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Tammy si è preso la Roma: i numeri di bomber Abraham

Corridore instancabile, cecchino quasi infallibile e dei numeri da trascinatore. Tammy Abraham si è preso la Roma e l’Olimpico che gli ha tributato un’ovazione meritata dopo un’altra prestazione di cuore, carattere e grinta. Una gara condita dal 20° gol stagionale, con 10 reti nel 2022: nessuno ha segnato più dell’inglese in A in questo scorcio di tempo. In questa particolare classifica Abraham è il quarto miglior marcatore d’Europa. Decisivo anche perchè i suoi gol pesano tantissimo: 17 punti conquistati su 47 totali grazie alle sue reti. Numeri da bomber e da trascinatore.

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Roma-Atalanta 1-0 (32′ Abraham) – VINCE LA ROMA

La Roma è pronta al big match di questo pomeriggio contro l’Atalanta di Gasperini. Una vittoria porterebbe i giallorossi a sperare ancora nella qualificazione alla Champions League, e ad approcciarsi nel migliore dei modi alle prossime sfide tra campionato e Conference League.

LE FORMAZIONI

ROMA: Rui Patricio; Mancini, Smalling, Kumbulla; Karsdorp, Pellegrini, Cristante, Mkhitaryan, Zalewski; Zaniolo, Abraham.
A disp.: Fuzato, Boer, Ibanez, Maitland-Niles, Veretout, Sergio Oliveira, Diawara, Bove, Vina, Felix, Carles Perez, El Shaarawy.
All.: Mourinho.

ATALANTA: Musso; Hateboer, Palomino, Demiral, Zappacosta; Freuler, de Roon; Miranchuk, Koopmeiners, Pessina; Pasalic.
A disp.: Sportiello, Rossi, Djimsiti, Pezzella, Maehle, Scalvini, Malinovskyi, Muriel, Boga, Mihaila.
All. Gasperini.

Arbitro: Massa di Imperia. Assistenti: Tegoni e Lo Cicero. IV uomo: Sozza. VAR: Di Bello. AVAR: Ranghetti

RETI: 32′ Abraham

CARTELLINI: Ammoniti: Cristante, Abraham


Finisce così, la decide Abraham con il 20° gol stagionale. La Roma torna a battere l’Atalanta andata e ritorno

95′ – Espulso anche Mkhitaryan per doppia ammonizione

94′ – Atalanta in dieci, espulso De Roon

83′ – Dentro Oliveira, Ibanez e Felix per Abraham, Pellegrini e Karsdorp

80′ – Riconquista palla alta per la Roma con Pellegrini che serve in area Veretout, il francese sbuccia il pallone ma arriva Abraham che calcia alto

74′ – Veretout per Zaniolo

63′ – Clamorosa occasione Roma: angolo Pellegrini, deviazione della difesa dell’Atalanta, arriva Mancini che spara a botta sicura di sinistro pallone alto

61′ – Si fa male Zalewski, problema alla caviglia per il giovane polacco applaudito da tutto lo stadio. Al suo posto Vina

60′ – Boga e Malinovskyi per Pessina e Koopmeiners

51′ – Grande azione nello stretto dell’Atalanta con Freuler che serve Pessina in area, conclusione tesa ma bravissimo Rui Patricio a salvare uscendo col corpo

50′ – Gol annullato a Zaniolo per posizione di fuorigioco

46′ – Angolo Roma battuto da Zaniolo, pallone tagliato sul primo palo dove Kumbulla per un pelo non riesco a battere a rete

Inizia la ripresa, dentro Muriel per Pasalic

CRONACA SECONDO TEMPO

Finisce il primo tempo dopo due minuti di recupero, giallorossi in vantaggio

32′ – GOOOOOOOLLLLLLLLL dell’1-0 della Roma realizzato da Tammy Abraham che riceve da Zaniolo al limite dell’area, stop col destro, dribbling su Palomino e freddo sotto porta a battere Musso

29′ – Ancora pericoloso Zaniolo, con la Roma che sviluppa da sinistra a destra e trova nello spazio il 22 che si gira e rientra verso il centro, ma la conclusione è debole e Musso para

