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Smalling: ”Abbiamo vinto per essere sicuri che i tifosi avessero qualcosa per cui essere orgogliosi”

Smalling ha commentato la vittoria della Roma (5-2) contro il Milan nell’amichevole disputata a Perth. Di seguito le sue parole.

È stato un bello spettacolo. “Siamo contenti, ci sono tanti gol e una bella partita. È stata una bella giornata”.

Com’è stato essere a Perth? “È stato breve, solo un paio di giorni, ma ce la siamo goduta. Una grande esperienza giocare davanti ai nostri tifosi così lontano da Roma”.

Ora cosa succede? “Ora è il momento di fermarci, ci sono gli europei, c’è la Copa America. Ci ricaricheremo per la prossima stagione”.

Cosa volevate da questa partita? “Ovviamente non c’erano punti o una coppa in palio, ma volevamo essere sicuri che i tifosi avessero qualcosa per cui essere orgogliosi. È stato un bello spettacolo, con tanti gol”.

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Italia, Spalletti: ”Fagioli scelta tecnica. Difenderemo a 4 e costruiremo a 3. Donnarumma capitano”

Luciano Spalletti ha risposto alle domande dei giornalisti in vista del raduno a Coverciano. Di seguito le dichiarazioni del ct degli Azzurri in conferenza stampa.

“Oggi faremo una foto con lo slogan con la scritta: ‘L’azzurro ci unisce – Sempre’. Riguarda tutti i convocati e venti bambini/e con tutte le maglie delle 20 squadre di Serie A, è un ringraziamento ai club con cui subito mi sono trovato molto bene. L’Italia è di tutti, l’azzurro è di tutti. Ci unisce in un unico sentimento, sempre, è una passione, è una maglia unica quella azzurra”.

Cosa perde l’Italia senza Acerbi e Zaniolo? Cosa guadagna con Fagioli? Può rappresentare ciò che rappresentò Paolo Rossi nel 1982?
“Quando siamo in Nazionale si fanno ragionamenti differenti, siamo sempre convinti di poter star bene perché possiamo andare a pescare in tanti elementi, in tanti calciatori. Se ci facciamo subito il problema di ciò che ci manca si comincia male, abbiamo a disposizione tutto ciò che ci vuole per fare bene. Fagioli innanzitutto è una scelta tecnica, poi per il resto sono due storie un po’ differenti rispetto a Rossi. Fagioli ha quella qualità, quell’estro… Gli manca la scocca, lo scontro fisico, ma l’ho convocato per avere a disposizione più cose che ti facciano gestire la partita, il tentativo di trovare più cose per avere la palla noi. Poi il campo valuterà se abbiamo fatto la scelta giusta o quella sbagliata, il ragazzo nell’ultima intervista rilasciata ha detto delle bellissime cose. Ho parlato con lui il giorno della finale di Coppa Italia a Roma, ho avuto fortuna che ci fosse la Juventus così da poterci parlare e mi ha fatto un’ottima impressione. Penso che meriti anche un po’ di comprensione, non ha scommesso sulle sue cose ma perché in preda a un momento di difficoltà e non ce la faceva a difendersi da questa tentazione. E’ stata puramente una scelta tecnica. Zaniolo è un giocatore che a me sembra forte, ma quello che vedo in Zaniolo spero di ritrovarlo in altri calciatori”.

Quali criteri sui tagli e sul Capitano?
“I criteri saranno di continuare a guardare quello che ci necessita tenendo conto di tante cose, abbiamo voluto portare 2-3 calciatori in più proprio per avere la possibilità di sostituire la sorpresa. Non è detto che siccome è andato fuori Acerbi, un giocatore con esperienza e che fa parte di un blocco squadra che può darci qualcosa, va fuori per forza un centrocampista o un attaccante. Di difensori siamo in diversi, possono uscire da qualsiasi reparto. Sarà una scelta difficilissima e dolorosissima per come sono fatto io, ma fa parte del ruolo. Per me lasciare la gente fuori mi uccide, mi dà un fastidio enorme. Io ormai ho un’età che mi porta ad emozionarmi. Il Capitano rimane Donnarumma, poi valutiamo giorno dopo giorno, si possono modificare delle cose ma per ora resta Donnarumma”.

