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APPROFONDIMENTI

Mou: “Grazie a Dybala 20 minuti di speranza”. I numeri della ‘Joya dipendenza’ (FOTO)

FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – “Con l’ingresso di Paulo si è vista un’altra partita. Sono stati 20 minuti di speranza. Con Dybala avremmo avuto più punti”. Lapidario, diretto, quasi scientifico Josè Mourinho. Il tecnico giallorosso ha nuovamente tracciato il solco tra la Roma con e senza il suo miglior calciatore. Per il resto accuse, ancora pesanti, sull’atteggiamento di alcuni singoli (Abraham in primis) e l’affermazione sulla necessità di fare ‘profonde riflessioni’ in merito alla qualità complessiva del gruppo storico di una squadra, incapace evidentemente di fare il salto di qualità.

Dybala dipendenti

Ma quanto ha realmente inciso l’ingresso di Dybala sulla prestazione dei giallorossi, al di là di quanto è stato possibile già osservare ad occhio nudo? Inserendo l’argentino in una posizione ibrida sulla trequarti con la libertà di svariare, Mourinho ha cercato di dare una scossa ad un reparto offensivo arido di idee e giocate. Fino al 70′ – come ricostruito dagli amici di @asromadata – la Roma non aveva mai creato i presupposti per segnare: zero tiri nello specchio e due sole opportunità potenziali con Zaniolo e Mancini nel primo tempo, ma entrambe le conclusioni erano finite sul fondo.

Fino al 70′ la Roma aveva prodotto un dato eloquente in termini di XgA: 0,30. In pratica nulla per poter sbloccare il risultato. Dall’ingesso di Dybala questo dato è schizzato oltre l’1 (1.15 per la precisione), con 3 conclusioni dirette dell’argentino (8 in assoluto della squadra) tutte nello specchio, una traversa, un rigore procurato, una punizione a giro di poco sul fondo e una grande occasione creata. In più il possesso palla dal 57% a favore del Toro si è tramutato in un possesso nettamente ad appannaggio dei giallorossi (63% vs 37%), zero conclusioni dei granata e l’83% di precisione nei passaggi.

Dati sconfortanti per certi versi, perché una squadra che dipende da un solo calciatore è una formazione che ha problemi di identità, personalità e qualità oggettivi.

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Rassegna stampa

Uno sprazzo di Joya: “Dopo il Mondiale sarà un’altra storia”

Venticinque minuti per cancellare 35 giorni. Tanto ha dovuto aspettare Paulo Dybala prima di poter rimettere piede in campo, tanto gli è bastato per cambiare volto alla Roma. Fino al suo ingresso lenta, compassata e involuta, con lui frizzante ed efficace.

Come scrive la Gazzetta dello Sport (A.Pugliese), in poche parole due squadre diverse, come detto anche da Mou. “Quanti punti in più avremmo avuto con Paulo – sospira l’allenatore della Roma a fine partita – Con lui abbiamo fatto di più in venti minuti (in realtà 35, ndr) che in tutte le ultime partite. Ci è mancato per sei partite, per noi tante.Ora spero che possa tornare bene per la seconda parte di stagione”.

E a vedere come Dybala ha cambiato la Roma ieri è normale che il rammarico venga eccome. “Ho lavorato tanto per esserci, mi sarebbe piaciuto rientrare anche prima – dice la Joya, che così si è fatto il regalo per i suoi 29 anni, che compirà domani – Ho guardato ogni partita della Roma in questo periodo di assenza: credo che non sia stato il periodo migliore, non siamo riusciti a trovare grandi giocate. Dobbiamo capire gli errori commessi nell’ultimo mese e lavorarci su. Dopo il Mondiale, del resto, inizia un altro campionato. Ci serve più personalità, giocare senza paura. Con il Torino sarebbe stato meglio reagire un po’ prima per avere anche il tempo di vincere“.

