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Mou lo sbarco venerdì: lo staff, la presentazione e la nuova vita al centro di Roma

Josè Mourinho è pronto a sbarcare nella sua nuova avventura giallorossa. Lo Special One, ha registrato a Londra nelle scorse settimane alcuni contenuti digital per il club, ha preso contatto con la nuova realtà quasi sempre a distanza, poi ha lasciato l’Inghilterra per rilassarsi a casa, in Portogallo. E ha fatto perdere le proprie tracce, se non per qualche dichiarazione rilasciata a Talk Radio.

Come riporta il Corriere della Sera, Mou dovrebbe arrivare a Fiumicino o Ciampino (ad oggi più il primo scalo del secondo) venerdì in giornata e dovrebbe essere presentato il 5 luglio. Non a Trigoria, troppo piccola e troppo poco appariscente per un personaggio del genere. Forse a Terrazza Caffarelli, sopra il Campidoglio con vista mozzafiato su Roma, per scoprire subito l’effetto che fa.

Mourinho vorrebbe abitare in Centro, ha visto alcune abitazioni tra cui una al secondo piano di Palazzo Taverna, ma non ha ancora sciolto la riserva perché vuole vedere le case di persona. I primi giorni rimarrà in hotel e si dividerà con Trigoria, dove avrà un ufficio nuovo di zecca. Ai piani alti, non adiacente allo spogliatoio, come altri allenatori in passato.

Porterà con sé alcuni collaboratori – Joao Sacramento (assistente allenatore), Carlos Lalin (responsabile dell’area riatletizzazione) e Nuno Santos (preparatore dei portieri) – che lavoreranno a stretto contatto con Stefano Rapetti (responsabile della preparazione atletica), Michele Salzarulo (responsabile match analyst) e Giovanni Cerra (data analyst). Non si muoverà con l’autista, Mou, come invece fanno Dan e Ryan Friedkin, ma guiderà personalmente la sua auto. 

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Mourinho, lo sbarco a Roma tra 7 giorni con un jet privato

José Mourinho e la Roma preparano il primo appuntamento vero. Nei giorni scorsi una delegazione del club ha effettuato un sopralluogo all’aeroporto di Ciampino, nell’ala riservata ai voli privati, per impostare lo sbarco dell’inquilino più atteso a Trigoria. Come riporta quotidiano Il Corriere Dello Sport la data dell’arrivo è stata fissata per il 3 luglio, ma potrebbe anche essere anticipata al 2. Dopo qualche giorno di riposo, anche Guido Fienga è pronto a tornare in pista per partecipare al comitato d’accoglienza.

La stagione della Roma d’altra parte comincia già il 5. Il raduno ufficiale è stato già programmato per il 6 e 7 luglio, quando i giocatori si sottoporranno a test medici e atletici, ma il giorno prima, come da protocollo, tutti i componenti del gruppo squadra saranno sottoposti ai tamponi di controllo. Molti sono vaccinati, quindi si tratterà di una mera formalità. Quanto alla prima esibizione pubblica di Mou, il riserbo della Roma è assoluto. Data inclusa. Non è prevista una conferenza stampa immediata, a maggior ragione se lo stesso giorno l’Italia sarà impegnata nel quarto di finale dell’Europeo. Non è sicuro che la location sarà Trigoria, che non potrebbe ospitare un numero di giornalisti congruo.

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Calciomercato

Roma, Kostic nel mirino: contatti in corso con l’Eintracht

Filip Kostic è il nuovo obiettivo per il reparto offensivo della Roma. Dopo le indiscrezioni dei giorni scorsi, arriva la conferma da Sky Sport. Secondo Gianluca Di Marzio, i contatti per il serbo del ’92 in forza all’Eintracht, che piace molto a Mourinho, sarebbero già stati avviati.

La chiusura non è prevista a brevissimo, ma dopo aver completato qualche uscita i giallorossi cercheranno di regalarsi il giocatore per una cifra di circa 15 milioni di euro.

In quest’ultima stagione Kostic ha realizzato 4 reti ma soprattutto 17 assist in Bundesliga.

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Rassegna stampa

Mourinho porta la Roma a casa sua: ecco l’idea per il ritiro

Mourinho vuol portare la Roma ad allenarsi a casa sua. Da martedì il nuovo segretario Lombardo, accompagnato da una dirigente del marketing, la Pedetta, che ricopre il ruolo di brand manager, è stato a visionare alcune località in Portogallo, tra le quali una è nelle vicinanze di Oporto. Come scrive il Corriere dello Sport, la sede del ritiro è molto probabile che sarà in Portogallo.

