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Esclusiva RS – Fratini: “Gasperini è il miglior tecnico in Italia. Sarebbe un sogno lavorare a Roma”

Michele Fratini, premiato più volte come miglior talent scout italiano e accostato alla Roma, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue dichiarazioni.

Ho iniziato 20 anni fa al fianco di Giancarlo Antonioni in federazione, dall’under 15 all’under 19 e accanto a lui coordinavamo le nazionali giovanili. C’erano tanti maestri con cui sono cresciuto.

Un anno orribile per il calcio italiano…

Ci sono un po’ di perplessità, le giovanili vincono tutto. L’Under 17 ha vinto gli europei, l’Under 19 idem con gol di Kayode di testa, l’under 20 arrivò in finale nei mondiali. L’Under 21 a oggi ha giovani fortissimi tra cui Comuzzo o Pisilli che è passati di lì. C’è qualcosa che dovrebbe cambiare a livello di mentalità, la nazionale ha dei calciatori forti: basta pensare ai portieri da Donnarumma a Meret. Sugli esterni ci sono Di Lorenzo, Zanoli, che è un ottimo profilo, a sinistra Spinazzola che a calcio sa giocare, Di Marco, Calafiori. Mancini, che è quasi il capitano della Roma, lo ricordo a Firenze quando faceva il centrocampista. In mezzo al campo per esempio ci sono Tonali, Frattesi, Barella sulle fasce gente come Politano e in attacco Kean e un giovane interessante come Pio Esposito. Ci manca la mentalità perché a livello di qualità e quantità siamo messi benino. Nel calcio non si deve inventare nulla.

Cosa ne pensi della ricerca dei calciatori attraverso gli algoritmi? I dati possono essere un ausilio, però, preferisco vedere dal vivo i calciatori. Si può fare un tagliando come fosse una macchina?! Club importanti hanno provato a fare qualche esperimento ma c’è chi non si è piazzato neanche in Champions League. C’è chi ha fatto l’Under 23 e ora è in Serie D. Conta l’intuito, i giovani in giro ci sono: vanno aspettati. La Roma in questo è fortissima: Alberto De Rossi è un’icona ed è un esempio da riprendere. Quando il club giallorosso fu costretto a far esprimere i giovani emersero i vari De Rossi, Aquilani, Cerci, Rosi ecc…

Fratini sulla Roma di Gasperini: Esprime il calcio più bello perché non ha inventato nulla utilizzando un modulo efficacie, senza un regista, con tanto pressing e attacco allo spazio. Gasp è anche un grande scout, scoprì Palladino quando Moggi lavorava nella Juventus ed ecco perché lo emula. Il tecnico di Grugliasco ha un occhio incredibile, sa scegliere i calciatori. La Roma è una bellissima realtà, c’è entusiasmo e molto seguito, insomma tanta roba… Chi farà parte questo di questo organico sarà fortunato…

Ti sono fischiate le orecchie ultimamente… (Ride ndr senza rispondere) Dico solo che sarebbe un sogno, considero Gasperini il più grande allenatore che c’è in Italia. La Roma ha una grandissima società.

Cosa manca alla Roma per competere per lo scudetto? (ndr non risponde). Quest’anno ha raggiunto l’obiettivo massimo piazzandosi in 3° posizione, con Malen che è arrivato dall’Aston Villa e alla Roma ha fatto tanto. Bravissima la società che è seria ed ammiro: sono grandi imprenditori. Chi avrà il piacere di venire a Roma sarà sicuramente fortunato.

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Massara-Roma, l’intesa sulla rescissione c’è da due settimane: la ratifica nelle prossime ore

La storia tra la Roma e Massara è ai titoli di coda. Un anno fa il direttore sportivo è tornato a Trigoria per la terza volta nella sua carriera ma il feeling tecnico con Gasperini non c’è praticamente mai stato.

Come raccontato in esclusiva ai microfoni di Retesport già dallo scorso 13 maggio, l’ex dirigente del Milan, era già consapevole del suo destino professionale e aveva già raggiunto un’intesa per la separazione consensuale con il club.

Nel suo contratto infatti era stata inserita una clausola vicendevole di rescissione attivabile però a giugno senza il pagamento di buonuscite. La Roma e Massara hanno trovato dunque un’intesa dapprima verbale sulla rescissione già diversi giorni fa, con il pagamento dello stipendio fino al 30 giugno come buonuscita, perchè l’evento avverrà qualche giorno prima.

