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APPROFONDIMENTI

Sassuolo-Roma, Mou riflette sul modulo: Kumbulla ed El Sha sperano

Senza Ibanez e Zaniolo, visto anche lo scadente rendimento delle ultime due partite, Josè Mourinho potrebbe nuovamente tornare indietro, alla difesa a quattro e ad un modulo che pubblicamente ha sempre affermato di apprezzare di più. I dubbi restano, se non altro perché anche Abraham non è al 100% ma al Mapei Stadium quasi certamente ci sarà. La Roma non può più perdere punti per strada, se ambisce a giocare almeno l’Europa League nella prossima stagione.

In più i giallorossi dovranno necessariamente sfruttare le assenze pesantissime in casa Sassuolo: out Scamacca e Raspadori, oltre a Djuricic e Toljan. I neroverdi non vanno comunque sottovalutati, vista la grande prestazione offerta allo Stadium ieri sera contro la Juventus. Se Mou dovesse optare per la difesa a tre, Kumbulla prenderà il posto di Ibanez, con Maitland-Niles che dovrebbe far rifiatare Karsdorp dall’inizio. Sull’altra fascia ci sarà El Shaarawy, apparso tra i più in forma anche contro il Genoa. In mezzo al campo il vero rebus: Oliveira sicuro del posto, idem Mkhitaryan, con il rientro di Pellegrini che potrebbe girare alle spalle di Abraham, con Cristante titolare e Veretout in panchina.

Se invece la Roma dovesse tornare alla difesa a quattro, Karsdorp e Vina giocherebbero sugli esterni, con Smalling-Mancini centrali. In mezzo al campo Cristante-Oliveira, con Pellegrini alle spalle di Abraham, Mkhitaryan ed El Shaarawy sugli esterni. La rifinitura di domani aiuterà lo Special One a decidere quale ‘nuova’ Roma scenderà in campo al Mapei Stadium.

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Allenamenti

Roma, per Abraham solo allenamento individuale: domani Mou deciderà sulla convocazione

Allenamento mattutino per la Roma di Josè Mourinho, che ha proseguito la preparazione a Trigoria in vista della sfida di domenica contro il Sassuolo. Out Spinazzola e Ibanez, mentre Tammy Abraham pur non avendo accusato lesioni muscolari ha svolto un lavoro individuale. Domani a seguito della rifinitura mattutina, Mourinho deciderà se rischiarlo oppure no. Ovviamente a Reggio Emilia contro il Sassuolo mancherà anche Zaniolo, squalificato.

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Interviste

Abraham: “Difficile lasciare il Chelsea, ma felice di aver scelto la Roma”

Tammy Abraham nel corso del format ‘Pavement to pitch’ del canale Youtube Pro:Direct Soccer, ha parlato ella sua esperienza in giallorosso e non solo: “Dopo aver lasciato il Chelsea è stato difficile abituarsi alla nuova città. Dopo poco mi sono abituato, ho conosciuto la cultura e ora mi sto godendo Roma. Casa mi manca, ma sono qui per fare il mio lavoro” ha detto l’inglese che poi ha raccontato la sua giornata tipo: “Dopo l’allenamento mi piace rilassarmi a casa oppure fare una passeggiata in città per conoscerla. Con i miei compagni ho un bel rapporto, ma hanno pessimi gusti musicali, tranne Pellegrini. Se non c’è lui a sceglierla è dura. Anche i brasiliani ascoltano buona musica”.

“Sono arrivato al Chelsea quando avevo 6 anni e sono cresciuto con giocatori come Mount e James. Quando a maggio abbiamo vinto la Champions League tutti insieme è stato semplicemente incredibile. Non ci sono parole per descriverla. Quello che mi ha spinto a dare il massimo è stata la mia famiglia. Mio padre ha sempre fatto molto per noi e io volevo ripagarlo dandogli una vita migliore”.