Come vorrai giocare?
“Noi prima di tutto vorremmo fare qualcosa di non rigido, abbastanza libero. Dare questa possibilità di libertà di espressione al talento dei giocatori e al contempo avere una squadra organizzata. Più imprevedibilità c’è, più sorpresa diventa per i nostri avversari. Vorremmo saper fare un po’ tutte le cose, perché poi qui a Coverciano ci insegnano che i sistemi di gioco non sono più così rigidi, non lo sono mai stati. Giocheremo contro squadre che giocano 4-2-3-1 o 4-3-3, non si può regalare un uomo a centrocampo: tenteremo di difendere a quattro, di costruire a tre. Si vede che le squadre ora più forti sanno avere questa relazione, questa imprevedibilità nell’andare a prendere le zone in campo. Siamo tutti un po’ costruttori e tutti un po’ difensori”.

Che Scamacca ritroverà?
“Secondo me chi ci ha lavorato e ha costruito qualcosa di differente è Gasperini. Avendolo lì disponibile tutti i giorni, avendoci a che fare tutti i giorni diventa più facile. Io ho bisogno di vedere soprattutto quello che è un sacrificio, quelli che sono dei valori su cui siamo stati educati in generale. L’Italia è un popolo di gente abituato a lavorare, a sacrificarsi. Scamacca per certi versi non mi era piaciuto e per questo a marzo l’ho lasciato fuori, se uno non dà più del massimo diventa difficile esibire un confronto contro le più forti. Poi però ha fatto vedere questa crescita, i gol, più continuità rispetto alle altre volte e anche l’Atalanta ha beneficiato molto di questa sua nuova disponibilità. Io le volte precedenti lo avevo convocato perché Scamacca ha un po’ tutto. Ma è un po’ pigro, bisogna perda un po’ di pigrizia. Magari l’ha persa… Siamo tutti contenti di vedere ciò che ci metterà a disposizione. Io l’ho fatto giocare due volte, sono il primo ad essere felice di quelle che saranno le sue prestazioni”.

Cosa hai detto alla squadra stamattina? Quali sono le differenze tra Fagioli e Ricci?
“Ci sono cose che sono molto simili, a me Ricci mi sembra molto cresciuto nel modo di giocare grazie al Torino, ha quella vampata di andare addosso all’avversario, cerca il contatto fisico e la spallata per contendere la gestione di un pallone. Ultimamente nella sua squadra è stato usato per andare addosso al mediano avversario, mentre Fagioli è più classico. E’ talmente delizioso quando ha la palla tra i piedi, vede cose che non vedono gli altri. Tutti e due sono due giocatori forti. Alla squadra stamattina ho detto che una cosa dovevamo averla chiara, dobbiamo rendere chiaro a tutti il nostro orgoglio di vestire la maglia azzurra perché è la maglia in cui si riconosce un Paese intero. Dobbiamo far vedere che sì, facciamo un mestiere dove ci sono molti privilegi, ma dobbiamo far vedere che si lotta tutti insieme per la stessa causa. Vestire la maglia dell’Italia è una meravigliosa possibilità che abbiamo per moltiplicare le attese e le emozioni di chi ci segue. Ciò che diventa fondamentale è che dobbiamo fare la promessa a tutti gli italiani che saremo degni della fortuna che ci è toccata, questo noi lo dobbiamo far vedere bene. Dobbiamo mostrare di essere degni di vestire questa maglia. Poi da ultimo ha chiuso il campione che abbiamo qui, ovvero Buffon, e quello che vi ha detto ve lo dirà lui dopo. Ha fatto un discorso molto bello raccontando un episodio che l’ha riguardato”.

Folorunsho, Orsolini, Frattesi… giocheranno loro a destra? Chiesa giocherà a sinistra?
“Folorunsho è già in quella zona di campo a destra. Frattesi è uno che ci arriva lì, ma anche lui ha finalizzazione e gol. Folorunsho ha anche la botta da fuori, la scocca, lui è più trequartista, un giocatore per questi mezzi spazi, mentre Frattesi è più centrocampista. Orsolini? In questi giocatori non siamo stati molto fortunati su questi esterni alti, ci sono stati diversi infortuni, in qualche caso è mancato l’apporto. Chiesa sa giocare da tutte le parti, è quello che ha la vampata e la botta della fucilata nella notte, quando non sai da dove è arrivata. Può giocare anche a destra, può stare dentro anche se lui preferisce stare più esterno. Per quanto mi riguarda Chiesa va isolato, non gli va portato troppo traffico intorno perché è negli spazi dell’uno contro uno che lui ha davvero la qualità cattiva con le sue vampate”.