L’accordo sarà ratificato in queste ore e poi sarà annunciato l’addio di Massara con il conseguente ingaggio di Tony D’Amico al suo posto.

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Ryan-Gasp-Tony, ecco la nuova Roma: entro fine settimana vertice plenario

Ryan Friedkin con un ruolo da vicepresidente operativo. Gian Piero Gasperini al timone della squadra e delle logiche di costruzione di un gruppo che possa puntare a competere per vincere. Tony D’Amico direttore sportivo, perfettamente sinergico con l’allenatore e bravo anche a pescare calciatori da valorizzare.

In queste ore sta nascendo la nuova Roma, la Roma 2.0 con Gasp al centro di ogni meccanismo e di ogni decisione. I Friedkin, accompagnando alla porta Ranieri, hanno avviato una nuova rivoluzione consacrata dal clamoroso terzo posto e la conseguente qualificazione in Champions (non richiesta ad inizio anno).

Il neo direttore sportivo – ufficiale da qui a lunedì – firmerà un triennale con la speranza stavolta che si trovi stabilità. Si tratta infatti del quarto dirigente dell’area sportiva negli ultimi quattro anni. Tanti, troppi. Massara rescinderà consensualmente con pagamento dello stipendio fino a giugno. Ha pagato lo scarso feeling con l’allenatore, tempistiche ritardate su alcune scelte e degli errori evidenti, ma non ha sbagliato tutto. Alcuni arrivi hanno contribuito al raggiungimento della Champions.

Oggi Gasperini doveva presenziare ad un evento a Pescara per commemorare la recente scomparsa del suo mentore, Giovanni Galeone. Attualmente si trova in Liguria e non ci sarà. Probabile che in queste ore ci sia un vertice in presenza o in video conferenza con Ryan e D’Amico per iniziare a stabilire le prossime strategie. Il ds deve entrare a piene mani nel mood di Trigoria, insediarsi, essere ufficializzato e occuparsi subito di due capitoli delicati: i rinnovi di Dybala, Pellegrini e Celik e le cessioni.

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Roma, a Ferragosto super sfida contro il Dortmund

Sarà un’estate infuocata per il mercato e per la preparazione di una stagione che riporterà la Roma a sentire la musichetta della Champions.

Come riferisce il Tempo, il 15 Agosto i giallorossi voleranno in Germania per un’amichevole di lusso.  In attesa di definire la sede del ritiro estivo, che sarà svolto in una tra GermaniaAustria e Olanda, i giallorossi se la vedranno con il Borussia Dortmund al Signal Iduna Park.

Probabilmente quello con gli uomini di Niko Kovac sarà l’ultimo test prima dell’inizio del campionato, previsto nel weekend del 22 e 23 agosto: sembra difficile che Gasp chieda un confronto infrasettimanale subito prima del via. 

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Argentina, Soulé: “Sogno il Mondiale. Dybala? Non mi dice cosa farà”

Appena sbarcato in Argentina, l’attaccante della Roma Matias Soulé ha rilasciato un’intervista ai microfoni di TyC Sports tracciando un bilancio della sua stagione in giallorosso, condizionata da qualche problema fisico ma chiusa in crescendo con 7 gol in 39 presenze, e commentando le sue speranze in vista del Mondiale, dato che il classe 2003 figura nella pre-lista dei 55 convocati del CT Lionel Scaloni. “So che è difficile, ma c’è sempre speranza. C’è una grande concorrenza, ma se non dovesse succedere lavorerò per riuscirci più avanti. Sarebbe un sogno esserci, altrimenti tiferò come ho sempre fatto”, ha dichiarato il giocatore, gettando acqua sul fuoco dopo le passate polemiche del suo agente Martín Guastadisegno sullo scarso impiego in nazionale, prima di soffermarsi sul futuro del compagno di squadra Paulo Dybala, finito nel mirino del Boca Juniors: “Vado molto d’accordo con lui, ma non mi vuole dire cosa farà. Quest’anno abbiamo creato un bel gruppo, prima c’era anche Leandro Paredes. Averlo con me è bello, ma è una decisione che deve prendere lui in base a ciò che ritiene migliore”.

