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Vitesse-Roma 0-1 – LA GALLERY

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Rassegna stampa

Vitesse-Roma 0-1, le pagelle del Prof. Moroni

Giochiamo il primo tempo con 4 uomini in meno (Mitland, Vina, Oliveira e Zaniolo); ma limitiamo i danni; in più troviamo il gol con un calciatore diesel (con quello che costa il gasolio è un lusso). Le sostituzioni migliorano la situazione, però non chiudiamo la partita con altre reti.

Rui Patricio 6: tante belle parate e un errore di piede, forse dovuto anche al campo.

Maitland-Niles 4,5: Atteggiamento da turista svagato. Potrebbe tornar utile se giocasse semplice e concentrato; ma sembra non avere la testa.

Mancini 5,5: Prestazione più che sufficiente, se non fosse per il fatto che ci tiene troppo al premio “Calciatore con poco cervello” e si prende l’ennesima ammonizione.

Ibanez 6: Non è ancora una sicurezza, ma si batte con onore, pur se le punte olandesi non sono quelle del Real.

Kumbulla 6,5: Il migliore del terzetto; come nelle migliori ricette è duro e deciso q.b.

Vina 4,5: Comincia malissimo; poi cresce un po’, ma Mou ha già deciso che deve uscire.

Sergio Oliveira 5: Non basta un gol facile per cancellare una prestazione opaca e un’espulsione. Non era giusta, ma lui sta sempre in ritardo, perché sembra non avere il passo degli altri.

Mkhitaryan 6,5: Dei tre in mezzo è quello che corre di più e che gioca palloni invitanti.

Veretout 4,5: Non è più lui. Gira a vuoto, non graffia e non tira più bene nemmeno i calci piazzati.

Zaniolo 5: E’ rimasto a Roma, probabilmente distratto dai suoi stessi messaggi social.

Abraham 6: Solo nel deserto dei tulipani, si danna e si rende pericoloso almeno 2 volte.

Pellegrini e El Shaarawy S.V.: Il Mister deve sempre trovare un posto per quelli che hanno qualità indiscusse. Non sono mai banali e vedono la porta.

Cristante S.V: Paragonato a Oliveira sembra Mbappè.

Smalling S.V.

Mourinho 6,5: Prova un turnover legittimo; quindi aggiusta le cose con cambi chirurgici. 8° risultato positivo. Ennesimo 1-0, che vale quanto una goleada.

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NEWS

Vitesse-Roma 0-1: buona la prima, a segno Sergio Oliveira

Tutto pronto per il ritorno della Roma in Conference League. La squadra di José Mourinho questa sera sfiderà il Vitesse per l’andata degli ottavi di finale della competizione europea. La squadra ieri pomeriggio ha raggiunto Arnhem, sabato pomeriggio lascerà l’Olanda per spostarsi direttamente a Udine per il match di campionato contro i friulani in programma domenica alle 18.

CRONACA PARTITA

SECONDO TEMPO

93′ – FINISCE QUI! LA ROMA HA VINTO 1-0!

88′ – Ultimo cambio per Mourinho: entra Smalling, esce Mkhitaryan.

86′ – Ammonito Mancini per proteste, il difensore era diffidato e salterà il ritorno.

78′ – Espulso Sergio Oliveira e rosso per il portoghese. Il numero 27 ha sgambettato Wittek e ha ricevuto il suo secondo giallo del match. 

73′ – Intervento in ritardo di Dasa su El Shaarawy, Mourinho chiede il giallo ma l’arbitro non lo accontenta.

69′ – Ammonito Oliveira, il portoghese entra in ritardo su Tronstad.

66′ – Cambio per la Roma: esce Zaniolo, entra Pellegrini.

65′ – Rasmussen liscia il pallone a ridosso dell’area di rigore. Abraham ruba la sfera e prova il pallonetto, scavalca il portiere ma lo stesso Rasmussen in scivolata salva tutto.

64′ – Ci prova Doekhi, il suo tiro però non è angolato e Rui Patricio controlla senza problemi.

59′ – Diverbio tra Mancini e Wittek, il giallorosso si lamenta per aver ricevuto una gomitata sul costato.

59′ – El Shaarawy fa bene la diagonale e chiude l’inserimento degli avversari.

46′ – Riprende il match. Nella Roma entrano Cristante, El Shaarawy e Karsdorp per Veretout, Vina e Maitland-Niles

PRIMO TEMPO

46’ – GOOOOOOL DELLA ROMA!!!!!! Sergio Oliveira raccoglie un pallone in area dopo un corner e lo scaraventa in porta!!! Roma in vantaggio alla fine del primo tempo!