25′ – Tentativo di Freuler dalla distanza, tiro centrale, para Rui Patricio

24′ – Pericolosa la Roma con Karsdorp che trova in verticale Zaniolo da solo in area di rigore ma defilato, il 22 sterza e crossa sul secondo palo, dove Abraham non arriva, pallone troppo lungo

23′ – Mischia in area della Roma, Karsdorp lascia sfilar e per poco Pasalic non batte a rete poi l’olandese spazza via

21′ – Pezzella per Zappacosta nell’Atalanta

18′ – Ottima percussione di Zalewski che trova centralmente Zaniolo stop e tiro teso ma centrale, Musso blocca

3′ – Miracolo di Musso sul colpo di testa di Mancini pescato in area da Pellegrini su calcio d’angolo

Squadre in campo, inizia il match

CRONACA PRIMO TEMPO

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Mou, niente ricorso. Abraham, solo un gol all’Olimpico nelle ultime 6 gare

Contro l’Atalanta, nella gara di andata a BergamoAbraham è stato assoluto protagonista della vittoria della Roma, la prima (e finora unica) contro una big per il Mourinho giallorosso, con una doppietta che ha aperto e chiuso il match terminato 4-1. Da quel momento in poi il centravanti inglese non si è più fermato, segnando nelle successive 4 trasferte (MilanEmpoliSassuolo Spezia) e all’Olimpico un gol, che poi si è rivelato inutile, contro la Juventus.

Come scrive Il Corriere della Sera, quella contro i bianconeri, datata 9 gennaio, è l’unica rete segnata da Abraham nelle ultime 6 partite da lui giocate in campionato (non c’era per squalifica contro l’Inter) all’Olimpico; quello precedente lo aveva realizzato il 28 novembre contro il Torino. Tammy non vede l’ora di tornare ad esultare davanti ai suoi tifosi, e vuole farlo già dalla gara di sabato contro l’Atalanta.Quasi certamente, come nel match di Bergamo, sarà affiancato in attacco da Zaniolo, rimasto inizialmente in panchina contro lo Spezia ma poi rivelatosi decisivo per la conquista dei tre punti avendo conquistato il calcio di rigore poi realizzato dallo stesso AbrahamZaniolo, che nell’azione ha riportato una frattura al setto nasale, ieri si è allenato (senza mascherina protettiva) con il gruppo e sarà a disposizione di Mourinho, che non sarà in panchina.La Roma, infatti, ha deciso di non presentare ricorso contro la squalifica per due giornate comminata allo Special One dal Giudice sportivo dopo la gara contro il Verona.

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Giannini a RS: “Tre punti fondamentali contro lo Spezia, ma la Roma non mi ha esaltato”

PAROLA DI CAPITANO – “Sono stai tre punti importanti, perchè conquistati all’ultimo minuto, ma complessivamente la Roma non mi ha esaltato contro lo Spezia, perchè di fronte aveva comunque una squadra in lotta per la salvezza”. Così Giuseppe Giannini, ex capitano della Roma, ai microfoni di Retesport.

Quando sblocchi queste partite diventano più facili, quando non riesci a sbloccarle, rischi di innervosirti e di non riuscire a vincere. Abraham avrà commesso qualche errore, ma ha avuto una freddezza straordinaria, al 98′, battere quel rigore pesantissimo, è segno di un calciatore lucido, di grandi qualità tecniche e caratteriali”.

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Petruzzi a RS: “Finalmente una Roma convincente! Abraham ha giocato con superficialità”

“Ieri ho visto la Roma che mi piacerebbe vedere sempre, sul piano della prestazione, della voglia di giocare a calcio, che attacca con coraggio. Mou oggi sarà inviperito per le tantissime occasioni gol sprecate dai suoi giocatori”. Così Fabio Petruzzi a Retesport, dopo la vittoria della Roma contro lo Spezia.

L’ex difensore giallorosso ha valutato anche le prestazioni individuali

Cristante ha disputato un’ottima gara, ma chi fa girare la Roma a centrocampo è Mkhitaryan. Sento parlare di rinnovo a Mancini, ma quando si rinnova il contratto all’armeno? Apprezzo tanto Abraham, ma ieri ha giocato con eccessiva superficialità. Bravo a prendersi poi la responsabilità del rigore calciato al 98′”

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LIVE Spezia-Roma 0-1 (98′ Abraham) – TAMMY DAL DISCHETTO, VINCE LA ROMA

La Roma affronta lo Spezia in trasferta nella 27° giornata di Serie A. I giallorossi cercano la vittoria che manca da tre turni consecutivi, i pareggi contro Genoa, Sassuolo e Verona.

