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I bocciati di Mou: da Aouar a Celik e Spinazzola: con la Roma futuro a rischio

Superficiali, perché forse non ha voluto andare oltre e dire anche presuntuosi. L’impressione però è stata più o meno quella, di un attacco diretto a quei giocatori rei – secondo José Mourinho – di non metterci cuore, testa e voglia. Gente che dovrebbe sfruttare al massimo le occasioni ricevute in e che invece spreca un’occasione dietro l’altra, forse anche per limiti oramai conclamati.

Ma con chi ce l’aveva Mourinho giovedì sera a Ginevra? Subito dopo la brutta prestazione andata in scena in casa del Servette, l’allenatore giallorosso è stato chiaro. “Qui c’è gente che ha un atteggiamento sbagliato, che gioca in modo superficiale certe partite. E che senza neanche avere una grande storia in Europa si permette prestazioni del genere, come questa. Gente che ha perso un’occasione. Da oggi in poi a chi mi chiederà perché gioca poco gli dirò che lo farà solo quando gli altri saranno morti…“. 

Il mirino di Mou stavolta si è posato prima di tutto su Aouar, assolutamente impresentabile in quel di Ginevra. A sostenerlo anche i numeri della sua partita, finita dopo appena 56’ di gioco: 12 palloni persi su 37 (di fatto uno su tre), solo due duelli vinti su 9, due dribbling negativi su due e 4 falli fatti. Un disastro, legato anche alla sensazione che il centrocampista algerino giochi con la paura addosso. «Quando il livello delle partite sale di intensità lui fa fatica», aveva detto un po’ di tempo fa lo stesso Mou. Solo che con il Servette Aouar ha sbagliato anche le cose più facili, le più elementari. Adesso l’algerino non solo è deficitario nella fase difensiva («Palla al piede è anche bellino da vedersi, ma deve imparare a difendere con la squadra», l’altro giudizio tranchant del tecnico portoghese), ma anche in quella di possesso, dove invece prima almeno qualcosina riusciva ad aggiungere. L’impressione è che dopo la sfida di Ginevra per Aouar di altre occasione ce ne saranno poche. Almeno a breve. Poi ci sono quelli che sono subentrati. Tabellino alla mano parliamo di Pellegrini, Belotti, Spinazzola e Renato Sanches. Sono i quattro giocatori entrati a partita in corsa, per cercare di dare forze nuove e linfa vitale alla truppa giallorossa. Infine Celik, uno che non ha mai convinto Mourinho anche per evidenti limiti tecnici (esattamente come Kristensen, scivolato a destra da prima a terza scelta). «Gente che quando va a giocare fuori casa sente la mancanza della mamma o del dolce della nonna», l’altra sentenza di Mou…

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Lukaku non basta. Dove sono i nuovi?

La premessa in questi casi è d’obbligo: in regime di Fpp, fare mercato non è semplice. Paletti, parametri da rispettare, liste da compilare, calciatori da inserire: c’è il rischio di andare fuori giri. La questione però può essere anche ribaltata. In regime di Fpp ogni scelta deve essere ponderata.

Come scrive il Corriere della Sera, i rischi, gli azzardi, le ossessioni, non sono ammesse. Soprattutto per un club che da 5 anni fallisce l’appuntamento con l’Europa che conta e che vede i proprietari, dal loro arrivo, aver speso la bellezza di 800 milioni. Perché poi c’è il rischio che una campagna acquisti estiva, resti aggrappata all’unica operazione voluta e portata avanti proprio dai Friedkin, quando ci si è resi conto che arrivare al leasing di Lukaku – dopo aver provato a prendere nell’ordine Scamacca, Morata, Arnautovic, Marcos Leonardo, Beltran e Zapata – era possibile.

Venti milioni (tra ingaggio e costo del prestito al Chelsea) per l’all-in con vista Champions. Ma Romelu da solo non basta. E finora chi lo ha accompagnato a Trigoria ha ampiamente deluso. Enigmatica la frase di Mourinho nel pre-derby su Aouar: “Ho scelto al suo posto Bove perché lui fa fatica quando l’intensità e l’aggressività della partita sono alte”.