42′ – Occasione Roma! Abraham prova il destro, Houwen è strepitoso e mette in angolo. L’arbitro incredibilmente non assegna il corner.

34′ – Rui Patricio regala la palla a Grbic che serve Openda. L’attaccante è tutto solo davanti la porta ma spara alto. Si salva la Roma.

33′ – Primo giallo per i padroni di casa. Ammonito Oros per un brutto intervento su Zaniolo

31′ – Cross dalla destra di Openda, Rui Patricio in uscita blocca la sfera.

29′ – Abraham e Veretout cercano lo scambio nello stretto, chiude la difesa del Vitesse.

28′ – Grbic ci prova da fuori area, Rui Patricio blocca senza troppi problemi.

21′ – Rui Patricio ancora decisivo. Chiude bene in uscita bassa su Domgjoni, servito ottimamente da Dasa.

21′ – Wittek prova il mancino da fuori area, tiro fuori misura.

20′ – Fallo di Bero su Veretout, la Roma chiede il giallo ma l’arbitro si limita a un rimprovero verbale.

14′ – Annullato per fuorigioco il vantaggio del Vitesse con Grbic

12′ – Ancora Vitesse pericoloso in area, blocca Rui Patricio in presa bassa

8′ – Pericolo Vitesse. Cross da sinistra di Wittek, Openda prova il tiro ma Rui Patricio è attento e salva con un ottimo riflesso.

7′ – Ammonito Vina, intervento in netto ritardo del terzino giallorosso su Dasa.

4′ – Prova il tiro Grbic, Maitland-Niles respinge un pallone pericoloso.

0′- Partiti!

TABELLINO

VITESSE (3-5-2): Houwen; Oroz, Doekhi, Rasmussen, Wittek; Dasa, Tronstad, Domgjoni; Grbic, Openda, Bero.
A disp.: Schubert, Reiziger, Bazoer, Baden Frederiksen, Hajek, Gboho, Yapi, Buitink, Huisman, Manhoef, Hernandez, De Regt.
All.: Letsch.

ROMA (3-4-1-2): Rui Patricio, Mancini, Ibanez, Kumbulla; Maitland-Niles, Oliveira, Veretout, Mkhitaryan, Vina; Zaniolo, Abraham.
A disp: Fuzato, Boer, Smalling, Karsdorp, Diawara, Bove, Zalewski, El Shaarawy, Cristante, Pellegrini, Perez, Felix, Shomurodov.
All.: Mourinho

Arbitro: Raczkowski. Assistenti: Kupsik- Siejka. IV Uomo: Musial.

RETI
CARTELLINI

Vitesse-Roma, dove vedere la partita in tv e in streaming

Il fischio d’inizio del match è fissato alle 18.45. La partita si potrà seguire in diretta testuale su retesport.it e in radio su Retesport, frequenza 104.5

In televisione si potrà seguire su Sky Sport, mentre in streaming oltre a Sky Go il match sarà trasmesso su Dazn.

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I Friedkin e la retromarcia sugli agenti: le commissioni pesano per 23 milioni

L’avviso ai naviganti di calciomercato che risuona a Trigoria da mesi sembra essere chiaro: il club non pagherà più le commissioni agli agenti. Come scrive Repubblica, chi cura gli interessi dei calciatori verrà remunerato solo al momento dell’ingaggio (o dell’eventuale rinnovo). Fine. Tutto il contorno rimarrà tale, almeno sulla carta. Propositi confermati dalla relazione finanziaria semestrale pubblicata dal club giallorosso a fine febbraio, con soli 4 milioni di euro di commissioni di competenza dell’esercizio 2021/22. Di cui 3,1 per le operazioni Rui Patricio, Shomurodov e Vina e circa 800 mila euro per i rinnovi di Mancini e Pellegrini.

Sorprendente come per Tammy Abraham, l’acquisto più oneroso della sessione estiva, e forse il più azzeccato, verranno pagate solo commissioni condizionate alla permanenza in rosa dell’attaccante, per un totale di 4 milioni spalmati nel quinquennio. In una spending review etica in cui la figura terza che ha aiutato Roma e Chelsea nella conclusione della trattativa non verrà remunerata. Ad oggi la commissione per l’agente dell’attaccante inglese è costata alla Roma 400 mila euro, in futuro si vedrà. Soprattutto se il tempo in giallorosso non dovesse coincidere con la scadenza del contratto.