Entro questa settimana si prenderà una decisione. La partenza potrebbe avvenire tra il 26 e il 28 luglio, dopo una prima fase della preparazione che si svolgerà a Trigoria e si concluderà con la prima uscita all’Olimpico, programmata per domenica 25.

I test medici all’inizio della preparazione si faranno a Villa Stuart e al campus Biomedico, struttura questa che ha sempre gestito tutti i test anti Covid del club giallorosso. Se verrà scelta la sede del ritiro in Portogallo si disputerà una delle tre amichevoli richieste da Mourinho contro il Benfica. L’ipotesi di un ritiro in Italia non è mai stata presa in considerazione, mentre restano in piedi alcuni soluzioni in Austria e in Germania.

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Mou e la vittoria nel Dna: “Non ho bisogno di vincere altri titoli per dimostrare di essere un vincente”

Nuova intervista di Josè Mourinho, che ai microfoni del The Times, ha parlato questa volta solo degli Europei:

“Non credo ci saranno sorprese. Per me Francia, Germania, Italia, Belgio, Spagna, Inghilterra, Portogallo sono tutte sullo stesso livello. 

Ma come fa a ottenere il massimo dai suoi giocatori?

“È facile quando i giocatori, la società e lo staff condividono i tuoi valori. Questo è importantissimo. Faccio un esempio: alcuni allenatori multano chi si presenta in ritardo, io no. Io non voglio punire. Voglio semplicemente che certe cose non avvengano. E se tutto l’ambiente condivide questa mia priorità allora non è necessario punire chi sgarra. Perché può capitare a chiunque di trovare traffico o di dormire mezz’ora in più. La voglia di vincere è nel mio dna. Io non ho mai conosciuto una persona che ha più voglia di vincere e più passione di me. Sono fatto così. Io non ho bisogno di vincere un altro trofeo per dimostrare il mio valore. Si va avanti per passione, per fame, per voglia».

Sui giovani…

 “Alcuni amano il calcio. Altri amano lo stile di vita che il calcio ti dà. Non è la stessa cosa. Io cerco di capire questo. Chi è innamorato del pallone come lo sono io non avrà mai problemi”.

Sui quattro centravanti più forti dell’Europeo: Ronaldo, Kane, Lukaku e Benzema.

“Lavorare con i migliori giocatori del mondo, è una sfida diversa ma una grande sfida. Per un allenatore, c’è molta pressione: “Ho l’oro nelle mie mani e devo assicurarmi che brillerà”. In caso contrario, la pressione è sull’allenatore. Lo sappiamo tutti. Se le stelle non si comportano secondo le aspettative – ha scritto sul Times – è molto difficile per l’opinione pubblica puntare il dito contro il giocatore. È più facile dare la colpa all’allenatore. “Questa superstar non sta giocando alla grande perché l’allenatore non lo sfrutta al meglio, perché il sistema tattico non è adattato bene, perché non dovrebbe giocare in questo sistema”. Se non segna Romelu Lukaku, un ragazzo che è stato fantastico per tutta la stagione, la gente guarderà all’allenatore del Belgio Roberto Martínez. Se Harry Kane, il giocatore con più gol e più assist in Premier League in questa stagione, non segna, cercherà Gareth Southgate. Con Cristiano Ronaldo è lo stesso.Ma allo stesso tempo è una pressione fantastica perché sai che questi giocatori possono risolvere una partita per te: una possibilità e mettono la palla in rete. Vinci una partita serrata, una partita tirata, una partita ai tempi supplementari. Qualsiasi allenatore pagherebbe per avere questi ragazzi dalla propria parte.