Difficile convincere Frattesi a non essere un titolare?
“Merita assolutamente una maglia più di Barella, Pellegrini o Cristante? Lui in campionato ha beneficiato della forza della sua squadra, lui oltre a tanti meriti deve migliorarsi dal punto di vista tecnico e di pulizia di gioco. Poi è giocatore da sbattimento forte, di grande disponibilità. Lui fa parte di questo gruppo, ma poi non è detto che io gli debba dare per forza la maglia perché ha fatto sei gol con l’Inter”.

Come si è passati da Bonaventura è il nostro Bellingham alla sua mancata convocazione? La stanza dei giochi comuni ci sarà già qui a Coverciano?
“Bonaventura è un altro di quelli che mi piange il cuore averlo lasciato fuori, ha una qualità e una squisitezza incredibile. Però poi debbo stare attento anche ai momenti che stanno attraversando alcuni calciatori, a ciò che mi manca in questa squadra in modo complessivo. Secondo me Bonaventura ha più cose di Bellingham da un punto di vista di qualità, da un punto di vista tecnico. Io sto con lui, sono sempre con i miei. Però poi Bellingham l’abbiamo visto, per la sua forza e per la sua forza mentale. Bonaventura le qualità tecniche le ha ma in questo momento l’ho visto un po’ col fiato tirato e ho visto che da un punto di vista di composizione di squadra e di rosa potevo aver bisogno di altre cose. Però rimane un giocatore nella nostra cerchia. La stanza dei giochi? La stiamo allestendo, è quasi finita. Noi dobbiamo toglierci la noia di essere benestanti, di avere tutto sistemato e tutto apposto. A volte bisogna dirle le cose ai figli, altrimenti prendono dei vizi che sono sbagliati. Questo può essere un modo di andare a impiegare del tempo. Dobbiamo essere preparati al meglio, fare il nostro massimo perché poi anche se le cose non vanno bene sono esente da colpe, c’è solo quello più bravo di noi. Non debbo per forza essere sacrificato se perdo una partita, difendermi, perché ho fatto tutto in maniera corretta. In questi giorni si diceva della differenza tra vincere e perdere, è sempre la stessa cosa: non c’è vincente o perdente, fallito o vincente. Se uno fa le cose in maniera corretta ti viene poi riconosciuto di esserti battuto al meglio, in maniera leale. Vittoria e sconfitta è sempre lo stesso personaggio che ti porta via dalla realtà, non ci sono solo queste due cose qui ma il tentativo di far sentire tutti importanti, di essere tutti protagonisti di una cosa bellissima, di una festa sportiva che andremo a vivere. A me già batte il cuore per ciò che andremo a vivere ed è bene reclutare quante più persone è possibile per essere più forti. A me basta vedere la gente felice, la gente che organizza la propria vita in base all’amore per la propria squadra. Noi vogliamo che, al nostro ritorno, la gente possa essere soddisfatta di noi e l’Italia vuole far toccare con mano questa situazione”.

Qual è l’aspetto che ti intriga di più in vista dell’Europeo?
“Sono tutte queste emozioni che saremo costretti a subire, tutte queste belle cose, bei pensieri, che la gente ha su di noi. Vedere se siamo in grado di meritare tutto ciò che ci attribuiscono le persone. Questa è la cosa che mi emozionerà di più, oltre al giocare una competizione dove ci si va a confrontare col meglio del calcio continentale”.

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Stadio Roma: il TAR boccia il ricorso dei proprietari degli immobili di Pietralata

Altre novità per lo Stadio della Roma a Pietralata. Come riportato dall’ANSA, il Tar del Lazio ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni proprietari di unità immobiliari nell’area dove dovrebbe sorgere l’impianto giallorosso. La Roma veniva accusata di “non aver dichiarato di possedere i requisiti soggettivi previsti dal ‘secondo’ codice dei contratti pubblici in tema di finanza di progetto, né Roma Capitale, prima di dare corso agli atti impugnati, li ha comunque verificati, con conseguente invalidità della proposta di cui allo studio di fattibilità presentato dalla As Roma e illegittimità, in via derivata, degli atti adottati dall’Amministrazione”.

