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Roma, a Ferragosto super sfida contro il Dortmund

Sarà un’estate infuocata per il mercato e per la preparazione di una stagione che riporterà la Roma a sentire la musichetta della Champions.

Come riferisce il Tempo, il 15 Agosto i giallorossi voleranno in Germania per un’amichevole di lusso.  In attesa di definire la sede del ritiro estivo, che sarà svolto in una tra GermaniaAustria e Olanda, i giallorossi se la vedranno con il Borussia Dortmund al Signal Iduna Park.

Probabilmente quello con gli uomini di Niko Kovac sarà l’ultimo test prima dell’inizio del campionato, previsto nel weekend del 22 e 23 agosto: sembra difficile che Gasp chieda un confronto infrasettimanale subito prima del via. 

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Roma, la Champions vale oro: ecco quanto incasserebbe la società

45,5 milioni sicuri, più tutto il resto. Vale già tanto, tantissimo la gara di domenica contro il Verona: sette anni senza Champions e la possibilità di fare un salto in avanti in termini di competitività. Se ci si aggiunge anche il peso economico, beh di certo non saranno nottate facili per Gasperini.

Oltre alla cifra sicura sopra citata (la Roma sarebbe la squadra che incasserebbe di più di partenza), poi bisogna sommare anche il botteghino delle prime 8 gare che sfiorerà i 15 milioni come proiezione orientativa, i 5 milioni di premi dagli sponsor e altri 2.5 milioni di euro per il piazzamento in quarta posizione in campionato. Un bottino quindi certo di quasi 70 milioni di euro, da poter finalmente inserire a bilancio e rendere così la Roma più sostenibile.

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La Roma va in Europa se… tutte le combinazioni

In questo finale di stagione la Roma ha ancora aritmeticamente la possibilità di centrare la Champions. Come? Ovviamente arrivando quarta e scavalcando Como e Juventus. I bianconeri distano 5 punti (ma realmente sono 6 vista la differenza a favore di Spalletti negli scontri diretti), quindi servirebbero due scivoloni della Juve e che la Roma di fatto le vincesse tutte per centrare la qualificazione alla massima competizione europea.

L’Europa League sicura equivale al quinto posto. Se la Roma, come un anno fa arrivasse quinta sotto la Juventus, sarebbe certa di qualificarsi alla coppa che gioca di più da quasi un decennio. Il sesto posto invece è pericolosissimo: se la Lazio infatti dovesse vincere la Coppa Italia, varrebbe la qualificazione alla prossima Conference League. In caso contrario, quindi di vittoria dell’Inter, allora anche il sesto posto varrebbe la qualificazione alla prossima Europa League.

Nel malaugurato caso in cui invece la Roma addirittura scivolasse al 7° posto, per giocare almeno la Conference, dovrebbe sperare nel successo in finale di Coppa Italia dell’Inter. Nel caso contrario non si qualificherebbe a nessuna competizione europea nella prossima stagione.

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Chi va in Champions? Le previsioni e il rendimento premiano il Como, ma il calendario può dire Roma…

Como, Juventus, Roma e Atalanta. E’ una volata Champions per un solo posto che con il verdetto ultimo che potrebbe essere scritto nell’ultimo turno di campionato.

La formazione di Fabregas è reduce da un andamento e ritmo quasi da Scudetto nelle ultime settimane. Da sesta in classifica ha scalato due posizioni battendo Juve e Roma e raggiungendo la quarta piazza momentanea a quota 58 punti, ma il calendario è più complesso rispetto a bianconeri e giallorossi. Poi c’è l’Atalanta – abituata anche con Gasp a volate clamorose nel finale di stagione – che ha recuperato parecchio terreno e tra due domeniche verrà all’Olimpico.

In base alle previsioni OPTA, la grande favorita per il quarto posto è la formazione comasca. La Roma avrebbe attualmente solo il 9% di possibilità di arrivare quarta. La statistica però è influenzata dal rendimento delle ultime giornate e dai numeri del girone di ritorno. I giallorossi hanno fatto peggio di Juve, Como e Atalanta nelle prime undici giornate del girone di ritorno.

