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Totti: ”Mourinho è il numero uno. De Rossi? Sta dimostrando il suo valore”

Francesco Totti ha rilasciato delle dichiarazioni ai microfoni di RaiNews24. Di seguito le parole dell’ex capitano della Roma.

Mourinho o De Rossi? ”Nessun paragone, Mou è il numero uno, Daniele sta dimostrando il suo valore e il suo attaccamento alla Roma. Ha tutta la carriera davanti.”

Futuro alla Roma? “Non sono né rammaricato né deluso che non mi abbiano richiamato”.

Ghisolfi? “Evidentemente lo conoscono, spero si ambienti il prima possibile con il calcio italiano e faccia il meglio alla Roma”.

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Roma-Genoa, De Rossi chiede spazio all’amico Gila: le quote

Dopo la sconfitta 2-1 a Bergamo contro l’Atalanta, che ha complicato la qualificazione diretta in Champions League, la Roma ospita domenica sera il Genoa nella penultima giornata di campionato, con un occhio anche al sesto posto attaccato dalla Lazio, lontana solo un punto in classifica. Secondo gli analisti di Snai e 888sport, la Roma ritroverà la vittoria che manca dal recupero di Udine: il segno «1» è infatti quotato tra 1,50 e 1,53, Sale a 4,30 il pareggio, mentre il colpo esterno degli uomini di Gilardino, assente addirittura dal 1990, vale 6,50 volte la posta.

Nella lavagna dei bookmaker l’Over, come nella gara di andata, a 1,84, è leggermente in vantaggio sull’Under – che ha prevalso però quattro volte su cinque negli ultimi scontri diretti – proposto a 1,95. L’1-0 – finale delle ultime due vittorie capitoline – a 6,75, è in pole fra i risultati esatti, seguito dal 2-0 a 7,25. Il successo genoano per 0-1 è fissato a quota 11.

I goal decisivi potrebbero arrivare da Lukaku, primo in lavagna a quota 2,25, seguito da Retegui – già a segno nella gara di andata – a 3,50 insieme all’ex El Shaarawy. Occhi puntati anche su Gudmundsson, miglior marcatore stagionale dei liguri, dato a 4.

Fonte: agipronews

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Zalewski, prima l’esplosione poi l’oblio: Euro24 lo spartiacque sul mercato

Tirana l’apice in giallorosso. Un mondiale con la sua Nazionale e ora un Europeo. In mezzo tra questi due eventi però un lungo, lunghissimo periodo di oblio. Da titolare inamovibile in procinto di esplodere definitivamente ad ultima delle riserve. Per Zalewski non è stata una stagione facile, ma il cambio di allenatore e la possibilità di esprimersi anche in un ruolo più offensivo nel passaggio di testimone da Mourinho a De Rossi, non hanno permesso al ragazzo di emergere, anzi.

Pochi, pochissimi lampi, tante, tantissime difficoltà, come visto a Leverkusen quando è subentrato al posto di Spinazzola e la Roma improvvisamente ha perso equilibrio.

Zalewski non è un calciatore scarso tecnicamente, ma ha vissuto una strana involuzione. Forse il limite principale è caratteriale, aspetto su cui però Mourinho puntò a metà del suo primo, vero, anno in prima squadra, quando lo fece subentrare contro l’Hellas trascinando i giallorossi alla rimonta in casa.

Giocò da lì fino al termine della stagione, diverse gare da titolare come quinto a sinistra con una furia agonistica e una fame calcistica incredibili. Derby, quarti, semifinale e finale di Conference, più altre prestazioni eccellenti. Senza grandissimi lampi offensivi, ma mostrando una maturità quasi insospettabile qualche mese prima. Poi tra lo scorso anno e questa stagione un calo vistoso. Tattico, tecnico, mentale, caratteriale.

Il polacco finirà sul mercato. Con la Roma ha disputato 107 presenze, realizzando però 2 gol e 7 assist. Bottino magro per un calciatore che sembrava avere le stimmate dell’ala o comunque dell’esterno di fascia in grado di fare la differenza in area di rigore avversaria.

C’è poi un ulteriore problema: il contratto di Zalewski scadrà a giugno 2025. Sono diversi i club interessati tra Italia e Premier, ma chiaramente un po’ per il rendimento oggettivamente scadente, un po’ per la situazione contrattuale, il valore del polacco non può essere superiore a 8-9 milioni.

Una decisione verrà presa a luglio, dopo l’Europeo. Il calciatore partirà, ma è possibile possa essere utilizzato come pedina di scambio se non dovesse arrivare una cifra cash ritenuta utile per investire sugli esterni con giocatori più affidabili e complessivamente più forti.

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Lukaku, domenica l’ultima all’Olimpico: il belga vuole salutare con un record

Romelu Lukaku vuole lasciare la Roma con un bel ricordo. Domenica giocherà la sua ultima gara stagionale all’Olimpico e presumibilmente, senza clamorose sorprese, il club giallorosso non lo riscatterà dal Chelsea.