Come verranno pagate le rimanenze? Forse in fase di uscita, come fatto nell’ultimo semestre, per un totale di spesa pari a 7 milioni di euro di commissioni per le cessioni. Al momento dell’acquisto però la Roma continua a pagare gli agenti dei calciatori, ma con una pianificazione diversa. No all’intermediazione, sì alla commissione. Quasi fosse uno slogan, con un tetto massimo fissato al 10%.

In sei mesi (e due sessioni di mercato) gli impegni massimi rivenienti dai contratti con procuratori sportivi sono schizzati da 8 milioni a 23 milioni. Dati in controtendenza rispetto agli ultimi anni, dove l’esposizione oscillava tra 7 e 12 milioni.

Vero è che con la gestione sportiva precedente ci si è lasciati andare a ingenti pagamenti immediati per intermediazione e commissione. Per semplificare, conclusa l’operazione di calciomercato e quindi il lavoro dell’agente, avveniva l’emolumento, senza un effettivo riscontro del campo e del giocatore nell’immediato futuro. Tiago Pinto e i Friedkin hanno scelto un’altra strada. Impegni economici dilazionati nel tempo, non esborsi immediati. Ma comunque oneri che graveranno sui conti futuri della società.

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Vitesse-Roma, le probabili formazioni dei quotidiani

LA GAZZETTA DELLO SPORT (3-4-1-2) 

Rui Patricio; Mancini, Smalling, Kumbulla; Karsdorp, Cristante, Mkhitaryan, Vina; Pellegrini; Zaniolo, Abraham.

CORRIERE DELLO SPORT (3-4-1-2)

Rui Patricio; Mancini, Smalling, Kumbulla; Karsdorp, Oliveira, Mkhitaryan, Vina; Pellegrini; Zaniolo, Abraham.

IL MESSAGGERO (3-5-2)

Rui Patricio; Mancini, Smalling, Kumbulla; Karsdor, Mkhitaryan, Oliveira, Pellegrini, Vina; Zaniolo, Abraham.

IL TEMPO (3-5-2)

Rui Patricio; Mancini, Ibanez, Kumbulla; Karsdorp, Mkhitaryan, Oliveira, Pellegrini, Vina; Zaniolo, Abraham.

TUTTOSPORT (3-5-2) 

Rui Patricio; Mancini, Smalling, Kumbulla; Karsdorp, Pellegrini, Mkhitaryan, Oliveira, Vina; Zaniolo, Abraham.

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Mourinho a digiuno dal 2017: “Ma questa Roma può farcela”

Montella segnò il suo ventunesimo gol nell’ultima partita della sua prima stagione romanista, sul campo del Verona, facendo una piroetta su se stesso in area piccola e beffando Frey con un delizioso pallonetto di sinistro. Poi finì 2-2, era il 14 maggio 2000, giorno in cui la Lazio – 500 chilometri più a sud – stava per festeggiare il suo secondo scudetto, scrive il Corriere della Sera. La Roma vinse il terzo l’anno dopo, il 17 giugno 2001, battendo 3-1 il Parma: Montella segnò il 2-0 e fece il lancio di 60 metri sfruttato da Batistuta, dopo un dribbling su Cannavaro, per infilare Buffon sul suo palo firmando il gol della sicurezza. Era il 21° del 2000-01 per l’argentino, anche lui appena vestito di giallorosso. Batigol li fece in 32 partite, Montella in 41, mentre stasera ad Arnhem giocherà la 37ª Abraham, che potrebbe eguagliare quei due gloriosi predecessori arrivando alla stessa quota 21 che gli varrebbe un record nell’era moderna, perché nessun neo-romanista ha segnato di più negli ultimi novant’anni. Davanti al 24enne inglese – 13 gol in campionato, 6 finora in Conference League e 1 in Coppa Italia – resterebbe solo “Sigghefrido” Volk, che nel 1928-29 (la prima stagione per lui, la seconda in assoluto della storia romanista) ne realizzò 24 nelle 30 partite della Divisione Nazionale, l’ultimo campionato con questo nome prima della nascita della serie A: non ne giocò altre, perché la Coppa Italia non c’era e la Roma esordì in Europa solo nel 1931, quando il primo gol – a Praga – lo segnò naturalmente lui, il centravanti arrivato da Fiume, che oggi è la croata Rijeka. Una rete al Vitesse (o anche di più, naturalmente) aiuterebbe Abraham nella rincorsa ad un altro traguardo: diventare il sesto capocannoniere della Roma in Europa.