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APPROFONDIMENTI

Roma, 18 errori arbitrali in 10 match da inizio campionato (FOTO)

FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – Rigori solari non concessi, espulsioni eccessive, l’utilizzo sistematico del cartellino giallo a frenare l’impeto di alcuni calciatori. Ma soprattutto interventi del VAR ad intermittenza, con la sensazione che nel dubbio sarà quasi sempre una chiamata contro la Roma. Nessun complotto, nessuna strategia, ma si può affermare con certezza assoluta che la stagione arbitrale dei giallorossi sia stata funestata fin qui da tanti, troppi episodi controversi. L’ultimo in ordine di tempo all’Olimpico con il Genoa. Sono dieci fin qui gli incontri dell’attuale campionato (su 24 giornate complessive) condizionati da errori arbitrali che hanno più o meno inciso sull’andamento del match. Quantificare i punti realmente persi dai giallorossi è pratica decisamente complicata, ma di certo la Roma tra le big (o presunte tali) del nostro campionato è la squadra che è stata maggiormente danneggiata. Prova ne è lo stop da parte dei vertici arbitrali imposto a diversi fischietti di gara dopo aver arbitrato la Roma. Ma andiamo con ordine:

5° giornata, Roma-Udinese 1-0 – nei minuti finali del match contro i bianconeri, Pellegrini salta a contrasto con un avversario sfiorandolo con il braccio sinistro. Il movimento sembra congruo al salto in alto e al contrasto, da cui l’avversario non subisce contraccolpi particolari ma l’arbitro Rapuano, senza pensarci su, ammonisce per la seconda volta il capitano giallorosso e lo espelle. Pellegrini salterà il derby. Dalle immagini si nota l’eccessiva fiscalità del fischietto di gara, in un intervento che da diversi replay non appare nemmeno falloso.

6° giornata, Lazio-Roma 3-2 – Al 19′ del primo tempo, Nicolò Zaniolo viene affossato in area da Hysaj, l’arbitro Guida lascia correre il gioco, la Lazio riparte e realizza la rete del 2-0 con Pedro. Il VAR Irrati non interviene per segnalare al fischietto di Torre Annunziata il fallo sul 22 giallorosso. Successivamente circolerà l’indiscrezione di un presunto fuorigioco del calciatore della Roma, mai accertato comunque nel corso della gara.

Nella ripresa a circa mezz’ora dalla fine, Lucas Leiva salta a metà campo e colpisce col gomito Mkhitaryan. Già ammonito, viene graziato da Guida.

8° giornata, Juventus-Roma 1-0: a Torino succede veramente di tutto e si arriva sfiorare la rivisitazione completa dei regolamenti. In occasione della rete dell’1-0 bianconero, Cuadrado stoppa con il braccio un pallone a trequarti campo, prima del lancio in diagonale per De Sciglio che produrrà l’assist del vantaggio. L’arbitro Orsato e il guardalinee, così come il VAR non ravvisano l’irregolarità del colombiano.



Al minuto 41′, Pellegrini serve in verticale Abraham, che viene fermato in area da una scivolata di Danilo. La palla poi arriva sulla destra sui piedi di Mkhitaryan, che era più avanti dell’ultimo difensore ma non giudicato in posizione di offside vista la deviazione del difensore bianconero. Szczesny in uscita lo stende, la palla viene respinta ancora da Abraham e carambola in rete, quando però Orsato aveva già fermato il gioco. Nel frattempo il guardalinee Bendoni aveva alzato la bandierina, probabilmente per segnalare la posizione di Mkhitaryan (da non considerare in fuorigioco). Dopo il fischio l’arbitro ammonisce Szczesny e concede il rigore, decisione poi confermata dal silent-check del VAR. Clamorosa la decisione di Orsato di fischiare un istante prima della ribattuta in rete di Abraham.

Da segnalare che nell’azione gli juventini lamentavano un fallo di mano dello stesso Mkhitaryan, nell’istante in cui avviene l’intervento di Szczesny. Dalle immagini non sembra esserci: Mkhitaryan scavalca il portiere avversario, poi cade e il pallone carambola sulla testa di Locatelli prima di finire sui piedi di Abraham. Anche se il tocco di mano ci fosse stato, il gol sarebbe stato comunque regolare. Lo permette la nuova regola introdotta in estate dall’Ifab: se il tocco è accidentale e porta a segnare un compagno di squadra (non lo stesso autore del fallo), non viene considerato come un’infrazione.