In base alla media punti di questo periodo, il Como raggiungerebbe comunque il quarto posto (75 punti), seguito dalla Juventus (68), Como (67) e quindi i giallorossi addirittura settimi con 62 punti, virtualmente fuori da tutto al momento o al massimo in Conference.

Ma se – da calendario – le quattro squadre dovessero fare i punti dell’andata contro le rispettive avversarie già affrontate un girone fa? Incredibilmente la classifica si ribalterebbe. La Roma chiuderebbe a quota 72 punti in Champions, poi l’Atalanta a 70 quinta, quindi Como 68 e Juve 60 punti al settimo posto, come riferito dal sito ‘panorama.it’.

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Interviste

Gasperini: “Soulè sta meglio. Champions importante solo a livello finanziario. Qui il 1 luglio? Me lo auguro”

Gian Piero Gasperini ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Inter-Roma. Le sue dichiarazioni:

Come arriva la Roma a questa partita?
E se riesce a recuperare Soulé Soulé si è allenato con noi, sta molto meglio anche se chiaramente è stato fuori tanto tempo. Questa settimana era di nuovo lui. Wesley e Koné sono ancora fermi, anche se la situazione di entrambi è più positiva rispetto alla diagnosi

Qual è il primo tema da affrontare per contrastare la crisi del calcio italiano
Non lo so, non esiste un problema unico o qualcosa che possa risolvere tutta la situazione. C’è un sistema che non funziona. Ci sono tanti ragazzini che giocano a calcio, c’è una base enorme, molto più di altri paesi. Ci sono strutture, c’è una storia. Si tratta di un problema strutturale. Andrà affrontato in modo più globale. Il calcio non è solo uno sport, c’è l’aspetto sociale

Considerando l’assenza di Wesley, può essere lma soluzione giusta Rensch per contrastare Dumfries? Rensch ha fatto delle partite molto buone, in altre ha avuto degli improvvisi cali di attenzione. Per domani ci sono due soluzioni, o lui o Tsimikas. C’è anche quella di Angelino che cresce, ma non mi sembra prontissimo per giocare delle partite, ma rispetto a mesi fa ha fatto passi in avanti notevoli

Sulla nazionale, è stato fatto anche il nome di Gasperini Il nome dell’allenatore non è importante in questo momento. Vengono fatti i nomi di tutti. Il problema riguarda un riassetto del nostro calcio. Sono sparite tante squadre, non so se è un bene o un male, erano un serbatoio importante. Non credo che all’improvviso non si sappia più giocare a calcio in Italia. Riguarda tutto il sistema

Dopo le ultime partite si è parlato tanto di confronti tra lei, Massara e Ranieri. C’è ancora unità nel percorso o è cambiato qualcosa?
In questo momento siamo concentrati sul campionato. Ci sono otto partite decisive, noi stiamo lì. Il mio impegno è in modo totale su questo”

Come ha visto la squadra dal punto di vista della condizione fisica. C’è stato un lavoro specifico?
Abbiamo fatto un buon lavoro, con pochi giocatori a disposizione. Le ultime partite sono state giocate molto bene, purtroppo non sono concise con la vittoria. L’unica settimana brutta è stata quella con le due sconfitte consecutive con Genoa e Como. E lì mi fermo, non sono state due partite fortunate.

L’obiettivo della Champions League quanto è importante in prospettiva del prossimo anno per il fair play finanziario? Sono argomenti di cui si parla. Tutti ci auguriamo di arrivare in Champions per un fattore economico, solo per quello. La società sta ragionando su cosa e può fare nella prossima stagione. Ciò che ci si porta dietro dalle precedenti stagioni è qualcosa che pesa e che porterà la società a prendere delle decisioni importanti per affrontare il futuro.

Si sente di aver buttato delle basi importanti per il futuro?
Bisogna vederli alla fine questi conti. La stagione non è finita, siamo dentro a una volata. Fino ad ora sono contento di questa scelta e dell’esperienza. Sono contento per la fiducia che sono riuscito a conquistare con gran parte della tifoseria e soprattutto per il rapporto con la squadra. La squadra è stata la parte importante, è la cosa prioritaria su tutto

Quanto peserà in vista di domani l’aspetto psicologico di chi arriva dalla Nazionale
Riguarda tutte le società che si ritrovano dei nazionali che tornano. Si devono calare di nuovo nel campionato, ma è la forza di questi giocatori, guardare sempre avanti. Entrambe le squadre giocano una partita importante per i rispettivi obiettivi. I margini di errore alla fine sono meno. Siamo arrivati a otto giornate dalla fine, a pari punti con la Juve e a 3 dalla Champions, con alti e bassi nei risultati ma non nelle prestazioni.

