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Ci sta provando ma non è ancora Tammy gol

Cercasi disperatamente il vero Tammy Abraham. L’appello della Roma è rivolto direttamente al giocatore, ancora un lontano parente del centravanti che la scorsa stagione ha realizzato 27 gol contribuendo alla vittoria della Conference League e risolvendo i problemi realizzativi di un attacco quasi inesistente. Adesso però è lui ad avere un’astinenza da gol preoccupante, che sta portando Mourinho a porsi domande sul futuro del centravanti ma anche sul presente del reparto offensivo.

Quattro gol in ventuno partite tra campionato e coppa, troppo poco per il centravanti titolare. E l’inglese non solo sta avendo difficoltà a trovare il tiro in porta, ma non sta aiutando neanche la squadra nei movimenti e nella fase offensiva. Anche in allenamento c’è la voglia di fare ma non quella cattiveria che aveva fatto esaltare i tifosi romanisti quando lo vedevano in campo. Insomma, si sente meno leader di un anno fa e probabilmente sta pagando anche quella smania mentale legata al Mondiale. Qualche segnale di risveglio negli ultimi giorni l’ha dato, in partita e in allenamento. Contro il Cadice uno dei pochi tiri in porta è stato il suo.

Come scrive il Corriere dello Sport, a diciassette giorni dalla ripresa del campionato contro il Bologna, l’ex Chelsea non è ancora decisamente tornato ai suoi livelli nonostante il lavoro atletico svolto durante le vacanze. Alle Maldive ha seguito attentamente il programma di allenamento fornito dalla Roma tra tanta corsa, cyclette e palestra. A Dubai invece ha fatto tappa in uno dei migliori centri di cura del paese per una dieta detox. Adesso dovrà riuscire a sbloccarsi definitivamente per non perdere la fiducia di Mourinho, che sta anche studiando un piano per sostituire l’inglese. Come? Utilizzando Dybala come falso nove. Lo ha già provato contro l’Inter e la Joya ha risposto con un gran gol che ha contribuito alla vittoria contro i nerazzurri. Lo riproporrà anche da gennaio in poi, soprattutto se Abraham non darà segnali di risveglio.

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Rassegna stampa

C’è da ricaricare Abraham. Ma non solo

In questo ritiro Mourinho dovrà soprattutto cercare di recuperare psicologicamente quei giocatori che hanno finito il primo giro di campionato con le ruote un po’ sgonfie. Un nome su tutti, quello di Tammy Abraham, il centravanti che sembra solo una lontana controfigura di quello che lo scorso anno segnò ben 27 gol.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, molto del destino futuro della Roma passa proprio dal rendimento dell’inglese, considerando anche che Belotti sarà ancora out per un bel po’. E, che comunque, anche l’ex attaccante del Torino finora ha più deluso che convinto.

Ci sarà poi da vedere soprattutto Celik, un altro che finora è andato ad intermittenza, non dando ampie garanzie. Ma che magari, una volta promosso titolare, potrebbe anche salire di rendimento. E poi Shomurodov, El Shaarawy e Kumbulla, altre tre “da lustrare” nelle possibili rotazioni.

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Roma, difesa a 4 e maggiori combinazioni offensive: a Tokyo la traccia tattica da cui ripartire

FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – I test match contro Nagoya e Yokohama, disputati dalla Roma in Giappone, hanno lasciato una scia di enormi perplessità nell’ambiente romanista. Alcuni singoli – su tutti Abraham – non sono riusciti a sfruttare l’occasione per dare una sterzata al periodo di grandi difficoltà palesate nell’ultimo periodo in campionato. Ma anche sul piano delle prestazioni complessive, al netto delle diverse assenze tra infortuni e Mondiali, la Roma è apparsa la stessa squadra delle ultime settimane: lenta, impacciata, incapace di creare occasioni da gol e perforabile a livello difensivo.