Rigore e dintorni In tanti, poi, si aspettavano che a tirare il rigore poi sbagliato da Belotti fosse proprio lui: “A volte la decisione è questione di secondi. Ho alzato la testa e Belotti aveva già la palla in mano, si sentiva di calciare. Poteva succedere a chiunque di sbagliare“.

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Interviste

Mourinho: “Espulsione giusta. Con Dybala in campo avremmo avuto più punti. Farò le mie riflessioni”

Josè Mourinho ha parlato ai microfoni di DAZN dopo il pari contro il Torino:

Cos’è accaduto sull’espulsione?
“L’espulsione è giusta. Le mie parole all’arbitro meritano il rosso. Ho parlato con lui dopo la partita e mi sono scusato per le parole. Del gioco e del suo gioco come arbitro non voglio parlare. Penso di aver avuto l’umiltà di scusarmi per le parole ma la sua performance nella partita e nella sua ipotetica influenza negli sviluppi la lascio a voi.”

Cosa non le è piaciuto?
“Non voglio parlarne. E’ un’analisi che faccio per me stesso. La partita è finita, la partita che puoi vincere è la prossima, questa no. Ho parlato con l’arbitro e non mi piace parlare pubblicamente. La mia parola meritava il rosso, commentare la sua partita non lo faccio.”

La partita?
“Quale partita? Oggi ci sono state due partite: una al 70’ e una dopo. Abbiamo creato più negli ultimi 20 minuti che in queste ultime partite. Questo perché abbiamo della qualità e limitazioni. Quando Dybala non gioca per esempio. Quanti punti avremmo avuto di più con Paulo in campo. Abbiamo saltato anche delle partite senza Pellegrini e lui. La squadra ha bisogno di tutti. Questo è un periodo in cui ci riposeremo, ora ci sarà del tempo per qualche giocatore, compreso me, di fare delle riflessioni. Oggi è stata una partita complicata, anche quando abbiamo sbagliato il rigore la partita non è mai morta. Sono stati 20 minuti di speranza, così li ho chiamati. La speranza di rivedere Paulo e Lorenzo in campo, così come Tahirovic. Complimenti a lui, ha giocato bene”.

Manca la mentalità?
“La mentalità la fanno i giocatori. Si parla tanto del club, dei tifosi, ma sono i giocatori”.

Era Belotti il rigorista?
“Non era lui. Non dico nulla di più. Questa è la stessa di situazione di Ibanez al derby. Belotti ha avuto coraggio di tirare, ma ha avuto comunque il coraggio di tirarlo e sbagliare”.

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NEWS

Roma-Torino, Karsdorp e Dybala in gruppo. La probabile formazione giallorossa

Nel pomeriggio la Roma ha svolto la seduta di rifinitura alla vigilia del match contro il Torino. Presenti regolarmente in gruppo sia Paulo Dybala, sia Rick Karsdorp. L’olandese sarà convocato e andrà in panchina, dall’inizio giocherà nuovamente Celik a destra.

Per quanto riguarda l’argentino, c’è stato un colloquio con Mourinho per capire la disponibilità del ragazzo a partire anche dal 1′ minuto contro i granata. Dybala ma difficilmente Mou lo rischierà dall’inizio.

Davanti a Rui Patricio giocheranno ancora Smalling, Mancini e Ibanez. Il turco a destra con El Shaarawy favorito su Zalewski a sinistra. Tornerà Camara in mezzo al fianco di Cristante, con Volpato (salvo la sorpresa Dybala) Zaniolo e Abraham davanti.

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Allenamenti

Roma, sorriso Dybala: l’argentino è recuperato e arriva anche la convocazione per i Mondiali (VIDEO)

Josè Mourinho può sorridere perchè domenica col Torino, in assenza di Pellegrini, potrebbe riaccendere la luce della squadra. Paulo Dybala questa mattina si è allenato a Trigoria con la squadra.