LE FORMAZIONI:

SPEZIA 4-3-3: Provedel; Amian, Erlic, Nikolaou, Reca; Kiwior, Sala, Bastoni; Agudelo, Nzola, Verde.
A disp.: Zoet, Zovko, Hristov, Bertola, Maggiore, Ferrer, Antiste, Nguiamba, Bourabia, Kovalenko, Gyasi, Strelec.
All.: Thiago Motta.

ROMA 3-4-2-1: Rui Patricio; Mancini, Smalling, Kumbulla; Karsdorp, Cristante, Veretout, Zalewski; Pellegrini, Mkhitaryan; Abraham.
A disp.: Fuzato, Boer, Ibañez, Maitland-Niles, Diawara, Darboe, Bove, Vina, Carles Perez, Zaniolo, Shomurodov, El Shaarawy, Volpato.
All.: Salzarulo-Foti (Mourinho squalificato).

Arbitro: Fabbri. Assistenti: Mondin – Scatragli. IV uomo: Paterna. VAR: Di Paolo. AVAR: De Meo.

RETI: 98′ Abraham

CARTELLINI: Espulsi: Amian per doppia ammonizione. Ammoniti: Agudelo, Amian, Mancini, Kumbulla


98′ Abraham dal dischetto che insacca alle spalle di Provedel per l’1-0 definitivo della Roma che vince allo scadere

90′ – Incredibile altro gol divorato dalla Roma con Shomurodov che dopo una mischia in area calcia a botta sicura ma trova un difensore dello Spezia. Entra Bove per Mkhitaryan

87′ – Punizione di Pellegrini dai 25 metri, la palla sfiora il palo ed esce

78′ – Tentativo di Mkhitaryan che calcia con il destro, il pallone sfiora l’incrocio. Dentro Shomurodov per Zalewski

77′ – Occasione ancora per Zaniolo che sterza e salta un avversario, entra in area e calcia centrale, facile questa volta per Provedel

74′ – Ancora incredibile Provedel in tuffo a salvare su Zaniolo

70′ – Grande intervento di Provedel sul sinistro all’angolino di Pellegrini

68′ – El Shaarawy per Veretout

62′ – Gyasi per Bastoni nello Spezia

56′ – Incredibile serie di errori che continua con Veretout che riceve in area da Zaniolo, tutto solo il francese stoppa e calcia a giro sul fondo

55′ – Nzola vince un contrasto con Zalewski e si incunea in area da sinistra, tiro secco che Rui Patricio salva. Sul capovolgimento di fronte Veretout offre a Pellegrini in area un calcio di rigore in movimento, palla sul fondo

49′ – Clamorosa doppia opportunità Roma, prima con Zaniolo che calcia al volo su assist di Veretout trovando il corpo di un difensore quasi sulla linea, poi Cristante all’angolino, altro palo giallorosso

47′ – Grandissima occasione da gol sciupata da Abraham, servito in area da Pellegrini, colpo di testa a botta sicura che finisce sul fondo

Zaniolo per Mancini. Inizia la ripresa. Nello Spezia Ferrer per Verde

CRONACA SECONDO TEMPO:

47′ – Veretout scodella in area per Cristante che fa una sponda di testa respinta dalla difesa dello Spezia, arriva Abraham che calcia al volo ma sul fondo

44′ – Espulsio Amian per doppia ammonizione, Spezia in dieci

42′ – Punizione pericolosissima di Verde dal limite dell’area, palla che spiove però ad un metro dal palo

37′ – Tentativo di Bastoni per lo Spezia, conclusione alta sopra la traversa

29′ – Azione in verticale di Mkhitaryan che apre per Pellegrini, il capitano entra in area, sterza su un avversario e calcia a giro sfiorando l’incrocio

19′ – Ancora giallorossi pericolosissimi con Abraham, che recupera palla al limite dell’area e calcia con il mancino in diagonale sfiorando il palo

