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Saelemaekers salterà Roma-Juventus per squalifica

Per una protesta di troppo, Alexis Saelemaekers ha subito un giallo pesante nella sfida con il Lecce.

Il belga era diffidato, salterà la sfida di domenica prossima contro la Juventus.

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Allegri e la Roma mai così vicini: la ricostruzione

La Roma sembra aver scelto il prossimo allenatore. Dopo le parole di Ranieri che ha escluso Gasperini, torna forte la candidatura di Massimiliano Allegri. Secondo quanto riportato da Enrico Testa de La Stampa, la scelta sarebbe già stata fatta da tempo, con il tecnico livornese che corrisponderebbe perfettamente all’identikit tracciato: vincente, di personalità, conoscitore dell’ambiente (anche grazie ad amicizie come quella con Ubaldo Righetti) e pronto a rilanciarsi in una piazza esigente, accettando un progetto biennale e un mercato oculato.

Ranieri avrebbe convinto Allegri spendendosi in prima persona fornendo garanzie tecniche sul progetto. Tutti gli altri nomi circolati finora, da Gasperini a Farioli o Montella, non sarebbero mai stati reali obiettivi, ma solo seconde scelte.

Allegri “non è mai stato così vicino” alla Roma e, salvo clamorosi colpi di scena, sarà lui “l’uomo solo al comando” per la prossima stagione

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Graziani a RS: ”Progetto pluriennale con i giovani? Consiglierei De Zerbi”

Ciccio Graziani è intervenuto ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.

Allenatore? Bisogna capire che coppa farà la Roma: Champions, Europa o Conference League. Se a un tecnico presenti un programma di 3 anni con tanti giovani certi mister, come Allegri, vanno depennati. Un allenatore di alto livello arriva solo se dietro c’è un progetto serio.

Chi consiglieresti?

Bisogna capire quali sono gli obiettivi della società e in base a questo si decide. Se la Roma vuole iniziare un programma pluriennale valorizzando i giovani, escludendo Gasperini, punterei su De Zerbi.

Lecce? Non esistono partite facili in casa ha messo in difficoltà chiunque. La Roma deve vincere per giocarsela con Juventus e Lazio.

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Nela: ”Rinnovo Pisilli? Contratto molto alto per un ragazzo che deve dimostrare tutto. Siamo fuori con l’accuso”

Sebino Nela, al Tribunale delle Romane, si è soffermato sul rinnovo di Pisilli. Di seguito le dichiarazioni dell’ex terzino giallorosso.

“Pisilli di sicuro è un ragazzo che devi tenere, ma oggi siamo fuori con l’accuso. Guadagnava 70mila euro, io capisco che le società sono prese per la gola dai procuratori, ognuno fa il suo lavoro. Ma bisogna fare attenzione, altrimenti non ne usciamo più fuori. A me sembra un contratto molto alto per un ragazzo che ancora deve dimostrare tutto. Noi l’abbiamo visto al ‘pronti via’, ma anche io nel 1978 quando ho esordito sono stato il migliore in campo per due partite. Poi le partite continuano e non è sempre così. Lui deve ancora dimostrare tutto. Fa parte del gruppo prima squadra, sta facendo il suo minutaggio e abbiamo capito che tipo di giocatore è, ma mi sembra un contratto fuori dal mondo”.

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Lecce-Roma, i convocati di Ranieri: out Celik, Rensch e Abdulhamid. C’è Salah-Eddine (FOTO)

Domani alle 20:45, la Roma disputerà la 30° giornata di Serie A in casa del Lecce. Ranieri ha diramato la lista dei convocati: out Celik, Rensch e Abdulhamid. C’è, invece, Anass Salah-Eddine che ha smaltito l’infiammazione alla pianta del piede rimediata in nazionale.

📋 I convocati per #LecceRoma.#ASRoma pic.twitter.com/3vGFQwYoxL— AS Roma (@OfficialASRoma) March 28, 2025

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Baldanzi: ”Con campioni come Dybala si impara ogni giorno. Ranieri? Ha toccato le corde giuste”

Tommaso Baldanzi si è raccontato ai canale ufficiale della Serie A. Di seguito le parole del trequartista della Roma.

Due gol e due assist in questa stagione: a che punto è il tuo processo di crescita?
“Mi sento molto bene, che sto crescendo, sto migliorando tantissimo le mie prestazioni. Posso fare di più in termini di gol e assist, ma mi piace molto giocare con la squadra. Per ora mi sento contento del percorso e dell’andamento della squadra”.