L’argentino, segnalato in ottime condizioni, si candida per una maglia da titolare contro i granata, nel tridente con Zaniolo e Abraham, che dopo la rete col Sassuolo tornerà dall’inizio nell’ultimo match pre Mondiali.

Come circolato nelle ultime ore Paulo Dybala è riuscito a strappare anche il pass per i Mondiali. L’argentino, tornato oggi in gruppo in casa giallorossa, è stato ufficialmente convocato dal Ct Scaloni, al pari di Paredes, Di Maria, Correa e ovviamente Lautaro Martinez.

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Allenamenti

Dybala vede la luce: possibile ritorno in gruppo tra giovedì e venerdì

Paulo Dybala è sempre più vicino al rientro. Dopo settimane di intenso lavoro ma anche di sofferenza a distanza forzata dai propri compagni, la Joya è pronto a tornare in gruppo. Tra domani e venerdì l’argentino infatti potrebbe ritornare ad allenarsi con la squadra e puntare così la convocazione per l’ultima sfida prima dei Mondiali contro il Torino in programma domenica pomeriggio. Difficile comunque vederlo in campo, per evitare rischi in vista delle convocazioni con l’Argentina che arriveranno nel fine settimana.

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Interviste

Mourinho: “Ibanez intoccabile. Senza Dybala e Pellegrini fatichiamo. Crisi Abraham? Chiedetelo a lui”

CONFERENZA STAMPA – Queste le dichiarazioni di Josè Mourinho alla vigilia di Sassuolo-Roma:

La reazione che si attende domani? Con l’infortunio di Pellegrini, Volpato può essere il suo sostituto? E’ vero che ha rinunciato al Mondiale con l’Australia?
“Hai fatto tre domande (ride ndr). L’unico giocatore che confermo giocherà domani è Ibanez. La squadra domani è Ibanez più dieci. Volpato Nazionale? E’ una questione personale e non della società, per esempio come allenatore mi rifiuterei di entrare da giovane in una situazione di questo tipo. Quello che ho capito è che siamo all’inizio della sua carriera, sta crescendo con la Roma, sta giocando i suoi primi minuti consecutivi, non come l’anno scorso dove giocò con il Verona e dopo non giocò, adesso invece ha giocato per quattro partite di fila, sta in un processo di crescita in cui secondo me deve concentrarsi sulla costruzione del suo futuro e non pensare ad altre decisioni, in cui qualcuno vuole accelerare un processo che non va accelerato. Mi aspetto la reazione di sempre quando questa squadra perde una partita, è una squadra composta da gente buona, che soffre quando perde. Siamo una squadra che quando perde un giocatore siamo in difficoltà, ma alla fine qualche soluzione si trova. Sarà una partita difficile contro una squadra molto difficile, furono due partite complicate lo scorso anno e quest’anno ha più talento. Mi aspetto dai miei tutto lo sforzo possibile per tornare a sorridere, visto che non lo facciamo da due giorni”

Tante critiche a Ibanez?
“Non c’è da tornarci, domani è Ibanez più dieci, al di là della tua domanda, la risposta è questa. Rispetto per chi dal giorno in cui sono allenato fino ad oggi da tutto quello che ha, anche in situazioni di grandi difficoltà, lo scorso anno c’è stato un periodo in cui avevo solo lui come difensore centrale. Quest’anno siamo andati a Siviglia, quando l’ho visto la mattina pensavo fosse impossibile che giocasse, invece ha giocato, mette sempre la faccia, per me è intoccabile. Quando vinciamo vinciamo tutti, quando perdiamo perdiamo tutti. Mi aiuta leggere quasi zero tra stampa e social, tranne il mio divertente Instagram, Ibanez per me è intoccabile”

