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Totti: ”Salah era perfetto per come giocavo io. Da capitano dovevo dare il 101%, mi divertivo ancora di più”

Francesco Totti ha rilasciato un’intervista a Cronache di Spogliatoio in cui ha parlato della sua carriera. Di seguito le parole dell’ex capitano giallorosso.

Dopo una foto di Giannini.

“Sono cresciuto con l’idolo in casa, lo vedevo come un principe o un re. Ho cercato di rubargli movimenti, come giocava e quello che faceva durante il giorno. Ho avuto la fortuna di conoscerlo, è una persona straordinaria, mi ha dato tanti consigli. La prima volta che l’ho visto ho dormito con lui in ritiro, dormivo con un occhio chiuso e uno aperto, non pensavo mai potesse succedere”.

Ti ricordi la prima partita della Roma che hai visto da bambino?
“Mi ricordo che era un Roma-Napoli, sabato alle 14.00, il momento in cui stavano facendo l stadio nuovo e mi sembra che fece gol Völler di testa all’ultimo”.

La tua giornata tipo da tifoso bambino?
“Da bambino non pensavo tantissimo alla Roma, aspettavo la domenica. C’era solo 90° Minuto quindi le partite non potevi vederle e avevi solo quella mezz’ora per vedere tutti i gol della Serie A. La vivevi tranquillamente da innamorato. Ho iniziata a viverla dal momento in cui sono andato in Curva a 13-14 anni con mio fratello e mio cugino. Uscivamo la mattina con i panini con la frittata preparata da mamma intorno alle 10 di mattina, era una domenica diversa, dove c’era divertimento e facevi amicizia”.

Ti ricordi il momento in cui diventato capitano?
“Sì, mi sembra dopo Bergamo. Aldair da quel giorno disse che era giusto che diventassi capitano della Roma perché avevo un futuro, lui ci credeva tantissimo. L’ho presa con tranquillità, non mi rendevo conto di quello che stesse accadendo. Da quella domenica ho avuto un peso sulle spalle che nessuno può immaginare: oltre a essere romano, romanista, numero 10, avevi qualcosa di diverso dagli altri giocatori. La gente si aspettava sempre qualcosa in più. Conoscendo la piazza, crescendo riuscivo a mettere ovatta intorno a squadra e giocatori. Alla famiglia non l’ho comunicato io, l’ha detto la società e non pensavo fosse per sempre. L’ho letta male ma è stata una fortuna”.

Sei stato un capitano silenzioso, ci sono stati momenti in cui hai dovuto alzare la voce?
“Non sono un capitano che insulta i compagni, che li attacca al muro. Non ho quel carattere, sono buono e semplice, anche se qualcuno mi stava antipatico ci andavo sopra, anche con quelli che non si comportavano bene. È normale che in campo riuscivo a dare qualcosa in più. Ho sempre pensato che non ci sia bisogno di alzare la voce. Alcune volte sarà capitano, ci sono state anche litigate nello spogliatoio. Una volta dopo una partita di Champions ho litigato con un giocatore a fine primo tempo, non so se fosse Burdisso. C’era anche il fratello. Dopo mezz’ora mi dispiaceva già, ma istintivamente ti viene. Sono tranquillo ma se mi attacchi, ti attacco anche io”.

Pizarro ha detto che una parte bella della sua carriera era la partitella con te, spesso era tardi e tuo padre portava da mangiare.
“Mio padre era amato da tutti, arrivava alle 9 e cominciava a portare la pizza. Prima dell’allenamento le portava al bar o dai fisioterapisti, prima di scendere in campo la maggior parte dei giocatori la mangiava. Tutti i giorni lo aspettavano a Trigoria. Erano tutti innamorati di mio padre. Tutta Trigoria ricorderà, lui era buono. Lo soprannominavano lo ‘sceriffo'”.

Quando accompagnavi tuo figlio a Trigoria ti fermavi davanti ai cancelli.
“Adesso mio figlio ha cambiato squadra, ma quando lo portavo lo lasciavo lì e me ne andavo o aspettavo al terzo cancello come tutti gli altri giocatori. Da quel giorno non sono più entrato”.

Nesta?
“Alessandro è un altro pezzo di Roma, cugino diciamo. Nel periodo calcistico non ci siamo mai frequentati, non era rispettoso nei confronti delle tifoserie anche perché prima erano altri tempi. Alla fine non stai facendo niente di male ma Roma è bella anche per questa. Poi mi è capitato di andarci a cena insieme. Lo reputo uno dei migliori al mondo in quel ruolo”.