Cosa vuol dire? Che l’algerino può giocare soltanto gare di secondo piano? Ad oggi sembra così: contro Inter e Lazio, ha totalizzato 7 e 0 minuti. Un’anomalia, considerando la grancassa che aveva preceduto il suo arrivo ma soprattutto pensando che in queste due gare la Roma non ha avuto a disposizione Pellegrini (al derby in panchina per onor di firma) e che Sanches al massimo era al 20-30%. (…)

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Aouar: “Siamo forti, dobbiamo andare più lontano possibile” – VIDEO

Houssem Aouar ha parlato in mixed zone dopo la vittoria con lo Slavia Praga:

La finale di Europa League dell’anno scorso può spaventarvi? In caso di eliminazione nei turni precedenti si potrebbe parlare di fallimento?
“Sappiamo di essere in un grande club e in una grande squadra, abbiamo pressioni ma è normale. Dobbiamo andare il più lontano possibile. Oggi grande partita, possiamo fare ancora meglio ma è una buona base per il futuro”.

Pensi di poter dare ancora di più? Dove pensi sia il tuo margine di miglioramento?
“Posso migliorare con il pallone ed essere più libero di testa e nei movimenti. Oggi ho giocato bene dal punto di vista difensivo, ma io posso fare di più con il pallone e voglio fare la differenza. È la prima volta che lascio Lione e il mio paese, ho bisogno di tempo ma sono contentissimo di giocare per la Roma e posso migliorare ancora”.

Cosa significa per te giocare queste partite europee con la Roma? Come gestirete le forze te e Cristante in vista di Inter-Roma considerando che oggi avete giocato tutta la partita?
“Domenica è una partita importante per noi, ma anche quella di oggi lo era. Il mister ci ha detto che avremmo dovuto vincere questa partita perché dobbiamo arrivare primi nel girone. Siamo stati sempre concentrati su questa partita, ora testa a Milano. È un onore per me giocare in questo grande club”.

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Aouar, messaggio ricevuto: io come Mourinho

Messaggio recepito alla perfezione, Houssem Aouar ha colto l’invito di Mourinho e ha sfruttato la sua occasione. Una gara totalmente diversa rispetto a quella di giovedì scorso contro il Servette nella quale l’algerino era stato sostituito all’intervallo dopo una prestazione decisamente non positiva. “Aouar deve venire nella nostra direzione, non siamo noi a dover andare verso la sua“. Un messaggio pubblico al centrocampista di svoltare e cambiare marcia, non solo dal punto di vista tattico, ma anche mentale.

Pochi giorni prima del “rimprovero”, José aveva visto il ragazzo giocare con il “ritmo della paura”. Quello cioè dell’insicurezza per non essere in grado di assorbire i meccanismi di squadra, ma soprattutto il timore di imbattersi in nuovi infortuni. Quelli che hanno bloccato spesso la sua carriera e rallentato il suo processo di crescita. Le qualità Aouar le ha sempre avute, la condizione atletica e la paura lo hanno invece frenato. Così qualche prestazione non giocata all’altezza in questo avvio di stagione, fino a ieri. Decisivo il lavoro di Mourinho sulla testa dell’ex Lione arrivato a parametro zero e quel confronto avvenuto alla vigilia di Cagliari a Trigoria per rassicurarlo e aiutarlo a uscire dal momento negativo. (…)

Il mister ha una mentalità vincente, lui vuole sempre di più e anche io – ha ammesso Aouar a fine partita – Sono contento per la squadra, per me e per lui, perché voglio dimostrare di essere importante e con umiltà spero di continuare così”.