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Gasp alla squadra: “Avete aggiustato tutto, il futuro sarà bellissimo”

La Roma si è ritrovata ieri per una colazione in famiglia. Gasperini, la squadra e lo staff si sono seduti intorno ad un tavolo per i saluti di fine stagione.

Il tecnico ha preso la parola congratulandosi con il gruppo: “Avete aggiustato un po’ tutto. La società è felicissima, noi siamo felicissimi. Il futuro è bellissimo. Difficile, ma entusiasmante. Andiamo a giocare a un livello ancora più alto e sarà ancora più bello confrontarci. Buone vacanze a tutti, grazie di tutto, davvero, siete stati straordinari”.

Poi, ai dipendenti del club: “Noi che viviamo tutti quanti qua vicino non abbiamo mai occasione di incontrarci, di conoscerci, di vedere, soprattutto con voi che lavorate alle spalle di questi ragazzi e siete qua tutti i giorni ed è importantissimo il vostro lavoro, tutto quello che fate, per cercare di fare stare bene la squadra, i ragazzi, e di questo vi volevamo ringraziare. Era un’occasione per salutarci e dirci che siamo tutti quanti una bella famiglia”.

Parla Cristante: “Ci siamo compattati nel momento del bisogno, abbiamo portato a casa un grandissimo obiettivo e dobbiamo continuare su questa strada per farlo restare un nostro standard”.

Prende la parola Pellegrini:Quest’anno è stato davvero bello, inseguiamo questa qualificazione da un po’ e ieri ce l’abbiamo fatta anche se sembrava difficile durante il percorso ma noi ci abbiamo sempre creduto e mi sembra anche voi se siamo qui a festeggiare e a congratularci tutti insieme. Quindi grazie tanto a voi”.

Infine Mancini:Festeggiare, gioire, portare la Roma in Champions dopo tanti anni è un motivo d’orgoglio perché questa maglia lo sappiamo tutti ha un valore importante. Vedervi qua felici, anche voi, per questo traguardo rende la cosa ancora più importante. E niente, l’anno prossimo facciamo la Champions, ora ci riposiamo e forza Roma”.

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Roma, colazione a Trigoria: applausi per Gasp

La Roma si è ritrovata questa mattina a Trigoria per un ultimo saluto prima dello sciogliete le righe.

Come segnalato sugli account ufficiali della società, la squadra e lo staff hanno fatto una colazione insieme nel ristorante del Fulvio Bernardini tra risate e complimenti reciproci. Mister Gasperini ha tenuto un discorso di ringraziamento al gruppo per il risultato raggiunto, dando l’appuntamento al ritiro estivo che dovrebbe iniziare a metà luglio.

Applausi del gruppo e grandi abbracci tra i ragazzi che ieri sera hanno riconquistato la Champions dopo 7 anni.

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Opta, nella Top 11 della Serie A presenti Malen e Mancini

Gli account social di OPTA hanno pubblicato la Top 11 della Serie A in base alle statistiche raccolte nel corso dell’intera stagione.

Presenti tra le fila giallorosse Gianluca Mancini e Donyell Malen. A sorpresa assente Svilar, premiato invece dalla Lega di Serie A nei giorni scorsi come miglior portiere del campionato. Al suo posto scelto Carnesecchi.

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Mile Svilar miglior portiere della Serie A 2025-26 per il secondo anno consecutivo

Mile Svilar si conferma nell’élite del calcio italiano conquistando il premio di miglior portiere della Serie A 2025-26. La Lega Serie A ha ufficializzato il riconoscimento per l’estremo difensore della Roma, autore di un’altra stagione straordinaria ad altissimi livelli. Per il numero uno giallorosso si tratta di un prestigioso bis, avendo già vinto lo stesso titolo nella passata stagione calcistica. Se nel 2024-25 Svilar aveva superato la concorrenza di Vanja Milinkovic-Savic, quest’anno ha battuto altri grandi del ruolo come Mike Maignan e Marco Carnesecchi, blindando definitivamente la propria leadership tra i pali del massimo campionato italiano.

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Konè: “Voglio giocare in Champions League. Il derby un’emozione unica”

Manu Koné si racconta. Il centrocampista è stato protagonista di un’intervista ai canali social della Serie A ed ha parlato delle sue origini e della sua vita a Roma. Di seguito le sue parole.