La prima azione di Totti nel derby qual è?
“Quando mi fece entrare Mazzone e presi il rigore da Negro. Mazzone mi disse di entrare e divertirmi, ero giovane e non hai tanti pensieri. Dopo li ho sentiti di più, erano derby pesanti e non volevi mai perdere, c’erano sfottò molto pesanti. I derby erano belli anche fuori dal campo. Prima si parlava già da mesi prima della partita, tanti tifosi preferivano vincere i due derby anziché lo scudetto. Io preferisco lo scudetto”.

Il tuo più grande rivale da calciatore?
“Per me non ci sono avversari o rivali. Ci conosciamo tutti, chi più e chi meno, in campo ti trasformavi. In quel momento odiavi pure Nesta ma a fine partita ritornavi come ai vecchi tempi. Rivale non è una parola che mi piace. C’erano signor giocatori in tutte le squadre”.

Il difensore che ti ha messo più in difficoltà?
“Non c’è uno in particolare ma c’erano certi cani, uno ti alzava e uno ti rinviava”.

Mostrano la foto del rigore all’Australia:

“Non dico che ci abbia consacrato, ma dopo quel rigore ci siamo detti che saremmo arrivati alla fine. Era una partita particolare, eravamo in 10 e se fossimo andati ai supplementari non so come sarebbe andata. Quel pallone era un macigno. Dopo aver segnato abbiamo capito che avremmo potuto vincere il Mondiale. Mi ricordo di aver fatto 70 metri infiniti fino al dischetto, mentre camminavo pensavo al cucchiaio, parlavo tra me e me, cercavo risposte e non le trovavo. Al momento del fischio, e il portiere era grosso, ho detto che avrei tirato forte e in alto”.

Il Mondiale?
“È stato un Mondiale ad alto rischio per me dopo l’infortunio. Con la forza, la determinazione e la voglia, con lo stimolo del mister e dei miei compagni, ho spinto per poterci essere”.

Se avessi tirato il rigore in finale con la Francia, come l’avresti tirato?
“Uguale a quello con l’Australia. Da una parte ero contento di non tirarlo, ogni tanto ti tieni qualche responsabilità ma se fossi stato in campo lo avrei tirato. In semifinale eravamo arrivati ai supplementari, era stata tosta, in finale la Francia era molto forte. Era una bella lotta, anche noi eravamo una grande squadra, era una finale giusta”.

Senti ancora Lippi?
“Sì, lo sentiamo e ogni tanto organizziamo qualche cena e ci ritroviamo. Sono cose che non potrai mai dimenticare. Abbiamo una chat di squadra. Scrivono di più quelli che non hanno niente da fare ma ormai fanno tutti gli allenatori, è divertente. Ci siamo tutti tranne il mister”.

Mostrano la foto del pallonetto a Hart in City-Roma: “Ero giovane, ah no? Quando segno non sembravo io, ho fatto uno scatto e invece avevo 38 anni. È stato un gol bello e difficile, bella anche l’azione. È stata un’azione inusuale, io andavo in profondità. Stavo bene fisicamente. Abbiamo allungato la serie positiva di vittorie. Al City c’erano grandi giocatori, anche la Roma era una bella squadra”.

Quando diventi punta i tuoi numeri schizzano, hai mai pensato se avessi fatto il cambio prima?
“Con i ma e con i se siamo tutti più bravi. Inizialmente mi piaceva fare più assist che gol, andando avanti ho capito che erano più importanti. Ma essendo trequartista, il mio ruolo era mettere in condizione gli attaccanti di fare gol. Poi c’è stata una casualità, voluta o meno, che il mister Spalletti mi mette falso nove a Genova perché non avevamo attaccanti. Da lì non ha cambiato più modulo”.

Hai attraversato tre epoche calcistiche, in cosa eri diverso dagli altri?
“In 25 anni di carriera non è semplice mantenersi o continuare su questi livelli, man man che andavo avanti prendevo più forza, più esperienza e più fiducia e credevo tanto in me stesso. Credendo in te stesso riesci a diventare qualcosa di diverso da altri. Essendo capitano hai una responsabilità diversa, la gente si aspettava tanto quindi dovevo dare il 101%. Andando avanti, mi divertivo ancora di più”.

Scegli due attaccanti forti con cui hai giocato?
“Cassano, che non era prima punta, ma ci sono stati anni in cui facevamo come volevamo. L’altro nome è Salah: era un giocatore perfetto per come giocavo io. Non ci siamo gustati più di tanto, io ero alla fine della carriera e lui stava esplodendo anno dopo anno. Se ci fossimo incontrati a metà squadra avremmo fatto follie. Avrebbe segnato solo lui perché io non lo riprendevo (ridr, ndr)”.

Mostrano la foto di un murales a Roma: “Non l’ho mai visto a Roma, non giro tanto a Roma. Ti riconoscono sempre, anche in Lapponia mi hanno riconosciuto”.

La popolarità?
“Da una parte sono contentissimo perché l’affetto della gente ti gratifica, ma nella vita privata non hai possibilità di fare nulla”.

