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Italia, nuovo stop con la Macedonia: Cristante 90 minuti. Prima per Ndicka con la Costa d’Avorio

La nazionale azzurra non è andata oltre l’1-1 contro la Macedonia del Nord. Una vera e propria bestia nera, dopo l’eliminazione ai play-off mondiali di un anno e mezzo fa.

A Luciano Spalletti non è bastato dunque il ritorno al gol di Ciro Immobile per battere la nazionale di Elmas (suo ex calciatore a Napoli). Ora l’Italia dovrà a tutti i costi superare l’Ucraina martedì, che ieri ha fermato sull’1-1 l’Inghilterra in testa al girone con 13 punti (Italia ferma a 4 ma con 2 gare in meno).

Bryan Cristante ha disputato gli interi 90 minuti più recupero per quanto concerne il contingente giallorosso in azzurro. Due grandi occasioni da gol nel primo tempo su calcio d’angolo e una discreta prova in regia nel 4-3-3.

Attese in giornata novità sulle condizioni di Gianluca Mancini, fermato da un problema all’adduttore destro dopo uno scatto all’altezza della linea di fondo, a protezione di un pallone che stava sfilando fuori.

Anche Evan Ndicka è riuscito a mettere nelle gambe i primi minuti ufficiali della stagione, scendendo in campo con la maglia della Costa d’Avorio per 90 minuti contro il Lesotho (vittoria 1-0 valida per le qualificazioni alla Coppa d’Africa).

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Nazionali Roma, ecco impegni e date di rientro per Lukaku e compagni

Complici gli stop muscolari accusati da Zalewski e Aouar, sono dodici complessivamente i calciatori della prima squadra che saranno fuori per i rispettivi impegni per le nazionali. Una buona chance soprattutto per Lukaku di giocare e mettere minuti nelle gambe in vista dell’esordio ufficiale dall’inizio con la Roma, che i tifosi auspicano sia contro l’Empoli alla ripresa del campionato.

Tutti i calciatori partiti dalla capitale saranno coinvolti in almeno due match tra gare ufficiali ed amichevoli. I primi a rientrare saranno Pisilli e Pagano (in Under 20) e Rui Patricio, che faranno ritorno a Trigoria martedì 12 settembre.

Il giorno seguente, mercoledì 13, è atteso il rientro della maggior parte dei giallorossi convocati dalle rispettive nazionali: i quattro azzurri chiamati da Spalletti, dopo le gare contro Macedonia e Ucraiana; Romelu Lukaku, Zeki Celik, Bove e Ndicka.

Ultimo in ordine di tempo dovrebbe essere Paredes che giocherà nella notte del 12 settembre il secondo match con l’Argentina, si imbarcherà nelle ore successive e probabilmente causa fuso orario, sarà realmente a disposizione di Mou a partire da giovedì 14 settembre.

ECCO IL QUADRO COMPLETO

Cristante/Pellegrini/Spinazzola/Mancini:
Macedonia del Nord-Italia 9 settembre
Italia-Ucraina 12 settembre
Rientro mercoledì 13 settembre

Lukaku:
Azerbaigian-Belgio 9 Settembre
Belgio-Estonia 12 Settembre
Rientro il 13 Settembre

Rui Patricio:
Slovacchia-Portogallo 8 Settembre
Portogallo-Lussemburgo 11 Settembre
Rientro il 12 Settembre

Celik:
Turchia-Armenia 8 Settembre
Giappone-Turchia 12 Settembre
Rientro il 13 Settembre

Paredes:
Argentina-Ecuador 8 Settembre
Bolivia-Argentina 12 settembre
Rientro tra il 13 e il 14 settembre

N’Dicka:
Costa d’Avorio-Lesotho 9 settembre
Costa d’Avorio-Mali 12 settembre
Rientro il 13 Settembre

Bove U21:
Lettonia-Italia 8 settembre
Turchia-Italia 12 settembre
Rientro il 13 settembre

Pagano/Pisilli U20:
Germania-Italia 7 Settembre
Repubblica Ceca-Italia 11 Settembre
Rientro il 12 Settembre

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APPROFONDIMENTI

Mou e i ‘suoi registi’: la mutazione della Roma

MOU E I SUOI REGISTIFOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – Il mercato catalizza attenzioni mediatiche, alimenta i sogni dei tifosi ma anche ansie vista l’annosa vicenda legata alla punta. Il mercato amplifica tensioni e aspettative degli allenatori che vorrebbero lavorare senza ulteriori pressioni e pensieri. I giorni di fine agosto, a ridosso o subito dopo la ripresa ufficiale della stagione sono immersi o sospesi spesso in una dimensione dicotomica. Immaginate una creatura bicefala, che lavora sui tavoli delle trattative e contemporaneamente anche in campo.