17.10.2021 Juventus vs Roma (Serie A) Sport; Calcio; Nella foto: Mourinho Orsato (Foto Gino Mancini)

L’errore di Orsato è da matita rossa, ma diventa da matita blu quando spiega – dimostrando di non conoscere il regolamento – nel sottopassaggio dello Stadium l’accaduto a Cristante: “Io fischio il rigore, si fermano tutti e poi segni… Il vantaggio sul rigore non si dà mai. E poi dai la colpa a me se lo sbagli…”. Giustificazione che però non regge. La norma del vantaggio, concessa a discrezione dell’arbitro in base alla fase di gioco e alla zona del campo in cui il potenziale fallo avviene, non ha infatti nessuna limitazione legata a un fallo da rigore.

La follia di quei minuti si conclude con un calcio di rigore, sbagliato da Veretout, che andava ripetuto per l’ingresso in area prima della battuta di Chiellini che tra l’altro ostacola Mancini nella possibile deviazione in rete dopo la respinta di Szczesny.

10° giornata, Cagliari-Roma 1-2 – Nel finale convulso, dopo la rimonta giallorossa, l’arbitro Pezzuto di Lecce non ravvisa un calcio di rigore solare a favore dei giallorossi, per un netto fallo di mano di Carboni su Felix.

11° giornata, Roma-Milan 1-2 – Dopo Torino, l’Olimpico diventa teatro di un’altra serata parossistica. La direzione di gara di Maresca è provocatoria sin dal sesto minuto, quando ammonisce Zaniolo per una protesta giusta per un calcio d’angolo non concesso. La distribuzione dei fischi e dei cartellini è a senso unico, quello rossonero. Nella ripresa il primo fattaccio: al 56′ Ibanez va a contrasto con Ibra in area, ma con il destro arpiona e devia il pallone evitando la conclusione dello svedese. Maresca dopo qualche istante fischia correndo verso il dischetto il penalty a favore del Milan. Si accendono le proteste della panchina e dei calciatori in campo, il VAR Mazzoleni richiama Maresca al monitor e le immagini confermano la bontà dell’intervento del brasiliano, rispetto ad una dinamica di gioco e di contatto in area che non è mai o quasi rigore. Maresca non si convince e conferma la sua decisione.

Al 92′ Kalulu viene superato in area da Felix, dopo un contrasto il ghanese si rialza e viene sgambettato vistosamente dal difensore rossonero. L’arbitro non ravissa gli estremi per il rigore e il VAR non interviene. Stessa dinamica per il netto fallo di Kjaer su Pellegrini al 95′, che con un acrobazia anticipa il difensore danese che a sua volta lo colpisce con il collo del piede destro. Maresca non concede neanche qui un rigore, più chiaro di quello dato al Milan, sconfessando se stesso e la linea arbitrale della giornata precedente (Dumfries in Inter-Juventus).

12° giornata di Serie A, Venezia-Roma 3-2 – Torna in scena l’arbitro Aureliano, che pronti via distribuisce malamente fischi e cartellini. Concede un rigore alla Roma, giusto, per il fallo su Abraham, ma il VAR Fabbri interviene e cancella il penalty per un fuorigioco di Pellegrini. Dalle immagini però si noterà successivamente che dopo l’offside di Pellegrini (pochi centimetri), nel prosieguo dell’azione, Ampadu interviene sul 7 giallorosso direzionando lui il pallone in area e dando vita di fatto ad una nuova azione, da cui scaturisce il fallo di Abraham. In questa fattispecie il VAR da regolamento non sarebbe potuto intervenire.

Nella ripresa, sul risultato di 2-1 per i giallorossi, prima non ravvisa un netto calcio di rigore su Ibanez nell’area veneta poi intorno al 60′, Aureliano concede un calcio di rigore al Venezia per un presunto fallo di Cristante su Caldara: dalle immagini si nota un precedente spintone di Kiyine su Ibanez e un tocco lieve del 4 giallorosso, che voleva rinviare il pallone. Fattispecie assimilabile a quella di Pellegrini-Kjaer, Ibanez-Ibra, Dumfries-Dybala, comunque sempre a danno della Roma.

