“Ci sono molti rumors, sapete come funziona… Non mi interessa l’importanza del club, ciò che conta è il modo in cui si vogliono fare le cose. Cerco una società che sia disposta a lottare insieme a me”.
Questa la risposta di Francesco Farioli, da ieri ormai ex tecnico dell’Ajax, ai microfoni di Ziggo.com in merito ad un suo possibile trasferimento in giallorosso.
L’allenatore toscano, accostato in queste ore al Braga, pare abbia già rifiutato questa ipotesi. Premier, Bundesliga o uno sbarco in Serie A sono nelle sue mire.
Le immagini delle sue lacrime, pubblicate anche sui social ufficiale del club olandese sono emozioni, che comunque sia andata, rimarranno nel cuore di tutti. L’Ajax ha perso la grande occasione di vincere il titolo a distanza di diversi anni, nonostante un vantaggio monstre di punti dilapidato nelle ultime giornate. Alla fine ha trionfato ancora il PSV e nel pomeriggio il tecnico toscano si è lasciato andare ad uno sfogo poi coperto dall’abbraccio dei suoi collaboratori.
Secondo quanto riportato dall’emittente olandese ESPN, le strade di Farioli e l’Ajax sembrano destinate a separarsi e la motivazione risiede nelle numerose incomprensioni tra l’allenatore e la dirigenza legate soprattutto al mercato e alla scarsa qualità di alcuni reparti del centro sportivo (le attrezzature per la fase di recupero e il cibo fornito).
Il tecnico sarebbe molto dubbioso nel continuare questa avventura e i risultati negativi dell’ultimo periodo sembrano aver allontanato ulteriormente le parti.
Inoltre Farioli avrebbe avuto un diverbio con il direttore tecnico Alex Kroes, il quale avrebbe chiesto all’allenatore di giocare un calcio più offensivo e sottolineato come soltanto una parte degli incassi provenienti dalla qualificazione in Champions League sarebbero stati reinvestiti
L’Ajax di Farioli alla fine non ce l’ha fatta. Dopo aver dilapidato 9 punti di vantaggio e aver subito il sorpasso domenica scorsa dal PSV, la formazione del tecnico toscano ha concluso il campionato al secondo posto.
Spesso accostato alla panchina della Roma, Farioli ha rilasciato le seguenti dichiarazioni ai microfoni di ESPN:
L’amore tra l’allenatore e la dirigenza c’è ancora? “L’amore per questo club è qualcosa che mi rimarrà per sempre. La mia carriera da allenatore è iniziata da poco, ma ciò che mi ha dato questa squadra e come mi ha rappresentato è unico. Per me significa tutto”.
Quale può essere il prossimo step per l’Ajax? “Amo voltare pagina e guardare al futuro, ma oggi permettetemi di concentrarmi su questo giorno davvero emozionante. Sto provando tante sensazioni. Il futuro? Ci penseremo da domani mattina”.
Non ha dubbi sul futuro dell’Ajax? “Su quello dell’Ajax assolutamente no…”.
E sul suo futuro? “Il futuro dell’Ajax è più importante”.
Non risponderà a questa domanda… “Ti ho già dato una risposta…”.
Il legame con questo club? “Supereremo questo momento, ma il legame con questa squadra resterà e va anche oltre l’aspetto professionale”.
Resterà all’Ajax? “Ho già risposto a questa domanda”.
Cosa pensa della dirigenza? “La fiducia c’è sempre stata. Oggi voglio concentrarmi sul mix di emozioni che sto provando”.
Ha dei dubbi sulla permanenza? “Non preoccupatevi. Le persone che devono sapere già sanno”.
“Ricevo molte chiamate, in generale. Non riguarda solo me, fa parte del nostro lavoro parlare con colleghi, altri allenatori, direttori. Per discutere di come giochiamo, per parlare di giocatori. Sai che la mia dedizione è rivolta all’Ajax”, queste le parole di Francesco Farioli, tecnico della formazione olandese, accostato alla panchina della Roma nei giorni scorsi.
Farioli sarebbe il candidato di Ghisolfi alla panchina giallorossa, dopo la collaborazione dei due a Nizza. Ieri Ranieri ha glissato sull’argomento definendolo un tecnico giovane e bravo, ma anche aggiungendo ‘aspetterà’, nella coda finale della conferenza, che dai più è stato interpretato come un segnale di chiusura.
Nel corso della conferenza stampa di ieri, Farioli ha commentato anche l’addio di Rensch: “Offerta irrinunciabile”.
Il futuro della Roma si sta delineando, in campo così come in panchina. E tra le candidature top (quelle di Massimiliano Allegri e Carlo Ancelotti, per esempio) si sta facendo strada il nome di Francesco Farioli, l’attuale tecnico dell’Ajax. Tanto che tra la Roma e l’allenatore toscano ci sono già stati dei contatti.
Come rivela la Gazzetta dello Sport, durante le vacanze natalizie la Roma ha sondato la disponibilità di Francesco Farioli, che ha avuto dei contatti sia con Florent Ghisolfi sia con Claudio Ranieri.