LA PUNTA E I NUOVI PUNTI – Mourinho, al suo terzo anno a Roma, attende buone notizie da Tiago Pinto sul fronte centravanti e nel frattempo prova a plasmare la sua nuova squadra, modellandola su principi leggermente diversi rispetto allo scorso anno. “Abbiamo svolto un’ottima preparazione – ha dichiarato lo Special qualche giorno fa in conferenza – che ci ha permesso di migliorare e affinare diversi aspetti tattici del nostro gioco”. Il tecnico non si è sbilanciato oltre, non ama svelare le sue carte o parlare di strategie, forse anche per questo produce in chi ascolta l’idea che non ci sia accuratezza tattica nel suo percorso didattico. In realtà, evidentemente, non è così. La differenza tra Mourinho e altri allenatori, è che il portoghese non è un dogmatico, ma un pragmatico. Adatta i suoi concetti di calcio alle caratteristiche dei giocatori migliori che ha e nella Roma, evidentemente più che in altre realtà, spesso ha dovuto fare di necessità virtù.

PERCORSI E CAMBIAMENTI – Nella scorsa stagione l’infortunio di Wijnaldum ad inizio anno ha rotto sul nascere diverse uova nel paniere. Mou fu costretto a schierare l’indigesta coppia Cristante-Matic, che impiegò diverse settimane a carburare. Poi eliminato l’equivoco Zaniolo, la squadra ha trovato una sua conformazione chiara: grande compattezza e densità difensiva, una linea più a cinque che a tre nella sostanza, con Dybala gradualmente sempre più avvicinato alla porta e Pellegrini irrimediabilmente sempre più arretrato in mediana. Dal 3-4-2-1 si è virato verso il 3-5-2, come accaduto a Budapest dove la Roma disputa una delle migliori partite stagionali, ma purtroppo come sappiamo non è bastato per alzare la Coppa (d’altronde Taylor non si batte con gli schemi).

Questa mutazione ha spinto il tecnico ad iniziare un (parziale) nuovo percorso con i suoi uomini, durante il ritiro estivo. Laddove lo scorso anno si ricorreva spesso al lancio in profondità sui centravanti per cercare fortuna su sponde ed eventuali seconde palle (simbolo chiaro il gol di Bove contro il Leverkusen), quest’anno la Roma ha in cantiere un modo diverso di sviluppare la manovra. Meno lanci lunghi, più ricerca della costruzione dal basso. Concetti non estremizzati ovviamente e meccanismi da oliare, ma la ricerca è questa.

I puristi e gli ipercritici diranno: “Beh alla fine Belotti segna su un lancio lungo di Llorente il primo gol e su calcio piazzato il secondo”. Insomma, la stessa Roma di un anno fa. Vero, se il calcio però fosse riferibile esclusivamente agli highlights. Nel corso dei 96, umidissimi, minuti dell’Olimpico, si è visto un percorso diverso, che necessita di tempo probabilmente, ma una traccia c’è già stata. Nella prima mezz’ora contro la Salernitana, l’undici giallorosso – privo di Dybala e Pellegrini squalificati e con Paredes in panchina – ha sperimentato e spesso trovato linee di passaggio nuove.

Foto Fraioli

MOU E I REGISTI ED ALTA TENSIONE – La sensazione è che Mou voglia innestare nell’undici titolare della Roma una mentalità nuova, che passi attraverso i piedi di più registi, a partire dalla difesa. Rui Patricio non è un purista del rilancio preciso, non ha i piedi di Alisson per intenderci. Smalling, si sa, è particolarmente apprezzato per le sue capacità difensive, non per come imposta. Mancini è bravo a trovare i compagni in profondità con aperture improvvise, ma non è Bonucci. Chi resta? Diego Llorente. Spagnolo, esperto, autorevole, coraggioso. Sul centro-sinistra l’ex Real Sociedad è il primo filo conduttore di questa alta tensione tecnica, in attesa di Ndicka che da mancino agevola uno sfogo più rapido e pulito sulla sua zona di competenza. Giro palla rapido da destra a sinistra e via con Diego a cercare lo scambio o lo scarico sull’esterno verso Spinazzola oppure l’imbucata per Aouar.