Roma è una città molto passionale e ci sono molte aspettative: la difficoltà più grande nel passaggio da Empoli a una big?
“Non ho trovato molte difficoltà, col gruppo e gli allenatori mi sono trovato molto bene. I primi mesi sono stati di ambientamento, non è stato facilissimo passare da una realtà totalmente diversa ma è stato veloce”.

Per un giovane come te cosa significa essere allenato da Ranieri?
“Lui è riuscito a toccare le corde giuste in me e in tutti i giocatori, in tutto l’ambiente. Su questo è stato fortissimo, è un grandissimo allenatore con tanta esperienza. Lui è stato bravissimo, ora siamo felici di aver invertito il nostro rendimento e vogliamo continuare così”.

Cosa ti ha lasciato De Rossi?
“Mi ha dato tantissimo. Mi ha voluto qui e mi ha dato l’onore di giocare in una squadra così prestigiosa. Per la mia crescita è stato importantissimo, soprattutto nel ruolo in cui ho giocato di recente, un po’ più mezzala. Gli piacevo molto lì anche quando non ci credevo io”.

Cosa hai assorbito da Dybala?
“Con lui e altri campioni in squadra si impara ogni giorno anche solo guardando. Ho un bellissimo rapporto, è una grande persona e umile. Con loro cresci e impari facilmente”

Con i più giovani com’è il rapporto?
“Bellissimo, stiamo molto insieme e scherziamo. Ma abbiamo un rapporto ottimo con tutta la squadra, anche con i più esperti che sono molto umili. Ci divertiamo tutti insieme”.

In attacco siete quattro mancini: c’è una naturale affinità tra voi?
“Sto lavorando molto sulla fase difensiva, siamo tanti mancini ma possiamo giocare insieme senza problemi. Con tanti giocatori forti in quel ruolo devi adattarti a fare altro, anche se ti piace meno. Ma possiamo giocare insieme”.

Ci racconti dei tuoi inizi da bambino? C’è lo zampino di tuo nonno nell’iniziare a giocare a calcio?
“Ho iniziato a Castelfiorentino nella squadra del mio paese, mio nonno mi ha trasmesso l’amore per questo sport di cui era innamorato perso. Mi accompagnava lui e oggi essere in un club così storico come la Roma è motivo di grande orgoglio anche per lui”.

Il peso e il fisico hanno una grande importanza in questo calcio, spesso vengono scartati giocatori più gracilini. Per te è stata una motivazione ancora più forte?
“Sì, è stata una bella motivazione. Mi è sempre piaciuto scontrarmi con quelli più grossi. Lo è anche per i più piccoli che iniziano a giocare, ma ci sono giocatori di grande talento più piccoli ma che tengono botta. Troveremo spazio anche noi più piccoli”.

Ranieri ha dato certezze: voi giocatori cosa ci avete messo di vostro?
“Dovevamo ritrovare noi stessi, capire le nostre qualità e dimostrarle. Con l’aiuto del mister ci siamo riusciti, ma la cosa più bella è stata il gruppo, che è sempre stato unito e ha provato a trovare una soluzione. Magari all’inizio non riuscivamo e siamo peggiorati, ma piano piano ne siamo usciti”.

Giusto non dare limiti ai vostri obiettivi?
“Giusto non porre limiti, non abbiamo un obiettivo ben chiaro vista la nostra partenza, ma vista anche la posizione dobbiamo vincere più partite possibili. E pensando una partita alla volta possiamo toglierci belle soddisfazioni”.

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Ghisolfi: ”I calciatori devono rispecchiare i valori della squadra. La Roma ha un’identità diversa da Juve, Milan o PSG”

Florent Ghisolfi si è raccontato ai microfoni di Sky Sport. Di seguito le dichiarazioni del direttore sportivo della Roma.

“Tre dei miei quattro nonni erano italiani, e questa è una parte importante della mia storia. Erano immigrati in Francia, dove vennero inizialmente rifiutati come ‘mangiapasta’”.

Il suo sogno? Ghisolfi è molto chiaro: “Ho sempre voluto fare il direttore sportivo, anche quando ero calciatore. Prima di arrivarci, ho avuto esperienze da assistente e allenatore, fondamentali per comprendere meglio il lavoro dello staff e le esigenze di squadra e tecnico. Il ds oggi è un coordinatore: deve bilanciare giocatori, staff, dirigenti e media, creando un ambiente ideale per tutti. È un lavoro i cui frutti si vedono nel tempo. Al Lens e al Nizza abbiamo costruito progetti solidi che hanno portato entrambi i club in Champions League, ed è questo il mio miglior biglietto da visita”.

