha i suoi problemi e gli sto vicino. Spero presto di abbracciarlo”.

La tua voglia di libertà la vediamo anche con le moto.
“Ogni tanto ci venivo a Trigoria e mister Capello non voleva, anche se ogni tanto me lo concedeva. Anche lui ci faceva uscire il 300% di noi, mi aveva capito e per questo chiudeva ogni tanto un occhio”.

E’ vero che tu e Francesco eravate sempre gli ultimi nelle ripetute?
“C’era pure Di Biagio, non eravamo da soli (ride, ndr). A me piace correre col pallone, per me stare in campo senza pallone era perdere tempo ma poi ho capito che serve. L’anno dello scudetto ho fatto comprare 11 moto alla mia squadra, per far capire che gruppo eravamo, l’ho fatta a Mangone, Rinaldi, Delvecchio, Di Francesco, Lupatelli, Nakata, Montella…Il gruppo è importante e questo ne è un esempio”.

Parliamo del padel. Chi è il più forte?
“Pizarro è bravo, abbiamo il nostro ranking, l’anno scorso ho vinto io poi c’è Pizarro, Locatelli, Fiore fino a due anni fa era il più forte, la coppia con Giannichedda era dura. Francesco dipende dalle giornate, Daniele sta crescendo, Toni con Di Biagio e Albertini se la giocano. Ci divertiamo. In Francia il migliore è Deschamps”.

Ti abbiamo visto anche ballare, sei uno che spazia.
“A me piace sperimentare, sono curioso di base, ballare è stata un’esperienza bella ma non fa per me. Delvecchio è bravo, ha fatto tanti corsi”.

Cosa ti auguri per questa Roma in crescita?
“Sono ormai 3-4 anni che lo stadio è sempre pieno, mi auguro di vedere la Roma vincere, non dico lo scudetto anche se basterebbe poco, bisogna essere preparati come squadra, società e i tifosi. Sarebbe giusto per la gente appassionata che c’è, ne parlo spesso con loro, non vivo della gloria del passato e sarei contento se la Roma rivincesse. Mi auguro di vedere una Roma importante che duri per tanto tempo, tra poco arriviamo a cent’anni…”.

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Dall’Inghilterra, Ndicka piace a 3 club di Premier League: Ghisolfi chiede 40 milioni

Evan Ndicka ha attirato l’interesse di club di Premier League. Come scritto dal portale britannico Transferfeed, Arsenal, Newcastle e Nottingham Forest hanno messo gli occhi sul difensore della Roma. Qualora la società capitolina non dovesse accedere alle competizioni europee potrebbe prendere in considerazione la cessione dell’ivoriano. Le richieste di Ghisolfi si aggirerebbero intorno i 40 milioni.

⚫⚪ Newcastle United is reportedly interested in signing Evan Ndicka from Roma if the Italian club fails to qualify for European football.https://t.co/pPSJxQqhPh#ASRoma #NUFC #SerieA #PremierLeague— TransferFeed (@transferfeedcom) April 1, 2025

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Stadio Roma: iniziate attività per una relazione faunistica-vegetazionale propedeutica agli scavi

La Roma vuole accelerare l’iter per la presentazione del progetto definitivo per la costruzione del stadio a Pietralata. Come riportato dal giornalista Alessio Di Francesco, oggi sono iniziate le attività per una relazione faunistica-vegetazionale propedeutica agli scavi. Sarebbe in corso la ricognizione della fauna presente nell’area dove dovrebbe sorgere lo stadio: trovato anche un guscio di un uovo.

Iniziate a #Pietralata attività per una relazione faunistica-vegetazionale propedeutica agli scavi. In particolare sarebbe in corso la ricognizione della fauna presente nell’area dove dovrebbe sorgere lo #StadiodellaRoma #ASRoma. Nella foto guscio d’uovo repertato questa mattina pic.twitter.com/E8c617wVAT— ALESSIO DI FRANCESCO (@DiFrancescoAle) April 1, 2025

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Calciomercato Roma, aumentano i compensi ai procuratori: le cifre

Gli agenti dei calciatori continuano ad arricchirsi. La FIGC, in base all’art.8 sulla trasparenza, ha reso noti i compensi dei Procuratori Sportivi per l’anno 2024 nel massimo campionato italiano, con il dettaglio società per società. La Roma ha speso poco più di 17 milioni e risulta essere il quarto club della Serie A in questa speciale classifica. La cifra versata dai giallorossi, rispetto al 2023, è aumentata dell’11,75%.

Spese agenti 2024 da parte dei club di Serie A

Juventus: € 33.989.949,48
Inter: € 24.737.661,00
Napoli: € 18.184.273,62
Roma: € 17.108.857,50
Milan: € 15.295.975,47
Atalanta: € 14.331.146,96
Verona: € 13.990.552,85
Fiorentina: € 11.503.695,53
Lazio: € 10.642.160,00
Bologna: € 10.303.335,14
Udinese: € 8.416.856,33
Genoa: € 8.092.892,60
Parma: € 6.070.110,75
Como: € 6.160.135,71
Lecce: € 5.250.697,85
Monza: € 4.793.202,33
Torino: € 4.371.000,00
Empoli: € 4.259.527,24
Cagliari: € 4.053.757,78
Venezia: € 4.615.221,60
TOTALE: € 226.171.009,74

I club che hanno registrato una crescita maggiore nelle cifre spese per i procuratori rispetto al 2023 sono Juventus (+47,45%), Napoli (+32,41%), Lazio (+16,86%), Roma (+11,75%), Lecce (+61,73%) e Verona (+99,38%).

