Luciano Spalletti è tornato a parlare in conferenza stampa dopo l'eliminazione dalla Coppa Italia ma soprattutto alla vigilia della partita di campionato contro il Bologna:
Come si riparte dopo una delusione del genere?
"Ogni volta che si gioca si fa sempre analisi, si fa un incontro dove ci parliamo e spesso ci parliamo in maniera professionale e corretta perché siamo una squadra in tutti i sensi. In questo caso c'è il dispiacere e l'insidia che poi possa diventare una sconfitta difficile quella del non aver passar e il turno. In questo caso ci siamo detti che bisogna essere ancora più professionali e bisogna rafforzare quello che è il concetto del sottopalla, il contrasto vinto. Si sono andati a prendere cose fondamentali per superare momenti così. Va ancora più di moda il ghigno, lavorare col sorriso ma col ghigno perché è stata una partita che può disturbare gli equilibri. Cerchiamo di metterlo in pratica e ieri già si è visto una squadra vogliosa, attenta e determinata"
Donadoni ha detto che ha chiesto di non adattarsi al gioco degli avversari
"C’è questo fatto di dire che è una persona seria, professionista vero e esperto. Uno che ha sempre fatto giocare bene le squadre. Hanno questa qualità di essere anche imprevedibili, davanti hanno velocità e potenza con giocatori di qualità Il Bologna ha vinto due delle ultime tre partite, perdendo a Firenze negli ultimi minuti. Ha vinto col Sassuolo e il Chievo. Può giocare a 3 o 4 in difesa, bisogna essere pronti e proprio per la classifica che hanno possono giocare senza essere in tensione per il risultato e hanno giocatori, tipo il figlio di Eusebio, Destro, molti ex che vogliono mettersi in evidenza, viene dopo questa partita qui. Partita delicata e insidiosa e dovremo essere forti, fortissimi"
Senza coppe le gerarchie tra portieri resteranno invariate? Come sta De Rossi?
"Sui portieri è sempre stato così, sono due che si confrontato e possono ambire a una maglia. Sono forti, la gerarchia del fatto che questa è la competizione di uno e dell'altro esiste se c'è qualità di grande livello e metterli in confronto. Se c'è uno che cala di condizione quell'altro può prendergli il posto. Ragionando in qualunque competizione poteva avvenire. Tutti e due si allenano bene e come si è visto che al di là di qualche episodio sono grandissimi portieri e hanno fatto vedere le qualità. Questo confronto continuità e se uno, si da per socntato giochi Szczesny e cala di condizione, e Alisson fa vedere di essere quello che ha sempre fatto vedere può prendergli il posto. Oggi per Daniele diventa un allenamento importante perché se le risposte continuano a essere positive si prende in considerazione di farlo giocare"
Gerson dopo la partita con la Juve è sparito…
"Ci sono state partite che avrebbero potuto metterlo in difficoltà, soprattutto quello che era la sua condizione fisico mentale e di esperienza dentro la squadra. Avendolo fatto giocar poco non sai mai quella che può essere la risposta. Negli allenamenti non si fanno allenamenti che hanno valenza dove riesci a vedere che la condizione di uno che ha giocato poco è superiore all’altro proprio perché la sostanza diminuisce e sono quasi tutti mirati per reparto o per singoli e fai difficoltà a renderti conto che possa essere utilizzato.,. Probabilmente ho sbagliato qualcosa perché è così quando uno gioca poco, dipende da una gestione collettiva e di squadra dove a qualcuno devi togliere forze e a qualcuno togliere qualcosa. Gli ho tolto qualcosa perché gli altri in quel momento mi sembrava stessero meglio. Gerson a fine campionato andrà fatto un ragionamento approfondito e la società lo sa"
Inzaghi ha detto che non doveva esserci confronto tra la Lazio e la Roma guardando i bilanci, eppure ha vinto.
"Non so quelle che sono le dinamiche e i conti dei nostri avversari, so quelle che sono le cose nostre. Sono stati bravi a qualificarsi, noi si lavora meglio per i nostri obiettivi che sono ancora molti. Ci sono ancora 8 partite che possono determinare il futuro del club e della società Ci giochiamo moltissimo, la possibilità di un futuro importante. La mia attenzione va lì non a quello che dice Inzaghi"
Si è discusso molto di Totti, si dice che non sia stato giusto farlo giocare dieci minuti
"Purtroppo devo gestire quello che è lo spogliatoio, una suqadra, il ruolo che ho. Nelle competenze che ho ci sono anche le possibilità di cambiare uno a 10’ dalla fine. Vado con coerenza, non voglio gestire la storia di Totti ma il calciatore. Forse l’ho fatto giocare poco, forse molto. E’ chiaro che cerco di fare cose con coerenza senza essere disturbato da niente in quelle che sono le scelte. Totti rimane un giocatore importante per la storia di questo club"
La Roma è la squadra che ha usato meno giocatori. Rosa corta?