Su Romelu Lukaku

Penso che sia il grande momento per lui per dire al mondo: “Sono qui e sono uno dei migliori attaccanti”. Questi due anni all’Inter gli hanno dato la statura e la fiducia in se stessi che prima non aveva. Al Chelsea era ancora un ragazzino. Al Manchester United, era ancora in fase di sviluppo. All’Inter è diventato il top man. È diventato amato: un grande amore dai tifosi, l’amore dai compagni di squadra, ottimi rapporti con l’allenatore. È un ragazzo fisicamente così forte, ma c’è anche un bambino dentro che ha bisogno di quell’amore, ha bisogno di quel supporto, ha bisogno di sentirsi importante. Questo periodo dell’Inter gli ha dato tutto, soprattutto vincendo lo scudetto dopo tanti anni. Ha alzato il suo gioco basandosi su questo lato emotivo delle cose. Ora è un giocatore molto migliore. Per lui è più facile fare il passaggio in Belgio perché gioca lo stesso sistema dell’Inter. È un déjà vu, e Lukaku è cresciuto tatticamente. È un grande momento per dimostrare al mondo la sua evoluzione. Non c’è dubbio che segnerà gol e lotterà per la Scarpa d’Oro. Nel calcio moderno, l’area di rigore diventa un campo minato. Ogni squadra che gioca cinque, sei partite avrà sempre un paio di rigori.

Su Cristiano Ronaldo

Che dire? Ha 36 anni ed è stato ancora comodamente il capocannoniere della Serie A la scorsa stagione con 29 gol con la Juventus. Questo ti dice quanto abilmente abbia adattato il suo gioco da attaccante. Non lo vedi allargarsi con la palla a destra o a sinistra, fare diagonali e attaccare con quei dribbling, ma può ancora risolvere le partite e segnare molti gol. La sua efficienza nella rifinitura è incredibile. Il Portogallo ha altri giocatori creativi: Diogo Jota, Bernardo Silva e Bruno Fernandes. Cristiano, soprattutto in nazionale, gioca da numero 9 con un po’ di libertà di movimento. Un giocatore come Ronaldo sarà sempre protagonista, al centro dell’attenzione. Gli altri giocatori lo sanno. La domanda è come lo sentono. In senso positivo o negativo? Lo provano con gelosia: non è giusto, siamo una squadra, stiamo lavorando sodo e tutta l’attenzione va a una stella?. Oppure possono interpretarlo positivamente, che la pressione è sull’altro e io sono più libero di fare il mio gioco. Queste stelle sono una via di fuga per gli altri. Nella squadra portoghese, il leader è lui, l’uomo principale, il ragazzo che attira tutta l’attenzione e c’è una tale differenza di status che sento davvero che non c’è un solo giocatore che pensa che dovrebbe essere diversamente. Lo accettano tutti. Si sentono tutti protetti da questa aura che circonda Cristiano ed è una cosa molto buona per una squadra. Forse quando se ne andrà avremo un periodo in cui l’ego combatterà: chi è il prossimo, il prossimo capitano e il prossimo protagonista? Abbiamo alcuni giocatori che possono lottare per questo. Immagino che la squadra polacca con Robert Lewandowski sia in una situazione simile. Il problema non è quando c’è Cristiano ma quando non ci sarà.

Su Karim Benzema

Penso che il miglior complimento che puoi fargli sia che Cristiano fosse innamorato di Benzema al Real Madrid. Per Cristiano essere innamorato di un altro attaccante significa che fa molto per Cristiano e fa molto per ogni attaccante che gioca intorno a lui. Probabilmente è l’unico numero 9 che conosco a non essere egoista nel suo gioco. Karim è un ragazzo molto dolce. È molto calmo. È davvero un uomo di squadra. In questo senso posso paragonarlo a Harry Kane. Direi che Harry segna più gol, probabilmente ha più di quell’istinto da attaccante killer. Ma Karim è assolutamente fantastico e quando guardi la squadra francese e immagini Antoine Griezmann e Kylian Mbappé che giocano con Benzema, penso che possa essere qualcosa di grandioso. Mbappé è molto, molto veloce, Griezmann ha un’incredibile capacità di tiro e arriva dietro l’attaccante e tra le linee, e il modo in cui Karim interagisce con gli altri è fantastico. Sta invecchiando ma il suo corpo sembra più giovane. Si prende una cura incredibile della sua salute. La sua vita è cambiata molto da quando era un ragazzo fino ad oggi. È un professionista fantastico. La Francia ha fatto grandi cose senza di lui – erano campioni del mondo e hanno raggiunto la finale degli Europei nel 2016 – quindi ora che l’allenatore lo riporti indietro è perché è sicuro al 100% che funzionerà.