L’attaccante giallorosso che nel 2024 ha mostrato un netto calo di rendimento rispetto alla prima parte della stagione, vuole chiudere con un dato positivo personale: con 21 gol (ne manca 1) eguaglierebbe le reti segnate da Montella e Batistuta al primo anno in giallorosso. Lo riferisce la Repubblica.

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Giudice Sportivo: Allegri squalificato per due turni

Il Giudice Sportivo ha comunicato le sanzioni dopo la finale di Coppa Itali vinta dalla Juventus. Squalifica di 2 turni per Allegri e 5 mila euro di multa “perché, al 50° del secondo tempo, si avvicinava al Quarto Ufficiale con atteggiamento aggressivo e di plateale e polemico dissenso per contestare una decisione arbitrale; alla notifica del provvedimento di espulsione reiterava tale atteggiamento rivolgendo anche espressioni irriguardose sull’operato degli Ufficiali di gara; infrazione rilevata dal Quarto Ufficiale; dopo la notifica del provvedimento di espulsione e prima di abbandonare il recinto di gioco, rivolgeva inoltre gesti irridenti nei confronti del Direttore di gara”.

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Somma a RS: ”Non sono favorevole all’uso dell’algoritmo. Futuro della Roma? Mi preoccupa”

Mario Somma è intervenuto ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.

De Rossi verrà giudicato sui risultati che arriveranno: il calcio è spietato. I Friedkin devono decidere cosa fare della Roma. Non sono favorevole all’utilizzo dell’algoritmo per la scelta di calciatori e dirigenti.

Prosegue Somma.

Sono preoccupato per il futuro della Roma: vedo uno scenario fatto da buone promesse che non porteranno la squadra da nessuna parte. Ndicka e Svilar ad esempio avranno molte richieste e c’è il rischio che possano andare via.

Conclude Somma.

La Roma dovrà essere ricostruita soprattutto nel reparto offensivo: Lukaku andrà via e Dybala è un’incognita. Sarà importante capire anche con quale sistema di gioco si vorrà giocare. Se De Rossi dovesse optare per il 4-3-3 bisognerà investire anche su esterni di qualità con dei gol nelle gambe.

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Calciomercato Roma: Ghisolfi prepara lo staff. Promozione per Fontes

La Roma ha deciso chi sarà il sostituto di Tiago Pinto: Florent Ghisolfi, attuale direttore sportivo del Nizza. Come riporta Calciomercato.com, in questi giorni sono stati sistemati anche gli ultimi aspetti. L’ultimo step sarà l’accordo tra Ghisolfi e il club francese. Nel mentre sta prendendo forma lo staff del giovane dirigente.

Dovrebbe prendere più potere sul mercato Josè Fontes, già nella Roma come osservatore ma l’idea della società è quella di confermarlo con un ruolo più operativo nelle trattative. Ghisolfi vuole portarsi altre due persone di fiducia dalla Francia: una sarà il braccio operativo su Primavera e mercato dei giovani, in modo che ci sia sempre più raccordo tra le due squadre; l’altra lavorerà sulla prima squadra.

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Spalletti torna a Trigoria: il ct dell’Italia assiste all’allenamento della Roma

Luciano Spalletti dopo 7 anni è tornato a Trigoria. Il ct dell’Italia ha visto l’allenamento della Roma e ha incontrato il suo ex calciatore, ora tecnico giallorosso, Daniele De Rossi. Come scrive il Corriere dello Sport, Spalletti ha parlato con i calciatori della Nazionale e ha osservato un centro sportivo rinnovato rispetto a quando c’era lui

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Pastore: ”De Rossi? Ottimo lavoro è arrivato in una situazione disastrosa. I Friedkin non mi volevano”

Javier Pastore è tornato a parlare della sua carriera con la tappa a Roma. Di seguito le dichiarazione dell’ex centrocampista giallorosso a ‘Ultimo Uomo.

L’anca come va? “Adesso va bene, sto bene. Mi sono operato, ho messo una protesi all’anca sinistra e mi ha cambiato completamente la vita: non ce la facevo più ad alzarmi con dolore ogni giorno, avere sempre male. Adesso non lo sento più, piano piano mi sto allenando e tra un mese o due comincio a correre, per vedere come procede e provare le sensazioni in campo. Finalmente, ho voglia di tornare a giocare a calcio”.

Prima dicevi: «Felice del mio percorso, anche se non è stato tutto perfetto». Ho avuto momenti positivi e momenti negativi, come normale. Mi dispiace per come sono andate le cose a Roma, sicuramente: speravo di avere un percorso più lungo lì, di riuscire a dare di più. Ho fatto delle partite buone, la gente si ricorda alcune giocate di qualità, ma avrei voluto fare molto di più. Purtroppo tra i problemi che ho avuto, gli otto mesi fermo per recuperare dall’intervento all’anca, è andata così. Peccato”.