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Mourinho: “Temo per Dybala. Il futuro? So cosa voglio”

È una vittoria senza sorrisi, quella ottenuta ieri sera dalla Roma a Cagliari. I giallorossi hanno vinto 4-1 ma tornano a casa con l’ennesimo infortunio: quello di Paulo Dybala, uscito sulle proprie gambe ma in lacrime dopo un fallaccio di Prati al 38’ del primo tempo. Trauma distorsivo-contusivo al ginocchio sinistro, la prima diagnosi, ma nelle prossime ore l’argentino dovrà sottoporsi a tutti gli esami per capire se c’è un interessamento dei legamenti.

Mourinho a fine partita non era ottimista. “Sicuramente – le sue parole – perderemo Paulo per un po’ di tempo, io non sono ottimista. Mi fido sempre molto dei giocatori: quando lui non è ottimista, non lo sono nemmeno io. Ovviamente dobbiamo aspettare i risultati degli esami, però io mi affido all’esperienza dei giocatori e a quello che sentono sul corpo. E Paulo è piuttosto sconfortato”.

Come scrive il Corriere della Sera, la Roma è tornata alla vittoria in trasferta in campionato dopo 6 mesi (l’ultima l’8 aprile a Torino contro i granata): in quest’arco di tempo erano arrivate 4 sconfitte e 3 pareggi in 7 partite.

Dal punto di vista del gioco, nonostante le tante assenze, è stata una prestazione convincente. “Abbiamo cercato più solidità, la partita di Genova è stata stranissima, ma abbiamo impiegato tempo ad analizzarla. Non siamo una squadra veloce, tolto Renato Sanches, abbiamo cercato di avere solidità dietro e abbiamo trovato più compattezza anche a centrocampo. Quando c’è, Dybala occupa la zona di centro-destra, mentre Pellegrini e Aouar quella di centro-sinistra. Era una partita dura per noi perché in panchina avevamo solo Pagano e Pisilli, abbiamo finito il primo tempo con tutti i centrocampisti ammoniti e abbiamo dovuto cambiare gioco”. (…)

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Aoaur sparito dopo l’infortunio, a Marassi vuole tornare protagonista

Aouar you? La domanda, con tanto di consapevole storpiatura, nasce spontanea. Perché dopo il buon esordio di agosto l’algerino che sembrava imprescindibile è letteralmente sparito tra infortuni, bocciature e equivoci tattici ancora da risolvere. L’ex stellina del Lione, arrivato a parametro zero, aveva stupito tutti con Salernitana e Verona salvo poi dover alzare bandiera bianca col Milan. Stop muscolare, uno dei tanti in casa giallorossa.

Come scrive Leggo, non il primo per Aouar che l’anno scorso aveva dovuto saltare una decina di partite per infortuni. Il centrocampista ha rinunciato alla Nazionale, è tornato in gruppo e ha giocato (male) contro lo Sheriff. (…) A Marassi Aouar si gioca un posto con Pellegrini, altro convalescente di cui la Roma ha bisogno per alzare il livello di qualità di un centrocampo orfano di Sanches. Il capitano sembra in vantaggio, ma tra i due potrebbe esserci una staffetta sia col Genoa che col Frosinone.

Ieri entrambi hanno dato buone risposte a Trigoria al contrario di Smalling che continua a restare ai box e potrebbe rientrare dopo la sosta.

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Bove sfida Aouar, Pellegrini si candida

Recupera Lorenzo Pellegrini, ma si ferma Renato Sanches. Il portoghese rischia di averne almeno per due settimane a causa dello stiramento alla coscia destra (il club parla di pre-lesione). Quattro se si considera anche la sosta di ottobre. […] Questa sera con il Torino (ore 20.45) i tre in mezzo al campo saranno Cristante, Paredes e Aouar. Pellegrini, fresco di recupero, spinge per giocare titolare dopo quasi un mese passato tra panchine ed infermeria.