17° giornata – Roma-Spezia 2-0: All’Olimpico c’è l’esordiente Prontera che non dà mai la sensazione di avere in mano le redini del match. Troppe le chiamate errate, i falli invertiti e eccesiva fiscalità su Felix che dopo esser subentrato nella ripresa, colpisce con una spallata un avversario all’altezza della linea laterale. Un normale contrasto di gioco, che Prontera sanziona però con il giallo per l’attaccante che poi sarà espulso nel finale per aver propiziato la sua rete del 3-0 (annullata) con un fallo di braccio.

20° giornata – Milan-Roma 3-1: Per un mese fino alle festività natalizie la Roma riesce ad evitare arbitraggi controversi – al netto di qualche cartellino di troppo, ma è tendenza costante da inizio stagione. Dopo le vacanze natalizie si torna in campo a San Siro. E’ Chiffi il direttore di gara, al VAR c’è nuovamente Aureliano che dopo pochi minuti identifica una leggera deviazione di braccio di Abraham su una conclusione di Theo Hernandez. La traiettoria del pallone non cambia, ma Aureliano richiama Chiffi al monitor e viene concesso un calcio di rigore ai rossoneri. Verso la fine del primo tempo, clamorosa la spinta di Tonali su Zaniolo all’interno dell’area di rigore rossonera, Chiffi sorvola e non concede un penalty evidente, nessun intervento al VAR. Nella ripresa poi altro giallo in area di rigore milanista: Ibanez viene palesemente sgambettato da Ibra, ma l’arbitro fa segno di rialzarsi. Chiffi poi espellerà Karsdorp per doppia ammonizione e concederà ai rossoneri un rigore sul 3-1 per un presunto fallo di Mancini su Ibra, che lo stesso svedese però sbaglierà.

21° giornata Roma-Juventus 3-4 – Big match diretto da Massa, con la Roma che domina per 70 minuti portandosi sul 3-1. Poi il noto ribaltone bianconero. Dopo la rete del vantaggio di Abraham, Massa non ravvisa gli estremi di un calcio di rigore a seguito di un netto fallo di mano di De Ligt. Il fischietto dice subito a Pellegrini – autore della conclusione diretta verso lo specchio della porta avversaria – che il tocco col braccio è avvenuto dopo una deviazione del pallone sul corpo del difensore olandese. In realtà il regolamento è chiaro e parla solo di ‘posizione innaturale del braccio’. Il VAR non interviene per rivedere l’indicazione di Massa. Nella ripresa concesso invece il penalty (poi sbagliato da Pellegrini) per il netto fallo di mano dello stesso De Ligt che verrà espulso.

24° giornata Roma-Genoa 0-0 – L’arbitro del match è Abisso. La direzione di gara scivola via correttamente, anche se stona il numero di falli commessi dalle due squadre in proporzione ai cartellini sventolati (23 falli del Genoa contro gli 8 della Roma, due gialli per ciascuna squadra). Al 54′ Oliveira entra in area sotto tribuna Tevere, Vasquez scivola per terra e tentando di rialzarsi sposta nettamente col braccio il pallone. Nasca verifica al VAR ma non richiama Abisso per visionare le immagini. Minuto 68′, espulso Östigard che blocca Afena-Gyan lanciato a rete. Il giocatore del Genoa lo cintura al collo ed è una chiara occasione da gol: giusto il rosso. Al 91′ Nicolò Zaniolo realizza la rete del vantaggio, corre sotto la Sud per esultare e si sfila la maglia (sarà ammonito), intanto Abisso dice ai calciatori del Genoa di non aver ravvisato alcuna irregolarità. Nel frattempo, trascorsi due minuti, inizia la revisione del VAR: possibile fallo in attacco. Nasca considera falloso l’intervento di Abraham su Vasquez, sullo sviluppo dell’azione che porterà alla rete di Zaniolo. Il centrale messicano anticipa l’inglese in un contrasto di gioco, che in presa diretta appare tale e Abisso per questo aveva giustamente fatto proseguire, ma al fermo immagine viene ravvisato il pestone dell’inglese, che sarà ammonito. Abisso richiamato al monitor annulla il gol di Zaniolo, che successivamente verrà espulso per aver chiesto in maniera veemente ma non insultante all’arbitro che cosa avesse fischiato.