Su Harry Kane

La cosa buona di questi giocatori è che sono anche molto intelligenti. Capiscono molto bene il calcio e capiscono dove possono influenzare di più il gioco. Harry Kane può essere qualsiasi cosa. Se gioca con ali a cui piace attaccare lo spazio, sente chiaramente che il modo in cui può influenzare di più il gioco è quello di andare in profondità e lasciare che altri attacchino per poi arrivare in area in una fase successiva. È un ragazzo a cui piace dialogare con gli allenatori e sono sicuro che lui, Gareth Southgate e Steve Holland abbiano un’ottima comunicazione. L’Inghilterra può giocare con ali come Raheem Sterling e Marcus Rashford, ragazzi veloci, o con Mason Mount, Phil Foden e Jack Grealish, che sono completamente diversi. Harry ha le conoscenze tattiche per adattarsi.

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Calciomercato

Roma, Mkhitaryan rinnova ufficialmente fino al 2022

AS Roma è lieta di annunciare che Henrikh Mkhitaryan ha prolungato il proprio contratto con il Club fino al 30 giugno 2022.

Il calciatore è arrivato alla Roma nell’estate del 2019 e ha collezionato complessivamente 73 presenze e 23 gol in maglia giallorossa. “In questi due anni la Roma mi ha conquistato, come squadra e come città, grazie all’incredibile passione dei tifosi”, ha commentato il calciatore armeno. L’ambizione della società è molto alta e sono davvero orgoglioso di poter dare il mio contributo per affrontare le sfide che ci aspettano nella prossima stagione. Daje Roma!”.

Nel 2020-21 Mkhitaryan ha realizzato 14 reti e ha fornito 13 assist.

Siamo felici che Mkhitaryan abbia deciso di proseguire la sua esperienza alla Roma”, ha dichiarato Tiago Pinto, General Manager dell’area sportiva. “Come ha già dimostrato in campo, le sue qualità saranno molto importanti per aiutare la squadra a raggiungere i suoi obiettivi nella prossima stagione”

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Mou telefona a Zaniolo: “Aiutami a vincere”

Uno dei punti di forza di Josè Mourinho è la capacità di lavorare sulla psiche dei calciatori. E con qualcuno lo Special One ha già cominciato: nei giorni scorsi il tecnico portoghese ha chiamato al telefono Nicolò Zaniolo per spronarlo a recuperare pienamente. “Aiutami a vincere, con te sarà più facile”, questo in sintesi il concetto espresso da Mourinho, che vuole riportare il classe ’99 al massimo delle sue potenzialità.

Come scrive il Corriere dello Sport, intanto il giocatore si allena al Kinemove Center, seguito da uno specialista che Mourinho conosce bene: Gian Luca Bisciotti, che ha lavorato nell’Inter del Triplete come preparatore atletico. Naturalmente anche la Roma sta monitorando la situazione attraverso il dottor Manara. Zaniolo da parte sua ha deciso di rinunciare alle vacanze con l’obiettivo di presentarsi al meglio a Trigoria: per lui il rientro è fissato per il 27 giugno, quando ultimerà il suo lavoro personalizzato per poi rientrare in gruppo.

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A Londra si fa la Roma: blitz dei Friedkin a casa Mourinho

La Roma continua a lavorare sul fronte societario per costruire la migliore rosa possibile per il futuro. Per questo motivo i Friedkin si trovano a Londra, per chiudere affari per il club e soprattutto per confrontarsi direttamente con José Mourinho. Il tecnico portoghese infatti in attesa di sbarcare nella Capitale sta costruendo a distanza la sua prossima Roma. Per questo il derby di domani, oltre che per Fonseca, potrebbe essere l’ultima stracittadina anche per altri giocatori.

Come riferisce la Gazzetta dello Sport, tra questi ci potrebbe essere Fuzato, che nonostante la crescita nel finale verrà ceduto in prestito. In difesa discorso simile per Bruno Peres, con il contratto in scadenza, e Reynolds, che potrebbe andare in prestito per giocare con più continuità. Anche in attacco sono molti i dubbiDzeko vorrebbe rimanere, ma la società sembra sicura di voler tenere Borja Mayoral e puntare su un altro attaccante anche per il futuro. Mkhitaryan è stato il migliore in questa stagione, ma con Mourinho il rapporto non è mai stato dei migliori. Pedro ha già lavorato con il protoghese, ma se la società dovesse ricevere una buona offerta potrebbe lasciarlo partire, vista la presenza dei tanti giovani come Zaniolo, Carles Perez, El Shaarawy e i rientranti Under e Kluivert.