In vista degli obiettivi futuri si sente sostenuto dalla società?
Con la proprietà ho un rapporto schietto. La Roma è un’avventura fantastica, nonostante le difficoltà. Per me la priorità è la squadra, il mio obiettivo è di migliorarla tramite il mio modo di vedere il calcio

Il 1 luglio Gasperini sarà ancora l’allenatore della Roma?
Me lo auguro sicuramente che si possa continuare a fare un percorso dove tutte le componenti devono essere soddisfatte. Intanto giochiamo con l’Inter, poi il 1 luglio non lo so vedremo”

Si aspettava di più da Zaragoza?
Sicuramente sì, ci aspettavamo più capacità di avere quelle accelerazioni, come il gol di Malen a Napoli. Però non è mai facile a gennaio. Speriamo possa dare quello che credevamo nel momento decisivo

Lei è ancora convinto come il primo giorno?
Il calcio è sempre così, è una bella scuola di vita. Ti insegna a perdere, a non esaltarti quando vinci. Quello che conta è rialzare la testa quando perdi, la voglia di migliorarsi, ma non solo nello sport anche nella vita

Il futuro di Malen
“Ha convinto tutti, poi ci sono delle valutazioni economiche che deve fare la società. Sul valore del giocatore non c’è nessun dubbio. Questa è una buona squadra, va migliorata ma non smantellata. Se siamo lì abbiamo dei valori. La squadra ha una base molto solida. Ho sentito qualche critica di chi dice che questo gruppo arriva fino al quinto o sesto posto, ma senza di loro come niente puoi finire al dodicesimo o tredicesimo posto. Il gruppo va migliorato per renderlo ancora più competitivo e forte”
Come si pone sulla presenza di bandiere nel club?
Su Conti posso dire solo che è stato un mio grande idolo. Non ho letto niente su un suo addio

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Interviste

Gasperini: “La Roma non è ancora da Champions, primato casuale. Friedkin? Mi ha convinto subito. Mercato di gennaio? Ci credo poco…”

Gian Piero Gasperini ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni de il Corriere dello Sport. Ecco uno stralcio:

Quando hai parlato per la prima volta con la Roma? Ride.
«Domanda di riserva?».

Il primo incontro, su.
«Con la Roma? Con la proprietà… A Firenze».

E prima? Si può dire, dài!
«Prima con Claudio (Ranieri, .nda). Ha iniziato lui a contaitarmi un bel po’ di tempo prima. Non so se fosse dicembre. Era ancora tutto nella fase em-rionale, lo non sapevo cosa avrei fatto a giugno.,. Avevo intuito che sarebbe stato anno a Bergamo».

Cosa o chi ti ha convinto?
«Il fatto che a Roma c’è una passione incredibile. lo credo che in questo momento, in Italia, Roma sia insieme a Napoli il posto più appassionato e appassionante. E forse Roma anche più di Napoli, perché Napoli ha vinto. Dove c’è più fame di calcio, più voglia di fare risultati, dove c’è un amore verso la propria squadra così profondo, viscerale, io stimolo è elevatissimo. Inoltre è un bel momento per gli stadi italiani che si sono nuovamente riempiti».

Non hai mai fatto niente per renderti simpatico alle tifoserie avversarie. Anche alla Roma non eri amatissimo.
«Non pesavano gli episodi, andavi a Firenze era cosi, a Milano idem. Torino, Napoli, Bologna, mai avuto sconti da nessuno. LAtalanta ha tolto tanto a tanti e quindi era naturale che fosse accempagnata da antipatie diffuse»,

Dici Gasparini e pensi subito all’uno contro uno, a un calcio di duelli. Sei cambiato o no? E, se si, dove?
«Al Genoa iniziai così, nella Primavera, poi a Crotone in C, Genoa in B, it seguito in A e in Europa. La vera consacratone l’ha avuta proprio in Europa dove il mio è stato riconosciuto come un calcio effica-ce, di qualità, mentre in Italia è sempre stato abbastanza osteggiano pur se amato fortemente nei posti in cui allenavo. Ancora adesso a Genova e Bergamo conservano ot-timi ricordi. Brutto carattere, dicevi. Otto anni al Genoa, nove a Bergamo. Non mi hanno trovato cosi insopportabile».