Anche per come è finita. “Sì, quando c’è stato il cambio di proprietà. Nel momento in cui la Roma è stata venduta, io ero infortunato da mesi, dopo l’intervento all’anca: dovevo capire se sarei potuto tornare in campo, quando, in che condizioni. Loro purtroppo sono arrivati proprio in quel momento, e mi hanno detto fin da subito di non volermi. A me rimanevano due anni, ed era il mio ultimo contratto importante, quindi era una situazione difficile anche dal punto di vista economico. Io però capivo la loro prospettiva e conoscevo la mia condizione fisica, e alla fine ho pensato più con il cuore che con la testa: mi sono svincolato durante l’ultima settimana di mercato, per cercare un posto più tranquillo dove testare il mio corpo e capire se potevo tornare a giocare”.

La scelta di scaricarti è firmata più Friedkin che Mourinho, quindi. Come l’hai presa? “È stata sicuramente una scelta della società, anche perché già prima che arrivasse Mourinho erano stati chiari con me su questo punto. Mi è dispiaciuto molto perché io mi ero operato e avevo fatto sette mesi di riabilitazione per cominciare quell’anno con la squadra, fare la preparazione estiva e le amichevoli con il gruppo, dimostrare che potevo tornare bene dopo l’operazione all’anca. Non mi è stato permesso, però: sono stato un mese e mezzo ad allenarmi da solo, lontano dalla squadra, e quella non era una reale opportunità per me. Mi sarebbe piaciuto almeno avere un confronto, parlare con un allenatore che mi dicesse – in faccia, di persona – «preferisco un altro tipo di giocatore», o «ho dovuto scegliere tra lui e te». Io invece con Mourinho non ho mai parlato, nemmeno una volta”.

Ti aspettavi un trattamento diverso da Mourinho? “Non saprei, ho tanti amici che hanno giocato per lui ma a me non è mai capitato. So che ognuno ha la propria esperienza con lui, e credo che il suo rapporto con i giocatori ultimamente sia cambiato molto, almeno per quello che ho saputo dei suoi anni al Chelsea e al Manchester United, gli ultimi grandi club dove ha allenato. Non si fa problemi ad andare contro i “veterani”, a dare più responsabilità ai giovani. A Roma c’eravamo io, Fazio, Pedro, Nzonzi, giocatori di grande esperienza che la società non voleva più e che lui non ha voluto “proteggere”, diciamo. Mi è dispiaciuto, lo dico sempre, ma nel mondo del calcio sono cose che succedono”.

A Roma i problemi fisici non ti hanno dato tregua, hai giocato solo 36 partite in tre anni: quanto era frustrante per te, in tutto ciò, leggere anche le tante critiche che hai ricevuto? “Un po’ era difficile, sì, ma lo capivo. Sul momento la gente e soprattutto il tifoso pensa solo: «Perché non gioca Pastore? Se perdiamo è perché lui non c’è, o se vinciamo, comunque, perché lui non c’è?». Il tifoso vede il momento, vede adesso, ma a questo noi calciatori siamo abbastanza abituati. Alla gente di Roma comunque non rimprovero niente, anzi. L’affetto dei tifosi e la voglia di ripagarli mi davano tanta forza, anche nei momenti più duri, ma era molto faticoso per me. Non ce la facevo davvero più: se mi allenavo al 100%, i giorni dopo sentivo dolore anche soltanto a scendere dal letto e camminare, quindi dovevo gestirmi. Mi allenavo praticamente un giorno sì e uno no, lavoravo a parte rispetto alla squadra, per riuscire a giocare nel fine settimana”.

De Rossi? “Daniele è arrivato a Roma che la situazione era abbastanza un disastro, la squadra giocava male, ma da una settimana all’altra è cambiato tutto. So che è in un posto dove gli vogliono bene tutti, da chi pulisce il centro sportivo al presidente, e in questi mesi ha fatto sicuramente un ottimo lavoro. Come dicevo, però, non mi ha sorpreso: io ho fatto l’ultimo anno a Roma con Daniele, che ancora giocava ma era un allenatore dentro il campo. Ricordo ad esempio quando era appena arrivato Kluivert, che non stava giocando bene ed era un po’ in difficoltà. Gli veniva detto di fare questo, non fare quell’altro, gli si chiedeva tanto, ma nei modi sbagliati… era molto giovane, aveva 19 anni, e arrivava da un altro Paese e un altro modo di giocare a calcio: il modo in cui gli si parlava era sbagliatissimo secondo me, e di sicuro con lui non stava funzionando. Allora Daniele andava da lui dopo gli allenamenti, gli parlava con un tono diverso, e Kluivert capiva le cose. Si vedeva che sapeva rapportarsi ai compagni come un allenatore”.

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Roma-Genoa, arbitrerà Manganiello

Sarà Manganiello l’arbitro di Roma-Genoa, 37° giornata di Serie A.

Gli assistenti saranno Dei Giudici e Moro, il IV uomo sarà Cosso. Al VAR Paterna, Avar Pairetto.

9 vittorie e 1 sconfitta per la Roma nei 10 precedenti con il fischietto di Pinerolo. In questa stagione solo la vittoria per 1-0 contro il Sassuolo.