Ieri sera, poco prima delle 23, José Mourinho è arrivato a Fiumicino con un volo proveniente da Londra in vista della ripresa dei lavori oggi a Trigoria e ha soltanto detto ai cronisti: “Ragazzi, lo sapete non parlo”. Il primo problema è legato a Rick Karsdorp, che è arrivato a Roma e oggi incontrerà la dirigenza giallorossa per definire il suo futuro. Il club lo considera un valore non banale e una sua cessione in prestito non è presa in considerazione, per questo auspicherebbe una riconciliazione con Mourinho ma non è agevole. Inoltre, non è detto che l’olandese accetti di partire per il ritiro in Portogallo e a quel punto la multa sarà inevitabile e anche la cessione.
Come scrive la Gazzetta dello Sport, dopo la ripresa di oggi a Trigoria, la Roma andrà in ritiro in Algarve dove sono previste tre amichevoli prima del rientro nella capitale e alcuni giorni di vacanza sotto Natale. Rui Patricio sembra intenzionato a tagliarsi alcuni giorni di ferie per aggregarsi al gruppo subito dopo le feste. Diverso, invece, il discorso di Dybala impegnato in Qatar con l’Argentina: se la squadra di Scaloni dovesse arrivare in finale il ritorno in patria per i festeggiamenti sarebbe scontato e, considerando che la Joya non ha giocato, la sua disponibilità per il 4 gennaio è incerta. Se l’Argentina dovesse uscire prima, anche lui è pronto a tagliarsi qualche giorno di vacanza.
Dybala per ora ha partecipato da spettatore al Mondiale: 5 partite viste dalla panchina. Come scrive il Tempo, l’argentino potrebbe arrivare al 4 gennaio, giorno di Roma-Bologna con un solo spezzone di partita giocata negli ultimi tre mesi. L’ultima volta in campo per 90’ è stato il 4 settembre, da lì in poi solo cinque presenze con la maglia della Roma con una media di 60’ giocati a partita. Poi l’infortunio alla coscia, lo stop e il Mondiale vissuto con il fratino addosso. Preservarsi e riposare è quello che a Roma hanno sperato un po’ tutti, a partire daMourinho,ma non giocare per tre mesi potrebbe diventare un problema.
Anche perché con l’Argentina in semifinale è certo che Dybala rimarrrà in Qatar almeno fino al 17 dicembre, giorno della finale 3/4 posto. Se poi dovesse essere vittoria, il ritorno a Trigoria sarebbe posticipato ancora di più, tra festeggiamenti a Buenos Aires e legittime vacanze. Tempistiche ancora da definire ma sembra difficile ipotizzare un suo ritorno a Roma prima della fine del 2022. Il 4 gennaio la Roma tornerà in campo e Dybala potrebbe avere sulle spalle solo tre allenamenti con i compagni e mesi di inutilizzo in campo. Non certo un buon viatico per ripartire di slancio nel 2023.
Poca Joya in Qatar, anzi zero. Almeno finora. Dybala, dopo aver fatto di tutto per recuperare dall’infortunio muscolare, non ha accumulato nemmeno un minuto al Mondiale. Il motivo? Lo ha spiegato anche ieri Scaloni: «Nessun problema fisico, è una scelta tecnica. Non è capitato il momento giusto». Paulo spera di trovarlo oggi contro l’OIanda e intanto festeggia coi compagni il cammino ripreso dopo il ko con l’Arabia Saudita. Mourinho lo incoraggia via telefono e lo aspetta dopo il ritiro portoghese. E quindi a pochi giorni dalla ripresa del campionato fissato al 4 gennaio. Intanto il tecnico da lontano assiste con una doppia sensazione. Da una parte è sollevato per l’assenza di rischi legata agli infortuni. Senza Dybala, infatti, la Roma è crollata. Lo dicono i numeri: 6 vittorie su 9 match e 13 gol realizzati con Paulo in campo; appena 2 successi in 6 gare con soli 5 reti senza.
Come scrive Leggo (F.Balzani), dall’altra è dispiaciuto perché l’ex juventino ci tiene molto. Una dipendenza vera e propria quella della Roma che ha sminuito il resto della rosa nemmeno avvicinabile ai valori tecnici dell’argentino. Per questo Mourinho vorrebbe altri profili alla Dybala (vedi Depay) e meno scommesse (alla Solbakken). Il futuro della Joya è legato anche a quello del tecnico. I Friedkin vorrebbero dare un’altra mandata di chiave per cercare di farlo restare il prossimo anno. L’attaccante ha una clausola da 20 milioni valida per l’estero, ma il club può bloccarla con un ritoccone di ingaggio da 4,5 a 6 milioni. Si sta ragionando di aumentare comunque il compenso del giocatore già prima dell’inizio del mercato estivo. Intanto non smette di montare il caso Karsdorp: l’olandese è atteso a Trigoria lunedì 12 alla ripresa degli allenamenti, ma al momento si trova in Thailandia senza alcuna voglia di tornare.