Hai apportato delle correzioni però.
«Assolutamente sì. La vera maturazione l’ho avuta a Bergamo. Giocare in Charnpions e più in generale in Europa, ti migliora».

Una crescita che deriva dal confronto con altre realtà dl livello?
«Guarda che le novità, le cose da riprendere e assimilare le puoi trovare anche in squadre non di prima fascia. Ormai è chiaro che si lavora sui particolari, il grosso del mio modo di giocare e stare in campo è abbastanza conosciuto. Devo dire che ha fatto scuola».

Un altro dei tanti luoghi comuni che ti circondano ri-guarda i giocatori da non acquistare quando provengono dalle tue squadre. Chissà cosa gli fanno a Bergamo, quali stregonerie si saranno inventati. C’è anche chi sospettava che vi dopaste.
«Stai scherzando?».

No: riporto voci.
«Chi ha soltanto pensato una cosa del genere ha offeso una società, il sottoscritto, uno staff e un gruppo di giocatori, il loro lavoro. Quando non si sanno trovare le risposte si ricorre alle maldicenze e alle peggiori fantasie. Noi siamo sempre stati puliti. lo credo nel rispetto delle regole dello sport. Il doping lo combatto da sempre… Sul campo odio le simulazioni. Detesto ogni forma di sotterfugio, gioco sporco. Sono tutti attentati allo sport che amo più, che tutti quanti amiamo e consideriamo parte della nostra vita. Per questo mi incazzo spesso. Una cosa è l’abilità tecnica, altro la furbata, la simulazione. La ricerca del dribbling in area per andare a prendere il rigore rientra nel campo delle abilità… E poi non sopporto il Var che mi allontana dal calcio per come l’ho sempre inteso».

Appartieni alla sottospecie dei tecnici lamentosi.
«Mai lamentato. Ho sempre denunciato».

Anche all’interno della società? Quando le cose non andavano bene, quando c’erano cose che non ti garbavano?
«Io dico le cose che penso. se per me una cosa è sbagliata è sbagliata. Oppure se la penso diversamente».

Cosa ti ha colpito maggiormente in questi primi mesi romani?
«Giocatori e la squadra, soprattutto i giocatori».

Anche questa Roma non è una porzione intera. Non sono arrvati Fabio Silva, Sancho,Rios…
«Parlo di quelli che ho trovato. Mi hanno veramente dato credito, disponibilità. Indipendentemente dalle situazioni che vivono. Questa è una squadra che ha giocatori in scadenza, in prestito o di prossima uscita. C’è una bella compattezza, tutti sentono la responsabilità di giocare in una piazza importante».

Gian Piero, come si può iniziare un percorso di crescita se la squadra presenta tante variabili contrattuali?
«Guardando al presente. Purtroppo in questo momento non siamo nella condizione di pensare al futuro, il futuro è ancora da disegnare. E allora viviamo di presente. E il presente è quello che ci sta portando ad af-rontare due partite con grande serietà, con grande voglia di giocarle. Sappiamo di ave-re tanta gente dietro così appassionata e questo spiega in parte l’ottimo inizio».

Quindici punti in sei partite, alcuni dicono che hai avuto culo.
«Quello non fa male. E una bella dote, devo dire che ci sono state altre squadre che hanno ribaltato o vinto partite nei minuti Finali. Nella sconfitta non siamo stati fortunati, in alcune vittorie, si. Però è una cosa abbastanza comune».

Hai recuperato giocatori che arano dati in partenza, penso a Hermoso, allo stesso Pellegrini Ma non sei ancora riuscito a “liberare i due centravanti?
«Come no? lai recuperiamo sasolutamente. Mi spiace solo che Dovbyk sia andato via con la nazionale».