Il franco-algerino, apre il vero cantiere di questi giorni che riguarda il centrocampo: il pacchetto è stato fortemente rinforzato. Fuori Wijnaldum (nella versione turista per caso), Tahirovic, Camara (già scartato a dicembre) e il sig. Matic, dentro Aouar, Paredes, Renato Sanches oltre alla crescita di Bove, che un anno fa di questi tempi era ancora relegato alla categoria bambini. Qualità, fisicità, verticale, palleggio, c’è tutto, almeno in potenza, perchè come noto la differenza la farà la bravura dello staff atletico nel riportare al top della condizione questi calciatori.

Aouar è un delizioso ‘conduttore’ di palloni. Quando c’è da giocare di prima lo fa, quando c’è da portarla su per creare scompiglio in zona trequarti altrettanto. Deve trovare brillantezza, ma sarà un fattore nell’accrescere la qualità del gioco romanista. Visivamente, Cristante da play basso ha avuto più spazio di manovra, perchè le due mezzali tenevano lontano il primo pressing campano, ma con l’inserimento lì di Paredes, soprattutto in gare dove affronterai avversari particolarmente chiusi, la Roma acquisirà necessariamente ulteriori linee di passaggio, precisione nella rifinitura e aperture a 40-50 metri.

Infine Pellegrini e Dybala, ultima direttrice tecnica di questa mutazione, su cui c’è poco da aggiungere. Paulo si avvicinerà alla porta, farà meno lavoro di raccordo, perchè nella teoria di Trigoria c’è la possibilità con questo centrocampo, di portare palloni più puliti sulle mattonelle preferite dall’argentino. Il capitano, sulla carta, si gioca il posto con Aouar sul centrosinistra, ma giocherà anche insieme a lui e chissà, se Mou dovesse pensare ad un ulteriore aggiustamento tattico, anche sulla stessa linea, con qualche metro di distanza, immaginando un ritorno alla difesa a 4.

Work in progress significa sviluppo ma anche possibili inciampi. Per questo, al netto della punta che arriverà, la Roma con la mentalità Mourinhiana (e non dogmatica) ricorrerà ancora alla vecchia formula, perchè alla fine dei conti si sommano i punti e non le belle giocate. L’importante è ritrovare entusiasmo e inglobare i nuovi nello spirito di gruppo di questi anni. Ma la strada è lunga e una Roma ‘di rincorsa‘ con questa nuova veste, potrebbe essere una bella sorpresa di questa stagione.

MOU E I SUOI REGISTI

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Allenamenti

Trigoria, rientrano i Nazionali: Bove, Ndicka e Kristensen firmano autografi – FOTO

Mourinho può sorridere. In attesa dei colpi sul mercato, lo Special One ritrova quasi tutti i suoi titolari. Sono rientrati questa mattina a Trigoria i Nazionali che hanno goduto di qualche giorno di vacanza in più, dopo gli impegni di metà giugno.

Celik, Pellegrini, Cristante, Ibanez, Spinazzola, Rui Patricio, Bove e i due nuovi acquisti Ndicka e Kristensen (che si sono fermati a firmare autografi ai tifosi presenti così come Edoardo Bove) sono giunti alla spicciolata al centro sportivo. Test atletici e primo vero allenamento nel pomeriggio agli ordini dello staff giallorosso.

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Rassegna stampa

Roma-Spezia, le probabili formazioni dei giornali

Oggi all’Olimpico (h.21:00) si gioca Roma-Spezia, ultimo turno di campionato. I giallorossi a caccia dei tre punti che li qualificherebbero all’Europa League, lo Spezia per la salvezza. Ecco le probabili formazioni dei quotidiani:

LA GAZZETTA DELLO SPORT – Rui Patricio; Mancini, Smalling, Llorente; Celik, Cristante, Bove, Zalewski; Dybala, Pellegrini; Belotti.