La Roma considerava il ricorso infondato e il TAR ha dato ragione al club giallorosso, spiegando come i ricorrenti “non hanno fornito prova alcuna del titolo di proprietà asseritamente vantato sugli immobili siti in Roma, via della Ruta” e “la prova del titolo giuridico sottostante è condizione per fare ritenere sussistente la condizione di vicinitas rispetto alla località in cui il progetto in questione potrebbe essere realizzato. I giudici hanno ritenuto fondato anche “il rilievo relativo alla carenza di interesse ad agire, in particolare sotto il profilo dell’attualità dello stesso. Spetterà al progetto definitivo, ancora da presentare a cura di As Roma quale soggetto promotore, la compiuta perimetrazione dell’area interessata dal progetto, anche per le implicazioni di carattere espropriativo se le aree dei ricorrenti dovessero essere toccate dallo stesso progetto”.

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Bruno Peres: ”De Rossi diventerà un grande allenatore. Roma esperienza bellissima”

Bruno Peres, ha rilasciato un’intervista a Tuttomercatoweb in cui ha parlato anche della sua esperienza a Roma. Di seguito le dichiarazioni del ex terzino giallorosso.

A Roma ci sono state più difficoltà
“Una piazza complicata ma le persone ti amano da morire, hanno un rispetto e affetto enorme. Dopo due anni a Roma sono voluto ritornare in Brasile perché papà e mamma avevano dei problemi e ho deciso di stare vicino a loro, non potevo lasciarli da soli. Sarei potuto tornare anche al Torino, mi chiamò Petrachi, fu lui a volermi alla Roma. Per me è stata una bellissima esperienza e ogni volta che ho la possibilità di tornare sono sempre belle parole e grandi abbracci. Mi vogliono bene e questo non lo posso dimenticare. Quando posso seguo ancora i giallorossi, fuso orario permettendo”.

Il tuo ex compagno di squadra De Rossi intanto è diventato proprio allenatore della Roma.
“Daniele era già un allenatore in campo, amava le responsabilità. Mi fa piacere vederlo alla guida della Roma, perché è sempre stata una persona umile e intelligente, con grandi idee. Sta facendo molto bene e secondo me crescerà tanto perché aveva questo in testa. Diventerà un grandissimo. Certo, mi fa un certo effetto vederlo in questo ruolo avendo condiviso con lui lo spogliatoio”.

Rimpianti?
“Non aver segnato nel derby della Capitale”.

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Milan-Roma, oggi alle 13:00 l’ultimo atto in Australia: probabile formazione e dove vederla

Oggi alle ore 13 (le 19 in Australia) la Roma affronterà il Milan in amichevole a Perth. La partita sarà visibile su RomaTv+ e sull’app ufficiale dei rossoneri. Sugli spalti è prevista una grande cornice di pubblico con quasi 60mila biglietti venduti.

Ecco la probabile formazione giallorossa:

Svilar, Llorente, Smalling, Huijsen; Karsdorp, Bove, Aouar, Angelino; Baldanzi, Dybala, Abraham

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Amichevole Roma-Milan a Perth: attesi 60mila tifosi all’Optus Stadium, battuto il concerto di Taylor Swift

C’è attesa per l’amichevole a Perth tra Roma e Milan in programma domani alle ore 13.10 italiane. La partita andrà in scena all’Optus Stadium e sono attesi addirittura circa 60mila tifosi. Superate le presenze registrate durante il concerto della nota cantante Taylor Swift. All’evento del 2018, infatti, si presentarono 48mila spettatori.

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Mancini: ”Sogno di vincere altri trofei con la Roma”

Gianluca Mancini ha rilasciato un’intervista a ‘Betssonn Sport’ in cui ha raccontato la sua esperienza nella Roma. Di seguito le parole del difensore giallorosso.

Come ti descriveresti in una parola?
“Una parola non basta, però… generoso”.

Come è stato passato passare da centrocampista a difensore?
“Semplice, quando sei piccolo fai tanti ruoli. Ci sono stati allenatori che mi hanno preferito in difesa ed è andata bene”.

Chi ha avuto un impatto significativo sulla tua carriera?
“Gasperini. È stato il mio primo allenatore in Serie A. Mi ha fatto capire come ci si deve allenare in settimana, ad andare forte e che per restare ad alti livelli bisogna essere perfetti fuori dal campo. Oltre a situazioni tattiche che ti fanno crescere particolarmente soprattutto da giovane”.