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Abraham insegue il gol numero 21: raggiungerebbe Montella e Batistuta

Montella segnò il suo ventunesimo gol nell’ultima partita della sua prima stagione romanista, sul campo del Verona, facendo una piroetta su se stesso in area piccola e beffando Frey con un delizioso pallonetto di sinistro. Poi finì 2-2, era il 14 maggio 2000, giorno in cui la Lazio – 500 chilometri più a sud – stava per festeggiare il suo secondo scudetto, scrive il Corriere della Sera. La Roma vinse il terzo l’anno dopo, il 17 giugno 2001, battendo 3-1 il Parma: Montella segnò il 2-0 e fece il lancio di 60 metri sfruttato da Batistuta, dopo un dribbling su Cannavaro, per infilare Buffon sul suo palo firmando il gol della sicurezza. Era il 21° del 2000-01 per l’argentino, anche lui appena vestito di giallorosso. Batigol li fece in 32 partite, Montella in 41, mentre stasera ad Arnhem giocherà la 37ª Abraham, che potrebbe eguagliare quei due gloriosi predecessori arrivando alla stessa quota 21 che gli varrebbe un record nell’era moderna, perché nessun neo-romanista ha segnato di più negli ultimi novant’anni. Davanti al 24enne inglese – 13 gol in campionato, 6 finora in Conference League e 1 in Coppa Italia – resterebbe solo “Sigghefrido” Volk, che nel 1928-29 (la prima stagione per lui, la seconda in assoluto della storia romanista) ne realizzò 24 nelle 30 partite della Divisione Nazionale, l’ultimo campionato con questo nome prima della nascita della serie A: non ne giocò altre, perché la Coppa Italia non c’era e la Roma esordì in Europa solo nel 1931, quando il primo gol – a Praga – lo segnò naturalmente lui, il centravanti arrivato da Fiume, che oggi è la croata Rijeka. Una rete al Vitesse (o anche di più, naturalmente) aiuterebbe Abraham nella rincorsa ad un altro traguardo: diventare il sesto capocannoniere della Roma in Europa.

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Di Livio a Retesport: “Mi auguro che Mkhitaryan rinnovi con la Roma”

Ambiente caldo sì, ma il Vitesse è contestato e la Roma deve approfittarne”. La legge così, alla vigilia, la sfida tra giallorossi e olandesi il nostro Angelo Di Livio, intervenuto nel pomeriggio a Retesport.

Farei riposare Mancini domani, dando spazio a Ibanez, anche perchè poi Kumbulla mancherà domenica. Penso che la Roma debba puntare alla finale, è tra le favorite del torneo, se giocherà con la stessa intensità mostrata contro l’Atalanta. Mkhitaryan? E’ un valore aggiunto per la Roma, mi auguro che possa rinnovare”

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CONTEST RETESPORT – Disegnate il Lupetto di Gratton! – GALLERY

Disegnate il lupetto di Gratton e inviatecele su WhatsApp al 3346104220! Ecco il vostro lupetto pubblicato sul sito di Retesport!

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Zaniolo, l’arte dell’assist. Ma ora Mourinho lavori sulle emozioni

Zaniolo per mesi ha rincorso con tutti i mezzi la buona salute e, allenandosi come un forsennato, si è costruito un fisico nuovo scrive La Reppublica. Più compatto, più tosto. Più adulto. Ecco perché gli è stato cambiato ruolo: da attaccante esterno, abituato a flirtare con la fascia laterale, è diventato una punta, gioca più in mezzo al campo e più che fare a corse con gli avversari adesso ci fa a botte (sportivamente parlando, sia chiaro). Un giocatore per certi versi unico, nel panorama italiano. Che raggiungerà, probabilmente, solo quando avrà smussato alcuni ingombranti angoli del suo carattere. Non che debba contenersi (andrebbe contro il suo dna), però una più corretta gestione delle forze, delle emozioni e della emotività potrebbe vistosamente aiutarlo a migliorare. José Mourinho, seguendo un collaudato copione, lo tratta bene o male a seconda delle circostanze e delle convenienze. Una volta lo protegge, un’altra lo censura, un’altra ancora lo elogia oppure lo lascia fuori senza dare troppe spiegazioni pubbliche. Non sarà mai un bomber, Nicolò. Il suo calcio è fatto anche di gol, non soltanto di gol. L’arte dell’assist, che lui la conosce alla perfezione, non è virtù di poco conto. Chiedere al suo socio Abraham, Mister Twenty, per averne un’immediata conferma.