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Graziani a RS: “Abraham ha commesso fallo, giusto annullare la rete di Zaniolo”

La Roma nel primo tempo ha fatto ridere, sonnecchiando e regalando un’intera frazione al Genoa. Poi Mou ha svegliato con la squadra e grazie ai cambi ha cambiato l’inerzia del match, ma ci siamo divorati 4-5 occasioni clamorose”. Così Ciccio Graziani a Retesport, nel corso di 1927.

“Il fallo di Abraham a mio giudizio è netto. Nell’immediatezza dell’azione non credevo ci fosse nulla, poi rivedendolo è evidente il pestone dell’inglese. Discuto la tempistica: non possono passare 4-5 minuti dal gol alla decisione”.

“Ritengo che anche l’espulsione di Zaniolo sia giusta: capisco la tensione del momento e magari una prima frase fuori dai termini, ma se reiteri in faccia all’arbitro 4-5 volte quel tipo di frase, ci sta che l’arbitro ti espella. La Roma al netto della sfida di sabato è comunque in credito con la classe arbitrale, perché quest’anno sono tanti gli episodi negativi nei confronti dei giallorossi”. Ha concluso Graziani.

Riascolta qui l’intervento integrale

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VAR, polemiche e tifosi infuriati: fallo di Lobotka-Fiordalino identico a Abraham-Vasquez, ma il gol del Napoli è stato convalidato

Discrezionalità e uso del VAR ad intermittenza. E’ questo il tema di fondo che sta agitando l’andamento di tutto il campionato e che non coinvolge solo la Roma. Da sabato pomeriggio ad oggi sono tanti gli episodi che sono stati messi a confronto e tanti tifosi, soprattutto sui social, hanno evidenziato la nessità (eufemismo) di una maggiore uniformità di giudizio.

Esempio? Se all’Olimpico per un fallo di Abraham su Vasquez, così detto ‘step on foot’ (tipologia di fallo che nel gergo calcistico si rifà al pestone), l’arbitro Abisso ha annullato la rete di Zaniolo su chiamata del VAR Nasca, l’azione che ha portato ieri allo 0-2 definitivo siglato da Petagna per il Napoli, nasce da un recupero del pallone da parte di Lobotka su Fiordilino che ricorda, e molto, quello di Abraham in Roma-Genoa. In questa occasione però al ‘Penzo’ nessuna ‘chiamata’ all’arbitro e gol convalidato senza necessità di verifiche televisive.

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Roma, febbraio di fuoco: rosa più lunga, ora Mou può scegliere

FOCUS RETESPORT di Francesco Oddo Casano – Roma-Genoa l’antipasto, poi il primo e il secondo con le sfide di Coppa Italia contro l’Inter a San Siro martedì prossimo e la trasferta a Reggio Emilia contro il Sassuolo. Il menù e le portate dei prossimi dieci giorni sono sul tavolo di Trigoria, Mourinho intanto prepara la sua brigata, con la speranza di servire ottimi piatti. Al di là della metafora culinaria, per i giallorossi sarà un mese verità per quanto riguarda il piazzamento in campionato e la super sfida di Coppa Italia. Un periodo di tempo fino al big match del 6 marzo contro l’Atalanta, che la Roma dovrà affrontare con i motori a mille per cercare di rientrare nella corsa al quarto posto, squilibrata almeno sulla carta, dai movimenti di mercato della finestra invernale.

Pinto ieri, dopo le dichiarazioni di Mourinho espresse nelle ultime conferenze stampa, ha sottolineato a più riprese che ora non è più tempo per disperdere energie sulle strategie di mercato o sui rinnovi, ma concentrarsi esclusivamente sul lavoro da svolgere in campo, con l’obiettivo di migliorare i risultati sin qui acquisiti. Il rientro di Pellegrini è alle porte, quasi certamente il capitano sarà convocato per la sfida col Genoa ma probabilmente partirà in panchina. Gli arrivi di Oliveira e Maitland-Niles, consentono a Mourinho di gestire con maggiore serenità la rosa e anche le rotazioni. Se per tutto il girone d’andata lo Special One non ha quasi mai attinto completamente alla panchina, optando per 2-3 sostituzioni al massimo, adesso con tutta la rosa al completo (eccetto Spinazzola) e gli ultimi acquisti, si potrà mettere in pratica un piano di rotazioni che coinvolga di media 16 giocatori a partita.