"Secondo me è dipeso da scelte mie perché prima si diceva di Gerson che ha giocato poco per cui i giocatori c'erano. Se poi vogliamo fare confronti tipo quello che da una partita di campionato alla coppa la Juventus ha cambiato 8 giocatori e ha fatto benissimo, a quei livelli probabilmente no. Avevamo una rosa per giocare le nostre competizioni, ci sono capitate partite di livello tutte insieme e devi fare scelte. Non hai il tempo, la squadra ha fatto spesso bene, ha sbagliato un paio di partite importanti e ce le ricordate correttamente perché ci disturbano ma sono partite singole. Nel lungo tratto è difficile trovare un periodo fatto male. Ha sbagliato episodi e partite, uno qua e una là e quando devi scegliere cerchi una connessione con quel che è successo prima, perché è avvenuto quello che speravi. Si viene da 5 paritte vinte, siamo usciti dalla Coppa Italia ma vinciamo da 5 partite e diventa difficile dire che questa squadra è sbagliata però siccome ci sono momenti che diventano cruciali e importanti e se il risultato è stato quello probabilmente l'allenatore ha sbagliato. Chi decide è l'allenatore e se non porti a casa il risultato qualcosa di errore c'è e dipende sempre dall'allenatore"
Cinque vittorie che però hanno portato due eliminazioni…
"Sì ma abbiamo sbagliato una partita, non un periodo. In quelle partite sono stati commessi errori però ci sono i 18 mesi di lavoro dove si possono fare confronti con gli altri e questo momento andare fuori da una squadra o un'altra può essere diverso ma la considerazione generale è fatta sui 18 mesi e anche noi sappiamo fare considerazioni. Noi addetti al lavoro, che viviamo lo spogliatoio non ce le lasciamo sentir dire. E' vero che siamo usciti da queste competizioni, ora c'è un altro traguardo che è il più importante di tutti: la classifica. Poi c'è un altro momento importante, ora: caricare questa situazione. E' fatto di momenti il campionato o la stagione calcistica"
Nelle partite decisive in casa la Roma è sempre andata sotto però…
"Il dato lo commento dicendo che la prima cosa che avevamo messo a fuoco da dottare in questa partita era quello di non prendere assolutamente gol fino al 30esimo del secondo tempo. Giochiamo in equilibrio fino a quel momento perché ci vuole poco in uno stadio come il nostro, con la Curva e le qualità dei giocatori a creare i presupposti per fare gol. Quello che sarebbe stato difficile sarebbe rimettere a posto il risultato prendendo gol e invece non ce l’abbiamo fatto. L’osservazione e è giusta e ci abbiamo messo attenzione. Ho cercato di provocare la massima reazione parlando di ossessione e queste cose qui. Probabilmente è stato poco visto che non è bastato avrei dovuto caricare ancora di più queste partite. La vedo più così, ci avrei dovuto mettere ancora più peso nel motivare queste partite. Poi bisogna stare attenti allo scorrimento che può venir fuori dalla partita, ma i risultati sono stati quelli"
Ha la sensazione che il lavoro ed il rendimento in campionato vengano sottovalutati?
"Sai io ti ringrazio per venire in sostegno nel lavoro di questi ragazzi. La penso sempre così: bravi ragazzi, professionisti seri da un punto di vista della suqadra, hanno portato tantissimi risultati a casa poi è chiaro che la linea che evidenzierà si fa tra 8 partite. Sono dispiaciuto ma soddisfatto in generale del modo di venire al campo, del modo di ragionare di calcio, produrre spettacolo per i nostri tifosi. Se si vedono i numeri si trova riscontro ma dal punto di vista mia è facile perché sono uno che è partito dagli allievi e me lo sono cercato, desiderato e voluto questo lavoro. Sto attento a tutto, in questi 18 mesi abbiamo fatto punti importanti rispetto agli altri ma se ne parla in fondo. Nel calcio esiste solo il fatto di imporre la vittoria, ci si diverte solo se si vince e quando si dice tutti così l'allenatore bisogna stia dentro e devi dire cose importanti non puoi dire "avete tutti le visioni e state dicendo cose differenti". In realtà bisogna parlare chiaro ai tifosi, dire che c'è bisogno del lavoro e del programma per riuscire a contendere i titoli alla Juventus. Loro hanno un vantaggio da questo aspetto, non voglio dire di soldi ma hanno un vantaggio e noi bisogna essere bravi a programmare. I calciatori della Roma e non ragazzi perché sono professionisti devono metterci qualcosa di più dal punto di vista della partecipazione. Vogliamo essere uniti non solo come suqadra ma anche con i tifosi"