Il cambio di modulo operato da Mourinho lo scorso anno con il passaggio al 3-4-2-1 permise al lusitano di trovare un grande equilibrio difensivo, con il ritorno in pianta stabile di Smalling, ma anche una discreta efficacia offensiva, con Zaniolo più accentrato e vicino a Abraham, Pellegrini a supporto delle due punte, ma soprattutto Mkhitaryan in mezzo al campo a dare qualità alle transizioni giallorosse.

La Roma, in particolar modo dopo l’infortunio di Dybala, ha perso invece in questa stagione vivacità offensiva, spunto e qualità. Come ha dichiarato Mou, la ‘luce si è spenta’ e così anche la manovra giallorossa, sempre più appiattita sulle linee di un 5-3-2 del tutto innocuo o quasi per gli avversari. Ieri però potrebbe essere scattata una scintilla tattica per ridare entusiasmo ad una squadra che appare decisamente spaesata e slegata in campo. Nella ripresa, complice il risultato di svantaggio, Mourinho ha cambiato volto alla Roma: 4-1-4-1 con Ibanez largo a sinistra (assenti Vina e Spinazzola), Camara davanti alla difesa, Bove e Volpato mezzali interne con Zaniolo ed El Shaarawy a supporto di Shomurodov.

Rispetto al primo tempo, contro lo stesso avversario che aveva chiuso la prima parte sul 2-0 e contro cui la Roma aveva creato una sola occasione da gol con El Shaarawy nei minuti di recupero, la squadra giallorossa ha prodotto una mole di gioco enorme con 15 conclusioni verso la porta, tre gol realizzati su azione e almeno 8-9 palle gol nitide davanti al portiere. Un ribaltamento totale di inerzia, certamente di atteggiamento, ma anche la sensazione che diversi calciatori abbiano bisogno di questa nuova chiave tattica per ritrovare spunto, coraggio offensivo e combinazioni nell’ultimo terzo di campo.

Come potrebbe cambiare la Roma?

E’ presto per capire se la variazione di ieri sarà una traccia che Mourinho seguirà e approfondirà nel ritiro in Portogallo. Ma la sensazione è che diversi calciatori potrebbero giovarne. A cominciare da Zaniolo, che quando è chiamato a giostrare in zona centrale, spalle alla porta, fatica quasi sistematicamente a trovare la posizione giusta ed è naturalmente portato ad ingaggiare duelli rusticani con il marcatore a 40-50 metri dalla porta, finendo spesso per infrangersi sul muro difensivo avversario. Pellegrini tornerebbe a fare la mezzala sinistra con Dybala che partirebbe alto a destra con libertà di inventare, accentrarsi e trovare spontaneamente la mattonella giusta per incidere: due fonti di gioco parallele capaci di innescare compagni sugli esterni o arrivare alla conclusione.

Della possibile variazione di modulo godrebbe probabilmente anche Abraham: l’inglese infatti potrebbe sfruttare meglio gli spazi creati dagli altri compagni, aggredendo con più vigore l’area di rigore. El Shaarawy, ma anche lo stesso Solbakken, diventerebbero ricambi di qualità a partita in corsa, ideali nel ruolo di esterni offensivi. Infine Matic, giostrando da perno centrale di una mediana a tre sfrutterebbe la copertura e il dinamismo di due compagni ai suoi lati, per alzare il livello del possesso e innescare transizioni verticali in perfetto stile Mou.

La Roma ha bisogno di una scossa, che difficilmente arriverà dal mercato e Mourinho deve rintracciarla internamente, lavorando con il suo staff ad un restyling della formazione, del gioco e dell’efficacia complessiva. Chissà che la traccia da seguire non sia arrivata in Giappone…

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Le Voci di Retesport

Ciccio Graziani a RS: “Per migliorare la fase offensiva la Roma deve passare a 4 con Abraham-Belotti di punta” (AUDIO)

Ciccio Graziani è intervenuto nel consueto spazio pomeridiano ai microfoni di Retesport analizzando alcuni temi legati alla Roma: “Mourinho deve cambiare sistema di gioco. Fossi in lui passerei alla difesa a 4 con tre centrocampisti, Dybala alle spalle delle due punte. Vedo bene in questo senso la coppia Abraham-Belotti”.