18′ – Roma sfortunata: Pellegrini con tunnel salta un avversario e punta la porta centralmente, poi destro secco che si stampa sul palo. Sulla ribattuta Abraham trova il corpo di Provedel che devia in corner

17′ – Grande occasione per lo Spezia con Verde che stoppa il pallone sulla destra, salta Zalewski e scarica una sassata che sfiora l’incrocio

8′ – Altra bella azione della Roma, scambio sull’out di destra tra Mkhitaryan e Karsdorp, poi cross radente per Pellegrini che gira con il destro, pallone sul fondo

3′ – Angolo di Veretout che pesca in area Mancini, colpo di testa a botta sicura su cui Provedel d’istinto respinge

Squadre in campo, si parte

CRONACA PRIMO TEMPO

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Problema trasferta: Mourinho gioca le carte Abraham e Pellegrini

Sicuramente, e questo José Mourinho l’aveva capito fin dall’inizio, lo stadio Olimpico in questa stagione poteva rappresentare una marcia in più, scrive La Gazzetta dello Sport. Troppo grande l’entusiasmo della gente giallorossa per non approfittarne, troppo compatti i tifosi intorno a Mou, visto che dei 41 punti in campionato 25 sono arrivati proprio tra le mura amiche. Viceversa, nonostante la presenza numerosa e calorosa dei romanisti in trasferta (anche oggi al Picco saranno più di mille), lontano da casa la Roma soffre. E soffre anche tanto, molto più delle possibili aspettative. Su 17 partite stagionali in trasferta, tra campionato e coppe, la Roma ha perso 8 volte, di cui 6 in Serie A in 12 partite, la metà. Nella classifica dei punti in trasferta (16) la Roma è decima, con una media di 1.33 a incontro. Per cambiare marcia, e provare a prendersela davvero l’Europa, anche quella meno importante, la Roma ha bisogno di cambiare marcia lontano dall’Olimpico. Per farlo, oggi, si affiderà a Pellegrini e Abraham, il capitano e il bomber, i due capocannonieri della squadra. L’inglese, soprattutto, sembra non risentire del mal di trasferta: nelle ultime quattro partite, infatti, ha segnato sei gol. E gli avversari si chiamavano Milan, Atalanta, Empoli e Sassuolo: due squadre avanti in classifica, altre due che esprimono un ottimo calcio. Non è un caso, poi, che questa serie di marcature sia arrivata da dicembre in poi, quando Tammy ha preso più confidenza con le difese italiane e con la Serie A. Per Pellegrini il discorso è diverso, visto che, complici i due infortuni muscolari, non segna in trasferta dalla partita contro il Cagliari dello scorso 27 ottobre. Non è un caso che la miglior Roma quest’anno si sia vista con il miglior Pellegrini in campo.

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‘God Save Tammy’: 13 gol nelle ultime 15 partite. In sette per superare i gol totali di Abraham nella Roma

FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano)C’è Tammy Abraham a quota 18 reti in 32 apparizioni giallorosse, ma anche 7 legni colpiti e 4 assist. Poi c’è un piccolo-grande emisfero di giocatori offensivi, seconde e prime punte, che in questa stagione hanno fin qui faticato oltremodo a trovare la via della rete.

Tralasciando i numeri di Lorenzo Pellegrini che, da centrocampista offensivo, è andato a segno già 9 volte (più 5 assist), quasi tutte però concentrate nei primi mesi di stagione, viste le notevoli difficoltà fisiche accusate da dicembre ad oggi, Josè Mourinho guardando lo score degli altri attaccanti certamente non può sorridere. Particolare la situazione di Stephan El Shaarawy fermo a 6 sigilli stagionali, ma anche lui, come Pellegrini, ha cominciato ad accusare negli ultimi 40 giorni diversi stop che sembrano ormai far parte del suo bagaglio fisico.