La cosa più assurda che ti è successa a Roma?
“Tante cose. La cosa più eclatante è la gente che si ferma e mi bacia i piedi, una cosa da pazzi. Non pensi che qualcuno faccia una cosa del genere. Anche il carcere: dovevamo andare a trovare i detenuti, c’era un ragazzo che una settimana prima doveva uscire ma sapendo che saremmo andati lì ha chiesto di restare una settimana in più per aspettarmi”.

Hai mai pensato che fosse troppo e che dovessi andare via?
“Alcune volte mi viene da pensarlo ma non posso mai lasciare questa città, mi identifico. Ci sono cresciuto e morirò qui, è grazie a loro che mi fanno sentire così importante”.

Mostrano uno scatto della partita d’addio all’Olimpico: “Non ho mai visto piangere Francesco così tanto prima, durante e dopo. Certe volte dovevo fingere. È stato un giorno bellissimo da una parte – un giorno che ogni giocatore vuole vivere – ma era un punto di arrivo, la fine di tutto. Non pensavo potesse succedere, speravo non arrivasse mai ma nel calcio c’è un inizio e una fine. È una giornata difficile da descrivere. Fare il giro di campo e vedere tutti piangere, ero contento e amareggiato perché già dal giorno dopo non sarebbe più successo. Il rettangolo verde è stato tutto per me, quello che sentivo lo trasmettevo su quel prato verde per far contenta questa gente, per far emozionare la gente. Mi esprimevo in campo: la cosa più semplice e più significativa per me. Le chiacchiere le porta via il vento”.

Hai avuto paura poi?
“Sì, ogni tanto mi torna. Noi calciatori siamo abituati a essere abitudinari, è tutto programmato. Non sapevo cosa volessi fare dopo, non era stata voluto. È stato all’improvviso ed è stata una bastonata pesantissima, ma era giusto che arrivasse. L’avrei vissuta diversamente e ammorbidita. Non me lo aspettavo, soprattutto il modo: inizialmente mi avevano detto una cosa e poi è stata viceversa, non voglio più parlarne. Non voglio vivere di rimpianti, quella giornata è stata indimenticabile e non ne ho fatta un’altra d’addio, non aveva senso”.

Sembrava che potessi tornare a giocare. È vero?
“C’è stato un incontro con alcune persone nell’ambito calcistico, con un giocatore con cui ho giocato che scherzosamente mi ha chiesto se potessi dare una mano. E io gli ho detto che gli voglio bene ma non sono un ragazzino, mi ha detto che mi fossi allenato 2-3 mesi avrei potuto fare quella pazzia. Mi ha fatto scattare qualcosa e ho pensato di riniziare ad allenarmi, mi sentivo bene e non avevo problemi fisici. Il fisico reagiva e l’ho chiamato: ‘Non sto male, ma mi serve un altro mese buono’. Mi ha detto che mi avrebbe aspettato. Poi niente, mi sono fermato e ho pensato che non sono andato in altre squadre quando potevo e poi fare 6 mesi in un’altra squadra non mi sembrava corretto. Rimanere con un’unica maglia, penso che nessun altro riuscirebbe a farlo. Io e Maldini, non ce ne sono tanti. Ho parlato con le 2-3 persone vicino a me, per rispetto di quello che ho fatto non sono andato avanti. Ci è mancato tanto così, sarebbe stato diverso e impensabile, quello mi spingeva. Anche perché non avrei fatto brutte figure per quello che c’è in giro, potevo stare in un contesto di squadra e potevo aiutare i giovani. Non ho mai detto la squadra per rispetto dell’allenatore e del club. Ora basta altrimenti divento patetico e pesante. Certo che se dovesse chiamare la Roma ci penserei (ride, ndr)”.

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Lazio-Roma: dal 1° aprile parte la vendita dei biglietti per gli abbonati Serie A

Domenica 13 aprile alle 20:45, si disputerà il derby della Capitale: Lazio-Roma, match valido per la 32° giornata di Serie A. Il 1° aprile inizierà la vendita dei biglietti per gli abbonati in campionato: prezzi a partire da 49 euro. L’eventuale vendita libera si svolgerà a partire dalle ore 12.00 di venerdì 4 aprile 2025. Di seguito il comunicato della Roma.

Inizia martedì 1° aprile la vendita dei biglietti del Derby, Lazio-Roma, valido per la giornata numero 32 di Serie A.
La partita è in programma domenica 13 aprile alle 20:45. La prima fase è dedicata agli abbonati Serie A 2024-25.

Il prezzo dei tagliandi in prevendita, riservati ai tifosi giallorossi, è di 49 euro.

Ecco le modalità di vendita.