“Sono convinto che Tammy tornerà al top a gennaio. Si scrollerà di dosso questo periodo complicato e tornerà a segnare, bisogna dargli ancora fiducia. Belotti? Penso che vada sfruttato di più, vederlo così mi fa tenerezza. Se non serve è giusto vada via, ma a mezzo servizio Belotti non emergerà mai”. Ha concluso l’ex campione del mondo azzurro.

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Abraham, futuro incerto: può andare via in estate

Tammy Abraham si interroga sul futuro. L’inizio di stagione è stato deludente, solo quattro gol all’attivo, i primi fischi dell’Olimpico, che lo aveva accolto con tutti gli onori e ne aveva fatto in fretta un beniamino. Come scrive il Corriere dello Sport, in Inghilterra continua ad avere estimatori, nonostante abbia perso anche la possibilità di andare al Mondiale. Piace a Tottenham e Aston Villa, in vista della prossima stagione. Perché a gennaio non si muoverà, anche se l‘ipotesi che il Chelsea possa esercitare il diritto di recompra a ottanta milioni è molto remota.

Tammy sta trascorrendo gli ultimi giorni di vacanza in Inghilterra. Sta cercando di ritrovare l’entusiasmo per salvare la stagione, in attesa di capire cosa succederà a giugno e si allena nella palestra della sua casa di Londra.

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Rassegna stampa

Mou contro Abraham: “Sei un privilegiato. Devi correre, amico”

“È arrivato il momento di fare autocritica. Dal punto di vista individuale dovranno farlo anche alcuni giocatori, che sono dei privilegiati. Servono motivazioni per prendere lo stipendio?“. José Mourinho chiude così la sua orribile settimana, con un punto all’Olimpico contro il Torino, dopo un derby perso e il caso Karsdorp.

Come scrive la Repubblica (A.Di Carlo), se il terzino olandese è stato al centro dei suoi pensieri dopo la sfida di Reggio, questa volta è Abraham a finire sotto il “fuoco amico” dello Special One: “Se diventi un giocatore professionista in un universo di milioni di bambini che volevano esserlo, non ti serve l’appoggio di nessuno per motivarti. Sei un privilegiato, per questo devi dare tutto in campo ogni giorno, ogni allenamento, ogni partita. Giochi bene, giochi male, sbagli. Se sbagli con me al massimo penso che sei scarso. Ma un’altra cosa è l’atteggiamento, la domanda riflette il mondo di oggi. Ma quale supporto psicologico? Corri, amico! Vai là, duelli individuali, sbaglia, crea problemi“. (…)

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NEWS

Inghilterra, doccia fredda per Abraham: l’inglese non parteciperà a Qatar 2022

Dopo le indiscrezioni di questa mattina, arriva la notizia ufficiale. Doccia fredda per Tammy Abraham che non è stato convocato dal Ct inglese per i Mondiali in Qatar. Out anche Tomori e Smalling dalla lista comunicata poco fa dalla Federazione.

L’elenco dei giocatori che parteciperanno al Mondiale:

Pickford, Pope, Ramsdale, Alexander-Arnold, Coady, Dier, Maguire, Shaw, Stones, Trippier, Walker, White, Bellingham, Gallagher, Henderson, Mount, Phillips, Rice, Foden, Grealish, Kane, Maddison, Rashford, Saka, Sterling, Callum Wilson.

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APPROFONDIMENTI

Epurazione Roma, atto II: prima i richiami poi lo sfogo di Mou, ecco chi rischia a gennaio

FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – Prima gli avvertimenti, poi i richiami, infine i segnali chiari, nelle scelte e nelle dichiarazioni. Josè Mourinho, come avvenuto un anno fa più o meno in questo periodo, ha iniziato a cesellare il gruppo, immaginando nuovi interventi sul mercato, che certamente arriveranno tra gennaio, ma soprattutto a giugno, fair play finanziario permettendo.