Paulo Dybala ha scelto la Roma la scorsa estate, al termine di una trattativa che entusiasmò tutta la città. Scattò subito dopo il suo arrivo una polemica in merito alla clausola rescissoria, molto particolare, inserita nel suo contratto. Una clausola che comunque preserva la Roma dalla possibilità di perdere il calciatore, salvo che non sia lo stesso a spingere per andare via.
Come ripota la Gazzetta dello Sport, la clausola non è valida per l’Italia e se anche un club estero fosse disposto a pagarla il club giallorosso potrebbe far scattare un aumento di stipendio già concordato (si parla di una cifra di oltre 6 milioni all’anno), vanificando l’effetto della clausola. Se, a quel punto, il giocatore volesse comunque essere ceduto verrebbe impostata una trattativa libera tra i club, senza l’attivazione più della clausola.
Si completa la prima parte del tabellone dei quarti di finale dei Mondiali in Qatar. L’Argentina, vittoriosa contro l’Australia, sfiderà l’Olanda che ha superato agevolmente gli USA.
Match affascinante invece tra Inghilterra e Francia: gli inglesi hanno sconfitto con merito il Senegal agli ottavi, la Francia ha superato facilmente la Polonia.
I primi due giallorossi che tornano a casa sono Vina e Zalewski. Proseguono l’esperienza in Qatar Rui Patricio e Dybala che non hanno però disputato nemmeno un minuto ancora in questo Mondiale.
Una corsa contro il tempo non solo per rientrare tra i convocati dell’Argentina per il Mondiale, ma anche per essere a disposizione di Mourinho almeno nell’ultima partita della Roma prima della sosta. Obiettivi raggiunti, soprattutto per la felicità dello Special One che lo ha potuto inserire negli ultimi venti minuti della gara contro il Torino, risultando decisivo per svegliare la squadra e riuscire a strappare il pareggio in extremis.
“Ho fatto di tutto per giocare l’ultima sfida con la Roma, ho parlato con Mourinho e durante la settimana che portava alla sfida col Torino mi ha chiesto come stessi – ha dichiarato Dybala nella sua intervista all’emittente cinese Zhibo TV -. Io gli ho risposto che se avesse avuto bisogno sarei stato a disposizione. Sono entrato in campo, mi sono sentito bene e la mia prestazione è stata positiva. E quella partita giocata ha portato anche alla convocazione con l’Argentina. Ho fatto di tutto per recuperare e aiutare la squadra contro il Torino. Mi sono allenato duramente per essere al 100%, e ce l’ho fatta lavorando molto anche con Mourinho con il quale ho un bellissimo rapporto“.
Nel frattempo Mourinho sta pensando ad una mini rivoluzione offensiva: come riferisce il Corriere dello Sport lo Special One infatti vorrebbe riprovare – come a San Siro contro l’Inter – Dybala come falso nueve. Due le ipotesi tattiche: Pellegrini e Zaniolo a supporto dell’argentino nel 3-4-2-1 oppure il ritorno al 4-2-3-1 con Pellegrini alle spalle di Dybala e gli esterni offensivi a scelta tra i vari Zaniolo, El Shaarawy e il neo arrivato Solbakken.
“Paulo sta bene. Non gioca per scelta tecnica. Vedremo nella prossima partita”. Così il Ct dell’Argentina Scaloni sul conto di Dybala, che finora non ha disputato nemmeno un minuto nel corso del Mondiale.
20.5.2022 Torino vs Roma (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Mourinho indicazioni durante la sospensione per acqua
(Foto Gino Mancini)
FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – I test match contro Nagoya e Yokohama, disputati dalla Roma in Giappone, hanno lasciato una scia di enormi perplessità nell’ambiente romanista. Alcuni singoli – su tutti Abraham – non sono riusciti a sfruttare l’occasione per dare una sterzata al periodo di grandi difficoltà palesate nell’ultimo periodo in campionato. Ma anche sul piano delle prestazioni complessive, al netto delle diverse assenze tra infortuni e Mondiali, la Roma è apparsa la stessa squadra delle ultime settimane:lenta, impacciata, incapace di creare occasioni da gol e perforabile a livello difensivo.
Il cambio di modulo operato da Mourinho lo scorso anno con il passaggio al 3-4-2-1 permise al lusitano di trovare un grande equilibrio difensivo, con il ritorno in pianta stabile di Smalling, ma anche una discreta efficacia offensiva, con Zaniolo più accentrato e vicino a Abraham, Pellegrini a supporto delle due punte, ma soprattutto Mkhitaryan in mezzo al campo a dare qualità alle transizioni giallorosse.