Le opzioni tattiche per sabato sono varie: il Genoa gioca 4-3-3, è una squadra che ha disperato bisogno di fare punti e il nuovo tecnico Blessin di certo non appartiene alla scuola italiana dei tecnici ‘speculativi’, ma la Roma rispetto alla sfida di Empoli, scenderà in campo con l’obiettivo di azzannare l’incontro. Ecco che se da una parte il 3-4-2-1 visto al Castellani potrebbe essere riproposto per la qualità di gioco espressa soprattutto nel primo tempo, non è da scartare l’ipotesi di un ritorno al 4-2-3-1 con Oliveira e Veretout davanti alla difesa, Mkhitaryan trequartista alle spalle di Abraham e Zaniolo-El Shaarawy sugli esterni. In entrambe le situazioni Mou avrebbe in panchina uno tra Cristante e Veretout, Pellegrini di rientro dall’infortunio, Shomurodov, ma anche Felix, Kumbulla (più Ibanez in caso di difesa a quattro) Vina che rientrerà nelle prossime ore dall’Uruguay e osserverà forse un turno di riposo. Insomma sei-sette possibilità per cambiare modulo in corsa o consentire delle rotazioni in vista del big match contro l’Inter. Un dato è certo: ora Mou può scegliere.

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La strategia di Mou, l’intesa Tammy-Nic, il blackout della ripresa… 3 pensieri su Empoli-Roma

(di Francesco Oddo Casano) – 25 minuti di grande calcio, il frutto di una preparazione strategica da parte di Mourinho e del suo staff praticamente perfetta. Poi un secondo tempo troppo passivo e inerziale. Empoli-Roma, per tanti aspetti collettivi e individuali, è lo specchio dei pregi e dei difetti della squadra giallorossa. Una formazione capace di fare e disfare, di dominare e poi impaurirsi nel giro di pochi minuti o al massimo un tempo.

SCELTE ILLUMINATE – Il poker rifilato agli uomini di Andreazzoli, che pochi giorni fa avevano dominato l’Inter a San Siro in Coppa Italia, è comunque il frutto complessivamente di tanti aspetti positivi. Mourinho ha deciso a sorpresa di tornare al 3-5-2, ma in una formula spuria, con due varianti sostanziali: la posizione avanzata di Mkhitaryan in fase di pressing su Ricci, per togliere tempi e spazi alla mente del gioco empolese; la scelta di Maitland-Niles largo a sinistra, con una richiesta specifica: giocare molto dentro al campo (rispetto all’ampiezza offerta da Karsdorp sull’out opposto) per creare superiorità numerica nel palleggio e accompagnare i tempi dell’uscita palla giallorossa.

La Roma dopo un primo quarto d’ora di studio, quando ha deciso di mettere palla a terra e giocare con coraggio, ha infilato una serie consecutiva di azioni che hanno schiacciato letteralmente gli avversari. Al 22′ dalla rimessa di Rui Patricio alla conclusione di Zaniolo intercorrono undici passaggi di fila, con il pallone che da sinistra a destra trova, nella progressione di Karsdorp, l’imbucata per Mkhitaryan e la rifinitura per il 22 che poi calcia a rete, solo un salvataggio sulla linea a spezzare in gola l’urlo di gioia dei giallorossi. Da lì il motore della Roma si accende e Oliveira e Mkhitaryan dettano i tempi della rumba giallorossa. 4 reti frutto di organizzazione, controllo degli spazi, predominio tecnico e fisico.

Imponente l’aggressione dell’area di rigore avversaria da parte della Roma, con 4-5 uomini che in più di un’occasione occupano e si dividono equamente gli spazi. Esempio? I cinque calciatori giallorossi presenti in area in occasione della rete del 3-0 siglata da Sergio Oliveira ma anche della prima siglata da Abraham.