CORRIERE DELLO SPORT – Rui Patricio; Mancini, Smalling, Llorente; Celik, Cristante, Bove, Zalewski; El Shaarawy, Pellegrini; Abraham.

TUTTOSPORT – Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibanez; Zalewski, Cristante, Bove, El Shaarawy; Pellegrini, Dybala; Belotti.

IL MESSAGGERO – Rui Patricio; Mancini, Smalling, Llorente; Celik, Cristante, Bove, Zalewski; Dybala, Pellegrini; Belotti.

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Rassegna stampa

Bayer-Roma, le probabili formazioni dei quotidiani

La Roma torna in campo questa sera contro il Bayer Leverkusen per la semifinale di ritorno di Europa League:

LA GAZZETTA DELLO SPORT (3-5-1-1)

Rui Patricio; Mancini, Cristante, Ibanez; Celik, Bove, Matic, Wijnaldum, Spinazzola; Pellegrini; Abraham.

CORRIERE DELLO SPORT (3-5-1-1)

Rui Patricio; Mancini, Cristante, Ibanez; Celik, Bove, Matic, Wijnaldum, Spinazzola; Pellegrini; Abraham.

TUTTOSPORT (3-5-2)

Rui Patricio; Mancini, Cristante, Ibanez; Celik, Bove, Matic, Wijnaldum, Spinazzola; Pellegrini, Abraham.

IL MESSAGGERO (3-5-2)

Rui Patricio; Mancini, Cristante, Ibanez; Celik, Bove, Matic, Wijnaldum, Spinazzola; Pellegrini, Abraham.

CORRIERE DELLA SERA (3-5-1-1)

Rui Patricio; Mancini, Cristante, Ibanez; Celik, Bove, Matic, Wijnaldum, Spinazzola; Pellegrini; Abraham.

IL TEMPO (3-4-2-1)

Rui Patricio; Mancini, Cristante, Ibanez; Celik, Bove, Matic, Spinazzola; Pellegrini, Wijnaldum; Abraham.

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Rassegna stampa

Monza-Roma, le probabili formazioni: ipotesi Celik centrale

La Roma a Monza cerca una vittoria per rimanere aggrappati al treno Champions. Ecco le probabili formazioni:

LA GAZZETTA DELLO SPORT (3-4-2-1)

Rui Patricio; Celik, Mancini, Ibanez; Zalewski, Bove, Cristante, El Shaarawy; Solbakken, Pellegrini; Abraham.

CORRIERE DELLO SPORT (3-4-2-1)

Rui Patricio; Celik, Mancini, Ibanez; Zalewski, Bove, Cristante, El Shaarawy; Solbakken, Pellegrini; Abraham.

TUTTOSPORT (3-4-2-1)

Rui Patricio; Celik, Mancini, Ibanez; Zalewski, Bove, Cristante, El Shaarawy; Solbakken, Pellegrini; Abraham.

IL MESSAGGERO (3-4-2-1)

Rui Patricio; Mancini, Ibanez, Celik; Zalewski, Bove, Cristante, El Shaarawy; Solbakken, Pellegrini; Abraham.

IL TEMPO (3-4-2-1)

Rui Patricio; Celik, Mancini, Ibanez; Zalewski, Bove, Cristante, El Shaarawy; Solbakken, Pellegrini; Abraham.

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Rassegna stampa

Mou cambia: ipotesi Cristante centrale con Bove in mediana

La testa affollata di pensieri, preoccupazioni, dubbi, ma anche speranze e voglia di continuare a lottare. I giorni che accompagnano Mourinho al big match di domani contro il Milan all’Olimpico sono densi di riflessioni tra le assenze a cui soccombere, le speranze per recuperare in extremis Dybala, ma, soprattutto, la scelta dell’undici da schierare.

Tra una difesa da inventare e le assenze pesanti di Wijnaldum e (molto probabile) della Joya, il tecnico portoghese dovrà necessariamemente apportare dei cambi rispetto a quello che solitamente ha proposto negli ultimi mesi nelle grandi sfide. Il dubbio più grande è quello del modulo: a livello numerico la scelta più immediata sembra quella del passaggio alla difesa a quattro. Con Mancini e Ibanez a far coppia e il solo Kumbulla a disposizione in panchina, oltre a qualche aggiunta della Primavera. Ma la difficoltà del match, la poca predisposizione degli esterni a giocare come terzini puri e il momento no che sta attraversando Ibanez consigliano al tecnico di mantenere lo schieramento con i tre difensori centrali, per avere maggiore protezione. Kumbulla è pronto per tornare dall’inizio, ma tra le carte nascoste di Mourinho ce n’è una che rimanda al passato. In mezzo ai centrali, infatti, può tornare Cristante.