Prevendita abbonati Serie A 2024-25
Settori Curva Sud Centrale (INGR. 18/19 e 20/21) e Curva Sud Laterale (INGR. 15/17)

Gli abbonati AS Roma di Curva Sud Centrale e Laterale per l’attuale stagione sportiva potranno acquistare in prevendita esclusiva i suddetti settori, sino ad esaurimento posti disponibili, dalle ore 10.00 di martedì 1° aprile, alle ore 18.00 di giovedì 3 aprile 2025.

Per accedere alla prevendita online, esclusivamente tramite canale web ufficiale Vivaticket, sarà sufficiente inserire il PNR e la propria data di nascita, senza spazi, nel campo “Codice Coupon” in fase di acquisto (es: abbonamento ZBDCBA nato il 10/01/2000 dovrà inserire il codice ZBDCBA10012000 per validare l’acquisto in prevendita).

Sarà possibile acquistare max 1 biglietto per singola transazione.

La scelta del posto sarà senza vincoli di settore (per entrambi gli ingressi), pertanto non sarà garantita la conferma del posto/settore dell’abbonamento Serie A.

Si ricorda di selezionare i seguenti settori al momento dell’acquisto:

Curva Maestrelli per Curva Sud Centrale (Ingressi 18/19 e 20/21)

Distinti Sud Ovest Ospiti per Curva Sud Laterale (ingresso 15/17)
Settore Distinti Sud Est (INGR. 22/24)

Gli abbonati AS Roma di tutti i settori dello Stadio, eccetto quelli di Curva Sud Centrale e Laterale, potranno esercitare il diritto di prelazione nel settore Distinti Sud Est, sino ad esaurimento posti disponibili, dalle ore 10.00 di martedì 1° aprile, alle ore 18.00 di giovedì 3 aprile 2025.

Per accedere alla prevendita online, esclusivamente tramite canale web ufficiale Vivaticket, sarà sufficiente inserire il PNR e la propria data di nascita, senza spazi, nel campo “Codice Coupon” in fase di acquisto (es: abbonamento ZBDCBA nato il 10/01/2000 dovrà inserire il codice ZBDCBA10012000 per validare l’acquisto in prevendita).

Sarà possibile acquistare max 1 biglietto per singola transazione.

Vendita libera
L’eventuale vendita libera si svolgerà a partire dalle ore 12.00 di venerdì 4 aprile 2025.

Sarà possibile acquistare fino a quattro biglietti per singola transazione.

Info Tribuna Monte Mario
I settori di Tribuna Monte Mario e Tribuna Tevere, in accordo di reciprocità tra i due club, saranno gestite direttamente dalla società SS Lazio tramite i canali di vendita dedicati.

Non sarà pertanto possibile garantire alcun diritto di prelazione ad abbonati AS Roma su tali settori.

I tifosi della Roma potranno acquistare il settore Tribuna Monte Mario Laterale Sud (ingr.11/13) esclusivamente attraverso il link diretto al canale di vendita settori Lazio su sito Vivaticket (vendita libera dal 1° aprile 2025).

Prezzo Intero Tribuna Monte Mario Laterale Sud (Ingressi 11/13) 110€ (Ridotto Under 16, 60€)

I bambini nati dopo il giorno 01/01/2021 potranno accedere allo stadio senza biglietto e posto assegnato.

Info biglietti per tifosi con disabilità
Persone con disabilità su sedia a rotelle + accompagnatore (prezzo per la coppia, 49€)

Il ridotto per le persone con disabilità su sedia a rotelle ed accompagnatore sarà acquistabile esclusivamente chiamando il CONTACT CENTER ASROMA allo 06/89386000 (dal lunedì al venerdì, orario 9.00-18.30).

Dalle ore 10.00 di martedì 1° aprile, alle ore 18.00 di giovedì 3 aprile 2025, i posti disponibili saranno riservati agli abbonati AS Roma del settore Tribuna Tevere Disabili (fino ad esaurimento posti disponibili). Eventuale vendita libera dalle ore 12 di venerdì 4 aprile 2025.

Persone con disabilità deambulanti + accompagnatore (prezzo per la coppia, 120€)

Il ridotto per le persone con disabilità al 100% deambulante con accompagnatore, sarà acquistabile esclusivamente chiamando il CONTACT CENTER ASROMA allo 06/89386000 (dal lunedì al venerdì, orario 9.00-18.30).

Dalle ore 10.00 di martedì 1° aprile, alle ore 18.00 di giovedì 3 aprile 2025, i posti disponibili saranno riservati agli abbonati AS Roma del settore Tribuna Tevere (fino ad esaurimento posti disponibili per questa tipologia). Eventuale vendita libera dalle ore 12 di venerdì 4 aprile 2025.

Cambio utilizzatore
Il cambio utilizzatore per tutti i biglietti acquistati a tariffa intero e per quelli destinati agli accompagnatori delle persone con disabilità su sedia a rotelle o deambulanti sarà disponibile all’indirizzo https://sslazio.vivaticket.it a partire dalle ore 12 di venerdì 4 aprile 2025.