Contatti che sono stati considerati positivi, anche per la serie di informazioni e di idee che l’attuale tecnico dell’Ajax ha messo sul piatto della bilancia, come è anche suo solito fare. Ranieri ne ha tratto un’impressione positiva, anche se per le valutazioni finali ci vorrà ancora un po’ di tempo.
Farioli con l’Ajax ha un contratto fino al 2027 e in questo momento sta facendo un mezzo miracolo, considerando che il budget estivo degli olandesi è stato di 2,5 milioni di euro. L’Ajax viene dal successo per 2-0 in casa dell’Heerenveen e oggi è a una sola lunghezza di distanza dalla vetta, occupata dal Psv Eindhoven.
Daniele Cavalletto, vice di Farioli al Nizza, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport per raccontare la sua esperienza personale, nell’ultima stagione sportiva, al fianco del neo ds giallorosso – Florent Ghisolfi – scelto dai Friedkin come successore di Pinto:
La prima domanda è d’obbligo: insieme a Farioli sarete i primi due italiani ad allenare all’Ajax. Quanta emozione c’è? “E’ una grande esperienza, una grande responsabilità, è una sfida emozionante. Ripartiremo dall’Ajax che quest’anno hanno vissuto una stagione difficilissima. E’ un biennio che non performano ai livelli storici dell’Ajax e quindi sarà affascinante iniziare questo nuovo percorso”
Hai collaborato con Ghisolfi al Nizza. Le prime curiosità: pronuncia del cognome e parla italiano? “Florent Ghisolfì con l’accento sulla i finale come pronuncia, quindi alla francese. Ha origini italiane, ha dei parenti provenienti dalla Corsica ma italiani di origini. Capisce molto bene l’italiano, non si poteva dire nulla nella nostra lingua che lui non capisse durante le riunioni, (ride ndr), ma noi capivamo bene anche il francese, quindi ci difendevamo bene. Ha degli strumenti di comprensione sull’italiano, dovrà magari migliorare la lingua, ma è un ragazzo intelligente ci riuscirà in pochissimo tempo”
E’ un dirigente adatto al calcio italiano? “Non siamo riusciti a parlare con lui di questa eventualità di Roma, perchè si è concretizzata solo nelle ultimissime settimane, mentre noi eravamo in lotta per la Champions, quindi la testa era concentrata sul campo. La piazza giallorossa è una ‘Gardaland’ calcistica, chiunque vorrebbe approdare a Roma ma per converso è anche un luogo che si porta dietro tante difficoltà, bisogna essere pronti a reggere le pressioni, le ambizioni, l’attenzione dei media. Passare da Nizza a Roma è un salto importante per Florent, ma se c’è una caratteristica che ha è l’equilibrio. Lo considero una persona molto calma, equilibrata, non ha mai perso le staffe in un anno e penso che possa servigli per acclimatarsi al meglio”
Ha lanciato Farioli a Nizza, ritrova De Rossi a Roma. C’è un’assonanza nel modo di lavorare. Come opera a livello di scouting e nel rapporto con l’allenatore? “E’ una persona preparata. E’ molto schivo con la stampa, ma sa che arrivando a Roma dovrà ricalibrarsi in una realtà mediatica notevolmente superiore. E’ molto discreto, in tutte le operazioni di mercato abbiamo sempre saputo all’ultimo quali fossero i nomi reali e le operazioni che stava chiudendo. Non ha mai dato in pasto a noi e all’ambiente nomi fuorvianti. Lo trovo un segnale di serietà, la riservatezza significa non rovinare il piano che si sta portando a termine. Quando arrivammo a Nizza, a ridosso dell’inizio della preparazione, subito si è instaurato un rapporto diretto tra Farioli e Ghisolfi, hanno lavorato alacremente ogni giorno insieme per rintracciare i profili adatti. A Florent piace il confronto, gli piace parlare di calcio, di giocatori. E’ un uomo di campo, è un direttore che ama parlare di calcio anche con noi collaboratori”.
Rapporto con i giocatori? “Ama avere un rapporto diretto con i giocatori, amichevole e confidenziale ma sempre nel rispetto dei ruoli. Lui dopo aver giocato è stato assistente e vice-allenatore, quindi si porta dietro anche questa capacità di instaurare un rapporto diretto con i calciatori, non di spionaggio ma di confidenza. Non è però un invadente, non è uno che soverchia il ruolo dell’allenatore, sa stare al suo posto pur avendo il diritto di ricevere spiegazioni. I suoi interventi nello spogliatoio sono stati sempre mirati”
David è un profilo da Roma? E’ pronto per il salto in Serie A? “In Francia ci sono diversi profili interessanti, tra questi c’è David. Il direttore conosce sicuramente benissimo David, lo abbiamo affrontato da avversario, c’è piaciuto moltissimo, ha 24 anni, nel Lille quest’anno ha fatto veramente la differenza. Penso possa essere un profilo interessante per Roma e in generale per il campionato italiano”.