3.10.2021 Roma vs Empoli (Serie A) Sport; Calcio; Nella foto: Abraham Pellegrini Zaniolo esultano (Foto Gino Mancini)

Nicolò Zaniolo ha avuto tante opportunità e tra pali e conclusioni sbagliate, finora ha messo a segno solo 4 gol in 28 presenze (quasi 2000 minuti giocati). Mkhitaryan è fermo a 3 ma ha la parziale attenuante di aver arretrato di diversi metri la sua posizione, visto che Mou ha deciso di riqualificarlo nel ruolo di regista in mezzo al campo. Eldor Shomurodov ha offerto invece un rendimento decisamente deludente. Pagato 17 milioni di euro più bonus, dopo un inizio folgorante, l’uzbeko si è perso, finendo nelle retrovie delle gerarchie di Mourinho. L’ex genoa ha siglato solo 4 reti. Felix è rimasto fermo alla doppietta (comunque da tre punti) in casa del Genoa, stesso score per Carles Perez che nel 2022 è stato utilizzato con il contagocce. Da aggiungere a questa lista anche la rete siglata da Mayoral in Conference League, prima dell’addio a gennaio.

Insomma servono 7 calciatori per un totale di 21 reti complessive in tutte le competizioni, per superare di poco lo score del solo Abraham, che è stato spesso criticato per la sua inefficacia sotto porta soprattutto nella prima parte di stagione. Il centravanti inglese ha trovato poi una regolarità impressionante andando a segno 13 volte nelle ultime 15 gare consecutive tra campionato e coppe. Le statistiche nel calcio non sono tutto, ma aiutano a comprendere come migliorare la rosa di una squadra. Non c’è dubbio che la Roma dovrà valutare anche questi numeri, in funzione delle prestazioni e del livello fisico di alcuni calciatori, immaginando di intervenire anche nel reparto offensivo nel prossimo mercato estivo. 

13.2.2022 Sassuolo vs Roma (Serie A) Sport; Calcio; Nella foto: Esultanza (Foto Gino Mancini)
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Sassi nello stagno

(di Francesco Oddo Casano) – C’è un principio ispiratore, che ha guidato Mourinho nella sua carriera fino ad oggi: “Ho i miei metodi d’allenamento, altrimenti farei un altro mestiere, ma continuo a pensare che la differenza la facciano i giocatori”. Pratico, efficace, reale. D’altronde Capello o Sacchi non avrebbero raggiunto straordinari successi senza il grande Milan degli invincibili, così anche il visionario Pep Guardiola non sarebbe stato Guardiola senza Messi, Xavi, Iniesta, Puyol etc, e così via.

Il calcio moderno è alimentato però anche da grandi avventure sportive costruite nel tempo non solo sulle qualità individuali. Il Chelsea di Tuchel ha un gruppo storico di grandi giocatori, che faticavano prima ad esprimere le loro potenzialità e sono migliorati contestualmente ad un’idea di gioco chiara, che li ha resi più forti, portandoli sul tetto del mondo. Il Liverpool di Klopp ha giovato di inserimenti di livello assoluto (Alisson, Salah su tutti) ma nel primo triennio non ha raccolto nulla, stappando l’era dei propri successi con una lenta ma inesorabile costruzione, fondata su un’identità riconoscibile. Insomma non esiste una strada univoca per vincere o un modello assoluto da inseguire. Nel suo piccolo l’Atalanta è una realtà vincente: stabilmente in Champions League da anni, in lotta al vertice del campionato, con un bilancio sano e un monte ingaggi risicato. Ma c’è un aspetto che non va mai dimenticato: nessuna squadra al mondo, che ha scritto la storia di questo sport o che ha semplicemente vinto, è entrata in campo non sapendo cosa fare. Non è questione di qualità estetica del gioco, ma di strategia e identità.

La Roma di Mourinho ha un grande limite, che non risiede forse solo nella qualità della rosa (più o meno scadente), nelle scelte dell’allenatore, negli errori commessi sul mercato. Queste sono componenti endemiche di un progetto che fatica a riconoscersi, ma perfezionabili col tempo. La Roma di Mourinho da settimane scende in campo e guardandosi allo specchio, non vede se stessa ma la proiezione di un gruppo statico, stantio, arido calcisticamente. E’ una formazione che trasmette un senso di apatia e impotenza, che la porta a sbagliare sistematicamente l’approccio alle partite, a regalare interi tempi di gioco o a rientrare, come ieri a Reggio Emilia nella ripresa, con i motori completamente spenti.