Attenzione! È consentita massimo un’operazione di modifica per singolo sigillo fiscale.

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Ranieri: ”Allenatore? Non sarà Gasperini, escludete i nomi fatti. I Friedkin vogliono una grande Roma”

Claudio Ranieri a due giorni da Lecce-Roma ha parlato in conferenza stampa. Di seguito le dichiarazioni del tecnico giallorosso.

Chi gioca al posto di Dybala sabato a Lecce?

“Aspettate sabato e lo vedrete. Ho varie soluzioni, ho visto che chi è andato in nazionale è tornato bene, con molta voglia, e questo mi fa piacere. Sarà una partita difficilissima, il Lecce dopo le soste ha fatto 5 punti e noi pochi, quindi questo dato ci deve già allertare, troveremo un ambiente bello, caldo, garibaldina, che pressa, non ci farà respirare. Chi gioca già sa cosa dovrà fare”.

C’è un favorito per quel ruolo?

“No, non c’è un favorito. C’è l’allenamento, chi mi farà vedere qualcosa in più”.

Gasperini ha fatto un’apertura importante verso la Roma. Lui è un favorito per la panchina della Roma?

“Me l’aspettavo… Sono contento perché questa settimana abbiamo parlato di Gasperini, la prossima parleremo di un altro. Se andiamo a trovare un allenatore e gli diciamo: “Ma alla Roma ci andresti?”. E lui che vuole che vi dica, che non verrà mai alla Roma? La cosa che mi fa felice, invece, è che avete tirato fuori talmente tanti nomi, invece quelli con cui ho parlato non ne avete tirato fuori uno e questo mi fa molto piacere. Significa che stiamo sulla buona strada”.

Farioli?

“Non è lui”.

La scadenza è prima della fine della stagione?

“La scadenza è quando il presidente lo vorrà dire. E lo conoscete il presidente”.

Quando lo vorrà dire cosa significa?

“Significa quando lo vorrà dire… Tanto a voi piace. Se vi dico di no, non ci credete, se vi dico di sì, impazzite. Per cui vi dico di no, state tranquilli”.

Senza Dybala come cambia la Roma? Potremmo vedere una difesa a 4? E Pellegrini torna centrale in questa fase?

“Sono centrali tutti quanti. Quello che ho detto oggi ai ragazzi, giocheranno i 16, poi parlerà sempre il campo. Chi è più pronto di un altro, lo stato di forma di un giocatore non può essere tutto l’anno. Chi ha tirato la carretta fino ad oggi, magari ha bisogno di rifiatare e prende il posto un altro. Vedremo. Sono tutti centrali nella Roma. E avete visto che non ho fatto preferenze o altro. I ragazzi mi seguono, sanno che dovranno spingere a fondo e dobbiamo ricominciare. L’inizio è sempre più difficile. La partita di Lecce sarà veramente l’inizio della volata finale. Difesa a 4? Ma noi giochiamo a 4, a 3, è molto elastico. Tante squadre fanno così. Alcune impostano a 3, pur giocando a 4. Altre difendono a 5 o a 4. Ormai è tutto molto fluido e interpretativo”.

Il nome del nuovo allenatore che uscirà sarà scelto da lei, poi ovviamente avallato dai proprietari. E la seconda cosa che valore ha l’empatia della piazza in questa scelta. Se valutate anche questo aspetto.

“Lo sceglieremo io e Ghisolfi. Porteremo una lista di papabili al presidente e poi il presidente sceglierà l’allenatore”.

Ma la sensazione è che prenderà un allenatore scelto da voi?

“Sì. Per quanto riguarda la piazza, la piazza è importante. Ma sappiamo che la piazza ama chi fa bene alla Roma. Magari all’inizio non potrebbe essere apprezzato il nome, ma credo di sì, però poi sono i fatti quelli che contano. Chi viene sa che deve far bene, sa che la Roma vuole arrivare in alto. Saprà che per i primi due mercati non potremo fare spese pazze. Chi viene deve accettare queste cose. Le deve sapere. Io le ridirò quando il presidente dirà chi prendere e farò presente quello che ci aspettiamo, quello che dobbiamo sostenere e aiutare il nuovo allenatore. Credo che la cosa importante – molte volte mi chiedete se resto o no – penso che se io restassi, perderemmo un anno, perché perderlo? Io non sono il futuro della Roma. Chi viene dovrà essere il futuro della Roma. Per cui, prima arriva e meglio è”.

Paredes ha dichiarato pochi giorni fa che ha fatto di tutto per tornare al Boca a gennaio. Come ha preso queste dichiarazioni e quanto ha influito lui nel suo rinnovo?