Come ti sei adattato a Roma?
“Molto bene, fin dal primo giorno. Me la sono sentita subito mia. Roma è stupenda, sono stato felice fin da subito”.

Avversario più forte che hai affrontato?
“Higuain”.

Cosa hai pensato all’arrivo di De Rossi?
“Un mix di emozioni. Avevamo già lavorato in Nazionale, lui era collaboratore ma già si capivano le sue intenzioni da allenatore. Siamo stati subito entusiasti di lavorare con lui”.

Riesci a goderti Roma?
“Sì. Quando posso cerco di godermela con la famiglia. Andiamo a fare delle passeggiate in centro”.

Hai un ricordo con i tifosi in particolare?
“Di ricordi in questi cinque anni ce ne sono tantissimi. Ogni giorno il tifoso della Roma ti riempie di tutto. A Trigoria, in trasferta, per le vie della città. Ho sempre ricordi belli, non uno in particolare. L’affetto che ci danno è un qualcosa che ci conferisce carica e ci emoziona allo stesso tempo”.

Un aneddoto su Tirana?
“Una serata emozionante. Se chiudo gli occhi penso alla liberazione dopo il triplice fischio. Per tanti era la prima finale europea. Eravamo sereni ma emozionati. Dopo il fischio ci siamo liberati di tutto. Di aneddoti ce ne sarebbero tantissimi, da scriverci un libro. Magari, io e Spinazzola mentre ci scolavamo una birra in mezzo al campo”.

Qual è il sogno che non hai ancora realizzato e che speri di realizzare in futuro?
“Vincere la prossima partita. Per il futuro, vincere altri trofei con la maglia della Roma”.

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Pinto: ”Fonseca merita di andare al Milan. È un allenatore che valorizza i calciatori”

Tiago Pinto ha rilasciato un’intervista a Gianluca Di Marzio in cui ha parlato dell’ex allenatore giallorosso Paulo Fonseca. Di seguito le dichiarazioni dell’ex ds della Roma, ora al Bournemouth.

Fonseca al Milan?
“Vedo questo trasferimento in Italia come un’opportunità che si merita. Paulo Fonseca ha fatto un lavoro incredibile al Lille, in un periodo di cambiamento della squadra che, al suo arrivo, aveva perso metà dei suoi giocatori. È riuscito ad avere due anni spettacolari con grandi risultati, con una grande campagna europea, ma soprattutto con un piano di gioco molto attrattivo che è stato elogiato da tutti. Ecco perché, al giorno d’oggi, venire in un club come il Milan è qualcosa che merita davvero. Subito i tifosi e la gente del club sentiranno che ha un’impronta molto forte sul gioco che vuole fare. E sono assolutamente certo che le cose andranno bene. Il club è anche una grande società, organizzata, con molte persone competenti, una buona squadra, grandi tifosi e penso che abbia tutto per funzionare”.

Come è il calcio di Fonseca?
“Le squadre allenate da Paulo Fonseca hanno sempre avuto una grande identità: un calcio d’attacco e dinamico. È anche un allenatore noto per la sua capacità di valorizzare i giocatori, soprattutto i giovani, in ogni club. I giocatori sono migliorati, cresciuti e maturati con il suo metodo di lavoro. E poi è davvero un essere umano con valori e qualità umane superiori. Questo lo rende un allenatore con cui è relativamente facile lavorare per un direttore o un presidente, o a seconda della struttura che hanno i club”.

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Souloukou: ”I Friedkin vogliono crescere sul lungo termine e posizionare la Roma ai vertici del calcio”

Lina Souloukou, a margine dell’European Globe Soccer Awards, ha parlato del progetto della Roma e si è soffermata sulle ambizioni dei Friedkin. Di seguito le dichiarazioni della CEO giallorossa.