Che tipo di blocco frena lui e Ferguson?
«Dovbyk lo vedo in crescita, in crescita fisica. è la cosa più importante perché lui è un giocatore essenzialmente di forza, sia per struttura sia per caratteristiche tecniche, e per rendere deve stare molto bene. Vorrei portarlo a una condizione ottimale, alla convinzione di riuscire a far valere i suoi mezzi. Lavoriamo in quella direzione, A Firenze ha fatto bene. Bisogna trasmettergli grande fiducia e senso di appartenenza, deve sapere che la squadra è con lui».

Ritrovi Bailey e Dybala sembra che stia benino.
«Sul nostro attacco si è detto tanto, ma abbiamo fatto due gol domenica, a Firenze. E evidente che fino ad oggi Dvbala, Pellegrini e Bailey ci hanno dato due mezzi tempi in tre. Recuperandoli, la nostra qualità aumenterà sensibilmente. La qualità di Dybala è veramente da top. Pellegrini è un giocatore di assoluta valore. E Bailey ci darà una grossa mano. Siamo stati un po” sfortunati con Bailey. Con quei tre e Dovbyk avremo un altro spessore. Perché nel calcio il tutto è valorizzato dal gioco d’attacco».

E a gennaio, naturalmente, grandi acquisti. Concedi mi la battuta.
«Questo non lo so. Io al mercato di gennaio non ho mai creduto molto. È lo scambio delle figurine. No, non voglio dire proprio questo, sono stato ingeneroso, però a gennaio, di so-lito, passano da una squadra a un’altra giocatori che magari erano fermi da un po’. Puoi migliorare un pochino, ma difficilmente fai delle operazioni che stravolgono i contenuti della squadra o imprimono una svolta importante. A me almeno non è mai successoia

Dan Friedkin ti ha fatto un elogio pubblico enorme eppure vi conoscete poco. Gli parli spesso?
«Ci scriviamo. I Friedkin mi hanno conquistato al primo incontro quando ho capito che, a parte la forza degli imprenditori, riconosciuta a livello mondiale, hanno una grande passione per il calcio. La cosa migliore che posso fare per la Roma, consolidare il rapporto tra loro e la città. Perché è difficile trovare nel mondo del calcio una proprietà così generosa, no?».

Stai cercando di coinvolgerli maggiormente?
«Credimi, lo sono già, e non poco. Altrimenti la Roma non decollerebbe».

Come andiamo con l’inglese?
«Sono tradotto molto bene da Claudio».

A voler essere realisti, la tua squadra non è da Champions.
«Non lo è. questo aumenta il merito, no? Il merito di questi ragazzi. E nel frattempo é chiaro che ci auguriamo di crescere, lo sappiamo anche noi che il nostro primato è abbastanza casuale. Le partite le abbiamo giocate però, non è che ce le ha regalate nessuno. Adesso iniziano gli scontri diretti, ci si misura con le realtà più importanti, però è vero che questa squadra può migliorare, ha dei margini notevoli».

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Roma sicura di giocare le coppe: gli ultimi 90 minuti per centrare l’Europa League o la Champions

La penultima giornata di campionato non ha ancora regalato verdetti definitivi. I pareggi di Inter (2-2 contro la Lazio) e del Napoli (0-0 a Parma), lascia lo Scudetto nelle mani dei partenopei ma si deciderà tutto nel corso degli ultimi 90 minuti.

In chiave Champions la Juve batte l’Udinese e resta davanti al gruppone delle squadre in lotta per la Champions a quota 67 punti. Segue a ruota la Roma a 66, con la Lazio a 65. Staccate Fiorentina e Bologna a 62. 

A questo punto i giallorossi sono già sicuri di giocare almeno la Conference, con ampie possibilità di giocare l’Europa League se i giallorossi manterranno il vantaggio sulla Lazio. In caso di successo a Torino e di pareggio o sconfitta della Juve, la Roma sarebbe qualificata alla prossima Champions.

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Bologna in Europa League diretta e ora è corsa a 5 con un posto in meno

180 minuti e tutti i verdetti del campionato di Serie A saranno finalmente scritti nero su bianco. Uno dei tornei più incerti e folli dell’ultimo decennio almeno.