“Io ho inciso dicendogli che lo voglio per il prossimo anno. Poi, che lui abbia detto di voler tornare in Argentina prima o poi, è come quando io dico di voler tornare a Roma. Come l’ho presa? Con naturalezza. E se ha detto “ho fatto di tutto” che ha fatto? Sta qua, Leandro. Contano i fatti”.

Possiamo quindi escludere che Gasperini sarà l’allenatore della Roma?

“Potete escludere tutti quelli che avete detto”.

Per cui Gasperini non sarà l’allenatore della Roma.

“No”.

Sarà un altro?

“Certo”.

Hummels: come l’ha ritrovato e può essere titolare a Lecce?

“Può essere titolare. Sta bene, può essere a disposizione, si allena bene, potrebbe giocare”.

Pensa che il Presidente nei prossimi mesi si palesi davanti ai tifosi ed esponga il suo progetto pubblicamente?

“Ma perché è così importante? Io non ho mai visto un presidente così importante. Per me il presidente era importante quando aveva un progetto, a fine mese ci pagava, poi che venga a parlare o meno a noi non è mai importato. Dovete sapere che il presidente del Chelsea prima di Abramovich, perché con Abramovich ci parlavo solo nel suo aereo personale, quel presidente l’ho visto più dopo che non ricopriva più quel ruolo. Dei presidenti nelle altre nazioni, chi è quello che parla? Solo in Italia vogliamo che parlino i presidenti. E ditemi, quale presidente americano parla in Italia? Ma perché è importante? Lo ha detto già lui, io ripeto quello che dice lui. Vuole fare grande la Roma, ha già speso un billion, non può comprare perché abbiamo questo accordo con la UEFA, più di così… Non vi va bene quello che dico io?”.

Magari qualcuno ha bisogno di sentir parlare il presidente dopo tanti anni, non che non ci sia fiducia in quello che dice lei.

“Avete visto come ha cercato Mourinho e preso Mourinho, cercando di far bene? È un momento particolare perché evidentemente è uscito non dal proprio budget, ma da quello che gli ha imposto la UEFA. Vedete che stiamo spingendo molto per fare lo stadio… Io preferisco un presidente che parli poco e faccia tanto. Questo è quello che preferisco. Poi se appaia o non appaia, non mi cambia niente. E parlo da tifoso. Possiamo chiedere: quando ce lo fa ‘sto stadio? Speriamo che si possa mettere la prima pietra al più presto”.

Kone è stato tra i migliori in campo con la nazionale francese, mentre con la Roma nell’ultimo periodo era sceso di rendimento. Come mai questa differenza?

“Era affaticato. Si è riposato con me e ha fatto bene con la Francia”.

Giocherà?

“Vediamo. Se avrà recuperato dopo questi giorni, sì. Altrimenti, verrà con noi in panchina”.

Saelemaekers giocherà da titolare a Lecce? E a che punto è la trattativa con il Milan per tenerlo?

“Della trattativa ne dovete parlare con Ghisolfi, non sono io la persona preposta. Sta tornando al suo rendimento ed è uno dei probabili giocatori che inizieranno la partita”.

Come sta Dybala dopo l’operazione?

“Ci ho parlato, sta molto bene, molto soddisfatto di tutto, come è andata, e adesso deve solo aspettare. Il nostro staff medico farà di tutto per metterlo nelle migliori condizioni per recuperarlo nella giusta maniera. Senza affrettare i tempi, senza ritardarli, quello è un termine che viene utilizzato spesso dai chirurghi per fare il crociato. Per il crociato si aspettano sempre sei mesi, ma si aspettano per il crociato. Per questo no, non è stato un crociato. È stato tolto quel pezzettino che è stato deteriorato. Ci metterà meno, ma non possiamo dire esattamente quanto. Noi siamo fiduciosi, il ragazzo è contento per quello che ha subito e per come è stato trattato”.

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Ciampino, Dybala: ”Tornare prima di settembre? Non lo so, ora sto bene”

Paulo Dybala è tornato a Roma dopo l’intervento al tendine ed è stato intercettato a Ciampino dai cronisti. Di seguito le parole della Joya.

Come stai?

Bene, bene.

Hai sentito Ranieri?

.

Sarai a Lecce con la squadra?

Non lo so, devo parlare con i dottori. Nelle altre partite penso di sì.

Ti rivediamo prima di settembre?

Non lo so… Posso camminare senza le stampelle però mi hanno consigliato di utilizzarle. Sto bene, grazie.

Contento della vittoria dell’Argentina?

Sì, ormai siamo abituati contro il Brasile (ride ndr)

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Trigoria: out Celik e Salah-Eddine

La Roma prosegue ad allenarsi a Trigoria in vista della partita contro il Lecce in programma sabato sera alle 20:45. Claudio Ranieri sorridente durante la seduta odierna: ancora out Celik e Salah-Eddine. In gruppo diversi calciatori reduci dagli impegni con le rispettive Nazionali: Koné, Saelemaekers, Dovbyk, Ndicka, Baldanzi, Nelsson e Pisilli.