COPPIA D’ORO – Con il trascorrere delle partite, anche l’intesa tra Abraham e Zaniolo si sta affinando sempre di più. Già con il Lecce però, la scelta di Mourinho di portare più vicini all’inglese sia Zaniolo sia Mkhitaryan aveva permesso alla Roma di amplificare la sua pericolosità offensiva. Ieri l’apoteosi tecnica in termini di scelte, rifinitura e conclusione, arriva sul poker siglato dal 22: Smalling in verticale per Abraham che di tacco libera nello spazio l’armeno, conduzione del pallone perfetta e assist in area per Zaniolo che deve solo depositare in rete col mancino. Scelte, tempi, qualità tecnica delle giocate, tasti su cui Mourinho batte da mesi.

DISTRAZIONI FATALI – Nella ripresa sul 4-0 è comprensibile un abbassamento dell’intensità. E’ impensabile infatti tenere gli stessi ritmi per 90 minuti ed è normale che l’avversario, con orgoglio, tenti di rendere meno amaro il risultato dinanzi al pubblico di casa. Il totale spegnimento però dei motori da parte della Roma non è altrettanto legittimo e giustificabile. E’ come se nella testa dei giallorossi ci fosse un driver di un pc che improvvisamente vada in arresto automatico. Fine del pressing, baricentro 30 metri più basso, difesa passiva sui portatori di palla avversari e in area di rigore marcature lentissime, come in occasione del primo gol subito, dove Pinamonti si infila in mezzo a quattro uomini (Mancini-Smalling-Cristante-Oliveira) e nessuno accorcia o comprende prima, la pericolosità di quel movimento, che porterà all’1-4.

Stessa dinamica, forse peggiore perchè figlia di errori che si ripetono (es. gol di Dybala in Roma-Juve) quando difensori e mediani giallorossi non accorciano su Bajrami al quale è concesso di puntare da sinistra verso il centro, aggiustarsi il pallone e sparare verso la porta. Poi la deviazione di Mancini farà il resto, spiazzando Rui Patricio.

Situazioni che portano Mourinho ad inserire prima Vina su un distratto Maitland-Niles nella ripresa per aumentare il tasso di intensità difensiva e poi successivamente Veretout, per coprire l’ampiezza delle mezzali empolesi che stavano trovando spazi pericolosi sulla trequarti giallorossa. I cambi in questo caso hanno permesso a Mou di riequilibrare la squadra, ma le occasioni che la Roma concede agli avversari sono spesso stereotipate e in più di una situazione figlie dell’assenza di un grande mediano davanti alla difesa, capace di interdire e leggere in anticipo la pericolosità dei movimenti avversari. Una figura che la Roma dovrà rintracciare sul mercato, più a giugno che a gennaio.

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Abraham, 15 gol nelle prime 28 gare con la Roma: solo Batistuta meglio dell’inglese

Contro il Lecce un altro sigillo, importante, che ha portato i giallorossi in vantaggio spalancando a Mourinho le porte di San Siro, per un romantico ritorno dopo 11 anni che andrà in scena a febbraio. Tammy Abraham è evidentemente una delle note liete della tormentata stagione della Roma.

Il centravanti britannico, dopo un inizio complicato sul piano realizzativo, ha trovato nelle ultime settimane una certa regolarità sotto porta. Nel 2022 3 reti in 4 gare ufficiali, 15 dall’inizio della stagione in 28 apparizioni, oltre a 4 assist e 7 legni.

Solo Gabriel Batistuta in maglia giallorossa aveva raggiunto al soglia delle 15 reti in un numero inferiore di partite (20). Al secondo posto Abraham al pari di Vincenzo Montella, poi – come riferisce asromadata su Twitter – Pruzzo alla 46esima presenza, Dzeko addirittura dopo 49 partite.

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Incidente stradale per Abraham: illeso l’inglese

Piccolo incidente stradale per Tammy Abraham. Come riporta il messaggero.it l’attaccante della Roma, nei pressi del quartiere Eur a bordo dell’auto modello Porsche Cayenne, è entrato in collisione con una utilitaria. L’inglese è sceso dall’auto per accertarsi che non ci fossero feriti e, dopo aver chiarito la dinamica, è andato a Trigoria per l’allenamento.