Ha fatto tanti punti in trasferta, mentre in casa fate fatica?
“In casa ci sono tre partite in cui non abbiamo segnato: Napoli, Atalanta e Lazio. Sento che piangono tutti, allora voglio piangere pure io. Sono tre partite senza il nostro giocatore più creativo, con più gol, più mobilità e palle inattive, il nostro giocatore che può aprire il blocco compatto difensivo degli avversari. L’Atalanta ha giocato così, la Lazio neanche ne parlo perchè è stato un esempio fantastico di fase difensiva, che se ci gioco io mi uccidono, ma l’importante è vincere, ne ho giocate tante così di partite. Quando manca quel giocatore lì (Dybala ndr) per noi è diverso. Il Napoli è diverso, ha cercato di vincere ma ha difeso molto bene. Nell’ultima partita nostra se non sbaglio abbiamo giocato con la stessa squadra dell’anno scorso con Mady nella posizione di Mkhitaryan, questo è significa che il bel mercatino che noi abbiamo fatto con tanti sforzi, sacrificio e volontà della società e del direttore, non sta giocando. Dybala non gioca da quante partite? Ha giocato contro l’inter ha fatto gol e abbiamo vinto, ha giocato contro la Juve ha fatto assist e abbiamo pareggiato. Dopo c’è Lorenzo Pellegrini, un giocatore più multifunzionale, che ha questa luce, che si accende lì in quella zona: gioca troppo, troppi minuti, gioca tutte le partite, va in difficoltà, ogni tanto ha qualche fragilità muscolare. Non è che in ogni partita sta al 100%, che sta al top, dopo facciamo le nostre partite che quando segniamo è molto difficile di perdere, perchè siamo solidi e omogenei, al di là di Udine, che prende punti e che con punti che abbiamo preso siamo con gli stessi punti delle prime 15 gare dell’anno scorso. Significa che se facciamo punti con Torino e Sassuolo potremmo avere più punti rispetto allo scorso anno. Con tutte queste difficoltà stiamo lì e facciamo il nostro lavoro, cerchiamo sempre di combattere i nostri problemi ma non possiamo nasconderli”

Al di là dei problemi che avete avuto, lei è soddisfatto dell’evoluzione del suo gruppo di Tirana dopo la finale? Forse un paio stanno giocando a livelli importanti?
“Non sono totalmente d’accordo con te. Penso che Mancini sta meglio quest’anno che l’anno scorso, molto più equilibrato e controllato, tre cartellini gialli in tutte queste partite, penso che Ibanez al di là di questo episodio sta molto equilibrato. C’è una cosa che ha un’influenza generale: noi abbiamo perso tre giocatori di centrocampo, tutti titolari: Mkhitaryan, Veretout e Oliveira. Wijnaldum non ha mai giocato, l’altro Camara è arrivato gli ultimi giorni di mercato, sta crescendo, ma la dinamica collettiva, movimenti difensivi, ancora sta cercando la sua dimensione, sta migliorando ma sta ancora cercando. Matic non è venuto per giocare insieme a Cristante ma si trova spesso a giocare con Bryan. Noi purtroppo abbiamo avuto problemi inaspettati dopo questo mercato, ma anche l’anno scorso quando Spinazzola si fece male all’Europeo siamo dovuti andare nel mercato in una direzione che non volevamo. Purtroppo abbiamo avuto questo tipo di infortuni. Sto piangendo tanto, non mi piace piangere tanto, preferisco dire: questi problemi hanno aperto la porta a Zalewski, Volpato, penso a Bove, presto a Tahirovic che potrebbe giocare da titolare, perchè sta avendo una crescita molto forte da quando si allena con noi. Vediamo: mancano due partite alla sosta, vediamo i punti che possiamo fare, vediamo la classifica che avremo alla sosta, anche se non è ancora metà del campionato. C’è gente da cui mi aspettavo di più? Sì, non posso nascondere l’involuzione di qualche giocatore. Posso nascondere però i nomi, perchè penso che come allenatore devo parlare dei miei giocatori individualmente. Karsdorp? E’ tornato nei minuti successivi, non sai che ha preso il ghiaccio perchè soffre permanentemente, se non è ginocchio, è adduttore, altrimenti la febbre. L’ho visto lì dopo due minuti in panchina, non era un atteggiamento negativo. Questo non è un problema, il problema che si può o si doveva migliorare è la capacità di accettare una sfida diversa da quella dello scorso anno. La crescita nella mentalità, la crescita nella responsabilità, la crescita nell’ambizione, non esser soddisfatti di aver raggiunto questo livello qua, di voler andare al di là. Non sto parlando di Karsdorp, ma di globalità. Per esempio se io fossi rimasto soddisfatto della mia carriera nel 2010, dovevo smettere. I giocatori è lo stesso: la gente deve sempre esigere di più da se stessa”