Richiami e Sfoghi

Questa volta però, a distanza di dodici mesi, il tecnico giallorosso si è rivolto al ‘gruppo storico’ della Roma, reo evidentemente di non riuscire a fare quel salto di qualità definitivo richiesto, anzi preteso, dall’allenatore. Lo scorso anno a Bodo ci fu il primo momento di rottura con la squadra: “Le nostre riserve sono più scarse dei titolari del Bodo”. Successivamente lo Special One mandò in tribuna Villar, Diawara, Borja Mayoral, Calafiori, Reynolds, tutta gente accusata di non essere da Roma, soprattutto sul piano degli atteggiamenti. “Non attaccherò mai un mio calciatore per un errore tecnico”. Il mantra di Josè, ripetuto anche ieri a più riprese nella pancia del Mapei Stadium. A gennaio quei calciatori che il lusitano riteneva inutili alla causa, vennero ‘epurati’ dalla rosa, senza pensarci un secondo e Pinto colse un paio d’occasioni in prestito con Oliveira e Niles.

Passata la sbornia della Conference e con gli arrivi di calciatori importanti, la Roma era fortemente accreditata da tutti per la lotta al vertice della classifica. Obiettivo Champions che ogni anno i giallorossi rincorrono senza mai riuscire ad essere realmente in lotta. Ad inizio anno però i primi scricchiolii e già ad agosto, dopo la prestazione di Torino, Mou cominciò a mandare i primi segnali: “C’è qualche calciatore che non regge l’urto della competitività interna alla rosa”. Poi citò Rick Karsdorp: “Bene l’anno scorso, ma se giochi così ciao amico c’è Celik”. L’altro palese riferimento ad Abraham, al di là del gol segnato. In rampa di lancio c’era Belotti appena arrivato.

14.5.2022 Roma vs Venezia (Serie A) Sport; Calcio; Nella foto: Abraham delusione finale (Foto Gino Mancini)

Involuzione e appagamento

Mourinho ha sempre parlato di famiglia, empatia, giusti comportamenti. Quel ‘mutuo soccorso’ tanto caro a Walter Sabatini che in campo però qualche calciatore ha un po’ messo da parte dopo la gioia di Tirana. Le scelte forzate ma anche dei buoni risultati hanno sorretto la squadra, trascinandola nei piani alti della classifica fino all’ultimo periodo, dove complice l’enorme sforzo profuso in Europa League per evitare la retrocessione in Conference, sono piano piano venuti a mancare punti e diversi titolari. Altri però hanno manifestato un crollo di rendimento impensabile alla vigilia del torneo, tanto che Mourinho due giorni fa è tornato sul tema tuonando: «C’è gente da cui mi aspettavo di più? Sì. Non posso nascondere la mia delusione per l’involuzione di alcuni giocatori. L’atteggiamento non è un problema, quello che si doveva migliorare è l’accettazione di una sfida diversa rispetto a quella dell’anno scorso. La crescita nella mentalità e nella responsabilità, così come quella dell’ambizione. Non bisognava essere soddisfatti e contenti di aver raggiunto questo livello. Se io fossi stato soddisfatto della mia carriera, nel 2010 avrei dovuto dimettermi».

Ieri dopo il pari col Sassuolo, il primo vero sfogo della stagione: «Lo sforzo della squadra è stato tradito dall’atteggiamento di un giocatore. Meglio non dire la parola: un atteggiamento diciamo non professionale. Ho chiesto a questo calciatore di trovarsi un’altra squadra a gennaio». Dichiarazioni durissime, in perfetto stile Mou che colpiscono però dritto al cuore il gruppo storico della Roma. Karsdorp prima con Fonseca, poi l’anno scorso con Josè, è stato un titolare inamovibile. Ma troppi atteggiamenti, errori, modi di fare dell’olandese hanno infastidito il tecnico, non ultima la fuga negli spogliatoi al derby, su cui Mou aveva glissato difendendo l’immagine di Karsdorp.

23.4.2022 Inter vs Roma (Serie A) Sport; Calcio; Nella foto: Karsdorp e Mancini parlano con Sozza (Foto Gino Mancini)

Chi rischia a gennaio?