“Con un grande investimento e impegno da parte della famiglia per crescere sul lungo termine e posizionare la Roma ai vertici del calcio italiano ed europeo. Dalle mie origini, quindi l’Olympiakos e il Nottingham Forest, ho avuto la fortuna di vivere queste esperienze con modelli diversi, con due club, due società che stanno vivendo importanti collaborazioni a tutti i livelli, sia in termini calcistici che business e finanziario. Questo ha portato un incredibile percorso come club, con l’Olympiakos siamo arrivati in Champions e il Nottingham in Premier”

Lina Souloukou suo passato all’Olympiakos: “All’inizio è stata fatta una valutazione prettamente sportiva: l’Olympiakos è diventata redditizia durante il Covid grazie ai successi vissuti. Questa sera giocherà la finale di Conference League, credo che sia un modello, non solo teorico ma concreto. Non è bianco o nero, giusto o sbagliato, l’importante è essere pragmatici, continuare a fare quello che stiamo facendo, ci sono 300 club in tutto il Mondo che sono basati sulle multiproprietà, un terzo di queste sono in Europa, in campionato come Belgio e Portogallo. Ci sono molte cose positive che, come settore, possiamo fare nostre”.

Lina Souloukou sulla famiglia Friedkin e le multiproprietà.

“Noi siamo un gruppo diverso rispetto al City Fooball Group, non siamo nati con il calcio, operiamo in molti settori diversi, ma la famiglia Friedkin ha sempre pensato allo sport e con l’acquisto della Roma l’approccio è cambiato. Ed è arrivato anche il Cannes. Quello francese è un mercato interessante anche per far crescere i giocatori, visti pure i limiti che abbiamo in Italia sull’ingaggio di extracomunitari. Anche su questo fronte può essere un beneficio. Io ho vissuto anche l’esperienza di Olympiacos e Nottingham Forest, la sinergia ha permesso a entrambi di fare un grande percorso, con l’Olympiacos che ha vinto tre campionati e il Nottingham promosso. Quello delle multiproprietà è un modello che ormai esiste, è già sotto gli occhi di tutti, dobbiamo essere pragmatici: più di cento club rientrano in questo concetto, un terzo si trova in Europa. Di certo ci sono tante cose che possiamo ancora sviluppare e migliorare, ma questo è uno scenario in crescita e credo che la tendenza non si fermerà presto: è in grado di attirare investitori perché la presenza di più club mitiga i rischi. Tra l’altro penso che se il calcio italiano sta andando così bene negli ultimi anni il merito sia anche delle proprietà straniere che ora guidano il 15% dei club. Quello che prima veniva vissuto come una possibile criticità è oggi un vantaggio, l’importante è rispettare i principi del calcio”.

Cessione della Roma?
“Vorrei ribadire con la massima chiarezza un concetto, affinché non vi siano speculazioni: la nostra proprietà non ha alcuna intenzione di vendere e il suo è un impegno a lungo termine. UEFA e ECA accanto agli altri stakeholder hanno lavorato per dare maggiore chiarezza, ponendo limitazioni a questo tipo di strutture e definendo i pilastri attorno a cui operare. Cosa che favorisce gli investimenti nel calcio. Il messaggio è chiaro: queste sono le regole inserite all’interno di un quadro normativo e attorno a questo è possibile delineare un business plan. Il mercato europeo esercita una forte attrazione per diversi motivi”.

Calcio femminile?

“Il mercato europeo esercita una forte attrazione per diversi motivi. Ovviamente l’obiettivo è quello di crescere in varie direzioni, e in questo senso il calcio femminile è molto importante. In Italia siamo soltanto agli inizi: 3-4 anni fa il calcio femminile non era neppure professionistico. C’è grande voglia di calcio femminile. Abbiamo scuole calcio con lo stesso numero di tesserati uomini e donne. È un movimento in forte espansione: un bacino di utenza enorme e pertanto enormi opportunità. Anche nei mercati emergenti, come quelle americano, in cui il calcio sta cambiando molto, esiste un grande appetito. In definitiva ritengo che il fenomeno sia di portata globale: più diversità si riesce ad avere nel gruppo, più valore è possibile generare”.

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Polonia: Zalewski tra i 29 pre-convocati per Euro 2024

La Polonia ha comunicato i 29 calciatori pre-convocati in vista di Euro 2024. Nella lista c’è anche l’esterno della Roma Nicola Zalewski. Il ct Michał Probierz, nonostante una stagione poco brillante con la maglia giallorossa, dà fiducia al classe 2002.

POWOŁANIA 🇵🇱
Selekcjoner reprezentacji Polski Michał Probierz ogłosił kadrę na czerwcowe zgrupowanie. ⤵️ pic.twitter.com/LMukfdSxzZ— Łączy nas piłka (@LaczyNasPilka) May 29, 2024