Sul come sceglie i giocatori.

“La mentalità è fondamentale nella scelta dei giocatori: devono rispecchiare i valori della squadra. La Roma ha un’identità diversa da club come Juve, Milan o PSG, quindi valutiamo con attenzione sia la personalità dei giocatori che le richieste dell’allenatore. La scorsa estate volevamo una squadra più giovane e fisica, ma per costruire bene serve una struttura solida. Quando sono arrivato, il reparto scouting era azzerato, ora abbiamo un’organizzazione efficace”.

Sulle ambizioni della Roma.

“Non ci poniamo questa domanda, perché sappiamo da dove veniamo. Abbiamo attraversato la tempesta e ora siamo concentrati, senza intenzione di mollare. Vogliamo dare il massimo e vedere dove arriveremo. Non possiamo porci limiti né avere paura. Oggi abbiamo creato una famiglia, un gruppo unito in cui tutti danno il massimo per la squadra”.

Sull’acquisto di Manu Koné.

“La scelta di Manu è stata collettiva: io, l’allora allenatore Daniele De Rossi e tutto lo staff eravamo convinti delle sue qualità fisiche, tecniche e mentali. Sappiamo quanto sia difficile ambientarsi alla Roma, ma lui ha il carattere per imporsi rapidamente. È un esempio del tipo di acquisti che vogliamo: giocatori che aiutino la squadra a crescere. Il merito è suo, si è integrato subito e ha avuto un impatto immediato. Sono orgoglioso di lui e soddisfatto per il club”.

Pisilli è una risorsa per il club: “Esattamente, come detto, volevamo ringiovanire la squadra e abbiamo parlato di Manu e ora anche di Pisilli. Ha una grande mentalità, vuole sempre dare tutto per il club, la squadra e i tifosi. Pisilli rappresenta l’identità che cerchiamo nella nostra squadra. È un ragazzo fantastico, e devo complimentarmi con i suoi genitori per l’educazione che gli hanno dato”.

Ranieri è stato facile da scegliere: “Eravamo in una situazione difficile e la scelta di Ranieri è stata fondamentale per il club. In quel momento avevamo bisogno di una guida e lui ha portato calma, serenità e una ‘forza tranquilla’. Conosce molto bene la Roma e la città, e lavorare con lui è un’esperienza fantastica, soprattutto dal punto di vista umano. Nonostante la pressione, mantiene sempre il sorriso. È la sua ultima sfida alla Roma e ha il sogno di portare il club a grandi traguardi”.

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Roma, 32 anni fa l’inizio di una favola: Totti esordisce in Serie A contro il Brescia

Il 28 marzo non è un giorno come gli altri per i tifosi della Roma. Ben 32 anni fa è iniziata una favola meravigliosa: il lupo Francesco Totti esordì in Serie A in casa del Brescia. Il capobranco Boškov decise di inserire, al minuto 87, proprio colui che scriverà pagine indelebili della storia giallorossa. I presenti non possono essere consapevoli di ciò che sta accadendo: ad appena 16 anni entra in campo con la maglia numero 14 chi successivamente segnerà 307 gol, si legherà per 25 anni solo ed esclusivamente alla Roma vincendo uno scudetto, 2 Coppe Italia, e altrettante Supercoppe italiane.

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Ancelotti shock dalla Spagna: “Chiesti 4 anni di carcere”. Il motivo

Carlo Ancelotti – accostato alla panchina della Roma nelle scorse settimane – rischia un’incriminazione per frode fiscale.

La vicenda è nota da tempo: l’attuale tecnico del Real Madrid, avrebbe distolto all’erario una cifra vicina al milione di euro e legata ai suoi diritti d’immagine.

Secondo quanto riferito dalla Spagna – in particolar modo dal Mundo Deportivo – il Tribunale provinciale di Madrid ha fissato per mercoledì prossimo il processo a Carlo Ancelotti. L’accusa chiede per lui una pena di quattro anni e nove mesi di carcere, accusandolo di aver frodato l’erario per un milione di euro. 

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A Lecce ballottaggio Nelsson-Hummels

Zeki Celik ieri è tornato a lavorare in gruppo ma a Lecce non partirà dall’inizio.

Il turco siederà in panchina e si preparerà al meglio per tornare titolare contro la Juventus tra una decina di giorni.

Al Via del Mare dunque spazio ad uno tra Hummels e Nelsson. Ieri Claudio Ranieri non ha escluso l’ipotesi di riproporre il tedesco, anche se la valutazione verrà effettuata soprattutto sulle caratteristiche di Krstovic, terminale offensiva della squadra salentina.