E’ evidenziabile però una inquietante involuzione. Perchè nella prima parte di questa stagione la Roma aveva un’identità chiara, innestata sul 4-2-3-1 (ma non è un problema di moduli) o quanto meno lavorava strenuamente per definirla. Squadra compatta, aggressiva, che creava un buon numero di palle gol e ogni tanto perdeva equilibrio, sopperendo però alle sue defaillance, con uno spirito ed un entusiasmo diversi dal recente passato. Si lottava, su ogni pallone, come se fosse l’ultimo, si aggrediva con coraggio. Il momento più alto? Roma-Napoli 0-0. Una gara condotta alla pari dai giallorossi contro una formazione lanciatissima in testa alla classifica.

C’erano state già delle cadute fragorose (Verona e Derby) ma la Roma convinceva per la voglia di provare a vincere tutte le partite. Poi alcuni errori arbitrali e alcune pesanti sconfitte nei big match hanno ridimensionato lo spirito, hanno quasi appiattito quell’istinto di sopravvivenza che la squadra mostrava in ogni gara giocata. Bodo è stato il primo momento di rottura: una debacle totale simile ad una coltellata che Mourinho non ha digerito (forse ancora oggi) e che ha portato a distinguere titolari e riserve in maniera netta, con tanto di epurazioni. Lodevole allora il tentativo del lusitano di scuotere la squadra anche tatticamente. Il cambio modulo ha inciso sulle variazioni di sistema. Mkhitaryan portato al centro del campo ‘perchè è il calciatore più intelligente, che sa leggere il gioco in anticipo‘. Zaniolo accentrato per assistere Abraham. Mosse che hanno accentuato un inevitabile principio: difendere e ripartire, in verticale ma che avrebbero dovuto far emergere anche una maggior capacità di controllo delle partite. Bergamo il momento più alto, una gara praticamente perfetta, sporcata però dalle solite disattenzioni difensive, che potevano costare care. Dopo quella sfida Mourinho si è sentito nuovamente tradito. Si aspettava un salto di qualità che non è mai arrivato. Poi la terza coltellata, contro la Juve, forse quella definitiva. In totale dominio del match, la Roma si è sciolta in sette minuti. Una terza coltellata che sembra aver rassegnato anche lo Special One, cioè colui che ha costruito la sua carriera sull’impeto emotivo e sull’ambizione smodata.

La Roma di oggi è un ibrido senza nè capo nè coda. Una squadra che difende male, attacca peggio, che fatica a costruire un’azione manovrata. Un meccanismo che non trova i giusti ingranaggi e che nel riflesso delle dichiarazioni sanno quasi di resa: “Non mi piace la difesa a tre ma è la soluzione migliore per far sentire più a loro agio i giocatori”. Non è questione di moduli, ma di identità. Si può giocare a 3, a 4 o a 5, ma il piano strategico deve essere chiaro. La Roma scende in campo sapendo di non avere la forza di dominare l’incontro e affronta gli avversari in maniera inerziale. Se passa in vantaggio, si siede e spera di controllare la partita, se poi subisce prova arrembaggi confusi nel finale. Non è ancora chiaro dopo 35 partite che Roma vorrebbe Mourinho, di certo quella che stiamo vedendo è lontanissima dalle speranze e le aspettative del tecnico, che lancia sassi nello spogliatoio come in uno stagno ma ciò che essi propagano, alla luce delle mortificanti risposte del gruppo, sono solo leggere onde d’urto, fini a se stesse.


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Abraham recuperato: domani titolare col Sassuolo in un attacco a tre

Tammy Abraham ha svolto regolarmente la seduta di rifinitura odierna ed è partito insieme alla squadra alla volta di Reggio Emilia, dove domani affronterà insieme ai suoi compagni il Sassuolo di Dionisi. Oggi Mourinho non ha anticipato il modulo o quali giocatori schiererà, ma ha parlato di attacco a tre. Un’ipotesi potrebbe essere quella di Felix-Abraham e Mkhitaryan a supporto nel 3-4-1-2 visto nelle ultime uscite, con Pellegrini e Oliveira in mediana.

Una seconda ipotesi è il ritorno al 4-2-3-1 con El Shaarawy e Felix sugli esterni, Mkhitaryan dietro Abraham e la coppia Pellegrini-Oliveira a centrocampo, nella stessa formula che Mourinho aveva previsto per Roma-Cagliari, prima dell’infortunio nel riscaldamento del capitano giallorosso.