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Roma, bilancio con un leggero disavanzo: attesa solo una multa. Venerdì il verdetto UEFA

La Roma ha ufficialmente chiuso i conti con l’UEFA entro la scadenza fissata al 30 giugno, pur facendo registrare un leggero disavanzo rispetto agli obiettivi economici prefissati. Il traguardo delle plusvalenze — stimato intorno ai 20 milioni di euro — non è stato pienamente centrato, ma il club ha comunque potuto tirare un sospiro di sollievo grazie alla cessione in extremis di Tammy Abraham, operazione definita sul filo di lana e fondamentale per limitare il gap.

Nonostante il piccolo scostamento, da Trigoria filtra un cauto ottimismo. La dirigenza giallorossa non si aspetta penalizzazioni gravi da parte dell’organo di controllo UEFA. L’ipotesi più concreta, infatti, è quella di una sanzione di natura economica, presumibilmente una multa contenuta che non dovrebbe incidere sul percorso sportivo della squadra.

Tutti gli occhi sono ora puntati su Nyon, dove venerdì è in programma la riunione del “Club Financial Control Panel“, la commissione dell’UEFA incaricata di esaminare il dossier finanziario della Roma. Proprio nel pomeriggio dello stesso giorno è atteso un comunicato ufficiale che chiarirà l’entità delle eventuali sanzioni.

L’esito più probabile è quello di una multa di qualche milione di euro. Al momento, sembra da escludere una sanzione di tipo tecnico, come ad esempio la riduzione della rosa nelle competizioni europee. Un segnale, questo, che il club sta cercando di rispettare la linea del fair play finanziario, pur tra mille difficoltà.

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Pinto a colloquio con l’UEFA ma nessuna modificata al settlement agreement

Dopo la conferenza stampa di ieri, Tiago Pinto insieme ad una delegazione della Roma questa mattina è volato a Nyon per un confronto con l’UEFA. Sul tavolo ci sono ovviamente i temi che – dalla fine dell’estate – stanno condizionando fortemente il lavoro del club e del gm giallorosso sul calciomercato.

Come riporta gazzetta.it, l’incontro è stato programmato per continuare il dialogo sui temi del Fair play finanziario e, soprattutto, del settlement agreement sottoscritto a settembre.

Nessuna modifica agli attuali paletti imposti dal FFP, ma solo un vertice di controllo, già programmato al pari di altri club sanzionati nei mesi scorsi dall’UEFA.

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L’UEFA annuncia: approvato il nuovo regolamento economico per club. Stop al Fair Play Finanziario

Addio al Fair Play Finanziario, l’UEFA vara il nuovo regolamento per i club. In una conferenza stampa che ha seguito la riunione del comitato esecutivo, questa mattina è stata annunciata l’approvazione dei nuovi regolamenti finanziari di sostenibilità per i club, che andranno a sostituire il FFP. Il paletto principale spiegato da Ceferin sarà quello del tetto del 70% dei ricavi annui, come soglia per la spesa dei club per stipendi, trasferimenti e commissioni per gli agenti. Lmite a cui si arriverà gradualmente nel giro di tre anni a partire da luglio.

Ecco la nota ufficiale.

Il Comitato Esecutivo UEFA ha approvato oggi durante la riunione di Nyon il nuovo regolamento UEFA Licenze per Club e Sostenibilità Finanziaria.  Il regolamento è la prima grande riforma alla normativa finanziaria UEFA dalla sua introduzione nel 2010.

Il presidente UEFA, Aleksander Čeferin, ha dichiarato:

“Il primo regolamento finanziario UEFA, introdotto nel 2010, ha adempiuto al suo scopo primario. Ha aiutato a risollevare le finanze del calcio europeo dal baratro e ha rivoluzionato il modo in cui vengono gestite le squadre di calcio europee. Tuttavia, l’evoluzione dell’industria del calcio, insieme agli inevitabili effetti finanziari della pandemia, ha evidenziato la necessità di una riforma completa e di nuove norme sulla sostenibilità finanziaria.

“La UEFA ha lavorato insieme agli stakeholder del calcio europeo per sviluppare queste nuove misure che aiutino i club ad affrontare queste nuove sfide. Questi norme ci aiuteranno a proteggere e preparare il calcio a qualsiasi potenziale shock futuro, incoraggiando al contempo a fare investimenti razionali e a costruire un futuro più sostenibile per l’intero comparto calcistico”.