Come scrive il Tempo, il centrocampista ha giocato gran parte dell’ultima stagione di Fonseca in quel ruolo, e garantirebbe quella qualità in uscita che stava dando Llorente nelle ultime settimane, e che sommata a quella di Matic qualche metro più avanti può essere la chiave del match. Ciò che spaventa di più, come sempre, è la catena di sinistra del Milan, che nella gara d’andata fu contenuta da Celik e Zaniolo, che di fatto fece la mezzala. E che domani potrebbe coinvolgere Bove in copertura ulteriore su Theo e Leao, se Cristante dovesse scalare.

Insomma, non ci sono ancora certezze con Mourinho che soltanto oggi farà le prove tattiche del caso. C’è poi la grande incognita che accompagna Dybala. Vederlo in campo dal primo minuto contro il Milan è un esercizio complicato. Se è vero che gli esami alla caviglia hanno escluso lesioni ed evitato il peggio per l’argentino, il trauma distorsivo-contusivo, oltre che l’affaticamento all’adduttore, vanno ancora smaltiti. Paulo ci proverà, ma ad oggi il massimo che può strappare sembra essere la convocazione.

Con Mourinho che potrà decidere se sarà necessario o meno gettarlo nella mischia. Le sue condizioni vengono monitorate giorno per giorno, e la gara contro l’Inter può esser quella dove rivederlo titolare e al 100% della condizione, anche in vista dell’Europa. Nessuno degli altri ai box è pronto al recupero, con Wijnaldum che sa-rà il primo a tornare, ma ne dovrebbe avere per un’altra settimana. Settimana, quella che inizia domani e termina sabato prossimo, decisiva per la corsa Champions giallorossa: due scontri diretti con le milanesi intervallati dalla trasferta di Monza, presa d’assal-to dai romanisti che hanno esaurito il settore ospiti.

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Infermeria

Smalling e Wijnaldum, domani gli esami strumentali: rischio lesioni

SMALLING WIJNALDUM – Due stop muscolari, che potevano compromettere una battaglia, poi vinta comunque dai giallorossi. Ieri sera Josè Mourinho, come avvenuto una settimana fa a Rotterdam, è stato costretto a giocarsi due cambi per motivi fisici. Prima Wijnaldum dopo appena 20 minuti, poi Smalling nella parte finale del secondo tempo.

Entrambi gli infortuni sono di natura muscolare: l’olandese si è accasciato a terra pochi istanti dopo il duro colpo subito da Cristante per un fallaccio di Wieffer. L’ex PSG ha avvertito un dolore al flessore della coscia sinistra e Mou lo ha sostituito subito con El Shaarawy, poi andato in gol nei supplementari.

Come sto? Vediamo, così così. Speriamo”. Queste invece le stringate dichiarazioni di Smalling all’uscita dallo stadio ieri. L’inglese dopo una chiusura su Paixao, ha fatto una smorfia di dolore abbastanza evidente sentendo tirare dietro la coscia. Anche per lui problema al flessore, vistosa la borsa del ghiaccio applicata subito in panchina dopo il cambio con Ibanez.

Domani i due calciatori saranno sottoposti ad esami strumentali per verificare l’entità degli infortuni. Il rischio è quella della lesione. Per Smalling sarebbe un ritorno al passato dopo quasi due anni di continuità praticamente assoluta. Mou spera di non perderli per più di 15 giorni. Difficile se non impossibile rivederli disponibili lunedì con l’Atalanta.

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Interviste

Cristante: “Vittoria fondamentale. Teniamo a campionato ed Europa League”

Bryan Cristante ai microfoni di DAZN ha parlato così dopo la vittoria col Torino:

“Era fondamentale vincere oggi, per scavalcare due squadre, abbiamo giocato con compattezza e quando difendiamo bene sappiamo che il gol arriva. Il Feyenoord? E’ forte, sono più forti dello scorso anno, siamo in corsa nei due obiettivi, se stiamo concentrati possiamo fare grandi cose”