Sta pensando ad un cambio di modulo? Lo studierà durante la sosta? Perchè nel derby è uscito Camara?
“Perchè non c’era Wijnaldum, non ho Mkhitaryan, giochi con quelli che hai, non ne abbiamo tanti e siamo una società che se ha problemi nella rosa ha più difficoltà. Semplicemente questo. Il modulo non lo faccio io, lo fanno i giocatori con le loro caratteristiche”

Si è parlato di Abraham in termini di gol. Rispetto allo scorso anno quando segnò più o meno gli stessi gol, è apparso un po’ più assente, estraneo dal gioco, spesso in fuorigioco?
“E’ una domanda da fare a lui, sto bene, sto male, sono assente o presente, penso al Mondiale o no. Devi aspettare che Tammy vada ad una conferenza stampa per rispondere”

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Rassegna stampa

Dybala ok, ma per pochi minuti

Paulo Dybala ci crede. In questi giorni ha ripreso a calciare, il suo recupero procede senza problemi e Paulo è molto fiducioso, si sente bene, è convinto di poter guadagnare la convocazione in nazionale, si sta allenando mattina e pomeriggio senza sosta. A metà settimana potrà tornare ad allenarsi con i compagni. Giovedì con quelli che hanno giocato contro il Sassuolo e faranno solo lavoro di scarico, mentre venerdì parteciperà alla seduta che precede le scelte di Mourinho.

Come scrive il Corriere dello Sport, potrà essere convocato per la partita di domenica contro il Torino, per fare una manciata di minuti. La Federazione argentina lo ha inserito nelle preconvocazioni e Paulo è ottimista che possa rientrare nella lista defi nitiva dei 26 che partiranno per il Qatar che Scaloni diramerà lunedì prossimo. Anche in Argentina danno per probabile la convocazione della Joya.

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Infermeria

Dybala, domani una nuova risonanza: se positiva, può puntare il rientro col Torino

Paulo Dybala incrocia le dita e spera che gli sforzi fatti in queste settimane siano presto ripagati. Domani si sottoporrà ad una nuova risonanza per verificare le condizioni del muscolo lesionato contro il Lecce.

Se dovesse arrivare un responso positivo, l’argentino inizierà l’ultimo protocollo di recupero che lo porterà gradualmente ad allenarsi anche con il pallone e potrà provare a rientrare tra i convocati contro il Torino, prima della sosta. A riferire la notizia il Corriere dello Sport.

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Calciomercato

Dybala, la Roma vuole rimuovere la clausola rescissoria: le ultime

E’ arrivato in estate al termine di una trattativa lampo, sviluppatasi in due settimane ma anche dopo una tre giorni intensa di trattative sui dettagli del contratto. Paulo Dybala ha fatto letteralmente impazzire la piazza giallorossa e ora la società vorrebbe blindarlo ancora di più. Come riferisce TMW, Pinto è a lavoro per rimuovere la clausola rescissoria da 20 milioni inserita nel contratto del calciatore, su cui comunque i Friedkin hanno l’ultima parola. Nel 2023 potrebbe arrivare il rinnovo della Joya fino al 2026 con adeguamento dell’ingaggio.