Come scrive il Messaggero, intoccabili per il momento Cristante e Paredes: il primo ha ripreso familiarità con il ruolo di mezzala e l’ex Psg in cabina di regia ha mostrato miglioramenti. Sono da colmare, invece, le lacune in fase di copertura, specialmente sulla sinistra dove in difesa c’è Ndicka e sulla corsia Spinazzola (o Zalewski). […] Sulla corsia di destra fiducia a Kristensen che è diventato il titolare di fascia dopo una serie di prestazioni convincenti. In attacc

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Allenamenti

Trigoria, rifinitura Sheriff-Roma: ok Aouar, assenti Smalling e Pellegrini

La Roma alle 10.45 è entrata in campo a Trigoria per svolgere la seduta di rifinitura alla vigilia della prima gara europea di questa stagione contro lo Sheriff Tiraspol.

In gruppo confermata la presenza di Houssem Aouar, tornato a lavorare con la squadra nella giornata di ieri. Presente anche Kristensen, nonostante non partirà come noto con la squadra, perchè non inserito nella lista UEFA al pari di Azmoun.

Assenti ancora Chris Smalling e Lorenzo Pellegrini, che non parteciperanno alla trasferta di domani sera in Moldavia. Inizio del lavoro con riscaldamento e torelli, poi al termine della parta aperta alla stampa, sarà provata la formazione di domani.

Probabile formazione:

Svilar, Mancini, Llorente, Ndicka; Karsdorp, Bove, Cristante, Aouar, Zalewski; Belotti, Lukaku

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Infermeria

Roma, da monitorare Smalling, Pellegrini e Aouar: le ultime dall’infermeria

Erano tre gli assenti ieri sera all’Olimpico nella festa del gol giallorossa. Smalling e Pellegrini, fermi ai box già alla vigilia e Aouar che si è aggiunto successivamente per un nuovo dolore alla coscia.

Sono tre situazioni che lo staff medico monitorerà e gestirà già nelle prossime ore. Oggi Mou ha concesso un giorno libero alla squadra, anche perché ci saranno tre trasferte consecutive.

Dei tre citati, Pellegrini è quello che sta meglio e quasi certamente sarà tra i convocati per la prima trasferta europea contro lo Sheriff. Più delicate le situazioni di Smalling e Aouar. L’inglese fermo da dieci giorni, tenterà il recupero entro le prossime due sfide. Da verificare l’entità del nuovo problema dell’algerino, non era ancora al 100% e ieri non è stato rischiato.

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Lukaku-Dybala, pronta al debutto la coppia del gol

La Lu-Jo è pronta al decollo. Mourinho pregusta la coppia dei sogni in vista della sfida con l’Empoli che diventa già decisiva per le ambizioni della Roma. Jo sta per la Joya, e quindi Dybala ovviamente. L’argentino si è allenato a Trigoria durante la sosta rinunciando all’Argentina. Le sue condizioni sono in netto miglioramento dopo il problema muscolare riscontrato a Verona. Al suo fianco troverà Lu, ovvero Lukaku, che ha sfiorato all’Inter e ritroverà nella capitale. Big Rom, di ritorno domani dalla nazionale, è apparso in buona forma nella prima col Belgio ed è pronto all’esordio dal 1′ in giallorosso.

Come scrive Leggo, a entrambi piace iniziare col botto la stagione. Nell’ultimo decennio, infatti, sono andati spesso oltre la media di 1 gol ogni due partite nella prima parte del campionato. Dybala lo scorso anno segnò 7 gol in 10 partite tra campionato e coppe, ma anche nelle stagioni passate lo score era alto col picco di 13 reti nel 2017 quando vestiva la maglia della Juve. Stesso discorso per Lukaku che ha ottenuto il massimo proprio con Mourinho in panchina (sempre nel 2017) ai tempi dello United quando mise a segno 10 gol nel primo mese di stagione e con Conte all’Inter nel 2020 quando le marcature furono addirittura 11.

Partenze sprint per una coppia chiamata a risollevare una Roma falcidiata da infortuni e caduta contro Verona e Milan. A proposito di infermeria: Mancini sembra in grado di recuperare per domenica, mentre permangono dubbi sulle condizioni di Pellegrini. In ripresa anche Sanches, Aouar e Zalewski. Il Galatasaray, infine, ha chiesto Celik alla Roma (il mercato turco finisce il 15) ma Mourinho ha detto no.