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Tor di Valle, clamoroso: Lotito può scippare lo stadio alla Roma

Tor di Valle potrebbe diventare lo “Stadio della Lazio”. La notizia la lancia L’Espresso in un articolo dedicato all’immobiliarista ceco Radovan Vitek. Nel pezzo si fa riferimento alla possibilità che l’affaire Stadio a Tor di Valle possa cambiare sponda del Tevere e passare da quella giallorossa a quella del club guidato da Claudio Lotito. In sostanza, vista la decisione dei Friedkin di troncare il rapporto con la Eurnova di Luca Parnasi, Vitek, che ha liquidato nel frattempo tutti i crediti pendenti sulle aree dell’ex ippodromo cancellando, quindi, i pignoramenti, starebbe valutando di offrire il progetto “chiavi in mano” alla Lazio come “piano B”. E Lotito sarebbe tutt’altro che disinteressato.

La formula potrebbe essere non dissimile da quella inizialmente pensata per la Roma, l’affitto da pagare a una società terza. In pratica, invece che pagare l’affitto al Coni per l’Olimpico lo si pagherebbe a Vitek. Con la clausola che al termine del periodo stabilito, l‘impianto potrebbe passare nel patrimonio della società sportiva.

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Sampdoria-Roma 2-0, le pagelle di Rete Sport

La Roma cade ancora. Dopo la pesantissima debacle di Manchester, i giallorossi perdono anche a Marassi contro la Samp per 2-0. Dopo una buona prima mezz’ora la squadra di Fonseca ha palesato i soliti difetti: gol preso su errore della retroguardia in fase di impostazione e incapacità di reagire nella ripresa.

Le pagelle di Rete Sport:

Fuzato 6 – Prima da titolare in A per il brasiliano che tutto sommato non fa rimpiange le ultime versioni di Pau Lopez e Mirante. Incolpevole sulle due reti subite, buone un paio d’uscite. Merita di andare a giocare con continuità

Mancini 6,5 – E’ uno dei pochi che si arrabbia in campo, che sbraita contro i compagni che sbagliano letture e passaggi banali. Scarica forse a Marassi la rabbia per esser stato assente giovedì scorso a Manchester

Smalling 5,5 – Parte discretamente bene, poi come accaduto all’Old Trafford, cala vistosamente a livello fisico perdendo lucidità e riferimenti. Impacciato in un paio d’occasioni che potevano provocare danni peggiori di quelli già subiti

Kumbulla 6 – Rientro e nuovo infortunio, questa volta meno grave di quello al ginocchio patito un mese fa in Albania. Si destreggia in maniera discreta, respingendo diversi pericoli. Sfortunato nello scivolone a trequarti in occasione della prima rete doriana

Santon 5,5 – Corre bene nella prima mezz’ora poi Augello lo costringe a sostare stabilmente a pochi metri dalla sua area di rigore. Un paio di cross pericolosi, in un mare di minuti anonimi

Villar 5 – Caduto in buco nero di mediocrità, lo spagnolo fa quasi tenerezza quando deve andare a contrasto con qualsiasi avversario che lo sovrasta. Scadente in fase di costruzione come nelle ultime gare di questa stagione

Cristante 5,5 – Ritrova la linea mediana, ma il passaggio di ruolo non lo agevola. Appare decisamente appesantito dalle scorie di Manchester, a tal punto da rischiare la doppia ammonizione in più di un’occasione

Bruno Peres 5 – Improponibile come spesso gli accade da quando gioca in Serie A con la Roma

Mkhitaryan 5 – Altra prestazione negativa dell’armeno, lontano parente del trascinatore della prima parte di stagione

Dzeko 5 – La stagione del bosniaco è tutta raffigurata nel rigore sbagliato. Un’annata che lo ha visto protagonista nelle ultimissime sfide europee, ma lontanissimo parente in campionato del centravanti di livello che è stato nei suoi primi anni alla Roma. Non segna dai primi di gennaio in A, esperienza nella capitale ormai agli sgoccioli

Mayoral 5,5 – Vispo e sempre nel vivo del gioco nei primi 40 minuti. Affonda come gli altri nella ripresa. Un gran gol annullato dal VAR gli nega la gioia personale

Fonseca 5 – Incassa la nona sconfitta in trasferta in campionato, 101 reti in due campionati. Una stagione che sta finendo come peggio non si poteva immaginare

Sost.
Darboe 6
Pastore 6
Ibanez 6
Karsdorp 6