Dallo Scudetto alla zona retrocessione è praticamente tutto ancora in ballo. Chi non ha più nulla da chiedere a questo campionato sta comunque onorando i suoi impegni, chiedere al Napoli di Conte fermato dal Genoa già salvo da un pezzo.

Il Bologna ieri sera ha scritto un verdetto storico: dopo 51 anni è tornato a vincere un trofeo, la Coppa Italia, che vale un altro risultato importante. Per il secondo anno consecutivo i felsinei giocheranno nelle coppe europee. Lo scorso anno fu la Champions, quest’anno è l’Europa League con sguardo ad un quarto posto che resta però complicatissimo da raggiungere visto che davanti a sè, la formazione di Italiano, ha tre squadre: Juve, Lazio e Roma, in ordine attuale di classifica.

Se il campionato finisse oggi, i giallorossi sarebbero sesti e in Conference, perchè la vittoria del Bologna, sfila un posto alla qualificazione diretta alla prossima Europa League tramite piazzamento in campionato.

La Roma vincendo entrambe le partite che le restano, avrebbe però una serie di certezze: arriverebbe davanti a Milan, Fiorentina e Bologna, quindi come minimo qualificata alla prossima Conference (già vinta nel 2022), salvo scivoloni di Lazio e Juventus.

In caso di arrivo a parimerito con i biancocelesti, immaginando i bianconeri quarti, la Roma sarebbe quinta in virtù degli scontri diretti. In caso di arrivo a tre, come noto, la Roma sarebbe in Champions. Solo con la Juve i giallorossi ad oggi sarebbero sfavoriti da una differenza reti che vede la formazione di Tudor in vantaggio di 3 reti su quella di Ranieri.

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Roma, senza Champions via Svilar? Il club non ha nessuna intenzione di cedere il belga

NEWS RS – Nonostante le parole di Claudio Ranieri, che da vero e proprio manager, sabato scorso ha sottolineato in diretta a domanda precisa la volontà della Roma di costruire una programmazione, anche in termini di investimenti sul mercato, che sia la medesima con o senza la qualificazione alla prossima Champions League, su alcuni organi di stampa prima e dopo la conferenza di Sir Claudio, si adombra nuove nubi sulla prossima estate giallorossa.

Questa mattina la Repubblica nello specifico torna alla carica, sostenendo che senza i ricavi Champions (circa una sessantina di milioni sicuri potenzialmente a crescere in base ai risultati sportivi), la Roma sarà costretta a sacrificare almeno un big e il primo della lista sarebbe Mile Svilar, con il quale non è stato ancora trovato l’accordo sul rinnovo di contratto.

Dal club però filtra una secca smentita in merito a questa ipotesi: la Roma non ha nessuna intenzione di cedere il belga, considerato pilastro del presente e del futuro tecnico della formazione giallorossa. Lo stesso Ghisolfi a margine del match contro l’Atalanta aveva utilizzato proprio una frase similare: “Svilar è il futuro della Roma”.

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Ranking UEFA, la Roma ancora nella top 10

La stagione europea della Roma dopo un quinquennio è stata certamente più magra di soddisfazioni e risultati. Lo straordinario percorso inaugurato con Fonseca e proseguito soprattutto con Mourinho fino all’avvento di De Rossi ha portato i giallorossi a scalare la classifica del Ranking UEFA per club fino al posto più alto di sempre: il 5° con cui i giallorossi hanno iniziato questa stagione.

Decisive sono state le quattro semifinali consecutive, la vittoria della Conference a Tirana e la finale d’Europa League a Budapest. I parziali risultati, in termini di vittorie e di piazzamento finale nell’ultima edizione dell’Europa League, ha fatto decrescere la Roma di quattro posizioni.

Con 104.500 punti i giallorossi sono infatti noni, in coabitazione col Chelsea che farà però uno scatto in avanti grazie alla finale di Conference che sarà conquistata giovedì prossimo.

La Roma attualmente sarebbe sicura del primo o del secondo posto nella prima fascia della prossima Europa League e compete ancora per entrare nelle prima fascia della prossima edizione della Champions, qualora dovesse strappare il pass da quarta in classifica.