Dato il loro nome, non è una sorpresa che l’obiettivo principale dei nuovi regolamenti sia quello di raggiungere la sostenibilità finanziaria. Questa sarà raggiunta attraverso tre pilastri chiave: solvibilità, stabilità e controllo dei costi.

Per quanto riguarda la solvibilità, la nuova regola riguardo le posizioni debitorie scadute (verso club, dipendenti, autorità sociali/fiscali e la UEFA) assicurerà una tutela migliore dei creditori. I controlli saranno eseguiti ogni trimestre e ci sarà meno tolleranza verso i morosi.

I nuovi requisiti sui ricavi sono un’evoluzione degli attuali requisiti di pareggio di bilancio e porteranno una maggiore capacità alle finanze dei club. Per facilitare i club ad applicare tale normativa, il calcolo dei guadagni sarà simile al calcolo del risultato di pareggio di bilancio. Mentre lo scarto accettabile è aumentato da 30 milioni di euro in tre anni a 60 milioni di euro in tre anni, i requisiti per garantire il valore equo delle transazioni, per migliorare il bilancio dei club e per ridurre i debiti sono stati notevolmente rafforzati.

La più grande innovazione nel nuovo regolamento sarà l’introduzione di una norma che regolarizza i costi di gestione della squadra, al fine di portare un migliore controllo delle spese in relazione ai salari dei giocatori e ai costi per i trasferimenti. La normativa limita la spesa per gli stipendi, per i trasferimenti e per le commissioni degli agenti al 70% delle entrate del club. Le valutazioni saranno eseguite su base tempestiva e le violazioni comporteranno sanzioni finanziarie predefinite e misure sportive. Il nuovo regolamento entrerà in vigore nel giugno 2022 ed entrerà gradualmente a pieno regime in tre anni, dando così ai club il tempo necessario per adeguarsi.

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APPROFONDIMENTI

Stop al Fair Play Finanziario: pronte le nuove regole finanziarie. Ecco il tetto di spesa al 70% (AUDIO)

FOCUS RS – Dopo anni di dispute, sanzioni, decisioni fortemente indirizzate dalla politica sportiva e dal diverso peso dei club coinvolti, la pandemia ha sferrato un colpo decisivo all’impianto del Fair Play Finanziario, che l’UEFA ha deciso ormai da mesi di rivisitare. Ad inizio aprile, il comitato esecutivo del massimo organismo calcistico europeo, sarà chiamato a votare il nuovo impianto di regole finanziarie che porterà di fatto ad un ritorno al passato.

Come riferisce il New York Times, fino a questa stagione ai club era imposto di fatto il principio del pareggio di bilancio: le società non potevano spendere più di quanto ricavavano e oltre determinate soglie erano previste sanzioni dalle multe alle esclusioni dalle competizioni internazionali. Il Fair Play Finanziario, con questa impostazione, sarà cancellato. 

Ceferin elimina il sistema Platini

La strada intrapresa sarà così quella di un tetto alle spese, ma in maniera più soft rispetto alle attese: i costi legati alle squadre, secondo il nuovo regolamento, non potranno superare il 70% dei ricavi. Di fronte alle difficoltà anche legali, l’UEFA ha abbandonato infatti l’ipotesi di un salary cap in stile statunitense, optando per una proposta che, dopo un periodo di attuazione di tre anni, richiederà ai club di mantenere le proprie spese entro un limite. Nel primo anno il tetto sarà del 90%, per poi arrivare entro un triennio al 70%. Ci sarà la possibilità di spendere fino a 10 milioni di euro in più la soglia massima, salvo però che il club sia in possesso di un bilancio sano e non sia stato mai sanzionato in precedenza dall’UEFA. Le normesaranno anche rinominate: addio Financial Fair Play (in italiano poi spesso tradotto in Fair Play Finanziario), si parlerà in maniera più semplice di “regolamento per la sostenibilità finanziaria”.

Secondo uno studio del Corriere dello Sport, solo Milan e Atalanta ad oggi rientrerebbero in questa soglia. Roma, Inter, Juventus, ma anche Napoli e Lazio spendono per la propria rosa (ammortamenti + monte ingaggi) più del 70% del proprio fatturato. Ecco l’intervento di Alessandro Giudice (Cor Sport) a Retesport in merito alle nuove regole che l’UEFA imporrà in vista delle prossime stagioni