Tre giorni a Lecce-Roma ⚽#ASRoma pic.twitter.com/0vxenqCaL9— AS Roma (@OfficialASRoma) March 26, 2025

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Baldanzi: ”Sto crescendo voglio continuare così. Ranieri? Con lui ora non ci poniamo limiti”

Tommaso Baldanzi si è raccontato in una lunga intervista a Sky Sport Insider. Di seguito le parole del trequartista della Roma.

“Mi sento molto bene, sento che sto crescendo, sto migliorando tantissimo le mie prestazioni e voglio continuare così. Ma posso sicuramente fare di più e migliorare in termini di gol e assist. Però a me piace anche molto giocare con la squadra, divertirmi insieme ai compagni e ora mi sento contento del percorso e soprattutto dell’andamento generale della squadra”.

Qual è la difficoltà più grande che hai dovuto affrontare nel passaggio da Empoli, dove eri cresciuto, a un grande club come la Roma?
“Non ho trovato molte difficoltà, perché sia con il gruppo che con gli allenatori mi sono sempre trovato molto bene. I primi mesi sono stati un po’ di ambientamento, perché passare da una realtà totalmente diversa a qui è non è stato facilissimo, però è stato tutto molto veloce”.

Per un giovane come te cosa significa essere allenato da Claudio Ranieri? In che modo il mister è riuscito a toccare le corde giuste per tirare fuori il meglio da te?
“Non so come abbia fatto, però è riuscito a toccare le corde giuste non solo a me, ma un po’ a tutti i giocatori. È riuscito a stimolare tutti, è un grandissimo allenatore. È stato bravissimo e ora siamo molto felici di aver trovato continuità e vogliamo continuare così fino alla fine della stagione”.

Che cosa ti ha lasciato De Rossi? È stato lui a volerti a Roma…
“Mi ha dato dato tantissimo. Mi ha portato alla Roma e mi ha dato l’onore di giocare in una squadra così prestigiosa. Mi ha aiutato tantissimo nella mia crescita. A lui piacevo molto come mezzala offensiva e mi ha aiutato a migliorarmi in quella posizione, anche quando neanch’io ci credevo tanto”

Che rapporto hai con Dybala e cosa si significa giocare accanto a un fuoriclasse come lui? Che cosa hai assorbito della sua classe, della sua esperienza?
“Da lui, e anche dagli altri campioni che abbiamo in squadra, posso imparare ogni giorno anche solo guardando. Io e Paulo abbiamo un rapporto bellissimo, è una persona bravissima e umile. Stando vicino a lui e potendoci giocare insieme posso crescere e imparare facilmente”.

Invece con i compagni più giovani come Pisilli, Soulé e Rensch che rapporto hai?
“Abbiamo un bellissimo rapporto, stiamo molto insieme, ridiamo e scherziamo. Ma tutto il gruppo è molto unito, stiamo tutti bene insieme, giovani e più esperti. Anche i giocatori più famosi sono molto umili e sappiamo divertirci tutti insieme”.

In attacco siete ben quattro mancini: tu, Dybala, Soulé e Dovbyk, c’è una naturale affinità fra di voi?
“Io sto lavorando molto sulla fase difensiva e sul poter giocare su entrambe le fasce per poter stare in campo con loro. Anche se siamo tutti mancini, possiamo giocare insieme senza problemi. Quando hai tanti giocatori forti in quel ruolo, penso che ci si debba anche un po’ adattare a fare altro, anche se ti piace meno”.

Ci racconti un po’ dei tuoi inizi da bambino, le prime partitelle a Castelfiorentino… C’è lo zampino di tuo nonno nel tuo amore per il calcio, giusto?
“Sì, mio nonno era molto innamorato di questo sport. Mi ha trasmesso lui l’amore per il calcio e ho iniziato a giocare con lui. Oggi per me essere qui, in un club così storico, è motivo di grande orgoglio anche per lui”.

Nel calcio moderno la struttura fisica e la potenza hanno un peso sempre maggiore e più evidente. Spesso i ragazzini delle scuole calcio vengono scartati se sono troppo gracilini, gli viene detto che non ce la faranno ad arrivare ai grandi livelli. Per te è stata una motivazione ancora più forte quella di dover fare i conti con i ‘colossi’?
“Sì, è stata una bella motivazione, mi è sempre piaciuto scontrarmi con quelli più grossi e penso sia una motivazione anche per i ragazzi più piccoli che iniziano a giocare. È vero, il calcio va un po’ in quella direzione, però ci sono tantissimi giocatori di talento ‘piccolini’ che riescono a tener botta e a fare strada. Sono convinto che sarà ancora così”.