Le società che hanno visto diminuire le cifre sono invece Inter (-28,94%), Fiorentina (-25,26%), Monza (-25,61%), Udinese (-24,83%) e Genoa (-22,11%).

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Juventus, lavoro differenziato per Cambiaso e Douglas Luiz: in dubbio contro la Roma

La Juventus prosegue ad allenarsi alla Continassa in vista della gara di domenica (ore 20:45) contro la Roma. Ancora assenti Douglas Luiz e Cambiaso, che anche oggi non hanno lavorato con il resto del gruppo. Dovrebbero recuperare per il match in casa dei giallorossi, però, al momento, la loro presenza rimane in dubbio.

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Soulé: ”Il gol di Shomurodov con il Bilbao è stato il momento più bello a Roma”

Matias Soulé ha rilasciato un’intervista a Idealista in cui ha raccontato la sua esperienza alla Roma. Di seguito le parole dell’esterno argentino.

“La scorsa stagione giocavo qui vicino, a Frosinone, venivo sempre a Roma, è bellissima”.

Quest’estate hai ricevuto un’accoglienza speciale al tuo arrivo in giallorosso. Te l’aspettavi?
“Mi ha sorpreso tanto e non me l’aspettavo. Ho desiderato molto venire in questo Club”

Vieni da un Paese, l’Argentina, in cui il calcio si vive con grande passione. In cosa sono simili i tifosi romanisti e in cosa si differenziano?
“Non ci sono molte differenze. Penso che siano molto simili per il modo di seguire il calcio, perché emerge sempre tanta passione. I tifosi di River e Boca hanno qualcosa di speciale e ricordano molto quelli della Roma”

Qual è il momento a cui sei più legato da quando sei un calciatore della Roma?
“Il gol di Shomurodov all’Athletic Bilbao, all’ultimo secondo. È stata una cosa molto bella vincere quella partita, in quello stadio così colorato, pieno di bandiere, dopo quella scenografia meravigliosa. Non avevo mai visto niente di simile in carriera. E poi, il nostro Olimpico è sempre pieno”

Ci descrivi il tuo rapporto con Paredes e Dybala?
“Il rapporto con loro due è bellissimo. Ci conosciamo da prima che venissi alla Roma. Stiamo insieme molte ore qui a Trigoria e anche fuori dal campo condividiamo tanto tempo insieme”

Se invece dovessi scegliere un compagno di squadra con cui vivere tra quelli in rosa?
“Beh, proprio perché abbiamo un ottimo rapporto, non potrei che dire Paulo. Ma anche vivere con Leo non sarebbe male…”

Cosa ti piace di più della città? Hai già una zona preferita?
“Roma è bellissima. Ero venuto a visitarla anche durante la stagione al Frosinone, dato che stavo vicino, perché non la conoscevo e volevo scoprirla. Quando esco, è più per andare a mangiar fuori. Quando ricevo genitori o parenti in visita, andiamo spesso in centro, a San Pietro e alla Fontana di Trevi”

Come dovrebbe essere la casa dei tuoi sogni? Cosa non dovrebbe mancare?
“Per me è vitale avere uno spazio esterno, un giardino, che abbia una griglia per cucinare la carne e delle porticine da calcio per giocare e passare del tempo con gli amici”

Spesso posti foto mentre ti alleni a casa. Oltre alla palestra, hai una stanza dedicata ai trofei, ai cimeli sportivi o al gaming?
“Al momento non ce l’ho, ma in futuro mi piacerebbe molto creare un angolo dedicato al calcio ed in particolare alle maglie di altri calciatori, in particolare quelli argentini. Ho quelle di Messi del PSG, quella di Di Maria e anche quella di Lautaro, con il quale l’ho scambiata nell’ultima sfida giocata contro l’Inter. Spero di raccoglierne ancora moltissime”

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Al-Nassr, nervi tesi tra Ronaldo e Pioli: tecnico a rischio

Nervi tesissimi in casa Al-Nassr, una notizia che di riflesso potrebbe interessare la Roma.

Nel secondo tempo del match contro l’Al Khoolod, Stefano Pioli tecnico della formazione di casa ha chiesto due cambi. Tra questi anche quello di Cristiano Ronaldo, che dopo essere stato sostituito, è apparso da subito infuriarsi con l’allenatore. Una lite iniziata a bordo campo e proseguita nella pancia dello stadio.

Secondo quanto riferito da Sportmediaset, visti già i risultati non eccezionali raccolti fin qui da Pioli, questo episodio di forte frizione con Ronaldo potrebbe portare addirittura all’esonero dell’allenatore da giorni accostato con forza alla panchina giallorossa nella prossima stagione.