La Roma, in particolar modo dopo l’infortunio di Dybala, ha perso invece in questa stagione vivacità offensiva, spunto e qualità. Come ha dichiarato Mou, la ‘luce si è spenta’ e così anche la manovra giallorossa, sempre più appiattita sulle linee di un 5-3-2 del tutto innocuo o quasi per gli avversari. Ieri però potrebbe essere scattata una scintilla tattica per ridare entusiasmo ad una squadra che appare decisamente spaesata e slegata in campo. Nella ripresa, complice il risultato di svantaggio, Mourinho ha cambiato volto alla Roma: 4-1-4-1 con Ibanez largo a sinistra (assenti Vina e Spinazzola), Camara davanti alla difesa, Bove e Volpato mezzali interne con Zaniolo ed El Shaarawy a supporto di Shomurodov.
Rispetto al primo tempo, contro lo stesso avversario che aveva chiuso la prima parte sul 2-0 e contro cui la Roma aveva creato una sola occasione da gol con El Shaarawy nei minuti di recupero, la squadra giallorossa ha prodotto una mole di gioco enorme con 15 conclusioni verso la porta, tre gol realizzati su azione e almeno 8-9 palle gol nitide davanti al portiere. Un ribaltamento totale di inerzia, certamente di atteggiamento, ma anche la sensazione che diversi calciatori abbiano bisogno di questa nuova chiave tattica per ritrovare spunto, coraggio offensivo e combinazioni nell’ultimo terzo di campo.
Come potrebbe cambiare la Roma?
E’ presto per capire se la variazione di ieri sarà una traccia che Mourinho seguirà e approfondirà nel ritiro in Portogallo. Ma la sensazione è che diversi calciatori potrebbero giovarne. A cominciare da Zaniolo, che quando è chiamato a giostrare in zona centrale, spalle alla porta, fatica quasi sistematicamente a trovare la posizione giusta ed è naturalmente portato ad ingaggiare duelli rusticani con il marcatore a 40-50 metri dalla porta, finendo spesso per infrangersi sul muro difensivo avversario. Pellegrini tornerebbe a fare la mezzala sinistra con Dybala che partirebbe alto a destra con libertà di inventare, accentrarsi e trovare spontaneamente la mattonella giusta per incidere: due fonti di gioco parallele capaci di innescare compagni sugli esterni o arrivare alla conclusione.
Della possibile variazione di modulo godrebbe probabilmente anche Abraham: l’inglese infatti potrebbe sfruttare meglio gli spazi creati dagli altri compagni, aggredendo con più vigore l’area di rigore. El Shaarawy, ma anche lo stesso Solbakken, diventerebbero ricambi di qualità a partita in corsa, ideali nel ruolo di esterni offensivi. Infine Matic, giostrando da perno centrale di una mediana a tre sfrutterebbe la copertura e il dinamismo di due compagni ai suoi lati, per alzare il livello del possesso e innescare transizioni verticali in perfetto stile Mou.
La Roma ha bisogno di una scossa, che difficilmente arriverà dal mercato e Mourinho deve rintracciarla internamente, lavorando con il suo staff ad un restyling della formazione, del gioco e dell’efficacia complessiva. Chissà che la traccia da seguire non sia arrivata in Giappone…
Non c’è spazio ancora per Paulo Dybala al Mondiale, ma l’Argentina dopo la sconfitta storica contro l’Arabia Saudita si è rialzata. Seppur con un po’ di fatica la Seleccion ha battuto 2 a 0 il Messico e conquistato così tre punti preziosi per il girone aspettando l’ultima gara con la Polonia.
Protagonista ancora una volta Leo Messi che sblocca la gara al 64′ e all’87’ arriva il gol di Enzo Fernandez che chiude la gara sul punteggio di 2 a 0. Ancora una volta Paulo Dybala resta in panchina per 90′.
Paulo Dybala in 20 minuti contro il Torino ha nuovamente dimostrato quanto sia diversa in positivo la Roma con la sua presenza in campo. Non è bastato però per vincere e in assoluto i giallorossi si sono attardati molto in classifica nel periodo della sua assenza. Ora a gennaio, dopo il Mondiale, Mourinho spera possa contribuire a riportare in Champions i giallorossi.
Come scrive la Gazzetta dello Sport, il settimo posto attuale, infatti, è lontano dai sogni e bisogni di agosto ed è per questo che Dybala, stella indiscussa del gruppo giallorosso, dovrà assumersi un carico ulteriore di responsabilità.
I bilanci si fanno solo a fine stagione, ma per un campione che ha un tipo di contratto come quello di Dybala è logico pensare che le conclusioni si possano trarre in due, cioè da parte della società e del giocatore stesso. Dybala, infatti, l’attaccante argentino ha sottoscritto un contratto triennale con opzione per un ulteriore quarto anno in giallorosso, ma in quelle pagine c’è anche un passe partout che potrebbe portare lontano. Ovvero, una clausola di rescissione da 20 milioni utile all’argentino per liberarsi qualora la Roma non riuscisse a regalargli quella partecipazione alla Champions League che resta un suo obiettivo.