Le parole di Konè

Le tue origini? Come hai iniziato a giocare a calcio?
“Sono nato a Parigi. I miei genitori sono ivoriani. Ho iniziato a giocare a calcio perchè già mio padre le praticava anche se non era professionista. Anche i miei amici lo praticavano quindi per me era la logica conseguenza. Quando sei piccolo giochi nei piccoli quartieri e cresci con questo, questo mi ha forgiato. Ora sono un professionista ed ho lavorato per questo, e per me è tutta la mia vita”. 

Il tuo primo ricordo legato al calcio italiano?
“Il calcio italiano si guardava molto. Mio fratello maggiore alla playstation sceglieva sempre squadre italiane. Tutti guardavano l’Italia e la Serie A”.

Che gruppo siete dentro Trigoria?
“Sappiamo dove siamo e soprattutto dove si sta andando con lo stesso obiettivo comune, perchè siamo una squadra. In campo siamo 11 ma ci sono anche gli altri, lo staff, gli allenatori, i fisioterapisti, i preparatori. Penso che sia questo a fare una squadre ed è questo che fa la Roma”

Koné entra nella palestra di Trigoria.
“È qui che ci alleniamo tutti i giorni. Qui di solito facciamo il riscaldamento con i preparatori. C’è tutto il necessario per essere in forma e farsi trovare pronti la domenica per vincere le partite”.

Come si vivono le partite?
“Ogni partita è come una finale. La domenica c’è più atmosfera, c’è più stress. Devi vincere la partita. Ci sono più cose che la rendono divertente, sia per noi che per il pubblico. Ci piace che ci sia tanta gente, regalare emozioni ai tifosi con le vittorie è ancora meglio”.

L’adattamento in Italia?
“Penso di essermi adattato bene, per me era un paese nuovo. In città sono tutti appassionati di calcio, e questo mi piace. È un po’ come in Francia. L’Italia è un paese che ama anche gli stranieri, ti fa sentire a tuo agio. Mi piacciono le persone anche al di fuori del campo. Passeggiare a Roma è come sfogliare un libro di storia”.

Su Roma. 
“Quando si parla di Roma, si parla di Colosseo, Vaticano, di tante cose. Oggi siamo a Garbatella, un quartiere importante per i romani. Sono contento di rappresentare questo e di venire qui. È simile, ma allo stesso tempo diverso, da dove abitavo da piccolo. C’erano più edifici, qui invece si vede più storia, le case antiche. Ma mi ricorda anche la mia gioventù, quando giocavamo per strada. Credo sia proprio questo a rendere bello questo posto”.

Sulla famiglia.
“La mia famiglia viene a trovarmi ogni tanto. Mio padre a volte viene, anche mio fratello. Mio padre mi chiama dopo ogni partita, mi parla della partita. A volte non gli rispondo perchè sennò mi parla per 30 minuti. È molto attento ai piccoli dettagli. Mia madre a volte guarda le partite e mi dice che in campo non mi riconosce. Sul campo sei un po’ pazzo, capita di litigare. Il campo e la vita fuori sono due cose diverse. In campo vuoi vincere ma in fondo sono una persona timida. Quando ero piccolo ero nel mio angolo, anche a scuola. Quando sei un po’ più popolare la gente ti guarda diversamente, hai più fiducia e quindi sei più aperto. Qualche tempo fa ne parlavo con mia sorella,mi chiedeva che vita avessi fatto se non fossi diventato un calciatore. Penso che avrei lavorato in ospedale con mia madre. Sarei stata una persona semplice”.

Sul valore dello sport.
“Lo sport può unire molte culture senza parlare la stessa lingua. Puoi prendere un francese, un giapponese, un italiano, un africano e si capiranno tutti senza necessariamente comunicare. Penso sia questo che permette di riunire anche altre culture, altre persone”.

Il derby?
“È stato perfetto, una sensazione incredibile. L’esultanza con la bandierina? Mi ero già preparato in caso di vittoria ma è una cosa che faccio da molto tempo, già in Germania. Ma nel derby è ancora più importante. Non lo faccio per irritare l’avversario, lo faccio per me e per i tifosi, lo ribadisco”.