La Roma pur battendo il Torino domenica rischia di chiudere questa prima parte di stagione fuori dalle prime quattro. Nelle ultime cinque partite ha battuto solo Verona e Sampdoria, perdendo contro il Napoli e la Lazio, pareggiando ieri a Sassuolo e invertendo fortemente la rotta che la vedeva veleggiare sopra la media dei 2 punti a partita. E Mourinho sta già pensando al prossimo futuro: sono diversi i calciatori dell’attuale rosa che per scelte, caratteristiche e assenze prolungate non rientrano nei piani dello Special One. Kumbulla, Bove (perchè è stato tenuto?), Shomurodov – anche ieri incapace di dare un senso alla sua esperienza giallorossa – a cui aggiungere forse anche Vina (difeso però recentemente dal tecnico per i suoi atteggiamenti positivi) e ora Karsdorp. Il primo calciatore del gruppo storico che potrebbe partire a gennaio. E’ iniziato dunque il II° atto dell’epurazione mourinhiana, che potrebbe intaccare ancora di più la squadra nel prossimo mercato estivo. E Pinto è pronto ad accendere i motori.

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Interviste

Abraham: “Chiedo scusa a tutti per non essermi espresso sui livelli dello scorso anno”

Tammy Abraham ha parlato così ai microfoni di DAZN dopo il pari di Reggio Emilia contro il Sassuolo:

Bel gol, ma non è bastato.
“Prima di analizzare la partita, vorrei rivolgermi ai tifosi, ai compagni di squadra, all’allenatore e in qualche modo scusarmi per non essermi espresso sui livelli della scorsa stagione, non sono stato me stesso. Sono una persona, un ragazzo, in fondo. Ho attraversato un momento difficile, con poca fiducia. Oggi ci tenevo a dimostrare ai tifosi che sono ancora io, che sono pronto ad aiutare la squadra. Manca una partita da vincere prima della sosta e dopo la sosta bisogna tornare più forti di prima”.

La squadra era un po’ troppo distratta nell’azione del gol del Sassuolo?
“Forse sì, un calo di concentrazione. Abbiamo giocato tantissime partite in un tempo ristretto, forse c’era anche stanchezza. Questo è un posto difficile dove giocare, è un punto in trasferta e non è male tutto sommato. Pensiamo alla prossima partita dove i tre punti sono fondamentali”.

Cosa ha detto Mourinho nei giorni scorsi sul tuo atteggiamento?
“Mourinho mi conosce come giocatore, conosce tutti i suoi ragazzi e la squadra, sa che può succedere di attraversare alti e bassi nel corso di una stagione. Probabilmente mi sono caricato di troppe pressione, ci tenevo tantissimo a fare gol, questo ha innescato un circolo vizioso. Sono davvero contento di aver ritrovato il gol, ho ancora una partita per dimostrare il mio valore”.

Ci hai ricordato un tipico attaccante inglese sul gol, è corretto?
“Sì, sono il classico attaccante che si accede in area. È stato bello vedere Mancini che stava facendo il cross, tra l’altro bellissimo assist, e mi sono fatto trovare al posto giusto e al momento giusto”.

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Pagelle

Sassuolo-Roma 1-1, le pagelle di Retesport

La Roma torna da Reggio Emilia con un solo punto. Termina 1-1 col Sassuolo la gara del Mapei Stadium, dopo il vantaggio siglato da Abraham, è arrivato il pari di Pinamonti. Una Roma volenterosa, intensa, che ha tenuto alto il ritmo del match creando diverse occasioni da rete ma non riuscendo a sbloccare il match. Grandissima prova di Matic in mezzo al campo, benino Volpato e Zaniolo.

Le pagelle di Retesport:

Rui Patricio 7

Mancini 6,5

Smalling 5,5

Ibanez 6

Celik 6,5

Cristante 6

Matic 7

Zalewski 5,5

Zaniolo 6,5

Volpato 6

Shomurodov 5,5

Mourinho 6

Sost.:
Abraham 7
Karsdorp 5
Belotti 5
Bove 6
El Shaarawy 5