Ranieri ha portato serenità, equilibrio e certezze tecniche a una squadra che fino a novembre faticava. Voi giocatori che cosa avete messo di vostro per ‘raddrizzare la nave’?
“Tutti noi dovevamo un po’ ritrovare noi stessi, capire le nostre qualità, che secondo me sono tante, e dimostrarle. Ci siamo riusciti, sicuramente con l’aiuto del mister, ma credo che la cosa più bella in questo è stato il gruppo, perché è sempre stato unito e ha sempre cercato di trovare una soluzione. All’inizio non ci siamo riusciti, siamo peggiorati, abbiamo fatto male, però piano piano tutti insieme siamo riusciti a uscire da quella situazione”.

Ora qual è l’obiettivo? È giusto non porre limiti alla vostra rincorsa verso l’alto?
“Sì, è giusto non porre limiti. Vista la nostra partenza, non abbiamo un obiettivo ben chiaro, però alla luce degli ultimi risultati vogliamo provare a vincere più partite possibili. Pensando una partita alla volta possiamo levarci delle belle soddisfazioni”.

Il calore dei tifosi è da sempre uno dei punti di forza della Roma, come definiresti tu la piazza di Roma e come vive un giocatore tutta questa passionalità attorno a sé?
“È una cosa incredibile, bellissima. L’amore che vedi ogni giorno nei tifosi della Roma è meraviglioso. Lo dimostrano ogni domenica, ogni partita… te lo senti proprio dentro. La partita in casa contro il Bilbao è stata bellissima a livello di tifo, stratosferica. I tifosi ci danno una grandissima mano, è più facile spingere e giocare con un tifo del genere. Vogliamo ripagare il loro sostegno finendo al meglio la stagione”.

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Lecce-Roma: arbitra Manganiello. Di Paolo al Var

Sabato alle 20:45, la Roma andrà al Via del Mare in casa del Lecce con l’obiettivo di continuare la scalata in classifica. L’arbitro che dirigerà il match, valido per la 30° giornata di Serie A, sarà Manganiello, coadiuvato dagli assistenti Preti e Moro e dal IV uomo Cosso. Var e Avar affidati a Di Paolo e Ghersini.

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Lecce-Roma: domani alle 13:00 Ranieri parlerà in conferenza stampa

La Roma sabato alle 20:45 disputerà la 30° giornata di Serie A contro il Lecce. In vista della gara di Via del mare, Claudio Ranieri domani alle 13:00 parlerà in conferenza stampa.

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Dybala, intervento chirurgico riuscito: nei prossimi giorni comincerà la riabilitazione a Trigoria

Paulo Dybala oggi si è sottoposto all’intervento chirurgico al tendine lesionato. Come comunicato dalla Roma, l’operazione è perfettamente riuscita. Nei prossimi giorni, l’argentino comincerà la riabilitazione a Trigoria.

L’intervento chirurgico a cui si è sottoposto oggi il calciatore Paulo Dybala è perfettamente riuscito.

Nei prossimi giorni Paulo comincerà la riabilitazione a Trigoria.#ASRoma pic.twitter.com/19SbjzihyH— AS Roma (@OfficialASRoma) March 25, 2025

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De Rossi: ”Friedkin? Sono stato bene. A breve non sarò libero”

Daniele De Rossi, durante la presentazione degli interventi di riqualifica dell’impianto dell’Ostiamare, è tornato a parlare della Roma. Di seguito un estratto delle sue dichiarazioni.

Si è sentito con Ranieri?

”L’ho sentito la prima volta e ci siamo confrontati, abbiamo parlato con affetto e con disponibilità da parte di entrambi. Dopo no, sta lavorando non lo disturbo. Oggi mi concentro di più sull’Ostia Mare. Allenare al Pigneto? Spero di non essere libero e probabilmente non lo sarò a breve. Devo declinare l’invito o magari anche lì mi cacciano via abbastanza presto e tornerò a disposizione sul mercato”. (ride ndr)

Un’amichevole con la Roma?

”L’abbiamo già fatta. Perché no, è la squadra più grande che c’è qui, oltre alla Lazio. Ci sarà collaborazione: vogliamo cercare di andare avanti”

Si ispira a qualche presidente?

”Ognuno è diverso. Ho avuto un rapporto incredibile con Franco Sensi, anche con la figlia. Abbiamo vissuto anni pazzeschi. Non so cosa vi aspetto che vi dica, ma sono stato bene anche con i Friedkin. Non ho avuto grandi problemi, Penso che sia giusto che ognuno ricopra questo ruolo con le conoscenze che ha. Un pochino più sul tecnico posso spingermi per le idee da proporre. Loro venendo da un altro mondo hanno portato anche il bello che vediamo a Trigoria”.